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di Pierfrancesco Chiavacci

Frosio, strigliata negli spogliatoi «Successo sofferto e meritato» Pierluigi Frosio temeva questa partita, temeva il contraccolpo della scoppola di Santa Croce. Aveva ragione e forse è anche per questo che alla fine era il meno sorpreso per quel primo tempo anonimo dell'Ancona.

«Chi ha giocato a calcio sa che non è semplice entrare in campo dopo un 4-0 subito.
Al primo errore sai che ti possono fischiare». Non lo dice, ma all'intervallo non gliel'ha mandata a dire ai suoi giocatori.
Alla fine c'è un sorriso da nascondere sotto i baffi. «Sono contento per il risultato, perché siamo riusciti a vincere soffrendo. Abbiamo incontrato delle difficoltà, è vero.
Nel primo tempo soprattutto non riuscivamo ad esprimerci, ma è anche normale quando hai in campo tanti giovani». I nuovi arrivi non hanno incantato, ma Frosio li assolve.
«Purtroppo per loro sono arrivati nel momento peggiore: ci sono alcune assenze e non è facile inserirsi al meglio in questo contesto».
Giudizi rimandati a tempi migliori. In classifica l'Ancona è tornata in zona play off. Il tecnico è sibillino: «Siamo lì a lottare con gli altri».
Poi una stoccata alle polemiche del post Santa Croce: «Ognuno è libero di pensare ciò che vuole quando nel momento in cui la squadra non vince».
Gli applausi del mister sono per Berardi («evidentemente è la sua stagione fortunata») e per Gagliarducci («so chi può arrivare fino in fondo», in riferimento ai problemi fisici accusati ad inizio gara dal difensore).
Ma c'è anche «una tirata d'orecchie per Massaro perché quei palloni si buttano dentro, poi è stato bravo Berardi».
Alla vigilia del tour de force, Frosio esprime il suo desiderio: «Mi auguro di avere a disposizione anche Miglietta». Stamattina allenamento al Dorico alle 11 in vista del turno infrasettimanale di mercoledì a Gubbio.
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di Mario Cori

Berardi fa il Ferraro, con una zampata del centrocampista ad un quarto d'ora dalla fine vittoria agguantata e crisi almeno un po allontanata.

Un po' prima della 16 cambia il vento. Sul Conero annoiato, appisolato e quasi disgustato cala all'improvviso una ventata di aria gelida. La temperatura precipita di colpo di una manciata di gradi e, per incanto, l'Ancona si sveglia, segna e vince pure la partita. Diciamo che questo il calcio... Non aspettatevi annotazioni tecniche sul come e perché l'Ancona abbia vinto una partita che avrebbe dovuto stravincere in condizioni di normalità. Ha vinto e basta per merito del vento. Come battuta non è male per assottigliare le magagne. In effetti sul resto meglio calare un velo pietoso per quanto è possibile, tenendo conto che tre punti sono importanti nella corsa ai play-off teoricamente riconquistati, almeno classifica avulsa permettendo. Dopo la vergognosa scoppola di Santa Croce ci si aspettava qualcosa di più. Sul piano del gioco, sulla saldatura del nuovo assetto e soprattutto dai rinforzi. Peggio che peggio. Aubameyang non ne indovina una ed all'intervallo è invitato a rivestirsi. L'attaccante Massaro, dipinto come "uno alla Cassano" delude anche di più, riuscendo a colpire un palo a porta vuota. Per fortuna sulla ribattuta quel falco di Berardi si precipita a dare la zampata giusta e regalare la vittoria all'Ancona con un indovinato diagonale. Già, Berardi e Ferraro, Ferraro e Berardi. Fate un po' di conti. In due hanno segnato 17 gol (10 il centravanti, 7 il... mediano), tutta la squadra 21. E' azzardato sottolineare che l'Ancona dipenda da loro? Certo che no, anche perché di gioco se ne vede poco o niente. Si continua ad andare avanti per tentativi o invenzioni. Basta che una squadretta infili i dorici sul piano atletico o che ringhi forte e allora sono guai seri. Stavolta ci ha ripensato Berardi, mercoledì a Gubbio ci sarà anche Ferraro. Meno male che l'Ancona sa a chi potersi aggrappare. Anche se, non riusciamo a capire perché nel complicato nuovo modulo tattico studiato da Frosio per favorire (o forse.., sfavorire) l'innesto di Aubameyang e Massaro, proprio Berardi debba accomodarsi in linea mediana, ferma restando qualche licenza di proiezione. Licenze che poi risultano spesso vincenti. Ma deve giocare in partenza proprio così dietro Berardi? Bah. Primo tempo da mani negli occhi. Due tentativi del Gualdo e basta. Sventola di Chisena (20') a fil di palo. Marcuz salva all'altezza del palo di destra su un tentativo ravvicinato di Morello. Senza capo né coda la disposizione dell'Ancona, con il giocoliere Antenucci a tentare strani palleggi come punta di riferimento e nessun altro che riesca a penetrare ed inserirsi. Ma forse Tiberi lasciato in panchina non sta così bene, altrimenti sarebbe sciocco cercare lo sfondamento con Antenucci. L'innesto di Conti nella ripresa provoca qualcosa di positivo. Prima cerca il gol (8') con un colpo di tacco (Formica non donne). Poi una sua potente sventola (10') in diagonale non inquadra la porta. Ma perlomeno sul lato destro ora l'Ancona ha un peso. Corre un pericolo la squadra biancorossa per colpa di Gagliarducci (28') che resta stoicamente in campo con un ginocchio bendato che lo fa impazzire ma che combina anche qualche frittata. Un suo alleggerimento di testa, appunto, smarCa Rossi, che però spara fuori. Ma intanto il vento è cambiato. Lo stadio è gelido. L'Ancona si sveglia (31'): Segarelli pesca Massaro smarcato al limite, e "quello alla Cassano" a porta spalancata riesce a colpire il palo. Per fortuna arriva San Berardi e la butta dentro. meno male.


di Andrea Principi

Sospirone di sollievo dopo tante sofferenze, Sergio Schiavoni : Stavolta rido io!

Schiavoni & Schiavoni stavolta sono rilassati e sorridenti. Dopo una scoppola come quella del turno precedente, una vittoria da tre punti belli pienotti era proprio quello che ci voleva, anche se è arrivata con un 1-0 striminzito e abbastanza fortunoso. "Sì, stavolta ridiamo - dice Schiavoni papà -. Molte volte abbiamo giocato bene ma perso o pareggiato solo per jella, prendendo gol nei minuti finali. Stavolta siamo stati un po' fortunati, non avremo strabiliato, ma prendiamo su e portiamo a casa. In effetti non credevo che avremmo vinto la partita, per come stavamo giocando. Nel primo tempo specialmente, eravamo un po' troppo in balia degli avversari, di questo Gualdo". Ma nella ripresa qualcosa di meglio si è visto. "Il mister ha strigliato la squadra negli spogliatoi, ha detto ai ragazzi di non aver paura del Gualdo, perché potevamo benissimo farcela, e ha avuto ragione". Chi le è piaciuto dei nuovi? "Massaro mi è parso che si sia mosso bene". Ha anche preso un bel palo... "Nel complesso è andato bene. Ma molto bene è andato anche Conti sulla fascia, ha portato vivacità, mi è piaciuto. Anche lui ha contribuito a far fiorire questa vittoria, contro una squadra che, lasciatemelo dire, è una delle più fallose che io abbia mai visto. Già a Gualdo all'andata ci ha riempiti di botte, e mi pare che anche qui abbiano continuato sulla stessa linea". In definitiva l'Ancona ha fatto tre punti ma è sembrata sotto tono... "Sì, i tre punti fanno piacere: ma la squadra non è ancora al top, i nuovi si devono inserire, e spero che il mister riesca a farla girare meglio di così". Contento anche Giampiero Schiavoni. "Abbiamo vinto una partita molto difficile - afferma -. Non era facile presentarsi così, dopo la dura sconfitta per 4-0 del turno precedente. Sono soddisfatto del risultato, non altrettanto del gioco, anche se obiettivamente il Gualdo era molto bravo a chiudere tutti gli spazi ai nostri giocatori. L'importante comunque era vincere, ora siamo in una buona posizione di classifica e dobbiamo dare il meglio di noi nei prossimi incontri".


di Massimo D'Agostino

Massaro me l'avevi fatta grossa! Non si può colpire un palo da quella posizione, per fortuna Berardi poi l'ha buttata dentro.

"Bravo Berardi, però a Massaro avrei tirato le orecchie per quel palo". Pierluigi Frosio finalmente torna a sorridere in sala stampa. Ma in panchina la sofferenza è stata tanta, specie su quell'azione alla mezz'ora del secondo tempo, che se non finiva col gol di Berardi, a Massaro non l'avrebbe proprio perdonata. Invece il neo-acquisto se la cava con una battuta e con un'assoluzione per i miglioramenti fatti vedere nella ripresa. "Nel primo tempo così così, poi è andato sempre meglio - spiega il mister -. Aubameyang invece l'ho tolto perché l'ho visto in difficoltà. Berardi? Beh, per lui questa è decisamente una stagione fortunata. Per un centrocampista 7 gol sono davvero tanti. La difesa? Bene così. Gagliarducci l'ho tenuto fino alla fine perché sapevo che poteva farcela". L'allenatore è visibilmente soddisfatto, oltre che per i singoli, per il risultato. E non lo nasconde. "Sono contento, anche se è stata una gran sofferenza. Non era facile entrare in campo dopo quel 4-0. Chi ha giocato a calcio lo sa. Subentra la paura di sbagliare e si gioca anche peggio. Nel secondo tempo, però, siamo riusciti a scrollarci di dosso questo peso e le cose sono cambiate. I nuovi acquisti non c'entrano con questo nostro calo di rendimento. Il problema è che sono arrivati nel momento peggiore. E poi ognuno viene da un' esperienza diversa, non si può generalizzare. Conti ad esempio si è inserito subito e ci è stato anche di grande aiuto". Ma non c'è tempo per esultare, perché da oggi si pensa già alla trasferta di mercoledì a Gubbio. "Praticamente non potremo più allenarci - sottolinea Frosio - se non per preparare la partita. Domani saremo di nuovo in campo. E' sarà così per due settimane. La speranza è di poter recuperare i giocatori infortunati o squalificati. Di sicuro mercoledì riavremo Ferraro in attacco e questo è fondamentale. Ma nutro qualche speranza di poter mettere dentro anche Miglietta. Vedremo".


di Luca Frezzotti

“Si è sentita l’assenza di Ferraro”

Un bel battesimo da opinionista su radio Conero per l'ex mister del Gualdo, noi però preferiamo ricordarlo soprattutto in veste di ex biancorosso, Andrea Bruniera che ieri ha affiancato Mauro Anconetani nella postazione in tribuna stampa. Una consulenza preziosa la sua che si protrarrà per le altre partite casalinghe dell'Ancona proprio come fece in precedenza un altro amatissimo ex biancorosso come Roberto Lorenzini. Bruniera ha cominciato bene la sua avventura sia parlando in termini scaramantici (alla sua “prima” subito una vittoria per l'Ancona) che per qualità. 'Franz' ha sfoggiato una buona capacità lessicale e tanta competenza agevolata, nel caso di ieri, dall'ottima conoscenza del Gualdo che Bruniera ha allenato ad inizio stagione. Sui dorici poi l'ex libero dell'Ancona sa tanto, dato che non manca mai l'appuntamento domenicale al Del Conero. Bruniera ha sottolineato durante la cronaca di ieri come si sentisse la mancanza di un attaccante vero a riferimento del fronte offensivo. "Ferraro - le parole di Bruniera - è un elemento capace di far guadagnare metri alla squadra in fase di impostazione oltre ad essere un ottimo realizzatore". Elogi anche a Berardi autore della rete decisiva, "ha dimostrato - Bruniera sul match winner - ancora una volta di avere il fiuto del gol perché si è fatto trovare al posto giusto nel momento giusto". Molto chiara l'analisi del match, "il Gualdo ha sin dall'inizio tentato di fermare i portatori di palla ed è riuscito a mettere in difficoltà l'Ancona", e sintomatica una sorta di premonizione prima dell'1-0, "l'Ancona sta crescendo: si capisce che vuole vincere a tutti i costi".


di David Luconi

Conti è sicuramente il migliore tra i biancorossi. Passarini sostituito per un problema all’adduttore. “Io ho cambiato la gara? Devo conquistarmi il posto...”

“Sono felice per aver realizzato un gol importante, forse decisivo per il momento della stagione. Del resto non era facile ripartire dopo la pesante sconfitta patita in Toscana”. A parlare l’indiscusso protagonista della gara, quel Pasquale Berardi che col settimo centro stagionale ha garantito all’Ancona tre punti d’importanza capitale che proiettano i dorici al quarto posto in classifica. “All’inizio eravamo molto timorosi – prosegue il giocatore biancorosso – ma sapevamo di dover vincere a prescindere dalla prestazione che avremmo fatto. Il mio gol? E’ accaduto tutto nel giro di pochi secondi: dal palo colpito da Massaro, all’imprecazione, alla ribattuta vincente a rete. Oggi (ieri, ndr) mi sono sacrificato in un ruolo non mio – prosegue -, prima giocando da laterale sinistro nel tridente offensivo e poi passando a fare il centrocampista offensivo dietro le punte”.


di Ferdinando Vicini

Primo tempo scialbo, ripresa più vivace dopo la contestazione dei tifosi. Berardi, settimo sigillo

Una vittoria artigliata con le unghie e con i denti, ottenuta sulla spinta della carica nervosa viste le notevoli difficoltà incontrate nel far gioco. L'Ancona soffre oltre misura la tattica difensivistica del Gualdo, non a caso penultimo in classifica, palesemente condizionata soprattutto nel primo tempo dal peso psicologico del 4-0 subito la domenica precedente. Alla fine però grazie alla forza di volontà che comunque la squadra dimostra, arriva il gol del solito Berardi a togliere le castagne dal fuoco. Un'altra rete pesantissima del centrocampista che evidenzia una volta di più le proprie caratteristiche realizzative: si tratta per lui del settimo sigillo personale. Davvero un bottino di rilievo dopo appena ventitré giornate di campionato di cui una da recuperare. Tre punti comunque meritati per l'Ancona che centra l'obiettivo in un momento non facile. Frosio è costretto a reinventare l'attacco, dovendo rinunciare oltre che allo squalificato Ferraro anche a Tiberi menomato da una caviglia gonfia. Così il tecnico schiera Antenucci centravanti con Massaro e Aubameyang ai lati, davanti ad un centrocampo di nuovo a tre con Segarelli e Berardi ai fianchi di Coppola. I biancorossi però non riescono ad ovviare all'assenza di un centravanti di ruolo e per tutto il primo tempo in attacco risultano del tutto evanescenti. D'altra parte il centrocampo per tutta la prima frazione non riesce mai ad impostare con lucidità azioni degne di nota, soffrendo oltremisura anche al cospetto di avversari pure apparsi molto modesti. Ne viene fuori una primo tempo davvero scialbo, privo di qualsiasi contenuto tecnico. Un dato dice tutto: nei primi quarantacinque minuti l'Ancona non conclude nemmeno una volta verso la porta del Gualdo. Bisogna attendere l'8' della ripresa per vedere per la prima volta Formica intervenire su un colpo di tacco di Conti. Addirittura nel primo tempo è il Gualdo ad andare vicino al gol in un paio di occasioni. Al 12' Castorina salva anticipando Morello a due passi dalla linea di porta; in chiusura di tempo Locatelli spizza di testa un traversone da calcio d'angolo, il pallone attraversa pericolosamente tutto lo specchio della porta di Passarini senza che nessuno intervenga. I biancorossi all'intervallo escono dal campo fra i fischi del pubblico del Del Conero, spazientito dalla loro inconsistente prestazione. Frosio a quel punto decide di cambiare inserendo Conti al posto di uno spento Aubameyang sulla destra, oltre che Martino per l'infortunato Passarini. L'ingresso di Conti conferisce una maggiore vivacità alla manovra, ma tutta la squadra torna in campo con un altro spirito. Non che la qualità del gioco cresca di molto, ma almeno l'Ancona si affaccia con più decisione in area avversaria. Dopo un gol giustamente annullato a Berardi per fuorigioco, al 9' Massaro ha la palla buona per puntare Formica grazie ad uno svarione difensivo, ma si è allarga e l'occasione sfuma. Al 16' Segarelli da ottima posizione spedisce alto, ma i biancorossi aumentano la pressione chiudendo finalmente il Gualdo nella propria metà campo. Al 31' l'episodio decisivo : dopo un batti e ribatti aereo Segarelli indovina la deviazione di testa che smarca Massaro solo a centro area. L'attaccante calcia a colpo sicuro ma colpisce il palo interno, la palla schizza sull'altro lato dove Berardi è prontissimo al tap in vincente. Un gol liberatorio che scaccia le paure e consegna all'Ancona un successo di grande importanza, in un momento difficile.


di Guido Montanari

Un solo obbiettivo, la vittoria: questo il titolo della nostra edizione di ieri e lo confermiamo a caratteri cubitali. L'importante era prendere i tre punti e rimettersi in carreggiata, questo serviva e questo è accaduto. Poi potremmo star qui a disquisire per ore sul fatto che si è visto ancora poco gioco, che i nuovi arrivi non fanno la differenza o che le emozioni sono arrivate con il contagocce: tutto vero, tutto giusto, ma chi ha giocato a calcio sa bene cosa significa presentarsi al cospetto dei propri tifosi con un 4-O sul groppone, con gente che giustamente al primo errore comincia a spazientirsi. Con una strada insomma tutta in salita. E allora in casi del genere è difficile che possano uscire fuori prestazioni spettacolari. Teniamoci stretto quindi il golletto di Berardi a un quarto dalla fine e soprattutto questi tre punti che riportano l'Ancona in zona playoff (e i dorici hanno una partita in meno).


SENZA PUNTE C'è poi un altro aspetto squisitamente tecnico da non sottovalutare: l'assenza di Ferraro per squalifica (seconda giornata di stop ma mercoledì il bomber a Gubbio ci sarà) e l'infortunio che ha costretto a Tiberi a partire dalla panchina, in pratica hanno fatto sì che l'Ancona iniziasse la partita senza una vera punta di ruolo. Come ipotizzato alla vigilia del match il forfait di Tiberi ha costretto mister Frosio a rivedere completamente il suo schema passando dal previsto 4-2-3-1 ad un 4-3-3 con una linea di attacco formata da Aubameyang, Antenucci e Massaro. I tre hanno fatto il solletico alla robusta difesa del Gualdo con l'anconetano Baldelli e il colored Diagouraga che hanno messo la museruola alle bocche da fuoco biancorosse. Neanche un tiro degno di questo nome, tanta confusione e nervosismo da entrambe le parti. Quando il signor Candussio di Cervignano fischia la fine dei primi 45', i fischi arrivano puntuali e impietosi.


DUE BUONE CARTE -
Due buone carte se le è giocate Frosio nella ripresa con l'Ancona che finalmente ha fatto vedere la sua superiorità tecnica nei confronti degli umbri. Infatti gli ingressi di Conti e di Tiberi al posto degli spenti Aubameyang e Antenucci, sono stati decisivi per cambiare il volto della partita: i due hanno avuto il merito di aprire varchi nella difesa del Gualdo fino a quello decisivo. Corre il 29' del secondo tempo, dopo un batti e ribatti Massaro ha tra i piedi la palla buona; gran tiro, palo, la sfera rimbalza proprio sui piedi di Berardi per il quale non è difficile depositare in rete la palla del suo settimo gol stagionale. Nell'ultimo quarto d'ora qualche brivido per alcune mischie che Martino risolve bene,(il secondo portiere dorico era entrato ad inizio ripresa per un infortunio di Passarini).


VITTORIA PREZIOSA -
Quando Candussio fischia la fine c'è la netta sensazione di essersi rimessi in carreggiata dopo aver rischiato più volte di finire fuoristrada. Quindi sospiro di sollievo perchè nonostante le tante cose che non vanno, la squadra ha comunque avuto la forza di prendersi questi tre punti che assomigliano ad un'autentica manna. Ora aspettiamo il rientro dopo la squalifica di Ferraro, bomber di questa Ancona, sperando che da qui alla fine della stagione non si lasci più andare a tentativi di reazione che possono essere letali perla squadra: la sua presenza al centro dell'attacco è fondamentale per il gioco di compagine di Frosio. Ma ci sono anche altre riflessioni da fare: ad esempio tutti hanno notato che l'innesto dei nuovi acquisti al mercato di gennaio è coinciso con una chiara involuzione sia del gioco che sotto l'aspetto della personalità. Inutile dire che soprattutto da Aubameyang e da Massaro ci si aspetta molto di più. Una piccola crisi di rigetto che questa vittoria può certamente aiutare a superare in fretta. Anche perché il tempo stringe per l'Ancona e d'ora in avanti è davvero vietato commettere altri passi falsi.

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