Tutti gli articoli e le foto sulla partita odierna
La schedina della settimana
La Classifica aggiornata della serie C2
La guida al Campionato dell'Ancona Calcio con i servizi di tutte le partite giocate
Il Calendario delle partite di Campionato
Le schede dei giocatori dell'Ancona
Le pagelle dei giocatori secondo la Stampa nazionale
di Mario Cori

Nonostante tutto, a quest’Ancona lassù qualcuno la ama. Per la verità continua ad amarla ed assisterla da un pezzo, anche se fa di tutto per rovinare se stessa e le coronarie di un po’ tutti quelli che la seguono. 
Centra i playoff, centra il traguardo minimo stagionale agguantando il quinto posto grazie ad un incredibile rigore regalato dall’arbitro (ma la storia dei «torti» che fine ha fatto?) e ringraziando la Sansovino che fa inginocchiare il Cuoiocappiano, così scavalcato dai dorici. Ma che sofferenza. Ora doppia sfida con il Sassuolo e sarà ben altra musica rispetto all’arrendevolezza del Gualdo.
Ma intanto si va avanti, la stagione non si chiude come si poteva legittimamente temere. Si va avanti e se qualcuno lassù continua a farle l’occhiolino, chissà, povera Ancona.
Intendiamoci, i playoff sono meritati, se non altro per la differenza (teorica, mai dimostrata) di valori che dividono Ancona e Cuoiocappiano, ma arrivarci con la lingua di fuori e per un gentile calcio nel sedere da parte di un arbitro compiacente alla sua prima stagione di Can di C, non è esaltante.
Ecco perché quella festicciola in mezzo al Conero, scoppiata una volta chiusa la partita di Monte San Savino, non è facilmente spiegabile all’intelligenza dello sportivo medio. Ma ognuno è libero di festeggiare quello che vuole. Magari qualche risultato più importante sarebbe meglio accetto. Un passo alla volta. Intanto l’Ancona è nei playoff.
Per battere il Gualdo che lascia un pugno di titolari e casa e lo svogliato bomber Turchi in panchina per un’ora (ma sarebbe potuto restarci anche per tutta la partita), la squadra di Carneade Lombardo è costretta a rompere il digiuno. Lo rompe dopo 39 minuti nel primo tempo grazie al regalo dell’arbitro, che battezza dentro area un leggero contatto di Morelli sulla libellula Mendil.
Il fallo sul francese è di quelli da svenimento immediato. Tutti a ridere, ma Mussi se ne frega e dal dischetto non scherza. Terzo rigore trasformato e undicesimo centro personale. Digiuno dell’Ancona che si interrompe esattamente dopo il gol dello stesso Mussi contro la Carrarese 579 minuti fa.
Per Carneade Lombardo, che sull’esecuzione di Mussi fa la sceneggiata di voltarsi dall’altra parte come avrà visto fare in tivù a qualche collega famoso, la «soddisfazione» di aver firmato il quarto digiuno biancorosso più lungo del Dopoguerra.
Allora Ancona in vantaggio dopo un primo tempo da mani negli occhi (come sempre) in cui il nervosismo accentua la precarietà del gioco. Il Gualdo non si arrende apertamente, cerca di giocare in maniera dignitosa, ma non ci mette mai la gamba.
L’ex dorico Balducci è l’unico a darsi da fare, ma predica nel deserto. Nessuno si azzarda ad entrare in area biancorossa. Allora si capisce che il pericolo può venire solo da Monte San Savino.
Invece nella ripresa appena Mussi deve gettare la spugna, arriva la notizia del gol beccato dal Cuoiocappiano. Sale il calore, l’Ancona cerca di organizzarsi meglio e sferrare il colpo di grazia. Mendil (1’) riesce ad alzare un pallone d’oro in contropiede, a porta spalancata.
Una girata di Teodorani (10’) è deviata da Cortizo all’alteza del primo palo. Un colpo di testa ravvicinato di Mendil (18’) è deviato in due tempi dal portiere argentino, ex dorico. Niente da fare, e allora non resta che soffrire con l’orecchia incollata alla radiolina.
Pareggio del Cuoiocappiano in dieci, notizie di assalto all’arma bianca, poi il gol della Sansovino che dà la stura alla festa in campo. Ma su, festeggiamo qualcosa di serio. Questa squadra avrebbe dovuto spezzare le reni al campionato. Adesso almeno l’Ancona si organizzi, perché l’aspettano battaglie vere che però può vincere.
I club Biancorossi che sono on-line
Gli incassi del Conero
Il calcio di preparazione
Il cammino dell'Ancona in Coppa Italia
Tutto il Team dell'Ancona Calcio

400x40_diconodi.gif (3144 byte)

di Ambra Benedetti inviata di Tuttalac

La Dorica oggi ha vinto alla lotteria. E’ stata la Sansovino a staccarle il biglietto fortunato. Con un successo al photo-finish la squadra toscana ha tolto di mezzo i cugini di Santa Croce sull’Arno, spalancando ai marchigiani le porte dei play off. Al Del Conero gli uomini di Lombardo hanno fatto la loro parte, centrando il massimo risultato positivo con il minimo sforzo. Hanno raccolto i tre punti contro un Gualdo in vacanza da domenica scorsa, ma non per questo remissivo. Il calcio buono è arrivato nel primo tempo, su rigore. E’ stato Mussi a darlo, mettendo la sua firma alla festa voluta anche dalla sorte. La Dea bendata è stata invocata più volte dalla parti di Ancona, nel corso di tutta una settimana. Il primo mattone a favore dei marchigiani lo avevano già messo quelli del Sassuolo sette giorni fa, con una dilagante vittoria nella tana del Gualdo. Gli umbri, oramai fuori da ogni possibile gioco di potere, si sono presentati all’ultima di campionato con una formazione decisamente rattoppata. Tra infortuni e squalifiche mister Borrello non poteva contare su Piacentino, Alessandro Iannuzzi, Pelliccia e Mazzei. Adani e Turchi partivano dalla panchina, mentre la porta era destinata a Cortizo, il secondo in carica. Dalla parte opposta Lombardo non stava messo meglio: era riuscito a recuperare in extremis l’acciaccato Miglietta, destinato comunque a sedere nelle fila delle riserve per tutto il match e contava sette assenti nel suo taccuino: oltre ai soliti Bocchini, D’Aniello e Di Sauro mancavano all’appello anche Bucchi, Malafronte, Recchi e Giandomenico. L’orecchio di tutti, in ogni caso, era focalizzato sulle frequenze toscane e così è stato fino alla fine. Congetture e calcoli a parte i dorici hanno fatto di più degli avversari in mezzo al campo, anche se la loro performance è stata poco convincente in fase conclusiva. Il loro debutto nella cronaca della partita va registrato dopo quattro minuti dal fischio di partenza. Sugli sviluppi del primo calcio d’angolo Ceccobelli ribatte il pallone in avanti per due volte: al secondo tentativo Mendil ci mette un piede senza convinzione. Stesso discorso poco dopo per Mortelliti, debole sul cross di Teodorani. Al 6’ Cichella prende la rincorsa e serve una portata a vuoto. Alle prime avvisaglie marchigiane gli umbri non stanno a guardare e rispondono con una punizione ben calibrata da Morelli alla volta di un Balducci fermato da Fogacci. Al 12’ Mussi prende in mano le redini di un’interessante manovra e le passa a Teodorani. Il biondino, arretrato dal centrocampo alla linea difensiva per ragioni di organico, fa scivolare la palla a Mortelliti: il suo impegno è cancellato in corner dalle retrovie opposte. Al 15’ è ancora il numero dieci dell’Ancona a mettersi in luce, senza esito: ad un metro da una porta del tutto incustodita il siciliano non riesce a domare un pallone peperino. Al 18’ gli ospiti fanno paura per ben due volte all’Ancona: in particolare l’intesa tra Balducci ed Antonacci costringe Morello ad un provvidenziale colpo di reni. La truppa di Lombardo smania nella propria area, ma pecca di precisione. I più “distratti” sembrano essere Mortelliti e Mendil, mentre a menare le danze ci pensano Teodorani e Cichella. Il Gualdo rimane schiacciato nella metà-campo avversaria e cerca ossigeno spazzando la palla sul fondo con una certa frequenza. Il risultato? La Nobile marchigiana colleziona bandierine a ripetizione, ma non riesce a sbloccare la faccenda. E’ così che, alla mezz’ora, gli umbri cominciano anche a fare la maglia a centrocampo, con una serie di passaggi a punto croce. Al 39’ brilla il sole, quello sportivo, sulle facce di Ancona. Mendil incontra lo stinco di Morelli ai limiti dell’area e cade a terra. L’arbitro, il signor Tozzi di Ostia Lido, concede un generoso rigore. Mussi lo trasforma nel goal della speranza. Il Gualdo risponde poco dopo con Santini, senza troppo mordente. Al 44’ Iannuzzi frulla un buon calcio piazzato, ma centra le braccia di Morello. Alla fine del primo tempo il cuore bianco-rosso batte più forte del solito. Da Monte San Sovino arrivano buone notizie: il Cuoiopelli resta nel pantano di un insipido zero a zero. Giusto il tempo di un break e si ritorna in pista. La Dorica carbura subito al rientro dagli spogliatoi. Mendil prende la parola, alza troppo il suo mirino e spreca un faccia a faccia poco ravvicinato con Cortizo. Dopo sette minuti dall’inizio del secondo round un brivido di felicità attraversa la spina dorsale del popolo bianco-rosso: lo speaker urla il vantaggio della Sansovino sulla diretta concorrente dorica ai play off. Alla buona nuova gli uomini di Lombardo si infiammano e bruciano subito al 10’, senza ustionare l’avversario: sugli sviluppi di un calcio d’angolo Ceccobelli imbecca Teodorani, ma gli umbri spazzano di nuovo. Al 19’ una punizione di Teodorani si avvelena sul colpo di testa ravvicinato di un Mendil bloccato da Cortizo. Il portiere umbro dice “no” all’attaccante franco-algerino anche poco dopo: con uno scatto felino smanaccia sulla bella traiettoria. Neanche il tempo di ricomporre le idee e la formazione di casa ci riprova e Bonvissuto abbozza una mezza girata senza fortuna. Gli ospiti si godono il sole e non fanno molto per muovere le acque fino al 27’ quando, dalla bandierina, Iannuzzi inventa una parabola sospetta, spazzata a pungi da Morello. Al 29’ Lombardo getta nella mischia Langella, al posto di Mendil: il difensore recita il ruolo del terzino sulla fascia sinistra e permette al compagno Teodorani di avanzare a centrocampo. Al 30’ sugli scalini della tribuna serpeggia silenziosa un’ultimissima poco favorevole alle sorti di Ancona. La voce dello stadio non parla, ma le radioline sintonizzate sulle frequenze di Monte San Savino sono lapidarie: il Cuoiopelli ha trovato la via del pareggio. Intorno al 35’ un guizzo di Cichella risveglia il tifo al Del Conero. La platea locale si era assopita, vittima di un calo di tensione in campo. Il centrocampista dorico guadagna un corner, ma i suoi compagni non approfittano del sussulto. Cortizo indossa spesso il mantello del supereroe e spegne qualche scorribanda dorica sul nascere. Al 41’ Bonvissuto e Mortelliti disegnano una triangolazione certosina, ma il siciliano fa la barba alla traversa. Nel finale il Gualdo non disdegna qualche passo in avanti, senza affondare gli artigli. Scivolano i minuti di recupero, l’arbitro fischia la fine, ma nessuno si muove dalla propria poltrona. Lo stadio marchigiano si mette in ascolto e aspetta l’esito dalla ghigliottina toscana. Il boia ha simpatia particolare per le sorti della famiglia Schiavoni e della sua creatura. Decide di darle una bella chance. Il pubblico la accoglie con le lacrime agli occhi. Il tifo esplode sui toni di “Ancona, Ancona” quando lo speaker annuncia la vittoria della Sansovino sul Cuoiocappiano. I play off adesso sono una realtà per la Nobile marchigiana, ma quanta sofferenza. Tra quindici giorni si balla con il Sassuolo.


di Paolino Giampaoli

L'Ancona batte il Gualdo e vola ai play off, grazie anche alla concomitante sconfitta del Cuoiocappiano a Monte San Savino. Il match si decide nel primo tempo al 39' quando Mendil viene atterrato in area del Gualso. L'arbitro a due passi non ha dubbi e decreta il calcio di rigore. Dal dischetto si presenta MUSSI che spiazza Cortizo e realizza il suo 11° gol personale in maglia biancorossa e il gol che poi resterà quello della vittoria. Nella ripresa l'Ancona prova a raddoppiare, ma in due occasioni con Teodorani e Bonvissuto non è fortunata. I minuti finali sembrano non trascorrere, mai tutti attendono solo il triplice fischio finale e sopratttutto notizie positive da Monte San Savino. Al Conero dopo tre minuti di recupero concessi signor Tozzi finisce la gara. La squadra resta tutta in campo ad attendere la fine dell'altra partita che si giocava in Toscana. L'attesa e la sofferenza durano poco perchè via radio (grazie alla diretta di Radio Conero) arriva il raddoppio del Sansovino. Esplode la festa in campo e sugli spalti. L'Ancona è ai Play Off!! I dorici ora affronteranno il Sassuolo che nella regoular season si è classificata al secondo posto. La gara di andata si giocherà ad Ancona il 21 maggio, sette giorni dopo il ritorno a Sassuolo.


di Guido Montanari

I biancorossi riescono a raggiungere l’obiettivo minimo proprio all’ultima giornata. Le chiacchiere e i timori della vigilia spazzati via dalla ammirevole sportività della Sansovino. I dorici vincono col Gualdo ma devono ringraziare la Sansovino che ha battuto il Cuoiocappiano
L’Ancona va ai playoff col batticuore

Quando l’arbitro ha fischiato la fine di Ancona-Gualo, tutti lo stadio compresi i giocatori a sentire la radiocronaca di Sansovino-Cuoiocappiano che è stata trasmessa sull’impianto di filodiffusione dello stadio del Conero: 1-1 è quindi Ancona ai playoff. Ma come nelle migliori tradizioni doriche, c’è stato un momento di panico totale quando il radiocronista di Monte San Savino ha urlato un “gol” non ben precisato. Ha segnato il Cuoiocappiano, ha segnato la Sansovino? Attimi di suspance e poi... si è capito che era stata la squadra di Beoni a passare in vantaggio. A questo punto è esplosa la gioia dei tifosi biancorossi e dei giocatori. Il patron Schiavoni in campo assieme a Paolino Giampaoli sin dal primo minuto di gioco, addirittura si... infortuna a una gamba per festeggiare. Pare incredibile, ma nonostante l’Ancona abbia fatto... di tutto per non raggiungere questi benedetti spareggi per la C1, alla fine ci è andata lo stesso, grazie alla vittoria sul Gualdo ma soprattutto grazie ad una Sansovino che non ha mollato di un centimetro. E questo nonostante il Sassuolo avesse segnato contro il Castel San Pietro: a quel punto anche battendo il Cuoio, la Sansovino non sarebbe comunque arrivata al secondo posto. Ma la correttezza della squadra arancioblù è stata davvero esemplare. Un esempio da imitare e da lodare in un momento così difficile per il mondo del calcio. Dunque saranno Ancona-Sassuolo e Benevento-Sansovino gli spareggi per la C1. Si comincerà il 21 di maggio al Del Conero e si replicherà il 28 in terra emiliana. L’Ancona dovrà vincere almeno una volta, perchè al Sassuolo che si è piazzato meglio in classifica, basteranno due pareggi per passare il turno. Sono nove i punti che separano in classifica emiliani e dorici, ma è storia nota che i playoff sono partite assolutamente a se stanti rispetto al resto del campionato. E non è escluso che la brutta Ancona di questa parte finale della stagione, non cambi del tutto volto e sforni ben altre prestazioni ai playoff. Anche perchè sarà il Sassuolo ad avere tutto da perdere, visto che i biancorossi si sono qualificati davvero per il rotto della cuffia, dopo aver dilapidato nelle ultime sei gare tutto il vantaggio accumulato durante la stagione. Quella di ieri è stata la prima vittoria della gestione Lombardo, ma al di là del risultato anche contro il Gualdo ci è voluto un generoso rigore per vincere. Ma, ripetiamo, ai playoff conteranno stimoli, nervi, e motivazioni e l’Ancona non parte certo sconfitta. Anche perchè, non dimentichiamolo, se i dorici dovessero far bene nella prima in casa, poi l’A14 si colorerebbe sicuramente di biancorosso e a Sassuolo sarebbero davvero tanti i tifosi anconetani. E’ chiaro infatti che su questa doppia sfida bisogna gettarci anche il peso della città, della tradizione, del blasone di Ancona rispetto a piazze, vedi Sassuolo, che da questo punto di vista non hanno nulla a che spartire con il capoluogo dorico. E proprio a tale proposito l’essere approdati ai playoff è una cosa importantissima anche in prospettiva ripescaggio. Non è un mistero che la Lega veda di buon occhio i bilanci cristallini dell’Ac Ancona e con tutto ciò sta succedendo in C1 con penalizzazioni e società sull’orlo del collasso, il club di via della Tecnica potrebbe davevro avere delle ottime chances di essere ripescata in C1. La cosa fondamentale era arrivare ai playoff: bene o male ci si è riusciti. Adesso ci sono quindici giorni per preparare al meglio la doppia sfida con il Sassuolo, sia sul campo, sia a livello di tifoseria. E’ davvero il momento di tornare compatti e uniti, lasciando nel cassetto critiche e polemiche. La posta in gioco è troppo alta per perdersi di nuovo nelle schermaglie interne. Ieri l’atmosfera era ancora di piena polemica ma società e tifosi della curva devono parlarsi, lasciando da parte i rancori. Per il bene dei colori biancorossi.


di Stefano Rispoli

“I playoff sono partite a parte rispetto al campionato. Non temo il Sassuolo abbiamo tutti i mezzi per farci rispettare e per passare il primo turno”. Il patron si infortuna ad una gamba per esultare alla fine del match: “Che sofferenza”. Schiavoni: “Ora si ricomincia da zero”

Cosa non si fa per la propria squadra. Anche rischiare di rimetterci un ginocchio. Ieri Sergio Schiavoni ha seguito tutta la partita col Gualdo in prossimità della panchina. Voleva stare vicino ai suoi giocatori, al mister, trasmettere la sua passione, far capire quanto ci tenesse a una vittoria dell’Ancona. Poi, al triplice fischio, appreso dallo speaker il fortunato finale di Sansovino-Cuoiocappiano, il patron biancorosso si è catapultato in mezzo al campo per esultare con la squadra. “Mi hanno preso in braccio e tra un salto e l’altro mi sono infortunato a un ginocchio - racconta un sorridente Sergio Schiavoni -. Poco importa. Oggi c’è solo da festeggiare. Abbiamo battuto il Gualdo, ci siamo qualificati in extremis ai playoff. Per me questa è una grandissima soddisfazione, anche se siamo solo all’inizio. Il nostro campionato comincia adesso”. O meglio, il 21 maggio al “Del Conero” contro il Sassuolo, che ha chiuso al secondo posto. Il solo nome fa rabbrividire i tifosi: gli emiliani hanno battuto l’Ancona sia all’andata (3-1) che al ritorno (2-0), impartendo in entrambe le circostanze vere lezioni di calcio ai biancorossi. Il return-match, peraltro, è costato la panchina ad Agostino Iacobelli, quando mancavano appena cinque partite alla fine del campionato. “Noi non temiamo il Sassuolo - tuona Sergio Schiavoni - perché, si sa, i playoff sono una lotteria e c’entrano poco col campionato. Sono un mondo a sé. Per questo ora l’Ancona deve azzerare tutto e ripartire daccapo, come se iniziasse una nuova stagione. La sofferenza è stata tanta: oggi (ieri, ndr) non mi preoccupava tanto la mia squadra, perché ero sicuro di vincere col Gualdo, quanto piuttosto la Sansovino. I toscani si sono comportati con grande onestà, hanno giocato con correttezza contro il Cuoiocappiano e l’hanno battuto. Effettivamente in settimana ho temuto che potesse esserci qualche strano tacito accordo. Invece devo ricredermi e ringraziare la Sansovino”. In parte, però, un ringraziamento va rivolto anche all’arbitro che ieri ha concesso con una certa magnanimità il rigore della vittoria all’Ancona. “Ma poco dopo, su un secondo atterramento ai danni di Mendil, il penalty ci stava - ribatte Sergio Schiavoni -. E comunque non si può dire che la direzione arbitrale abbia inciso più di tanto. Meritavamo semplicemente di vincere, anche se in attacco dobbiamo migliorare parecchio in vista dei playoff”. Nella giornata più felice della stagione, mancava il diesse Mauro Traini, contestato fortemente dalla tifoseria. Sergio Schiavoni replica sorridendo: “Mi aveva detto che sarebbe venuto allo stadio. Invece non l’ho visto, ma mi ha chiamato per congratularsi. A onor del vero, in questo momento non so dove sia…”. Da ultimo, una risposta a coloro che invocano prezzi popolari anche ai playoff. “E’ la Lega che dovrà decidere per tutti gli stadi - conclude Sergio Schiavoni - noi possiamo farci poco. Mi auguro che l’aver ridotto i prezzi e l’aver centrato i playoff possano rappresentare un buon viatico per riavvicinare i tifosi alla squadra”. Sull’argomento, invece, Giampiero Schiavoni glissa. “Iniziative per ricompattare l’ambiente dopo le polemiche? Preferisco non parlarne” è il no comment dell’amministratore unico biancorosso che unisce parole di congratulazioni alla squadra a quelle espresse da papà Sergio. “Tutto è andato come speravamo, l’Ancona ha fatto il suo dovere e la Sansovino pure. Ora abbiamo quindici giorni per preparare al meglio la sfida col Sassuolo: ce la giocheremo a viso aperto senza pensare all’avversario, d’altronde ai playoff ti può capitare chiunque. Io sono ottimista: lo ero prima di raggiungere la matematica certezza degli spareggi, continuo ad esserlo ora. Effettivamente - ammette Giampiero Schiavoni - quando ho appreso che il Cuoiocappiano aveva raggiunto il pareggio a Monte San Savino, un po’ di preoccupazione mi è venuta. Ma in generale ero abbastanza tranquillo, almeno sul successo casalingo dell’Ancona. Avevo notato una certa serenità nei giocatori, ero sicuro che avrebbero messo in cascina la vittoria. Cosa c’è da migliorare in vista dei playoff? Dobbiamo segnare di più. E poi - conclude l’amministratore unico dell’Ancona - ritrovare un po’ di cattiveria, anche se ormai ho capito che questa non è una caratteristica che possiede l’Ancona…” Infine una battuta con il mister del Gualdo Borrello: “Noi abbiamo fatto la nostra partita - ci ha detto il tecnico degli umbri a fine gara - anche se le motivazioni ovviamente erano diverse. Non mi aspettavo la caduta del Cuoiocappiano a Sansovino che pure non aveva molto da chiedere al campionato. Vi è andata bene, sono contento per l’Ancona...”.


di Daniele Spina

Cori soprattutto contro il ds Traini che ieri non era però al Del Conero. “Complimenti alla sportività della Sansovino”. All’inizio in curva appare uno striscione polemico poi grande sostegno per tutta la partita. I tifosi all’Ancona: “Agli spareggi con grinta”

Cinque minuti di silenzio, in cui nella “Nord” si sente solo il gracchiare delle radioline. La partita al “Del Conero” è appena finita, ma non si può ancora esultare perché il destino dei dorici dipende dal risultato del match Sansovino-Cuoiocappiano, che sta vivendo i suoi secondi conclusivi. Sono attimi di spasmodica attesa, prima che dagli altoparlanti giunga la notizia del vantaggio del Sansovino che fa scoppiare la festa tra i giocatori in campo e tra i supporters sui gradoni della “Nord”. L’obbiettivo minimo, la conquista dei playoff, è centrato, ma quella tra squadra e tifosi è ancora una “pace armata”. Già ad inizio partita gli ultras avevano espresso attraverso uno striscione il loro dissenso nei confronti di “una società che non ci rispetta, un ds servo di Pieroni, una squadra di infami e senza c…”. Ripetuti soprattutto i cori contro Traini che ieri tra l’altro non era al Del Conero: pare sia andato a Monte San Savino per vigilare da vicino sulla regolarità della partita. Ma nel corso della gara gli stessi ultras hanno a più ripreso invitato la curva a far sentire la propria voce e, a differenza delle passate settimane, il tifo si è davvero levato alto. La frattura tra squadra ed ultras non è ancora del tutto sanata - inequivocabile il fatto che diversi tifosi a fine partita hanno fatto chiari gesti ai giocatori di non gradire che venissero a festeggiare ai piedi del settore, invitandoli altresì ad una maggiore determinazione - ma è stato fatto certamente un importante passo avanti: si diceva che i risultati sarebbero stati il farmaco migliore e ieri ne è stata la dimostrazione. Contro una squadra umbra che non ha certo spinto più di tanto sull’acceleratore l’Ancona non ha comunque brillato: “Abbiamo vinto facendo il minimo... sindacale - ha commentato Loretta Bonafazi - così come è successo per tutta la stagione”, ma il bel gioco o meno ieri non interessava proprio nessuno. “Siamo nei playoff e ci giocheremo tutto in queste due partite - dice Alfonso Gambini - pur sapendo che oggi ci siamo ritagliati un’importante paracadute: se dovessimo perdere agli spareggi c’è sempre la possibilità del ripescaggio”. “Guai ad avere la testa già ad eventuali ripescaggi - ammonisce invece Luca Olivieri - in queste partite l’Ancona deve giocare con tutte le sue forze per conquistare la C1 sul campo. Vuoi mettere la soddisfazione…”. Ad attendere i dorici c’è il Sassuolo, giunto secondo. “Abbinamento peggiore non ci poteva capitare - commenta Lorenzo Mangiaterra -. Nei due incontri della regular season gli emiliani ci hanno dato delle lezioni di calcio. Il Benevento ha il fiato corto e il Sansovino mi sembra già appagato: il nostro prossimo avversario è invece quello che ha le carte per fare meglio di tutti. Sarà dura”. “Ho qualche dubbio sulla legittimità del rigore concesso all’Ancona ma oggi la squadra mi è sembrata più concentrata delle recenti uscite. E sul piano della grinta e delle motivazioni l’immenso Cichella deve essere un esempio per tutti”, aggiunge Davide Sereni. Sara Rinaldi è fiduciosa: “Speriamo che con il successo di oggi i biancorossi si siano sbloccati. Il gol dopo 540 minuti di digiuno può essere la molla per fare bene in futuro. Già nella ripresa ho infatti visto una squadra più sicura dei propri mezzi e delle sue potenzialità”. E c’è anche chi rivolge un pensiero di ringraziamento al Sansovino, perché se oggi l’Ancona è nei playoff il merito è anche dei toscani. “Complimenti a loro. Hanno onorato il campionato fino all’ultimo. Bravi!”


di Mimmo Cugini

Sansovino spinge l’Ancona ai play-off. Gol di Mussi su rigore e nel finale il Cuoiocappiano finisce sconfitto

Il ritorno al gol dopo 579 minuti e alla vittoria che mancava da sei partite porta l’Ancona ai play-off. Ma la spinta decisiva per i biancorossi arriva dalla Sansovino che batte il Cuoiocappiano e la fa restare a quota 47 mentre l’Ancona battendo il Gualdo sale a 48. Il sorpasso avviene quando la partita al Del Conero è già finita, decisa da un gol di Mussi su rigore (gentile regalo dell’arbitro Tozzi che punisce con la massima punizione un intervento di Morelli su Mendil abbondantemente fuori dall’area di rigore). I giocatori dell’Ancona restano in campo mentre gli altoparlanti delo stadio diffondono la radiocronaca di Sansovino-Cuoiocappiano dalle frequenze di Radio Conero. In pieno recupero arriva la rete di Marco Agostinelli, romagnolo di 28 anni approdato a gennaio alla Sansovino. Gli arancioblu vincono 2-1, il Cuoiocappiano si vede superato dall’Ancona sul filo di lana. Un finale thrilling nel quale l’Ancona fa il minimo: vince con il Gualdo e questa è già una notizia, ma conferma tutti gli impacci messi in evidenza in questa stagione. E’ una squadra che non riesce a fare gioco e non tira fuori un po’ di carattere neanche in una partita decisiva. Però vince. Tappiamoci il naso e pensiamo ai play-off, ma prima riguardiamoci quello che è successo in una partita dove una sola squadra, l’Ancona appunto, aveva qualcosa da giocarsi mentre si è capito sin dall’inizio che il Gualdo pensava già alle vacanze. Lombardo confermava Teodorani come terzino sinistro con Gimmelli a sinistra lasciando Langella in panchina mentre i tre di centrocampo inizialmente erano schierati con Cichella a destra, Borgese al centro e Ceccobelli a sinistra. In avanti Mendil e Mortelliti cercavano di aiutare Mussi. Il Gualdo giocava con la difesa alta e un discreto pressing, insomma una squadra logica che infatti mandava in tilt l’Ancona incapace di fare gioco. Il popolo biancorosso che era accorso in numero discreto ma non certo considerevole (neanche tremila paganti) doveva aspettare 39 minuti per la prima emozione: Morelli metteva giù Mendil mezzo metro fuori dall’area ma l’arbitro senza esitazioni indicava il dischetto. Mussi trasformava con un destro rasoterra alla sinistra di Cortizo e interrompeva così un digiuno che durava da 579’. L’ultima rete l’aveva segnata proprio Mussi alla Cararrese, era il 19 marzo e in panchina c’era ancora Iacobelli. Non è che con lui l’Ancona abbia mai dato spettacolo ma visto quello che “non” ha dato Lombardo alla squadra dopo cinque guiornate siamo già qui a rimpiangerlo. Basterebbe pensare che in una partita decisiva come quella con il Gualdo l’Ancona, oltre al rigore, ha tirato in porta solo altre due volte: con Teodorani al 10’ della ripresa (destro in diagonale deviato da Cortizo) e con Mendil al 18’ (colpo di testa su cross di Ceccobelli) sventato dal portiere ospite. Nella ripresa Lombardo ha voluto regalarci un’altra perla della sua sapienza calcistica spostando Ceccobelli sulla fascia destra e poi inserendo un indisponente Bonvissuto al posto dell’infortunato Mussi e lasciando in panchina Gaeta e Rrhudo. Dettagli visto il finale che ha premiato i biancorossi forse al di là dei loro meriti. E in fondo Lombardo è solo una vittima di chi lo ha voluto in panchina, cioè il ds Traini, anche ieri invitato ad andarsene dalla curva. Ma adesso inizia un altro campionato, quello dei play-off e ci auguriamo almeno di vedere una squadra che lotta e ha voglia di vincere. E magari che corre, da quando c’è Lombardo vanno tutti a due all’ora tranne gli encomiabili Cichella e teodorani.


di Ferdinando Vicini

Schiavoni: «Sofferenza infinita» «La Sansovino ha onorato lo sport». Giampiero: «Il Sassuolo? Conta esserci»

Anche uno solitamente posato e molto misurato come Sergio Schiavoni può lasciarsi travolgere dalla felicità. E' quello che è accaduto alla fine della partita, dopo lunghi minuti di attesa ascoltando le notizie da Monte San Savino. Alla fine il patron non ce l'ha fatta a trattenere la sua esultanza e saltando di gioia si è pure fatto male ad un ginocchio. In sala stampa Schiavoni arriva più composto, un abbraccio e un bacio alla moglie Gabriella e poi un sospiro liberatorio: «Che sofferenza. Però aver ottenuto questa qualificazione ai play off ci ripaga di tutto, anche del mio dolore al ginocchio». Ha seguito tutta la gara seduto a bordo campo accanto alla panchina, un occhio al terreno di gioco e un orecchio alla radio per le notizie dalla Toscana. Temeva molto che la Sansovino potesse affrontare in maniera morbida il match con il Cuoiocappiano: «Lo avevo detto, non mi fidavo e invece devo ricredermi. Dobbiamo ringraziare la Sansovino per aver onorato lo sport sino in fondo. Non era facile che si combinassero i due risultati che ci servivano, invece è andata nel migliore dei modi per noi». Schiavoni spera che la conquista dei play off serva a ricompattare tutti intorno alla squadra, per dare all'Ancona la spinta decisiva: «Mi auguro che aver raggiunto questo traguardo possa spingere i tifosi a seguire e sostenere la squadra nelle prossime partite decisive». Discorso prezzi: il patron vorrebbe replicare l'iniziativa di ieri con biglietti a costo simbolico ma sarà la Lega a imporli. «E' nostra intenzione tenere i prezzi bassi, ma dovremo sentire la Lega. Comunque faremo tutto quanto è nelle nostre possibilità per favorire i nostri tifosi per le sfide con il Sassuolo». Il presidente Giampiero Schiavoni è più calmo: «E' andata bene, pur soffrendo abbiamo ottenuto un risultato importante. La Sansovino ha compiuto per intero il proprio dovere e questo ci ha aiutato, noi avremmo potuto guadagnarcelo prima l'accesso ai play off ma evidentemente siamo nati per soffrire». Inevitabile la domanda sui tifosi e su un loro possibile riavvicinamento: «Meglio non parlarne ora». Sui play off invece Giampiero Schiavoni professa ottimismo: «Ero fiducioso prima figuratevi adesso. Il Sassuolo? Quando si arriva ai play off un avversario vale l'altro». Continua il silenzio stampa di squadra e allenatore che anche ieri non hanno rilasciato dichiarazioni.


di Matteo Massi

Per la partita che valeva una stagione ha scelto il campo. Ha abbandonato il suo abituale posto in tribuna, al fianco della moglie e della famiglia, per sedersi a pochi metri dalla panchina. Per controllare e avere sotto gli occhi tutta la situazione. Un’ altra domenica in cui Sergio Schiavoni ha tribolato, ma alla fine il sorriso largo, anzi larghissimo, l’euforia l’hanno ripagato di tutte le sofferenze di mesi e settimane che, almeno secondo i programmi iniziali, avrebbero dovuto regalare ben altre emozioni e soddisfazioni. Non è finita comunque. L’Ancona non ha ancora vinto nulla, ma Schiavoni è contento. Si è messo perfino a saltare con i giocatori festanti nello spogliatoio biancorosso. «E ho rimediato una mezza distorsione —racconta con dovizia di particolari il patron —. Spera che non sia nulla di grave. Cammino male, ma ne è valsa la pena. Abbiamo combattuto, abbiamo segnato con quel rigore. E posso quindi sopportare anche il male al ginocchio». Già il rigore. L’ha visto, di fronte agli occhi increduli dell’Ancona e del Gualdo, solo l’arbitro. «Non ci possiamo lamentare — il sorriso di Schiavoni ora si allarga —. Non ho visto bene l’azione, l’importante comunque è che abbiamo fatto gol. Bravo Mussi e bravi anche tutti gli altri». La vittoria non è stata esaltante, anzi, ma Schiavoni è in vena di dare amichevoli pacche sulle spalle un po’ a tutti. «Sono contento perché l’aver vinto in questa maniera, con l’incastro della vittoria della Sansovino sul Cuoiocappiano, può essere un segnale. Siamo nei playoff e forse riusciremo a tirarci fuori da questa categoria». I cattivi pensieri della settimana sono solo un ricordo. «Forse mi sono sbagliato io a dubitare della Sansovino, solo perché giocava contro un’altra toscana. Ha vinto ed ha dato un grande esempio di correttezza e lealtà sportiva». Ora i playoff, ma chiaramente servirà un’altra Ancona per restare in corsa per la C1. «Sono d’accordo dice Schiavoni —. In che cosa dobbiamo migliorare? Semplice nella fase conclusiva. Facciamo una grande fatica a fare gol e l’abbiamo dimostrato anche quest’oggi». Sulla stessa lunghezza d’onda del padre è Giampiero Schiavoni, amministratore unico biancorosso. «Sì, dobbiamo essere più abili a fare gol. Ora abbiamo due settimane per preparare nella maniera migliore questi playoff. Il Sassuolo? E’ vero: in campionato ci ha battuto all’andata e al ritorno, ma questo che vuoi dire? Nei playoff andrà diversamente. Io sono fiducioso». Schiavoni junior, ancora una volta, dribbla l’argomento tifosi e si lascia andare ad un no comment. Dalla Curva, anche ieri, non è mancato il sostegno alla squadra come d’altronde non sono mancati i cori contro Traini e la stessa Ancona con tanto di striscione chilometrico al fischio d’inizio. Niente di nuovo.


di Massimo D'agostino

«La finale dei playoff Sarà Ancona - Benevento». Agostino Iacobelli, ex mister dei biancorossi, dopo aver seguito ieri Sansovino - Cuoiocappiano non ha dubbi. «Il Cuoiocappiano mi è sembrata una squadra cotta. Mi dispiace per Pane, ma questi playoff li meritava l’Ancona». A Monte San Savino è stata partita vera? «Senz’altro. Dopo - un primo tempo non trascendentale, nella ripresa la gara si è accesa. Prima il gol di Tarchi, quindi l’espulsione di Graziani per reazione su Viviani. Col Cuoiocappiano in dieci, ero sicuro che sarebbe arrivato un altro gol della Sansovino. Anche perché conosco i toscani e la loro lealtà sportiva». Contento per l’Ancona? «sì. Sono felice per la società, per i ragazzi. Spero che con questa qualificazione dell’Ancona ai playoff vengano riconosciuti anche i miei meriti. E vi dico una cosa: sono convinto che adesso la squadra da battere sarà proprio l’Ancona». Cosa glielo fa pensare? «Il fatto che nel calcio basta una casualità per capovolgere situazioni impossibili. E una questione psicologica. Conosco i ragazzi e penso che la possibilità unica che hanno ora davanti gli darà quella carica in più per cambiare marcia. Vedo una finale Ancona - Benevento». Ha mai pensato in queste settimane che poteva esserci lei oggi a festeggiare sulla panchina dorica? «Sinceramente, sì. Ci ho pensato. Sono sensazioni che nel calcio si provano. Mi sono detto: tutta questa sofferenza si poteva evitare. Avevo un gran gruppo. Altrimenti non saremmo entrati in zona playoff. Avevo insegnato ai ragazzi a rispettarsi reciprocamente. Se c’era un problema, un’esclusione in squadra, dicevo ai giocatori: ‘prendetevela solo con me». Qui invece prosegue il silenzio stampa. «E una cosa che io non ho mai condiviso. Nemmeno da giocatore. Ci vuole sempre un certo equilibrio. Prendersela con la stampa non ha senso. Anzi, è una sconfitta». In che rapporti è rimasto con gli Schiavoni? «Ottimi. Ho mandato un sms a Giampiero per complimentarmi. Farò il tifo per loro».

Tutto il materiale fotografico presente sul sito e' copyright di domenicabiancorossa.com é pertanto vietata la pubblicazione su internet e su altri supporti senza aver chiesto prima autorizzazione!

Copyright © 1998 domenicabiancorossa.com