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di Guido Montanari

Il patron dell’Ancona a sorpresa: “Tutto quello che è successo mi sta facendo riflettere”. Schiavoni: “Forse vendo la società”

Il gelo sullo stadio del Conero cala verso le 17 di domenica primo maggio: il patron Sergio Schiavoni, tra la sorpresa generale, si presenta in sala stampa non per commentare l’ennesima sconfitta col Montevarchi bensì per annunciare un qualcosa che rende ancora una volta nebuloso il futuro del calcio anconetano. «I programmi per la prossima stagione sono pronti, il problema è che io non ho deciso se continuare...».  - Ma presidente, abbiamo capito bene? «Sì, sì, avete capito benissimo. Sto valutando se continuare questa avventura con l’Ancona o se mettere in vendita la società». - Ci stava pensando da un po’ di tempo o questa possibilità di cedere la società, magari è il frutto della sua delusione per il disastroso finale di stagione della squadra? «Certo, queste continui schiaffi non aiutano a stare... allegri. E’ la prima volta che lo dico pubblicamente ma comunque ci penso da un po’ di tempo». - Ma presidente, lei ha sempre parlato di un programma quinquennale per l’Ac Ancona... «Una serie di cose successe in questo periodo mi sta facendo riflettere. In particolare sono rimasto molto deluso dalla contestazione dei tifosi e dalla freddezza con cui la città ha accolto questo nostro tentativo di rilanciare l’Ancona dopo il fallimento della scorsa estate. Tutte queste polemiche, questi attacchi continui alla società non mi sono piaciuti». - Quando prenderà una decisione definitiva? «Nel giro di pochi giorni saprete tutto». - Se invece dovesse prendere la decisione di continuare con l’Ancona, quali sarebbero i programmi? «Dunque se dovessi restare, ho già un programma abbastanza delineato per la prossima stagione. Prima della partita col Montevarchi ci siamo visti io, mi figlio Giampiero, il ds Centofanti e il dirigente Bomprezzi. In particolare Centofanti mi ha presentato una lista di nomi sia per quanto riguarda l’allenatore sia per quanto riguarda i giocatori». - Si è parlato di Massimo Gadda per la panchina... «E lo confermo. Mi ricordo Gadda come giocatore dell’Ancona ma come allenatore non lo conosco. Centofanti però mi ha parlato bene di lui e so che lo ha contattato nei giorni scorsi. Inoltre il ds mi ha fatto i nomi di otto giocatori importanti per la C2, mentre degli attuali giocatori sarebbero al massimo in 4-5 a rimanere». - Il budget previsto? «Il budger previsto coprirebbe senza problemi tutte le mosse indicate da Centofanti». - Dunque potrebbe nascere una squadra in grado di vincere il campionato... «Sulla carta sì, ma questa prima stagione mi ha insegnato che nel calcio di sicuro c’è poco. L’imponderabile è sempre dietro l’angolo». - Ma se lei non dà il via libera... «Ve l’ho detto. Ci devo pensare un po’ su». Fin qui le dichiarazioni rilasciate domenica dopo la partita. Ieri sera poi Sergio Schiavoni è stato ospite della trasmissione “Ci siamo” condotta da Mauro Anconetani assieme al centrocampista biancorosso Pasquale Berardi e al mister degli Allievi Regionali, l’ex dorico Fulvio “Pistola” De Chiara. Il patron anche in questa occasione ha ribadito tutti i suoi dubbi: «Non siamo certo gente che si alza la mattina e butta all’aria tutto il lavoro fatto e noi per l’Ancona ne abbiamo fatto di lavoro in questi mesi. Stiamo dunque valutando diverse ipotesi, compresa quella di mettere in vendita la società. Non abbiamo ancora deciso, diciamo che dentro all’Ancona in questo momento ci sono due anime». Durante la trasmissione Schiavoni ha snocciolato le cifre che ha dovuto sborsare per la gestione dell’Ancona ed ha espresso la propria delusione per la mancanza di un sostegno concreto da parte delle istituzioni. Poi tanti attestati di stima da parte dei tifosi tramite telefonate ed e-mail ma anche un vivace battibecco tra un supporter e lo stesso presidente. Come finirà? Il futuro dell’Ancona è appeso a un filo.


di Ferdinando Vicini

Ancona, il finale di stagione è una via crucis. I biancorossi, ormai privi di stimoli, si arrendono in casa anche al Montevarchi

montevarchi_foto_10r.jpg (14935 byte)L'ennesima stazione di una via crucis senza fine. La nuova sconfitta incassata ad opera di un Montevarchi quasi incredulo, alla fine, di poter festeggiare il colpo al Del Conero ha segnato il settimo incontro senza vittoria per l'Ancona: cinque sconfitte e due soli pareggi dal 20 marzo in poi. Vale a dire due punti ottenuti sui ventuno teoricamente disponibili. Dal punto di vista tecnico il match di domenica scorsa è stato ben poca cosa, con l'Ancona incapace di avvicinarsi con decisione all'area degli ospiti e il Montevarchi che ha avuto almeno il merito di svolgere il proprio compitino sfruttando le amnesie dei biancorossi. Davanti al minimo stagionale dei paganti, solo centotre biglietti staccati al botteghino, si è insomma consumata un'altra tappa dolorosa di un campionato che tutti coloro che vogliono bene all'Ancona cercheranno solo di dimenticare al più presto. Meno male che ormai restano solo due altre giornate da disputare e c'è da credere che il Sansovino, avversario di domenica prossima in strenua lotta per la salvezza, a questo punto sarà ben felice di avere in calendario la trasferta al Del Conero. Contro il Montevarchi l'undici di Frosio ha offerto una prestazione sciatta e senza nerbo, priva di sostanza e concretezza. La squadra è apparsa svuotata di energie ancor prima dal punto di vista mentale che fisico. Complice anche il primo vero caldo, la gara si è snodata su ritmi molto bassi che stavano benissimo al Montevarchi. Così gli ospiti hanno potuto controllare agevolmente la sterile supremazia territoriale marcata dall'Ancona nel primo tempo, per poi colpire negli ultimi secondi di gioco della prima frazione. Nella circostanza dormita generale della retroguardia dorica, con Sala lasciato libero di girarsi e di collocare la palla nell'angolo praticamente senza opposizione. Ad inizio ripresa ci si sarebbe aspettata una reazione dell'Ancona che invece non è arrivata. A metà tempo è stato invece il Montevarchi a raddoppiare con Gessa che ha potuto girare comodo comodo di testa in rete un cross dalla sinistra. Sullo 0-2, partita praticamente finita; unico lampo la conclusione dalla distanza di Berardi con la quale il centrocampista ha dimezzato la svantaggio firmando il suo decimo gol personale. L'unica magra consolazione di una giornata da dimenticare. Alla fine Frosio stesso ha commentato in modo sferzante la deludente prestazione dei suoi: «Pensavo che i giocatori fossero stimolati dalla possibilità di mettersi in luce per il prossimo anno, ma evidentemente sono già tutti a posto». Sulla partita poche parole intrise di amarezza: «Non ho visto un'Ancona in crisi dal punto di vista fisico ma piuttosto il problema è mentale. In più, spesso ci siamo complicati la vita cercando le soluzioni più complicate mentre il Montevarchi è andato sul semplice e ha avuto ragione". Poi Berardi, felice per il gol ma duro con la squadra: «Sono molto contento per essere finalmente arrivato a quota dieci, per un centrocampista è un buon bottino. Però mi dispiace per questa nuova sconfitta, la prova della squadra è stata negativa. Siamo svuotati sia dal punto di vista atletico che di testa». Come dire che, ormai l'encefalogramma dell'Ancona è piatto.


di Stefano Rispoli

Ancona ko anche col Montevarchi: Frosio duro con i giocatori. “Evidentemente hanno un contratto assicurato”

L’Ancona perde, ma non è una novità. Il copione si rinnova di domenica in domenica: terza sconfitta consecutiva in casa, la quinta nelle ultime sette partite. Nemmeno l’appello di tecnico e società rivolto ai giocatori è servito: niente stimoli, né grinta, né motivazioni. “Evidentemente molti di loro hanno altrove un contratto assicurato per il prossimo anno” dirà Frosio a fine partita. E’ l’unica spiegazione per l’ennesima prova scialba sfornata dalla sua squadra. D’altronde a due giornate dalla fine, svanito il sogno playoff, il campionato dell’Ancona si avvia a tramontare mestamente nel grigiore generale, in campo e sugli spalti. Appena 103 coraggiosi hanno rinunciato alla scampagnata del primo maggio per non perdersi lo ‘spettacolo’ mentre una buona parte degli abbonati ha preferito il mare (come biasimarli?). Gara per pochi intimi, dunque, ravvivata dalla presenza di una trentina di supporter toscani. Il Montevarchi, già salvo, è apparso molto più motivato dell’Ancona, chissà perché. Già dopo quaranta secondi Passarini è chiamato a una difficile risposta su conclusione di Sala. La reazione dell’Ancona arriva 10’ dopo con Conti che, sugli sviluppi di un corner, si prodiga in una semirovesciata che però non ha buon esito. La squadra di Gallorini si rifà viva alla mezzora in due circostanze, sempre con il vivacissimo Sala, ma Passarini neutralizza. E’ il preludio al gol che arriva a tempo scaduto. Autore Maurizio Sala, ovviamente, abile a centrare la porta con un sinistro al volo in piena area, su un disimpegno errato della retroguardia biancorossa. Nella ripresa ci si attende uno straccio di reazione dorica, ma non è così. Il Montevarchi non fa certo un partitone, si limita a giocare, ma tanto basta per tenere a bada un’Ancona svogliata. Frosio toglie Miglietta e Aubameyang, incolori, e ci prova con Berardi e Tiberi. Qualcosina in più si nota, ma al 19’ arriva il colpo di grazia: serie di cross e controcross, difesa dorica in bambola, Gessa in perfetta solitudine insacca, complice l’intervento scomposto di Passarini che raccoglie la sfera oltre la linea di porta. A 10’ dal triplice fischio il gol della bandiera per l’Ancona: un destro potente e angolato dalla lunga distanza consente a Berardi di segnare la sua decima rete stagionale. Almeno lui può gioire.


di Andrea Principi

Deluso, è molto deluso il patron Sergio Schiavoni. Volevamo parlare con lui del futuro più che dell'ennesima delusione che gli ha dato la squadra, ma lui spiazza tutti con un altro argomento ancora. "Beh, tra le varie decisioni che ci sono da prendere riguardo il futuro - dice -. C'è anche quella circa la mia permanenza alla guida della società". Come mai presidente, lo dice così di punto in bianco? "Perché mi è venuto in mente adesso. Dopo una partita così... Avete visto, no? Abbiamo fatto un'altra figuraccia, la squadra mi ha deluso, .e poi quest'anno non mi aspettavo neanche la contestazione dei tifosi, hanno iniziato a contestarci quando ancora eravamo terzi in classifica... Ma il suo sembra più che altro uno sfogo, in realtà in società si sta già iniziando a parlare del futuro e di programmi. Una cosa per volta. Centofanti resta? "Gode della nostra fiducia, e ha già fatto un programma per il prossimo anno. Qui non c'è perché è andato credo a vedere una partita a Pergola". Dunque qual è per ora la situazione? "Dobbiamo decidere se accettare o meno il programma che ci ha sottoposto Centofanti, presto lo faremo". Di che programma si tratta? "Lui dice che con 8 giocatori di qualità, Otto 'nomi', più qualche giovane, è sicuro di vincere il campionato. Lui è convintissimo, ma io non ne sono tanto sicuro, il calcio è strano, non c'è mai niente di certo". Otto giocatori di categoria superiore? "Nomi non se ne sono fatti, si è parlato più che altro di budget, certo che bisognerà comunque conoscere anche i nomi, dovremo evitare gli errori di quest'anno". E' un budget accessibile? "Accessibilissimo, solo che vanno ponderate tante cose, dopo la bruciatura di quest'anno. Insomma, non è solo questione di budget, bisognerà vedere di quali giocatori si sta parlando". E l'allenatore, mister? "Fosse per me terrei Frosio, sapete come la penso. Non so, credo che la scorsa settimana Centofanti abbia cercato Gadda, ma non so che cosa si siano detti. Ma io non sono tanto convinto, non so, voi cosa dite?". Presidente, noi siamo giornalisti... "Non so. Gadda è amato e conosciuto, ma se poi va male e non si vince, chi ci assicura che non ci ricontestino? Ci interessa sanare la frattura con il tifo e vincere, la scelta non è così semplice".

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