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Ambra Benedetti inviata di TuttalaC La Dorica frana al Del Conero. Scivola sulla
buccia di un Sassuolo giovane sì, ma pure volitivo e rompe la scia positiva cavalcata da
otto partite nel momento meno opportuno: quello della Giornata Biancorossa.
Gli emiliani sorridono due volte nel primo tempo e portano a casa una bagnarola bucata
dallespulsione di Grimaldi, nel pieno della ripresa. La Nobile marchigiana perde uno
spareggio e un po di terreno in classifica, ma resta aggrappata al treno
dei play off con una piazza al quinto posto. I Neroverdi la guardano dallalto, con
un vantaggio di quattro lunghezze. Quello che doveva essere un appuntamento di festa,
consacrato ai colori sportivi di Ancona, non lo è stato. La Curva Nord non ha sotterrato
lascia di guerra neppure per la 29èsima giornata di campionato, a sei turni dalla
fine. Gli effetti cronici di quellassalto al pullman di vecchia data si fanno ancora
sentire. Ma contro il Sassuolo non è mancato solo il tifo alla squadra di Iacobelli. Non
si è innescata quellalchimia delle ultime apparizioni. Nella nota delle
giustificazioni ci possono entrare anche le assenze. Il tecnico napoletano ha perso
Giandomenico e Miglietta sul letto dellinfluenza. Bucchi, invece, è stato appiedato
dalla varicella. In termini pratici il bollettino dellinfermeria bianco-rossa si è
tradotto nella novità di un Ceccobelli ritrovato sulla mediana ed un tridente alle spalle
di Mussi configurato sui piedi di Bodini, Gaeta e Mendil. Anche gli emiliani erano in
stato di emergenza: le assenze di Pensalfini, Girelli e Masucci sembravano pesare su un
organico ridotto, ma così non è stato. Mister Remondina è riuscito a far girare bene le
sue carte, aggiustando il solito 4-33, ad un 4-4-2, con una punta effettiva in Andreini ed
il supporto avanzato di Gilioli. Nello scenario di due squadre rattoppate, i
padroni di casa sembravano essere quelli più attrezzati. La Nobile marchigiana parte
furiosa già dal primo minuto di gioco. Gaeta tira una punizione velenosa in piena area, i
Neroverdi sforbiciano via il pericolo, Malafronte prova a ripescare loccasione, ma
il suo calcio è vano. Anche gli ospiti si fanno avanti con fare minaccioso un paio di
volte: prima Andreini spreca, in un cross a vuoto, un pallone rubato da
Benetti a metà campo, poi Morello salta per proteggere la sua porta da una brutta
mischia. Al 6 Gaeta batte un angolo proficuo dalla bandierina. Il pallone ritorna al
napoletano in un baleno e viene spedito a Langella, che spara alto. Al 21 il
Sassuolo ci prova con una punizione sgusciante: Pagani la pennella su Anselmi. Il centrale
difensivo inquadra la porta, ma Morello cè e chiude il pericolo in un angolo del
cassetto. Al 23 la corsa di Mendil viene spostata di peso da Magnanelli in piena
area. Larbitro, il Signor Petroselli di Viterbo, non ci vede niente di irregolare e
segna soltanto un corner di ordinaria amministrazione. Al 25 Mendil si becca
unammonizione per simulazione: il franco algerino atterra in area, circuito dai
colori neroverdi, ma il direttore di gara lo punisce. Al 28 gli emiliani urlano
sottovoce: Piccioni fa unacrobazia e liscia un assist di Andreini. E il
preludio del colpo in banca. Al 35 la diligenza nero-verde suona la campana. Il
Sassuolo è fulmineo. Andreini sistema un assist al bacio e Gilioli non ci pensa due volte
a metterlo dentro, bruciando i tempi a Morello. I marchigiani provano subito a risalire la
china. Al 37 Soncin macina il terreno avanzato della sua fascia e crossa male. Il
suo acuto piomba nellabbraccio di Pomini. Questultimo, poco dopo, si attarda
in un rinvio dal fondo e viene punito con una punizione a sfavore: dalla linea
dellarea di rigore i biancorossi non sanno sfruttare il regalo. Al 42 Mussi
cerca di mettere una toppa allo svantaggio della sua squadra: si divincola, supera gli
avversari, ma non è preciso nel tiro finale. Prima del break gli emiliani chiudono i
conti. Al 44 il Sassuolo raddoppia: il tacco di Fogacci intercetta il cross di
Gilioli e mette veleno sugli sviluppi dellazione. La palla finisce sui piedi di un
Benetti senza pietà. Il suo colpo è fatale. Shock totale. Le luci del primo tempo si
spengono. La ripresa comincia un po sottotono. Il primo urlo esce dalla bocca di
Ceccobelli dopo cinque minuti: il centrocampista, al suo rientro dopo quasi due mesi di
assenza dal campo, accende la miccia ad un siluro, ma inquadra lo specchio del portiere.
Al 7 Mendil, a tu per tu con Pomini, spara la palla sul petto dellultimo
baluardo degli emiliani e si morde la coscienza. All8 Iacobelli è costretto a
mettere mano al suo scacchiere. Bodini esce zoppicante dal campo e lascia la sua maglia a
Teodorani. Il Sassuolo protegge il risultato e non si infiamma. La Dorica continua a
dannarsi lanima, ma non trova una soluzione. Al 12 Cichella appoggia per
Gaeta. Il trequartista biancorosso frana e non aggancia la sfera. Le retrovie emiliane
irrompono e si salvano in angolo. Poco dopo il quarto dora il Sassuolo resta con un
uomo in meno. Grimaldi viene espulso per doppia ammonizione e dimostra poco fair play,
ritardando la sua uscita dal campo. Al 22 i padroni di casa si rifanno sotto con
cipiglio: Mendil getta il pallone in avanti, Gaeta dà un colpetto di testa, ma non elude
lattenzione di Pomini, pronto a parare. Al 26 Santunione, nellavanzare
sciolto, ha tutto il tempo di passare a Benetti e lisciare il colpaccio. La Nobile
marchigiana pecca di precisione in fase difensiva. Gli emiliani non ne approfittano e si
lanciano su quelle ghiotte occasioni con poca voglia. Al 27 Iacobelli cambia modulo
e si affida alle due punte per rianimare le sorti della gara. Gioca la carta della
freschezza, innestando a fianco di Mussi il giovane Rrudho, un promettente giovane classe
1987 della Beretti. E lui a mettersi in luce al 29: la new entry biancorossa
comincia un assalto, la palla si alza in area e viene recuperata da Mortelliti. Il
tentativo del siciliano si spegne sul fondo. Ad un battito di ciglia ci riprova Gaeta,
chiuso in corner dalle linee arretrate neroverdi. I marchigiani non riescono a trovare il
tassello giusto per risolvere in qualche modo un puzzle maledetto. Al 44 Ceccobelli
ci prova con una punizione centralizzata, ma Pomini afferra il siluro. Il Sassuolo, nel
finale, si concede anche un contropiede, ma Vianello spreca tutto. La storia era già
stata segnata nei primi quarantacinque minuti. Gli emiliani hanno ragione sui marchigiani
anche questa volta, come nellandata.
di Paolino Giampaoli
Clamorosa ed inatessa sconfitta dei biancorossi di mister Agostino Iacobelli, che oggi
sono stati sconfitti a domicilio dal Sassuolo per 2-0. Il match odierno per i dorici
rivestiva un'importanza particolare, infatti in caso di successo contro gli emiliani,
l'Ancona poteva addirittura approdare alla terza piazza della classifica e invece non solo
è stata sconfitta, ma addirittura è piombata al quinto posto superata seppur di una
lunghezza dal Benevento che ha pareggiato il derby campano con la Cavese. Il match si
decide tutto nel primo tempo, quando negli unici due tiri in porta verso lo specchio della
porta di Morello il Sassuolo realizza due gol. Il primo Gilioli va sullo spazio lasciato
libero dal difensore e con un secco diagonale di sinistro trafigge il portiere in uscita,
nel secondo invece complice un errato disimpegno della difesa dorica, Benetti è il più
lesto a ribattere da due passi. L'Ancona va al riposo sotto di due reti, nella ripresa ci
si attende una pronta risposta dei biancorossi che non tarda ad arrivare. Infatti prima
Mendil, poi Gaeta in due bellissime occasioni vengono anticipati dal portiere emiliano che
salva la propria porta. Il Sassuolo resta anche in inferiorità numerica per l'espulsione
per doppia ammonizione di Grimaldi, ma l'Ancona le prova di tutte, ma la difesa neroverde
è davero impenetrabile. Nel finale Iacobelli prova la carta del giovane attaccante della
Berretti, Rrudho ma neanche il baby biancorosso (oggi all'esordio) riesce a dare la svolta
al match. Dopo otto turni favorevoli l'Ancona perde la sua imbattibilità e putroppo
precipita al quinto posto in classifica e come se tutto ciò non fosse già abbastanza ora
la squadra dorica è attesa da due difficili trasferte contro due dirette concorrenti per
i play off. Domenica a Cuoio Cappiano e la successiva nel sabato di Pasqua a Benevento.
Siamo certi che il ko interno di oggi sia stato solo un' incidente di percorso.
di Mimmo Cugini
LAncona cade in casa e si complica la vita. Sassuolo spietato nel primo tempo:
segna con Gilioli e Benetti e non soffre mai.
Si ferma a otto la serie positiva dellAncona e i fantasmi emersi nel primo tempo
della partita casalinga con la Carrarese riemergono dopo i primi 45 contro il
Sassuolo. Quindici giorni fa lAncona si salvò con le prodezze di Gaeta nel finale
ma soprattutto per gli errori dei toscani che non seppero chiudere la gara nel primo
tempo. Stavolta la squara di Remondina capisce che bisogna raccogliere quando è il
momento di farlo e dopo aver controllato senza problemi gli attacchi dellAncona
nella prima mezzora e aver già sfiorato il gol al 22 (girata di Anselmi su
cross di Pagani mandata in angolo da Morello) piazza un micidiale uno-due che stende
lAncona. Minuto 37: sul centro sinistra Andreini serve in verticale Gilioli
che sfugge a Fogacci e con un diagonale da posizione molto difficile infila Morello, non
immune da colpe. In chiusura di primo termpo (44) il raddoppio con una lunga azione
alaborata a centrocampo che porta Gilioli al cross dal fondo campo, Fogacci devia di tacco
ma sul pallone si avventa Benetti che infila Morello con la difesa biancorossa immobile. E
lAncona? Mastica calcio. Non riesce mai a concludere nello specchio della porta nel
primo tempo (unico lampo uno spunto di Mussi che entra in area dalla desra e calcia fuori
in diagonale) dimostrando oltre tutto di correre molto meno degli avversari. I biancorossi
giocano sotto ritmo, Iacobelli si ostina a voler insistere col 4-2-3-1 e la squadra si
trova ad attaccare con tre giocatori al massimo mentre gli altri restano tutti dietro la
metà campo. Bodini nel primo tempo gioca troppo basso e non riesce mai a trovare spazio,
Mendil si dà da fare ma col passare dei minuti perde smalto fino allerrore
incredibile allinizio dela ripresa (8) quando liberato da un assist di testa
di Gaeta spara in bocca al portiere Pomini la più facile delle occasioni. E il
primo tiro in porta dellAncona, non ce ne saranno altri nonostante la superiorità
numerica della quale i biancorossi fruiscono per lespulsione di Grimaldi (doppia
ammonizione) al 18 del secondo tempo. Invece che cercare di allargare il gioco per
far uscire il Sassuolo Iacobelli intasa larea di rigore mandando in campo Teodorani,
Mortelliti e il giovane albanese Rrhudo e richiamando i due esterni di difesa, Malafronte
e Soncin che potevano diventare determinanti nellaggiramento dalle fascie. Ma
lAncona ignora completamente le più elementari regole calcistiche e lunico
schema (si fa per dire...) è il lancio centrale dei difensori per le punte. Negli ultimi
minuti Mussi, Mendil, Gaeta e Rrhudo giocano uno appicicato allaltro senza riuscire
a prenderla mai. E il pubblico della curva (finalmente numeroso) inevitabilmente si
spazientisce e nel finale contesta la squadra. Non è il momento per farlo, perchè
lobiettivo play-off è ancora a portata di meno però una squadra che in
mezzora di superorità numerica non riesce mai a tirare in porta fa perdere la
pazienza anche al tifoso più incallito. Con la sconfitta di ieri lAncona si
complica parecchio la strada per i play-off: domenica si gioca uno spareggio a Santa Croce
sullArno col Cuoiocappiano a meno tre dai dorici. Poi cè la trasferta di
Benevento alla vigilia di Pasqua. Due partite nelle quali lAncona deve dimostrare di
meritare di finire tra le prime cinque della classifica. Dopo aver fallito laggancio
al terzo posto almeno bisogna tenersi stretto il quinto.
di Ferdinando Vicini
Traini attacca Iacobelli: «Troppi errori tattici»
Toni dimessi e voce bassa, Agostino Iacobelli in sala stampa appare il ritratto
dell'Ancona vista sul campo. La sconfitta subita dal Sassuolo ha lasciato un segno
profondo e lo stesso Traini è critico con il tecnico. Iacobelli non si nasconde:
«Abbiamo preso una botta tremenda che nessuno si aspettava. Pensavamo di poter gestire
meglio questo finale di campionato, invece dopo questa partita ci toccherà nuovamente
penare. Evidentemente siamo nati per soffrire». Da parte sua Traini non ha condiviso le
scelte di Iacobelli e lo dice chiaramente: «Contro un avversario che notoriamente punta
molto sulle corsie laterali forse avremmo dovuto evitare di schierare una formazione così
offensiva. Credo proprio che stavolta alla base della nostra sconfitta ci siano stati
errori tattici». Il diesse dorico è molto esplicito nell'indicare gli sbagli commessi
sul campo dall'Ancona: «Sapevamo che sulle fasce il Sassuolo avrebbe potuto metterci in
difficoltà e proprio per linee esterne sono arrivate le azioni decisive. Abbiamo subito
tre ripartenze sulle fasce e in due di queste situazioni siamo stati puniti». Dal canto
suo Iacobelli accetta le critiche e si assume le responsabilità di un risultato che
ricaccia l'Ancona in piena bagarre per i play off: «Sino a domenica mattina sono stato in
dubbio se schierare Teodorani o Bodini sulla fascia destra, ma poi ho optato per il
brasiliano che a Reggio era andato molto bene. In questi casi se si vince l'allenatore ha
ragione, se si perde ha sbagliato le scelte. Comunque mi assumo tutte le responsabilità
per questa sconfitta; ora dobbiamo dimostrare di essere un gruppo vero e reagire subito.
Non possiamo più sbagliare». Deluso e preoccupato: Sergio Schiavoni stavolta non riesce
a nascondere la propria amarezza per uno scivolone tanto inaspettato quanto duro da
accettare. «Abbiamo sofferto terribilmente contro un Sassuolo che si è confermata una
formazione aggressiva e veloce. Noi però avremmo dovuto e potuto fare meglio, invece non
abbiamo disputato una partita all'altezza della situazione». Il patron ammette tutta la
sua preoccupazione: «Guardando la classifica non posso certo essere ottimista per il
nostro futuro. Non ci voleva la vittoria del Cuoiocappiano, adesso ci aspettano due
trasferte molto difficili. Spero nel rientro di Miglietta e Giandomenico, due assenze che
si sono sentite». Rammarico anche per la "giornata biancorossa": «I tifosi
hanno risposto bene, sono venuti numerosi e per questo la sconfitta mi brucia ancora di
più. Mi dispiace per loro. Mi ero illuso che fossimo quasi in porto invece ora la nostra
strada si fa decisamente in salita».
di Guido Montanari
LAncona si è sciolta al primo sole di primavera. Bruciante il ko casalingo con
il Sassuolo e stavolta non cè davvero nessun santo a cui votarsi: emiliani hanno
semplicemente giocato meglio e sono anche parsi più freschi a livello tattico. Una
vittoria che non fa u grinza da parte del Sassuolo che getta unombra cupa sul futuro
prossimo dei dorici. La situazione playoff adesso si è molto ingarbugliata e cè il
serio rischio che la debacle di ieri possa avere una pesante ricaduta anche a livello
psicologico soprattutto alla vigilia di due trasferte decisive con Cuoiopelli e Benevento.
Lunica cosa sicura è che lAncona ha fallito lennesimo bivio: doveva
essere la partita della svolta, loccasione doro per arrivare ad un solitario
terzo posto e invece è successo un patatrac. E se ai playoff, sempre che i biancorossi ci
arrivino, dovesse capitare il Sassuolo? Allandata tre gol, ieri altri due a
domicilio: cè davvero di che preoccuparsi.
SOLO UNA FIAMMATA -
La partita era stata preparata in maniera scrupolosa dal mister, dalla società e gli
stessi giocatori in settimana sembravano concentratissimi: nei primi dieci minuti in
effetti lAncona era partita in maniera scoppiettante mettendo in difficoltà la
retroguardia ospite. Ma a poco a poco la spinta si è esaurita e sono venuti fuori gli
schemi e la maggiore potenza fisica degli avversari. ln particolare la fascia destra,
quella occupata da Malafronte e Bodini, è stata letteralmente arata dal
Sassuolo che proprio in due iniziative sviluppate su quella parte del campo ha trovato i
due gol decisivi.
ERRORI SU ERRORI -
Due gol però agevolati dalle sciocchezze dei biancorossi: al 36 lancio in
profondità per lo scatenato Gilioli che, molto defilato, riesce ad arrivare per primo sul
pallone e a far partire un diagonale di sinistro non irresistibile ma che beffa Morello.
La palla passa sotto il corpo del portiére. Una volta in svantaggio lAncona è
andata letteralmente in tilt riuscendo a prendere un altro gol prima del riposo, un gol
che in pratica ha chiuso la partita: al 43 ennesimo buco sulla destra e
sul cross al centro per Benetti è un gioco da ragazzi insaccare. Ci sarebbe subito
loccasione per accorciare nel finale di tempo ma Mussi da buona posizione sparecchia
fuori. Le speranze si chiudono con Mendil. Cè un timido accenno di forcing ad
inizio ripresa e una grande occasione per dimezzare lo svantaggio ma Mendil, servito di
testa da Gaeta, tutto solo davanti al portiere emiliano gli tira addosso da pochi metri.
Pochi attimi dopo anche Gaeta avrebbe la palla buona ma cincischia e perde lattimo
giusto per battere a rete. Se fosse andata dentro una di queste due palle, la partita si
sarebbe sicuramente riaperta anche perchè poco dopo il Sassuolo è rimasto in dieci per
lespulsione del difensore Grimaldi.
QUANTA CONFUSIONE
Iacobelli ha buttato entro, alla disperata, tutti gli attaccanti che aveva seduti intorno
in panchina: sono entrati Teodorani, Mortelliti e persino il baby della Berretti Rrudho.
Tutto inutile perchè nonostante là superiorità numerica lAncona non è più
riuscita ad impensierire il Sassuolo. Abbiamo visto almeno tre giocatori fuori ruolo, con
Teodorani in difesa, Mendil a centrocampo che non sapeva letteralmente che pesci prendere
e Mortelliti defilato sulla sinistra in attesa di qualche lancio dalle retrovie. Sì,
perchè nonostante luomo in più la squadra di Iacobelli ha giocato con i traversoni
da metà campo senza quasi mai cercare un minimo di profondità.
TANTI DUBBI - E finita davvero male la Giornata Biancorossa che pure
aveva avuto un buon riscontro di pubblico. La gente se nè andata dallo stadio del
Conero con la solita espressione interdetta: di questa squadra non ci si può fidare. Come
dargli torto dopo una simile figuraccia? La partita della svolta... sì, ma in negativo.
di Mario Cori
BiancoroSSi presi a piastrellate. Alla giornata biancorossa sventola la bandiera
nero-verde. Quella del Sassuolo, che fa crollare per la quarta volta nella stagione il
Conero, realizza il pieno nel doppio confronto e respinge lattacco dellAncona
al terzo posto. Brutta sberla per la squadra di Iacobelli, alla quale gli otto risultati
utili consecutivi avevano forse dato alla testa. Invece i difetti restano quelli che sono,
acuiti da tatticismi ancor più strani ed incomprensibili. Paradossalmente, perso in
panchina nella ripresa il ds Traini per proteste, il mister sembra andare visibilmente in
confusione, dopo che Mendil e Gaeta divorano palle gol enormi con cui riaprire una partita
compromessa. Iacobelli butta improvvisamente dentro attaccanti a manciate, ognuno va per
conto suo. Ormai si sente disperato, ma così va a finire che Teodorani e Mendil si
ritrovano in difesa, mentre là davanti si alzano polveroni incredibili, nonostante che il
Sassuolo sia con un uomo in meno. Oddio nulla è perduto, ma loccasione per
consolidare la buona classifica prima delle trasferte spareggio di Santa Croce e
Benevento, è sciupata a cuor leggero. Il Sassuolo, senza fare nulla di clamoroso, regala
una lezione di calcio di categoria. Difesa fitta (portiere Pomini e stopper Piccioni
perfetti), centro-campo che bada al sodo, contropiede a volte fulminante. Luomo
partita è limprendibile Gilioli, unala che Malafronte ha il piacere di vedere
nello schieramento a centro-campo allinizio e quando esce per la sostituzione.
Nellora di gioco che sta in mezzo il modenese semina il panico sulla fascia sinistra
e schianta due volte una difesa schierata. Sblocca il risultato (36) sfruttando un
corridoio apertogli centralmente da Andreini nel quale brucia Fogacci e Langella
(Malafronte è già indietro). Morello è colpevolmente trafitto dal diagonale sul secondo
palo. Poi (44) a fondo campo travolge Malafronte, fa sbandare Fogacci e piazza una
palla doro in mezzo per laccorrente Benetti, che fulmina Morello. Soncin è
nei paraggi ma non ci pensa di chiudere. Insomma lAncona nel primo tempo non solo
non riesce come al solito a far gioco, ma presenta incredibili difficoltà a stare in
campo quantomeno con un po di autorità. Mussi riesce a liberarsi una sola volta di
Piccioni (43) ma il suo diagonale è fuori. Il doppio vantaggio dei «piastrellari»
è legittimo, se si pensa che sullo 0-0 (21) Morello riesce a sventare con le dita
una girata di Piccioni dal limite su punizione di Pagani. Primo tempo da mani negli occhi
per lAncona. Non solo gioca male, ma sembra si faccia di tutto per farla esprimere
peggio. Baricentro sempre basso, nonostante che i nero-verdi giochino di rimessa, Mussi
solo come un cane là davanti, nessuno che sappia far girare la palla anche perché la
squadra è evidentemente bloccata. Nella ripresa Mendil (8) sublima la sua partita
indecente riuscendo a scaricare addosso a Pomini un cuoio a porta spalancata offertogli
dalla torre di Mussi. E di lì a poco (14) Teodorani smarca Gaeta che però si fa
anticipare in chiusura dal portiere in uscita. Da quel momento la confusione è totale per
lAncona. Neanche un Sassuolo in dieci (fuori Grimaldi nellultima
mezzora) schiarisce le idee ai biancorossi. Contrariamente al primo tempo ora
cè un accozzaglia di maglie rosse nella metà campo del Sassuolo. Tanto ormai
non cè più nulla da perdere. Solo che in superiorità numerica non scappa fuori
più nessuna palla gol. E decisamente il caso di preoccuparsi. A forza di giocare
con la paura qui si rischia di rovinare tutto. E quando subentra la disperazione, il caos
è totale.
di Matteo Massi
Vorrebbe essere da tuttaltra parte. Magari a casa, a meditare e a chiedersi come
sia possibile che lAncona, nella partita più importante della stagione, abbia dato
vita ad una delle prestazioni più scadenti. Il ruolo però gli impone di essere lì. Lì,
nella sala stampa del Conero, ad ingoiare bocconi amari, guardando la classifica che,
impietosa, certifica lo scivolone della sua squadra al quinto posto e a provare a spi. E
così la faccia di Agostino Iacobelli è tutto un programma. Si vedono anche più rughe di
quelle che ha. Anzi di quelle che può avere un 43enne ex calciatore, ora allenatore. Con
tanti pensieri in testa. E relative preoccupazioni, perché ora il gioco si fa duro per
lAncona. E lui snocciola la sentenza consueta per situazioni del genere. «E proprio
ora che tutto si fa difficile che i calciatori devono dimostrare di essere uomini prima e
bravi calciatori poi». Poi ammette levidenza. «E andata malissimo. Abbiamo fatto
tutti molto male. Ogni volta che ci troviamo di fronte ad un bivio, prendiamo la strada
sbagliata». Anche lui si mette sul banco degli imputati. Non si tira indietro. «Mi
assumo tutte le responsabilità, perché come allenatore devo farlo». Ed allora escono
allo scoperto i dubbi della vigilia: quel ballottaggio tra Teodorani e Bodini deciso con
la conferma di questultimo. Proprio sulla fascia dove il Sassuolo ha fatto tutto
quello che voleva e dove ha costruito i gol e il colpo al Conero. «Ho pensato di far
giocare Teodorani. Con questo dubbio ho trascorso tutto il mio sabato, ma poi non va
dimenticato che Teodorani, per linfluenza, nelle ultime settimane non si era
allenato bene e che Bodini a Reggio Emilia aveva fatto una buona gara». Torna tutto a
galla dopo una sconfitta. Anche quella palla gol fallita clamorosamente da uno spento ed
innocuo Mendil. «Se Nassim avesse segnato, avremmo riaperto la partita». Eventualità
spazzate via dagli errori dell Ancona e da una condotta di gara inappuntabile del
Sassuolo. «Sul primo gol abbiamo fatto uno sbaglio colossale - spiega Iacobelli. Non
abbiamo fatto la diagonale difensiva e il Sassuolo ci ha colpito. Non si possono
commettere errori del genere». E soprattutto non si può perseverare nellerrore da
Santa Croce sullArno in poi. «Abbiamo due trasferte, che sono altrettanti scontri
diretti. Ora non possiamo più sbagliare. Guai a ripetere una prestazione del genere».
Lultima amara considerazione è su ciò che poteva essere e non è stato. Purtroppo
un leit motiv per lAncona di questanno. «Con una vittoria avremmo potuto
ipotecare i playoff e invece siamo piombati al quinto posto e il discorso è ancora
apertissimo». |