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Mario Cori Ancona in picchiata. E il brutto è che non riesce a toccare mai il fondo
del pozzo nero. Ma siamo al redde rationem: mercoledì, se i biancorossi non batteranno il
Ravenna, si potrà serenamente chiudere la baracca. L'impresa di rientrare nel giro
playoff (ora a 4 punti) è già disperata, e in caso di nuova sconfitta, divénterebbe
irrimediabile. Ancona - Ravenna doveva essere uno scontro diretto e invece il Ravenna si
presenterà al Conero addirittura con 7 punti di vantaggio: potrà "comodamente"
perdere senza compromettere nulla. Intanto l'Ancona a Massa rimedia un'altra sconfitta.
Stavolta rende onore alla degna capolista, quella Massese che, se dovesse battere
mercoledì il San Marino; festeggerebbe matematicamente la C1. Bella squadra quella di
Indiani: collaudata, forte in ogni reparto ma con due mezzi fenomeni per la categoria a
centrocampo, il play siriano Chadi, e la mezza punta Bischeri. Fanno quello che vogliono e
non ci sono Coppola o Carboni che tengano. Non gioca nemmeno tanto male stavolta l'Ancona,
l'impegno c'è pure, ma gli errori come al solito sono grossolani e la riscossa parte
tardi. I tifosi se ne vanno inviperiti sul 2-0. Schiavoni senior dice che se continuano a
contestare, possono anche stare a casa... Amarezza di un uomo che sta vedendo sfumare il
sogno che cullava fino a poche settimane fa. La squadra sta crollando sempre più, ad ogni
partita. Siamo arrivati al punto che l'Ancona, per onorare i programmi, dovrebbe vincerle
tutte e cinque - o quasi -le partite che mancano. Ma se continua a commettere scarabocchi
in difesa, a sbagliare gol là davanti e a giocare in maniera stucchevole in mezzo, sarà
difficile gridare al miracolo. Gran bella Massese nel primo tempo. Subito il gol (11'):
cross di Mariotti ribattuto, altra palla in mezzo di Vagnati che spiove a centro area dove
incredibilmente Pavone e Castorina si scansano. Sul colpo di testa di Belluomini,
Passarini completa la frittata restando immobile. Comanda la Massese, comanda quel
fenomeno di Bischeri, che impegna alla deviazione due volte Passarini (14' e 24' su
punizione). A fine tempo c'è anche un affondo di Lonzi (41') con colpo di testa di
Belluomini impreciso. L'Ancona non sta a guardare completamente, ma gioca senza nerbo e a
due all'ora. Gioca in modo davvero stucchevole, non mette paura a nessuno con un 4-1-4-1
controllabile. Frosio rompe gli indugi nella ripresa e si fa audace con un 3-4-2-1 che
quantomeno "punta" la Massese. Dietro Gagliarducci - Castorina - Pavone, in
mezzo Maglietta Coppola-B erari - Marcuz, dietro a Ferraro si agitano Massaro e Conti.
Qualcosa di meglio si vede. Staffilata di Conti (4') a fil di palo, poi punizione (6') di
Ferraro respinta di pugno da Bassi. Ma è la Massese che raddoppia (17'): tiro di Bischeri
dalla trequarti, Gagliarducci devia con una mano a venti metri di distanza e - dice bene
Frosio - il rigore a quella distanza è inevitabile, non può essere fallo involontario.
Tira bomber Bonuccelli che fa 20 spiazzando Passarini. Ecco finalmente un po' di Ancona.
Si getta all'attacco sotto la pioggia. Quantomeno mette in stato d'assedio una Massese che
si sente appagata e quasi al sicuro. Nel finale (42') un tiro di Coppola deviato dal
portiere, poi un'entrata in area di Ferraro sbilanciato in corsa da Fiasconi. Il bomber
dorico non sbaglia dal dischetto, peccato che sia troppo tardi. Stavolta non c'è nessuno
a fischiare. I cinquanta tifosi dorici sono già a metà strada, verso casa. Loro non ci
credono più. Solo l'Ancona (squadra) tenta disperatamente di crederci.
di Gianluca Bondielli
Una sconfitta a Massa, in casa della capolista, poteva anche starci ma per l'Ancona
arriva in un momento delicato della stagione ed assomiglia quasi ad una resa. A fine
partita però nelle dichiarazioni dei giocatori biancorossi non sembra esserci ancora
spazio per la rassegnazione. "Ci ritroviamo a dover vincere assolutamente mercoledì
contro il Ravenna - spiega Pasquale Berardi. La zona play off adesso si è allontanata e
dista 4 lunghezze. Per noi diventa tutto più difficile ma non ancora detta l'ultima
parola. Dobbiamo continuare a crederci anche se perdere partite in questa maniera non può
certo farci stare tranquilli. La storia continua a ripetersi: finiamo per pagare a caro
prezzo alcuni errori di gioco. Il rigore per la Massese? Che volete che vi dica. Sono quei
rigori che ci sono e non ci sono. Che si possono fischiare, ma su cui si può anche
sorvolare. Al di là di questo episodio credo che sia stato il gol a freddo a tagliarci le
gambe. Quando si parte sotto è sempre difficile rimontare. Purtroppo questa per noi sta
diventando una brutta abitudine". Che il momento sia cruciale è consapevole
Sebastiano Vecchiola, l'uomo più rappresentativo della squadra, che cerca di mettere
tutti davanti alle proprie responsabilità: "Dobbiamo farci un esame di coscienza e
capire cosa c'è che non va. Le partite passano e i punti a disposizione diventano sempre
di meno. A questo punto bisogna lasciare da parte le chiacchiere che servono a poco, e
cominciare a parlare sul campo. Le possibilità di guadagnarci gli spareggi promozione si
assottigliano sempre di più. Dobbiamo dare tutto nelle prossime partite per non avere poi
nulla da rimproverarci". Sulla massima punizione assegnata agli apuani, che in
pratica ha chiuso la partita, si sofferma anche l'autore del presunto fallo di mano
Cristiano Gagliarducci: "Il tocco col braccio effettivamente c'è stato, ma si è
trattato di un intervento del tutto involontario. L'arbitro avrebbe fatto bene a non
fischiare"
di Guido Montanari
Perde anche a Massa, un punto in quattro partite. Dorici colpiti a freddo, Ferraro-gol
salva lonore.
Ancona troppo piccola, è in caduta libera. Alla festa della Massese ad un passo dalla C1,
l'Ancona fa la figura dellinvitata un po' timida che resta ai margini della pista a
guardare gli altri che ballano. La sconfitta subìta allo stadio degli Oliveti non fa una
grinza: toscani superiori e dorici che ci hanno provato a lungo ma senza la necessaria
convinzione. Una grande mole di gioco ma poche occasioni per passare e quelle poche
purtroppo non sfruttate a dovere. Il gol della bandiera realizzato a tempo scaduto da
Ferraro su rigore rende la pillola meno amara ma ai fini della classifica il risultato non
cambia e adesso per arrivare ai playoff ci vorrebbe davvero un miracolo. LE SOLITE DORMITE
- A fine gara il patron Schiavoni ha parlato di un'Ancona sfortunata e frenata nel momento
migliore dal penalty concesso ai bianconeri. In effetti a tratti i dorici non hanno
demeritato, ma se non ci fossero le solite amnesie l'Ancona a quest'ora sarebbe al
posto... della Massese anziché venti punti indietro. Il primo gol subito da Passarini è
la fotocopia di tanti altri con il solito cross dalla fascia destra, il solito colpo di
testa dell'attaccante che può saltare indisturbato e il solito pallone che si insacca
lemme lemme con il portiere in netto ritardo. Pronti e via e subito sotto di un gol.
Nonostante tutto la palla buona per pareggiare l'Ancona l'ha avuta ma anche in questo caso
altra... dormita al contrario con Ferraro che da distanza ravvicinatissima anche se un po'
defilato calcia altissimo sopra la traversa. Poi hai voglia a costruire buone azioni, hai
voglia ad attaccare, e a recriminare. Certi errori si pagano cari e l'Ancona li sta
pagando a peso d'oro visto che quello che sembrava una sicurezza, nel giro di un mese sta
diventando una chimera. ESPERIMENTI NON RIUSCITI - Frosio per questa partita in casa della
capolista aveva tentato di dare una sterzata alla caduta libera della sua squadra
mescolando un po' le carte con gli innesti di Aubameyang sulla destra, Carboni al centro e
con la novità tattica di Miglietta indifesa come esterno destro. Ebbene i risultati non
devono essere stati molto confortanti se alla fine del primo tempo lo stesso Frosio ha
lasciato negli spogliatoi sia il coloured che il centrocampista ascolano. Miglietta è
rimasto in campo ma spostato più avanti. Insomma una rapida marcia indietro da parte del
tecnico che non ha visto quel salto di qualità che probabilmente si aspettava. Nella
ripresa in effetti i biancorossi sono partiti con più convinzione ma il raddoppio della
Massese (rigore netto per fallo di mano di Gagliarducci) al 16' ha reso la timonta
praticamente impossibile. Un paio di punizioni sventate dal portiere Bassi, un tiro di
Massaro respinto, un altro di Conti fuori di poco ma... niente gol. Al 92' il rigore
conquistato e realizzato da Ferraro, arrivato però quando ormai era troppo tardi. Neanche
il tempo per tentare l'impresa che l'arbitro ha fischiato la fine. MANCA LA
"FAME" - Si possono cambiare gli uomini e le tattiche ma se non c'è convinzione
e rabbia agonistica, se si è bellini ma poco cattivi soprattutto in una categoria come
questa è difficile ottenere risultati importanti. L'impressione che abbiamo avuto ieri a
Massa è netta: un'Ancona che crede ormai solo a parole nel raggiungimento dei playoff e
che a meno di eventi straordinari non riuscirà ad entrare nell'area spareggi. E sarebbe
chiaramente il fallimento dell'obiettivo primario della società. Del resto l'ultimo mese
dell'Ancona è stato un incubo: un punto in quattro partite. Come si fa a parlare di
playoff? O meglio, la matematica non condanna ancora i dorici, ma la sensazione è che non
tutti credono più come prima nel raggiungimento dell'obiettivo. E quando
"dentro" non arde più il "sacro furore" meglio lasciai perdere e
voltare pagina. - Il tecnico schiuma rabbia:
Qualcuno deve volare basso. Vittoria col Ravenna o addio playoff. Lira di Frosio: Squadra presuntuosa. Urla di
rabbia nello spogliatoio dell'Ancona, urla di gioia in quello della Massese: a pochi metri
di distanza ci sono due mondi diversi. I dorici qui a Massa hanno forse dato addio al
sogno di approdare nei playoff mentre i toscani anche grazie alla frenata del San Marino
che ha pareggiato a Fano ormai vedono il traguardo della C1. Sono 12 i punti di vantaggio
sulla squadra del Titano e già mercoledì i bianconeri di Indiani potrebbero festeggiare
la promozione: nel turno di recupero del campionato ospiteranno proprio il San Marino. Sai
che festa... Non possiamo far altro che guardare con un pizzico di invidia in casa
d'altri, visto il clima da de profundis che si respira nell'ambiente biancorosso. La
caduta di ieri ha ulteriormente complicato la corsa verso i playoff e Piero Frosio lo sa
bene. Arriva in sala stampa molto agitato e andiamo subito... in polemica. "Ancora
con questa storia della rabbia agonistica? No, io non la metterei su questo piano -
esclama il tecnico lombardo - l'impegno non è mancato neanche oggi, tutti possono dare di
più, questo è certo. Oggi avevo effettuato alcuni cambi in formazione: due dei nuovi
entrati sono stati sostituiti mentre Miglietta è rimasto in campo ma nelle ultime gare
giocherà sempre da difensore. Se giocherà...". Un tecnico che nasconde a mala pena
la rabbia e invia qualche messaggino: "C'è troppa presunzione, bisogna che
qualcuno impari a volare più basso. E non voglio dire altro". Il tecnico vorrebbe
chiudere qui le comunicazioni ma riusciamo a strappargli qualche altro concetto: "Il
rigore per loro c'era, il giocatore della Massese ha tirato da venti metri non da... due.
E se il nostro difensore colpisce la palla con il braccio, l'arbitro non può far altro
che fischiare la massima punizione. I playoff? Dopo questa sconfitta i discorsi stanno a
zero: o vinciamo mercoledì con il Ravenna o non ci saranno davvero più speranze e
dovremo pensare a chiudere questo campionato nella maniera più dignitosa possibile".
Già, buona idea. Frosio non vuole aggiungere altro e se ne va. Davvero un brutto periodo
anche per questo contestatissimo allenatore nel mirino da tempo della stragrande
maggioranza dei tifosi: prima almeno aveva i risultati dalla sua, da un mese a questa
parte neanche più quelli.
di Stefano Rispoli
Capitan Vecchiola scuote i compagni Serve
un esame di coscienza
Sì secondo alcuni, molto incerto secondo altri. Andrà rivisto al ralenty il rigore
concesso al quarto dora della ripresa alla Massese, per un tocco con un braccio di
Gagliarducci nellarea di rigore dorica. Il biondo difensore spiega: Avevo la
mano bassa, vicino allanca, il pallone è arrivato in quella direzione e mi ha
toccato il braccio. Non sono io che ho avvicinato la mano, ma il contrario. Un
episodio decisivo, che ha consentito ai padroni di casa di chiudere virtualmente il conto
con lAncona. Peccato, ancora una volta siamo stati condannati dagli episodi
sfortunati - commenta il centrocampista Berardi -. Ci ha penalizzati il gol a freddo dopo
10. Ancora una volta ci siamo trovati nella condizione di rincorrere lavversario,
di nuovo per colpa di una distrazione difensiva. Contro la prima in classifica non era
facile recuperare, noi ci abbiamo provato. Berardi nega che lAncona sia scesa
in campo senza troppa convinzione. Eravamo tutti determinati a strappare un
risultato qua a Massa, ma sapevamo che non sarebbe stata una partita facile e che non ci
sarebbe stato regalato nulla - spiega il centrocampista - siamo stati condannati da un
rigore su cui ho molti dubbi, ma che anche altri arbitri forse avrebbero concesso. Questa
è stata una sconfitta evitabile perché non abbiamo demeritato contro la capolista. E
vero, il cammino playoff ora si complica, ma mercoledì ci aspetta il Ravenna: sarà la
nostra ultima chiamata dovremo assolutamente vincere. Concorda Sebastiano Vecchiola,
ma il capitano fa appello al senso di responsabilità dei suoi compagni. Bisogna
fare tutti un esame di coscienza perché in questo modo sarà difficile arrivare ai
playoff. Finché la matematica non ci condanna abbiamo lobbligo di provarci.
Mercoledì tocca a Ravenna, forse lultima opportunità per centrare lobiettivo.
Tutti noi dobbiamo dare il massimo fino allultimo, metterci grinta e cuore per avere
la coscienza a posto e poter dire a fine campionato: almeno ci abbiamo provato. Con
il Ravenna senza Pavone e Miglietta- Il giudice sportivo squalificherà Pavone e
Miglietta, ieri ammoniti (erano in diffida). I due salteranno dunque il match di
mercoledì con il Ravenna.
di Mimmo Cugini
Ancona distratta e pasticciona Perde a Massa, playoff lontani
Dura dieci minuti la partita dellAncona a Massa. La capolista segna un gol facile
facile con la difesa biancorossa addormentata e così arriva la seconda sconfitta
consecutiva. Il misero bilancio di un punto nelle ultime 4 gare porta lAncona più
lontana dalla zona play-off. Adesso i punti da recuperare sono 4 e le partite soltanto
cinque, ma soprattutto la gara di mercoledì con il Ravenna diventa lultima
spiaggia. Se lAncona non vince può già pensare al prossimo campionato di C2.
Dentro o fuori insomma, sarà una partita con un solo risultato utile, ma poi bisognerà
anche vincere almeno altre tre partite per sperare negli spareggi. Obiettivamente
lAncona vista a Massa non fa sperare molto. Una squadra in questa situazione
dovrebbe fare della concentrazione un punto di partenza e invece dopo dieci minuti
Castorina e Pavone si scordano di Belluomini che tutto solo davanti a Passarini può
girare di testa il cross di Mariotti e portare in vantaggio i suoi. Per mezzora
gioca solo la Massese, Bischeri (il migliore in campo) chiama due volte Passarini
alintervento da fuori e la squadra di Indiani domina soprattutto a centrocampo dove
Carboni e Coppola si ritrovano in inferiorità numerica e la fascia destra della difesa
dorica viene presa dassalto, Miglietta rimedia solo figuracce. Unica possibilità
per lAncona per pareggiare al 34: Berardi verticalizza per Ferraro che di
sinistro gira alto da buona posizione. A inizio ripresa Frosio inserisce Gagliarducci e
Massaro richiamando Aubameyang e Carboni. E una rivoluzione tattica che sconfessa
lassetto del primo tempo e rivolta lAncona che gioca a tre in difesa
(Gagliarducci, Castorina e Pavone) con Miglietta e Marcuz esterni di centrocampo, Coppola
e Berardi in mezzo, Massaro alle spalle delle due punte Ferraro e Conti. In sostanza un
3-4-1-2 che sembra portare buoni frutti perchè prima Conti (1) e poi Ferraro
(3) vanno vicini al pareggio con tiri dalla distanza. Al 13 però su un tiro
dal limite di Lonzi cè un intervento di Gagliarducci con il bracco che
larbitro punisce con il rigore. Bonuccelli trasforma e la partita finisce qui anche
se lAncona si butta generosamente in avanti, sfiora il gol con Coppola (41)
che costringe Bassi a un difficile intervento e poi accorcia le distanze su rigore a tempo
scaduto con Ferraro che trasforma il penalty che si era guadagnato costringendo al falo
Fiasconi. Ma è troppo tardi per sperare nella rimonta. LAncona esce sconfitta e
dimostra, oltre ad una netta inferiorità nei confronti della squadra toscana, di avere
scarsa capacità di reazione quando subisce un gol. Ecco perchè è difficile a questo
punto essere ottimisti in vista della partita di mercoledì con il Ravenna. Servirebbe
finalmente una prova dorgoglio, quella che alla squadra biancorossa chiediamo da
troppo tempo e che non è ancora arrivata. |