| di
Guido Montanari Col Castel San Pietro una delle più brutte
prove della stagione. Una vittoria soffertissima
LAncona vince ma i tifosi contestano
ANCONA - Vittoria con contestazione: questo soffertissimo campionato di C2 non finisce di
procurare magoni su magoni allAncona visto che neanche quando si vince cè un
po di serenità. UnAncona che ha battuto tra mille problemi il Castel San
Pietro (il cui pullman è uscito tra gli applausi dei tifosi nel movimentato dopo partita)
ma la mancanza di personalità e di autorità dimostrate ancora una volta dalla squadra
hanno fatto andare su tutte le furie anche la curva che finora aveva assunto una posizione
di attesa. Nel mirino cè mister Frosio che si difende e dice anche giustamente:
«Siamo terzi in classifica». Vero, ma anche vero che questa Ancona non riesce a far
innamorare i propri tifosi. Tifosi che ieri hanno accusato apertamente il tecnico di non
essere la guida giusta e nel dopo partita una delegazione della curva ha incontrato
allinterno degli spogliatoi il presidente Schiavoni, il ds Centofanti e lo stesso
Frosio. Un faccia a faccia molto duro di cui riferiamo ampiamente nellaltra pagina
ma che è servito senzaaltro per stemperare gli animi e per cercare un minimo di
compattezza in vista del decisivo rush finale per i playoff. CHI HA RAGIONE? - Già, bella
domanda. Il tecnico dalla sua ha i risultati: è terzo in classifica con una squadra
costruita in corsa, una squadra buona ma certamente non una schiacciasassi. A nove
giornate dalla fine lAncona è saldamente allinterno dei playoff con ottime
chances di partecipare nel maggio prossimo agli spareggi per la promozione in C1. Eppure,
eppure... qualcosa che non quadra indubbiamente cè. Queste vittorie sempre
sofferte, questo andare puntualmente sotto di un gol, questo rincorrere affannosamente,
questi problemi che continuano ad avere i tre portieri a disposizione di Frosio e poi le
difficoltà che i biancorossi hanno fin qui incontrato negli scontri diretti (mai una
vittoria con le concorrenti ai playoff): insomma di motivi per non stare così tranquilli
ce ne sono ed anche tanti. Ma cè anche una componente che esula da risultati e
scelte tecniche: è il feeling che tra Frosio e la tifoseria dalla giornata di ieri si è
decisamente incrinato. Un feeling che, bisogna ammetterlo, non è mai stato così forte. E
i motivi sconfinano nel carattere, nella mentalità, nel modo di porsi del mister che
evidentemente non piace agli anconetani. VITTORIA SOFFERTA - La partita di ieri è stata
una delle più brutte della stagione: a complicare il tutto la rete a freddo di Rizzioli
(è la quarta volta consecutiva che lAncona va sotto in casa): tiro non certo
irresistibile con Cicioni in ritardo. Castel San Pietro vicino al raddoppio con una
conclusione dalla distanza di Bettini che colpisce il palo e con Cicioni apparso ancora
incerto. La riscossa dorica non arriva, anzi per tutto il primo tempo solo lanci lunghi e
neanche una conclusione vera fatta eccezione per un pallonetto di Ferraro salvato da un
difensore emiliano a portiere battuto. Anche nella ripresa un mezzo pianto fino a che
Frosio non gioca la carta Antenucci, il biondino che ha cambiato la partita: prima
pareggia con un tiro cross deviato dal difensore ospite Broccoli e poi, a quattro minuti
dalla fine, trova il gol-vittoria scaricando in rete un prezioso assist di Vecchiola dalla
destra. MA LA SQUADRA NON CONVINCE - Tre punti doro per come si erano messe le cose,
ma certo lo spettacolo è stato ben misero. Non ha affatto convinto Miglietta come regista
centrale. Il ragazzo è un incontrista ma se deve costruire gioco... non ci siamo.
Lassenza di Coppola che fa girare il pallone a centrocampo si è fatta sentire. Poi
Conti così accentrato non sembra poter dare il contributo di quando gioca largo sulla
fascia. Va a scontrarsi con Ferraro e perde la sua caratteristica migliore:
saltare luomo e mettere in mezzo assist invitanti. E giusto che Frosio faccia
le sue scelte ma non sarebbe ora di puntare sempre su una ben precisa formazione e sullo
stesso modulo?
di Luca Frezzotti
Schiavoni nel dopo partita difende il tecnico dorico. Non è la squadra che vorrei ma il mister non si tocca
L'Ancona che non vorrei. Il presidente onorario dell'Ancona Sergio Schiavoni
racchiude in questo titolo uno dei momenti più amari, nonostante il successo, della pur
breve gestione della società da parte della sua famiglia. "Questa - ecco le sue
testuali parole - non è certo l'Ancona che vorrei. Non vedo una certezza, non sto
tranquillo: mi sembra insomma di essere in un incubo. E' stata senza dubbio la partita in
cui ho sofferto di più...". Le sensazioni a caldo del dopo Ancona-Castel San
Pietro sono forti. Il successo nel finale, i fischi ed una prestazione della squadra che
comunque fa discutere: "Da salvare ci sono solo i tre punti - ancora Schiavoni senior
- però non si può giocare così. Sinceramente avevo perso ogni speranza e non credevo
che potessimo vincere anche perché per l'ennesima volta (la quarta di fila ndr) siamo
andati sotto per primi: non è possibile partire sempre ad handicap. Poi ci siamo ripresi
e forse c'ha portato bene la benedizione del vescovo: se è così, ci faremo
'raccomandare' ancora". Schiavoni screma con una battuta l'evidente tensione che è
anche la diretta conseguenza della contestazione all'allenatore. "Sinceramente non li
trovo motivati quei fischi anche perché Frosio si adopera molto nei confronti della
squadra ed anche nell'intervallo del match s'è fatto sentire. Poi può capitare che i
giocatori non rispondano come vuole lui per cui non vedo sue responsabilità. Non darei
molta importanza a quanto successo mi pare più un fatto di colore". Tra le evidenze
in negativo la difficoltà dell'Ancona in porta. Sul gol degli emiliani Cicioni è parso
in netto ritardo così come sul palo immediatamente successivo di Bettini. Ma sul
problema-portieri Sergio Schiavoni non entra nel merito. Ci sono altri pensieri preminenti
compresa una vittoria che non lo esalta. Molto più euforico invece suo figlio Giampiero
il presidente del sodalizio biancorosso. "Cosa mi è piaciuto di questa partita? -
dice il presidente -Che dovevamo vincere e l'abbiamo fatto. Male? Anche questa è la C2.
Mettiamo altri tre punti in cascina e ce li teniamo stretti". Il presidente si affida
ad un sano pragmatismo e respinge al mittente le critiche piovute addosso al tecnico
biancorosso Pierluigi Frosio. "Non vedo il motivo di contestare - spiega Giampiero
commentando i fischi e i cori - anche se ognuno è libero di fare quello che vuole. Devo
dire comunque che la cosa m'è dispiaciuta pur nella libertà che ha ogni tifoso di
esprimere la propria opinione".
di Daniele Spina
Basta con questa sofferenza, meritiamo di più. La voce della curva / Una domenica calda nella Nord
Più di un'ora in svantaggio per colpa dell'ennesima indecisione difensiva, contro un
avversario non certo trascendentale che tuttavia ha dato l'impressione di poter
tranquillamente controllare l'incontro: troppo, davvero troppo anche per i fin qui
pazienti supporters dorici. E così, dopo quasi due mesi di... attesa, i fischi sono
tornati a far da sottofondo allo stadio Del Conero. Non è bastato neppure l'autorete di
Broccoli e il gol vittoria nel finale di Antenucci per rasserenare gli animi dei tifosi
biancorossi. Tifosi che hanno contestato a gran voce il gioco lento e macchinoso della
squadra, la manovra sempre prevedibile, la mancanza di grinta e cuore espressa dai
biancorossi in campo. Sul banco degli imputati è finito ancora una volta mister Frosio,
contestato a più riprese nel corso della partita da gran parte della "Nord",
che ha chiesto a gran voce addirittura il suo esonero. "Penso che sia necessaria
un'inversione di rotta sia sul piano del gioco che della mentalità, se Frosio non è in
grado di migliorare la situazione è meglio che si faccia da parte" commenta deluso
Alessandro Andreucci. Il tecnico brianzolo è evidentemente poco simpatico ad una
consistente parte della tifoseria: molti sportivi da noi ascoltati si sono lamentati per
il suo atteggiamento sempre sicuro di sé che talvolta può apparire poco umile. Ma il
tecnico è stato criticato soprattutto per il gioco latente della squadra, l'assetto poco
spregiudicato e oltremodo difensivista, oltre che per alcune scelte tecniche molto
criticate dalla gente. "Non comprendo la scelta di continuare a schierare Vendrame
che mi sembra fuori forma e avulso dal gioco" afferma Mauro Rosi. Più deciso Mirko
Strologo che condanna la mentalità con cui la squadra scende in campo: "Anche oggi
abbiamo subito un gol quasi in avvio e la reazione mostrata dai biancorossi è stata
francamente inesistente. Non si può regalare un tempo e cercare di aggiustare la partita
nei venti minuti finali: questa volta ci è andata bene ma se la squadra continua così
dubito che si possa andare lontano". Sulla stessa linea d'onda anche Rosanna
Picciafogo: "L'Ancona mi sembra che non abbia fatto nulla per vincere la partita.
Abbiamo creato poco ed il loro portiere è stato praticamente inoperoso. Se non ci
avessero aiutato con il più classico degli autogol probabilmente ora si starebbe a
parlare dell'ennesimo pareggio o peggio di un'altra sconfitta". "Un tiro e mezzo
in porta sono pochi per poter sperare nel salto di categoria. Contro i modesti emiliani
abbiamo assistito ad un'altra partita scialba - commenta laconico Gino Agostinelli, che da
la colpa alla cabala - Evidentemente il giallo non ci porta fortuna: le nostre prestazioni
peggiori sono coincise con avversari che indossavano magliette di quel colore, come
Carrarese e Forlì". "Meritiamo di più" hanno urlato a più riprese gli
Ultras, che a fine gara hanno atteso numerosi fuori dallo stadio per cercare di avere un
faccia a faccia con il tecnico dell'Ancona. Un confronto che poi hanno avuto come potete
leggere sopra.
di Stefano Rispoli
Faccia a faccia tra gli Ultras e
Frosio. Durante la gara cori pesanti verso il mister
invitato ad andarsene: Eppure siamo terzi...
Nel bene o nel male, è stato il giorno di Piero Frosio. Nel bene, perché lAncona
ha vinto in extremis grazie a una mossa (Antenucci per Conti) indovinata dal tecnico
brianzolo. Nel male, perché nonostante i tre punti sofferti è arrivata la contestazione.
Stavolta i tifosi non ce lhanno fatta a resistere: dopo aver stretto i denti per
tutto il primo tempo, nellintervallo sono scattati i cori contro lallenatore.
Di fatto è la prima volta dallinizio del campionato che la tifoseria si espone in
modo così esplicito e deciso nei confronti di Frosio, invocandone addirittura le
immediate dimissioni. Ma pesanti critiche anche nei confronti dei giocatori, accusati di
scarso impegno. A tal punto che a fine gara un nutrito gruppo di tifosi (circa duecento)
ha atteso luscita della squadra dallo stadio per manifestare il proprio malumore, ma
soprattutto per chiedere un confronto con giocatori e tecnico. Subito dopo le interviste
in sala stampa, mister Frosio, in presenza del presidente Giampiero Schiavoni e di capitan
Vecchiola, ha accolto una delegazione di ultrà della Nord. Un colloquio acceso in cui i
tifosi hanno espresso la loro rabbia per le prestazioni offerte nelle ultime partite
dallAncona. Un confronto in cui hanno chiesto a Frosio di ammettere le proprie colpe
e quelle della squadra. Insomma un faccia a faccia in cui gli ultrà hanno manifestato il
proprio dissenso per alcune scelte e certi atteggiamenti del tecnico, invitato a
trasmettere ai giocatori la carica e il carattere ostentati sulle pagine dei giornali. La
contestazione si è poi spenta con la chiusura dei cancelli dello stadio, in modo civile e
pacifico. Così come determinato ma provato dalle sofferenze della partita era apparso
Frosio, poco prima, in conferenza stampa. Mi sono sentito un allenatore vero, per la
prima volta è lunico commento rilasciato a proposito dei fischi e dei cori
mossi dalla curva. Ma il tecnico ha subito evidenziato un concetto: Mi sembra che la
classifica dica che siamo terzi, non minteressa a quanti punti dal San Marino.
Lunica cosa di cui mimporta è arrivare ai playoff con questa squadra. Sarebbe
già un grosso successo. Poi ognuno è libero di pensare come meglio crede, ma se
centriamo questo risultato abbiamo già fatto un grande passo avanti. Poi ce la giocheremo
con le altre agli spareggi. So che questa squadra ha commesso degli errori, ma
ricordiamoci che siamo in C2 e che siamo terzi. Se invece vogliamo cercare la
perfezione
allora non andremo da nessuna parte. No specifica Frosio il
mio non è un messaggio per i tifosi, semplicemente una constatazione. Sarebbe bene
lottare tutti insieme per un obiettivo che al momento è alla portata
dellAncona. Qual è lumore dopo la vittoria sul Castel San Pietro?
Quando si vince lumore è sempre buono risponde Frosio -. Molte volte
siamo stati rimontati alla fine, oggi (ieri, ndr) abbiamo vinto noi alla fine. Ci ha
condizionato psicologicamente liniziale svantaggio, ma nel primo tempo abbiamo
costruito tante palle gol e meritavamo già lì il pareggio. Purtroppo ci troviamo sempre
nella condizione di dover recuperare, non riusciamo mai a gestire una situazione di
vantaggio. E un nostro limite. Ma il pregio è cercare la vittoria fino
allultimo, e i ragazzi lhanno fatto. LAncona riprenderà ad
allenarsi domani pomeriggio al Dorico. Forse sì, dipende
conclude con
un filo di ironia Frosio. Giusto una battuta per sdrammatizzare un pomeriggio di cui, vuoi
o non vuoi, è stato lui il protagonista.
di Mario Cori
Il calcio da voltastomaco e da manicomio che offre questo girone di C2 è talmente
balordo che nella giornata più squallida del suo già deludente campionato l'Ancona si
ritrova in rampa di lancio per agguantare addirittura il secondo posto. Il San Marino é a
quattro punti, solo quattro punti. Il secondo posto che pareva irraggiungibile è ad un
tiro di schioppo. Incredibile ma vero. E allora? E allora è difficile andare a fare un
discorso raziocinante su questo campionato o sulla pochezza dell'Ancona. Proprio nel
giorno in cui la curva biancorossa rompe clamorosamente con Frosio, mandato in maniera
pesante a quel paese quando il Castello vinceva, ma anche dopo la rimonta, ecco che la
classifica sorride ad una squadra chiaramente allo sbando, senza gioco, senza un
assemblaggio tecnico e tattico. Ma la rottura tra la tifoseria che conta e l'allenatore
sembra proprio insanabile. A fine partita un gruppo aspetta fuori l'allenatore per
continuare la contestazione. Il tutto mentre il patron Schiavoni si dice "molto
preoccupato per il futuro,>. Frosio è sicuramente tra gli imputati principali se la
squadra come gioco non decolla, ma nella ripartizione delle colpe vanno messi d'autorità
la società per la sua inesperienza e soprattutto il suo "delfino" Felice
Centofanti, responsabile dell'area tecnica, che invece mai nessuno critica... Troppi
acquisti sbagliati, troppi uomini presi a caso, troppe situazioni approssimative. Troppo
di tutto e poco di squadra e di gioco. Non ci sono giustificazioni per la fallimentare
campagna di gennaio. Frosio aveva chiesto anche un regista ed una punta pura. Dove sono?
L'Ancona comunque nell'ultimo quarto d'ora di una partita da mani negli occhi riesce a
realizzare una rimonta incredibile. Prima si fa male il portiere titolare bolognese
Carretta, poi il difensore Broccolj fa... onore al proprio nome, deviando in rete la palla
del pareggio su cross di Antenucci (31 '). Infine la difesa ospite si allarga
completamente sull'affondo di quel marpione di Vecchiola (41') che spalanca la porta ad
Antenucci che indovina l'angolo basso. L'Ancona esulta ma tutti si guardano bene di andare
sotto la curva che Continua a fischiare. Frosio, poi. scappa via subito. Insomma un'Ancona
da dimenticare più in fretta di quelle che l'hanno preceduta sinora. Stava per andare in
archivio una domenica di quelle "ignobili", quelle condite da sconfitte
indimenticabili contro squadrette di paese. Del resto il Castello non stava mica rubando,
anzi... Per lunghi tratti tiene addirittura il possesso palla al Conero. Da non credere.
Ma che fare? Frosio si inventa un centrocampo che non sta in piedi neanche per scommessa.
Miglietta centrale è un pugno allo stomaco per la sensibilità dello spettatore (c'è
addirittura da rimpiangere Coppola). Sulle fasce nessuno scende, in mezzo non c'è gioco.
Ferraro là davanti è lasciato solo anche da Conti. Colpisce il Castel San Pietro (10') e
fa male, Il rasoterra angolatissimo di Rizzioli da fuori area coglie totalmente
impreparato Cicioni, che "assiste". E per fortuna che "Cobra" Bettini
(il bomber che aveva promesso una doppietta al Conero) centra subito dopo in pieno il palo
basso da fuori area (12'). Avrebbe potuto chiudere la partita... La reazione dell'Ancona
si esaurisce a fine tempo (45') con un affondo di Vecchiola che smarca Ferraro, il cui
pallonetto non finisce in fondo al sacco per un intervento acrobatico di Broccoli. Frosio
cambia qualcosa solo a metà ripresa. Quantomeno indovina a togliere uno stralunato
Miglietta. Il Castello accusa la perdita di Franchini e Carretta infortunati, il nuovo
portiere Spada pasticcia e l'Ancona avanza. Prima l'autogol, di Broccoli, poi la sventola
a colpo sicuro di Antenucci, che regala all'Ancona il terzo posto in solitudine il giorno
della contestazione al suo allenatore ed alla squadra. Roba da matti. Che sofferenza.
di Matteo Massi
" Sono preoccupato " Il fine giustifica i mezzi. Nessuno nella famiglia
Schiavoni cita apertamente la massima di Machiavelli, ma tutti concordano con questo
assunto. Che non può non far comodo ad un'Ancona che ha vinto una partita dopo una
perfomance da mani negli occhi. Il patron è stringatissimo. Almeno all'inizio, ossia
subito dopo il fischio finale dell'arbitro. "Di buono c'è soltanto il risultato -
dice Sergio Schiavoni. Salviamo solo quello". Poi si rincuora un po', quando
l'informano che il San Marino ha pareggiato. "Di positivo oltre alla vittoria -
aggiunge - c'è che abbiamo guadagnato due punti sulla seconda in classifica". Più
in là non si spinge, anche perché sarebbe difficile farlo dopo una domenica del genere.
Anzi dopo una partita del genere. "Alla fine del primo tempo - continua Schiavoni
senior - ero arrabbiato. Non potevo pensare certo che si potesse giocare così male. Ho
sofferto tantissimo anche nel secondo tempo, non mi ero mai capitato a questi livelli
finora. Poi abbiamo trovato questi due gol". Il primo con un pizzico e qualcosa in
più di fortuna. "C'è andata bene. C'era capitato in altre situazioni di essere
raggiunti nel finale, stavolta è toccato a noi rimediare, aiutati anche dalla buona
sorte, una partita che si era messa male". Nonostante la vittoria, i tifosi hanno
contestato apertamente Frosio. Schiavoni difende l'operato del mister. "Ero molto
arrabbiato dopo il primo tempo. Lui guida la squadra, ma poi in campo ci vanno i
giocatori. Frosio fa il suo lavoro e lo fa bene. La contestazione? Non gli darei troppa
importanza. Però resto molto preoccupato". Il figlio Giampiero è sulla stessa
lunghezza d'onda del padre. Arriva in sala stampa, quasi in contemporanea a Frosio,
esordisce sottolineando l'importanza della vittoria. "Cosa mi è piaciuto? La
vittoria - dice l'amministratore unico -. Era importante ottenere i tre punti in una
partita del genere". Oltre non va, ma si sofferma inevitabilmente anche sulla
contestazione dei tifosi a Frosio. "Non vedo il motivò di contestare il mister.
Abbiamo vinto e siamo terzi in classifica". Con un colpo di spugna o meglio con due
gol in un quarto d'ora si può dimenticare un'ora ed un quarto da incubo. L'Ancona va, ma
l'imbarazzo - per una squadra che non riesce a convincere nemmeno i tifosi - resta. Ieri,
molto probabilmente, l'hanno capito anche gli Schiavoni.
di Mimmo Cugini
Ancona, una vittoria piena di amaro. I dorici rimontano, pesante contestazione della
curva a Frosio
Unora da dimenticare, una contestazione pesantissima a mister Frosio e alla fine
dieci minuti allarrembaggio che bastano per battere il Castel San Pietro e
conservare il terzo posto in classifica. Finisce bene la domenica dellAncona, ma non
cè serenità nellambiente dorico: il popolo biancorosso è molto scarso sugli
spalti (746 paganti) e molto critico nei confronti della squadra, il terzo posto in
classifica non basta. LAncona del resto ha un inizio da incubo: dopo nove minuti è
già sotto di un gol perchè Cicioni si fa sorprendere dalla conclusione di Rizzioli da
quasi quaranta metri. Si vede che i biancorossi sono in giornata no: barcolla più volte
la coppia centrale Gagliarducci-Castorina, in mezzo Miglietta non ne azzecca una e fa
rimpiangere Coppola. Non sarà un fenomeno ma almeno prova a verticalizzare mentre
lex fermano appoggia sempre indietro ai difensori. Le uniche cose buone le fa
Vecchiola, mentre Vendrame fallisce lennesima chance che Frosio gli concede e Conti
schierato in posizione centrale al fianco di Ferraro non ha gli spazi per i suoi spunti.
La peggior Ancona dellanno? Più o meno, anche se non va dimenticato che in C2 è
difficile vedere una bella partita. A questo punto della stagione però è lecito
aspettarsi qualcosa di meglio anche sul piano del gioco e a nostro avviso la possibilità
di fare un po meglio cè. Certo che i continui cambiamenti di formazione e di
modulo non aiutano, così come lalternanza dei portieri. E un problema che
cè dallinizio della stagione e che non è stato risolto, nè mai affrontato.
Adesso i fatti parlano chiaro, lAncona ha perso troppo punti per gli errori dei
portieri. Le difficoltà nel gioco di ieri sono state evidenziate dallassenza di
Coppola, un giocatore che, piaccia o no, è fondamentale. E nessuno ha le sue
caratteristiche. Miglietta? Ma lasciamo perdere... A caricarsi lAncona sulle spalle
per fortuna ci ha pensato capitan Vecchiola, già verso la fine del primo tempo dopo che
il palo aveva negato il raddoppio al Castel San Pietro. Il capitano al 45 ha servito
in profondità Ferraro che ha scavalcato con un palllonetto il portiere Carretta in
uscita, ma a pochi passi dal gol Broccoli ha messo in calcio dangolo. E stata
lunica occasione delAncona nel primo tempo, inevitabile che la squadra
rientrasse negli spogliatoi tra i fischi. A inizio ripresa Ferraro sprecava la palla del
pareggio mandando alto il cross di Conti dalla sinistra (7), poi il Castel San
Pietro era costretto a sostituire il portiere per infortunio (fuori Carretta e dentro
Spada) e lAncona perdeva Conti (probabile stiramento). Entrava Antenucci che sarebbe
poi diventato luomo partita, poi Frosio inseriva anche Carboni al posto di Miglietta
e Aubameyang al posto di Vendrame. Lex del Giulianova si piazzava sulla sinistra e
da quella posizione creava le premesse per il pareggio. Al 32 infatti si involava
sulla corsia mancina e poi metteva al centro per Ferraro, che era anticipato da Broccoli
ma il tocco del difensore finiva in rete. Dorici galvanizzati e lanciati a caccia del gol
della vittoria che arrivava al 41. Straordinaria lazione di Vecchiola che
sulla destra saltava due avversari, poi dal fondo metteva al centro un pallone
allaltezza del dischetto del rigore che Antenucci spediva nellangolino basso.
Gol pesantissimo che dava la vittoria allAncona, ma soprattutto permetteva ai
biancorossi di mantenere il terzo posto e avvicinare il San Marino, riducendo le distanze
a quattro punti. |