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Un mercoledì da leoni prima dei processi.

Ora serve un mercoledì da leoni. Mercoledì arriva il Ravenna e c’è un risultato solo a disposizione per i biancorossi: vincere. L’Ancona si è mangiata la dote accumulata, è peggiorata sul piano del gioco e ha perso un giocatore che ha dimostrato di essere insostituibile, Segarelli. La grande delusione è arrivata invece dagli acquisti di gennaio, nessuno dei quali ha inciso come si sperava. Ma non è, ancora, il tempo dei bilanci. La gara di mercoledì è l’ultima spiaggia di una serie di ultime spiaggie. Perchè se l’Ancona vince con il Ravenna e poi infila un filotto tutti i discorsi saltano. Bisogna vincere almeno quattro partite su cinque, soltanto facendo altri 13 punti si può sperare ancora di entrare tra le prime cinque. E’ il momento di dare tutto. Helenio Herrera negli spogliatoi della grande Inter scriveva: «Chi non ha dato tutto non ha dato niente». Sembra proprio il caso dell’Ancona. Mimmo Cugini
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di Mario Cori

Ancona in picchiata. E il brutto è che non riesce a toccare mai il fondo del pozzo nero. Ma siamo al redde rationem: mercoledì, se i biancorossi non batteranno il Ravenna, si potrà serenamente chiudere la baracca. L'impresa di rientrare nel giro playoff (ora a 4 punti) è già disperata, e in caso di nuova sconfitta, divénterebbe irrimediabile. Ancona - Ravenna doveva essere uno scontro diretto e invece il Ravenna si presenterà al Conero addirittura con 7 punti di vantaggio: potrà "comodamente" perdere senza compromettere nulla. Intanto l'Ancona a Massa rimedia un'altra sconfitta. Stavolta rende onore alla degna capolista, quella Massese che, se dovesse battere mercoledì il San Marino; festeggerebbe matematicamente la C1. Bella squadra quella di Indiani: collaudata, forte in ogni reparto ma con due mezzi fenomeni per la categoria a centrocampo, il play siriano Chadi, e la mezza punta Bischeri. Fanno quello che vogliono e non ci sono Coppola o Carboni che tengano. Non gioca nemmeno tanto male stavolta l'Ancona, l'impegno c'è pure, ma gli errori come al solito sono grossolani e la riscossa parte tardi. I tifosi se ne vanno inviperiti sul 2-0. Schiavoni senior dice che se continuano a contestare, possono anche stare a casa... Amarezza di un uomo che sta vedendo sfumare il sogno che cullava fino a poche settimane fa. La squadra sta crollando sempre più, ad ogni partita. Siamo arrivati al punto che l'Ancona, per onorare i programmi, dovrebbe vincerle tutte e cinque - o quasi -le partite che mancano. Ma se continua a commettere scarabocchi in difesa, a sbagliare gol là davanti e a giocare in maniera stucchevole in mezzo, sarà difficile gridare al miracolo. Gran bella Massese nel primo tempo. Subito il gol (11'): cross di Mariotti ribattuto, altra palla in mezzo di Vagnati che spiove a centro area dove incredibilmente Pavone e Castorina si scansano. Sul colpo di testa di Belluomini, Passarini completa la frittata restando immobile. Comanda la Massese, comanda quel fenomeno di Bischeri, che impegna alla deviazione due volte Passarini (14' e 24' su punizione). A fine tempo c'è anche un affondo di Lonzi (41') con colpo di testa di Belluomini impreciso. L'Ancona non sta a guardare completamente, ma gioca senza nerbo e a due all'ora. Gioca in modo davvero stucchevole, non mette paura a nessuno con un 4-1-4-1 controllabile. Frosio rompe gli indugi nella ripresa e si fa audace con un 3-4-2-1 che quantomeno "punta" la Massese. Dietro Gagliarducci - Castorina - Pavone, in mezzo Maglietta Coppola-B erari - Marcuz, dietro a Ferraro si agitano Massaro e Conti. Qualcosa di meglio si vede. Staffilata di Conti (4') a fil di palo, poi punizione (6') di Ferraro respinta di pugno da Bassi. Ma è la Massese che raddoppia (17'): tiro di Bischeri dalla trequarti, Gagliarducci devia con una mano a venti metri di distanza e - dice bene Frosio - il rigore a quella distanza è inevitabile, non può essere fallo involontario. Tira bomber Bonuccelli che fa 20 spiazzando Passarini. Ecco finalmente un po' di Ancona. Si getta all'attacco sotto la pioggia. Quantomeno mette in stato d'assedio una Massese che si sente appagata e quasi al sicuro. Nel finale (42') un tiro di Coppola deviato dal portiere, poi un'entrata in area di Ferraro sbilanciato in corsa da Fiasconi. Il bomber dorico non sbaglia dal dischetto, peccato che sia troppo tardi. Stavolta non c'è nessuno a fischiare. I cinquanta tifosi dorici sono già a metà strada, verso casa. Loro non ci credono più. Solo l'Ancona (squadra) tenta disperatamente di crederci.


di Gianluca Bondielli

Una sconfitta a Massa, in casa della capolista, poteva anche starci ma per l'Ancona arriva in un momento delicato della stagione ed assomiglia quasi ad una resa. A fine partita però nelle dichiarazioni dei giocatori biancorossi non sembra esserci ancora spazio per la rassegnazione. "Ci ritroviamo a dover vincere assolutamente mercoledì contro il Ravenna - spiega Pasquale Berardi. La zona play off adesso si è allontanata e dista 4 lunghezze. Per noi diventa tutto più difficile ma non ancora detta l'ultima parola. Dobbiamo continuare a crederci anche se perdere partite in questa maniera non può certo farci stare tranquilli. La storia continua a ripetersi: finiamo per pagare a caro prezzo alcuni errori di gioco. Il rigore per la Massese? Che volete che vi dica. Sono quei rigori che ci sono e non ci sono. Che si possono fischiare, ma su cui si può anche sorvolare. Al di là di questo episodio credo che sia stato il gol a freddo a tagliarci le gambe. Quando si parte sotto è sempre difficile rimontare. Purtroppo questa per noi sta diventando una brutta abitudine". Che il momento sia cruciale è consapevole Sebastiano Vecchiola, l'uomo più rappresentativo della squadra, che cerca di mettere tutti davanti alle proprie responsabilità: "Dobbiamo farci un esame di coscienza e capire cosa c'è che non va. Le partite passano e i punti a disposizione diventano sempre di meno. A questo punto bisogna lasciare da parte le chiacchiere che servono a poco, e cominciare a parlare sul campo. Le possibilità di guadagnarci gli spareggi promozione si assottigliano sempre di più. Dobbiamo dare tutto nelle prossime partite per non avere poi nulla da rimproverarci". Sulla massima punizione assegnata agli apuani, che in pratica ha chiuso la partita, si sofferma anche l'autore del presunto fallo di mano Cristiano Gagliarducci: "Il tocco col braccio effettivamente c'è stato, ma si è trattato di un intervento del tutto involontario. L'arbitro avrebbe fatto bene a non fischiare"


di Guido Montanari

Perde anche a Massa, un punto in quattro partite. Dorici colpiti a freddo, Ferraro-gol salva l’onore.

Ancona troppo piccola, è in caduta libera. Alla festa della Massese ad un passo dalla C1, l'Ancona fa la figura dell’invitata un po' timida che resta ai margini della pista a guardare gli altri che ballano. La sconfitta subìta allo stadio degli Oliveti non fa una grinza: toscani superiori e dorici che ci hanno provato a lungo ma senza la necessaria convinzione. Una grande mole di gioco ma poche occasioni per passare e quelle poche purtroppo non sfruttate a dovere. Il gol della bandiera realizzato a tempo scaduto da Ferraro su rigore rende la pillola meno amara ma ai fini della classifica il risultato non cambia e adesso per arrivare ai playoff ci vorrebbe davvero un miracolo. LE SOLITE DORMITE - A fine gara il patron Schiavoni ha parlato di un'Ancona sfortunata e frenata nel momento migliore dal penalty concesso ai bianconeri. In effetti a tratti i dorici non hanno demeritato, ma se non ci fossero le solite amnesie l'Ancona a quest'ora sarebbe al posto... della Massese anziché venti punti indietro. Il primo gol subito da Passarini è la fotocopia di tanti altri con il solito cross dalla fascia destra, il solito colpo di testa dell'attaccante che può saltare indisturbato e il solito pallone che si insacca lemme lemme con il portiere in netto ritardo. Pronti e via e subito sotto di un gol. Nonostante tutto la palla buona per pareggiare l'Ancona l'ha avuta ma anche in questo caso altra... dormita al contrario con Ferraro che da distanza ravvicinatissima anche se un po' defilato calcia altissimo sopra la traversa. Poi hai voglia a costruire buone azioni, hai voglia ad attaccare, e a recriminare. Certi errori si pagano cari e l'Ancona li sta pagando a peso d'oro visto che quello che sembrava una sicurezza, nel giro di un mese sta diventando una chimera. ESPERIMENTI NON RIUSCITI - Frosio per questa partita in casa della capolista aveva tentato di dare una sterzata alla caduta libera della sua squadra mescolando un po' le carte con gli innesti di Aubameyang sulla destra, Carboni al centro e con la novità tattica di Miglietta indifesa come esterno destro. Ebbene i risultati non devono essere stati molto confortanti se alla fine del primo tempo lo stesso Frosio ha lasciato negli spogliatoi sia il coloured che il centrocampista ascolano. Miglietta è rimasto in campo ma spostato più avanti. Insomma una rapida marcia indietro da parte del tecnico che non ha visto quel salto di qualità che probabilmente si aspettava. Nella ripresa in effetti i biancorossi sono partiti con più convinzione ma il raddoppio della Massese (rigore netto per fallo di mano di Gagliarducci) al 16' ha reso la timonta praticamente impossibile. Un paio di punizioni sventate dal portiere Bassi, un tiro di Massaro respinto, un altro di Conti fuori di poco ma... niente gol. Al 92' il rigore conquistato e realizzato da Ferraro, arrivato però quando ormai era troppo tardi. Neanche il tempo per tentare l'impresa che l'arbitro ha fischiato la fine. MANCA LA "FAME" - Si possono cambiare gli uomini e le tattiche ma se non c'è convinzione e rabbia agonistica, se si è bellini ma poco cattivi soprattutto in una categoria come questa è difficile ottenere risultati importanti. L'impressione che abbiamo avuto ieri a Massa è netta: un'Ancona che crede ormai solo a parole nel raggiungimento dei playoff e che a meno di eventi straordinari non riuscirà ad entrare nell'area spareggi. E sarebbe chiaramente il fallimento dell'obiettivo primario della società. Del resto l'ultimo mese dell'Ancona è stato un incubo: un punto in quattro partite. Come si fa a parlare di playoff? O meglio, la matematica non condanna ancora i dorici, ma la sensazione è che non tutti credono più come prima nel raggiungimento dell'obiettivo. E quando "dentro" non arde più il "sacro furore" meglio lasciai perdere e voltare pagina. - Il tecnico schiuma rabbia: “Qualcuno deve volare basso. Vittoria col Ravenna o addio playoff”. L’ira di Frosio: “Squadra presuntuosa”. Urla di rabbia nello spogliatoio dell'Ancona, urla di gioia in quello della Massese: a pochi metri di distanza ci sono due mondi diversi. I dorici qui a Massa hanno forse dato addio al sogno di approdare nei playoff mentre i toscani anche grazie alla frenata del San Marino che ha pareggiato a Fano ormai vedono il traguardo della C1. Sono 12 i punti di vantaggio sulla squadra del Titano e già mercoledì i bianconeri di Indiani potrebbero festeggiare la promozione: nel turno di recupero del campionato ospiteranno proprio il San Marino. Sai che festa... Non possiamo far altro che guardare con un pizzico di invidia in casa d'altri, visto il clima da de profundis che si respira nell'ambiente biancorosso. La caduta di ieri ha ulteriormente complicato la corsa verso i playoff e Piero Frosio lo sa bene. Arriva in sala stampa molto agitato e andiamo subito... in polemica. "Ancora con questa storia della rabbia agonistica? No, io non la metterei su questo piano - esclama il tecnico lombardo - l'impegno non è mancato neanche oggi, tutti possono dare di più, questo è certo. Oggi avevo effettuato alcuni cambi in formazione: due dei nuovi entrati sono stati sostituiti mentre Miglietta è rimasto in campo ma nelle ultime gare giocherà sempre da difensore. Se giocherà...". Un tecnico che nasconde a mala pena la rabbia e invia qualche messaggino: "C’'è troppa presunzione, bisogna che qualcuno impari a volare più basso. E non voglio dire altro". Il tecnico vorrebbe chiudere qui le comunicazioni ma riusciamo a strappargli qualche altro concetto: "Il rigore per loro c'era, il giocatore della Massese ha tirato da venti metri non da... due. E se il nostro difensore colpisce la palla con il braccio, l'arbitro non può far altro che fischiare la massima punizione. I playoff? Dopo questa sconfitta i discorsi stanno a zero: o vinciamo mercoledì con il Ravenna o non ci saranno davvero più speranze e dovremo pensare a chiudere questo campionato nella maniera più dignitosa possibile". Già, buona idea. Frosio non vuole aggiungere altro e se ne va. Davvero un brutto periodo anche per questo contestatissimo allenatore nel mirino da tempo della stragrande maggioranza dei tifosi: prima almeno aveva i risultati dalla sua, da un mese a questa parte neanche più quelli.


di Stefano Rispoli

Capitan Vecchiola scuote i compagni “Serve un esame di coscienza”

Sì secondo alcuni, molto incerto secondo altri. Andrà rivisto al ralenty il rigore concesso al quarto d’ora della ripresa alla Massese, per un tocco con un braccio di Gagliarducci nell’area di rigore dorica. Il biondo difensore spiega: “Avevo la mano bassa, vicino all’anca, il pallone è arrivato in quella direzione e mi ha toccato il braccio. Non sono io che ho avvicinato la mano, ma il contrario”. Un episodio decisivo, che ha consentito ai padroni di casa di chiudere virtualmente il conto con l’Ancona. “Peccato, ancora una volta siamo stati condannati dagli episodi sfortunati - commenta il centrocampista Berardi -. Ci ha penalizzati il gol a freddo dopo 10’. Ancora una volta ci siamo trovati nella condizione di rincorrere l’avversario, di nuovo per colpa di una distrazione difensiva. Contro la prima in classifica non era facile recuperare, noi ci abbiamo provato”. Berardi nega che l’Ancona sia scesa in campo senza troppa convinzione. “Eravamo tutti determinati a strappare un risultato qua a Massa, ma sapevamo che non sarebbe stata una partita facile e che non ci sarebbe stato regalato nulla - spiega il centrocampista - siamo stati condannati da un rigore su cui ho molti dubbi, ma che anche altri arbitri forse avrebbero concesso. Questa è stata una sconfitta evitabile perché non abbiamo demeritato contro la capolista. E’ vero, il cammino playoff ora si complica, ma mercoledì ci aspetta il Ravenna: sarà la nostra ultima chiamata dovremo assolutamente vincere”. Concorda Sebastiano Vecchiola, ma il capitano fa appello al senso di responsabilità dei suoi compagni. “Bisogna fare tutti un esame di coscienza perché in questo modo sarà difficile arrivare ai playoff. Finché la matematica non ci condanna abbiamo l’obbligo di provarci. Mercoledì tocca a Ravenna, forse l’ultima opportunità per centrare l’obiettivo. Tutti noi dobbiamo dare il massimo fino all’ultimo, metterci grinta e cuore per avere la coscienza a posto e poter dire a fine campionato: almeno ci abbiamo provato”. Con il Ravenna senza Pavone e Miglietta- Il giudice sportivo squalificherà Pavone e Miglietta, ieri ammoniti (erano in diffida). I due salteranno dunque il match di mercoledì con il Ravenna.


di Mimmo Cugini

Ancona distratta e pasticciona Perde a Massa, playoff lontani

Dura dieci minuti la partita dell’Ancona a Massa. La capolista segna un gol facile facile con la difesa biancorossa addormentata e così arriva la seconda sconfitta consecutiva. Il misero bilancio di un punto nelle ultime 4 gare porta l’Ancona più lontana dalla zona play-off. Adesso i punti da recuperare sono 4 e le partite soltanto cinque, ma soprattutto la gara di mercoledì con il Ravenna diventa l’ultima spiaggia. Se l’Ancona non vince può già pensare al prossimo campionato di C2. Dentro o fuori insomma, sarà una partita con un solo risultato utile, ma poi bisognerà anche vincere almeno altre tre partite per sperare negli spareggi. Obiettivamente l’Ancona vista a Massa non fa sperare molto. Una squadra in questa situazione dovrebbe fare della concentrazione un punto di partenza e invece dopo dieci minuti Castorina e Pavone si scordano di Belluomini che tutto solo davanti a Passarini può girare di testa il cross di Mariotti e portare in vantaggio i suoi. Per mezz’ora gioca solo la Massese, Bischeri (il migliore in campo) chiama due volte Passarini al’intervento da fuori e la squadra di Indiani domina soprattutto a centrocampo dove Carboni e Coppola si ritrovano in inferiorità numerica e la fascia destra della difesa dorica viene presa d’assalto, Miglietta rimedia solo figuracce. Unica possibilità per l’Ancona per pareggiare al 34’: Berardi verticalizza per Ferraro che di sinistro gira alto da buona posizione. A inizio ripresa Frosio inserisce Gagliarducci e Massaro richiamando Aubameyang e Carboni. E’ una rivoluzione tattica che sconfessa l’assetto del primo tempo e rivolta l’Ancona che gioca a tre in difesa (Gagliarducci, Castorina e Pavone) con Miglietta e Marcuz esterni di centrocampo, Coppola e Berardi in mezzo, Massaro alle spalle delle due punte Ferraro e Conti. In sostanza un 3-4-1-2 che sembra portare buoni frutti perchè prima Conti (1’) e poi Ferraro (3’) vanno vicini al pareggio con tiri dalla distanza. Al 13’ però su un tiro dal limite di Lonzi c’è un intervento di Gagliarducci con il bracco che l’arbitro punisce con il rigore. Bonuccelli trasforma e la partita finisce qui anche se l’Ancona si butta generosamente in avanti, sfiora il gol con Coppola (41’) che costringe Bassi a un difficile intervento e poi accorcia le distanze su rigore a tempo scaduto con Ferraro che trasforma il penalty che si era guadagnato costringendo al falo Fiasconi. Ma è troppo tardi per sperare nella rimonta. L’Ancona esce sconfitta e dimostra, oltre ad una netta inferiorità nei confronti della squadra toscana, di avere scarsa capacità di reazione quando subisce un gol. Ecco perchè è difficile a questo punto essere ottimisti in vista della partita di mercoledì con il Ravenna. Servirebbe finalmente una prova d’orgoglio, quella che alla squadra biancorossa chiediamo da troppo tempo e che non è ancora arrivata.

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