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di Massimo D'Agostino

"Mi avrà visto..." Un bel gol e lo zampino anche sull'autogol che ha regalato ai dorici il pareggio momentaneo. E pensare che non doveva neanche giocare Mirco Antenucci, entrato nella ripresa per l'infortunio di Conti. Ora la sua speranza è che... anche mister Frosio abbia notato le sue qualità.
"Spero che abbia visto pure lui la partita - scherza l'attaccante dorico -. Io sto facendo il possibile per convincerlo a mettermi in campo. Però era importante portare a casa i tre punti.
E ci siamo riusciti grazie anche a quell'autogol sul mio traversone. Il secondo invece è arrivato grazie a una bella palla che mi ha messo Vecchiola, anche se non era facile metterla dentro con il campo ridotto così male".
Inevitabile che il discorso cada poi su ciò che è avvenuto prima che l'Ancona ribaltasse il punteggio.
"No, non abbiamo giocato una bella partita - conferma Antenucci - però penso che l'aver fatto risultato in una gara così sia un segnale importante: che il gruppo c'è e che sa lottare fino all'ultimo. I tifosi contestano? Sono liberi di pensare quello che vogliono".
"Non era facile giocare partendo dall' handicap di quel gol iniziale - spiega capitan Sebastiano Vecchiola però abbiamo lottato e dimostrato di avere carattere.
Capisco che i tifosi ci contestino, perché la squadra rappresenta la città e Ancona non merita la C2. Ma è pure vero che noi non siamo in serie A. Abbiamo margini di miglioramento?
Certo - risponde - sarebbe deleterio pensare il contrario. Ma un segnale importante c'è stato:che le riserve, che sono entrate nella ripresa, si sono fatte trovare pronte e hanno cambiato la partita.
Il mio cross sul gol di Antenucci? Ho ritardato il passaggio perché in quelle occasioni è importante cercare il fondo per trovare il varco giusto e magari un rimpallo".
Un 2-1 che tuttavia non ha placato le ire dei tifosi. Vecchiola fa gli scongiuri in vista della fase decisiva della stagione. "Per affrontare bene le ultime partite e arrivare ai playoff serve l'unità di tutto l'ambiente".
Un salto in sala stampa anche per Valerio Carboni, pure lui entrato in gara nel momento decisive del match. "Castel San Pietro evidentemente porta bene ad Antenucci - commenta -'perché anche all'andata era stato decisivo. Ora però pensiamo al Fano e a vincere finalmente un derby".
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di Guido Montanari

Col Castel San Pietro una delle più brutte prove della stagione. Una vittoria soffertissima
L’Ancona vince ma i tifosi contestano

ANCONA - Vittoria con contestazione: questo soffertissimo campionato di C2 non finisce di procurare magoni su magoni all’Ancona visto che neanche quando si vince c’è un po’ di serenità. Un’Ancona che ha battuto tra mille problemi il Castel San Pietro (il cui pullman è uscito tra gli applausi dei tifosi nel movimentato dopo partita) ma la mancanza di personalità e di autorità dimostrate ancora una volta dalla squadra hanno fatto andare su tutte le furie anche la curva che finora aveva assunto una posizione di attesa. Nel mirino c’è mister Frosio che si difende e dice anche giustamente: «Siamo terzi in classifica». Vero, ma anche vero che questa Ancona non riesce a far innamorare i propri tifosi. Tifosi che ieri hanno accusato apertamente il tecnico di non essere la guida giusta e nel dopo partita una delegazione della curva ha incontrato all’interno degli spogliatoi il presidente Schiavoni, il ds Centofanti e lo stesso Frosio. Un faccia a faccia molto duro di cui riferiamo ampiamente nell’altra pagina ma che è servito senza’altro per stemperare gli animi e per cercare un minimo di compattezza in vista del decisivo rush finale per i playoff. CHI HA RAGIONE? - Già, bella domanda. Il tecnico dalla sua ha i risultati: è terzo in classifica con una squadra costruita in corsa, una squadra buona ma certamente non una schiacciasassi. A nove giornate dalla fine l’Ancona è saldamente all’interno dei playoff con ottime chances di partecipare nel maggio prossimo agli spareggi per la promozione in C1. Eppure, eppure... qualcosa che non quadra indubbiamente c’è. Queste vittorie sempre sofferte, questo andare puntualmente sotto di un gol, questo rincorrere affannosamente, questi problemi che continuano ad avere i tre portieri a disposizione di Frosio e poi le difficoltà che i biancorossi hanno fin qui incontrato negli scontri diretti (mai una vittoria con le concorrenti ai playoff): insomma di motivi per non stare così tranquilli ce ne sono ed anche tanti. Ma c’è anche una componente che esula da risultati e scelte tecniche: è il feeling che tra Frosio e la tifoseria dalla giornata di ieri si è decisamente incrinato. Un feeling che, bisogna ammetterlo, non è mai stato così forte. E i motivi sconfinano nel carattere, nella mentalità, nel modo di porsi del mister che evidentemente non piace agli anconetani. VITTORIA SOFFERTA - La partita di ieri è stata una delle più brutte della stagione: a complicare il tutto la rete a freddo di Rizzioli (è la quarta volta consecutiva che l’Ancona va sotto in casa): tiro non certo irresistibile con Cicioni in ritardo. Castel San Pietro vicino al raddoppio con una conclusione dalla distanza di Bettini che colpisce il palo e con Cicioni apparso ancora incerto. La riscossa dorica non arriva, anzi per tutto il primo tempo solo lanci lunghi e neanche una conclusione vera fatta eccezione per un pallonetto di Ferraro salvato da un difensore emiliano a portiere battuto. Anche nella ripresa un mezzo pianto fino a che Frosio non gioca la carta Antenucci, il biondino che ha cambiato la partita: prima pareggia con un tiro cross deviato dal difensore ospite Broccoli e poi, a quattro minuti dalla fine, trova il gol-vittoria scaricando in rete un prezioso assist di Vecchiola dalla destra. MA LA SQUADRA NON CONVINCE - Tre punti d’oro per come si erano messe le cose, ma certo lo spettacolo è stato ben misero. Non ha affatto convinto Miglietta come regista centrale. Il ragazzo è un incontrista ma se deve costruire gioco... non ci siamo. L’assenza di Coppola che fa girare il pallone a centrocampo si è fatta sentire. Poi Conti così accentrato non sembra poter dare il contributo di quando gioca largo sulla fascia. Va a “scontrarsi” con Ferraro e perde la sua caratteristica migliore: saltare l’uomo e mettere in mezzo assist invitanti. E’ giusto che Frosio faccia le sue scelte ma non sarebbe ora di puntare sempre su una ben precisa formazione e sullo stesso modulo?


di Luca Frezzotti

Schiavoni nel dopo partita difende il tecnico dorico. “Non è la squadra che vorrei ma il mister non si tocca”

“L'Ancona che non vorrei”. Il presidente onorario dell'Ancona Sergio Schiavoni racchiude in questo titolo uno dei momenti più amari, nonostante il successo, della pur breve gestione della società da parte della sua famiglia. "Questa - ecco le sue testuali parole - non è certo l'Ancona che vorrei. Non vedo una certezza, non sto tranquillo: mi sembra insomma di essere in un incubo. E' stata senza dubbio la partita in cui ho sofferto di più...".  Le sensazioni a caldo del dopo Ancona-Castel San Pietro sono forti. Il successo nel finale, i fischi ed una prestazione della squadra che comunque fa discutere: "Da salvare ci sono solo i tre punti - ancora Schiavoni senior - però non si può giocare così. Sinceramente avevo perso ogni speranza e non credevo che potessimo vincere anche perché per l'ennesima volta (la quarta di fila ndr) siamo andati sotto per primi: non è possibile partire sempre ad handicap. Poi ci siamo ripresi e forse c'ha portato bene la benedizione del vescovo: se è così, ci faremo 'raccomandare' ancora". Schiavoni screma con una battuta l'evidente tensione che è anche la diretta conseguenza della contestazione all'allenatore. "Sinceramente non li trovo motivati quei fischi anche perché Frosio si adopera molto nei confronti della squadra ed anche nell'intervallo del match s'è fatto sentire. Poi può capitare che i giocatori non rispondano come vuole lui per cui non vedo sue responsabilità. Non darei molta importanza a quanto successo mi pare più un fatto di colore". Tra le evidenze in negativo la difficoltà dell'Ancona in porta. Sul gol degli emiliani Cicioni è parso in netto ritardo così come sul palo immediatamente successivo di Bettini. Ma sul problema-portieri Sergio Schiavoni non entra nel merito. Ci sono altri pensieri preminenti compresa una vittoria che non lo esalta. Molto più euforico invece suo figlio Giampiero il presidente del sodalizio biancorosso. "Cosa mi è piaciuto di questa partita? - dice il presidente -Che dovevamo vincere e l'abbiamo fatto. Male? Anche questa è la C2. Mettiamo altri tre punti in cascina e ce li teniamo stretti". Il presidente si affida ad un sano pragmatismo e respinge al mittente le critiche piovute addosso al tecnico biancorosso Pierluigi Frosio. "Non vedo il motivo di contestare - spiega Giampiero commentando i fischi e i cori - anche se ognuno è libero di fare quello che vuole. Devo dire comunque che la cosa m'è dispiaciuta pur nella libertà che ha ogni tifoso di esprimere la propria opinione".


di Daniele Spina

Basta con questa sofferenza, meritiamo di più”. La voce della curva / Una domenica “calda” nella Nord

Più di un'ora in svantaggio per colpa dell'ennesima indecisione difensiva, contro un avversario non certo trascendentale che tuttavia ha dato l'impressione di poter tranquillamente controllare l'incontro: troppo, davvero troppo anche per i fin qui pazienti supporters dorici. E così, dopo quasi due mesi di... attesa, i fischi sono tornati a far da sottofondo allo stadio Del Conero. Non è bastato neppure l'autorete di Broccoli e il gol vittoria nel finale di Antenucci per rasserenare gli animi dei tifosi biancorossi. Tifosi che hanno contestato a gran voce il gioco lento e macchinoso della squadra, la manovra sempre prevedibile, la mancanza di grinta e cuore espressa dai biancorossi in campo. Sul banco degli imputati è finito ancora una volta mister Frosio, contestato a più riprese nel corso della partita da gran parte della "Nord", che ha chiesto a gran voce addirittura il suo esonero. "Penso che sia necessaria un'inversione di rotta sia sul piano del gioco che della mentalità, se Frosio non è in grado di migliorare la situazione è meglio che si faccia da parte" commenta deluso Alessandro Andreucci. Il tecnico brianzolo è evidentemente poco simpatico ad una consistente parte della tifoseria: molti sportivi da noi ascoltati si sono lamentati per il suo atteggiamento sempre sicuro di sé che talvolta può apparire poco umile. Ma il tecnico è stato criticato soprattutto per il gioco latente della squadra, l'assetto poco spregiudicato e oltremodo difensivista, oltre che per alcune scelte tecniche molto criticate dalla gente. "Non comprendo la scelta di continuare a schierare Vendrame che mi sembra fuori forma e avulso dal gioco" afferma Mauro Rosi. Più deciso Mirko Strologo che condanna la mentalità con cui la squadra scende in campo: "Anche oggi abbiamo subito un gol quasi in avvio e la reazione mostrata dai biancorossi è stata francamente inesistente. Non si può regalare un tempo e cercare di aggiustare la partita nei venti minuti finali: questa volta ci è andata bene ma se la squadra continua così dubito che si possa andare lontano". Sulla stessa linea d'onda anche Rosanna Picciafogo: "L'Ancona mi sembra che non abbia fatto nulla per vincere la partita. Abbiamo creato poco ed il loro portiere è stato praticamente inoperoso. Se non ci avessero aiutato con il più classico degli autogol probabilmente ora si starebbe a parlare dell'ennesimo pareggio o peggio di un'altra sconfitta". "Un tiro e mezzo in porta sono pochi per poter sperare nel salto di categoria. Contro i modesti emiliani abbiamo assistito ad un'altra partita scialba - commenta laconico Gino Agostinelli, che da la colpa alla cabala - Evidentemente il giallo non ci porta fortuna: le nostre prestazioni peggiori sono coincise con avversari che indossavano magliette di quel colore, come Carrarese e Forlì". "Meritiamo di più" hanno urlato a più riprese gli Ultras, che a fine gara hanno atteso numerosi fuori dallo stadio per cercare di avere un faccia a faccia con il tecnico dell'Ancona. Un confronto che poi hanno avuto come potete leggere sopra.


di Stefano Rispoli

Faccia a faccia tra gli Ultras e Frosio. Durante la gara cori pesanti verso il mister invitato ad andarsene: “Eppure siamo terzi...”

Nel bene o nel male, è stato il giorno di Piero Frosio. Nel bene, perché l’Ancona ha vinto in extremis grazie a una mossa (Antenucci per Conti) indovinata dal tecnico brianzolo. Nel male, perché nonostante i tre punti sofferti è arrivata la contestazione. Stavolta i tifosi non ce l’hanno fatta a resistere: dopo aver stretto i denti per tutto il primo tempo, nell’intervallo sono scattati i cori contro l’allenatore. Di fatto è la prima volta dall’inizio del campionato che la tifoseria si espone in modo così esplicito e deciso nei confronti di Frosio, invocandone addirittura le immediate dimissioni. Ma pesanti critiche anche nei confronti dei giocatori, accusati di scarso impegno. A tal punto che a fine gara un nutrito gruppo di tifosi (circa duecento) ha atteso l’uscita della squadra dallo stadio per manifestare il proprio malumore, ma soprattutto per chiedere un confronto con giocatori e tecnico. Subito dopo le interviste in sala stampa, mister Frosio, in presenza del presidente Giampiero Schiavoni e di capitan Vecchiola, ha accolto una delegazione di ultrà della Nord. Un colloquio acceso in cui i tifosi hanno espresso la loro rabbia per le prestazioni offerte nelle ultime partite dall’Ancona. Un confronto in cui hanno chiesto a Frosio di ammettere le proprie colpe e quelle della squadra. Insomma un faccia a faccia in cui gli ultrà hanno manifestato il proprio dissenso per alcune scelte e certi atteggiamenti del tecnico, invitato a trasmettere ai giocatori la carica e il carattere ostentati sulle pagine dei giornali. La contestazione si è poi spenta con la chiusura dei cancelli dello stadio, in modo civile e pacifico. Così come determinato ma provato dalle sofferenze della partita era apparso Frosio, poco prima, in conferenza stampa. “Mi sono sentito un allenatore vero, per la prima volta” è l’unico commento rilasciato a proposito dei fischi e dei cori mossi dalla curva. Ma il tecnico ha subito evidenziato un concetto: “Mi sembra che la classifica dica che siamo terzi, non m’interessa a quanti punti dal San Marino. L’unica cosa di cui m’importa è arrivare ai playoff con questa squadra. Sarebbe già un grosso successo. Poi ognuno è libero di pensare come meglio crede, ma se centriamo questo risultato abbiamo già fatto un grande passo avanti. Poi ce la giocheremo con le altre agli spareggi. So che questa squadra ha commesso degli errori, ma ricordiamoci che siamo in C2 e che siamo terzi. Se invece vogliamo cercare la perfezione… allora non andremo da nessuna parte. No – specifica Frosio – il mio non è un messaggio per i tifosi, semplicemente una constatazione. Sarebbe bene lottare tutti insieme per un obiettivo che al momento è alla portata dell’Ancona”. Qual è l’umore dopo la vittoria sul Castel San Pietro? “Quando si vince l’umore è sempre buono – risponde Frosio -. Molte volte siamo stati rimontati alla fine, oggi (ieri, ndr) abbiamo vinto noi alla fine. Ci ha condizionato psicologicamente l’iniziale svantaggio, ma nel primo tempo abbiamo costruito tante palle gol e meritavamo già lì il pareggio. Purtroppo ci troviamo sempre nella condizione di dover recuperare, non riusciamo mai a gestire una situazione di vantaggio. E’ un nostro limite. Ma il pregio è cercare la vittoria fino all’ultimo, e i ragazzi l’hanno fatto”. L’Ancona riprenderà ad allenarsi domani pomeriggio al Dorico. “Forse sì, dipende…” conclude con un filo di ironia Frosio. Giusto una battuta per sdrammatizzare un pomeriggio di cui, vuoi o non vuoi, è stato lui il protagonista.


di Mario Cori

Il calcio da voltastomaco e da manicomio che offre questo girone di C2 è talmente balordo che nella giornata più squallida del suo già deludente campionato l'Ancona si ritrova in rampa di lancio per agguantare addirittura il secondo posto. Il San Marino é a quattro punti, solo quattro punti. Il secondo posto che pareva irraggiungibile è ad un tiro di schioppo. Incredibile ma vero. E allora? E allora è difficile andare a fare un discorso raziocinante su questo campionato o sulla pochezza dell'Ancona. Proprio nel giorno in cui la curva biancorossa rompe clamorosamente con Frosio, mandato in maniera pesante a quel paese quando il Castello vinceva, ma anche dopo la rimonta, ecco che la classifica sorride ad una squadra chiaramente allo sbando, senza gioco, senza un assemblaggio tecnico e tattico. Ma la rottura tra la tifoseria che conta e l'allenatore sembra proprio insanabile. A fine partita un gruppo aspetta fuori l'allenatore per continuare la contestazione. Il tutto mentre il patron Schiavoni si dice "molto preoccupato per il futuro,>. Frosio è sicuramente tra gli imputati principali se la squadra come gioco non decolla, ma nella ripartizione delle colpe vanno messi d'autorità la società per la sua inesperienza e soprattutto il suo "delfino" Felice Centofanti, responsabile dell'area tecnica, che invece mai nessuno critica... Troppi acquisti sbagliati, troppi uomini presi a caso, troppe situazioni approssimative. Troppo di tutto e poco di squadra e di gioco. Non ci sono giustificazioni per la fallimentare campagna di gennaio. Frosio aveva chiesto anche un regista ed una punta pura. Dove sono? L'Ancona comunque nell'ultimo quarto d'ora di una partita da mani negli occhi riesce a realizzare una rimonta incredibile. Prima si fa male il portiere titolare bolognese Carretta, poi il difensore Broccolj fa... onore al proprio nome, deviando in rete la palla del pareggio su cross di Antenucci (31 '). Infine la difesa ospite si allarga completamente sull'affondo di quel marpione di Vecchiola (41') che spalanca la porta ad Antenucci che indovina l'angolo basso. L'Ancona esulta ma tutti si guardano bene di andare sotto la curva che Continua a fischiare. Frosio, poi. scappa via subito. Insomma un'Ancona da dimenticare più in fretta di quelle che l'hanno preceduta sinora. Stava per andare in archivio una domenica di quelle "ignobili", quelle condite da sconfitte indimenticabili contro squadrette di paese. Del resto il Castello non stava mica rubando, anzi... Per lunghi tratti tiene addirittura il possesso palla al Conero. Da non credere. Ma che fare? Frosio si inventa un centrocampo che non sta in piedi neanche per scommessa. Miglietta centrale è un pugno allo stomaco per la sensibilità dello spettatore (c'è addirittura da rimpiangere Coppola). Sulle fasce nessuno scende, in mezzo non c'è gioco. Ferraro là davanti è lasciato solo anche da Conti. Colpisce il Castel San Pietro (10') e fa male, Il rasoterra angolatissimo di Rizzioli da fuori area coglie totalmente impreparato Cicioni, che "assiste". E per fortuna che "Cobra" Bettini (il bomber che aveva promesso una doppietta al Conero) centra subito dopo in pieno il palo basso da fuori area (12'). Avrebbe potuto chiudere la partita... La reazione dell'Ancona si esaurisce a fine tempo (45') con un affondo di Vecchiola che smarca Ferraro, il cui pallonetto non finisce in fondo al sacco per un intervento acrobatico di Broccoli. Frosio cambia qualcosa solo a metà ripresa. Quantomeno indovina a togliere uno stralunato Miglietta. Il Castello accusa la perdita di Franchini e Carretta infortunati, il nuovo portiere Spada pasticcia e l'Ancona avanza. Prima l'autogol, di Broccoli, poi la sventola a colpo sicuro di Antenucci, che regala all'Ancona il terzo posto in solitudine il giorno della contestazione al suo allenatore ed alla squadra. Roba da matti. Che sofferenza.


di Matteo Massi

" Sono preoccupato " Il fine giustifica i mezzi. Nessuno nella famiglia Schiavoni cita apertamente la massima di Machiavelli, ma tutti concordano con questo assunto. Che non può non far comodo ad un'Ancona che ha vinto una partita dopo una perfomance da mani negli occhi. Il patron è stringatissimo. Almeno all'inizio, ossia subito dopo il fischio finale dell'arbitro. "Di buono c'è soltanto il risultato - dice Sergio Schiavoni. Salviamo solo quello". Poi si rincuora un po', quando l'informano che il San Marino ha pareggiato. "Di positivo oltre alla vittoria - aggiunge - c'è che abbiamo guadagnato due punti sulla seconda in classifica". Più in là non si spinge, anche perché sarebbe difficile farlo dopo una domenica del genere. Anzi dopo una partita del genere. "Alla fine del primo tempo - continua Schiavoni senior - ero arrabbiato. Non potevo pensare certo che si potesse giocare così male. Ho sofferto tantissimo anche nel secondo tempo, non mi ero mai capitato a questi livelli finora. Poi abbiamo trovato questi due gol". Il primo con un pizzico e qualcosa in più di fortuna. "C'è andata bene. C'era capitato in altre situazioni di essere raggiunti nel finale, stavolta è toccato a noi rimediare, aiutati anche dalla buona sorte, una partita che si era messa male". Nonostante la vittoria, i tifosi hanno contestato apertamente Frosio. Schiavoni difende l'operato del mister. "Ero molto arrabbiato dopo il primo tempo. Lui guida la squadra, ma poi in campo ci vanno i giocatori. Frosio fa il suo lavoro e lo fa bene. La contestazione? Non gli darei troppa importanza. Però resto molto preoccupato". Il figlio Giampiero è sulla stessa lunghezza d'onda del padre. Arriva in sala stampa, quasi in contemporanea a Frosio, esordisce sottolineando l'importanza della vittoria. "Cosa mi è piaciuto? La vittoria - dice l'amministratore unico -. Era importante ottenere i tre punti in una partita del genere". Oltre non va, ma si sofferma inevitabilmente anche sulla contestazione dei tifosi a Frosio. "Non vedo il motivò di contestare il mister. Abbiamo vinto e siamo terzi in classifica". Con un colpo di spugna o meglio con due gol in un quarto d'ora si può dimenticare un'ora ed un quarto da incubo. L'Ancona va, ma l'imbarazzo - per una squadra che non riesce a convincere nemmeno i tifosi - resta. Ieri, molto probabilmente, l'hanno capito anche gli Schiavoni.


di Mimmo Cugini

Ancona, una vittoria piena di amaro. I dorici rimontano, pesante contestazione della curva a Frosio

Un’ora da dimenticare, una contestazione pesantissima a mister Frosio e alla fine dieci minuti all’arrembaggio che bastano per battere il Castel San Pietro e conservare il terzo posto in classifica. Finisce bene la domenica dell’Ancona, ma non c’è serenità nell’ambiente dorico: il popolo biancorosso è molto scarso sugli spalti (746 paganti) e molto critico nei confronti della squadra, il terzo posto in classifica non basta. L’Ancona del resto ha un inizio da incubo: dopo nove minuti è già sotto di un gol perchè Cicioni si fa sorprendere dalla conclusione di Rizzioli da quasi quaranta metri. Si vede che i biancorossi sono in giornata no: barcolla più volte la coppia centrale Gagliarducci-Castorina, in mezzo Miglietta non ne azzecca una e fa rimpiangere Coppola. Non sarà un fenomeno ma almeno prova a verticalizzare mentre l’ex fermano appoggia sempre indietro ai difensori. Le uniche cose buone le fa Vecchiola, mentre Vendrame fallisce l’ennesima chance che Frosio gli concede e Conti schierato in posizione centrale al fianco di Ferraro non ha gli spazi per i suoi spunti. La peggior Ancona dell’anno? Più o meno, anche se non va dimenticato che in C2 è difficile vedere una bella partita. A questo punto della stagione però è lecito aspettarsi qualcosa di meglio anche sul piano del gioco e a nostro avviso la possibilità di fare un po’ meglio c’è. Certo che i continui cambiamenti di formazione e di modulo non aiutano, così come l’alternanza dei portieri. E’ un problema che c’è dall’inizio della stagione e che non è stato risolto, nè mai affrontato. Adesso i fatti parlano chiaro, l’Ancona ha perso troppo punti per gli errori dei portieri. Le difficoltà nel gioco di ieri sono state evidenziate dall’assenza di Coppola, un giocatore che, piaccia o no, è fondamentale. E nessuno ha le sue caratteristiche. Miglietta? Ma lasciamo perdere... A caricarsi l’Ancona sulle spalle per fortuna ci ha pensato capitan Vecchiola, già verso la fine del primo tempo dopo che il palo aveva negato il raddoppio al Castel San Pietro. Il capitano al 45’ ha servito in profondità Ferraro che ha scavalcato con un palllonetto il portiere Carretta in uscita, ma a pochi passi dal gol Broccoli ha messo in calcio d’angolo. E’ stata l’unica occasione del’Ancona nel primo tempo, inevitabile che la squadra rientrasse negli spogliatoi tra i fischi. A inizio ripresa Ferraro sprecava la palla del pareggio mandando alto il cross di Conti dalla sinistra (7’), poi il Castel San Pietro era costretto a sostituire il portiere per infortunio (fuori Carretta e dentro Spada) e l’Ancona perdeva Conti (probabile stiramento). Entrava Antenucci che sarebbe poi diventato l’uomo partita, poi Frosio inseriva anche Carboni al posto di Miglietta e Aubameyang al posto di Vendrame. L’ex del Giulianova si piazzava sulla sinistra e da quella posizione creava le premesse per il pareggio. Al 32’ infatti si involava sulla corsia mancina e poi metteva al centro per Ferraro, che era anticipato da Broccoli ma il tocco del difensore finiva in rete. Dorici galvanizzati e lanciati a caccia del gol della vittoria che arrivava al 41’. Straordinaria l’azione di Vecchiola che sulla destra saltava due avversari, poi dal fondo metteva al centro un pallone all’altezza del dischetto del rigore che Antenucci spediva nell’angolino basso. Gol pesantissimo che dava la vittoria all’Ancona, ma soprattutto permetteva ai biancorossi di mantenere il terzo posto e avvicinare il San Marino, riducendo le distanze a quattro punti.

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