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di Paolino Giampaoli

L'Ancona non riesce a vincere in casa del Foligno e rimanda ancora una volta tutte le speranze di accedere ai play off alla gara casalinga di domenica prossima in casa contro il Gualdo. Ancora una settimana di passione per i supporters biancorossi per conoscere l'esito finale di questo campionato che ormai sta per emettere il suo ultimo e decisivo verdetto stagionale.  Dentro o fuori dai play off? Questo dubbio ce lo porteremo fino a domenica prossima alle ore 18. Infatti nonostante i biancorossi non vincano da sei giornate e a tutt'oggi la squadra è sesta in classifica, quindi fuori dalla zona play off, può ancora sperare di entrarci. L'importante battere domenica prossima il Gualdo (da oggi fuori dai play off) e sperare al tempo stesso che il Cuoiocappiano perda o pareggia a Sansovino. Nulla è impossibile. Torniamo alla partita odierna. L'Ancona in avvio si rende subito pericolosa con Mussi che cotringe Ripa in corner. Poco dopo ci riprova anche Cichella, ma la sua punizione esce sul fondo, così come l'incornata di testa di Mendil al 27'. Si va al riposo sullo 0-0. Nella ripresa l'Ancona chiede subito un rigore per un fallo di mano netto in are di Bisello Ragno che tocca la palla con le mani, ma l'arbitro lascia proseguire. Lombardo inserisce il brasiliano Bodini e sposta Mendil dietro la punta Mussi. Il neoentrato si rende subito pericoloso con un bel tiro di sinistro che finisce però di poco sopra la traversa. Il tecnico dorico opta per la seconda sostituzione facendo uscire Teodorani e al suo posto fa entrare Gaeta. Il napoletano si piazza alle spalle del bomber dorico, mentre Mendil si piazza sulla corsia sinistra. Proprio dai piedi di Gaeta parte un bel passagggio filtrante per Mendil che entra in area e a tu per tu con Ripa gli calcia debolmente addosso sprecando una ghiotta occasione da rete. Il Foligno è alle corde e quasi incapace di regire. L'Ancona effettua anche il terzo cambio e prova il tutto per tutto per andare in rete inserendo anche Bonvissuto al posto di Mussi. Su un capovilgemento di campo l'ex Segarelli serve Bartolini che dal dischetto del rigore calcia alto sopra la traversa. L'Ancona si getta tutta all'attacco, ma nonostante i tre minuti di recupero concessi dall'arbitro non riesce ancora ad andare in rete prolungando a 540 minuti la sua astinenza dal gol.


di Guido Montanari

Per arrivare quintidomenica i dorici devono battere il “tranquillo” Gualdoe sperare che il Cuoiocappiano non faccia bottino pieno nella insidiosa trasferta sul campo della Sansovino. Spreca tanto e raccoglie solo un punto a Foligno, ma può ancora centrare i playoff. Ancona, si decide tutto all’ultima giornata.

Incredibile, ma non è ancora finita. Il calvario di questa Ancona sembra non avere mai termine perchè la classifica si diverte, a questo punto con un pizzico di sadismo, a darle sempre un'ultimissima occasione per sperare. Resta il fatto che i dorici hanno fallito tutti gli appuntamenti a cui erano stati chiamati a dare una risposta, l'ultimo dei quali ieri a Foligno contro una squadra che a parole voleva fare fuoco e fiamme e che poi si è dimostrata di una pochezza disarmante. Ebbene anche contro una formazione modesta, impaurita e con un piede nei playout, la Lombardo-band è riuscita... nell'impresa di non vincere neanche stavolta. Anche stavolta la porta avversaria è infatti risultata stregata per Mussi e compagni che non vanno in gol da ben 6 partite, e cioè da 540 minuti. Sei partite in cui hanno raccolto la miseria di due punti. Ebbene nonostante questo parata di dati negativi non è ancora finita. Ecco perchè.
I RISULTATI - Delle cinque squadre in lotta per il quinto posto, l'unico rimasto per accedere agli spareggi per la C1, solo una ha vinto. Ovvero la mediocrità impera in questo girone B della C2. Come ipotizzato su queste colonne in sede di presentazione il Castelnuovo ha pareggiato a Benevento, il Gualdo ha perso in casa con il Sassuolo, la Reggiana non è andata oltre il pari interno con la Carrarese, come l'Ancona a Foligno: l'unico ad aver vinto è stato il Cuoiocappiano che si è guadagnato una fetta di playoff battendo il Gubbio 2-1. Un piccolo segnale ma intanto i toscani lo hanno dato, a dimostrazione che nella pochezza generale, loro comunque hanno qualcosina in più delle concorrenti.
LA CLASSIFICA - Questi risultati hanno avuto l'effetto di sfornare un classifica che in pratica permette solo a Cuoiocappiano e Ancona di sperare nel quinto posto. Il duello è tra loro ma sarà a distanza: domenica i dorici ospiteranno un Gualdo ormai senza interessi mentre i toscani andranno a far visita alla Sansovino che è sicuramente in una situazione molto particolare. Ieri la Sansovino ha infatti perso a Cava e il Sassuolo, grazie al successo esterno di Gualdo, l'ha scavalcata in classifica. Insomma dopo un'intera stagione passata al secondo posto, proprio sul filo del traguardo, la Sansovino rischia concretamente di dover partecipare agli spareggi come terza in classifica. E dunque: come reagirà la squadra di Beoni? Domenica il Sassuolo ospiterà il Castelsanpietro che è ormai ai playout ma comunque lotterà per ottenere di farli in una posizione migliore. In qualsiasi caso prevedibile una vittoria del Sassuolo. A questo punto la Sansovino anche vincendo con il Cuoiocappiano arriverebbe comunque terza e potrebbe anche avere tutto l'interesse che ai playoff ci vada un paesino come Santa Croce sull'Arno rispetto ad Ancona la quale invece potrebbe mobilitarsi portando migliaia di spettatori alla partita. Insomma saranno novanta minuti giocati in campo alla morte ma con un orecchio alla radiolina.
SPERANZE - Le speranze: ci sono, è incredibile, ma ci sono. Certo, è chiaro che qualsiasi discorso andrebbe a cadere se i dorici non riuscessero a battere nemmeno il Gualdo in casa. Cosa che non è assolutamente semplice visto gli ultimi risultati. Non dimentichiamoci infatti che la squadra di Lombardo non è riuscita a battere il Forlì retrocesso e che ieri non è riuscita a segnare un golletto ad un Foligno, come abbiamo detto sopra, apparso davvero allo stremo. Detto questo è ovvio che chiunque ha il cuore biancorosso ancora spera: spera in una vittoria al Del Conero sul Gualdo e spera in un pareggio o in un sconfitta del Cuoiocappiano a Monte San Savino. Infatti, in caso di vittoria dell'Ancona, il Cuoiocappiano potrebbe andare ai playoff solo vincendo: ma molto dipenderà dalla Sansovino...


di Mario Cori

L’impotenza dell’Ancona non è passeggera. Un altro pareggio a Foligno, dopo quello casalingo contro il Forlì che ieri ha salutato definitivamente la C2, un altro 0-0. E stavolta non ci sono nemmeno i risultati delle altre a portare un po’ di sollievo alla squadra di Lombardo, perché il Cuoiocappiano non sbaglia il colpo casalingo e manda al tappeto il Gubbio e sale al quinto posto, sganciandosi dall’Ancona. Si deciderà tutto domenica prossima. L’Ancona dovrà sperare, inevitabilmente, che la Sansovino esca imbattuta dal proprio campo. E d’altra parte dovrà vincere contro un Gualdo, che ormai è fuori da qualsiasi gioco: playoff o playout. Quindi tranquillo. Sulla carta non dovrebbe essere un’impresa avere ragione della squadra di Borrello. Sulla carta però, perché quest’Ancona, nonostante lo smisurato ottimismo di Lombardo e l’incondizionata fiducia della società che ribadisce il silenzio di giocatori e allenatori (forse è meglio), non mostra segnali di ripresa. Anzi i numeri sono sempre più impietosi. L’Ancona di Lombardo, chiamato per raddrizzare la situazione e per rendere la squadra più bella e offensiva, rimane un’altra domenica a bocca asciutta. I biancorossi non segnano da 540 minuti. Ossia da sei partite. I numeri personali del mister siciliano poi sono impressionanti per quanto sono negativi: due punti in quattro partite. Una miseria. E allora? Allora non resta che sperare. Anche se riesce difficile farlo con un’Ancona del genere. Lombardo l’aggiusta al «Blasone» con un 4-4-2 classico, in cui Mussi dovrebbe godere della compagnia e dei suggerimenti di Mendil. Teodorani e Mortelliti si sistemano sulle fasce e Borgese e Cichella fanno legna al centro. Risultato? Il solito: il Foligno si dimostra più organizzato. Niente di trascendentale, figuriamoci, anche perché in un girone così scarso come valori tecnici, c’è ben poco per cui sorprendersi. Solo che la squadra della premiata ditta Bianchi - Pizzimenti riesce nell’intento di mettere assieme almeno un paio di passaggi. L’Ancona no. Si affida alla volontà di Cichella, che non si tira mai indietro, ma non è certo lui che può far girare la squadra. E confida in Mussi. Solo che l’attaccante toscano è solo là davanti: Mendil non l’assiste, Teodorani e Mortelliti non arrivano mai sul fondo. Quest’ultimo poi si perde in vacue rotazioni su se stesso. Nonostante le evidenti difficoltà è l’Ancona a farsi notare per prima. Al 2’ Mussi si ritrova sui piedi un pallone invitante e con un diagonale chiama all’intervento in corner Ripa. La risposta del Foligno fa venire i brividi all’Ancona: al 9’ Cavagna dal limite si toglie lo sfizio di regalarsi una conclusione a girare d’interno collo, Morello respinge sulla traversa. Poi il nulla. Nella ripresa non è che le cose vadano meglio. Anzi comincia a farsi strada un leggero torpore. Lombardo allora si dà da fare per risvegliare tutti. E ci riesce un po’ perché inserisce Gaeta, sicuramente più vivace dei colleghi, un po’ perché, tra l’incredulità generale, richiama in panchina Mussi (che non gradisce) per far posto a Bonvissuto. Così dopo essersi beccato gli improperi di Gagliarducci, Lombardo si becca anche quelli di Mussi. Nel suo quarto d’ora di libera uscita Gaeta mette Mendil nelle condizioni di segnare, ma il franco-algerino spara a salve, suggerisce a Bodini una conclusione che si perde sopra la traversa e riversa a centro area un tagliatissimo corner che non trova nessuna testa biancorossa capace di spingere il pallone in rete. Il risultato resta il solito: 0-0. Un marchio d’impotenza.


di Matteo Massi

Il silenzio stampa continua. Ad interromperlo momentaneamente, come era già successo alla vigilia della gara contro il Foligno, è Giampiero Schiavoni, l’amministratore unico biancorosso. Si presenta in sala stampa con un unico obiettivo, comprensibile e allo stesso tempo evidente, tenere assieme i cocci dorici. «Siamo destinati a soffrire — esordisce, ripensando ai risultati di quest’ altra stazione della passione anconetana —. Adesso non abbiamo alternative: dobbiamo vincere contro il Gualdo». E’ consapevole che una vittoria contro gli umbri potrébbe pure non bastare, visto che il Cuoiocappiano sopravanza l’Ancona di due punti, ma lui ostenta ottimismo. Forzato o non, poco importa ora. «Se vinciamo, nella gara di Monte San Savino che vedrà protagonista il Cuoiocappiano ci sono due risultati su tre che ci potrebbero portare ai playoff». Poi per stemperare la tensione si concede una battuta: «Siamo andati senz’altro meglio dell’anno scorso, visto che siamo ancora in corsa». Ma lo penserà davvero? Intanto difende a spada tratta la sua Ancona e smentisce possibili rotture all’interno del gruppo. O meglio tra i giocatori e Lombardo. I gesti di Gagliarducci e Mussi non sono passati inosservati però. Lui cerca di rintuzzare il tutto. «Su quest’aspetto sono tranquillissimo. E normale che un giocatore si arrabbi, quando viene sostituito. Non ci vedo nulla di strano. Ci vorrebbe anzi che fosse il contrario». È tempo di parlare dei numeri. Quelli parziali condannano Lombardo e l’ultima virata tecnica della stagione. Lui sembra quasi glissare, poi si concede anche su questo argomento: «I risultati no, ma qualcosa di buono l’abbiamo visto. Oggi ad esempio la squadra ha tirato di più in porta. Certo è preoccupante che da sei partite non riusciamo a far gol». No comment invece sui tifosi. Anche ieri gli ultrà hanno fatto il tifo, ma poi non hanno risparmiato cori a Traini e alla squadra. «Preferisco non parlare dei tifosi». Il patron, Sergio Schiavoni, invece scappa via subito dopo la partita. Nessuna dichiarazione, un’altra delusione per lui che, per primo, pensava ad una primavera 2006 diversa. E invece, rispetto all’anno scorso (punti in classifica a parte e posizione), sembra non essere cambiato nulla. Il rischio di rimanere un altro anno in C2 resta concreto. E domani mattina la squadra riprenderà ad allenarsi al Dorico per preparare la partita che vale una stagione.


di Mimmo Cugini

Adesso ci vuole un miracolo. L’Ancona non deve solo sperare nelle proprie forze ma anche augurarsi che il Cuoiocappiano non vinca a Monte Sansavino. Insomma la corsa ai play-off si complica maledettamente perchè l’Ancona perde l’ennesima occasione. Doveva vincere a Foligno e invece non ci riesce. Il Cuoiocappiano invece batte il Gubbio e vede il quinto posto grazie ai due punti di vantaggio sui dorici. L’importanza della partita di Foligno non è stata recepita da una squadra che ha dimostrato ancora una volta di non avere carattere e personalità. Del gioco preferiamo non parlare: questi sona i dati del suicidio che la società ha messo in atto avallando le scelte del diesse Traini. Lombardo in quattro partite ha rimediato due pareggi e due sconfitte, con lui l’Ancona non ha segnato neanche un gol, prolungando così l’astinenza a sei partite. Come si può sperare che una squadra che non segna da 540 minuti riesca a battere il Gualdo e recuperare due punti al Cuoiocappiano? Come si può sperare che ce la faccia una squadra che nella partita decisiva a Foligno crea una sola occasione da gol in tutta la partita? Come si può sognare il miracolo da una squadra che è guidata da un signore che nel momento decisivo della partita toglie dal campo l’unico uomo che può avere chance di segnare, cioè Mussi? In quattro partite sulla panchina dell’Ancona Angelo Lombardo ha messo insieme più errori tattici e tecnici di tutti i suoi predecessori messi insieme. Ci avevano detto che puntavano su di lui perché ama il gioco: bhè nel primo tempo c’erano situazioni di attacchi dell’Ancona con due uomini oltre la metà campo e otto dietro. E meno male che doveva essere un tecnico di personalità: nel primo tempo Gagliarducci per poco non gli mette le mani addosso dopo un rimprovero, nella ripresa quando è stato sostituito Mussi non credeva ai propri occhi e gliene ha dette di tutti i colori. Siamo veramente arrivati al ridicolo. Ci dispiace solamente che Lombardo non sia venuto in sala stampa a spiegarci le sue scelte tattiche, lui e i giocatori continuano infatti nel silenzio stampa. Ma torniamo alla gara di Foligno che non hà detto molto di più rispetto alle altre patite. Un buon inizio con un tiro di Mussi in diagonale deviato da Ripa in angolo (2’) e poi il pressing asfissiante del Foligno che pressava alto l’Ancona costringendola ai soliti lanci lunghi. Avendo piazzato due mediani davanti alla difesa, Cichella e Borgese, la squadra dorica non trovava anche se era pericoloso in una sola occasione con Cavagna che al 10’ costringeva Morello a una difficile deviazione in angolo (la palla accarezzava la traversa). Nella ripresa il Foligno calava vistosamente, l’Ancona provava a spingere reclamava anche un rigore per un mani di Recchi in area su cross di Gimmelli (2’) ma l’arbitro La Rocca lasciava proseguir. Poi iniziavano i cambi: Lombardo inseriva prima Bodini e poi Gaeta richiamando Mortelliti e Teodorani, lasciando in campo un irritante Mendil. Proprio il francese al 29’ aveva sul destro la palla per dare la vittoria all’Ancona, ma concludeva debolmente in bocca al portiere Morello non sfruttando così l’assist di Gaeta. Qualche minuto dopo Lombardo superava se stesso richiamando in panchina Mussi per inserire Bonvissuto. Il bomber non credeva ai propri occhi. E noi neanche. Ovviamente non succedeva più niente e il caldo incitamento degli ultrà arrivati fino a Foligno nei minuti finali si trasformava nell’inevitabile: «Vergognatevi».

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