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Guido Montanari I dorici scarichi e senza idee perdono in
casa anche con il Sansovino a caccia di punti salvezza
Ancona, altro ko. Un calvario infinito
Continua a fare beneficenza lAncona: dopo Lodigiani, Ravenna e Montevarchi, anche il
Sansovino ringrazia i dorici che al Del Conero sinchinano per la quarta
volta consecutiva. I numeri parlano chiaro: è la sesta sconfitta della Frosio-band in
otto partite. Un tunnel in cui lAncona è caduta il 26 marzo (4-0 a Fano) e da cui
non è più uscita. Hai voglia a parlare di rispetto, professionalità, onore: la realtà
è che un mese e mezzo fa i biancorossi hanno smesso di giocare, smarrendo per strada
playoff e dignità. Ieri è andato in scena il nuovo atto di una pièce già vista e
rivista: una squadra demotivata è scesa in campo per svolgere il proprio compitino senza
fare i conti, però, con la voglia di vincere di un Sansovino invischiato nella lotta per
non retrocedere. La partita è tutta racchiusa nei primi 22 minuti: tanti ne sono bastati
ai toscani per archiviare la pratica e intascare i tre punti. Sul fronte opposto,
Castorina e soci non hanno davvero più nulla da esprimere. Attendono che cali il sipario
su un campionato virtualmente concluso tempo fa, nella speranza di risparmiare da altre
figuracce quegli irriducibili che hanno ancora il coraggio di pagare il biglietto. Ieri
appena 85 anime si sono presentate ai botteghini, mentre una buona fetta di abbonati non
ce lha proprio fatta ad andare allo stadio, magari per non rinunciare al Gran Premio
o a Milan-Juve. Come compatirli? AVVIO DA HORROR - Comincia nel peggiore dei modi l'Ancona
che si presenta in formazione rimaneggiata, data la squalifica di Coppola e i tanti
infortuni. Nel 4-4-2 di partenza Frosio dà spazio a Bortolotto, impiegato come esterno
sinistro, e Martino. Per il portiere falconarese l'avvio è da incubo. Dopo otto minuti va
in scena l'ennesimo horror difensivo. Greco vede l'estremo difensore lontano dai pali e ci
prova con un pallonetto, neppure troppo alto lasciato partire addirittura dalla trequarti.
Tra lo stupore generale, la palla si insacca. Incredibile? No, per l'Ancona non è una
novità partire in svantaggio e prendere gol simili, fortunosi sì, ma anche con la
complicità della retroguardia. La partita per il Sansovino è tutta in discesa. A tal
punto che dopo nemmeno un quarto d'ora arriva il raddoppio. L'ottimo Zacchei salta
Miglietta e produce un assist per Cantoro che, in profondità, vince un contrasto con
Gagliarducci, penetra in area e insacca con un preciso diagonale sinistro. La partita, di
fatto, finisce qua. La reazione dell'Ancona è impalpabile: al 36' arriva il primo tiro in
porta con Berardi, su punizione, mentre al 42' viene annullato un gol di Ferraro per
fuorigioco. BERARDI TOCCA QUOTA 11 - Nella ripresa Frosio inserisce Tiberi e Massaro al
posto di Bortolotto e Gagliarducci, proponendo una difesa a tre. Dopo l'ammonizione a
Conti (che salterà l'ultima gara di Castelnuovo) arriva il gol della bandiera griffato da
Berardi, bravo a correggere di testa una parabola spizzata da Tiberi su corner di Conti.
Per il centrocampista pugliese è l'undicesimo gol stagionale: una delle poche note liete
di questo campionato. Ci si attende una maggiore insistenza da parte dei dorici, ma non
c'è nulla da fare. La partita si trascina fino al 90' ,ravvivata solo nel finale
dall'episodio dell' espulsione di Tiberi. L'attaccante, a gioco fermo, spintona
leggermente in area il portiere Sansonetti, che cade a terra modo teatrale. L'arbitro, su
segnalazione del guardalinee, non sembra intenzionato a punire col 'rosso' la punta
laziale che, tuttavia, deve aver detto qualcosa di troppo visto che dopo un breve
conciliabolo- viene spedito anzitempo negli spogliatoi. Finisce qui, con un 'vergognatevi'
intonato dalla curva. L'Ancona si congeda con la quarta sconfitta di fila dinanzi ai
propri tifosi. Sergio Schiavoni chiedeva di vedere una 'luce' in campo, come stimolo a
restare. Il buio, invece, è calato sul 'Del Conero.
di Daniele Spina
Stadio Del Conero deserto e tanta preoccupazione per il futuro.
Ottantacinque paganti compresi quelli del Sansovino
Finisce come peggio non poteva l'avventura dell'Ancona al Del Conero. I biancorossi,
all'ultimo match casalingo, salutano i pochi tifosi tra fischi e insulti. Quando la
squadra ha imboccato il tunnel degli spogliatoi si è alzato forte il coro
"vergognatevi! vergognatevi!" con l'invito ai giocatori di
andare a
lavorare. Non è stata indenne da polemiche neppure la società: al termine della gara,
parte della tifoseria della Nord, ieri striminzita come mai quest'anno considerati i soli
85 paganti, ha intonato un ironico "grazie Schiavoni" riferito all'operato del
Presidente in quest'annata da dimenticare. Evidentemente c'è qualcuno che considera gli
Schiavoni come i colpevoli principali di questa stagione fallimentare, anche se da molte
parti arriva l'appello accorato a non mollare, a credere ancora in questo progetto.
"Questa doveva essere una stagione di prova, di assestamento - ricorda Paola Santelli
-. Le cose sono andate da subito bene quindi forse ci siamo un po' illusi, anche se era
preventivabile l'ipotesi che non arrivasse l'immediata promozione. E' normale che siamo
tutti avviliti e amareggiati ma non per questo bisogna gettare la spugna. Coraggio
Presidente!". "Mi dispiacerebbe se gli Schiavoni dovessero lasciare - aggiunge
Carlo Misiti - anche se penso che questa decisione la società di via della Tecnica
l'abbia presa già da tempo. Inutile dunque mascherare questa decisione con l'alibi della
contestazione dei tifosi o dell'ingratitudine della gente". I tifosi ora guardano con
notevole apprensione al futuro, gli Schiavoni rappresentano comunque una società di
indubbia serietà e solidità, e i fattacci del passato recente bruciano ancora nei
ricordi dei supporters biancorossi. "La paura di tornare in mano a imprenditori
disonesti, che vogliono solo lucrare sull'Ancona, è tanta - ammette Gianni Roccetti -
nessuno ha mai messo in discussione che le scelte della società siano state fatte in
buona fede". Ma c'è anche chi è di parere contrario: "Se la società non ha
voglia di investire in questa squadra - dice Massimo Tenenti - allora è meglio che si
faccia da parte, lasciando spazio a persone che siano più preparate e disposte a spendere
di più". Unica nota di colore in un'ennesima domenica da dimenticare la presenza in
tribuna di un nutrito gruppo di ragazzini della scuola elementare Aldo Moro di Falconara,
invitati allo stadio dall'A.C.Ancona nell'ambito del "progetto scuola". bambini
hanno a lungo tifato e incoraggiato i biancorossi, tra loro anche Francesco Concetti,
figlio di Massimo, storica figura del volley falconarese, che ha apprezzato e applaudito
all'idea della società di avvicinarsi al mondo della scuola.
di Stefano Rispoli
Lappello del portiere falconarese da sempre tifoso dellAncona.
Martino: Spero che Schiavoni non ci abbandoni
Facce mogie, sguardo abbattuto, poca voglia di parlare. Frosio non si presenta nemmeno in
sala stampa, i giocatori vorrebbero svignarsela. Lunico che al termine della partita
persa col Sansovino ha un valido motivo per intrattenersi coi giornalisti è Pasquale
Berardi. Ieri il centrocampista pugliese ha segnato lundicesimo gol stagionale.
Un fatto insolito per chi riveste il mio ruolo commenta e forse è
questo lunico motivo che ho per sorridere al termine dellennesima figuraccia.
A inizio stagione non pensavo di realizzare un bottino così pesante di gol, ma non
pensavo neppure che il campionato si concludesse con tutte queste delusioni. Abbiamo
rimediato un brutto ko, il quarto di fila davanti al nostro pubblico. Non cè tanto
da aggiungere. Berardi non nasconde il calo fisico e psicologico subito dalla
squadra da qualche settimana a questa parte. Mollato? Può darsi che la squadra labbia
fatto, ma la cosa mi infastidisce. In settimana ci proponiamo di far bene la domenica e di
essere professionisti fino in fondo, ma puntualmente ci smentiamo sul campo. Il
centrocampista racconta poi cosè capitato a Tiberi nel finale. Il portiere
del Sansovino ha fatto una sceneggiata, Tiberi non laveva neppure toccato ma lui è
caduto a terra. Larbitro deve aver punito Giovanni per qualche espressione
irriguardosa nei suoi confronti. Pesa come un macigno sulla sconfitta di ieri lerrore
commesso da Daniele Martino. Il portiere non cerca alibi, ma prova a giustificare linfortunio:
Il primo gol è arrivato su una di quelle situazioni balorde, sforunate, in cui non
sai mai dove arrivano le tue responsabilità e dove, invece, arriva la bravura dellavversario.
Greco è stato bravo a trovare il varco giusto. Complimenti anche a Cantoro, il suo è
stato un gran gol. Lestremo difensore falconarese parla di dignità. Una
prerogativa che devessere sempre al primo posto, ma che oggi (ieri, ndr) è venuta
meno. Non si possono prendere due gol in venti minuti
E lAncona ha fatto poco
per recuperare. La professionalità va mantenuta fino alla fine, noi non lo stiamo
facendo. E le responsabilità di tutto ciò sono esclusivamente nostre, possiamo
prendercela solo con noi stessi. Martino, nonostante la sconfitta, alla fine ha
lanciato la maglia in curva. Mi era stato chiesto allinizio dellanno, ho
solo mantenuto una promessa. Infine, il portiere rivolge un appello personale alla
società. Spero che la famiglia Schiavoni non abbandoni questo progetto. I sacrifici
per non far sparire lAncona dal calcio sono stati tanti, ma non è giusto che si
finisca così.
di Pierfrancesco Chiavacci
Schiavoni: «Lascio. Anzi no...»
«In settimana decideremo, ma gran parte della città non è con noi» Troppo amaro quel
calice da cui dover bere. Fino all'ultimo. E a Sergio Schiavoni l'ennesima brutta figura
della sua Ancona non deve essere piaciuta molto. Smorza i toni, come suo costume, ma non
riesce a negare che «la passione si è abbastanza sgonfiata». E' il primo indizio di un
pensiero che il patron dell'Ancona tiene ancora custodito in se, ma che più volte a fine
gara fa intendere. Ci mancherebbe, non è certo la quarta sconfitta casalinga consecutiva
che farà pendere l'ago della bilancia dalla parte di un abbandono della scena. «Una
posizione in più o in meno in classifica cambia ben poco», ammette Schiavoni. L'Ancona
non c'è più da tempo, non da ieri. Lui per primo lo sa, anche se il modo in cui si sta
concludendo questa prima stagione nel mondo del pallone della famiglia Schiavoni lo ha
fatto riflettere. «Il convincimento ad oggi è di abbandonare. Queste ultime partite ci
hanno amareggiato». Ma va oltre. «Non si può per forza andare avanti se c'è una parte
della città che ci contesta. E' un aspetto che ti abbatte il morale». Il problema era e
resta la situazione ambientale che si è creata negli ultimi mesi, settimane di ormai
aperti contrasti. «Abbandonare significa darla vinta a chi ci contesta? Vorrà dire che
si arrangeranno il prossimo anno». La provocazione di Sergio Schiavoni è tuttavia anche
un motivo di riflessione. «L'ho detto ai miei collaboratori: il prossimo anno, se si va
avanti, saremo costretti a vincere tutte le partite. In un clima così basta un niente per
far scatenare la contestazione dei tifosi». Sabato Sergio e Giampiero Schiavoni si sono
incontrati con Bomprezzi e Centofanti. «Felice ci ha riferito di alcune trattative che
sta portando avanti. Ma non abbiamo ancora preso una decisione sul futuro». Che comunque
arriverà in tempi brevi. Entro la settimana. «Vado fuori un paio di giorni per lavoro,
poi giovedì o venerdì faremo la scelta». Gli indizi che lascia sparsi dopo la partita
contro il Sansovino lascerebbero presagire che ad una conclusione sia già arrivato. Ma
Schiavoni frena. «Potrebbe anche succedere che ci ripenso», annuncia quasi a voler
lasciare aperta la porta alla speranza. Quella speranza che era servita per presentarsi
dal procuratore fallimentare e con un colpo di teatro lasciare con forza l'Ancona nel
professionismo del calcio. Anche se adesso l'amarezza è tanta. «Se mi guardassi indietro
cosa non rifarei? Dovrei pensarci bene. Magari cercherei un portiere buono, visto che in
questo campionato abbiamo pagato l'inesperienza dei nostri portieri. E poi prenderei
un'altra punta da affiancare a Ferraro». Poche parole sulla sconfitta con il Sansovino.
«Da quando siamo fuori dalla lotta per i play off abbiamo perso consistenza. E' stata
l'ennesima riprova e non mi pare ci sia molto da aggiungere. Alcuni giocatori ci hanno
messo passione, gli altri li ho visti rilassati. L'unica nota positiva della giornata sono
stati i ragazzi delle scuole elementari ("Aldo Moro" di Falconara, ndr.) che
hanno fatto un gran baccano in tribuna e per lo meno ci hanno allietato la giornata. Altre
cose positive non ne ho viste. Vorrà dire che, se ci sarà un futuro, il prossimo anno
ripartiremo proprio dai ragazzi delle scuole». Sergio Schiavoni si allontana dal Del
Conero. L'Ancona resta in attesa di conoscere il risultato delle sue riflessioni.
di Mimmo Cugini
La Sansovino più motivata Non serve il gol di Berardi
Lallegria dei piccoli studenti invitati dallAncona in tribuna rende meno
triste un pomeriggio deprimente al Del Conero. LAncona che da tempo ha perso i
play-off perde anche la faccia incassando lennesima sconfitta casalinga. Stavolta è
la Sansovino che passa davanti agli spalti deserti e con un manipolo di tifosi toscani che
ha festeggiato la vittoria che vale la salvezza con grande entusiasmo. La squadra di
Frosio chiuderà la stagione al decimo posto se riuscirà a evitare la sconfitta domenica
prossima a Castelnuovo Garfagnana, altrimenti sarà undicesima. Bhè, obiettivamente il
finale di una squadra che è stata anche terza in classifica doveva essere diverso. Invece
dopo la sconfitta casalinga con il Ravenna (ma forse anche prima) i biancorossi hanno
inspiegabilmente staccato la spina. Basti pensare che lultima vittoria in campionato
è del 20 marzo col Castel San Pietro e che dopo quella partita sono passati al Del Conero
Lodigiani, Ravenna, Montevarchi e Sansovino con un ruolino di marcia che nelle ultime otto
partite ha portato soltanto due punti (a Carrara e a Forlì con lImolese). Nessun
tipo di reazione e stadio sempre più vuoto fino al pomeriggio di ieri: 85 paganti per la
partita Ancona-Sansovino e parecchi abbonati che sono rimasti a casa. Una tristezza
perchè la cosa più brutta alla fine è il disinteresse della tifoseria per questa
squadra. Schiavoni sta riflettendo sul futuro della società e in settimana farà sapere
la sua decisione, ma allorizzonte non si vedono personaggi interessati
allacquisto e tutti quelli che nella scorsa estate lo avevano accusato di aver fatto
saltare la cordata per aderire al lodo Petrucci che fine ha fatto? Spariti. Succede da
queste parti quando è il momento di mettere mano al portafoglio. Vedremo. Intanto
torniamo alla partita con la Sansovino, durata in sostanza 23 minuti. La partenza della
squadra toscana ha prodotto esattamente lo scopo che i ragazzi di Di Stefano si erano
prefissi: passare subito in vantaggio per poi gestire la gara. A mettere il match in
discesa per la formazione ospite un gran gol di Greco che all8 con un
pallonetto millimetrico sorprendeva Martino fuori dai pali. Reazione inesistente da parte
dellAncona e gol del raddoppio della Sansovino al 23 con Cantoro che saltava
con irrisoria facilità Gagliarducci e infilava Martino in uscita con un bel diagonale di
sinistro. Quelli dela Sansovino sembravano dei fenomeni, lAncona ruminava gioco
senza riuscire a impensierire mai la porta di sansonetti. Unico sussulto al 24 una
girata di Ferraro di sinistro da posizione molto defilata che si stampava sulla parte
superiore della traversa. A inizio ripresa Frosio provava a movimentare la gara inserendo
Massaro e Tiberi (fuori Gagliarducci e Bortolotto con la difesa rivoluzionata, Marcuz
centrale al fianco di Castorina, Vendrame esterno sinistro sulla linea dei difensori) , il
primo faceva qualcosa di buono mentre il secondo non riusciva mai a rendersi utile. Però
lAncona accorciava le distanze al 9: angolo di Conti che Marcuz deviava
allaltezza del primo palo, Berardi da due passi spingeva la palla in rete firmando
il suo undicesimo gol in questa stagione. Ma il finale di partita non regalava
lassalto finale che di solito le squadre che sono in svantagggio mettono in atto.
Anzi era la Sansovino a rendersi pericolosa in contropiede sfiorando il terzo gol con
Wellinmgton (17, tiro dal limite bloccato a terra da Martino) e non serviva
allAncona neanche lingresso di Antenucci al posto di Ferraro. La palla del
pareggio capitava sulla testa di Tiberi (35) che su cross di Massaro metteva fuori
da buona posizione. Nel finale lataccante riusciva anche a farsi espellere per
proteste dopo un inutile fallo sul portiere Sansonetti.
di Mario Cori
Che pena. Ma per fortuna almeno al Conero il sipario è calato su un campionato che non
lascerà nulla nell'album dei ricordi. Solo nove mesi (da settembre a maggio) da
dimenticare in fretta. I dubbi di Schiavoni. Continua a portarla per le lunghe, lascia la
città, con il fiato sospeso. Ma in settimana dirà che è pronto a riprovarci. Legittimo
il suo scoramento, assurda la pretesa che tutte le componenti assicurino sin da ora di
mettersi in linea per invogliarlo a restare. Pretendere che la prossima stagione sia tolto
di mezzo il diritto (eventualmente) di scuotere la testa è una improponibile richiesta
ufficiale di limitazione di libertà. Nessuno è pronto a firmare in bianco con la propria
disposizione mentale verso l'Ancona, specie dopo una stagione tanto disastrosa I pregi di
Schiavoni. Gli va riconosciuto il merito di aver raccolto i resti dell'Acona e di aver
ricominciato dalla C2. All'inizio è stato accompagnato dalla simpatia generale, specie
dei tifosi, che all'esordio in campionato con il Cuiocappiano erano in 4.162 al Conero,
mica 85 paganti come ieri. Perché poi il patron abbia preso l'Ancona non ci interessa. I
difetti di Schiavoni. L'imprenditore non deve essere necessariamente un competente di
calcio, anzi... Però per fare le cose per bene ha il dovere di circondarsi di personaggi
competenti, ognuno al posto giusto. Invece le scelte si sono rivelate tutte sballate. A
cominciare naturalmente da quella del responsabile dell'area tecnica. Centofanti è un
esordiente. Una società all'esordio in qualsiasi campo non va allo sbaraglio, si affida
agli esperti. Superfluo ricordare che il contestatissimo Frosio è stato scelto da
Centofanti. Peccato che la grande contestazione abbia preso di mira solo l'allenatore, non
certamente unico colpevole della disfatta. Sulle altre scelte societane meglio stendere un
velo pietoso. Gli abbonamenti costavano più di quelli del Lecce, che fa la serie A.
Possibile che nessuno abbia pensato di fermare questa folle scelta di far irritare i
tifosi? Poi ci sarebbe da aprire un lungo capitolo sulla rinuncia estiva al lodo Petrucci
e di conseguenza all' iscrizione in C1. Non ci va giù il modo. Il repulisti di Schiavoni.
E inevitabile, ricominciando, fare piazza pulita. Programmare la "pace" con la
città, (a suo dire avrebbe il fucile puntato) facendola pagare solo a Frosio, è
ingeneroso. Caro Schiavoni, bisogna mandare via tutti, ma ci sembra che lei non abbia
recepito. O le fa comodo non capire. Chiamare Gadda - solo per fare l'occhiolino ai tifosi
che lo amano come una bandiera - non è un progetto.
di Massimo D'Agostino
L'ultimo ad arrendersi a un finale di campionato così anonimo è Giovanni Tiberi,
espulso allo scadere per una presunta spinta sul portiere avversario. Secondo l'attaccante
romano è stato solo uno dei tanti errori che la giacchetta nera ha commesso negli ultimi
minuti di gara. "Ero nervoso? Sì, ma solo perché non ci stavo a sentirmi gridare
venduto dagli spalti". Poche parole in tono dimesso anche per Pasquale Berardi, il
cui undicesimo gol - dice - è l'unico sorriso in una stagione da dimenticare.
"Sinceramente mi aspettavo di più quest'anno, confessa il centrocampista barese -.
Speravo che tutti questi miei gol potessero essere determinanti per portare l'Ancona più
in alto. Abbiamo mollato in queste ultime giornate? Sì, probabilmente dopo aver perso i
play-off abbiamo dato qualcosina in meno sia dal punto di vista mentale che fisico. Però
non deve essere un alibi. Siamo dei professionisti e dovremmo dare il massimo dall' inizio
alla fine. L'espulsione di Tiberi? Il portiere loro ha fatto una sceneggiata - spiega
Berardi -, ma penso che l'arbitro abbia mandato fuori Tiberi per parole irriguardose, non
per il fallo". Poteva finire meglio anche la stagione di Daniele Martino. che ha
dovuto raccogliere in fondo alla sua rete altri due amari palloni. "Sul primo forse
ho commesso un errore - dice - anche se la parabola era incredibile. Quella palla sembrava
non voler scendere mai. E quando ti fanno un gol così da centrocampo... Sul secondo, poi,
poco da dire, Cantoro ha messo un pallone imprendibile. Se mi sono arrabbiato con i
compagni? No, però la dignità deve essere la prima cosa per un calciatore e noi con il
Sansovino non dovevamo andare sotto in quel modo dopo pochi minuti". Di processi a
quest' Ancona ne Sono già stati fatti tanti, ma Martino non ha dubbi su chi abbia più
responsabilità per la mancata promozione. "E solo colpa nostra. Questa catastrofe
l'abbiamo provocata noi che scendiamo in campo. La società non me la sento di
giudicarla". |