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di Mario Cori

Se doveva essere una sorta di prova di semifinale playoff (seconda contro quinta), l’Ancona si aggiudica il match in casa con la lingua in gola ed il cuore che scoppia. Che faticata battere una Sansovino senza una manciata di titolari.

Che sofferenza, ma non è una novità che la squadra di Iacobelli e Traini (stavolta in tribuna per squalifica ci va il ds) non sappia coniugare il verbo del gioco.Ma anche a livello di scelte non è che si faccia centro con facilità. Prendete l’attacco.
In un modulo biancorosso già discutibilissimo in retrovia con quattro «statue» per frenare una sola punta (peraltro fuori fase come Agostinelli) non pare proprio azzeccata di preferire Bucchi a Mussi là davanti, come unica punta di riferimento. Già la squadra ha i suoi limiti, fatica a far gioco, se poi vogliamo pure farci del male...
Che senso ha togliere l’unico giocatore capace di far male? Sono le indicazioni degli allenamenti? Bah. La partita vera è una cosa seria. E difatti Bucchi non tocca palla come suo solito. Entra Mussi nella ripresa e decide la partita.
Prima un colpo di testa (19’) su cross di Bodini con cui fa tremare la traversa e manda in gol Mortelliti sulla ribattuta. Poi nel finale un contropiede prepotente con cui rischia di raddoppiare (ma la sventola è deviata da Benassi).
Che l’Ancona non possa fare a meno di Mussi, anche di un Mussi non al massimo, è evidente per tutti, meno per chi fa la formazione. Bruttissima partita e brutta Ancona. Il primo tempo è rimuovere dalla mente. Purtroppo ci si mette anche l’incidente a Teodorani, che getta la spugna per un taglio all’inguine.
Il resto è un’ottusa ricerca della profondità con palle lunghe per quel poveraccio di Bucchi, che ha già grossi problemi per addomesticare il cuoio. Troppo i difensori dietro e tutti bloccati, scarso il palleggio in mezzo, dove Miglietta e Borgese non possono cambiare da un giorno all’altro.
Inconsistente la trequarti, compreso Mendil che gira a vuoto. Eppure la Sansovino non pare una roccia, con la difesa inventata ed il centrocampo corretto forzatamente. Lotta, perde tempo, fa sentire i tacchetti. Primo tempo orribile. L’idea di buttare dentro Mussi nella ripresa non è malvagia e I ‘Ancona, guarda vaso, sblocca la partita (19’).
La profondità la cerca Bodini, il cui pallone in mezzo è agganciato di testa da Mussi. Sulla ribattuta della traversa è lesto Mortelliti, ancora di testa, a firmare il proprio settimo gol stagionale. Partita sbloccata, ma il gioco rimane quello di prima.
Da mani negli occhi. Se poi conta solo vincere allora è giusto sostenere che l’Ancona gioca bene. Ma restiamo dell’opinione che con questo assetto, nell’ipotesi ormai credibile di spareggi per la promozione, la strada sarebbe parecchio scoscesa.
E giocare in casa con una curva dimezzata (la metà degli ultras ieri non è venuta allo stadio) e in un silenzio proclamato ad oltranza, potrebbe egualmente avere il suo peso. La Sansovino non riesce proprio a mordere, anche se a metà ripresa ha due sussulti.
Prima (28’) Morello devia un colpo di testa di Agostinelli imbeccato da Camillucci. Poi (34’) lo stesso portiere alza con le dita una punizione di Zacchei forse già alta. Meglio essere sicuri. Poi il contropiede di Mussi senza fortuna e fine dei giochi. Il massimo del pragmatismo, ma non si può giocare sempre con il cuore in gola.
Il quinto posto pare consolidato — vista la fiacca che batte la concorrenza — ma non è il caso sognare. Gioca troppo male questa squadra. Accontentiamoci che sia tornata alla vittoria in casa dopo due mesi. Anzi, facciamo una festa.
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di Ambra Benedetti di Tuttalac

La Dorica vince sulla noia, segna e detta legge alla Sansovino. I marchigiani la spuntano sulla favola toscana e suonano la campana di una tappa fondamentale nella corsa ai play-off. Dopo sette giorni tornano al Del Conero e lo sbancano. Nel braccio di ferro con la seconda in classifica gli uomini di Iacobelli restano in bilico per tutto il primo tempo e scartano il pacco solo nella ripresa. Un pallone impazzito nega a Mussi la gioia del goal e la regala a Mortelliti, lesto a zittire il bolide nella rete. Il gesto atletico cuce la bocca anche agli avversari. I toscani ci provano a scrollarsi di dosso il torpore generale della gara, ma non trovano il guizzo.
Dal punto di vista tattico Iacobelli e Beoni parlano la stessa lingua. Entrambi usano il 4-2-3-1. Entrambi vogliono vincere. Il tecnico napoletano butta giù lo stesso spartito di sempre, ma cambia il direttore di orchestra alla sua Ancona. Lascia in panchina le otto reti di Mussi e ci mette Bucchi davanti al tridente.Le due squadre volano alto nella graduatoria, eppure non riescono a spiccare il volo sul campo. La partita stenta a decollare. Sono i dorici a cominciare. A neanche cinque minuti dall'inizio, sul primo corner dell'incontro, la parabola di Teodorani finisce sul petto di Gimmelli. Il terzino non si coordina a dovere nel tiro e spreca un'occasione d'oro a pochi metri dalla porta. I toscani restano freddi e si rifugiano in angolo. Sugli sviluppi della seconda bandierina consecutiva Mendil spara alto sopra alla traversa. Le prime righe del match le scrive la Dorica: è lei a cercare la profondità con più convinzione, per freddare l'avversario subito, senza aspettare.La Sansovino, invece. appare più ragionata e calcolatrice. Non sta a guardare, però. Al 12' interviene: Zacchei scatta sulla corsia destra e innesca la macchina della triangolazione tra Quondamatteo e Camillucci. Dalla loro combinazione nasce l'assist per Borgogni: sulla sua sforbiciata compie un mezzo miracolo Morello. Al primo affondo gli ospiti mostrano la loro indole un tantino velenosetta. L'orologio non batte neanche una ventina di minuti che Iacobelli è costretto a mettere mano al suo scacchiere: Teodorani si scontra con un avversario, forse Pacciardi. Ne esce un taglio profondo all'inguine del biondino di centrocampo, costretto alla ritirata. Il suo posto lo prende Bodini. Le due squadre perdono un po' di smalto con il passare del tempo e peccano di concentrazione. Ritornano in carreggiata alla mezz'ora, con un paio di azioni degne di nota. Al 30' Mendil dribbla e crossa per Mortelliti. Il siciliano telefona una parabola. La palla attraversa lo specchio della porta e non trova nessuno dalla parte opposta. Al 36' Miglietta imbocca Mendil: il franco-algerino calcia con impeto un punteruolo, spezzato ad arte da Benassi. Al 40' il Transalpino ci riprova, ma non addrizza un buon colpo di testa. Il primo round finisce in sordina. Nel secondo si riparte con il piede bianco-rosso. Dopo tre minuti Mendil passa a Gimmelli. Il terzino sinistro sistema un assist per Bodini. Il sudamericano sbaglia la convergenza del tiro e non inquadra lo specchio della porta. I marchigiani si impegnano a schiacciare gli avversari nella loro metà campo, ma sbagliano qualcosa di troppo nella fase d'impostazione e controllo del gioco. La Sansovino ne approfitta: all'8' Borgogni si inserisce nel mezzo di uno svarione difensivo dorico e regala l'opportunità ad un Agostinelli lento nel sincronizzare il suo intervento, a pochi passi da Morello. Al 12' la Dorica cambia il suo faro: un Bucchi poco luminoso lascia spazio a Mussi. Gli uomini di Iacobelli cercano di registrare la bussola di continuo. A qualche sfasatura si alternano sprazzi di genio. Come al 15' quando Bodini innesca a sorpresa Mendil. Il transalpino ruzzola a terra e perde il contatto col pallone. Sono solo lampi. Il vero tuono arriva al 20èsimo. Bodini sguaina la nota giusta. Mussi la suona sulla traversa. La palla impazzisce nel pentagramma e trova pace solo grazie a Mortelliti, veloce a gonfiare la rete con un calcio fatale. La tribuna esulta. La Curva Nord resta muta. Rimane in silenzio per tutta la partita e continua la protesta per i tre compagni colpiti da custodia cautelare dopo i noti fatti di Camerino. Sul campo la Dorica ci riprova poco dopo con Mussi. La Sansovino reagisce subito. Al 22' Agostinelli galoppa veloce a cercare l'intesa con Borgogni. Niente da fare. La fiondata di Pacciardi è parata da Morello. Al 25' si ripropongono i padroni di casa. Il suggerimento di Mendil a Mortelliti non porta da nessuna parte, ma accende i fumi del siciliano e quelli di Grassi. I due si spintonano e il primo cade a terra. Al 28' Camillucci spinge su un Proietti bravo ad aspettare nel misurare l'assist per Agostinelli. Sul tiro di quest'ultimo Morello si rifugia in angolo: i toscani se ne mangiano una serie. Al 35' Zacchei prima liscia il pelo alla traversa, su punizione e poi impegna Morello in un bel tuffo. Il siciliano miracoleggia con il collega intorno al 44'. Bodini crossa in velocità per Mussi. Il portiere della Sansovino disinnesca l'attaccante di Carrara. Poco dopo il custode della porta marchigiana anticipa la falcata di Agostinelli. In pieno recupero il lancio lungo di Zaccheo è soppresso dal numero uno bianco-rosso. Finisce così la battaglia tra due che corrono per il salto di categoria.


di Paolino Giampaoli

Nel secondo impegno consecutivo difronte al pubblico amico, la squadra biancorossa ferma 1-0 la seconda della classe il Sansovino e si conferma saldamente nella zona play off. Nella prima frazione di gioco i biancorossi costruiscono diverse azioni pericolose, ma mai abbastanza insidiose per far si che possano terminare in rete. Anche oggi la giornata era iniziata male. Infatti già dopo neanche 20 minuti Teodorani per un taglio al linguine è stato costretto ad abbandonare il terreno di gioco, al suo posto mister Iacobelli ha inserito il brasiliano Bodini. Il gol arriva attorno al 20' minuto del secondo tempo grazie ad una bellissima azione costruita sulla fascia destra da Bodini che crossa per la testa di Mussi che gira di prima intenzione, la palla picchia sulla traversa, ma sulla respinta arriva MORTELLITI e ribadisce la palla in rete. 1-0. L'Ancona prova a mettere il risultato in cassaforte cercando anche il gol del raddoppio che però non arriva. Nel finale il Sansovino non ci stà a perdere e in tre occasione costringe Morello ad effettuare tre autentici miracoli salvando la formazione dorica dal gol del possibile pareggio. Il successo odierno consente ai biancorossi di restare saldamente incollati al quinto posto in classifica con 38 punti e grazie ai sorprendenti risultati positivi giunti dagli altri campi il terzo e il quarto posto sono ancora più vicini. Domenica il campionato osserverà una sosta e alla ripresa l'Ancona sara di scena a Castel San Pietro.


di Guido Montanari

Primo tempo scialbo ma nella ripresa i dorici salgono in cattedra e passano meritatamente in vantaggio con Mortelliti che ribatte in rete dopo una traversa di MussiSofferenza nel finale. I biancorossi battono una deludente Sansovino: vittoria preziosa in chiave playoff. Scatto di reni dell’Ancona: tre punti d’oro.

Una giornata come ne capitano di rado: l’Ancona che vince battendo la Sansovino seconda in classifica e le altre concorrenti per i playoff che perdono tutte. Un’ecatombe, si è salvata la Reggiana che ha strappato un punticino a Foligno, ma per il resto “tabula rasa”. Ovvio che i tre punti presi dall’Ancona valgano decisamente doppio. Le porte dei playoff sembrano a questo punto spalancate per Miglietta e compagni, a patto che nelle ultime nove gare che restano (quattro in casa e cinque fuori) i biancorossi non sbaglino più in maniera clamorosa. L’impressione è che con il recupero di Giandomenico questa squadra potrà raggiungere il suo obiettivo ma la lotta è apertissima e ci sarà da sudare.
PRIMO TEMPO DA DIMENTICARE - Sia chiaro: anche ieri i duemila aficionados dello stadio del Conero non hanno certo assistito ad una partita spettacolare, ma almeno nella ripresa un po’ di grinta e di voglia di vincere sì è finalmente vista. Ma solo nella ripresa, perchè i primi 45 minuti sono stati un autentico trionfo del nulla con la gente intenta a sbadigliare più che a seguire le fasi di un match senza nè capo nè coda. Nessuna emozione, fatto salvo per un paio di conclusioni dalla distanza di Mendil (una alta di poco e l’altra parata da Benassi). Anche i toscani per la verità ci hanno messo del loro preoccupandosi di non prenderle prima di tutto senza inquadrare mai lo specchio della porta dorica.
SANSOVINO DELUSIONE - A proposito della Sansovino: continua ad essere un autentico mistero di come possa essere arrivata così in alto. All’andata aveva rubacchiato tre punti con un tiro della domenica dopo che l’Ancona aveva dominato il match e ieri non ha fatto vedere nulla di speciale a parte qualche buona sgroppata dei due esterni Zacchei e Proietti, una difesa rocciosa e una buona organizzazione di gioco emersa però soltanto quando la Sansovino è andata sotto di un gol, nella parte finale della partita. Se questa è la squadra seconda in classifica non è escluso che da qui in avanti ci siano delle sorprese anche clamorose. Ma quelle che stanno dietro, a parte l’Ancona, fanno a gara a chi va più piano...
L’ANCONA MERITA IL GOL - Tra il primo e il secondo tempo negli spogliatoi “qualcuno” deve essersi fatto sentire ed anche forte perchè la squadra rientrata in campo non era più la stessa. Innanzitutto al centro dell’attacco al posto del modesto Bucchi c’era un Mussi in più, un giocatore che in queste ultime nove giornate sarebbe auspicabile non togliere più dal campo; in secondo luogo la squadra era senza dubbio più determinata e grintosa e i risultati si sono visti. Il gol di Mortelliti è molto bello: quest’ultimo lancia dalla metà campo Bodini sull’esterno destro con il brasiliano che si beve con un gran numero il diretto avversario e crossa un perfetto pallone in mezzo sul quale si avventa Mussi di testa: traversa! Ma la sfera rimbalza dalle parti di Mortelliti che sempre di testa la metta sotto all’incrocio. Tutto molto bello.
SOFFERENZA FINALE - A questo punto l’Ancona arretra il suo raggio di azione, forse troppo anche se in contropiede Mussi sfiora il raddoppio con una gran botta in diagonale che Benassi para con un gran tuffo. La Sansovino ci prova per una ventina di minuti ma le occasioni vere sono due: colpo di testa di Agostinelli ravvicinato e punizione di Zacchei che Morello è pronto a sventare in angolo in entrambi i casi. L’Ancona lotta ma non riesce più ad uscire dal guscio: la paura di prendere un gol a tempo scaduto fa novanta e ovviamente il pallone scotta. Del resto questa era una vittoria troppo importante, anche perchè si tratta del primo scontro diretto in cui i biancorossi riescono a prevalere. Ed è certamente un buon segno in vista dei playoff. Ora la sosta e poi domenica 12 marzo trasferta a Castel San Pietro. Un’altra battaglia.


di Stefano Rispoli

L’exploit al Del Conero mancava da oltre due mesi (3-0 al Foligno lo scorso 18 dicembre): “E finalmente abbiamo prevalso in uno scontro diretto” Iacobelli: “Non abbiamo brillato, ma in C2 chi gioca meglio spesso non vince” “Questa vittoria per noi è fondamentale”

Non incarna la soddisfazione fatta a persona, ma la morale è sempre la stessa: “In C2 il buon calcio spesso non dà risultati, per cui accontentiamoci di questa vittoria”. Agostino Iacobelli prende quanto di buono ha offerto la partita col Sansovino: i tre punti, fondamentalmente, ma anche la buona resistenza opposta al pressing dei toscani, la reazione ad una situazione ambientale tutt’altro che incoraggiante, l’aver superato l’ansia da prestazione per una vittoria che al “Del Conero” mancava da oltre due mesi (3-0 al Foligno lo scorso 18 dicembre). Ma attenendosi alla prestazione della squadra, la partita di ieri non ha offerto molte indicazioni positive. “Siamo partiti discretamente – attacca il tecnico biancorosso – poi però siamo andati in difficoltà per via del grande pressing con cui giocava la Sansovino. Loro sono una buona squadra, lo hanno dimostrato: meritano il secondo posto, se non altro per la cattiveria con cui cercano di vincere ogni partita. Nel secondo tempo, però, sono calati fisicamente e ci hanno concesso qualche metro in più: abbiamo preso coraggio e al momento giusto abbiamo colpito”. - Ma subito il baricentro è arretrato e l’Ancona ha rischiato di subire il pareggio… “Dopo il vantaggio, ci sono stati dieci minuti di sbandamento: abbiamo commesso l’errore di tirarci un po’ indietro e abbiamo lasciato libera la Sansovino di andare al tiro in un paio di circostanze. Ma è normale, quando in casa non vinci da tanto tempo e hai voglia di tornare a fare bottino pieno, un atteggiamento simile ci può stare”. - Il silenzio irreale sugli spalti ha influito sulla prestazione della squadra? “Non credo, o perlomeno non è stato quello il fattore principale. Io in panchina vado in trans, mi concentro troppo sulla gara e non penso a quello che avviene intorno…” - Di buono c’è che l’Ancona, finalmente, è riuscita a vincere contro una delle principali candidate ai playoff. “Sì, negli scontri diretti siamo stati sempre deficitari. Con la Sansovino, invece, siamo riusciti a vincere e a consolidare la nostra posizione nei playoff. Ora abbiamo un buon margine sulla sesta e abbiamo ridotto il nostro distacco dalla terza in classifica. I risultati dagli altri campi ci hanno avvantaggiato, ma non è ancora arrivato il momento per soffermarsi su valutazioni di questo genere: bisogna pensare a vincere, partita dopo partita. Proprio come abbiamo fatto oggi: alla squadra va il mio elogio perché non era facile affrontare il Sansovino. Eravamo ansiosi di tornare a vincere, tant’è che abbiamo commesso qualche errore di troppo. Proporre sempre un buon calcio non è possibile in questa categoria: lo abbiamo visto, pur giocando bene con la Spal non siamo riusciti a prendere i tre punti. Al contrario, oggi (ieri, ndr) pur non facendo sfacelli, abbiamo conquistato un successo prezioso”. - L’assenza di Giandomenico, mister, si sta facendo sentire… “Indubbiamente. Gigi è un giocatore dotato di grande tecnica e personalità, lì in mezzo ci farebbe molto comodo. Speriamo di recuperarlo presto”. - Perché Bucchi dall’inizio e non Mussi? “Volevo dare un chance al primo, visto che da parecchio non riusciva a ritagliarsi uno spazio. Purtroppo aveva male allo stomaco, per tutto il primo tempo ha resistito, poi nella ripresa l’ho dovuto sostituire. Ma non ho nessun rimpianto: è stata una semplice scelta tecnica, non devo pentirmi di nulla”. - Ora la sosta, poi il Castel San Pietro. “Approfittiamo del turno di riposo per recuperare un po’ di energie in vista del faticoso rush finale. Ora che abbiamo vinto, però, non dobbiamo ricadere nell’errore di sempre, pensando di andare a Castel San Pietro per sbancare tutto. Ormai lo abbiamo capito: in questa categoria l’insidia è sempre dietro l’angolo e ogni avversario va affrontato col massimo rispetto”.

BEONI: “SCONFITTA IMMERITATA” - Loris Beoni non ci sta. “Dire che il Sansovino non meritava di perdere mi sembra riduttivo - commenta il tecnico dei toscani che non si è presentato in sala stampa e che siamo stati costretti a rintracciare al telefonino -. Nel secondo tempo l’Ancona è entrata in area una volta, noi abbiamo cercato con insistenza il pareggio dopo aver commesso un’ingenuità in occasione del gol di Mortelliti. Di sicuro l’Ancona è una squadra con ambiente e giocatori importanti, ma noi ci siamo fatti valere: abbiamo messo costantemente in difficoltà i dorici, ma il risultato alla fine ci ha penalizzati. In ogni caso, da questa prestazione traggo sicuramente ottime indicazioni per il futuro”.


di Daniele Spina

Riesce la protesta della Nord per l’arresto di Abram. Molti striscioni dei club coperti per solidarietà. Allo stadio Del Conero c’era un “doveroso silenzio”

Una vittoria nel silenzio. Nessun coro per la squadra, nessun incitamento ai giocatori ma neppure insulti. Un solo messaggio, lapidario: “doveroso silenzio”, stampato a grandi caratteri ai piedi della curva. Come dichiarato dal comunicato stampa diramato venerdì dai gruppi della Nord, gli ultras hanno scelto di rimanere in silenzio per tutti i novanta minuti. Non si tratta di un armistizio - si legge nello stesso comunicato - ma di un diversa modalità di contestazione. Una protesta meno “rumorosa” ma altrettanto forte ed esplicita, contro i giocatori accusati dagli ultras di aver fornito alla magistratura testimonianze sui fatti di Camerino, e contro la scelta dei giudici di confermare lo stato di arresti domiciliare al capo ultras Alessio Abram. Il silenzio è stato totale in curva, come lo è stato in tutti gli altri settori. Qualche sporadico battimani, e nulla più: gli altri tifosi, a cui gli ultras lasciavano la libertà di associarsi o meno allo sciopero del tifo, si sono dimostrati solidali alle loro motivazioni. Anche dagli altri settori poco tifo, ad eccezione degli incoraggiamenti alla squadra piovuti dalla tribuna e dalla gradinata nel concitato finale. La situazione è ancora lontana dalla normalità, ma è indubbio che la vittoria, che al Del Conero mancava da tempo, ha riportato l’entusiasmo sugli spalti e fatto fare un piccolo passo avanti verso la conciliazione delle parti. Era da più di due mesi che non si vedeva uscire la gente con il sorriso. “Abbiamo vinto una partita importantissima - attacca Mirco Spadoni - Questa gara valeva una fetta di playoff. Finalmente poi anche la fortuna ha iniziato a girare dalla nostra parte”. Per Vittorio Cianforlini “la vittoria con il Sansovino, considerati i risultati degli altri campi vale... sei punti. Ma soprattutto la squadra ha avuto quell’iniezione di fiducia che può portarla ad affrontare con lo spirito migliore i prossimi impegni”. Fioccano complimenti per il giovane Bodini: “Questo piccolo brasiliano finalmente ha avuto lo spazio per dimostrare il suo valore - ha detto Marisa Trucchia - Non capisco come Iacobelli proprio non lo veda come titolare. Anche oggi ha dimostrato di poter giocare per più di un quarto d’ora”.

E’ anche vero che la squadra non ha dato prova di grande solidità, e molti sono usciti storcendo un po’ il naso. “Se contiamo il gol l’Ancona ha concluso una sola volta in porta - ha sottolineato Giorgio Mengucci -. Si è vista la solita Ancona senza idee e fantasia, confusionaria, che si affida ai lanci lunghi perché incapace di impostare il gioco. Questa volta ci è andata bene, ma continuando con il non-gioco non si arriva lontano”. Ci pensa Saverio Romano a mettere tutti d’accordo: “Meglio vincere con un solo tiro in porta che dominare la gara e poi perdere, no?”.


di Mimmo Cugini

Mussi sveglia l’Ancona, battuta la Sansovino. Brutto primo tempo, nella ripresa entra il bomber e propizia il gol decisivo di Mortelliti

Dimentichiamo l’Ancona arruffona del primo tempo della partita con la Sansovino, meglio godersi quella della ripresa giocata con grinta e voglia di vincere. Alla fine per i biancorossi arriva il premio dei tre punti, in una domenica molto positiva perchè oltre a tornare a vincere al Del Conero (ma che tristezza giocare in uno stadio così grande senza il calore della gente) la squadra di Iacobelli consolida il quinto posto e si porta a sole tre lunghezze dal terzo. Perdono infatti in casa Benevento e Sassuolo mentre la Cavese ormai fa corsa solitaria in testa e così l’Ancona avvicina campani ed emiliani. Sul piano della prestazione quello che succede nei primi 45’ è tutto da cancellare. Iacobelli che deve rinunciare in partenza a Giandomenico decide di piazzare Mortelliti alle spalle di Bucchi, lasciando in panchina Mussi. Una scelta inconcepibile e bocciata dal campo: del resto parlano i numeri per Mussi che ha segnato otto gol mentre Bucchi è fermo a quota zero. Ma è soprattutto la scarsa patecipazione del’ex attaccante della Fermana al gioco della squadra ad essere imbarazzante, dopo oltre metà campionato non riesce ancora a dialogare coi compagni di reparto. Insomma un corpo estraneo. Non a caso nei primi 45’ il pressing della Sansovino blocca i tentativi dell’Ancona capace di andare al tiro solo al 36’ con Mendil dai 25 metri, tiro parato senza problemi da Benassi. Va detto che dopo 18’ l’Ancona perde anche Teodorani, sicuramente uno degli uomini tatticamente più importanti, l’ex aretino si scontra con Borgogni a metà campo ed esce per una ferita all’inguine. Dentro Bodini che ci mette un po’ ad entrare in partita, ma che nella ripresa diventerà poi determinante. Nel secondo tempo infatti l’Ancona alza finalmente il suo baricentro schiacciando la Sansovino e con l’ingresso di Mussi al posto di Bucchi guadagna metri di campo. La difesa toscana è finalmente impegnata e trema già al 16’ quando un tirocross di Bodini non è raccolto per un soffio da Mendil che cerca la deviazione in spaccata senza trovarla. Pochi minuti dopo arriva il gol che decide la partita. Mortelliti sulla trequarti apre a destra per Bodini che salta Nolè e dal fondo scodella un palone perfetto per Mussi, il bomber salta più in alto di tutti ma la sua conclusione colpisce la traversa, sulla sfera si catapulta Mortelliti che di testa da due passi mette dentro. La Sansovino che fino a quel momento aveva pensato solo a difendersi, mette la testa fuori dal guscio e ci vuole tutta la bravura di Morello per deviare in angolo un colpo di testa di Agostinelli su cross di Proietti (28’) e per alzare poi sopra la traversa una velenosa punizione di Zacchei (34’). E’ il momento di maggiore sofferenza per l’Ancona che si chiude un po’ troppo ma riesce comunque a gestire il vantaggio, sfiorando il raddoppio in contropiede sull’asse Bodini-Mussi: bravo il brasiliano a lanciare il bomber in campo aperto ma bravissimo il portiere Benassi a deviare con uno scatto di reni la conclusione in diagonale dell’attaccante dell’Ancona che sembrava destinata a finire in rete. Ma alla fine l’Ancona porta a casa i tre punti, l’unica cosa che contava. La prestazione della squadra è stata un po’ a sprazzi, ma dal match di ieri esce una sentenza: questa squadra se vuole avere speranze di salire in C1 non può fare a meno di Mussi.


di Ferdinando Vicini

Schiavoni va in campo: «Non ce la facevo più»

ANCONA - Alla fine del primo tempo Sergio Schiavoni non ce l'ha fatta più e si è catapultato in campo seguendo per tutta la ripresa la partita da dietro la panchina di Iacobelli. Alla fine ha gioito per una vittoria a cui teneva tantissimo. «In tribuna non riuscivo più a resistere, così ho deciso di andare in campo e devo dire che mi sono goduto un secondo tempo molto migliore del primo. Direi che l'ingresso di Mussi è stato molto importante, credo che alla fine abbiamo meritato di vincere». In sala stampa uno sguardo alla classifica del televideo rende ancora più felice il patron biancorosso. «Con questi tre punti ci siamo scrollati di dosso le inseguitrici e ci siamo avvicinati di molto al Benevento e al Sassuolo, il terzo posto ora è alla nostra portata. Direi che è stata una giornata veramente molto positiva per noi, ci voleva». Schiavoni ha sofferto nel finale quando la Sansovino attaccava alla ricerca del pari e non esita a confessarlo: «La partita sembrava non finire più, alla fine quando l'arbitro ha fischiato mi sarei sdraiato a terra per la gioia». Gli ultras della Curva Nord come avevano preannunciato nei giorni scorsi sono rimasti in silenzio per tutta la gara, oscurando tutti gli striscioni. In curva ne campeggiava uno soltanto: «Doveroso silenzio». Uniche eccezioni: due applausi, seppure tiepidi, quando è uscito Teodorani in barella e alla fine quando la squadra ha lasciato il terreno di gioco. Il tempo dirà se si tratta di un timido segnale di apertura. Morello ottimo rientro: Un taglio all'inguine per Toeodorani, costretto ad uscire dopo appena venti minuti di gara. Nei prossimi giorni si valuteranno meglio i tempi di recupero per l'esterno biancorosso. Al suo posto è entrato Bodini , autore del cross che ha originato il gol decisivo: «Sono andato via al difensore dopo due finte - racconta il brasiliano - lui ha cercato di trattenermi ma io ho resistito e sono arrivato sul fondo e l'ho messa in mezzo. Bravo Mussi a colpire di testa e Mortelliti a segnare. Sono contento per aver contribuito a questa vittoria molto importante per noi». Altro protagonista determinate Davide Morello: «Sul colpo di testa di Agostinelli sono saltato in anticipo altrimenti non ci sarei mai arrivato, lui poteva solo cercare l'angolo alto da quella posizione. E' andata bene. Credo che il mio rientro non potesse andare meglio di così, un successo importante che voglio dedicare a Germano, il fisioterapista che mi ha aiutato a guarire a Cesenatico».


di Matteo Massi

Non gli sembra vero: una domenica da incorniciare. Quasi come un puzzle, in cui tutti i pezzi vanno ordinatamente al proprio posto secondo desideri ed aspettative. Agostino Iacobelli si sente sollevato. Quando Damato fischia la fine esulta e tira un sospiro di sollievo. Tabù sfatato, l’Ancona non vinceva in casa dal 18 dicembre, ma quanta fatica. Gli affanni, troppi ed anche eccessivi al cospetto della Sansovino dimezzata, non sfuggono al mister. D’altronde il primo tempo è un’istantanea, che fotografa con prcisione lo stato di un’Ancona, che non riesce a mettere insieme tre passaggi di fila. «Siamo partiti discretamente — inizia la sua disamina Iacobelli —. Poi ci siamo impauriti e siamo riusciti a combinare poco, anche perché la Sansovino ci pressava ed era difficile giocare palla». Miglietta e Borgese poi non sono propriamente due registi, due che sanno fare girare il pallone. «Sono due mediani — dice Iacobelli—: giocatori votati alla quantità ed in effetti hanno sofferto». Per fortuna ci ha pensato Mortelliti. Un gol da attaccante di razza bravo nel ribadire in rete la respinta della traversa sul colpo di testa di Mussi. Già Mussi. Finito in panchina per far posto a Bucchi. Una novità che ha convinto pochi, per utilizzare un eufemismo, forse nemmeno lo stesso Iacobelli. «Bucchi era affaticato e aveva anche mal di pancia — rivela Iacobelli. Al cambio avevo già pensato alla fine del primo tempo». Mussi non si è fatto pregare, oltre al colpo di testa, da cui è scaturito l’1-0, ha sfiorato il raddoppio con un velenoso diagonale. «Mussi scalpitava. Aveva una grande voglia di fare gol e l’ha dimostrato. E un attaccante che non si discute in C2». E forse, da ieri, anche Iacobelli non lo metterà più in discussione, anche perché è l’unico in grado di fare gol in casa Ancona (a parte il bomber di scorta Mortelliti). Il mister non rimpiange comunque la scelta fatta, nonostante possa avvalersi del senno di poi. «Non sono proprio il tipo», ma a Castel San Pietro tornerà ad affidarsi a Mussi. Intanto si gode la vittoria con la Sansovino e le rinvigorite speranze playoff. Ora Iacobelli butta con piacere l’occhio alla classifica, anche se l’Ancona è sempre quinta. «Il nostro obiettivo è arrivare ai playoff — ribadisce Iacobelli —. Quello che è successo negli altri campi, non può che farci piacere. Certo in alcuni momenti della partita non abbiamo giocato benissimo, ma vincere così è ugualmente bello. Anche perché non lo facevamo da parecchio tempo al Conero». Proprio come il puzzle dei desideri.


di Massimo D'Agostino

«Va bene così. credetemi»

Settima rete e record personale stracciato. Ma quel che più conta è che l’Ancona, grazie a Francesco Mortelliti, arrivato alla corte di Schiavoni non certo per fare il bomber, centra la prima vittoria in casa del 2006. «Ci voleva — commenta raggiante a fine gara — soprattutto perché nel primo tempo non eravamo stati brillanti come speravamo. Era tanto che non segnavo. Mi pesava ancora il ricordo di quel rigore sbagliato davanti ai nostri tifosi. Anche perché, se lo avessi segnato, oggi l’Ancona avrebbe avuto dei punti preziosi in più per la classifica. Il gol? E stato bravo Bodini, non solo a liberarsi sulla fascia, ma a non cadere sulla spinta del difensore avversario. E poi bravissimo Mussi a colpire di testa in area. Questi sono tre punti fondamentali per i playoff — prosegue Mortelliti in chiave promozione — L’importante in C2 è il risultato. Il calcio champagne bisogna scordarselo. Anche il Sansovino, che è secondo, non ha regalato nulla allo spettacolo, e così aveva fatto il Montevarchi mettendola sul piano della rissa». E se è vero che certe partite si decidono sugli episodi, il numero di ieri di Carlos Cassiano Bodini, al 20’ della ripresa, da cui è scaturito il gol, vale doppio. «Ho cercato parecchie volte la profondità — spiega il centrocampista brasiliano —. Nel primo tempo, appena entrato ero ancora troppo freddo, non riuscivo ,a ritrovarmi. Sono contento soprattutto perché la squadra ha capito come si deve interpretare la C2. Cioè con più aggressività, buttando la palla in tribuna quando è necessario. Cosa ci manca? Il possesso di palla, credo. Dobbiamo trovare più continuità nell’azione. I miei cross? Potevo farne qualcuno in più, ma il Sansovino non è una squadra facile da affrontare — sottolinea —, una formazione che gioca al calcio, con passaggi brevi, e fa parecchio movimento senza palla. I playoff? Adesso sono più vicini, ma dobbiamo trovare continuità nei risultati». Altro episodio chiave, la parata di Davide Morello su Agostinelli. Ma il portiere, ex fenomeno del Gela, ripensa nel dopo gara a chi gli ha permesso di essere di nuovo in campo contro il Sansovino. «Vorrei ringraziare Germano Chierici di Cesenatico, che mi ha curato e mi è stato vicino in questo periodo. L’Ancona? L’avevo lasciata in buona forma e la ritrovo così, ancora vincente. Il mio intervento su Agostinelli è stato l’unico della partita. Non abbiamo fatto una bella gara — ammette —, ma in C2 contano i tre punti».

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