di Guido Montanari I cremisi giocano un tempo con un uomo in meno ma riescono a reggere
lurto ed anzi sfiorano due volte il vantaggio con il bravo Bartolini. Ma nella
ripresa i biancorossi spingono e trovano due reti. Larbitro non le concede:
proteste. Un buon Tolentino non ruba niente ma nel finale
larbitro fa infuriare i dorici per due gol annullati,
Ancona recrimina. AllAncona non basta giocare un tempo intero con un uomo in
più per vincere un derby che ha addirittura rischiato di perdere. Ma su questo 0 a 0
casalingo con il Tolentino pesano ed anche molto le due discutibilissime decisioni
dellarbitro o sarebbe meglio dire del guardalinee sotto la tribuna che nel secondo
tempo è stato sempre con la bandierina alzata: lAncona due gol lha segnati,
ma sono stati entrambi annullati proprio su segnalazione dellassistente
dellarbitro Forconi di Aprilia.
IL PRIMO GOL ANNULLATO - Al 45 del secondo tempo Buonocore conquista palla e
nonostante viene atterrato al limite dellarea, riesce a toccare per Ferraro che si
gira e segna. Gol? Niente affatto, bandierina alzata, fuorigioco di Ferraro. Può anche
essere, ma allora larbitro avrebbe almeno dovuto assegnare la punizione dal limite.
Andiamo avanti.
SECONDO GOL ANNULLATO - Al 47 cè lassalto finale dei dorici, Segarelli
prova la botta dalla distanza, palla entro ma il solito guardalinee è di nuovo con la
bandierina alzata. Stavolta cosaera accaduto? Semplicemente Ferraro era davanti al
portiere in fuorigioco passivo: solitamente si fischia loffside se lattaccante
poi magari segna o comunque tira sulla ribattuta del portiere. Se non tocca la palla che
fuorigioco è? Larbitro avrebbe potuto benissimo convalidare ma non ha avuto la
forza di imporsi o perlomento di chiedere spiegazione al suo guardalinee.
UN BEL TOLENTINO - Detto questo perché era giusto dirlo, applausi a un Tolentino apparso
squadra bene organizzata, in forma, con un Onorato in più in difesa e un Bartolini tutto
fare in attacco. Dietro la lavagna invece Noviello che si è fatto ingenuamente espellere
per fallo di reazione alla fine del primo tempo. Nonostante luomo in meno i cremisi
hanno retto bene anche grazie ad una condizione atletica migliore rispetto ai biancorossi.
Ed è proprio nel periodo in cui sono stati in inferiorità numerica che gli ospiti hanno
sfiorato addirittura il vantaggio: prima con una bella girata di Bartolini che Martino ha
deviato in angolo con un grande guizzo, e poi ancora con Bartolini bravo ad anticipare
tutti da posizione angolata (palla che ha danzato lungo la linea di porta
prima di colpire il palo e poi finire a lato).
ANCONA SPRECONA - Bel Tolentino ma dorici che si sono ingoiati tante occasioni da gol: due
molto nitide nel primo tempo con Tiberi che di testa gira fuori di pochi centimetri da
ottima posizione e poi con Ferraro che ha il guizzo giusto ma di esterno la mette sul
fondo davvero di un niente. Poi anche nella ripresa, quando Frosio ha gettato tutte le
punte a disposizione nella mischia, i biancorossi hanno più volte sfiorato la zampata
giusta senza mai riuscire a trovarla (delizioso pallonetto di Ferraro ma Recchi è
bravissimo ad alzare il pallone sopra la traversa). LAncona ha dato
limpressione di una squadra generosa ma ancora alla ricerca della forma migliore,
adesso i dorici hanno fondo ma mancano di brillantezza. Il Tolentino invece va benissimo
così: bella squadra di categoria che fa onore alla cittadina che rappresenta.
di Ferdinando Vicini
Frosio: «Non siamo brillanti, però adesso teniamo fino in fondo»
Un
pareggio che non lo soddisfa ma che Piero Frosio è costretto ad accettare alla luce di
quanto si è visto in campo. «Speravo di vincere questa gara ma non sono preoccupato per
non esserci riuscito. Non siamo stati brillanti, però la squadra ha dimostrato dei
progressi sul piano della tenuta. Questo è un aspetto molto importante». Pur in
superiorità numerica non siete stati in grado di piegare la resistenza del Tolentino. Che
cosa è mancato? «Non abbiamo avuto quella brillantezza che serve per trovare la giocata
vincente. Devo dire che il Tolentino ha disputato una buona gara sia nel primo tempo che
quando è rimasto in dieci, difendendosi con ordine. Purtroppo la nostra manovra è stata
a tratti buona, in altri momenti farraginosa. Siamo stati lenti nel far girare la palla e
questo ha permesso ai nostri avversari di chiudere gli spazi». Come giudica le decisioni
dell'arbitro sul gol annullato e sulla punizione non concessa a Buonocore? «Su Buonocore
ho visto chiaramente che c'era fallo; invece sulla rete annullata a Segarelli non so che
cosa dire perché non ho potuto vedere bene l'azione». Ferraro è spesso dovuto uscire
dall'area per cercare la palla. Questo non lo penalizza? «Ferraro a volte si penalizza da
solo; deve capire che quando torna indietro per ricevere il passaggio, poi deve
appoggiarsi ai compagni. Non può fare tutto da solo». Il modulo a due punte sarà
riproposto ancora? «Insisteremo su questa soluzione anche in trasferta. Con Buonocore
invece abbiamo fatto un discorso e un programma di lavoro per portarlo alla migliore
condizione». Quanto ci vorrà per vedere un'Ancona più tonica e brillante? «Penso che
fra quindici giorni saremo al meglio, infortuni a parte. Anche oggi avevamo in campo
diversi uomini non al meglio o reduci da guai fisici e si è sentito». La vittoria manca
ormai da cinque turni. Preoccupato? «No perché sono convinto che appena saremo a posto
atleticamente, con la necessaria brillantezza, non avremo difficoltà a far risultato
pieno».
di Mimmo Cugini
Pari senza gol nel derby al Del Conero, due reti annullate alla squadra di Frosio nel
finale. Rabbia Ancona, solo il Tolentino è felice
Espulso Noviello (gomitata a Castorina), ma i dorici non sfruttano la superiorità
numerica. Niente gol, la rabbia dellAncona per due reti annullate nel finale e la
felicità del Tolentino che pareggia al Del Conero e gioca pure bene nonostante resti in
dieci alla fine del primo tempo (gomitata di Noviello a Castorina). Soprattutto la squadra
di Giulietti evita il sorpasso e resta in zona play-off, lasciando lAncona a debita
distanza. In undici contro undici meglio la squadra di Giulietti, più brillante e capace
di chiudere la strada agli esterni biancorossi (Mammarella annulla Vendrame, Morbidoni
limita Mannucci), nella ripresa Ancona tutta in avanti ma costretta a ricorrere ai lanci
lunghi per cercare Ferraro e Tiberi, che devono lavorare molto per trovare i movimenti
giusti. Poco movimento sugli esterni e grandi difficoltà a far girare palla da parte di
Coppola e soci, così per i cremisi è facile limitare i rifornimenti alle punte. Fa la
partita lAncona, ma non trova sbocchi, anche se Tiberi (di testa al 12) e
Ferraro (deviazione mancata su tiro di Berardi al 17) spaventano Recchi. Nel
Tolentino fa un grande lavoro Bartolini, fa salire la squadra, difende la palla, è
pericoloso al tiro. Ha solo 23 anni, è già un attaccante che fa paura. E infatti
Gagliarducci, Castorina e Ciotti soffrono un po a domarlo. Due volte da sinistra
serve Noviello (26 e 31) che manca il gol dellex. Il finale di primo
tempo è tutto dellAncona, clamorosa la pallagol che Mannucci serve a Ferraro, il
bomber è solo, tenta il tocco di esterno sinistro sulluscita di Recchi ma mette
fuori. Poi Coppola serve un assist a Tiberi che lattaccante fallisce da due passi,
ma era anche in fuorigioco. A due minuti dallintervallo la prima svolta della
partita: in mischia Noviello appioppa una gomitata a Castorina, il guardalinee lo vede e
larbitro mostra il rosso allattaccante che fino a quel momento si era mosso
bene. Inevitabile che nella ripresa lAncona si butti in avanti: Ferraro si libera
bene in area e conclude con un pallonetto di sinistro (2) che Recchi alza sulla
traversa, poi cè un tiro di Berardi da fuori che Tiberi devia fuori (13). In
contropiede Bartolini esalta Martino (13 cross di Mammarella e gran girata respinta
distinto) e poi dopo la girandola dei cambi (dentro Buonocore, Ghilardi e Carboni
nellAncona, Bucchi, Tomassini e Favi nel Tolentino) si arriva al finale dove succede
di tutto. Novantestimo: Buonocore sfonda centralmente, è steso al limite ma la palla
scivola a Ferraro che mette dentro. Il bomber è in fuorigioco ma solo dopo il fallo a
Buonocore, quindi larbitro doveva concedere una punizione dal limite
allAncona. Sul ribaltamento di fronte Tomassini salta Ciotti: crossa per Bartolini
che devia da due passi, Martino ci mette il piede, la palla carambola sul palo ed esce
dallaltra parte. Ultima azione: tutti in area e sulla palla vagante il sinistro di
Segarelli sorprende Recchi. Gol regolare, che il guardalinee annulla per un fuorigioco
passivo di Ferraro che non è sulla traiettoria sulla palla, non disturba Recchi e non
interviene nellazione. Errore clamoroso. Finisce zero a zero.
di Luca Frezzotti
Il sindaco Sturani è molto deluso: Forse bisognerebbe
tornare subito sul mercato
A gennaio potrebbe essere tardi
Malumori mal celati, volti scuri anche in tribuna ed uneloquente corsa
negli spogliatoi degli uomini dellAncona. Sono le prime istantanee di fine derby che
ha portato un solo punto nel paniere biancorosso. Un pareggio deludente sotto molti punti
di vista che ha evidenziato le mancanze di casa Ancona e le preoccupazioni dei tanti
tifosi, illustri e non, della formazione biancorossa. Certe lacune sono da colmare quanto
prima come spiega il sindaco Fabio Sturani che tasta il polso alla squadra: Mi pare
evidente - dice il primo cittadino dorico - che si continuano a perdere occasioni così
come mi pare chiaro, un dato abbastanza oggettivo, che manca qualche cosa. Se si vuole
migliorare la situazione credo si debba dare una scossa immediata e non penso si possa
attendere gennaio. Nuovi innesti in società? Ben vengano. Correttivi immediati
dunque per ridare slancio ad unAncona che rischia di veder scemare - ancora
Sturani - lentusiasmo creatosi attorno alla squadra. Oggi (ieri ndr) -
continua il sindaco - cerano troppi posti vuoti per il derby contro il Tolentino.
Non vorrei che ci si sia illusi allinizio ed ora ci sia un po di scoramento:
ci dovrebbe essere invece maggiore consapevolezza sullobiettivo di riemergere al
più presto. Ci siamo resi conto che campionato è la C2 ed ora bisogna prendere le
contromisure
. Sturani non propone rimedi alternativi. Vuole restare al
di fuori da ogni possibile influenza: le decisioni spettano alla società che presto
potrebbe annunciare delle novità. Del resto lAncona continua nelloperazione
dirrobustimento e potrebbe avvalersi di nuove competenze. Ieri in tribuna circolava
di nuovo il nome di Don Italo Castellani che con la sua esperienza potrebbe
affiancare il competente pacchetto tecnico dellAncona. Ed una nuova ventata
didee potrebbe anche arrivare da Natale Maiani che presto si incontrerà con i
vertici societari per valutare un ingresso in seno allAncona. Un ruolo ancora
indefinito per lex presidentissimo che ieri non sè sbottonato pur
snocciolando le tappe di avvicinamento: In dieci, quindici giorni - le parole di
Maiani - dovremo arrivare a qualcosa di concreto e se ci saranno determinate condizioni
non ci saranno problemi per un mio impegno. Di che tipo? Questo non lo so ancora. Di certo
cè che lAncona sta cercando di rafforzarsi anche sul piano
dirigenziale. La società lavora su più fronti e in settimana dovrebbe arrivare
anche latteso accordo con il consorzio sulla spinosa questione dello stadio.
Lincontro andrà in agenda del sindaco in questi giorni. Inizieremo - dice
Sturani - a riprendere i contatti e spero che si possa arrivare ad un accordo che vada di
là da certe rigidità iniziali. Sarà fatta una sorta di verifica dei costi effettivi
dello stadio e su quelli si ragionerà per trovare una buona definizione. Inoltre dovrebbe
essere intrapresa la strada che porterà alla gestione dello stadio dal prossimo anno da
parte dellAncona: ci sono insomma i margini per poter arrivare ad una
soluzione.
di Stefano Rispoli
Sui gol annullati dico solo che ormai è inutile
recriminare. Mi ha fatto piacere vedere la mia formazione reggere bene e determinata fino
allultimo nel tentativo di cercare il gol. Il
mister bada al sodo e trova spunti positivi nel pareggio: La squadra ha
tenuto. Frosio: Presto saremo più brillanti
Un finale convulso, due gol, soprattutto il secondo, inspiegabilmenti annullati
allAncona, tante recriminazioni per aver giocato in superiorità numerica per tutta
la ripresa. Mister Frosio a fine gara snocciola i tanti aspetti di una domenica che,
ancora una volta, non regala la gioia della vittoria allAncona, capace di
conquistare solo due punti nelle ultime quattro partite. E tempo di riflessioni in
casa biancorossa, ma le attenzioni di tutti, a caldo, sono concentrate su alcune decisioni
arbitrali che nei minuti finali del match hanno penalizzato lAncona. Ormai Frosio ci
ha fatto labitudine, così il tecnico analizza con lucidità ciò che è successo
negli ultimi scampoli di partita. Le interpretazioni sono sempre soggettive, è
difficile valutare certi episodi spiega a proposito dei due gol annullati per
fuorigioco, il primo a Ferraro, il secondo a Segarelli. Sulla prima circostanza ho
visto un fallo ai danni di Buonocore, dentro o fuori dallarea, non so perché
larbitro abbia fatto continuare e poi abbia fischiato. Sul secondo episodio è stato
segnalato un fuorigioco dal guardalinee mentre Segarelli stava concludendo a rete,
larbitro si è basato sullindicazione del collaboratore ma non ho visto con
esattezza se loffside fosse attivo o passivo. Comunque è inutile recriminare.
- Dopo il ko di San Marino la squadra ha registrato dei progressi?
Sicuramente ha evidenziato una tenuta maggiore, ma alcuni giocatori hanno perso un
po a livello di brillantezza. Ma questo tra virgolette vi può far piacere perché
io la brillantezza la ritrovo nel giro di 10-15 giorni. Per ora teniamo benissimo il campo
per tutta la partita, da questo momento in poi cominceremo a lavorare anche sul piano
della brillantezza. - Di questo ne ha risentito la squadra col Tolentino?
La manovra dellAncona in certi momenti è stata buona, in altri un po
farraginosa e poco lucida, ma è inevitabile quando non riesci ad esprimerti con la giusta
velocità e le corrette posizioni. Ma mi ha fatto piacere vedere la squadra reggere bene e
determinata fino alla fine nel tentativo di cercare il gol. - LAncona
avrebbe meritato la vittoria? Se non ci avessero annullato il gol nel
finale, credo che la nostra sarebbe stata una vittoria meritata. Anche se va detto che
avevamo di fronte un Tolentino che ha fatto una buona partita e si è difeso con ordine
quando era in dieci uomini. Il problema è che noi lasciamo sempre gli avversari partire
bene e giocare, mentre quando lo facciamo noi ci segano subito le gambe
Ci manca
quella malizia che viene col passare del tempo. - Sul piano del gioco, molte
palle lunghe
Era una scelta, ma avremmo dovuto giocare meglio anche
sulle fasce, nel tentativo poi di sfruttare due torri come Ferraro e Tiberi. Dovevamo
essere più rapidi e cercare meglio gli esterni ma Vendrame è stato servito poco e non
stava benissimo. Comunque quella di Ferraro e Tiberi è una soluzione che riproverò,
dobbiamo cercare di standardizzarci e trovare un minimo di stabilità in campo. - Ferraro
può essere stato in parte penalizzato dalla presenza di Tiberi? Ferraro si
penalizza da solo in certi momenti, quando gioca da solo o quando è in coppia con
qualcuno. Chiudo qua il discorso. - Preoccupato per la striscia
negativa dellAncona? Questa squadra ha grandi qualità per far bene,
oggi abbiamo provato fino allultimo a vincere. Nessuna preoccupazione, sarebbe
bastato un pizzico di fortuna in più.
di Mario Cori
E' inconfutabilmente il Tolentino oggi la reginetta delle Marche di C2. Ha battuto il
Fano, manda definitivamente in crisi l'Ancona (con un uomo in più per un tempo) sul suo
campo. Il tutto senza subire gol, anzi colpendo un palo in zona recupero al Conero. La
classifica non è bugiarda, anzi i due punti in più che vantano i cremisi sono pochi. La
verità è che il Tolentino è una buona squadra attrezzata per la categoria, organizzata,
senza "stelle" particolari, ma con uomini dediti al sacrificio in ossequio al
senso di squadra. Squadra che l'Ancona non è e (questa) non sarà mai. Lo stiamo
scrivendo da mesi: finché ha fatto le capriole Ferraro, tutti hanno creduto (con molta
presunzione) che la squadra forse forte e facilmente trasformabile in imbattibile con un
paio di rinforzi. Invece la realtà è che Frosio la squadra non ce l'ha e che non si sa
al momento dove sarebbe il caso di mettere le mani per prima cosa. Aggiungete che
l'allenatore ci mette molto di suo per peggiorare le cose ed il quadro è fatto. Questa
Ancona non mette paura a nessuno. Anzi no, la mette ai tifosi, che ormai hanno capito
tutto e cominciano purtroppo anche a dissentire. La mette probabilmente ai dirigenti che
credevano di essere entrati nel calcio capendo già tutto. Se si vuole puntare alla
promozione (diretta, ovviamente) c'è quasi tutto da rifare. Se invece le intenzioni della
famiglia Schiavoni (per quanto riguarda il calcio, considerati i plurimi interessi
sportivi) si limitano ad una stagione di transizione, la squadra va bene così.
Naturalmente c'è il rischio che allo stadio presto ci siano più dirigenti che tifosi.
Avevamo dichiarato ufficialmente l'Ancona in stato di crisi a San Marino, dove ha alzato
le mani senza combattere. Puerili le scuse di Frosio sull'accumulo di fatica per le troppe
partite ravvicinate. Tutto confermato. Il Tolentino (con un uomo in meno per tutto il
secondo tempo) conferma lo stato di crisi, rischiando di acuirlo in zona recupero, se
Bartolini (47') non centrasse il palo da un passo su cross di Tomassini. Ma forse la
vittoria sarebbe eccessiva, anche se Martino (14' st.) toglie letteralmente dall'angolo
alto una palla scagliata dal limite da Bartolini su cross di Mammarella. L'Ancona invece
si inviperisce negli ultimi secondi, dopo il palo di Bartolini. Recchi non trattiene la
sventola di Segarelli (48'), palla che rotola dentro, ma Ferraro è nettamente in
fuorigioco di disturbo per il portiere. Il regolamento è il regolamento. Ma prima che
succede? Praticamente nulla nel primo tempo, in cui gli sbadigli si sprecano. Cross di
Mannucci dalla sinistra (12'), spizzicano il cuoio di testa sia Ferraro che Tiberi, senza
dare la deviazione giusta. Altra occasione (37'): Berardi a Ferraro, diagonale che fa la
barba al secondo palo. Ma l'Ancona non c'è, non gioca, non riesce a mettere alle corde un
Tolentino ordinato, anzi organizzato. Che però rimane in dieci a fine tempo per
l'ingenuità di Noviello che alza il gomito su Castorina. Peggio che peggio nella ripresa,
nonostante il pallonetto di Ferraro (3') sul quale Recchi si deve marcare. Poi il pepe
tutto nel finale. Prima il palo di Bartolini, poi il gol annullato. Ma è giusto così. Il
Tolentino fa festa a centrocampo beccandosi l'ingrata accusa di aver rubato, l'Ancona esce
a testa bassa, con i primi fischi giustificati.
di Massimo D'Agostino
Segarelli non se la prende neanche un pò con l'arbitro. "Gol da annullare"
"Il mio gol? Non è uno scandalo se è stato annullato". Sull'episodio che
poteva cambiare l'incontro fa luce definitivamente proprio Gianluca Segarelli, l'autore
del gran tiro da fuori. "Ferraro era sulla traiettoria e in netto fuorigioco. Il
nostro problema - spiega - è che siamo poco brillanti nella manovra. Poco lucidi. Non
siamo riusciti a trovare quasi mai il compagno libero sotto porta, anche per merito dei
nostri avversari che sono stati molto più aggressivi nel pressing". Conferme sul
non-gol di Segarelli anche da Giovanni Tiberi. "Lo ha ammesso persino Ferraro: era un
gol da annullare. Ma sull'altra occasione - aggiunge - restano molti dubbi. Se era fallo
su Buonocore, perché l'arbitro ha fischiato il fuorigioco? Dov'era il vantaggio?" Un
attacco, quello dell' Ancona, che comunque non ha convinto affatto, e Tiberi si difende
così. "Ho fatto quello che mi aveva chiesto il mister: stare davanti e farmi vedere
sulle palle alte. C'è mancato il gol e siamo molto rammaricati, ma per capitalizzare
serve anche un po' di fortuna". Tra i pochi ad esultare dopo la prova opaca dei
dorici, il salva risultato Daniele Martino. Determinante quella smanacciata su tiro
ravvicinato di Bartolini. "E' stato un riflesso esplosivo - racconta - un colpo
d'istinto. Ci voleva finalmente". Subito dopo un altro episodio topico, con il numero
uno biancorosso ancora protagonista. Anche se con qualche ombra. "Quella palla sono
stato io a toglierla dalla porta - rivela -. C'è stata una deviazione di Gagliarducci e
la palla mi ha preso sul ginocchio finendo sul palo. A quel punto me la sono sentita sulla
schiena e d'istinto l'ho allontanata con la mano". Marco Vendrame invece recita il
mea culpa sui due punti persi. "Abbiamo giocato male, con troppe iniziative
personali. Ma in una settimana non si possono far miracoli".
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