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di Gianfranco Baccicalupi

I giocatori dell’Ancona si attardano più del previsto ad uscire dallo spogliatoio. Quando ci decidono sfilano alla spicciolata e i cronisti possono allora iniziare le interviste del dopo partita. Qualcuno parla e altri ne hanno poca voglia. L’attaccante Mussi, carrarino doc, che ha giocato solo il primo tempo è chiaro nel breve commento: «Un buon pareggio — afferma — contro la Carrarese che ha una classifica bugiarda perché meriterebbe di più.

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E’ un campionato duro, bisogna lottare tutte le partite. Ci sono poche squadre che fanno la differenza, per cui, bisogna mettersi a lavorare sodo per risalire la china. Sono stato contento di giocare allo Stadio dei Marmi». Un po’ rammaricato Miglietta per l’espulsione sancita dall’arbitro per doppia ammonizione:
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«Ho fatto due falli e subito, cartellino giallo e poi quello rosso. Mi sembra sia stato un pochino troppo fiscale. Comunque, va bene perché siamo riusciti in dieci a fermare la Carrarese. E’ stato un incontro combattuto e tutte e due le squadre avrebbero potuto vincerei».
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Che possibilità ha l’Ancona di inserirsi tra le migliori nel campionato? «Speriamo di fare sempre meglio giocando con maggiore convinzione per raggiungere dei buoni risultati. E’ importante lavorare con grande impegno».
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Il brasiliano Bodini è stato una spina nel fianco nella difesa carrarese. Ha giocato delle buone palle, e gli avversari hanno dovuto ricorrere anche alle maniere forti per fermarlo. Sul risultato non ha dubbi: «Pareggio giusto su un campo difficile.
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Siamo stati perfetti nel controllare gli avversari nelle loro azioni offensive e, al contempo, abbiamo operato con efficacia in contropiede, in particolare quando siamo rimasti in dieci per una immeritata espulsione di Miglietta.
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Abbiamo giocato a viso aperti e potevamo anche vincere». Ancora si mangia le mani Mortelliti per quel “pallonetto” che non è entrato a porta vuota dopo appena 10 minuti. Sicuramente la partita sarebbe cambiata.
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«Siamo stati propositivi per tutta la gara — sottolinea — perché abbiamo concesso poco alla Carrarese, squadra ottima ed esperta».
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di Luca Santoni inviato di tuttalac

Finisce a reti bianche una partita tutt'altro che spettacolare. L'opaca condizione delle due contendenti e il clima primaverile avranno influito, fatto sta che Carrarese e Ancona non hanno certamente regalato ai presenti novanta minuti da ricordare. Il risultato, poi, se premia i biancorossi, giunti ai piedi delle Apuane con l'idea di tornare a casa con un risultato positivo, di certo non accontenta la banda di Di Stefano, più sotto tono del solito. La prima chance vera, al 10', quando un disimpegno allegro di Pastine finiva dalle parti di Mortelliti che sfiorava la porta sguarnita con un pallonetto. Al 18' finalmente si vedevano i padroni di casa con un tiro dalla distanza di Lorenzini dopo un'azione prolungata alimentata da Bongiorni. Al 37' brividi per la Carrarese quando Citro lisciava clamorosamente una palla proveniente dal fondo, ma Mortelliti graziava gli azzurri tirando sul fondo. Al 40' Ghizzani duettava ottimamente in area avversaria con Bongiorni che di testa impensieriva Morello. La ripresa, ancora più soporifera del primo tempo concedeva poco allo spettacolo e nonostante l'uomo dopo l'espulsione del biancorosso Miglietta, la Carrarese si faceva vedere solo due volte con Vendrame, prima con un bel tiro al volo calciato da posizione di ala destra, poi con un traversone che pescava Ghizzani, ma la girata al volo dell'ex grossetano finiva fuori.


di Mimmo Cugini

Iacobelli stecca la prima: Ancona da sbadigli. Biancorossi mai pericolosi, scialbo pareggio a Carrara: ora anche i play off si allontanano.

Zero in tutto. Nel risultato, nei gol segnati e in quelli subiti ma zero soprattutto in voglia di vincere. L’Ancona di Carrara raccoglie un punto e forse questa è l’unica cosa positiva della domenica, mentre tre sono le distanze di ritardo da Cuoiopelli e Spal che occupano il quinto posto, l’ultimo utile per i play-off. Già perchè questa è una squadra costruita per vincere e se pare difficile recuperare dieci punti alla capolista Sansovino da ieri anche l’impresa di centrare i play-off sembra dificile da raggiungere. Il progetto tattico di Iacobelli non si vede, nè si può pretendere che in pochi giorni una squadra che ha il problema del gol dall’inizio della stagione lo risolva in un attimo. Ma da qui a non tirare mai una volta verso la porta di Pastine ce ne passa. Il confronto con le ultime prestazioni dell’Ancona di Alessandrini è inevitabile: fino a domenica scorsa gli attaccanti si mangiavano i gol ma arrivavano davanti alla porta, ieri nonostante i quattro giocatori deputati a buttarla dentro l’Ancona non ci è andata mai vicino. Questione di equilibri e anche di condizione fisica, che in questo momento secondo il ds Traini è l’unico vero ostacolo al decollo dell’Ancona. Sinceramente ci pare un po’ riduttivo, anche se sicuramente per vincere le partite bisogna correre più degli altri e questa Ancona fa fatica anche ad arrivare insieme all’avversario sul pallone. Ma l’idea di gioco proposta da Iacobelli nel primo tempo è impossibile da ripetere e infatti dura lo spazio di 45’. Bucchi alle spalle di Mussi nella posizione di trequartista è un po’ come se Ancelotti piazzasse Bobo Vieri dietro Schevchenko togliendo di squadra Kakà. Certo siamo su altri livelli e ogni domenica ce ne accorgiamo. Il panorama calcistico di questa C2 è desolante, ma l’Ancona non fa niente per emergere e certi spettacoli non sono più ammissibili. E la colpa è grave perchè abbiamo l’impressione che ancora questi signori non si sono resi conto di dove sono venuti a giocare, ci vuole più rispetto anche per la storia di una società che due anni fa era in serie A e che adesso annaspa nell’anonimato della C2. Una vera tristezza. La partita di Carrara è roba da propinare a chi ha fatto qualcosa di male nella vita, quei poveri disgraziati che si sono fatti 900 chilometri per seguire l’Ancona devono aver pensato di aver fatto di aver combinato qualcosa di grosso per meritarsi una punizione del genere. Detto del modulo proposto da Iacobelli cui la Carrarese ha risposto con un semplice 4-4-2 che ha avuto il merito di avere la superiorità a centrocampo e quindi il possesso di palla per quasi tutta la gara, va ricordata l’occasione capitata casulamente a Mortelliti al 10’. Non certo su azione manovrata ma per un errore della difesa apuana che ha regalato palla al numero dieci biancorosso che ha cercato il pallonetto alzando la mira di poco. Nel primo tempo l’altro sussulto (si fa per dire...) è arrivato da un colpo di testa di Bongiorni che Morello ha alzato sopra la traversa. A inizio ripresa Iacobelli ha inserito Gaeta al posto di Mussi portando Bucchi in prima linea, senza ottenere risultati. Anzi a rendersi pericolosa è stata la Carrarese con tiri dalla distanza di Vendrame (12’ deviato da Morello) e Bongiorni (20’ girata alta) fino all’espulsione di Miglietta per doppia ammonizione (29’). A quel punto non si è giocato più, Iacobelli ha richiamato Gaeta inserendo Borgese e blindato così uno zero a zero che non lascerà traccia nella storia di questo campionato.

Schiavoni: «Al mister serve tempo» Traini: «Visto? Non corriamo...»  Sergio Schiavoni si aspettava di più e alla fine è sincero: «Partita modesta, non so se sia questione di gambe o di testa, ma Iacobelli c’entra poco. E’ con noi da troppo poco tempo, però tanti erimi e tanti fossimi... ». Chi invece non ha dubbi sui motivi della prestazione deludente è il ds Mauro Traini: «Questa è una squadra che non corre, anche qui c’è stata la conferma. Avete visto Gaeta? Non ha neanche mezz’ora di tenuta nelle gambe. Per vincere le partite ci vuole di più, su questo non c’è dubbio. Mi aspettavo qualcosa di più dai ragazzi, questo sì. Magari sul piano nervoso era lecito attendersi una reazione dopo l’esonero dell’allenatore, ma il risultato può andare bene. E poi loro non hanno mai tirato in porta». Anche Giampiero Schiavoni tira in ballo la condizione fisica della squadra: «Non siamo brillanti, nè potevamo pensare che Iacobelli facesse miracoli. E’ un pari interlocutorio, diamo tempo al nostro nuovo allenatore di lavorare. Per ora non riusciamo ad avere continuità di gioco».



di Mario Cori

carrarese_foto_8a.jpg (12107 byte)Qualsiasi altro allenatore nuovo a fine partita si sarebbe detto con sconforto: «Mamma mia, dove sono capitato». Agostino Iacobelli no, non avrebbe avuto alcun diritto a farsi prendere dalla tristezza: l’Ancona che ha preso con tanto entusiasmo se l’era studiata per bene l’altra domenica al Conero. Magari da un pezzo era stato allertato. Quindi sapeva... Sapeva che l’Ancona non è più squadra, che non si regge in piedi, che non combatte, che non tira mai in porta. Quella di inizio campionato non aveva incantato nessuno, ma qualche azione riusciva pure a coniarla e qualche partita l’ha vinta pure. Quello che resta di quella Ancona che ha ingannato non poca gente (anche noi, in fondo) è da mani nei capelli. Pensate, il nuovo allenatore è stato salutato con un pareggio che non sa di niente, è solo un punto interlocutorio in casa di Una squadra modesta. Nessun tiro in porta da parte dorica, perché il pallonetto di Mortelliti (l’unica «offesa» biancorossa al 10’ pt), dopo un disimpegno comico degli apuani (non su azione), è finito ben oltre la traversa. Dopodiché il nulla in fase offensiva. E questo nonostante l’audace Iacobelli schieri quattro attaccanti, con Bodini-Bucchi-Mortelliti dietro Mussi. Ma se nessuno ne indovina una (vi raccomandiamo la brillante idea di scoprire in Bucchi doti di rifinitore con quei piedi che si ritrova) hai voglia metterne di attaccanti. E meno male che la Carrarese ha limiti enormi (la classifica non mente) altrimenti quei poveracci di Miglietta e D’Aniello a centrocampo (con Bodini e Mortelliti esterni quasi sempre «alti») sarebbero stati massacrati, non solo accerchiati come è avvenuto. La superiorità a centrocampo numerica dai dai si fa sentire, ma gli apuani non possono inventarsi fenomeni da un momento all’altro. Insomma una partita da vincere si trasforma in una tranquilla passeggiata per far conoscere la squadra a Iacobelli e portare un punto a casa dopo la grande crisi. Crisi che invece resta e fa sventolare il bandierone dello scoramento. Dove cominciare a mettere le mani? Sembra quello arretrato il reparto che dà più sicurezza. Il resto fa paura.In fondo è la Carrarese quela che va più vicina alla vittoria in una domenica di assoluta tristezza calcistica. A fine primo tempo (40’) Morello alza un colpo di testa di. Bongiorni; Nella ripresa l’ex Vendrame (forse anche peggiorato) fa partire dalla destra un diagonale che Morello devia all’altezza del primo palo. Poi (20’) scatto e fuga di Bongiorni con pallonetto di poco alto. Il finale è ancor più arrembante per la Carrarese, che cerca di approfittare dell’espulsione di Miglietta. Ma crea solo confusione nella sua pochezza. Iacobelli si copre togliendo il subentrato (a Mussi) Gaeta per far argine con Borgese. Poi decide che è il caso di portare a casa il suo primo punto in attesa di capirci meglio. Ma forse ha già capito che lo aspetta un lavoro durissimo. Il presidente Giampiero Schiavoni e il ds Traini ripuntano il dito sulla preparazione precaria. Però gli acquisti non indovinati chi li ha fatti? Comunque stia tranquillo patron Sergio, a gennaio non dovrà spendere nemmeno un euro. «Faremo solo scambi» conferma un ds sempre più piccato ed in difficoltà dialettica, specie quando deve spiegare certe situazioni. Cominciano ad affiorare i nervi in casa biancoossa. Il più lucido è Sergio Schiavoni. Ma forse è più esatto dire che è anche il più rassegnato. Anche un personaggio di grande fair play come Sergio Schiavoni stavolta allarga le braccia sconsolatamente: «Beh, è stata una partita molto modesta — ammette — e noi non siamo in buona forma. Non so se stiamo peggio come gambe o come testa. Iacobelli in poco tempo non avrebbe potuto fare miracoli. Dovrà pure pesare i giocatori e orientarsi di conseguenza». D’accordo, nessuno stava con il fucile puntato su Iacobelli, però... «Non sono soddisfatto, assolutamente no. Siamo riusciti a non tirare mai in porta. Perché Mortelliti lo specchio non l’aveva inquadrato. Ma anche loro hanno fatto poco o niente. Poi si è fatto cacciare Miglietta e allora è finita così». Ma perché è così giù la squadra? «La condizione precaria ha inciso. Però io non ho visto niente di positivo neanche in prospettiva. Ma la speranza è l’ultima a morire. Iacobelli già fra una settimana avrà le idee più chiare». Dieci punti dalla Sansovino... «Sono troppi, penso che ormai sia il caso di rassegnarsi per la promozione diretta. I playoff sono a un passo. Ma io sono molto sfiduciato» A gennaio si sente di fare investimenti? «Non scherziamo. Andremo avanti con i giocatori che abbiamo. Non metto più niente io». «Ma non sapète — fa eco seccatissimo il ds Traini —che a gennaio si fanno solo scambi e non si tirano fuori soldi? Quali investimenti dovrebbe fare Schiavoni?» Investimento sta per rafforzamento, al di là della moneta che scorre. Se gli acquisti sono stati sbagliati si dovrà pure fare qualcosa, no? «Non drammatizziamo — insiste il ds —. Finché siamo stati in undici (29’ st, ndr) abbiamo giocato una discreta partita (chi si accontenta gode, ndr.). Chiaramente mi aspetto anch’io una squadra migliore. Ma c’è qualcuno come Gaeta che non si regge in piedi, l’avete visto?». Conclude il presidente Giampiero Schiavoni: «Prendiamo il pari come partita interlocutoria. Il problema della condizione fisica è grosso.


di Guido Montanari

carrarese_foto_5a.jpg (17668 byte)Come leve essere valutato questo punticino strappato dai dorici allo stadio dei Marmi? Qui possiamo rimettere tranquillamente in onda la vecchia storia del bicchiere mezzo vuoto o mezzo pieno. Mezzo vuoto se si considera che nell’arco dei novanta minuti l’unico tiro in porta dell’Ancona è “datato” 10’ del primo tempo (pallonetto alto di un soffio di Mortelliti con il portiere della Carrarese fuori dai pali); mezzo pieno se si considera che il nuovo allenatore Iacobelli è arrivato da pochi giorni è partire subito con una vittoria fuori casa non era certamente facile. Una cosa è certa però dopo questo pareggio ottenuto in Toscana: le preoccupazioni restano. IL NODO ATTACCO - Parliamoci chiaro: anche .con il modulo più offensivo inaugurato ieri da Iacobelli l’Ancona davanti non è riuscita a graffiare come avrebbe dovuto anche perché soprattutto nel primi45 minuti i biancorossi hanno avuto a lungo, come al solito, il pallino del gioco in mano ma non sono quasi mai riusciti a far tremare il portiere avversario. Nella ripresa le cose sono andate anche peggio, figuriamoci poi dopo l’espulsione di Miglietta al 25’ del secondo tempo (somma di ammonizioni) che ha in pratica decretato la fine dei residui sogni di gloria dell’Ancona. BUCCHI E MUSSI, COSI’ NON VA - L’esperimento con Bucchi dietro a Mussi unica punta è platealmente fallito tanto che Iacobelli al primo minuto del secondo tempo ha pensato bene di togliere uno dei due (in questo caso Mussi) e mettere dentro Gaeta che certo ha caratteristiche migliori per quel tipo di ruolo. Ma al di là degli schemi, Bucchi e Mussi, ovvero i due attaccanti di maggior peso, quelli che avrebbero dovuto raccogliere messe di gol in C2 sono poco incisivi, inconcludenti e, a volte, quasi sfiduciati. LA CONDIZIONE FISICA PRECARIA - A fine gara soprattutto i dirigenti biancorossi hanno puntato l’indice sul problema della condizione fisica. Molti tifosi sapranno che in settimana c era stato uno scambio di “colpi proibiti” tra il ds Traini e l’ex preparatore atletico Mengom. E ieri Traini ma anche il presidente Giampiero Schiavoni hanno sollevato ancora e con forza il problema della scarsa brillantezza della squadra. Insomma, il fatto che spesso e volentieri si arrivi secondi sul pallone sarebbe proprio il “frutto” della condizione precaria. Lavorare su questo aspetto dunque ma certo più passano le settimane e più sarà dura recuperare il terreno perduto nei confronti delle prime. CRONACA “FANTASMA” - Pochissime le occasioni vere da gol. Per l’Ancona solo quella di cui abbiamo accennato i Mortelliti, mentre la Carrarese le cose migliori le ha fatte nella prima parte della ripresa quando prima Ghizzani, poi Bongiòrni e infine l’ex dorico Vendrame hanno dato qualche preoccupazione al sempre comunque molto attento Morello. Anzi, a complicare la vita al portiere dorico è stato forse uno stranissimo passaggio indietro di Di Sauro che per poco non lo faceva secco piuttosto che gli attaccanti della Carrarese. La partita si è giocata soprattutto a centrocampo, con tanti falli e tante fasi di stanca che non hanno certo entusiasmato il migliaio di spettatori presenti. Pareggio giusto? Assolutamente si. Meno giusta forse l’espulsione di Miglietta: il secondo fallo, quello che provocato il cartellino rosso, non era sembrato così cattivo. Fatto sta che ad ogni partita c’è un’espulsione per l’Ancona. Anche sotto questo aspetto mister Iacobelli avrà da lavorare. PERSA UNA BUONA CHANCE - Sarebbe stata una gran cosa prendere tre punti, anche perché le prime stavolta hanno frenato (il Sansovino ha pareggiato e il Benevento ha perso in casa). Conferme invece per Cavese e Cuoiocappiano che hanno sfruttato al massimo il turno casalingo. Ripetiamo, i playoff non sono così lontani, ma forse sarebbe meglio smettere di dirlo e vincere qualche partita. E i dorici non esultano ormai dal 2 ottobre


di Stefano Rispoli

I tifosi: ‘Meritiamo di più
Una cinquantina di tifosi hanno seguito l’Ancona a Carrara, ma il pareggio non è stato accolto con gran favore. “Meritiamo di più” hanno gridato i supporter di fede dorica attorno alla metà del secondo tempo, non gradendo l’atteggiamento della squadra in campo, specie dopo l’espulsione di Miglietta. Gli Ultras, peraltro, sono arrivati allo stadio “Dei Marmi” con un certo ritardo a causa del traffico dei vacanzieri che ha intasato il traffico nelle principali arterie autostradali. Presenti a Carrara anche i Cani Sciolti, che hanno esposto capovolto il loro striscione per protesta contro i provvedimenti di diffida che di recente hanno colpito due Ultras biancorossi. Immancabili anche i vessilli delle Donne Doriche, Gruppo Dorici, Rebels, Clan Palombare. Ma anche stavolta il calore degli irriducibili non è bastato a favorire la vittoria dell’Ancona. Ma c’era anche un tifoso “speciale” in tribuna: Andrea Cecchini, ex attaccante biancorosso ai tempi del compianto mister Clagluna. Oggi l’ex centravanti svolge l’attività di osservatore per la Massese, neopromosso club di C1. “L’Ancona mi è sembrata dotata di un organico più strutturato della Carrarese - ha detto Cecchini – ma mi ha dato l’impressione di avere dei limiti sul piano della convinzione: possiede delle indiscusse potenzialità tecniche, ma non è ancora riuscita ad esprimerle. Neppure oggi qua a Carrara. In tribuna si è visto anche il nuovo preparatore atletico che già opera con Iacobelli e che a giorni dovrebbe essere ufficializzato: si tratta di Rodrigo Baldelli, 25enne pesarese con alle spalle quattro anni trascorsi nel settore giovanile della Vis Pesaro, l’anno scorso in prima squadra proprio con Iacobelli.


 

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