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di Guido Montanari

Per l’Ancona rigore-beffa al 93’

Calma e sangue freddo: l’Ancona di oggi è questa. Una buona squadra di C2, quinta in classifica e dunque in zona playoff, ma non è certo l’invincibile armata. E così può tranquillamente succedere che non riesca a portare a casa una vittoria che dopo il gol di Berardi al 16’ del secondo tempo sembrava cosa fatta. L’errore dei dorici è stato quello di non riuscire a tenere palla o al limite di non tentare un raddoppio che non era neanche così impossibile vista la modestia dell’avversario. Frosio, sentita puzza di bruciato, aveva fatto entrare ben tre uomini freschi come Carboni, Vecchiola e Ciotti per tentare di tenere il baricentro alto. Ma l’Ancona, dopo il vantaggio, ha deluso: non ha saputo gestire il gioco e alla fine è arrivata la beffa.

RIGORE MOLTO DUBBIO - La spietata legge del calcio: ovvero, giovedì scorso a Montevarchi l’Ancona aveva vinto al 90’ e ieri, al 93’, ha subìto il pareggio su un calcio di rigore apparso subito molto dubbio. C’è l’ennesimo cross dalla metà campo dei toscani, Gagliarducci sgomita con Cantoro ma riesce a deviare il pallone, poi l’attaccante gli rovina addosso tanto da procurargli una forte botta al costato, ma l’arbitro dopo un attimo di esitazione indica il dischetto. Pareggia lo stesso Cantoro tra l’entusiasmo dei locali che ormai non ci speravano più e la cocente delusione dei dorici che invece si sentivano già un’altra vittoria in tasca. Il poker è svanito. Pensate un po’: il direttore di gara ha indicato la via degli spogliatoio subito dopo il pareggio del Sansovino. Neanche il tempo per, eventualmente, rimediare. Peggio di così... Gagliarducci nel dopo partita dirà che il fallo l’aveva semmai subìto ma certamente non l’aveva fatto. Ed effettivamente la decisione dell’arbitro Beretta ci è parsa un po’ affrettata: non si può dare un rigore a tempo scaduto se il fallo non è più che lampante e quello del difensore dorico non lo era.

RECRIMINAZIONI DORICHE - Una giornataccia. Anche perché nel primo tempo in cui l’Ancona aveva messo spesso e volentieri i toscani alle corde, c’era stato un clamoroso palo su colpo di testa ravvicinato di Ferraro. Sulla ribattuta Vendrame raccoglieva la sfera e tirava a colpo sicuro, ma un difensore del Sansovino deviava più con il braccio che con il corpo: a norma di regolamento, rigore per l’Ancona ed espulsione del giocatore avversario. Ma niente di tutto ciò. A fine tempo c’è un salvataggio del dorico Segarelli sulla linea di porta dopo un colpo di testa in mischia di Tarpani. Nella ripresa i padroni di casa hanno tentato di combinare qualcosa ma senza riuscire mai ad impensierire Passarini (un tiro di Cantoro deviato dal portiere biancorosso) Legittimo dunque il vantaggio dorico con Berardi che è bravo a raccogliere in mischia un cross di Vendrame dalla destra, ed a insaccare con un tocco preciso.

FINALE SOTTOTONO - Fin qui tutto bene e già l’Ancona pregustava la quarta vittoria consecutiva, ma è proprio dopo il vantaggio che i biancorossi hanno mostrato alcuni limiti. Una squadra più sicura di sè, con più esperienza (ci riferiamo a centrocampo e attacco) sarebbe andata a nozze con gli spazi che il Sansovino stava concedendo. E invece non solo non si è riusciti a tenere palla ma neanche a creare qualche pericolo alla porta toscana che il più delle volte sembrava spalancata. I dorici si sono incartati con lanci lunghi quasi sempre preda dei difensori locali, con inutili finezze mai andate a buon fine, con un gioco effimero che ha consentito al Sansovino di premere. E alla fine il rigore. Punizione severa ma in parte meritata.


di Stefano Rispoli

Biancorossi in coro: “Inesistente il rigore contro di noi”

MONTE SAN SAVINO - Nello spogliatoio biancorosso tutti giurano: il rigore non c’era. Senza bisogno di rivedere le immagini in tv i giocatori dell’Ancona si sbilanciano e difendono a spada tratta Gagliarducci reo, secondo l’arbitro, di una spinta ai danni di Cantoro, da cui è scaturito il penalty decisivo ai fini del pareggio del Sansovino in pieno recupero. E proprio il difensore dorico a fine partita non riesce a capacitarsi di quella decisione.

“Un provvedimento davvero inspiegabile – si giustifica Gagliarducci – non so proprio cos’abbia fischiato il direttore di gara. Il fallo l’ho subito io, ho anticipato l’attaccante che poi mi è franato addosso. A tal punto che mi sono pure infortunato alla spalla. Non riesco a capire come l’arbitro abbia potuto farsi trarre in inganno. In condizioni di incertezza una decisione del genere, nei minuti di recupero, non va presa, specie se può pregiudicare il risultato di una partita che abbiamo letteralmente dominato”. Pasquale Berardi è infuriato per quanto accaduto a Monte San Savino. “Speravo che il mio quinto gol stagionale potesse regalare i tre punti all’Ancona, invece ci ha messo lo zampino l’arbitro con un provvedimento che ha dell’incredibile. Il rigore era inesistente. E pensare che nel primo tempo non ci è stato assegnato un penalty solare per un ‘mani’ sul tiro di Vendrame, dopo il palo di Ferraro. Assurdo”. A dir poco meravigliato è Mattia Passarini: il portiere ha visto un fallo netto su Gagliarducci. “E’ stato atterrato dall’attaccante, doveva esserci una punizione per noi. Ma non possiamo prendercela solo con l’arbitro: se abbiamo gettato alle ortiche due punti preziosi in chiave playoff è anche colpa nostra. Dovevamo chiudere prima la partita, era bene cercare il raddoppio. Invece nel finale ci siamo chiusi in difesa e il Sansovino ci ha puniti. Comunque in questo girone d’andata non ho ancora visto una squadra più forte di noi: nessuno è superiore all’Ancona, faremo bene”. Ne è convinto anche capitan Sebastiano Vecchiola. “Avremmo dovuto gestire meglio il vantaggio, non si possono perdere punti con ingenuità del genere. Di positivo c’è che torniamo con 4 punti in due trasferte ravvicinate: un buon segnale in vista di un girone di ritorno in cui vogliamo fare ottime cose”.


di Gabriele Malvestiti

"Il rigore? Inventato"

Il rigore subito nei trenta secondi finali del recupero, crea un certo malumore tra i giocatori dorici che all'unanimità condannano la decisione del direttore di gara, giudicata del tutto inventata. Il primo a lamentarsi è proprio l'autore del fallo decisivo. "Io ero convinto che il fallo fosse stato compiuto su di me - dichiara Cristiano Gagliarducci -. Dico questo non per giustificarmi dell'accaduto ma proprio perché questa è la mia convinzione. Magari ho visto male, però la partita era ormai finita ed averla pareggiata su una decisione di questo tipo, mi lascia un po' di amarezza. Dal mio punto di vista, continuo a credere che il rigore non ci fosse". Amarezza anche da parte di Sebastiano Vecchiola che oramai pregustava assieme ai suoi compagni un'altra vittoria in terra aretina. "Un vero peccato a non essere riusciti a sfruttare questa occasione - puntualizza il giocatore dorico - perché le due squadre erano in perfetto equilibrio e poi noi siamo passati in vantaggio e purtroppo nel finale non siamo riusciti a mantenere questo risultato e quindi siamo molto dispiaciuti. Una vittoria sarebbe infatti stata molto importante sia per la classifica sia per il morale. Sul rigore concesso al nostri avversari ho qualche dubbio". Moderata soddisfazione è stata espressa anche da parte dell'autore della rete dei dorici, Pasquale Berardi. "Eravamo riusciti a sfruttare un errore della loro difesa e a portarci in vantaggio e quindi potevamo gestire meglio questa situazione che si era venuta a creare. A. parte l'episodio del rigore che è suscettibile di varie interpretazioni anche se a mio avviso è stato concesso con troppa disinvoltura. Dovevamo comunque essere più bravi prima a mantenere palla e a cercare il secondo gol. Sapevamo che i nostri avversari, perdendo in casa, dovevano avere una reazione. Non siamo stati attenti nel ripartire in contropiede, perchè erano loro a dover avere la necessità di fare la partita e stava a noi colpirli quando erano sbilanciati". Decisamente nero l'umore di Marco Vendrame sia per l'esito dell'incontro sia per la prestazione personale. "Il rigore è stata una pura invenzione dell'arbitro che ci ha fortemente penalizzato. Abbiamo dominato e meritavamo la vittoria. Peccato per la mia prestazione che non è stata all'altezza del mio valore".


di Mario Cori

Stavolta a fare le capriole alla fine è l'argentino Cantoro è ad urlare per la rabbia è l'Ancona, che non riesce a gestire negli ultimi secondi il vantaggio. Proprio all'ultimo assalto Cantoro si catapulta in area dorica e Gagliarducci, forse un po' spinto, commette l'ingenuità di tagliargli la strada. Rigore netto e l'argentino dal dischetto non sbaglia. L'arbitro fischia la fine mentre la Sansovino urla di gioia. Insomma l'Ancona butta via due punti più o meno meritati. Non sempre le ciambelle riescono con il buco. A Montevarchi l'ultimo assalto aveva premiato la furbizia di Ferraro, stavolta è l'ingenuità di Gagliarducci a pesare cara. il fatto è che quando si gioca maluccio, anzi decisamente male, anche le squadre di campagna riescono prima o poi a creare inevitabilmente imbarazzi. Stupisce che una squadra come l'Ancona, sicuramente da correggere qua e là, non riesca neanche a far suo il possesso palla in partite facili come queste. Evidentemente è troppo sopravvalutata. Per fortuna in classifica cambia poco o niente, Resta al quinto posto, del tutto in corsa, ma i rinforzi sono più che mai improcastinabili, se qualcuno la pensasse diversamente. Gioca un po' meglio che al "Brilli Peri" l'Ancona, ma mica tanto. Sfiora il gol subito (13') con un colpo di testa di Ferraro, imbeccato da Antenucci, che colpisce la base del palo. Sul rimbalzo Vendrame tira al volo e forse non è involontario il fallo di mano di un difensore che fa saltare l'occasione gol. Poi è una gran noia, con la squadra di casa che generosamente cerca di imbastire qualche azione con fatica, ma sì perde nella sua povertà di idee, e l'Ancona non in grado di prendere in pugno la partita né di gestire il gioco. Il portiere toscano Benassi (34') in uscita non tiene palla su Berardi , ma lo stesso biancorosso all'altezza del dischetto poi gliela scaglia addosso. Unico pericolo corso dall'Ancona (45') su angolo, Tarpani cerca la porta e salva Segarelli sulla linea, poi Grego scarica sull'esterno della rete. - Ci si aspetta nella ripresa un'Ancona più decisa, invece Gagliarducci (84') dà un primo segnale della sua giornataccia lasciando campo libero a Tarpani a centro area. Ma l'attaccante si fa deviare la molle conclusione in angolo da Passarini. Ecco l'Ancona in vantaggio (16'). Cross dalla destra di Marcuz e il portiere Benassi esce in maniera terribile. Palla che danza in .area e Berardi è svelto a scaricarla dentro. Sembra fatta, basterebbe spingere un po', magari con qualche ricambio di freschezza (Tiberi o Vecchiola) ma niente si muove e neanche nel congelare il gioco si fa apprezzare l'Ancona. Non riesce a dominare come invece dovrebbe e potrebbe, considerate le differenze in campo. Forse la squadra di Frosio sente di avere la partita ormai in mano e cerca di arrivare alla fine senza soffrire. Invece c'è da soffrire e come. Prima Fatone (44') calcia male a lato una palla più che buona dal vertice sinistro. Poi, mannaggia, la frittata (46'). Cantoro dopo una partita da mani negli occhi si scaglia con tutta la sua potenza in area e Gagliarducci lo affronta con decisione facendo volare a terra. Il rigore non si discute e in tribuna lo stesso ex fischietto maceratese Mattei, designatore arbitrale per la C, approva con gli occhi. L'argentino dal dischetto fa partire una botta micidiale. Due punti buttati via.


di Mimmo Cugini

Due punti buttati e stavolta la sfortuna non c'entra niente. L'Ancona si fa raggiungere dalla Sansovino nell'ultima azione della partita con un rigore, magari non proprio nettissimo, ma sul quale tutta la squadra biancorossa deve fare il mea culpa. Non è possibile non portare a casa tre punti contro una squadra così scarsa come quella allenata da Di Stefano. E invece l'Ancona gioca in punta di piedi, si accontenta del gol che il portiere Benassi regala a Berardi a inizio ripresa e non capisce che certe partite bisogna chiuderle. Questione di mentalità: dopo l' 1-0 l'Ancona si mette solo a difendere, non gestisce il possesso palla perché i tre davanti non stoppano una palla che è una (ovviamente parliamo di Vendrame, Ferraro e Antenucci) e alla fine combina il pasticcio uno degli uomini più positivi, Gagliarducci che frana sull'argentino Cantoro, fino a quel momento fischiatissimo dal pubblico di casa. Per Beretta di Treviglio che arbitra sotto gli occhi del designatore Mattei è rigore. Dal dischetto Cantoro fa centro con un sinistro rasoterra piuttosto centrale che spiazza Passarini, fino a quel momento impegnato soltanto su tiri dalla distanza. Finale amaro, insomma, dopo il dolce di Montevarchi, anche se la classifica non cambia più di tanto. Piuttosto questa squadra dovrà cambiare un po' e crescere, come mentalità e nella gestione della partita e anche Frosio deve fare qualcosa. Per esempio non tenere più in campo uno come Vendrame, che non azzecca una partita da quando ha vestito la maglia biancorossa. Doveva essere uno che faceva la differenza, invece sta diventando una palla al piede. Avrete capito che era una partita solo da vincere. E lo si è intuito sin dall'inizio quando l'imbarazzante retroguardia arancione ha iniziato a sbandare e già al 13' stava per capitolare. Cross di Antenucci da sinistra e colpo di testa di Ferraro da due passi, pallone sul palo e poi Vendrame che cercava di mettere dentro e trovava invece il corpo (e forse il braccio) di un difensore. Nonostante il buon inizio e l'occasione per passare in vantaggio l'Ancona non insisteva e anzi calava col passare dei minuti. Dopo un tiro di Antenucci all'8° parato da Benassi, Berardi aveva la palla buona al 34' dopo un'uscita sbagliata del portiere di casa ma vedeva il suo tiro ribattuto da un difensore. Il finale di primo tempo era della Sansovino: su angolo dalla sinistra Tarpani anticipava tutti e sulla linea salvava Segarelli (45'), subito dopo Cantoro calciava in diagonale sull'esterno della rete. La squadra di Frosio cercava di sviluppare il gioco soprattutto a sinistra con Pavone e Antenucci, mentre dall'altra parte Vendrame non riusciva mai a sfondare. La difesa teneva bene e il centrocampo cercava con fatica di trovare i tempi degli inserimenti. La partita si sbloccava al 16': cross dalla destra di Marcuz, errore in uscita del portiere Benassi e Berardi metteva dentro a porta vuota. Sarebbe bastato poco per chiudere la partita, invece l'Ancona gestiva male la partita, non sfruttava gli ampi spazi in contropiede (Di Stefano inseriva altre due punte) e alla fine dopo essere stata graziata da Fatone (diagonale fuori al 44'), veniva punita sull'ultima azione della partita. Un gol inconcepibile per come è stato subito, con Ferraro che invece di tenere palla cercava la verticalizzazione su Carboni e la difesa che si faceva trovare impreparata sul lancio di Fatoni per Cantoro che andava giù a contatto con Gagliarducci. Beretta indicava il dischetto e la frittata era servita.

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