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Il patron intenzionato a vendere la società: c’è un contatto con un imprenditore non marchigiano
Schiavoni: “In troppi contro di noi”

Deprimente. E’ questo il termine più indicato per descrivere la situazione del calcio dorico. La squadra che continua a perdere in maniera vergognosa e il patron Sergio Schiavoni che è ormai al passo d’addio. Farà sapere la sua decisione tra qualche giorno, «a metà settimana» precisa il numero uno di via della Tecnica ma certo che questa incertezza non è il massimo della vita per lo sconsolatissimo tifoso dorico. Il fatto che Schiavoni avrebbe preso tempo, lo avevamo anticipato già ieri mattina e dopo la partita è arrivata la conferma dalla stessa bocca del patron.

- Schiavoni, un finale amaro che più amaro non si può...

«Una volta fallito l’obiettivo playoff la squadra, nonostante le sollecitazioni del mister e della società, si è adagiata. Alcuni giocatori hanno continuato a lottare, altri no. Quelli che non hanno alzato bandiera bianca sono convinto che verranno premiati nel corso della loro carriera. Chi lavora ha sempre un futuro, al contrario dei lavativi».

- E il futuro? Lei resterà alla guida dell’Ancona o metterà in vendita la società?

«Meglio prendersi qualche giorno di tempo, se dovessi parlare a caldo dopo questa ennesima sconfitta...».

- Presidente, al di là del crollo della squadra, bisognerebbe pensare al futuro per evitare “spettacoli” simili...

«Il problema è che non ho ancora deciso se avrò un futuro con l’Ancona. Ora andrò via un paio di giorni per lavoro, poi a metà settimana riunirò ancora una volta i miei più stretti collaboratori e deciderò definitivamente se mollare la società o andare avanti. Ancora un po’ di pazienza e poi saprete tutto».

- La sensazione è che lei abbia già deciso per il “no”...

«Certo, c’è molta delusione da parte mia. La contestazione dei tifosi secondo me ha ragioni extrasportive, questa situazione ambientale non mi piace per niente. Sono convinto che potremmo anche fare una bella squadra e vincere tante partite, ma... alla prima battuta d’arresto tutti ci salterebbero addosso. Questo stato di cose mi sconsiglia di continuare, comunque non è detta l’ultima parola. Mi è capitato tante volte nella mia vita di imprenditore di dare per perso un affare e poi di rilanciare e farlo all’ultimo momento, quando tutto sembrava perduto. Insomma sono molto perplesso e poco entusiasta sul fatto di continuare, ma non scrivete che venderò sicuramente perché non ho ancora deciso».

- Ma ci sono delle trattative già avviate, c’è qualcuno che in questi giorni si è fatto avanti?

«Qualcosa c’è...».

- Gente di fuori o di Ancona?

«A questa domanda preferirei non rispondere, certo nell’eventualità di una cessione io mi augurerei di lasciare l’Ancona in mani locali».

- Non può dirci niente di più?

«Posso raccontarvi un aneddoto: l’altro giorno ero in macchina a Bologna e mi chiama un personaggio che si dice interessato a subentrare in società. Gli ho chiesto cosa sarebbe stato disposto a mettere e lui mi ha candidamente risposto... l’esperienza. Gli ho detto che per me la trattativa finiva lì». E finiscono qui anche le dichiarazioni di Schiavoni che lasciando la sala stampa dello stadio del Conero dice... «Se non vendo l’Ancona il prossimo anno ogni partita facciamo entrare i ragazzini delle scuole. Oggi quelli che abbiamo ospitato in tribuna (gli studenti delle “Aldo Moro” di Falconara, ndr) sono stati l’unica cosa bella di questa ennesima giornata nera dell’Ancona». Difficile dire cosa succederà adesso, certo la sensazione è che Schiavoni e la sua famiglia siano propensi a mollare tutto.

Quando Schiavoni parla dell’esistenza di una trattativa dice la verità: nessun bluff, ma entro mercoledì il patron biancorosso dovrebbe incontrare un imprenditore non marchigiano che la scorsa settimana gli ha telefonato dicendosi interessato a rilevare la società. Poi bisognerà sedersi attorno a un tavolo e chiarire molte cose. Ma l’intenzione di cedere c’è.

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