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di Francesco Bruschi

Termina a reti inviolate il primo derby della stagione (se derby si poteva chiamare). Pochi gli spettatori allo stadio, due tifoserie che si ignoravano a vicenda e due squadre in campo completamente diverse.

Da una parte questo Tolentino giovane, che gioca palla a terra e crea combinazioni vincenti con i suoi giocatori, dall'altra un'Ancona spenta, molto simile a quella vista a San Marino che tra i tanti difetti ora ha anche quello di non saper gestire una superiorità numerica per 50 minuti. L'Ancona è ben messa fino al cerchio del centrocampo poi il nulla.
I centrocampisti dorici preferiscono il lancio lungo alla "sgroppata" palla al piede tra le autostrade lasciate dagli esterni della squadra ospite e, quando finalmente si arriva palla al piede sino alla linea di fondo, sono capaci di disfare tutto tirando fuori dal cappello dei cross troppo bassi o troppo potenti che si perdono dall'altra parte dell'area cremisa dove non c'è nessun giocatore in maglia rossa.
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Qualche minuto prima dell'intervallo l'arbitro espelle un giocatore del Tolentino ed il secondo tempo vede un'Ancona un po' più agguerrita ma ugualmente incapace di trasformare in goal le numerose occasioni che crea. Colpa di chi? Di cosa? Senza dubbio nelle ultime 2 partite la squadra è apparsa senza un briciolo di motivazione, spenta e disorganizzata.
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Dicono sia colpa della preparazione frettolosa, senz'altro è una buona scusa ma ormai sono due mesi che la squadra gioca sempre con gli stessi elementi, a questo punto ci si dovrebbe conoscere l'uno con l'altro ed impostare anche qualche azione degna di nota mettendo gli attaccanti in grado di andare a rete.
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Serve un impostazione di gioco, una tattica solida sulla quale basarsi per il resto della stagione o per lo meno fino a gennaio, quando arriveranno i rinforzi promessi dal ds Centofanti. Si parla tanto dell'esonero di Frosio, io lo escluderei per due motivi: uno generale ed uno economico.
Il primo viene dal fatto che esonerare un tecnico dopo nemmeno 10 giornate, con un campionato come questo non è giustificabile dal blasone. Non si può dire "l'Ancona va male, è colpa di Frosio" avendo ancora negli occhi la promozione con Simoni. Siamo in C2, un campionato maschio dove prevale la forza e l'agonismo sulla tecnica.
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Frosio ha sicuramente le sue colpe ma un esonero dopo due mesi di lavoro non sarebbe la cosa migliore da fare. L'altro motivo, quello economico, è che un esonero andrebbe a pesare sulle casse degli Schiavoni (ricordiamoci che non sono i Moratti), quindi per ora sarebbe meglio concentrare le finanze su giocatori all'altezza di questo campionato piuttosto che pagare tecnici per nulla.
Sarà che abbiamo (hanno) sottovalutato questa C2? Andiamo avanti e lasciamo lavorare in pace il mister e la squadra, so che non è facile ma in un momento come questo è la cosa migliore da fare, serve tranquillità. Certamente parlare di retrocessione in un campionato così delicato, difficile ed imprevedibile è azzardato ma senza dubbio ci sarà da soffrire ancora, tutti insieme.
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ultima modifica il 20 nov 2004

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di Guido Montanari

I cremisi giocano un tempo con un uomo in meno ma riescono a reggere l’urto ed anzi sfiorano due volte il vantaggio con il bravo Bartolini. Ma nella ripresa i biancorossi spingono e trovano due reti. L’arbitro non le concede: proteste. Un buon Tolentino non ruba niente ma nel finale l’arbitro fa infuriare i dorici per due gol annullati, Ancona recrimina. All’Ancona non basta giocare un tempo intero con un uomo in più per vincere un derby che ha addirittura rischiato di perdere. Ma su questo 0 a 0 casalingo con il Tolentino pesano ed anche molto le due discutibilissime decisioni dell’arbitro o sarebbe meglio dire del guardalinee sotto la tribuna che nel secondo tempo è stato sempre con la bandierina alzata: l’Ancona due gol l’ha segnati, ma sono stati entrambi annullati proprio su segnalazione dell’assistente dell’arbitro Forconi di Aprilia.

IL PRIMO GOL ANNULLATO - Al 45’ del secondo tempo Buonocore conquista palla e nonostante viene atterrato al limite dell’area, riesce a toccare per Ferraro che si gira e segna. Gol? Niente affatto, bandierina alzata, fuorigioco di Ferraro. Può anche essere, ma allora l’arbitro avrebbe almeno dovuto assegnare la punizione dal limite. Andiamo avanti.

SECONDO GOL ANNULLATO - Al 47’ c’è l’assalto finale dei dorici, Segarelli prova la botta dalla distanza, palla entro ma il solito guardalinee è di nuovo con la bandierina alzata. Stavolta cosa’era accaduto? Semplicemente Ferraro era davanti al portiere in fuorigioco passivo: solitamente si fischia l’offside se l’attaccante poi magari segna o comunque tira sulla ribattuta del portiere. Se non tocca la palla che fuorigioco è? L’arbitro avrebbe potuto benissimo convalidare ma non ha avuto la forza di imporsi o perlomento di chiedere spiegazione al suo guardalinee.

UN BEL TOLENTINO - Detto questo perché era giusto dirlo, applausi a un Tolentino apparso squadra bene organizzata, in forma, con un Onorato in più in difesa e un Bartolini tutto fare in attacco. Dietro la lavagna invece Noviello che si è fatto ingenuamente espellere per fallo di reazione alla fine del primo tempo. Nonostante l’uomo in meno i cremisi hanno retto bene anche grazie ad una condizione atletica migliore rispetto ai biancorossi. Ed è proprio nel periodo in cui sono stati in inferiorità numerica che gli ospiti hanno sfiorato addirittura il vantaggio: prima con una bella girata di Bartolini che Martino ha deviato in angolo con un grande guizzo, e poi ancora con Bartolini bravo ad anticipare tutti da posizione angolata (palla che ha “danzato” lungo la linea di porta prima di colpire il palo e poi finire a lato).

ANCONA SPRECONA - Bel Tolentino ma dorici che si sono ingoiati tante occasioni da gol: due molto nitide nel primo tempo con Tiberi che di testa gira fuori di pochi centimetri da ottima posizione e poi con Ferraro che ha il guizzo giusto ma di esterno la mette sul fondo davvero di un niente. Poi anche nella ripresa, quando Frosio ha gettato tutte le punte a disposizione nella mischia, i biancorossi hanno più volte sfiorato la zampata giusta senza mai riuscire a trovarla (delizioso pallonetto di Ferraro ma Recchi è bravissimo ad alzare il pallone sopra la traversa). L’Ancona ha dato l’impressione di una squadra generosa ma ancora alla ricerca della forma migliore, adesso i dorici hanno fondo ma mancano di brillantezza. Il Tolentino invece va benissimo così: bella squadra di categoria che fa onore alla cittadina che rappresenta.


di Ferdinando Vicini

Frosio: «Non siamo brillanti, però adesso teniamo fino in fondo»

Un pareggio che non lo soddisfa ma che Piero Frosio è costretto ad accettare alla luce di quanto si è visto in campo. «Speravo di vincere questa gara ma non sono preoccupato per non esserci riuscito. Non siamo stati brillanti, però la squadra ha dimostrato dei progressi sul piano della tenuta. Questo è un aspetto molto importante». Pur in superiorità numerica non siete stati in grado di piegare la resistenza del Tolentino. Che cosa è mancato? «Non abbiamo avuto quella brillantezza che serve per trovare la giocata vincente. Devo dire che il Tolentino ha disputato una buona gara sia nel primo tempo che quando è rimasto in dieci, difendendosi con ordine. Purtroppo la nostra manovra è stata a tratti buona, in altri momenti farraginosa. Siamo stati lenti nel far girare la palla e questo ha permesso ai nostri avversari di chiudere gli spazi». Come giudica le decisioni dell'arbitro sul gol annullato e sulla punizione non concessa a Buonocore? «Su Buonocore ho visto chiaramente che c'era fallo; invece sulla rete annullata a Segarelli non so che cosa dire perché non ho potuto vedere bene l'azione». Ferraro è spesso dovuto uscire dall'area per cercare la palla. Questo non lo penalizza? «Ferraro a volte si penalizza da solo; deve capire che quando torna indietro per ricevere il passaggio, poi deve appoggiarsi ai compagni. Non può fare tutto da solo». Il modulo a due punte sarà riproposto ancora? «Insisteremo su questa soluzione anche in trasferta. Con Buonocore invece abbiamo fatto un discorso e un programma di lavoro per portarlo alla migliore condizione». Quanto ci vorrà per vedere un'Ancona più tonica e brillante? «Penso che fra quindici giorni saremo al meglio, infortuni a parte. Anche oggi avevamo in campo diversi uomini non al meglio o reduci da guai fisici e si è sentito». La vittoria manca ormai da cinque turni. Preoccupato? «No perché sono convinto che appena saremo a posto atleticamente, con la necessaria brillantezza, non avremo difficoltà a far risultato pieno».


di Mimmo Cugini

Pari senza gol nel derby al Del Conero, due reti annullate alla squadra di Frosio nel finale. Rabbia Ancona, solo il Tolentino è felice

Espulso Noviello (gomitata a Castorina), ma i dorici non sfruttano la superiorità numerica. Niente gol, la rabbia dell’Ancona per due reti annullate nel finale e la felicità del Tolentino che pareggia al Del Conero e gioca pure bene nonostante resti in dieci alla fine del primo tempo (gomitata di Noviello a Castorina). Soprattutto la squadra di Giulietti evita il sorpasso e resta in zona play-off, lasciando l’Ancona a debita distanza. In undici contro undici meglio la squadra di Giulietti, più brillante e capace di chiudere la strada agli esterni biancorossi (Mammarella annulla Vendrame, Morbidoni limita Mannucci), nella ripresa Ancona tutta in avanti ma costretta a ricorrere ai lanci lunghi per cercare Ferraro e Tiberi, che devono lavorare molto per trovare i movimenti giusti. Poco movimento sugli esterni e grandi difficoltà a far girare palla da parte di Coppola e soci, così per i cremisi è facile limitare i rifornimenti alle punte. Fa la partita l’Ancona, ma non trova sbocchi, anche se Tiberi (di testa al 12’) e Ferraro (deviazione mancata su tiro di Berardi al 17’) spaventano Recchi. Nel Tolentino fa un grande lavoro Bartolini, fa salire la squadra, difende la palla, è pericoloso al tiro. Ha solo 23 anni, è già un attaccante che fa paura. E infatti Gagliarducci, Castorina e Ciotti soffrono un po’ a domarlo. Due volte da sinistra serve Noviello (26’ e 31’) che manca il gol dell’ex. Il finale di primo tempo è tutto dell’Ancona, clamorosa la pallagol che Mannucci serve a Ferraro, il bomber è solo, tenta il tocco di esterno sinistro sull’uscita di Recchi ma mette fuori. Poi Coppola serve un assist a Tiberi che l’attaccante fallisce da due passi, ma era anche in fuorigioco. A due minuti dall’intervallo la prima svolta della partita: in mischia Noviello appioppa una gomitata a Castorina, il guardalinee lo vede e l’arbitro mostra il rosso all’attaccante che fino a quel momento si era mosso bene. Inevitabile che nella ripresa l’Ancona si butti in avanti: Ferraro si libera bene in area e conclude con un pallonetto di sinistro (2’) che Recchi alza sulla traversa, poi c’è un tiro di Berardi da fuori che Tiberi devia fuori (13’). In contropiede Bartolini esalta Martino (13’ cross di Mammarella e gran girata respinta d’istinto) e poi dopo la girandola dei cambi (dentro Buonocore, Ghilardi e Carboni nell’Ancona, Bucchi, Tomassini e Favi nel Tolentino) si arriva al finale dove succede di tutto. Novantestimo: Buonocore sfonda centralmente, è steso al limite ma la palla scivola a Ferraro che mette dentro. Il bomber è in fuorigioco ma solo dopo il fallo a Buonocore, quindi l’arbitro doveva concedere una punizione dal limite all’Ancona. Sul ribaltamento di fronte Tomassini salta Ciotti: crossa per Bartolini che devia da due passi, Martino ci mette il piede, la palla carambola sul palo ed esce dall’altra parte. Ultima azione: tutti in area e sulla palla vagante il sinistro di Segarelli sorprende Recchi. Gol regolare, che il guardalinee annulla per un fuorigioco passivo di Ferraro che non è sulla traiettoria sulla palla, non disturba Recchi e non interviene nell’azione. Errore clamoroso. Finisce zero a zero.


di Luca Frezzotti

Il sindaco Sturani è molto deluso: “Forse bisognerebbe tornare subito sul mercato”
“A gennaio potrebbe essere tardi”

Malumori mal celati, volti scuri anche in tribuna ed un’eloquente ‘corsa’ negli spogliatoi degli uomini dell’Ancona. Sono le prime istantanee di fine derby che ha portato un solo punto nel paniere biancorosso. Un pareggio deludente sotto molti punti di vista che ha evidenziato le mancanze di casa Ancona e le preoccupazioni dei tanti tifosi, illustri e non, della formazione biancorossa. Certe lacune sono da colmare quanto prima come spiega il sindaco Fabio Sturani che tasta il polso alla squadra: “Mi pare evidente - dice il primo cittadino dorico - che si continuano a perdere occasioni così come mi pare chiaro, un dato abbastanza oggettivo, che manca qualche cosa. Se si vuole migliorare la situazione credo si debba dare una scossa immediata e non penso si possa attendere gennaio. Nuovi innesti in società? Ben vengano”. Correttivi immediati dunque per ridare slancio ad un’Ancona che rischia di “veder scemare - ancora Sturani - l’entusiasmo creatosi attorno alla squadra”. “Oggi (ieri ndr) - continua il sindaco - c’erano troppi posti vuoti per il derby contro il Tolentino. Non vorrei che ci si sia illusi all’inizio ed ora ci sia un po’ di scoramento: ci dovrebbe essere invece maggiore consapevolezza sull’obiettivo di riemergere al più presto. Ci siamo resi conto che campionato è la C2 ed ora bisogna prendere le contromisure…”.  Sturani non propone rimedi alternativi. Vuole restare al di fuori da ogni possibile influenza: le decisioni spettano alla società che presto potrebbe annunciare delle novità. Del resto l’Ancona continua nell’operazione d’irrobustimento e potrebbe avvalersi di nuove competenze. Ieri in tribuna circolava di nuovo il nome di ‘Don’ Italo Castellani che con la sua esperienza potrebbe affiancare il competente pacchetto tecnico dell’Ancona. Ed una nuova ventata d’idee potrebbe anche arrivare da Natale Maiani che presto si incontrerà con i vertici societari per valutare un ingresso in seno all’Ancona. Un ruolo ancora indefinito per l’ex ‘presidentissimo’ che ieri non s’è sbottonato pur snocciolando le tappe di avvicinamento: “In dieci, quindici giorni - le parole di Maiani - dovremo arrivare a qualcosa di concreto e se ci saranno determinate condizioni non ci saranno problemi per un mio impegno. Di che tipo? Questo non lo so ancora. Di certo c’è che l’Ancona sta cercando di rafforzarsi anche sul piano dirigenziale”. La società lavora su più fronti e in settimana dovrebbe arrivare anche l’atteso accordo con il consorzio sulla spinosa questione dello stadio. L’incontro andrà in agenda del sindaco in questi giorni. “Inizieremo - dice Sturani - a riprendere i contatti e spero che si possa arrivare ad un accordo che vada di là da certe rigidità iniziali. Sarà fatta una sorta di verifica dei costi effettivi dello stadio e su quelli si ragionerà per trovare una buona definizione. Inoltre dovrebbe essere intrapresa la strada che porterà alla gestione dello stadio dal prossimo anno da parte dell’Ancona: ci sono insomma i margini per poter arrivare ad una soluzione”.


di Stefano Rispoli

“Sui gol annullati dico solo che ormai è inutile recriminare. Mi ha fatto piacere vedere la mia formazione reggere bene e determinata fino all’ultimo nel tentativo di cercare il gol”. Il mister bada al sodo e trova spunti positivi nel pareggio: “La squadra ha tenuto”. Frosio: “Presto saremo più brillanti”

Un finale convulso, due gol, soprattutto il secondo, inspiegabilmenti annullati all’Ancona, tante recriminazioni per aver giocato in superiorità numerica per tutta la ripresa. Mister Frosio a fine gara snocciola i tanti aspetti di una domenica che, ancora una volta, non regala la gioia della vittoria all’Ancona, capace di conquistare solo due punti nelle ultime quattro partite. E’ tempo di riflessioni in casa biancorossa, ma le attenzioni di tutti, a caldo, sono concentrate su alcune decisioni arbitrali che nei minuti finali del match hanno penalizzato l’Ancona. Ormai Frosio ci ha fatto l’abitudine, così il tecnico analizza con lucidità ciò che è successo negli ultimi scampoli di partita. “Le interpretazioni sono sempre soggettive, è difficile valutare certi episodi” spiega a proposito dei due gol annullati per fuorigioco, il primo a Ferraro, il secondo a Segarelli. “Sulla prima circostanza ho visto un fallo ai danni di Buonocore, dentro o fuori dall’area, non so perché l’arbitro abbia fatto continuare e poi abbia fischiato. Sul secondo episodio è stato segnalato un fuorigioco dal guardalinee mentre Segarelli stava concludendo a rete, l’arbitro si è basato sull’indicazione del collaboratore ma non ho visto con esattezza se l’offside fosse attivo o passivo. Comunque è inutile recriminare”. - Dopo il ko di San Marino la squadra ha registrato dei progressi? “Sicuramente ha evidenziato una tenuta maggiore, ma alcuni giocatori hanno perso un po’ a livello di brillantezza. Ma questo tra virgolette vi può far piacere perché io la brillantezza la ritrovo nel giro di 10-15 giorni. Per ora teniamo benissimo il campo per tutta la partita, da questo momento in poi cominceremo a lavorare anche sul piano della brillantezza”. - Di questo ne ha risentito la squadra col Tolentino? “La manovra dell’Ancona in certi momenti è stata buona, in altri un po’ farraginosa e poco lucida, ma è inevitabile quando non riesci ad esprimerti con la giusta velocità e le corrette posizioni. Ma mi ha fatto piacere vedere la squadra reggere bene e determinata fino alla fine nel tentativo di cercare il gol”. - L’Ancona avrebbe meritato la vittoria? “Se non ci avessero annullato il gol nel finale, credo che la nostra sarebbe stata una vittoria meritata. Anche se va detto che avevamo di fronte un Tolentino che ha fatto una buona partita e si è difeso con ordine quando era in dieci uomini. Il problema è che noi lasciamo sempre gli avversari partire bene e giocare, mentre quando lo facciamo noi ci segano subito le gambe… Ci manca quella malizia che viene col passare del tempo”. - Sul piano del gioco, molte palle lunghe… “Era una scelta, ma avremmo dovuto giocare meglio anche sulle fasce, nel tentativo poi di sfruttare due torri come Ferraro e Tiberi. Dovevamo essere più rapidi e cercare meglio gli esterni ma Vendrame è stato servito poco e non stava benissimo. Comunque quella di Ferraro e Tiberi è una soluzione che riproverò, dobbiamo cercare di standardizzarci e trovare un minimo di stabilità in campo”. - Ferraro può essere stato in parte penalizzato dalla presenza di Tiberi? “Ferraro si penalizza da solo in certi momenti, quando gioca da solo o quando è in coppia con qualcuno. Chiudo qua il discorso”.  - Preoccupato per la striscia negativa dell’Ancona? “Questa squadra ha grandi qualità per far bene, oggi abbiamo provato fino all’ultimo a vincere. Nessuna preoccupazione, sarebbe bastato un pizzico di fortuna in più”.


di Mario Cori

E' inconfutabilmente il Tolentino oggi la reginetta delle Marche di C2. Ha battuto il Fano, manda definitivamente in crisi l'Ancona (con un uomo in più per un tempo) sul suo campo. Il tutto senza subire gol, anzi colpendo un palo in zona recupero al Conero. La classifica non è bugiarda, anzi i due punti in più che vantano i cremisi sono pochi. La verità è che il Tolentino è una buona squadra attrezzata per la categoria, organizzata, senza "stelle" particolari, ma con uomini dediti al sacrificio in ossequio al senso di squadra. Squadra che l'Ancona non è e (questa) non sarà mai. Lo stiamo scrivendo da mesi: finché ha fatto le capriole Ferraro, tutti hanno creduto (con molta presunzione) che la squadra forse forte e facilmente trasformabile in imbattibile con un paio di rinforzi. Invece la realtà è che Frosio la squadra non ce l'ha e che non si sa al momento dove sarebbe il caso di mettere le mani per prima cosa. Aggiungete che l'allenatore ci mette molto di suo per peggiorare le cose ed il quadro è fatto. Questa Ancona non mette paura a nessuno. Anzi no, la mette ai tifosi, che ormai hanno capito tutto e cominciano purtroppo anche a dissentire. La mette probabilmente ai dirigenti che credevano di essere entrati nel calcio capendo già tutto. Se si vuole puntare alla promozione (diretta, ovviamente) c'è quasi tutto da rifare. Se invece le intenzioni della famiglia Schiavoni (per quanto riguarda il calcio, considerati i plurimi interessi sportivi) si limitano ad una stagione di transizione, la squadra va bene così. Naturalmente c'è il rischio che allo stadio presto ci siano più dirigenti che tifosi. Avevamo dichiarato ufficialmente l'Ancona in stato di crisi a San Marino, dove ha alzato le mani senza combattere. Puerili le scuse di Frosio sull'accumulo di fatica per le troppe partite ravvicinate. Tutto confermato. Il Tolentino (con un uomo in meno per tutto il secondo tempo) conferma lo stato di crisi, rischiando di acuirlo in zona recupero, se Bartolini (47') non centrasse il palo da un passo su cross di Tomassini. Ma forse la vittoria sarebbe eccessiva, anche se Martino (14' st.) toglie letteralmente dall'angolo alto una palla scagliata dal limite da Bartolini su cross di Mammarella. L'Ancona invece si inviperisce negli ultimi secondi, dopo il palo di Bartolini. Recchi non trattiene la sventola di Segarelli (48'), palla che rotola dentro, ma Ferraro è nettamente in fuorigioco di disturbo per il portiere. Il regolamento è il regolamento. Ma prima che succede? Praticamente nulla nel primo tempo, in cui gli sbadigli si sprecano. Cross di Mannucci dalla sinistra (12'), spizzicano il cuoio di testa sia Ferraro che Tiberi, senza dare la deviazione giusta. Altra occasione (37'): Berardi a Ferraro, diagonale che fa la barba al secondo palo. Ma l'Ancona non c'è, non gioca, non riesce a mettere alle corde un Tolentino ordinato, anzi organizzato. Che però rimane in dieci a fine tempo per l'ingenuità di Noviello che alza il gomito su Castorina. Peggio che peggio nella ripresa, nonostante il pallonetto di Ferraro (3') sul quale Recchi si deve marcare. Poi il pepe tutto nel finale. Prima il palo di Bartolini, poi il gol annullato. Ma è giusto così. Il Tolentino fa festa a centrocampo beccandosi l'ingrata accusa di aver rubato, l'Ancona esce a testa bassa, con i primi fischi giustificati.


di Massimo D'Agostino

Segarelli non se la prende neanche un pò con l'arbitro. "Gol da annullare"

"Il mio gol? Non è uno scandalo se è stato annullato". Sull'episodio che poteva cambiare l'incontro fa luce definitivamente proprio Gianluca Segarelli, l'autore del gran tiro da fuori. "Ferraro era sulla traiettoria e in netto fuorigioco. Il nostro problema - spiega - è che siamo poco brillanti nella manovra. Poco lucidi. Non siamo riusciti a trovare quasi mai il compagno libero sotto porta, anche per merito dei nostri avversari che sono stati molto più aggressivi nel pressing". Conferme sul non-gol di Segarelli anche da Giovanni Tiberi. "Lo ha ammesso persino Ferraro: era un gol da annullare. Ma sull'altra occasione - aggiunge - restano molti dubbi. Se era fallo su Buonocore, perché l'arbitro ha fischiato il fuorigioco? Dov'era il vantaggio?" Un attacco, quello dell' Ancona, che comunque non ha convinto affatto, e Tiberi si difende così. "Ho fatto quello che mi aveva chiesto il mister: stare davanti e farmi vedere sulle palle alte. C'è mancato il gol e siamo molto rammaricati, ma per capitalizzare serve anche un po' di fortuna". Tra i pochi ad esultare dopo la prova opaca dei dorici, il salva risultato Daniele Martino. Determinante quella smanacciata su tiro ravvicinato di Bartolini. "E' stato un riflesso esplosivo - racconta - un colpo d'istinto. Ci voleva finalmente". Subito dopo un altro episodio topico, con il numero uno biancorosso ancora protagonista. Anche se con qualche ombra. "Quella palla sono stato io a toglierla dalla porta - rivela -. C'è stata una deviazione di Gagliarducci e la palla mi ha preso sul ginocchio finendo sul palo. A quel punto me la sono sentita sulla schiena e d'istinto l'ho allontanata con la mano". Marco Vendrame invece recita il mea culpa sui due punti persi. "Abbiamo giocato male, con troppe iniziative personali. Ma in una settimana non si possono far miracoli".

 

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