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Mimmo Cugini Ferraro illude, doccia fredda al 90 Ancona raggiunta dal Viterbo
allo scadere di una gara ben controllata.
Decollo rinviato, stavolta il finale è tutto amaro per lAncona che si vede
raggiungere dal Viterbo al novantesimo alla fine di una partita che forse avrebbe meritato
di vincere e che invece pareggia. Ci può stare. Anche se a quel punto, novantesimo
appunto, la vittoria era praticamente in mano alla squadra di Frosio. Per questo il
pareggio è decisamente amaro. Per lassalto al secondo posto della classifica il
Del Conero si riempie meno del previsto, peccato perchè una squadra nata tra
mille difficoltà e che ha vinto le prime due partite meriterebbe un po di fiducia
in più. Frosio lascia in panchina Moroni e Berardi, le novità sono Carboni e Vecchiola,
mentre Tiberi è ancora costretto a guardare dalla tribuna, sarà disponibile dal match
col Gubbio. Viterbo che pensa solo a difendersi e Ancona che prende in mano il pallino del
gioco da subito, con Coppola in mezzo a Carboni e Segarelli, Buonocore sulla verticale di
Ferraro e soprattutto un devastante Vecchiola sulla fascia sinistra, Seba
parte a mille e il povero Gattari non ci capisce niente. Vuoi vedere che fa ancora la
differenza. Se cresce di condizione il Vecchio ci farà divertire, garantito.
Sedici minuti per capire come colpire il Viterbo e poi allAncona basta ricordarsi di
avere Ferraro. Crossa Vecchiola dalla sinistra e Huguito è lì pronto a
colpire. Stavolta decide di schiacciare il pallone, Fimiani resta di sasso e lui può
correre verso la curva nord facendo capriole. Sui palloni alti il Viterbo trema e anche
Segarelli (31) su cross dalla sinistra di Buonocore sfiora il raddoppio (palla alta
sulla traversa). Controllo del centrocampo, pressing sugli avversari quando si avvicinano
a Passarini e gestione della partita: ecco lAncona della seconda parte del primo
tempo che tira il fiato perchè il fiato ancora non può esserci e non rischia mai per
lattenzione che Gagliarducci, Castorina e Marcuz mettono nel controllare lo spaesato
Polani, lasciato tutto solo in avanscoperta. Nel finale di primo tempo lAncona torna
a spingere sullacceleratore, Vecchiola ci prova da lontano e Buonocore per un niente
perde lattimo giusto. Tutto sommato il vantaggio di un gol con il quale
lAncona chiude il primo tempo è persino poco, visto che il Viterbo pensa solo, o
quasi, a difendersi. A inizio ripresa la partita resta sulla stessa falsariga, se vogliamo
trovare un difetto a questa Ancona è leccessiva distanza tra i reparti, ma è un
problema destinato a sparire quando la condizione sarà al top e la squadra non sarà più
spalmata su 70 metri, ma raccolta in 40. Il primo tiro in porta del Viterbo arriva al
10 della ripresa, ci prova Iezzi dai 25 metri ma per Passarini non è un problema
raccogliere il pallone. Susini sposta Iezzi a sinistra e crea qualche problema a
Gagliarduci sul piano della velocità, il Viterbo attacca quasi sempre sulla zona destra
della difesa dorica e riesce a sfondare. Allora Frosio corre ai rimedi e inserisce Moroni
che va a giocare in difesa a destra, mentre Vendrame diventa il quarto di centrocampo nel
ridisegnato 4-4-2. Cè una bella azione di Vendrame a sinistra conclusa da Buonocore
che trova Fimiani pronto alla parata (20) e poi è il Viterbo a farsi pericoloso,
ancora con Iezzi che taglia il campo da destra a sinistra e dopo aver saltato tre
difensori conclude dal limite, ma trova la deviazione di Castorina e la palla finisce in
angolo. Alla mezzora tocca anche a Ciotti che va a prendere il posto di Gagliarducci
dopo che Perrulli aveva preso il posto di Faieta nel Viterbo. Tocca anche a Berardi che
prende il posto di Carboni, poi lAncona va vicina al secondo gol con un gran tiro di
Segarelli dal limite sugli sviluppi di un calcio dangolo (34) e sembra
controllare senza patemi la partita. Ma negli ultimi secondi il Viterbo coglie prima il
palo con Perrulli, che si trova smarcato da una serie di rimpalli e poi pareggia con lo
stesso Perrulli che infila il sette su punizione dopo un incredibile errore di Buonocore
che non riesce a liberare larea e poi commette anche fallo. Chiamatela pure beffa.
di Ferdinando Vicini
«Gare ravvicinate, pagato lo sforzo» Frosio: «Hanno azzeccato lultimo tiro,
dovevamo gestire meglio la palla».
«Peccato perché ci è sfuggita una vittoria importante. Non siamo riusciti a gestire
bene il finale. Abbiamo perso lucidità facendo un controllo di palla poco produttivo».
L'amarezza di Frosio per il successo sfuggito proprio all'ultimo tuffo è tutta in queste
parole settate a caldo pochissimi minuti dopo il fischio finale. Il trainer biancorossi
però spiega subito di non aver nulla da rimproverare a suoi. «Per tre quarti di gara
abbiamo offerto un'ottima prestazione. Purtroppo abbiamo avuto un po' di paura nel finale
e abbiamo commesso qualche errore di ingenuità che abbiamo pagato a caro prezzo». Frosio
cerca di far buon viso a cattivo gioco e sottolinea le difficoltà che sono emerse nella
ripresa sul piano fisico: «Abbiamo sofferto alla fine anche per la stanchezza, purtroppo
non siamo riusciti a realizzare il secondo gol. Ho dovuto fare due cambi forzati, quello
di Gagliarducci che aveva preso una botta e quello di Vecchiola che sapevo che sarebbe
calato alla distanza.» Comunque il tecnico assolve in pieno i suoi: «Siamo stati un po'
troppo sicuri di poter condurre in porto la vittoria, invece nel finale siamo andati in
affanno. Però il mio giudizio sul comportamento complessivo della squadra rimane molto
positivo. Se Viterbo non avesse azzeccato l'ultimo tiro staremmo qui a parlare della terza
vittoria consecutiva». Qualche giudizio sui singoli, in ordine sparso: «Carboni era
stanco, non aveva mai fatto novanta minuti e l' ho dovuto cambiare. Buoncore mi sembra che
sia andato molto bene, come quasi tutti del resto». Il rammarico per i due punti sfumati
però rimane dentro, nonostante le considerazioni positive sul comportamento della sua
squadra. Frosio lo tira fuori a denti stretti: «Sarebbe bastato gestire meglio la palla e
non avremmo subito il pareggio. Mi dispiace perché subire il pari al novantesimo è
sempre molto spiacevole, lascia l'amaro in bocca. Inutile negarlo. Abbiamo pagato anche la
fatica per le due gare ravvicinate nel giro di quattro giorni». Ferraro goleador di nuovo
ma stavolta senza sorriso: «La fatica delle due gare l'abbiamo sentita. Troppe due
partite in tre giorni. Il gol? Bravo Vecchiola a mettere una gran palla».
di Matteo Massi
"Un peccato farsi raggiungere così ma resto sereno". E Ferraro dà energia
allo spogliatoio:
"Felice al di là del gol Sette punti in tre gare non sono da buttare". Amaro,
amarissimo finale. Pierluigi Frosio prova a farsene una ragione per una vittoria, la terza
di fila della "sua" Ancona, che è sfuggita proprio all'ultima curva. Nessun
rimprovero pubblico ai suoi, ma la gestione della partita in quei concitati minuti finali
non l'ha soddisfatto. Non ci gira troppo attorno e va subito al centro della questione.
"Bastava controllare la partita - esordisce in sala stampa - come avevamo fatto per
buona parte della gara. Abbiamo tenuto palla, non abbiamo rischiato tantissimo fino al gol
del pareggio del Viterbo. E dovevamo gestirli meglio gli ultimi minuti. Abbiamo buttato
due punizioni in mezzo, quando sarebbe stato meglio mantenere il possesso palla". Il
Viterbo, più che altro con la forza della disperazione, ha trovato invece la via del gol.
"I nostri avversari sono stati bravi a crederci fino alla fine. Ai miei giocatori -
aggiunge Frosio - non ho nulla da rimproverare. Anzi la squadra mi è piaciuta, e per
trequarti di gara ha fatto vedere del buon calcio. Ho messo Carboni a fare il terzino
soltanto perché Iezzi (l'esterno sinistro del Viterbo) giocava piuttosto 'alto'. Sono
stato costretto a fare due cambi. A Gagliarducci faceva male il ginocchio e sapevo che
Vecchiola non avrebbe retto tutti i novanta minuti. Comunque non ci siamo difesi, ci siamo
limitati a controllare, d'altronde giocando ogni due giorni non si può pretendere di
tenere i ritmi sempre alti. E la squadra non si è comportata male, anche perché con
Segarelli e Ferraro ci siamo resi comunque pericolosi". Frosio non fa drammi per il
primo pareggio stagionale dell' Ancona, ma si morde i gomiti se ripensa che la sua squadra
era arrivata ad un passo dalla terza vittoria di fila. Perrulli gli ha giocato un brutto
scherzo. Emanuele "Huguito" Ferraro si gode il suo momento. Cinque gol in tre
partite. "E' stato bravo Vecchiola a mettere al centro un gran pallone ed io ho
trovato il tempo per colpirlo. Mi dispiace per il pareggio, ma abbiamo fatto comunque una
buona partita e poi sette punti in tre partite non sono certo pochi".
di Andrea Principi
In tribuna d'onore la rabbia di Schiavoni. "Pazzesco crollare così: confesso la
mia delusione"
Sergio Schiavoni c e rimasto male, il pareggio del Viterbo gli ha rovinato la serata. Non
che fino a quel momento fosse stato tranquillo, con molta agitazione stava seguendo la
crescita del Viterbo ed il calo dell'Ancona. "Un delitto crollare così negli ultimi
15 minuti -esordisce Schiavoni -. Abbiamo proprio tiratoi remi in barca, cos'i il Viterbo
ha preso coraggio. Non era assolutamente un discorso di stanchezza, il fatto è che i
giocatori dorici pensavano già di aver vinto la partita, avevano perso tutta la
brillantezza dimostrata nel primo tempo. E poi c e anche andata bene un paio di volte. Il
Viterbo ha preso pure un palo...". E negli ultimi minuti gli ospiti avevano anche un
uomo in meno... Dunque tutto sommato per Schiavoni il pareggio è giusto? "Beh, nel
primo tempo l'Ancona ha fatto vedere delle ottime cose, loro sono venuti fuori solo
nell'ultimo quarto d'ora, ma è stata colpa nostra più che merito del Viterbo". Di
buono c e comunque il gol di Ferraro, il quinto in tre partite. "Sì, è stato bravo,
ma non mi va giù quell'ultimo quarto d'ora della partita. Se i giocatori si fossero
impegnati di più, avremmo portato a casa un'altra vittoria". Quella di Schiavoni è
una critica espressa in generale, non contro singoli giocatori. "E' stata proprio
tutta la squadra a calare, e pensare che stava andando così bene, con quel gran primo
tempo. Ecco, ci sarebbe voluto un altro gol nel primo tempo, e allora saremmo stati
proprio tranquilli".
di Luca Frezzotti
"Se si lotta così la serie non conta.
Meritava un premio migliore la bella cornice di pubblico che ha accompagnato li seconda
uscita casalinga dell'Ancona. Meritava di esultare ancora il pubblico dorico come nelle
prime due giornate e tutto sembrava portare in quella direzione. La 'sciarpata' sul gol di
Ferraro sembrava il viatico migliore per un'altra gioia biancorossa ed invece i quasi
quattromila giunti al Conero sono stati gelati proprio ad un passo dal tris. Ed a nulla
poteva valere, in pieno overtime, lo striscione "non mollare mai" esposto a più
riprese in curva accanto ai vessilli tradizionali. L'incitamento non ha reso in termini
pratici, alla fine la posta è stata divisa, ma ha accompagnato l'uscita dei giocatori che
sono stati premiati peri 'atteggiamento mostrato in campo. Premi all'Ancona sono arrivati
anche dalla tribuna vip che anche ieri è stata calcata da rappresentanti del mondo
istituzionale, politico ed imprenditoriale. E sulle poltroncine anche alcuni illustri nomi
del passato biancorosso. Tra questi il presidentissimo Natale Maiani accanto ad un altro
notissimo personaggio in biancorosso come Remo Gaettì che è sembrato ovviamente
amareggiato al termine del match per quella delusione arrivata all'ultimo. "Avremmo
preferito la serie CI - le parole di Maiani a commento di questa nuova esperienza in
biancorosso - ma siamo costretti ad accettare questa serie C2. Sono convinto che chi
verrà qui al Conero non porterà via troppi punti ad un'Ancona che si è dimostrata
all'altezza". Fa niente il pareggio che ci sarà tempo per rifarsi anche perché
tutto è stato allestito in fretta e furia. L'inizio poi ha dimostrato la bontà del
percorso intrapreso da Schiavoni Sono stato io a coinvolgerlo - commenta Maiani - e mi
pare che stia facendo un lavoro egregio. Spero che gli vada bene e sarò sempre al suo
fianco". Un Maiani sempre Dorico e pronto ad elogiare lo spirito con cui i giocatori
stanno interpretando la nuova avventura. Il tutto al di là di una categoria non
all'altezza... "Quando la squadra lotta, come sta facendo questa Ancona, conta poco
la serie in cui si gioca. E poi ci sono degli ottimi elementi come Ferraro un giocatore
che meriterebbe tranquillamente la serie B". Si torna a parlare di serie cadetta
quantomeno di 'sbuffo' ma la realtà è la C2. "Dobbiamo abituarci al gioco - spiega
un altro grande ex presidente dorico che corrisponde al nome di Giorgio Grati - della C2:
certamente non sarà una categoria che esprimerà molto ma mi pare che la squadra sia ben
messa. Direi che s'è vista una formazione superiore quantomeno alle squadre viste".
Nella 'cricca' biancorossa anche il solito tifosissimo Giampaolo Giampaoli ed il professor
Valeriano Balloni. In Zona vip ieri sera c'era anche il prefetto di Ancona Giulio
Maninchedda e c'è stato il ritorno dell'ex assessore comunale Antonio Recchi. Assente per
impegni il sindaco Sturani anche se della compagine di governo c'era l'assessore
Tagliacozzo. Presenti anche rappresentanti del mondo imprenditoriale come il presidente
provinciale della Confcommercio Rodolfo Giampieri.
di Guido Montanari
L'Ancona non ha la forza di chiudere la partita e viene beffata all'ultimo minuto da
uno splendido calcio d'angolo dell'attaccante del Viterbo Perulli. Quest'ultimo era
entrato pochi minuti prima e aveva avuto il tempo di colpire un palo. Bravo ma di fronte
aveva una squadra decisamente sulle gambe. E' finito pari, dopo che Ferraro aveva illuso
tutti realizzando il suo quinto gol in tre partite, i derby delle ripescate, come e stato
soprannominato questo recupero tra due squadre che sono state inserite in C2 a campionato
iniziato e che non hanno chiaramente effettuato la necessaria preparazione. Da quello che
si è visto ieri sera, i laziali sono sembrati più in palla dei biancorossi che forse
hanno disputato la peggiore gara tra le tre disputate. Non per il risultato sfuggito del
resto per un mente, ma per l'evidente calo di alcuni suoi uomini cardine (come Vendrame).
A preoccupare anche la prova non sicurissima del portiere Passarini che ha confermato i
dubbi sul suo conto. Siamo solo all'inizio, ma soprattutto nella mischia finale che ha
preceduto il gol del Viterbo, non ci è sembrato così autoritario nella sua area piccola.
Da rivedere. Frosio ieri sera ha confermato le novità annunciate alla vigilia con
Vecchiola sulla fascia sinistra e il giovane Carboni che a centrocampo prende il posto del
sue, altrettanto giovane collega Berardi "Seb" comincia alla grande mettendo
spesso in diretto avversario che non fa certo complimenti per fermarlo. L'Ancona preme
senza trovare la via del gol fino al 19' quando il solito Ferraro sfrutta al meglio un bel
cross dalla sinistra di Vecchiola: il capitano pennella per la testa del bomber che non
sbaglia da distanza ravvicinata. E ancora dalla sinistra, a metà tempo, Buonocore offre
un- invitante assist a Vendrame che, di testa, alza la mira da buona posizione. Per il
resto la -partita scorre via senza sussulti e senza che il Viterbo riesca mai ad
impensierire Passarini. Qualche cross dalla due fasce e niente altro. Ripresa:subito una
punizione di Ferraro che Fimiani blocca ma l'Ancona non riesce a cambiare posso e non
affonda. Viterbo invece cresce e prende coraggio. Campanelli di allarme. In un'occasione
la difesa dorica trema: cross dalla sinistra e pallone che attraversa l'area piccola di
rigore senza che nessun attaccante laziale riesca ad intervenire. Frosio corre ai ripari e
inserisce Moroni (un difensore) per Vecchiola(Vendrame spostato a sinistra). Dunque una
più prudente linea difensiva a quattro. Ma c'è un lampo di Buonocore al 20 con una a
girata parata a terra da Fimiani qualche serio problema alla difesa dorica Io provoca
sulla. sinistra lo sgusciante Iezzi: Passarini neutralizza una sua conclusione in due
tempi. Ancona vicina al raddoppio prima con Ferraro (tiro deviato in angolo da un
difensore) e poi con Segarelli (staffilata rasoterra fuori di un soffio). Ma quando
sembrava fatta, il gelo cala sul Del Conero: prima un palo del Viterbo con Perulli e poi
il gol dello stesso Perulli su punizione. Peccato. Sarebbe bastato un soffio e per
l'Ancona sarebbe stata la terza |