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di Stefano Rispoli

Uno sguardo al monitor di servizio, una smorfia di rabbia per i risultati dagli altri campi. E’ bastata una battuta d’arresto dopo otto risultati utili per rimettere tutto in gioco. Vincendo col Sassuolo, l’Ancona sarebbe da soli al terzo posto, con i playoff già in tasca. Lo sa bene Agostino Iacobelli. Il tecnico biancorosso a fine partita non si dà pace. “E’ una batosta che fa davvero male sono le prime parole del trainer campano -. Vincere la partita col Sassuolo ci avrebbe consentito di gestire in maniera diversa il finale di campionato.
Saremmo stati più tranquilli, avremmo potuto alzare la testa e fermarci un attimo per respirare. Invece questa sconfitta, che sinceramente nessuno si aspettava, ci fa piombare nuovamente nell’incertezza, nella preoccupazione. Non è la prima volta che ci capita: anche con la Cavese stavamo attraversando un momento simile, ma siamo caduti.
Ci siamo complicati l’esistenza da soli: potevamo dare una svolta al campionato e, invece, eccoci qua”. - Troppa pressione, mister? “Non credo. Non sono queste le pressioni che ho conosciuto io da calciatore. E poi i ragazzi erano carichi, determinati, consapevoli dell’importanza di questa partita”. - E allora che è successo?
“Avevamo preparato la gara badando bene alle ripartenze devastanti di cui è capace il Sassuolo. Invece ci siamo fatti rubare ingenuamente palla e abbiamo preso un gol. Dopo lo svantaggio abbiamo provato subito a recuperare, ma un altro movimento sbagliato ci ha costretti a incassare la seconda rete.
E questo nonostante in entrambe le circostanze la difesa fosse schierata”. Nel secondo tempo, col Sassuolo in inferiorità numerica, ci si aspettava di più dall’Ancona… “Avremmo potuto riaprire la partita con quell’ occasione capitata a Mendil, finita malamente tra le braccia del loro portiere.
Poi la gara è diventata caotica, c’era troppa confusione in campo. Ho messo Mortelliti a sinistra nella speranza di sfondare da quella parte, ma nulla da fare. Il Sassuolo ha difeso bene il vantaggio, non ci ha lasciati passare ed ecco spiegata la sconfitta.
Ma il principale responsabile sono io, non lo nascondo fascia - Bodini sulla fascia non ha avuto vita facile: perché non inserire prima Teodorani? “Bodini onestamente a Reggio Emilia aveva fatto bene, speravo mi desse un po’ di continuità. Teodorani viene da tre settimane in cui non si è allenato bene, per cui non mi è sembrato il caso di rischiano.
Nel finale ho gettato nella mischia anche il giovane Rrudho, nel tentativo di giocare sulla fisicità. Ma non c’è stato niente da fare. Dispiace per la squadra, per la società, per i tifosi che in occasione della Giornata Biancorossa hanno accolto il nostro appello a venire allo stadio”. - Ora due trasferte temibili:come prepararsi al Cuoiopelli e al Benevento? “
Io mi aspetto che i ragazzi reagiscano e dimostrino di essere un gruppo vero. Una squadra tosta si vede nei momenti di difficoltà. Già domenica prossima l’Ancona è chiamata a dimostrare di essere quella del primo tempo di Reggio Emilia: sono convinto che i ragazzi non mi deluderanno”.
REMONDINA ESULTA - Parole di soddisfazione quelle espresse da Gianmarco Remondina, tecnico del Sassuolo. “Siamo venuti ad Ancona consapevoli che non saremo stati noi a fare la partita e cercando quindi di sfruttare al meglio le ripartenze. La nostra è stata una partita molto aggressiva a metà campo e devo fare i complimenti ai miei ragazzi che si sono applicati alla perfezione.
Ai difensori avevo detto di stare attenti a Gaeta che agendo tra le due linee poteva risultare fastidioso. Abbiamo chiuso bene gli spazi anche quando eravamo in dieci. Solo ad inizio gara abbiamo subito un po’, altrimenti, salvo un paio di occasioni ad inizio ripresa, l’Ancona non è stata mai pericolosa”.
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di Ambra Benedetti inviata di TuttalaC

La Dorica frana al Del Conero. Scivola sulla buccia di un Sassuolo giovane sì, ma pure volitivo e rompe la scia positiva cavalcata da otto partite nel momento meno opportuno: quello della “Giornata Biancorossa”. Gli emiliani sorridono due volte nel primo tempo e portano a casa una bagnarola bucata dall’espulsione di Grimaldi, nel pieno della ripresa. La Nobile marchigiana perde uno “spareggio” e un po’ di terreno in classifica, ma resta aggrappata al treno dei play off con una piazza al quinto posto. I Neroverdi la guardano dall’alto, con un vantaggio di quattro lunghezze. Quello che doveva essere un appuntamento di festa, consacrato ai colori sportivi di Ancona, non lo è stato. La Curva Nord non ha sotterrato l’ascia di guerra neppure per la 29èsima giornata di campionato, a sei turni dalla fine. Gli effetti cronici di quell’assalto al pullman di vecchia data si fanno ancora sentire. Ma contro il Sassuolo non è mancato solo il tifo alla squadra di Iacobelli. Non si è innescata quell’alchimia delle ultime apparizioni. Nella nota delle giustificazioni ci possono entrare anche le assenze. Il tecnico napoletano ha perso Giandomenico e Miglietta sul letto dell’influenza. Bucchi, invece, è stato appiedato dalla varicella. In termini pratici il bollettino dell’infermeria bianco-rossa si è tradotto nella novità di un Ceccobelli ritrovato sulla mediana ed un tridente alle spalle di Mussi configurato sui piedi di Bodini, Gaeta e Mendil. Anche gli emiliani erano in stato di emergenza: le assenze di Pensalfini, Girelli e Masucci sembravano pesare su un organico ridotto, ma così non è stato. Mister Remondina è riuscito a far girare bene le sue carte, aggiustando il solito 4-33, ad un 4-4-2, con una punta effettiva in Andreini ed il supporto avanzato di Gilioli. Nello scenario di due squadre “rattoppate”, i padroni di casa sembravano essere quelli più attrezzati. La Nobile marchigiana parte furiosa già dal primo minuto di gioco. Gaeta tira una punizione velenosa in piena area, i Neroverdi sforbiciano via il pericolo, Malafronte prova a ripescare l’occasione, ma il suo calcio è vano. Anche gli ospiti si fanno avanti con fare minaccioso un paio di volte: prima Andreini spreca, in un cross “a vuoto”, un pallone rubato da Benetti a metà campo, poi Morello salta per proteggere la sua porta da una brutta mischia. Al 6’ Gaeta batte un angolo proficuo dalla bandierina. Il pallone ritorna al napoletano in un baleno e viene spedito a Langella, che spara alto. Al 21’ il Sassuolo ci prova con una punizione sgusciante: Pagani la pennella su Anselmi. Il centrale difensivo inquadra la porta, ma Morello c’è e chiude il pericolo in un angolo del cassetto. Al 23’ la corsa di Mendil viene spostata di peso da Magnanelli in piena area. L’arbitro, il Signor Petroselli di Viterbo, non ci vede niente di irregolare e segna soltanto un corner di ordinaria amministrazione. Al 25’ Mendil si becca un’ammonizione per simulazione: il franco algerino atterra in area, circuito dai colori neroverdi, ma il direttore di gara lo punisce. Al 28’ gli emiliani urlano sottovoce: Piccioni fa un’acrobazia e liscia un assist di Andreini. E’ il preludio del colpo in banca. Al 35’ la diligenza nero-verde suona la campana. Il Sassuolo è fulmineo. Andreini sistema un assist al bacio e Gilioli non ci pensa due volte a metterlo dentro, bruciando i tempi a Morello. I marchigiani provano subito a risalire la china. Al 37’ Soncin macina il terreno avanzato della sua fascia e crossa male. Il suo acuto piomba nell’abbraccio di Pomini. Quest’ultimo, poco dopo, si attarda in un rinvio dal fondo e viene punito con una punizione a sfavore: dalla linea dell’area di rigore i biancorossi non sanno sfruttare il regalo. Al 42’ Mussi cerca di mettere una toppa allo svantaggio della sua squadra: si divincola, supera gli avversari, ma non è preciso nel tiro finale. Prima del break gli emiliani chiudono i conti. Al 44’ il Sassuolo raddoppia: il tacco di Fogacci intercetta il cross di Gilioli e mette veleno sugli sviluppi dell’azione. La palla finisce sui piedi di un Benetti senza pietà. Il suo colpo è fatale. Shock totale. Le luci del primo tempo si spengono. La ripresa comincia un po’ sottotono. Il primo urlo esce dalla bocca di Ceccobelli dopo cinque minuti: il centrocampista, al suo rientro dopo quasi due mesi di assenza dal campo, accende la miccia ad un siluro, ma inquadra lo specchio del portiere. Al 7’ Mendil, a tu per tu con Pomini, spara la palla sul petto dell’ultimo baluardo degli emiliani e si morde la coscienza. All’8’ Iacobelli è costretto a mettere mano al suo scacchiere. Bodini esce zoppicante dal campo e lascia la sua maglia a Teodorani. Il Sassuolo protegge il risultato e non si infiamma. La Dorica continua a dannarsi l’anima, ma non trova una soluzione. Al 12’ Cichella appoggia per Gaeta. Il trequartista biancorosso frana e non aggancia la sfera. Le retrovie emiliane irrompono e si salvano in angolo. Poco dopo il quarto d’ora il Sassuolo resta con un uomo in meno. Grimaldi viene espulso per doppia ammonizione e dimostra poco fair play, ritardando la sua uscita dal campo. Al 22’ i padroni di casa si rifanno sotto con cipiglio: Mendil getta il pallone in avanti, Gaeta dà un colpetto di testa, ma non elude l’attenzione di Pomini, pronto a parare. Al 26’ Santunione, nell’avanzare sciolto, ha tutto il tempo di passare a Benetti e lisciare il colpaccio. La Nobile marchigiana pecca di precisione in fase difensiva. Gli emiliani non ne approfittano e si lanciano su quelle ghiotte occasioni con poca voglia. Al 27’ Iacobelli cambia modulo e si affida alle due punte per rianimare le sorti della gara. Gioca la carta della freschezza, innestando a fianco di Mussi il giovane Rrudho, un promettente giovane classe 1987 della Beretti. E lui a mettersi in luce al 29’: la new entry biancorossa comincia un assalto, la palla si alza in area e viene recuperata da Mortelliti. Il tentativo del siciliano si spegne sul fondo. Ad un battito di ciglia ci riprova Gaeta, chiuso in corner dalle linee arretrate neroverdi. I marchigiani non riescono a trovare il tassello giusto per risolvere in qualche modo un puzzle maledetto. Al 44’ Ceccobelli ci prova con una punizione centralizzata, ma Pomini afferra il siluro. Il Sassuolo, nel finale, si concede anche un contropiede, ma Vianello spreca tutto. La storia era già stata segnata nei primi quarantacinque minuti. Gli emiliani hanno ragione sui marchigiani anche questa volta, come nell’andata.


di Paolino Giampaoli

Clamorosa ed inatessa sconfitta dei biancorossi di mister Agostino Iacobelli, che oggi sono stati sconfitti a domicilio dal Sassuolo per 2-0. Il match odierno per i dorici rivestiva un'importanza particolare, infatti in caso di successo contro gli emiliani, l'Ancona poteva addirittura approdare alla terza piazza della classifica e invece non solo è stata sconfitta, ma addirittura è piombata al quinto posto superata seppur di una lunghezza dal Benevento che ha pareggiato il derby campano con la Cavese. Il match si decide tutto nel primo tempo, quando negli unici due tiri in porta verso lo specchio della porta di Morello il Sassuolo realizza due gol. Il primo Gilioli va sullo spazio lasciato libero dal difensore e con un secco diagonale di sinistro trafigge il portiere in uscita, nel secondo invece complice un errato disimpegno della difesa dorica, Benetti è il più lesto a ribattere da due passi. L'Ancona va al riposo sotto di due reti, nella ripresa ci si attende una pronta risposta dei biancorossi che non tarda ad arrivare. Infatti prima Mendil, poi Gaeta in due bellissime occasioni vengono anticipati dal portiere emiliano che salva la propria porta. Il Sassuolo resta anche in inferiorità numerica per l'espulsione per doppia ammonizione di Grimaldi, ma l'Ancona le prova di tutte, ma la difesa neroverde è davero impenetrabile. Nel finale Iacobelli prova la carta del giovane attaccante della Berretti, Rrudho ma neanche il baby biancorosso (oggi all'esordio) riesce a dare la svolta al match. Dopo otto turni favorevoli l'Ancona perde la sua imbattibilità e putroppo precipita al quinto posto in classifica e come se tutto ciò non fosse già abbastanza ora la squadra dorica è attesa da due difficili trasferte contro due dirette concorrenti per i play off. Domenica a Cuoio Cappiano e la successiva nel sabato di Pasqua a Benevento. Siamo certi che il ko interno di oggi sia stato solo un' incidente di percorso.


di Mimmo Cugini

L’Ancona cade in casa e si complica la vita. Sassuolo spietato nel primo tempo: segna con Gilioli e Benetti e non soffre mai.

Si ferma a otto la serie positiva dell’Ancona e i fantasmi emersi nel primo tempo della partita casalinga con la Carrarese riemergono dopo i primi 45’ contro il Sassuolo. Quindici giorni fa l’Ancona si salvò con le prodezze di Gaeta nel finale ma soprattutto per gli errori dei toscani che non seppero chiudere la gara nel primo tempo. Stavolta la squara di Remondina capisce che bisogna raccogliere quando è il momento di farlo e dopo aver controllato senza problemi gli attacchi dell’Ancona nella prima mezz’ora e aver già sfiorato il gol al 22’ (girata di Anselmi su cross di Pagani mandata in angolo da Morello) piazza un micidiale uno-due che stende l’Ancona. Minuto 37’: sul centro sinistra Andreini serve in verticale Gilioli che sfugge a Fogacci e con un diagonale da posizione molto difficile infila Morello, non immune da colpe. In chiusura di primo termpo (44’) il raddoppio con una lunga azione alaborata a centrocampo che porta Gilioli al cross dal fondo campo, Fogacci devia di tacco ma sul pallone si avventa Benetti che infila Morello con la difesa biancorossa immobile. E l’Ancona? Mastica calcio. Non riesce mai a concludere nello specchio della porta nel primo tempo (unico lampo uno spunto di Mussi che entra in area dalla desra e calcia fuori in diagonale) dimostrando oltre tutto di correre molto meno degli avversari. I biancorossi giocano sotto ritmo, Iacobelli si ostina a voler insistere col 4-2-3-1 e la squadra si trova ad attaccare con tre giocatori al massimo mentre gli altri restano tutti dietro la metà campo. Bodini nel primo tempo gioca troppo basso e non riesce mai a trovare spazio, Mendil si dà da fare ma col passare dei minuti perde smalto fino all’errore incredibile all’inizio dela ripresa (8’) quando liberato da un assist di testa di Gaeta spara in bocca al portiere Pomini la più facile delle occasioni. E’ il primo tiro in porta dell’Ancona, non ce ne saranno altri nonostante la superiorità numerica della quale i biancorossi fruiscono per l’espulsione di Grimaldi (doppia ammonizione) al 18’ del secondo tempo. Invece che cercare di allargare il gioco per far uscire il Sassuolo Iacobelli intasa l’area di rigore mandando in campo Teodorani, Mortelliti e il giovane albanese Rrhudo e richiamando i due esterni di difesa, Malafronte e Soncin che potevano diventare determinanti nell’aggiramento dalle fascie. Ma l’Ancona ignora completamente le più elementari regole calcistiche e l’unico schema (si fa per dire...) è il lancio centrale dei difensori per le punte. Negli ultimi minuti Mussi, Mendil, Gaeta e Rrhudo giocano uno appicicato all’altro senza riuscire a prenderla mai. E il pubblico della curva (finalmente numeroso) inevitabilmente si spazientisce e nel finale contesta la squadra. Non è il momento per farlo, perchè l’obiettivo play-off è ancora a portata di meno però una squadra che in mezz’ora di superorità numerica non riesce mai a tirare in porta fa perdere la pazienza anche al tifoso più incallito. Con la sconfitta di ieri l’Ancona si complica parecchio la strada per i play-off: domenica si gioca uno spareggio a Santa Croce sull’Arno col Cuoiocappiano a meno tre dai dorici. Poi c’è la trasferta di Benevento alla vigilia di Pasqua. Due partite nelle quali l’Ancona deve dimostrare di meritare di finire tra le prime cinque della classifica. Dopo aver fallito l’aggancio al terzo posto almeno bisogna tenersi stretto il quinto.


di Ferdinando Vicini

Traini attacca Iacobelli: «Troppi errori tattici»

Toni dimessi e voce bassa, Agostino Iacobelli in sala stampa appare il ritratto dell'Ancona vista sul campo. La sconfitta subita dal Sassuolo ha lasciato un segno profondo e lo stesso Traini è critico con il tecnico. Iacobelli non si nasconde: «Abbiamo preso una botta tremenda che nessuno si aspettava. Pensavamo di poter gestire meglio questo finale di campionato, invece dopo questa partita ci toccherà nuovamente penare. Evidentemente siamo nati per soffrire». Da parte sua Traini non ha condiviso le scelte di Iacobelli e lo dice chiaramente: «Contro un avversario che notoriamente punta molto sulle corsie laterali forse avremmo dovuto evitare di schierare una formazione così offensiva. Credo proprio che stavolta alla base della nostra sconfitta ci siano stati errori tattici». Il diesse dorico è molto esplicito nell'indicare gli sbagli commessi sul campo dall'Ancona: «Sapevamo che sulle fasce il Sassuolo avrebbe potuto metterci in difficoltà e proprio per linee esterne sono arrivate le azioni decisive. Abbiamo subito tre ripartenze sulle fasce e in due di queste situazioni siamo stati puniti». Dal canto suo Iacobelli accetta le critiche e si assume le responsabilità di un risultato che ricaccia l'Ancona in piena bagarre per i play off: «Sino a domenica mattina sono stato in dubbio se schierare Teodorani o Bodini sulla fascia destra, ma poi ho optato per il brasiliano che a Reggio era andato molto bene. In questi casi se si vince l'allenatore ha ragione, se si perde ha sbagliato le scelte. Comunque mi assumo tutte le responsabilità per questa sconfitta; ora dobbiamo dimostrare di essere un gruppo vero e reagire subito. Non possiamo più sbagliare». Deluso e preoccupato: Sergio Schiavoni stavolta non riesce a nascondere la propria amarezza per uno scivolone tanto inaspettato quanto duro da accettare. «Abbiamo sofferto terribilmente contro un Sassuolo che si è confermata una formazione aggressiva e veloce. Noi però avremmo dovuto e potuto fare meglio, invece non abbiamo disputato una partita all'altezza della situazione». Il patron ammette tutta la sua preoccupazione: «Guardando la classifica non posso certo essere ottimista per il nostro futuro. Non ci voleva la vittoria del Cuoiocappiano, adesso ci aspettano due trasferte molto difficili. Spero nel rientro di Miglietta e Giandomenico, due assenze che si sono sentite». Rammarico anche per la "giornata biancorossa": «I tifosi hanno risposto bene, sono venuti numerosi e per questo la sconfitta mi brucia ancora di più. Mi dispiace per loro. Mi ero illuso che fossimo quasi in porto invece ora la nostra strada si fa decisamente in salita».


di Guido Montanari

L’Ancona si è sciolta al primo sole di primavera. Bruciante il ko casalingo con il Sassuolo e stavolta non c’è davvero nessun santo a cui votarsi: emiliani hanno semplicemente giocato meglio e sono anche parsi più freschi a livello tattico. Una vittoria che non fa u grinza da parte del Sassuolo che getta un’ombra cupa sul futuro prossimo dei dorici. La situazione playoff adesso si è molto ingarbugliata e c’è il serio rischio che la debacle di ieri possa avere una pesante ricaduta anche a livello psicologico soprattutto alla vigilia di due trasferte decisive con Cuoiopelli e Benevento. L’unica cosa sicura è che l’Ancona ha fallito l’ennesimo bivio: doveva essere la partita della svolta, l’occasione d’oro per arrivare ad un solitario terzo posto e invece è successo un patatrac. E se ai playoff, sempre che i biancorossi ci arrivino, dovesse capitare il Sassuolo? All’andata tre gol, ieri altri due a domicilio: c’è davvero di che preoccuparsi.
SOLO UNA FIAMMATA -
La partita era stata preparata in maniera scrupolosa dal mister, dalla società e gli stessi giocatori in settimana sembravano concentratissimi: nei primi dieci minuti in effetti l’Ancona era partita in maniera scoppiettante mettendo in difficoltà la retroguardia ospite. Ma a poco a poco la spinta si è esaurita e sono venuti fuori gli schemi e la maggiore potenza fisica degli avversari. ln particolare la fascia destra, quella occupata da Malafronte e Bodini, è stata letteralmente “arata” dal Sassuolo che proprio in due iniziative sviluppate su quella parte del campo ha trovato i due gol decisivi.
ERRORI SU ERRORI -
Due gol però agevolati dalle sciocchezze dei biancorossi: al 36’ lancio in profondità per lo scatenato Gilioli che, molto defilato, riesce ad arrivare per primo sul pallone e a far partire un diagonale di sinistro non irresistibile ma che beffa Morello. La palla passa sotto il corpo del portiére. Una volta in svantaggio l’Ancona è andata letteralmente in tilt riuscendo a prendere un altro gol prima del riposo, un gol che in pratica ha chiuso la partita: al 43’ ennesimo “buco” sulla destra e sul cross al centro per Benetti è un gioco da ragazzi insaccare. Ci sarebbe subito l’occasione per accorciare nel finale di tempo ma Mussi da buona posizione sparecchia fuori. Le speranze si chiudono con Mendil. C’è un timido accenno di forcing ad inizio ripresa e una grande occasione per dimezzare lo svantaggio ma Mendil, servito di testa da Gaeta, tutto solo davanti al portiere emiliano gli tira addosso da pochi metri. Pochi attimi dopo anche Gaeta avrebbe la palla buona ma cincischia e perde l’attimo giusto per battere a rete. Se fosse andata dentro una di queste due palle, la partita si sarebbe sicuramente riaperta anche perchè poco dopo il Sassuolo è rimasto in dieci per l’espulsione del difensore Grimaldi.
QUANTA CONFUSIONE
Iacobelli ha buttato entro, alla disperata, tutti gli attaccanti che aveva seduti intorno in panchina: sono entrati Teodorani, Mortelliti e persino il baby della Berretti Rrudho. Tutto inutile perchè nonostante là superiorità numerica l’Ancona non è più riuscita ad impensierire il Sassuolo. Abbiamo visto almeno tre giocatori fuori ruolo, con Teodorani in difesa, Mendil a centrocampo che non sapeva letteralmente che pesci prendere e Mortelliti defilato sulla sinistra in attesa di qualche lancio dalle retrovie. Sì, perchè nonostante l’uomo in più la squadra di Iacobelli ha giocato con i traversoni da metà campo senza quasi mai cercare un minimo di profondità.
TANTI DUBBI - E’ finita davvero male la “Giornata Biancorossa” che pure aveva avuto un buon riscontro di pubblico. La gente se n’è andata dallo stadio del Conero con la solita espressione interdetta: di questa squadra non ci si può fidare. Come dargli torto dopo una simile figuraccia? La partita della svolta... sì, ma in negativo.


di Mario Cori

BiancoroSSi presi a piastrellate. Alla giornata biancorossa sventola la bandiera nero-verde. Quella del Sassuolo, che fa crollare per la quarta volta nella stagione il Conero, realizza il pieno nel doppio confronto e respinge l’attacco dell’Ancona al terzo posto. Brutta sberla per la squadra di Iacobelli, alla quale gli otto risultati utili consecutivi avevano forse dato alla testa. Invece i difetti restano quelli che sono, acuiti da tatticismi ancor più strani ed incomprensibili. Paradossalmente, perso in panchina nella ripresa il ds Traini per proteste, il mister sembra andare visibilmente in confusione, dopo che Mendil e Gaeta divorano palle gol enormi con cui riaprire una partita compromessa. Iacobelli butta improvvisamente dentro attaccanti a manciate, ognuno va per conto suo. Ormai si sente disperato, ma così va a finire che Teodorani e Mendil si ritrovano in difesa, mentre là davanti si alzano polveroni incredibili, nonostante che il Sassuolo sia con un uomo in meno. Oddio nulla è perduto, ma l’occasione per consolidare la buona classifica prima delle trasferte spareggio di Santa Croce e Benevento, è sciupata a cuor leggero. Il Sassuolo, senza fare nulla di clamoroso, regala una lezione di calcio di categoria. Difesa fitta (portiere Pomini e stopper Piccioni perfetti), centro-campo che bada al sodo, contropiede a volte fulminante. L’uomo partita è l’imprendibile Gilioli, un’ala che Malafronte ha il piacere di vedere nello schieramento a centro-campo all’inizio e quando esce per la sostituzione. Nell’ora di gioco che sta in mezzo il modenese semina il panico sulla fascia sinistra e schianta due volte una difesa schierata. Sblocca il risultato (36’) sfruttando un corridoio apertogli centralmente da Andreini nel quale brucia Fogacci e Langella (Malafronte è già indietro). Morello è colpevolmente trafitto dal diagonale sul secondo palo. Poi (44’) a fondo campo travolge Malafronte, fa sbandare Fogacci e piazza una palla d’oro in mezzo per l’accorrente Benetti, che fulmina Morello. Soncin è nei paraggi ma non ci pensa di chiudere. Insomma l’Ancona nel primo tempo non solo non riesce come al solito a far gioco, ma presenta incredibili difficoltà a stare in campo quantomeno con un po’ di autorità. Mussi riesce a liberarsi una sola volta di Piccioni (43’) ma il suo diagonale è fuori. Il doppio vantaggio dei «piastrellari» è legittimo, se si pensa che sullo 0-0 (21’) Morello riesce a sventare con le dita una girata di Piccioni dal limite su punizione di Pagani. Primo tempo da mani negli occhi per l’Ancona. Non solo gioca male, ma sembra si faccia di tutto per farla esprimere peggio. Baricentro sempre basso, nonostante che i nero-verdi giochino di rimessa, Mussi solo come un cane là davanti, nessuno che sappia far girare la palla anche perché la squadra è evidentemente bloccata. Nella ripresa Mendil (8’) sublima la sua partita indecente riuscendo a scaricare addosso a Pomini un cuoio a porta spalancata offertogli dalla torre di Mussi. E di lì a poco (14’) Teodorani smarca Gaeta che però si fa anticipare in chiusura dal portiere in uscita. Da quel momento la confusione è totale per l’Ancona. Neanche un Sassuolo in dieci (fuori Grimaldi nell’ultima mezz’ora) schiarisce le idee ai biancorossi. Contrariamente al primo tempo ora c’è un’ accozzaglia di maglie rosse nella metà campo del Sassuolo. Tanto ormai non c’è più nulla da perdere. Solo che in superiorità numerica non scappa fuori più nessuna palla gol. E’ decisamente il caso di preoccuparsi. A forza di giocare con la paura qui si rischia di rovinare tutto. E quando subentra la disperazione, il caos è totale.


di Matteo Massi

Vorrebbe essere da tutt’altra parte. Magari a casa, a meditare e a chiedersi come sia possibile che l’Ancona, nella partita più importante della stagione, abbia dato vita ad una delle prestazioni più scadenti. Il ruolo però gli impone di essere lì. Lì, nella sala stampa del Conero, ad ingoiare bocconi amari, guardando la classifica che, impietosa, certifica lo scivolone della sua squadra al quinto posto e a provare a spi. E così la faccia di Agostino Iacobelli è tutto un programma. Si vedono anche più rughe di quelle che ha. Anzi di quelle che può avere un 43enne ex calciatore, ora allenatore. Con tanti pensieri in testa. E relative preoccupazioni, perché ora il gioco si fa duro per l’Ancona. E lui snocciola la sentenza consueta per situazioni del genere. «E proprio ora che tutto si fa difficile che i calciatori devono dimostrare di essere uomini prima e bravi calciatori poi». Poi ammette l’evidenza. «E andata malissimo. Abbiamo fatto tutti molto male. Ogni volta che ci troviamo di fronte ad un bivio, prendiamo la strada sbagliata». Anche lui si mette sul banco degli imputati. Non si tira indietro. «Mi assumo tutte le responsabilità, perché come allenatore devo farlo». Ed allora escono allo scoperto i dubbi della vigilia: quel ballottaggio tra Teodorani e Bodini deciso con la conferma di quest’ultimo. Proprio sulla fascia dove il Sassuolo ha fatto tutto quello che voleva e dove ha costruito i gol e il colpo al Conero. «Ho pensato di far giocare Teodorani. Con questo dubbio ho trascorso tutto il mio sabato, ma poi non va dimenticato che Teodorani, per l’influenza, nelle ultime settimane non si era allenato bene e che Bodini a Reggio Emilia aveva fatto una buona gara». Torna tutto a galla dopo una sconfitta. Anche quella palla gol fallita clamorosamente da uno spento ed innocuo Mendil. «Se Nassim avesse segnato, avremmo riaperto la partita». Eventualità spazzate via dagli errori dell’ Ancona e da una condotta di gara inappuntabile del Sassuolo. «Sul primo gol abbiamo fatto uno sbaglio colossale - spiega Iacobelli. Non abbiamo fatto la diagonale difensiva e il Sassuolo ci ha colpito. Non si possono commettere errori del genere». E soprattutto non si può perseverare nell’errore da Santa Croce sull’Arno in poi. «Abbiamo due trasferte, che sono altrettanti scontri diretti. Ora non possiamo più sbagliare. Guai a ripetere una prestazione del genere». L’ultima amara considerazione è su ciò che poteva essere e non è stato. Purtroppo un leit motiv per l’Ancona di quest’anno. «Con una vittoria avremmo potuto ipotecare i playoff e invece siamo piombati al quinto posto e il discorso è ancora apertissimo».

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