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Mario Cori Berardi fa il Ferraro, con una zampata del centrocampista ad un quarto
d'ora dalla fine vittoria agguantata e crisi almeno un po allontanata.
Un po' prima della 16 cambia il vento. Sul Conero annoiato, appisolato e quasi
disgustato cala all'improvviso una ventata di aria gelida. La temperatura precipita di
colpo di una manciata di gradi e, per incanto, l'Ancona si sveglia, segna e vince pure la
partita. Diciamo che questo il calcio... Non aspettatevi annotazioni tecniche sul come e
perché l'Ancona abbia vinto una partita che avrebbe dovuto stravincere in condizioni di
normalità. Ha vinto e basta per merito del vento. Come battuta non è male per
assottigliare le magagne. In effetti sul resto meglio calare un velo pietoso per quanto è
possibile, tenendo conto che tre punti sono importanti nella corsa ai play-off
teoricamente riconquistati, almeno classifica avulsa permettendo. Dopo la vergognosa
scoppola di Santa Croce ci si aspettava qualcosa di più. Sul piano del gioco, sulla
saldatura del nuovo assetto e soprattutto dai rinforzi. Peggio che peggio. Aubameyang non
ne indovina una ed all'intervallo è invitato a rivestirsi. L'attaccante Massaro, dipinto
come "uno alla Cassano" delude anche di più, riuscendo a colpire un palo a
porta vuota. Per fortuna sulla ribattuta quel falco di Berardi si precipita a dare la
zampata giusta e regalare la vittoria all'Ancona con un indovinato diagonale. Già,
Berardi e Ferraro, Ferraro e Berardi. Fate un po' di conti. In due hanno segnato 17 gol
(10 il centravanti, 7 il... mediano), tutta la squadra 21. E' azzardato sottolineare che
l'Ancona dipenda da loro? Certo che no, anche perché di gioco se ne vede poco o niente.
Si continua ad andare avanti per tentativi o invenzioni. Basta che una squadretta infili i
dorici sul piano atletico o che ringhi forte e allora sono guai seri. Stavolta ci ha
ripensato Berardi, mercoledì a Gubbio ci sarà anche Ferraro. Meno male che l'Ancona sa a
chi potersi aggrappare. Anche se, non riusciamo a capire perché nel complicato nuovo
modulo tattico studiato da Frosio per favorire (o forse.., sfavorire) l'innesto di
Aubameyang e Massaro, proprio Berardi debba accomodarsi in linea mediana, ferma restando
qualche licenza di proiezione. Licenze che poi risultano spesso vincenti. Ma deve giocare
in partenza proprio così dietro Berardi? Bah. Primo tempo da mani negli occhi. Due
tentativi del Gualdo e basta. Sventola di Chisena (20') a fil di palo. Marcuz salva
all'altezza del palo di destra su un tentativo ravvicinato di Morello. Senza capo né coda
la disposizione dell'Ancona, con il giocoliere Antenucci a tentare strani palleggi come
punta di riferimento e nessun altro che riesca a penetrare ed inserirsi. Ma forse Tiberi
lasciato in panchina non sta così bene, altrimenti sarebbe sciocco cercare lo sfondamento
con Antenucci. L'innesto di Conti nella ripresa provoca qualcosa di positivo. Prima cerca
il gol (8') con un colpo di tacco (Formica non donne). Poi una sua potente sventola (10')
in diagonale non inquadra la porta. Ma perlomeno sul lato destro ora l'Ancona ha un peso.
Corre un pericolo la squadra biancorossa per colpa di Gagliarducci (28') che resta
stoicamente in campo con un ginocchio bendato che lo fa impazzire ma che combina anche
qualche frittata. Un suo alleggerimento di testa, appunto, smarCa Rossi, che però spara
fuori. Ma intanto il vento è cambiato. Lo stadio è gelido. L'Ancona si sveglia (31'):
Segarelli pesca Massaro smarcato al limite, e "quello alla Cassano" a porta
spalancata riesce a colpire il palo. Per fortuna arriva San Berardi e la butta dentro.
meno male.
di Andrea Principi
Sospirone di sollievo dopo tante sofferenze, Sergio Schiavoni : Stavolta rido io!
Schiavoni & Schiavoni stavolta sono rilassati e sorridenti. Dopo una scoppola come
quella del turno precedente, una vittoria da tre punti belli pienotti era proprio quello
che ci voleva, anche se è arrivata con un 1-0 striminzito e abbastanza fortunoso.
"Sì, stavolta ridiamo - dice Schiavoni papà -. Molte volte abbiamo giocato bene ma
perso o pareggiato solo per jella, prendendo gol nei minuti finali. Stavolta siamo stati
un po' fortunati, non avremo strabiliato, ma prendiamo su e portiamo a casa. In effetti
non credevo che avremmo vinto la partita, per come stavamo giocando. Nel primo tempo
specialmente, eravamo un po' troppo in balia degli avversari, di questo Gualdo". Ma
nella ripresa qualcosa di meglio si è visto. "Il mister ha strigliato la squadra
negli spogliatoi, ha detto ai ragazzi di non aver paura del Gualdo, perché potevamo
benissimo farcela, e ha avuto ragione". Chi le è piaciuto dei nuovi? "Massaro
mi è parso che si sia mosso bene". Ha anche preso un bel palo... "Nel complesso
è andato bene. Ma molto bene è andato anche Conti sulla fascia, ha portato vivacità, mi
è piaciuto. Anche lui ha contribuito a far fiorire questa vittoria, contro una squadra
che, lasciatemelo dire, è una delle più fallose che io abbia mai visto. Già a Gualdo
all'andata ci ha riempiti di botte, e mi pare che anche qui abbiano continuato sulla
stessa linea". In definitiva l'Ancona ha fatto tre punti ma è sembrata sotto tono...
"Sì, i tre punti fanno piacere: ma la squadra non è ancora al top, i nuovi si
devono inserire, e spero che il mister riesca a farla girare meglio di così".
Contento anche Giampiero Schiavoni. "Abbiamo vinto una partita molto difficile -
afferma -. Non era facile presentarsi così, dopo la dura sconfitta per 4-0 del turno
precedente. Sono soddisfatto del risultato, non altrettanto del gioco, anche se
obiettivamente il Gualdo era molto bravo a chiudere tutti gli spazi ai nostri giocatori.
L'importante comunque era vincere, ora siamo in una buona posizione di classifica e
dobbiamo dare il meglio di noi nei prossimi incontri".
di Massimo D'Agostino
Massaro me l'avevi fatta grossa! Non si può colpire un palo da quella posizione, per
fortuna Berardi poi l'ha buttata dentro.
"Bravo Berardi, però a Massaro avrei tirato le orecchie per quel palo".
Pierluigi Frosio finalmente torna a sorridere in sala stampa. Ma in panchina la sofferenza
è stata tanta, specie su quell'azione alla mezz'ora del secondo tempo, che se non finiva
col gol di Berardi, a Massaro non l'avrebbe proprio perdonata. Invece il neo-acquisto se
la cava con una battuta e con un'assoluzione per i miglioramenti fatti vedere nella
ripresa. "Nel primo tempo così così, poi è andato sempre meglio - spiega il mister
-. Aubameyang invece l'ho tolto perché l'ho visto in difficoltà. Berardi? Beh, per lui
questa è decisamente una stagione fortunata. Per un centrocampista 7 gol sono davvero
tanti. La difesa? Bene così. Gagliarducci l'ho tenuto fino alla fine perché sapevo che
poteva farcela". L'allenatore è visibilmente soddisfatto, oltre che per i singoli,
per il risultato. E non lo nasconde. "Sono contento, anche se è stata una gran
sofferenza. Non era facile entrare in campo dopo quel 4-0. Chi ha giocato a calcio lo sa.
Subentra la paura di sbagliare e si gioca anche peggio. Nel secondo tempo, però, siamo
riusciti a scrollarci di dosso questo peso e le cose sono cambiate. I nuovi acquisti non
c'entrano con questo nostro calo di rendimento. Il problema è che sono arrivati nel
momento peggiore. E poi ognuno viene da un' esperienza diversa, non si può generalizzare.
Conti ad esempio si è inserito subito e ci è stato anche di grande aiuto". Ma non
c'è tempo per esultare, perché da oggi si pensa già alla trasferta di mercoledì a
Gubbio. "Praticamente non potremo più allenarci - sottolinea Frosio - se non per
preparare la partita. Domani saremo di nuovo in campo. E' sarà così per due settimane.
La speranza è di poter recuperare i giocatori infortunati o squalificati. Di sicuro
mercoledì riavremo Ferraro in attacco e questo è fondamentale. Ma nutro qualche speranza
di poter mettere dentro anche Miglietta. Vedremo".
di Luca Frezzotti
Si è sentita lassenza di Ferraro
Un bel battesimo da opinionista su radio Conero per l'ex mister del Gualdo, noi però
preferiamo ricordarlo soprattutto in veste di ex biancorosso, Andrea Bruniera che ieri ha
affiancato Mauro Anconetani nella postazione in tribuna stampa. Una consulenza preziosa la
sua che si protrarrà per le altre partite casalinghe dell'Ancona proprio come fece in
precedenza un altro amatissimo ex biancorosso come Roberto Lorenzini. Bruniera ha
cominciato bene la sua avventura sia parlando in termini scaramantici (alla sua
prima subito una vittoria per l'Ancona) che per qualità. 'Franz' ha sfoggiato
una buona capacità lessicale e tanta competenza agevolata, nel caso di ieri, dall'ottima
conoscenza del Gualdo che Bruniera ha allenato ad inizio stagione. Sui dorici poi l'ex
libero dell'Ancona sa tanto, dato che non manca mai l'appuntamento domenicale al Del
Conero. Bruniera ha sottolineato durante la cronaca di ieri come si sentisse la mancanza
di un attaccante vero a riferimento del fronte offensivo. "Ferraro - le parole di
Bruniera - è un elemento capace di far guadagnare metri alla squadra in fase di
impostazione oltre ad essere un ottimo realizzatore". Elogi anche a Berardi autore
della rete decisiva, "ha dimostrato - Bruniera sul match winner - ancora una volta di
avere il fiuto del gol perché si è fatto trovare al posto giusto nel momento
giusto". Molto chiara l'analisi del match, "il Gualdo ha sin dall'inizio tentato
di fermare i portatori di palla ed è riuscito a mettere in difficoltà l'Ancona", e
sintomatica una sorta di premonizione prima dell'1-0, "l'Ancona sta crescendo: si
capisce che vuole vincere a tutti i costi".
di David Luconi
Conti è sicuramente il migliore tra i biancorossi. Passarini
sostituito per un problema alladduttore. Io ho
cambiato la gara? Devo conquistarmi il posto...
Sono felice per aver realizzato un gol importante, forse decisivo per il momento
della stagione. Del resto non era facile ripartire dopo la pesante sconfitta patita in
Toscana. A parlare lindiscusso protagonista della gara, quel Pasquale Berardi
che col settimo centro stagionale ha garantito allAncona tre punti dimportanza
capitale che proiettano i dorici al quarto posto in classifica. Allinizio
eravamo molto timorosi prosegue il giocatore biancorosso ma sapevamo di
dover vincere a prescindere dalla prestazione che avremmo fatto. Il mio gol? E
accaduto tutto nel giro di pochi secondi: dal palo colpito da Massaro,
allimprecazione, alla ribattuta vincente a rete. Oggi (ieri, ndr) mi sono
sacrificato in un ruolo non mio prosegue -, prima giocando da laterale sinistro nel
tridente offensivo e poi passando a fare il centrocampista offensivo dietro le
punte.
di Ferdinando Vicini
Primo tempo scialbo, ripresa più vivace dopo la contestazione dei tifosi.
Berardi, settimo sigillo
Una vittoria artigliata con le unghie e con i denti, ottenuta sulla spinta della carica
nervosa viste le notevoli difficoltà incontrate nel far gioco. L'Ancona soffre oltre
misura la tattica difensivistica del Gualdo, non a caso penultimo in classifica,
palesemente condizionata soprattutto nel primo tempo dal peso psicologico del 4-0 subito
la domenica precedente. Alla fine però grazie alla forza di volontà che comunque la
squadra dimostra, arriva il gol del solito Berardi a togliere le castagne dal fuoco.
Un'altra rete pesantissima del centrocampista che evidenzia una volta di più le proprie
caratteristiche realizzative: si tratta per lui del settimo sigillo personale. Davvero un
bottino di rilievo dopo appena ventitré giornate di campionato di cui una da recuperare.
Tre punti comunque meritati per l'Ancona che centra l'obiettivo in un momento non facile.
Frosio è costretto a reinventare l'attacco, dovendo rinunciare oltre che allo
squalificato Ferraro anche a Tiberi menomato da una caviglia gonfia. Così il tecnico
schiera Antenucci centravanti con Massaro e Aubameyang ai lati, davanti ad un centrocampo
di nuovo a tre con Segarelli e Berardi ai fianchi di Coppola. I biancorossi però non
riescono ad ovviare all'assenza di un centravanti di ruolo e per tutto il primo tempo in
attacco risultano del tutto evanescenti. D'altra parte il centrocampo per tutta la prima
frazione non riesce mai ad impostare con lucidità azioni degne di nota, soffrendo
oltremisura anche al cospetto di avversari pure apparsi molto modesti. Ne viene fuori una
primo tempo davvero scialbo, privo di qualsiasi contenuto tecnico. Un dato dice tutto: nei
primi quarantacinque minuti l'Ancona non conclude nemmeno una volta verso la porta del
Gualdo. Bisogna attendere l'8' della ripresa per vedere per la prima volta Formica
intervenire su un colpo di tacco di Conti. Addirittura nel primo tempo è il Gualdo ad
andare vicino al gol in un paio di occasioni. Al 12' Castorina salva anticipando Morello a
due passi dalla linea di porta; in chiusura di tempo Locatelli spizza di testa un
traversone da calcio d'angolo, il pallone attraversa pericolosamente tutto lo specchio
della porta di Passarini senza che nessuno intervenga. I biancorossi all'intervallo escono
dal campo fra i fischi del pubblico del Del Conero, spazientito dalla loro inconsistente
prestazione. Frosio a quel punto decide di cambiare inserendo Conti al posto di uno spento
Aubameyang sulla destra, oltre che Martino per l'infortunato Passarini. L'ingresso di
Conti conferisce una maggiore vivacità alla manovra, ma tutta la squadra torna in campo
con un altro spirito. Non che la qualità del gioco cresca di molto, ma almeno l'Ancona si
affaccia con più decisione in area avversaria. Dopo un gol giustamente annullato a
Berardi per fuorigioco, al 9' Massaro ha la palla buona per puntare Formica grazie ad uno
svarione difensivo, ma si è allarga e l'occasione sfuma. Al 16' Segarelli da ottima
posizione spedisce alto, ma i biancorossi aumentano la pressione chiudendo finalmente il
Gualdo nella propria metà campo. Al 31' l'episodio decisivo : dopo un batti e ribatti
aereo Segarelli indovina la deviazione di testa che smarca Massaro solo a centro area.
L'attaccante calcia a colpo sicuro ma colpisce il palo interno, la palla schizza
sull'altro lato dove Berardi è prontissimo al tap in vincente. Un gol liberatorio che
scaccia le paure e consegna all'Ancona un successo di grande importanza, in un momento
difficile.
di Guido Montanari
Un solo obbiettivo, la vittoria: questo il titolo della nostra edizione di ieri e lo
confermiamo a caratteri cubitali. L'importante era prendere i tre punti e rimettersi in
carreggiata, questo serviva e questo è accaduto. Poi potremmo star qui a disquisire per
ore sul fatto che si è visto ancora poco gioco, che i nuovi arrivi non fanno la
differenza o che le emozioni sono arrivate con il contagocce: tutto vero, tutto giusto, ma
chi ha giocato a calcio sa bene cosa significa presentarsi al cospetto dei propri tifosi
con un 4-O sul groppone, con gente che giustamente al primo errore comincia a
spazientirsi. Con una strada insomma tutta in salita. E allora in casi del genere è
difficile che possano uscire fuori prestazioni spettacolari. Teniamoci stretto quindi il
golletto di Berardi a un quarto dalla fine e soprattutto questi tre punti che riportano
l'Ancona in zona playoff (e i dorici hanno una partita in meno).
SENZA PUNTE C'è poi un altro aspetto squisitamente tecnico da non sottovalutare:
l'assenza di Ferraro per squalifica (seconda giornata di stop ma mercoledì il bomber a
Gubbio ci sarà) e l'infortunio che ha costretto a Tiberi a partire dalla panchina, in
pratica hanno fatto sì che l'Ancona iniziasse la partita senza una vera punta di ruolo.
Come ipotizzato alla vigilia del match il forfait di Tiberi ha costretto mister Frosio a
rivedere completamente il suo schema passando dal previsto 4-2-3-1 ad un 4-3-3 con una
linea di attacco formata da Aubameyang, Antenucci e Massaro. I tre hanno fatto il
solletico alla robusta difesa del Gualdo con l'anconetano Baldelli e il colored Diagouraga
che hanno messo la museruola alle bocche da fuoco biancorosse. Neanche un tiro degno di
questo nome, tanta confusione e nervosismo da entrambe le parti. Quando il signor
Candussio di Cervignano fischia la fine dei primi 45', i fischi arrivano puntuali e
impietosi.
DUE BUONE CARTE -
Due buone carte se le è giocate Frosio nella ripresa con l'Ancona che finalmente ha fatto
vedere la sua superiorità tecnica nei confronti degli umbri. Infatti gli ingressi di
Conti e di Tiberi al posto degli spenti Aubameyang e Antenucci, sono stati decisivi per
cambiare il volto della partita: i due hanno avuto il merito di aprire varchi nella difesa
del Gualdo fino a quello decisivo. Corre il 29' del secondo tempo, dopo un batti e ribatti
Massaro ha tra i piedi la palla buona; gran tiro, palo, la sfera rimbalza proprio sui
piedi di Berardi per il quale non è difficile depositare in rete la palla del suo settimo
gol stagionale. Nell'ultimo quarto d'ora qualche brivido per alcune mischie che Martino
risolve bene,(il secondo portiere dorico era entrato ad inizio ripresa per un infortunio
di Passarini).
VITTORIA PREZIOSA -
Quando Candussio fischia la fine c'è la netta sensazione di essersi rimessi in
carreggiata dopo aver rischiato più volte di finire fuoristrada. Quindi sospiro di
sollievo perchè nonostante le tante cose che non vanno, la squadra ha comunque avuto la
forza di prendersi questi tre punti che assomigliano ad un'autentica manna. Ora aspettiamo
il rientro dopo la squalifica di Ferraro, bomber di questa Ancona, sperando che da qui
alla fine della stagione non si lasci più andare a tentativi di reazione che possono
essere letali perla squadra: la sua presenza al centro dell'attacco è fondamentale per il
gioco di compagine di Frosio. Ma ci sono anche altre riflessioni da fare: ad esempio tutti
hanno notato che l'innesto dei nuovi acquisti al mercato di gennaio è coinciso con una
chiara involuzione sia del gioco che sotto l'aspetto della personalità. Inutile dire che
soprattutto da Aubameyang e da Massaro ci si aspetta molto di più. Una piccola crisi di
rigetto che questa vittoria può certamente aiutare a superare in fretta. Anche perché il
tempo stringe per l'Ancona e d'ora in avanti è davvero vietato commettere altri passi
falsi.
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