| di
Guido Montanari Il gioco langue a rilento per
linee orizzontali e in attacco Ferraro e Tiberi non la vedono mai. I dorici sconfitti
dalla Lodigiani escono dalle zone alte della classifica. E' un'Ancona sempre più piccola.
E adesso sono guai. Ed anche seri. L'Ancona si fa sempre più piccola e lascia le penne
anche in una Roma insolitamente triste. Tra la pioggia e il fango del Flaminio emerge
meritatamente la Lodigiani che si dimostra, come nelle previsioni, squadra sorniona,
tecnica e di esperienza. Qualità che dovrebbero portarla lontano in questo campionato di
C2. Chi per adesso invece esce completamente dai giochi di alta classifica è l'Ancona di
Frosio che, anzi, da ieri sera dovrà cominciare a guardarsi le spalle perchè la zona
playout si sta avvicinando pericolosamente. Sono ben sedici i punti di distacco dalla
capolista Massese che domenica verrà al Del Conero. E meno male che, grazie alla
sconfitta del Bellaria, i playoff restano a 4 punti. E' forse uno dei momenti più neri
del calcio dorico degli ultimi anni, fatta eccezione ovviamente per il fallimento che
Pieroni ha "regalato" ad Ancona sportiva nella scorsa estate. Quello è stato
certamente il momento più basso, ma certo anche collezionare ceffoni in C2 non è
propriamente il massimo della vita. Bisogna uscire da questo tunnel, ma come? Tra l'Ancona
e i previsti rinforzi di gennaio ci sono ancora due partite: i dorici riusciranno a
frenare questa caduta verticale? CHI TIRA IN PORTA? Nel primo tempo, finchè il risultato
era sullo 0-0, i biancorossi sono stati all'altezza: non avevano mai impensierito i
capitolini ma comunque li avevano imbrigliati bene. C'era stato un solo pericolo serio al
4' con Gioacchini che solo davanti a Passarini si faceva respingere il tiro dal portiere.
Nell'occasione Gagliarducci si infortunava ed era subito costretto a uscire (dentro
Moroni). Sulla sponda dorica un tiro di Tiberi e un paio di mischie senza esito. Niente
altro. L'ANCONA AFFONDA - Un problema questo dell'attacco spuntato che si evidenzia alla
grande nei secondi 45 minuti, soprattutto quando la Lodigiani va in vantaggio e arretra un
pochino il suo baricentro. Ferraro e Tiberi in pratica non la vedono mai anche perchè,
questo bisogna dirlo, non ci sono troppe invenzioni a metà campo e il gioco biancorosso
prosegue monotono per linee orizzontali. Ma dicevamo del vantaggio dei romani: al 3'
minuto della ripresa Berardi si ferma incredibilmente chiedendo il fuorigioco e mentre lui
guarda il segnalinee, Pisciotta infila il pallone nell'angolino dove Passarini non può
arrivare. Un'ingenuità che grida davvero vendetta. Sfiora il raddoppio in due occasioni
la Lodigiani, bravo Passarini a non farsi sorprendere ma nulla può al 34' quando in
contropiede Cangini trova il gol del 2-0. L'Ancona che prova ad attaccare ma lo fa in
maniera sterile e poco convinta e l'esperta Lodigiani che di rimessa sferra il colpo del
ko: tutto secondo copione. Frosio prova a dare una scossa alla squadra inserendo Vecchiola
e Antenucci al posto degli spenti Carboni e Tiberi, ma ottiene solo il risultato di
addolcire la pillola: a tre minuti dalla fine Antenucci si libera bene in area e accorcia
le distanze mettendo a segno il suo primo gol in biancorosso. Magra consolazione. LA
DIFFERENZA C'E' - Tra l'Ancona e la Lodigiani c'è una differenza netta ma si sapeva:
quella di Puccica è una squadra "pensata" nel lontano luglio scorso per tentare
la promozione in C1, quella dorica è nata in pochi giorni a settembre quando gli altri
già giocavano. Non bisogna meravigliarsi se sta prendendo schiaffi, forse aveva fatto
troppo all'inizio illudendo un po' tutti. In una cosa però i tifosi dorici hanno ragione:
meritano di più, come hanno chiesto a gran voce gli Ultras presenti ieri al Flaminio. La
società lo sa e al mercato di gennaio deve assolutamente dare una marcia in più a questa
Ancona.
|