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di Stefano Rispoli

Cinquemila appassionati per l’esordio dei dorici in C2. “La società insista con i prezzi popolari”. “Buona la prima, e ora a Gualdo”

La pioggia non ha arrestato la passione di quelle cinquemila anime che hanno atteso un'estate intera nella speranza di rivedere in campo l'Ancona, a prescindere dalla categoria.
Dopo il fallimento d'agosto, la paura di scomparire dal calcio che conta e l'ansia di risorgere dalla ceneri della vecchia società di Pieroni, il pubblico biancorosso ha risposto con entusiasmo ad un appuntamento che, in un modo o nell'altro, diverrà storico.
Merito dei prezzi popolari fissati dalla dirigenza biancorossa, penserà qualcuno. "Può darsi, ma se lo spettacolo in campo sarà sempre quello del primo tempo di ieri, c'è da credere che la passione si riaccenderà - obietta Maurizio Agostinelli (Scogli del Conero) -.
Difatti noi stiamo già pensando alla trasferta di Gualdo, speriamo di riuscire a portare in Umbria un buon numero di tifosi. L'esordio è stato positivo". Le Donne Doriche hanno esposto un simpaticissimo striscione con raffigurata un'auto in partenza e la scritta "La C2 ti porta lontano", con riferimento ad un noto modello automobilistico.
In curva, invece, spazio ad un messaggio di solidarietà da parte degli Ultras Ancona all'indirizzo di uno storico capo della tifoseria bresciana ("Diego non mollare") e un "Saluto a Igor", tifosissimo rimasto nei cuori della gente. Ma gli ultras hanno trovato anche il modo di esprimere il proprio disappunto verso il mondo del calcio: da un "Carraro vattene" a "Stanchi del sistema, dei giochi, del potere: ultras uniche bandiere".
Tra gli striscioni presenti nella Nord, quello degli 'Hunters' e del nuovo gruppo dei 'Cani Sciolti'. Nel settore opposto hanno risposto undici temerari toscani della Brigata Medicea ("Pochi ma buoni"), orgogliosi del loro Cuoiocappiano nella sfortunata e inedita trasferta anconetana.
Tra fumogeni rossi e qualche coro immancabile coro di scherno verso l'ex patron Ermanno Pieroni, comincia una partita che ha divertito il pubblico di fede dorica. "C'era tanta voglia di tornare allo stadio per tifare Ancona - commenta Milvia Bianchi (Donne Doriche) - e per fortuna il risultato del campo ci ha premiati.
La cosa più importante è che finalmente siamo tornati a divertirci e ad essere di buon umore. Questa Ancona merita di essere seguita, a Gualdo ci saremo". Tutti entusiasti per la riposta del pubblico. "Ma gli anconetani dovranno venire al Del Conero anche nei prossimi appuntamenti - si augura Clara Torretti (Noi Biancorosse) - nella speranza che i risultati siano sempre confortevoli.
Questa vittoria è un primo passo per riaccendere l'entusiasmo della gente". Concorda Filiberto La Marca (Forza Ancona): "La squadra ha giocato bene, ci siamo divertiti. Manca la condizione atletica, ma intanto il gioco si è visto". "Anche meglio della serie A" dice Alessia Del Mastro, che intanto pensa alla campagna abbonamenti: "Schiavoni ci venga incontro, abbassi il prezzo della curva e chiuda i distinti: solo così ci sarà una grande risposta dai tifosi".
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ultima modifica il 20 nov 2004

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di Guido Montanari

Micidiale uno-due di Ferraro Finchè reggono fiato e gambe per il Cuoiocappiano non c’è scampo Poi i toscani accorciano fortunosamente con Granito e vengono fuori nel finale ma i dorici reggono con grande grinta. Dopo le peripezie estive, i dorici iniziano il campionato con una bella vittoria. L’Ancona dà il buongiorno alla C2.

L’Ancona gioca e vince, il giocatori sotto la curva a festeggiare, il presidente Schiavoni abbraccia i tifosi che lo salutano a fine partita: ma è tutto vero? La resurrezione del calcio dorico è iniziata in un pazzo pomeriggio di fine settembre tra pioggia, vento e sole. Le amarezze del fallimento, i timori di finire tra i dilettanti sono acqua passata. Con questi tre punti subito ottenuti con il Cuoiocappiano, i dorici hanno chiuso in cantina i brutti ricordi, inaugurando davvero una pagina nuova. Una pagina magari non esaltante dal punto di vista squisitamente tecnico (la C2 è la C2...) ma stimolante sotto tanti altri punti di vista: vedi la passione dei tifosi che nonostante la categoria è rimasta tale e quale. Oltre 4 mila persone e annunci di invasione domenica prossima in quel di Gualdo. Si riparte ragazzi.
FERRARO MICIDIALE - Il ds Centofanti nei giorni scorsi era andato a lungo a caccia di un’altra punta per rafforzare il reparto offensivo ma non avendo trovato l’uomo giusto, la società ha preferito aspettare. Nell’attesa... Ferraro ha già messo in cascina due golletti niente male. Dopo un quarto d’ora l’Ancona vinceva già 2-0 grazie alle invenzioni di Buonocore, alle rifiniture di Vendrame e ai colpi di Ferraro. In sintesi: se hai qualche pedina con una buona tecnica in questo campionato sei già a metà dell’opera. Il Cuoiocappiano viene definito come una compagine di metà classifica, insomma non tra le squadre peggiori, eppure è bastato che gli elementi meglio dotati dell’Ancona accelerassero un po’, ed ecco che la difesa toscana si è comodamente aperta. Un toccasana quel micidiale uno-due, perchè poi i dorici sono riusciti a gestire il doppio vantaggio nonostante le forze, a poco a poco, siano inevitabilmente calate. Dopo una decina di giorni di preparazione del resto cosa si poteva chiedere di più?
FROSIO SA “LEGGERE” BENE - Buone le scelte del mister che ha confermato quanto di positivo si diceva di lui. Ieri aveva un ruolo fondamentale: toccava a lui centellinare bene le poche forze dei suoi ragazzi e non sbagliare assolutamente modulo. Non l’ha fatto, anzi, le sue mosse hanno certamente aiutato la squadra a vincere la partita: è partito sparato con un 3-5-2, poi è passato ad un più prudente 4-4-2 e alla fine, quando la squadra era sulle ginocchia e subiva l’assalto del Cuoiocappiano, ha inserito un quinto difensore. Logico e pratico il mister.
E POTEVANO ESSERE TRE - Nel primo tempo prima Berardi e poi Buonocore hanno sfiorato il terzo gol, ma in entrambi i casi il portiere ospite ci ha messo una pezza. Alla fine del match si è sofferto ma pericoli veri Passarini ne ha corsi pochi. Al contrario in contropiede i dorici hanno avuto un paio di occasioni per portare a tre i gol. L’esterno biancorosso Vendrame ha anche sfoggiato un fair play da... brivido quando, lanciato a rete, ha preferito fermarsi per permettere i soccorsi a un giocatore toscano a terra. Meno male che poi la vittoria è arrivata lo stesso. Vincere e con classe.


di Paolino Giampaoli

Non poteva esserci esordio migliore per la nuova Ac Ancona nel campionato di serie C2 che non con una vittoria come quella ottenuta oggi contro il Cuoiocappiano per 2-1.

Servono appena undici minuti ai dorici per sbloccare il punteggio con Ferraro e il Del Conero esplode: Bella giocata di Buonocore che apre sulla destra per Vendrame assist sul secondo palo per Ferraro che insacca di testa. Passano quattro minuti e ancora Ferraro raddoppia. Ben servito da Buonocore l’attaccante dorico effettua una finta in area e trafigge in uscita il portiere toscano per il 2-0. Al 30’ gli ospiti accorciano le distanze su calcio di punizione dai 25 metri calciato da Michelotti che Granito in barriera devia spiazzando il portiere Passarini. In campo c’è solo l’Ancona che va più volte vicina al terzo sigillo. La ripresa ha poco da raccontare se non alcune incursioni dei toscani alla ricerca del pareggio, ma è brava la difesa dorica a negare la gioia del gol agli ospiti. I due tecnici iniziano la girandola delle sostituzioni. Assedio finale del Cuoio Cappianoi con i dorici che pagano un pochino in stanchezza, ma dopo cinque minuti di recupero, arriva il triplice fischio a sancire la fine delle ostilità e a regalare il primo successo alla nuova Ancona targata Schiavoni. Immancabile la festa finale con i giocatori che si sono recati sotto la curva per salutare e festeggiare con i tifosi. Incontenibile anche la gioia del Amministratore Unico Giampiero Schiavoni che è stato abbracciato da tutti i suoi ragazzi.



di David Luconi

Ferraro e Buonocore, attenti a quei due

"L'attaccante scende in campo per fare gol; questo è il mio mestiere e farà di tutto affinché il sogno di tutti noi si realizzi: ossia l'Ancona in C1, categoria minima per questa città e a questa tifoseria". Spavaldo e sicuro di sè: così si presenta in sala stampa, nel dopo partita, l'attaccante dell'Ancona Emanuele Ferraro. Sono suoi i primi gol in campionato della squadra biancorossa, quelli che stendono il Cuoiocappiano già nella prima mezz'ora di gioco e permettono alla squadra di mister Frosio di portare a casa tre punti meritati. "Una bella vittoria - prosegue Ferraro - arrivata grazie al gioco nel primo tempo e raggiunta col cuore nel finale, quando abbiamo sofferto il ritorno del Cappiano e la loro migliore condizione atletica. Siamo molto soddisfatti perché lavoriamo assieme da così poco tempo e non pensavamo proprio di essere così avanti con la preparazione". Una squadra apparsa già in buona condizione al debutto stagionale e, addirittura, strepitosa nella prima mezz'ora quando Ferraro ha realizzato due belle reti. "Sul primo gol - dice - stavo tagliando sul primo palo quando è arrivato un cross bellissimo dalla sinistra da parte di Segarelli. Non potevo che mettere la palla in rete... Il secondo gol è arrivato grazie ad un tiro che non era irresistibile - ammette lo stesso Ferraro - ma un po' di fortuna (anche se Ferraro non la chiama proprio così, ndr) ci vuole sempre in questi casi. Una cosa è certa: giocare con Buonocore accanto ti rende tutto molto più facile. Le capriole dopo i gol? Le faccio da quando ero bambino, questo è il mio marchio di fabbrica. I miei gol stavolta hanno una dedica particolare: sono per la signora Francesca persona che mi è sempre stata molto vicina in questo periodo". Si chiude con una promessa che Ferraro stavolta dedica alla tifoseria. "Ai tifosi ascolani... pardon anconetani (non se la prendano a male i tifosi dorici ma Ferraro alla prima intervista stagionale era visibilmente emozionato, ndr) prometto il massimo impegno - conclude -. Sono un ragazzo che vede le cose sempre in maniera positiva e questo mi fa ben sperare per il futuro della nostra squadra che mi sembra completa in ogni ruolo. La società e chi di dovere hanno lavorato molto bene". Ferraro e Buonocore, una coppia che, almeno dalla prima impressione, promette di far tremare le difese avversarie. Ma sul talento del tutto mancino Buonocore non c'erano dubbi e proprio dal suo magico sinistro dovranno passare molte delle aspettative della piazza anconetana. "La prima sensazione è senza dubbio positiva - commenta soddisfatto il giocatore campano -; questa squadra costruita in così poco tempo ha ben impressionato e devo fare i complimenti a tutti i miei compagni di squadra per l'impegno mostrato in campo. A volte si fanno mesi e mesi di ritiro e qui, invece, è bastato poco per far quadrare i conti; certo, non dobbiamo pensare che tutto sia a posto, anzi, abbiamo bisogno di giocare assieme tante partite per migliorare di volta in volta. Personalmente sono ancora indietro nella preparazione fisica - ammette Buonocore - comunque questa può essere l'annata del mio riscatto: a 33 anni non si possono perdere altre stagioni e io, causa infortunio, ho un conto aperto con la sorte. Spero di fare bene qui nelle prossime stagioni: sì, perchè vorrei chiudere la mia carriera ad Ancona dove mi trovo bene e dove dovevo venire diversi anni fa (per stessa ammissione del giocatore la trattativa con l'Ancona si stava per chiudere quando alla guida della squadra c'era il tecnico Francesco Giorgini, ndr)". Ferraro e Buonocore dunque: due nomi che il pubblico dorico dovrà tenere ben presente da qui alla fine della stagione.


di Luca Frezzotti

Pane: “Venti minuti... a guardare lo stadio”

“I giocatori sono stati venti minuti a guardare lo stadio…”. Il peccato di gioventù dei giocatori del Cuoiopelli è costato caro ai toscani. I ragazzi sono stati traditi dall’atmosfera del ‘Conero’ come ha spiegato il mister Alessandro Pane. L’ex giocatore dell’Empoli si è presentato in sala stampa in pantaloncini e scarpini tanto che qualcuno s’aspettava un suo ingresso in campo. Invece il tecnico toscano è rimasto in panchina a sgolarsi per scuotere i suoi… “Quando si ha a che fare con i giovani – spiega – possono succedere certe cose. Prima della partita erano tutti galvanizzati dall’idea di giocare in questo campo ma una volta dentro si sono persi. Così sono stati 20’ con la testa per aria”. Nel frattempo l’Ancona ne ha fatti due… “Sul 2-0 qualsiasi squadra avrebbe faticato a recuperare a maggior ragione di fronte ad un’Ancona che si è chiusa. Nella ripresa siamo andati un po’ meglio ma non abbiamo tirato in porta. Comunque succede di perdere partite come queste. Il nostro lavoro è far crescere i giovani e nel farli venir su qualche volta si sbaglia”. Una spina nel fianco del Cuoio è stato Buonocore. “E’ un giocatore che fa la differenza in B perciò anche se non è in condizione è in grado sin da ora di fare quello che gli pare con la palla al piede”.


di Pierfrancesco Chiavacci

Bentrovata Ancona, la C2 è sembrata più bella della A

Dopo l’estate più allucinate della tua storia, bentrovata e benvenuta. Anche se si ricomincia in C2 e appena un anno fa il Del Cònero era stragonfio per il grande Milan. In C2, sì, dove non ci sono lustrini e paillettes, dove si gioca di sciabola e spesso si prendono e si danno randellate. Benvenuta in C2 anche dagli otto tifosi del Cuoio Cappiano, spaesati e dispersi in una curva che è più grande dello stadio di casa. Benvenuta in una C2, cara Ancona, che è la conquista in fondo al lacerante inabissamento del passato e l'urlo di gioia che ha spezzato i timori dei minuti finali è una vittoria preziosa tanto quella dei ragazzi di Frosio. Un successo pieno per Sergio Schiavoni, che ha sussultato in tribuna («Avevo il cuore in gola, per fortuna l'arbitro ha fischiato la fine»), gioito e raccolto parecchie pacche sulle spalle. Pare commosso pure il sindaco di Ancona, Fabio Sturani, che certo, dopo tutto quel che ha detto e che ha fatto, non si può certo dire che in estate si sia spellato le mani per questa squadra. «E' stato bello - dice - rivedere il calcio ad Ancona». Già, al Del Conero non si vedeva rotolare il pallone dal penultimo atto della tragicomica esibizione di serie A. Un'astinenza che questa C2 ha colmato, senza retorica, nel modo migliore. Perché ha ricreato i presupposti di un entusiasmo da coltivare, sottolineato dalle cinquemila presenze (se non fosse passata la Fiorentina da queste parti un paio d'anni fa sarebbe stato un gran bel record per la categoria). Questione di umiltà, testimonianza di una città che ha sempre saputo rinascere dalle sventure. Il primo atto della recita in quarta serie ha popolato la tribuna di autorità e volti noti. Abituali frequentatori del Del Conero come Carlo Ciccioli («Da oggi si ricomincia, quel che è stato è una polemica chiusa»), ma anche come l'ex sindaco Renato Galeazzi, gli assessori comunali Tagliacozzo («Una curva da serie superiore») e Turchetti, il vice sindaco di Numana, Mirko Bilò. C'erano anche i fondatori dell'Anconitana: Giampaolo Giampaoli («Abbiamo visto una squadra di buon livello tecnico»), David Favia, Giacomo Roscioni («Sono qui come tifoso che esulta e che riconosce i giusti meriti»). C'erano pure osservatori interessati, gli ex dorici Andrea Bruniera (allenatore del Gualdo) e Massimiliano Favo (team manager dell'Ascoli). Un parterre da serie B, in fondo cosa è cambiato? Chi non si è fidato e non ha sfidato le intemperie ha accolto dentro casa la radiocronaca di Radio Conero e la voce familiare di Mauro Anconetani. La stessa voce che l'anno scorso raccontava la Via Crucis di un'Ancona crocifissa ovunque. Ma alla fine, questa C2 è sembrata più bella della serie A .


di Mimmo Cugini

L’Ancona riparte da Ferraro. Doppietta del nuovo bomber, battuto il Cuoiocappiano al Del Conero

Dodici minuti per capire che il calcio ad Ancona è ancora vivo. Con la corsa sotto la curva nord di Emanuele Ferraro e la doppia capriola sotto gli occhi del popolo biancorosso in estasi. Dodici minuti per capire che in fondo ci si può divertire anche in C2, magari dimenticandosi di Kakà, Adriano e Nedved che per adesso vediamo solo in televisione, l’altro ieri erano qui e domani chissà. Quindici minuti per sentire per la seconda volta il Del Conero che esplode e chiedersi: ma sarà vero? Sì, eccolo di nuovo correre a braccia alzate Emanuele Ferraro, mentre in tribuna tutta la famiglia Schiavoni si gode i primi brividi di felicità e in panchina il giovane Giampiero mantiene un invidiabile aplomb. Cinque mesi di sofferenza spazzate via in un attimo da una squadra che dieci giorni fa non esisteva e che Pierluigi Frosio ha plasmato con l’esperienza e l’intelligenza di uno che sui campi di calcio ci sta da una vita. La prima domenica è una domenica di festa, il Cuoiocappiano ha tanti giovani pieni di buona volontà (Michelotti su tutti, segnatevi questo nome) ma si perde al Del Conero. «Siamo stati venti minuti a guardare quanto era bello e ci siamo trovati 0-2» dice Alessanro Pane, mister dei toscani, fotografando alla perfezione la prima fase della gara. In effetti l’Ancona è stata assoluta padrona del campo nella fase iniziale della gara, giocando anche un buon calcio grazie alle geometrie di Coppola e alla fantasia di Buonocore. Il capitano ha messo lo zampino su entrambi i gol, la sua classe è ancora intatta e ieri ha dimostrato di avere una gran voglia di prendersi in spalla questa nuova Ancona. Frosio è partito con tre difensori, Gagliarducci, Castorina e Marcuz con quest’ultimo che si allargava a sinistra andando a chiudere su Ciotti. In mezzo Coppola aveva al fianco Segarelli e Berardi, a destra Moroni e a sinistra Vendrame con Buonocore a galleggiare sulla trequarti per ispirare Ferraro. Di là toscanio con difesa a 4 e centrocampo molto folto con il solo Granito in prima linea. Alla prima azione (12’) l’Ancona passava: penetrazione centrale di Buonocore che allargava a sinistra per Segarelli, cross di sinistro sul secondo palo per Ferraro che schiacciava in rete di testa, gol da manuale. Tre minuti dopo il raddoppio: azione insistita di Buonocore al limite, palla per Ferraro che andava subito al tiro tra una selva di gambe sorprendendo così Polzella. Partita in cassaforte, che l’Ancona cercava di gestire distribuendo gli sforzi. Soffriva un po’ sulla fascia destra dove Moroni era messo in difficoltà da Michelotti e Graziani che interagivano in quella zona di campo e subiva il gol dei toscani alla mezz’ora anche se in maniera un po’ fortuita. Sulla punizione rasoterra di Michelotti infatti, Granito deviava spiazzando Passarini e riparendo ipoteticamente il matche anche se poi, da qui alla fine, il Cuoiocappiano tirerà pochissimo in porta e sarà l’Ancona a sfiorare più volte il terzo gol.
Già alla fine del primo tempo i biancorossi potrebbero segnare il terzo gol: prima con ferraro (37’) che si libera bene al tiro ma spara fuori dopo una combinazione sulla sinistra Vendrame-Buonocore, poi con Berardi che arriva davanti a Polzella su lancio filtrante di Buonocore ma si fa ribattere la conclusione dal portiere toscano (41’). A inizio ripresa Frosio decide di schierare la squadra col 4-4-1-1, abbassando Moroni sulla linea difensiva, così Marcuz va a presidiare la fascia sinistra e Vendrame si sposta a destra lasciando Coppola e Berardi in mezzo e Segarelli a sinistra. Quando esce Buonocore poi (17’) Antenucci a fare il quinto centrocampista lasciando il solo ferraro in avanti. Frosio gestisce bene gli uomini della panchina e mentre l’Ancona va vicina al gol con un contropiede che Antenucci non riesce a finalizzare (l’assist era stato del nuovo entrato Ghilardi) l’ingresso di Ciotti in difesa chiude ancora di più gli spazi davanti alla porta di Passarini e il Cuoiocappiano non riesce mai ad avvicinarsi alla porta biancorossa. Finisce 2-1 e il punteggio è persino stretto per l’Ancona, ma quello che contava era iniziare bene il nuovo corso del calcio biancorosso.


di Ferdinando Vicini

Frosio: «Bravi, molto meglio del previsto» Giampiero Schiavoni: «Visto Ferraro? Il bomber ce l’abbiano in casa. Avanti così»

ANCONA - Una soddisfazione palpabile che Piero Frosio fatica a cercare di nascondere quando si presenta in sala stampa. Il tecnico rompe il ghiaccio con una battuta: «Che cosa ho pensato quando siamo andati sul 2-0 dopo appena un quarto d’ora? Beh che quanto meno avremmo perso 2-3». Poi però Frosio torna serio e ci tiene a sottolineare i meriti della squadra per un successo che lui stesso riteneva molto difficile da ottenere: «Abbiamo disputato un buon primo tempo, non pensavo che saremmo stati capaci di esprimerci così. Nel secondo tempo abbiamo sofferto, come era logico che fosse; avevamo difficoltà nella circolazione della palla perché un po’ tutti hanno accusato la fatica. Era previsto e prevedibile». Il trainer biancorosso evidenzia lo spirito con il quale la sua Ancona ha saputo battersi: «Sono molto contento per come i ragazzi hanno saputo lottare, aiutandosi sempre l’uno con l’altro. Non è facile in così pochi giorni creare un gruppo così unito». Dal punto di vista tecnico tattico Frosio intravede sensibili margini di miglioramento: «Abbiamo dimostrato di avere qualità, penso che migliorando la condizione fisica potremo fare ancora di più. In panchina abbiamo giocatori che possono darci un ottimo apporto». Qualche giudizio sparso sui singoli: «Bravissimo Segarelli, andava come un treno e ha una grande combattività. Berardi deve crescere fisicamente, è una questione di struttura fisica; Vendrame ha disputato una buona partita ma a destra ha un rendimento maggiore. Comunque un elogio a tutti perché si sono battuti alla grande e lasciatemi ringraziare il nostro pubblico. Splendido». Giampiero Schiavoni era al debutto sulla panchina accanto a Frosio: «All’inizio un pizzico di emozione ma poi è passata. Visto Ferraro? Il centravanti lo abbiamo già». Nella ripresa pur con la squadra in debito di ossigeno Schiavoni è rimasto comunque tranquillo: «Loro non ci hanno mai messo realmente in difficoltà. Posso dire di essere soddisfatto sotto tutti i punti di vista perché abbiamo avuto la conferma che le nostre scelte sono state giuste».


di Mario Cori

E' già... a metà classifica l'Ancona della rifondazione. Basta liquidare il modesto ma indomito Cuoiocappiano e volare sulle ali dell'entusiasmo con due partite in meno. Ma al di là dell'importanza dei tre punti, l'Ancona vince soprattutto l'operazione simpatia. Non è facile dopo il tornado estivo. Intanto richiama al Conero quasi cinquemila tifosi e non sono pochi, poi accenna a qualche buon scampolo di gioco e strappa applausi. Il "sodo" lo firma tale Emanuele Ferraro, ex ascolano. Due capriole alla Hugo Sanchez, tanto per far festa con i tifosi biancorossi, solo che in sala stampa- poi ringrazia... quelli ascolani. Lapsus perdonato, ci mancherebbe. Del resto in questa Ancona è un po' tutto improvvisato e messo alla meglio. I miracoli in quindici giorni non sono possibili. E difatti dopo un'ora di buon gioco e di assoluta padronanza del campo, la squadra di Frosio arretra e concede spazi fino .a terminare in affanno. Normale. Lo sapeva anche Frosio, che sul 2-0 corregge subito il modulo tirando indietro Moroni e spendendo a destra Segarelli nel riveduto centrocampo a quattro. Meglio non passar per fessi, quando le gambe non ci sono. Soffre forte l'Ancona nel finale, ma le differenze di classe sono evidenti. Nonostante la giornataccia del portiere Passarini, al quale va assegnata la palma dell'attaccante... toscano più pericoloso. Emozione? Ferraro, pardon Huguito, sembra chiudere la partita nel primo quarto d'ora, quando Buonocore e soci mettono al muro il Cuoio. Affondo di "Maradonino" (13'), apertura sulla sinistra per Segarelli il cui cross centrale è deviato di testa nel sacco da Ferraro, che poi si esibisce nella capriola numero 1. Passano tre minuti, riecco Huguito esibirsi in acrobazia:riceve da Buonocore al limite, cerca lo scambio, un rimpallo lo favorisce, ed ecco una sventola precisa che svergogna il portiere Polzelli, un altro poco raccomandabile. Palla che gli passa sotto e partita apparentemente chiusa. Anche perché l'Ancona sembra dominare il campo senza problemi. Nessuno resta a bocca aperta, ma la sua semplicità di gioco è vera concretezza. Buonocore infiamma, Ferraro la butta dentro. Il resto è da prendere con le molle. Un'incertezza di Passarini (30') riapre il martch. Punizione di M. Ciotti, deviazione di Granito, e palla che gli passa sotto. Così l'Ancona intravede fantasmi che invece non ci sono. Ma non c'è neanche un'Ancona al massimo. Sfiora il tris (44') con Buonocore, e con Coppola nella ripresa (38'), ma il match ha già detto tutto. Anzi no, ricorda che l'Ancona ha un'oretta di autonomia e grosse ambizioni. Per ora non può offrire di più, oltre ai tre punti.

 

 

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