di
Guido MontanariLAncona non
segna, arrivano i fischi. Ferraro spreca un rigore alla fine
del primo tempo, nella ripresa i biancorossi con un uomo in più per lespulsione di
DAloisio non riescono a trafiggere il bravo portiere nigeriano Saula.
I granata colpiscono due pali con Pelliccia e Garba. I
dorici attaccano ma il Fano regge con grande orgoglio e in contropiede sfiora il gol.
Tutto nasce dallerrore dal dischetto di Emanuele Ferraro: se il bomber avesse
realizzato quel rigore al 46 del primo tempo, il Fano avrebbe dovuto affrontare la
ripresa sotto di un gol e con un uomo in meno a causa dellespulsione di capitan DAloisio
nellazione che aveva portato al penalty. I granata certo non avrebbero potuto
schierarsi in... dieci dentro la loro area di rigore come hanno poi giustamente e
legittimamente fatto nel secondo tempo e con gli spazi che si sarebbero aperti i dorici
avrebbero fatto Bingo. Ferraro ha sbagliato un rigore pesante, ma è anche vero che poi è
stato Saula, il portiere nigeriano del Fano, il grande protagonista sventando almeno una
decina di conclusioni da rete pericolose create dai biancorossi nei secondi quarantacinque
minuti. SAULA EROE GRANATA - I dorici malino nel primo tempo con un Fano che
in contropiede riusciva in un paio di occasioni a mettere in difficoltà lAncona
(tiro di Barni fuori di poco e un clamoroso incrocio dei pali colpito da Pelliccia con un
gran tiro dal limite dellarea). Ma quando lAncona riesce a conquistare le
fasce, e lo fa raramente, gli uomini di Morganti vacillano subito. Prima cè un tiro
di Berardi che finisce a un millimetro dal palo e poi il rigore, netto. Vendrame crossa
dalla destra, Saula in uscita smanaccia la sfera che arriva sui piedi di Mannucci: tiro a
porta vuota e DAloisio si sostituisce al gigante nigeriano mettendo la palla in
angolo con una mano. Rigore, ma Saula intuisce langolo scelto da Ferraro e respinge.
LANCONA DOMINA MA NON PASSA - Nella ripresa Frosio sposta Segarelli sulla fascia
destra, mette dentro anche il rapido Carboni, insomma cerca la profondità e chiede ai
suoi di evitare quei cross telefonati da centrocampo che Coppola e Berardi, in giornata
negativa, continuano monotamente a spedire sulla braccia di Saula o sulle teste dei
difensori granata. Qualche risultato si vede e fioccano le occasioni da gol, ma lAncona
non passa sia per scarsa convinzione dei suoi attaccanti sia per la bravura del portierone
del Fano in giornata di grazia. Saula si supera su un tocco ravvicinato di Tiberi che
davvero sembrava indirizzato in fondo al sacco: non si sa come ma respinge con il corpo.
Poi blocca un colpo di testa ravvicinato di Gagliarducci, un missile di Berardi dal
limite, un tiro di Carboni molto angolato e un altro nel finale di Vecchiola, pure lui
entrato a dare una mano. E mentre lAncona attaccava, in uno dei rari contropiede del
Fano, lo svelto Garba colpisce un secondo legno: girata di sinistro, palo interno e
pallone che schizza fuori con Martino impietrito e fortunato. PER I DORICI UNOCCASIONE
PERDUTA - Sì, ci sono i due pali del Fano, ma lAncona ha tenuto a lungo il pallino
del gioco in mano e non si sa come non è riuscita a buttarla dentro. E un punto doro
per i granata, buono soprattutto per il morale dopo un periodo nero, e unoccasione
persa per i dorici. E per la prima volta a fine gara sono piovuti fischi impietosi sulla
squadra di Frosio. E mancato il guizzo in attacco ed è normale ripensare a
Buonocore. Lui ad Ancona non voleva più starci ed è inutile rimpiangerlo, ma di un altro
con le sue caratteristiche ce nè bisogno, tanto bisogno...
di Stefano Rispoli
Frosio: Un po di jella ma anche nostri demeriti.
Purtroppo è mancato il gol
Un punto che lascia lamaro in bocca
Un punto che lascia lamaro in bocca. Nulla da eccepire allAncona per
atteggiamento in campo e determinazione, ma mister Frosio a fine partita a stento manda
giù la mancata vittoria che avrebbe consentito alla sua squadra di spiccare il volo verso
il terzo posto. Rinviato ancora una volta, dunque, lappuntamento casalingo con i tre
punti: di chi è la colpa? In parte della sfortuna, in parte dei nostri demeriti
spiega il tecnico biancorosso, visibilmente deluso non tanto per la prestazione dei suoi,
quanto piuttosto per il risultato finale. Abbiamo attaccato, abbiamo fatto tanti
cross e tenuto sempre impegnato il portiere del Fano, ma è arrivato uno zero a zero che
ci lascia amareggiati. Ancora una volta abbiamo fatto tanto e ottenuto poco, come
dimostrano gli oltre dieci tiri in porta. - Il pareggio è una magra
consolazione
Il risultato non mi convince affatto. Questa partita
abbiamo cercato di vincerla ed era talmente grande la voglia di tornare al successo
davanti al nostro pubblico che abbiamo pure rischiato di perdere. Purtroppo è mancato
solo il gol. Peccato. - Qualcosa da rimproverare ai giocatori?
Quando non vinci e non fai gol cè sempre qualcosa da rimproverare ai
giocatori, allallenatore, a tutti
Abbiamo sbagliato pochissimo in fase di
costruzione, fino alla trequarti è sempre andato tutto bene, ma è in fase di
finalizzazione che oggi la squadra è mancata. Siamo riusciti a saltare luomo in
poche circostanze, per questo siamo riusciti a proporre solo cross da lontano e mai da
fondo campo. Oltretutto in tre o quattro circostanze cè stato il solito pizzico di
sfortuna che ha facilitato il compito al bravo portiere del Fano. - Ancora
una volta lAncona non è stata in grado di sfruttare la superiorità numerica.
E vero, ma se avessimo trasformato quel rigore sul finire del primo tempo la
partita sarebbe cambiata radicalmente. Eppure Ferraro in allenamento è uno dei migliori a
calciare i penalty
Occorre dar merito anche al Fano che si è difeso con ordine
nella ripresa, avvantaggiato dal nostro modo di attaccare. - A cosa si
riferisce, mister? Questa non è una squadra così forte da riuscire a
schiacciare gli altri, lAncona è una buona formazione come tante altre in questo
girone, ma che a volte fa fatica a giocar bene e concretizzare, soprattutto quando si
trova a manovrare su spazi ristretti. Noi prediligiamo gli spazi larghi, è lì che
riusciamo ad esprimerci meglio. Il Fano ci ha reso la vita difficile riducendo i nostri
spazi di gioco, per cui quando attaccavamo centralmente gli avversari intercettavano i
nostri passaggi, in più non riuscivamo mai a saltare luomo e quando ci siamo
riusciti, puntualmente abbiamo sbagliato in fase di conclusione. In situazioni del genere
non è facile sfruttare la superiorità numerica. - Sul piano caratteriale
nulla da obiettare? No, anzi, siamo usciti dal campo senza avere più una
goccia di sudore da spendere, talmente grosso è stato il nostro impegno. I ragazzi hanno
dato tutto, se abbiamo sbagliato così tanto là davanti forse è proprio a causa delleccessiva
voglia di vincere.
di Daniele Spina
Bisogna essere più cattivi sotto porta
Una miriade di coriandoli bianchi e una cascata di strisce di carta filanti rosse: questa
la suggestiva coreografia ideata dalla Nord per il derbissimo Ancona-Fano. Uno
spettacolo stile Bombonera, dal celebre stadio argentino, quello offerto dagli
Ultras Ancona, che si sono ispirati direttamente dai tifosi sudamericani, inventori della
cartata (il lancio simultaneo, fatto dagli spalti più alti della curva, di tantissimi
rotoli di carta tali da creare un impressionante effetto cascata). Ma il calore dei
tifosi, che ancora una volta hanno cantato e incitato la squadra per tutti i novanta
minuti non è bastato ad una Ancona costretta a rimandare il ritorno alla vittoria davanti
al suo pubblico. Dorici che, oltretutto, hanno dimostrato tutte le loro carenze, cosicché
i campanelli di allarme avvertiti dopo le deludenti partite contro Aglianese e Tolentino
si sono trasformati, dopo la partita di ieri, in ululanti sirene per le orecchie dei
tifosi, anche quelli più ottimisti. La situazione mi appare estremamente
preoccupante - commenta uno sconsolato Alessandro Nicolini -. Abbiamo di fronte una
squadra che non sa più vincere, nonostante un rigore a favore e la superiorità numerica
per un intero tempo, usciamo dal Conero con uno striminzito punto in tasca. Ci
vuole più cattiveria là davanti. La squadra non riesce a capitalizzare le tante
occasioni da gol e dodici tiri in porta senza segnare sono un segnale più che eloquente.
Di questo è convinto anche Massimo Simonetti: Tutti i nostri tiri sono finiti
docilmente tra le braccia del loro portiere o ribattuti dalla difesa. Per trovare la via
del gol ci vuole maggiore precisione e più cattiveria negli ultimi venti metri. Cè
anche chi cerca dindividuare una soluzione: Credo che questa squadra debba
tirare di più da fuori area, quando lo ha fatto con Tolentino (il gol annullato a
Segarelli, ndr) e a Castel san Pietro i risultati si sono visti - dice Piero Raiola -. In
questa squadra, a parte Ferraro, manca luomo da ultimo passaggio, unattaccante
abile a finalizzare. Sotto accusa anche la manovra lenta e farraginosa, quindi
prevedibile. La squadra non corre - prosegue Raiola - e così non riesce a imporre
la sua superiorità numerica. A rincarare la dose Alessia Lucioli: Alcuni
giocatori secondo me non ci mettono il cuore - dice - e a volte il loro modo di stare in
campo è quasi irritante. Continuando così di certo non si va lontano. Inoltre linnesto
di Vecchiola a dieci minuti dal termine mi è sembrato a dir poco tardivo. Unopinione,
questa, condivisa da molti, visto che Seb nel secondo tempo è stato invocato
a gran voce dai tifosi. La prestazione di oggi mi ha ricordato da vicino la brutta
prova contro il Tolentino: commenta così Giancarlo Giorgini che prosegue con la sua
analisi dellincontro: La chiave della partita è stato il rigore sbagliato,
proprio quellepisodio ci ha tagliato le gambe. Francesco Mantovani dice,
invece, di aver assistito ad una bella partita, con tanti colpi di scena conditi da legni
colpiti e occasioni da gol mancate. Purtroppo - dice a malincuore - la squadra
dimostra ancora la sua incapacità di concretizzare le azioni che produce.
di Mimmo Cugini
Ancona e Fano non sanno segnare. Ferraro spreca un rigore, i granata colpiscono due
legni. Pari senza gol
Lastinenza di gol è un problema che Ancona e Fano dovranno risolvere alla svelta se
vogliono raggiungere i loro obiettivi stagionali: i play-off la squadra di Frosio, una
comoda salvezza i ragazzi di Morganti. Nel derby di ieri al Del Conero biancorossi e
granata hanno messo in campo volontà, grinta e voglia di vincere ma non sono bastate per
gonfiare le reti di Saula e Martino. E così il derby è finito senza gol e non è facile
dire chi deve rammaricarsi di più. Per quello che si è visto nella prima mezzora
sicuramente il Fano. Più brillante e pericoloso al punto di mettere Barni davanti a
Martino al minuto 16 (conclusione da dimenticare con la porta spalancata) e colpire
una traversa con Pelliccia al 22 (botta terrificante dai venti metri con Martino
immobile). E lAncona? Non pervenuta fino al minuto 35: troppo involuta, con i
cervelli Coppola e Berardi senza idee e imprecisi, gli esterni mai capaci di
saltare luomo e le punte poco servite ma anche troppo statiche. Ma nel finale di
primo tempo la squadra di Frosio cresceva, andava vicino al gol con un colpo di testa di
Tiberi parato a terra da saula (36) e poi aveva loccasione per mettere la
partita in discesa. Minuto 45: sullunica uscita non perfetta Saula smanacciava
e il pallone arriva a Mannucci che cercava di infilare la porta con un tocco al volo di
sinistro, DAloisio non poteva arrivarci di testa e allungava una mano. Rigore ed
espulsione del difensore centrale granata. Dal dischetto si presentava Ferraro, ma il
destro rasoterra del bomber biancorosso era deviato da Saula che si allungava alla sua
sinistra e mandava in angolo. Psicologicamente un colpo durissimo da digerire per
lAncona, se Ferraro avesse trasformato il rigore probabilmente aesso staremmo a
parlare della vittoria dellAncona. Invece nella ripresa la squadra di Frosio non è
riuscita a sfruttare la superiorità numerica, andando a cozzare sul 4-4-1 eretto da
Morganti a difesa di un portiere, Saula, che è stato efficacissimo in almeno tre
occasioni ma che sulle uscite alte è stato molto agevolato dalla prevedibilità dei
traversoni che i giocatori biancorossi scaricavano dalla trequarti e mai dal fondo. Frosio
sorprendentemente abbassava Segarelli sulla linea difensiva schierando lAncona con 4
difensori, dopo pochi minuti del secondo tempo inseriva Carboni al posto del deludente
Vendrame, ma un attimo prima era ancora il Fano ad andare vicino al gol. Da sinistra De
Luca serviva garba tutto solo in area e in posizione regolare perchè Marcuz
dallaltra parte non saliva, il nigeriano calciava in diagonale a botta sicura e
centrava il palo alla sinistra di Martino, ancora immobile. Ma neanche il secondo colpo di
fortuna della partita svegliava i dorici che continuavano ad attaccare in maniera
disordinata. Frosio provava a dare vivacità alla prima linea inserendo prima Antenucci e
poi Vecchiola (fuori Tiberi e Coppola), ma loccasione più importante capitava a
Tiberi che dopo un mancato controllo di Ferraro colpiva a botta sicura a pochi passi dalla
porta, ma trovava il corpo di un difensore a respingere. Poi solo tentativi da fuori: di
Gagliarduci (14), Berardi (21) e Vecchiola (35) sui quali si esaltava
Saula. Inevitabili i primi fischi della stagione alla squadra dorica, applaudita invece
dalla curva nord. E nonostante il passo falso lAncona guadagna una posizione e resta
da sola al quinto posto, ma il distacco dalla Massese aumenta a dieci punti e dietro sta
pericolosamente risalendo la Cisco Lodigiani che è a soli due punti dai biancorossi. Per
il Fano un punto importante, ma soprattutto la consapevolezza che Morganti ha ritrovato la
sua squadra. Se poi là davanti gli attaccanti biancorossi e quelli granata fossero un
po più precisi le domeniche per dirigenti e tifosi sarebbero meno difficili.
di Matteo Massi
"Non meritiamo quei fischi". Stavolta ci sono anche i fischi dei tifosi. Loro
non risparmiano l'Ancona dopo un' altra prestazione incolore. Il patron, Sergio Schiavoni,
vorrebbe cancellarli, se solo potesse, e prova a difendere a spada tratta la sua squadra.
Impresa quasi impossibile dopo il pareggio nel derby. "Ci abbiamo provato fino alla
fine - dice Schiavoni senior, che era perfino andato a bordo campo ad incitare la
squadra-. E al Fano è andata anche bene, perché se avessimo segnato su rigore... Abbiamo
avuto anche altre occasioni grosse per far gol". Il Fano però non ha fatto soltanto
tremare i pali e le porte dell'Ancona, ma un intero stadio. Anche in inferiorità numerica
e Schiavoni annuisce. "Effettivamente - corregge un po' il tiro patron -. Alla fine
il pareggio è giusto. E' stata una partita molto combattuta. Noi confidavamo in una
vittoria, purtroppo non ci siamo riusciti". Anche i tifosi e non hanno nascosto tutto
il loro disappunto. Quei fischi al termine della partita sono inequivocabili. "Non mi
sembra - dice Schiavoni dispiaciuto - che la squadra li meritasse". E quando al
patron biancorosso passano sotto gli occhi i numeri si accontenta definitivamente del
terzo pareggio casalingo di fila. "Il rammarico c'è, perché con una vittoria
avremmo potuto fare un bel balzo in avanti. Non sono arrabbiato però, perché poteva
andare anche peggio". Forse ripensando "a freddo" al derby appena
archiviato, Schiavoni si è ravveduto. Suo figlio, Giampiero, è più o meno sulla stessa
lunghezza d'onda del padre. Parte forte. "La vittoria ci poteva anche stare - dice
l'amministratore unico biancorosso -. Abbiamo creato diverse occasioni da gol e abbiamo
sbagliato il rigore". Peccato che l'Ancona, nonostante che il Fano fosse ridotto in
dieci, abbia prodotto una sterile offensiva. "Probabilmente soffriamo la superiorità
numerica e le squadre che si sanno chiudere bene in difesa. I fischi? I tifosi pagano il
biglietto ed hanno il diritto di contestare".
di Mario Cori
La prima strameritata bordata di fischi stagionale sull'Ancona piove quando comincia
far scuro. Saranno le 16,20, ma per la squadra di Frosio è già notte profonda. La
vittoria di Castel San Pietro ha semplicemente illuso chi voleva illudersi. La squadra non
c'è, e la crisi non è finita. I biancorossi poverini, consapevoli di averla fatta grossa
non vincendo neanche questo derby, provano a filare sotto la Nord per applaudire chi li
aveva sostenuti per tutta la partita. Fanno precipitosamente marcia indietro, i fischi li
sommergono. Derbaccio. Il Fano colpisce una traversa con Pelliccia ed un palo con Garba,
il suo portiere Saula para un rigore a Ferraro. L'Ancona non riesce a salire in cattedra
neanche con un uomo in più per tutto il secondo tempo (espulso D'Aloisio, colpevole del
fallo di mano da rigore). Insomma fa tutto il Fano, nel bene e nel male. Perché il palo
che colpisce Garba a porta spalancata ad inizio ripresa è da pistola alla tempia. Ma il
pareggio è meritato per la squadra di Morganti, che mette definitivamente a nudo (se ce
ne fosse stato bisogno) i difetti di un'Ancona costruita senza sale e all'insegna
dell'economia. Sconcertano due aspetti tattici: nel primo tempo (il contro 11) il possesso
palla è sfacciatamente granata, nonostante che l'Ancona punti tutto da sempre sul
fraseggio prolungato, anche irritante. Nella ripresa (11 contro 10) comandano ovviamente i
biancorossi, che però non fanno mai tremare un signor portiere come Saula. Il Fano tiene
bene e si merita il pareggio, buona medicina per spegnere le polemiche. Polemiche che
invece ad Ancona cominciano ad esplodere, semplicemente perché ormai tutti hanno capito
quanto sia debole questa squadra. Arrivare a gennaio senza grossi danni sarà un vero
miracolo. Ma la società fa bene a difenderla e sostenerla. Che fare? Solo che gli occhi
li hanno tutti, anche ì tifosi della curva, incalliti innamorati. Il Fano si presenta con
un uomo i più in difesa rispetto alle previsioni (Barai fa il quarto di sinistra). Al 22'
fa tremare l'Ancona, o meglio il "sette" della porta di Martino con una
micidiale bordata di Pelliccia. L'Ancona balbetta, non sa che fare. Ci prova Ferraro
(43'), sventola respinta di pugno. Poi combina una madornale frittata un uomo di
esperienza come D'Aloisio (46'). Cross di Vendrame (l'unico di un personaggio da 'Chi l'ha
visto?'), deviato malamente in uscita da Saula. Mannucci raccoglie dall'altra parte e fa
partire un tiro cross pallonetto diretto in porta, D'Aloisio si vede perduto e smanaccia.
clamorosamente. Espulsione e rigore. Si presenta Ferraro sul dischetto, il mastodontico
nigeriano Saula salva con il corpo. Ripresa con l'Ancona con la lancia in resta, per via
dell'uomo in più. Ora il possesso palla è suo, ma i difetti di espressione vengono
smascherati impietosamente. Fare due passaggi di fila è una faticaccia. Inevitabile,
quando il capo gioco o presunto tale (Coppola) al massimo riesce a liberarsi del cuoio con
un passaggio laterale. Perde anche la proverbiale flemma Sergio Schiavoni. Il patron nella
ripresa si porta in pista per incitare la squadra. Fiato sprecato. Il Fano quasi subito
(5') quasi fa secca l'Ancona con Garba. Imbeccato da Stefani, il guizzante nigeriano a
porta spalancata è capace di colpire il secondo palo. L'assalto caotico dell'Ancona
produce poco. Colpo di testa di Gagliarducci (14') su punizione di Carboni, para a terra
Saula. Diagonale basso di Berardi (21') intercettato dal nigeriano. Infine sventola di
Vecchiola, deviata in angolo (35'). Poi una marea di fischi.
di Andrea Principi
"Non processiamo Ferrara". Alla fine qualche dorico ha provato ad avvicinarsi
alla curva per gli applausi, ma sono partite alcune bordate di fischi che hanno
sconsigliato di completare la passeggiata. Valerio Carboni ha anche riservato un gesto di
stizza alla tribuna che fischiava, ed ora spiega il perché. "Per me i tifosi veri
sono quelli della curva che sbandierano e cantano - dice - non quelli che fischiano".
Beh, ma qualcuno potrà protestare per uno 0-0 in casa contro il Fano ridotto in 10 per un
tempo, o no? "Noi ce l'abbiamo messa tutta, avremo fatto qualcosa come 10 o 15 tiri
in porta, siamo stati sfortunati". Ecco Cristiano Gagliarducci, uno dei migliori
dorici, di sicuro il miglior attaccante, con due pericolose conclusioni, una di testa
neutralizzata dal portiere e una fuori di poco. "Macché miglior attaccante, non
diciamolo neanche per scherzo - dice -. Ora non ci mettiamo a colpevolizzare Ferraro per
quel rigore sbagliato, proprio lui che ha fatto 7 gol finora". Infatti non si pensa a
Ferraro in particolare, tutta la linea d'attacco è stata poco incisiva. Molte
conclusioni, ma tutte télefonate e centrali. "Infatti di occasioni ne abbiamo avute,
e il nostro alla fine più che altro è stato un problema di mira, non di Convinzione. Se
entrano uno o due di quei tanti tiri". Insomma bisognava pensare a piazzarla dalle
parti di un legno, invece di tirare in braccio al portiere... "In sostanza è così.
Questa partita la dovevamo vincere, non possiamo lasciare per strada punti in questa
maniera. Due oggi, altri due con l'Aglianese. Alla fine questi punti peseranno". Ecco
Osvaldo Mannucci. "Frosio ha detto che non siamo mai arrivati a crossare sul fondo?
Non ha torto, posso solo dire che non mi sento ancora al 100%, e lo stesso credo di poter
dire di Vendrame, che gioca sull'altra fascia". Ha provocato il rigore.
"All'inizio mi sono arrabbiato perché avrei preferito il gol, poi ho comunque
esultato pensando che un rigore e il vantaggio numerico non erano poi da buttare. Ma è
andata male". |