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di Mario Cori

Tutti sulla graticola, ma nessuno brucia, tantomeno Alessandrini, quello che sembra aver rimediato qualche scottatura in più nella sempre più profonda crisi biancorossa. L’Ancona non riesce nemmeno a battere il Castel San Pietro, altra squadra simpatica ma con enormi limiti tecnici. La crisi della squadra ormai è galoppante ed i tentativi di rianimare il malato sembrano inutili. In altri tempi sarebbe esplosa una contestazione massiccia, ora invece la curva si limita ad invitare la truppa biancorossa ad andare a lavorare. Il minimo. Però i colpevoli di questo ennesimo degrado sono un po tutti.

L’allenatore, d’accordo, che non riesce a dare un volto ed un gioco alla squadra e che sbaglia completamente formazione nel primo tempo. Il direttore sportivo che oggi probabilmente ci penserebbe un attimo in più a portare a termine una manciata degli acquisti purtroppo fatti ed acclamati.
I giocatori che, al di là dei limiti tecnici, non hanno troppo sangue nelle vene se non riescono mai a mordere alcun avversario quantomeno sul piano dinamico se non su quello fisico. E poi naturalmente la società.
Società che purtroppo continua a non esserci, nonostante la disponibilità di Sergio Schiavoni al sacrificio. Non c’era l’anno scorso, non c’è quest’anno. Al di là del cambio del «direttore», non sono arrivati personaggi nuovi di grande affidabilità.
L’Ancona non è il Castel San Pietro o la Sansovino che fa tutto in famiglia (giustamente). Se sbandiera ambizioni e programmi di risalita deve dare seguito con i fatti, costruendo una società con i controfiocchi. Ognuno al posto suo ed ognuno con un compito tecnico o amministrativo preciso.
In modo che nessuno salga in cattedra senza la doverosa carta bianca della società. A noi sembra che ci sia purtroppo molta confusione. Si va avanti con Alessandrini.
Certo, se va male anche a Carrara, il suo destino non può essere che segnato, anche se papà Schiavoni sostiene che vuole aspettare Mortelliti e addirittura Mendil. Potrebbe essere troppo tardi. Alessandrini stavolta sbaglia formazione.
Opta per il doppio centravanti (ma Bucchi e Mussi fanno piangere) con supporto degli esterni alti (ma Bodini e Teodorani fanno cadere le braccia).
Ma soprattutto dietro cotanto schieramento offensivo sbatte in mediana due come Borgese e Miglietta, che nulla hanno a che vedere con l’ideazione del gioco. Risultato:
Ancona nulla e Castello che colpisce a fine tempo. Jidayi agguanta una respinta corta e fa partire un diagonale che fa secco Morello sul secondo palo. Una desolazione.
Alessandrini rinsavisce tatticamente nella ripresa e butta dentro D’Aniello e Ceccobelli, al posto dei due «medianacci». D’Aniello fa gioco, Ceccobelli inventa un eurogol che pareggia il conto.
Non ci voleva tanto a pensarci prima. Su angolo di Teodorani (11’), respinta corta della difesa bolognese e gran fendente all’angolo alto del centrocampista biancorosso.
Ceccobelli non stava bene, ma meglio lui a mezzo servizio che quelli che sono usciti. Poi l’Ancona potrebbe anche vincere, perché il Castel San Pietro — poveraccio —fa quello che può, ma lo fa bene per la caratura che si ritrova.
Dal Rio, il temuto bomber, vede poco la palla, ma la squadra lotta con il coltello tra i denti. Ancona all’assalto. Teodorani (20’) pesca Bucchi che si scaraventa sul cuoio in tuffo, fuori. Cross di Bodini (24’) e Mussi arpiona in area ma riesce a calciare fuori di sinistro. Peccato.
Poi la frenesia fa brutti scherzi e Bocchini (34’) cincischia in fase di disimpegno e Franchini fila via col cuoio. Per fortuna ci pensa Morello. Ma ormai i giochi sono fatti. Solo che non pare proprio che qualcuno se la prenda a morte. Meglio così, il calcio non deve essere violenza. Mai. Però un po’ di amor proprio ci vuole. Anche in C2.
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di Andrea Principi

«Far di più? Impossibile»
Il Castel San Pietro prende e porta a casa. Per il trainer del Castel San Pietro, Pasquale Traini, il punto è d’oro. «Di più obiettivamente non potevamo fare con la nostra giovane squadra». Come mai i cinque uomini dietro? «Beh, ci aspettavamo un’Ancona con tre punte, e ci eravamo preparati tutta la settimana giocando con i cinque in difesa. Poi abbiamo visto che davanti l’Ancona aveva solo due punte, ma a quel punto non ce la siamo sentita di cambiare tutto gettando alle ortiche il lavoro di una settimana, e abbiamo continuato per la nostra strada». Poi il trainer ripercorre le fasi salienti dell’incontro. «Nel primo tempo ci aspettavamo una grande spinta dell’Ancona». Spinta che invece non c’è stata. «Beh, il nostro gioco era di ripartire e provare a far gol di rimessa. Ci siamo riusciti anche con un po’ di buona sorte, alla prima nostra vera occasione, ma ci siamo riusciti». Nel secondo tempo invece la spinta dell’Ancona è arrivata. «E’ arrivata, l’Ancona ha trovato un gol bellissimo con il centrocampista entrato nel secondo tempo, poi per 10-15 minuti abbiamo sofferto molto ma per nostra fortuna le due o tre occasioni confezionate dall’Ancona non sono state sfruttate. A quel punto abbiamo ritrovato il bandolo della matassa e abbiamo pareggiato senza rischiare quasi nulla».

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di Paolino Giampaoli

alessandrini3.jpg (11593 byte)Doveva essere il giorno del riscatto per la squadra di mister Alessandrini ed invece è arrivato un altro pareggio ed una prova al quanto opaca contro un modesto Castel San Pietro che non si è quasi mai reso pericoloso dalle parti di Morello. Grande coreografia in curva nord degli Ultras Ancona, che per la celebrazione della giornata antirazzista avevano preparato una coreografia a tema con una grande maglia dell'Ancona e sotto la scritta: "L'importante che sia bianco rossa... non il colore di chi l'indossa!" mentre tutta la squadra depositava in campo uno striscione. Poi si passa al calcio giocato. L'Ancona sembra in giornata buona, Teodorani, Mussi e Bucchi vanno più volte vicino al gol, ma come accade in queste ultime giornate è la squadra avversaria ad andare in gol. Punizione dalla destra, la palla arriva a Jidayi che di destro trafigge nell'angolino basso Morello. L'Ancona sembra stordita dal gol avversario e solo in un'occasione con Mussi si fa pericolosa in area giallorossa. Termina il primo tempo l'Ancona va al riposo sotto di un gol accompagnata dai fischi dei suoi tifosi. Nella ripresa mister Alessandrini effettua due cambi. Fuori Miglietta e Borgese e inserisce D'Aniello e Ceccobelli. L'intervallo e la strigliata di Alessandrini sembra aver giovato alla squadra che si rende subito pericolosa con Teodorani e Bucchi. L'Ancona è viva e si vede e proprio dai piedi del neoentrato CECCOBELLI parte dal limite dell'area una parabola che si infila sotto l'incrocio dei pali. Il pareggio è finalmente arrivato e il Del Conero esplode in un urlo liberatorio. All'Ancona non basta il pareggio e si getta in avanti alla disperata ricerca del secondo gol. Vani però sono i tentativi dei punteros biancorossi che non riescono a perforare la porta di Spada. Nel finale prima Bocchini è costretto ad uscire per un riacutizzarsi del dolore alla coscia e poi Teodorani commette ingenuamente un brutto fallo su Jidayi e l'arbitro a due passi lo espelle. Restano pochi minuti da giocare, ma non abbastanza da poter cambiare le sorti del match. Dopo cinque minuti di recupero il signor Lioce manda tutti negli spogliatoi e da ogni settore dello stadio piovono fischi all'indirizzo dei giocatori. Inutile in questi momenti esprime giudizi o fare commenti, certo è che anche oggi ci siamo lasciati sfuggire via tre punti alla nostra portata, ma il cammino è ancora lungo...


di Ambra Benedetti

Scocca una freccetta la Dorica, ma non fa centro. A nove giornate dall'inizio del campionato gli uomini di mister Alessandrini dovevano vincere contro quel "ragioniere" di un Castel San Pietro, senza lode né infamia al Del Conero. L'obiettivo è stato mancato, ancora. La voce di Ancona si sgola dalla curva. Protestano i tifosi a fine gara. Il piatto della classifica piange e la vetta si allontana. I dorici sonnecchiano mezzo tempo, vanno sotto di un'atmosfera, resuscitano nella ripresa e ci mettono una pezza. Pareggiano, ma perdono un uomo per gioco violento. Di nuovo. Questa volta è Teodorani a cedere: saluta la pazienza e mettere l'accento sulla nota dolente di un punto poco felice. "I giocatori vanno a corrente alternata". La spiega così il Patron della nobile marchigiana a fine match, in sala stampa. Sergio Schiavoni è laconico di fronte alla prestazione della sua pargoletta ed ha ragione. I dorici, dopo essere scesi in campo con il cipiglio giusto, hanno perso la grinta sulla breccia del tempo. All'inizio sembrava funzionare tutto. Dopo appena tre minuti è arrivata la prima occasione bianca e rossa: Mussi si trova in posizione privilegiata, cincischia invece di tirare e subisce l'intervento della retroguardia giallorossa. L'Ancona sembra avere una marcia in più del Castello e si ripete senza esito, dopo appena quattro giri di lancette, con l'attaccante di Carrara. Gli emiliani sono radicati bene al campo e giocano con un lucchetto a cinque mandate. In fase offensiva, però, il gruppo del duetto tecnico "Traini-Orecchia" si trasforma. Jidayi e Sacenti accorrono a dare man forte alla coppia d'attacco, Franchini-Dal Rio. La spinta parte anche da dietro con i due terzini, Tosi e Ghetti, pronti a scattare in avanti, lasciando sempre tre pedine a fare la guardia. Nella stretta trama emiliana i marchigiani, comunque, si muovono. Al 14' Gimmelli fa partire una sciabolata respinta dalla retroguardia giallorosa. Sulla ribattuta è Teodorani a provarci. Al 18' gli ospiti prendono l'iniziativa con Sacenti, anticipato con tempismo da Morello. Nei primi venti minuti gli attaccanti della Dorica prendono le misure ma usano pesi troppo leggeri. Nei lanci lunghi i biancorossi sbagliano sovente la mira. Bodini si perde nel mezzo e non sfrutta le sue doti di fantasia. Le occasioni arrivano pure ma la nobile marchigiana le lascia passare. Qualcosa non va negli equilibri di casa e gli emiliani ne approfittano. Al 43' il Castel San Pietro materializza il peggior incubo dell'Ancona. La squadra marchigiana doveva vincere, ma soprattutto convincere e, invece, si ritrova in svantaggio. Di Fuzio prepara il terreno con una punizione, la diga dorica fa acqua e, sul mezzo invito di un retropassaggio, Jidayi calcia dentro la palla della condanna. Nella ripresa il discorso cambia. Alessandrini sostituisce in blocco il cuore del centrocampo. Entrano Ceccobelli e D'Aniello. Escono Borgese e Miglietta. La compagine marchigiana comincia a pulsare e ritorna a credere nei propri mezzi. Dopo quattro minuti dall'inizio del secondo tempo Bodini scatta sul corridoio, ispirato proprio dal fresco D'Aniello. Il prodotto della sua scorribanda è sprecato: becca la rete solamente dall'esterno. Alle parole fanno seguito i fatti. All'undicesimo la speranza si riaccende. L'Ancona non ci sta ad abbandonare i suoi sogni e li insegue dall'angolo. Sugli sviluppi di un calcio piazzato il pallone si scontra con la difesa, trova prima Di Sauro e poi Ceccobelli. Il mediano calibra un fulmine. La dorica brucia l'avversario e pareggia i conti. Passano quattro minuti e si ricomincia con un bel momento degli uomini di Alessandrini. Al 15' c'è la respinta di Spada, in anticipo su Langella. Venti secondi e la Dorica comincia a tartassare, con l'acuto di Teodorani. Al 19' Mussi liscia la bella sciabolata dell'esterno di centrocampo. Il suo proliferare sulla fascia produce tanto. Prima serve Bodini, poi confeziona un'altra saetta. Bucchi si tuffa, colpisce di testa, ma non inquadra a puntino lo specchio della porta. Al 23' Mussi fa una scorpacciata e spreca a due passi dalla meta. Al 24' D'Aniello azzarda un pallonetto poco incisivo e laterale. Il Castel San Pietro si spegne a poco a poco sotto il pressing bianco e rosso, ma i dorici sprecano un po' troppo. Al 33' si cambia fronte: Morello, a riposo da un po', salva la situazione. Franchini si gioca la sua guardia Bocchini, ma non elude il siciliano. Dopo la mezz'ora le due squadre vanno a segno a vuoto: il goal emiliano di Franchini prima e quello marchigiano di Ghiandi poi vengono annullati. Di qui in avanti c'è spazio solo per il nervosismo. Al 42' i biancorossi restano in dieci: Teodorani viene espulso per un calcio a Jidayi. La Dorica rimanda l'appuntamento con i sogni. D'ora in poi potrà sbagliare davvero poco. Alessandrini lo sa e spetterà a lui scuotere i suoi ragazzi. Schiavoni Senior, a fine gara, ha confermato la sua fiducia nel condottiero della squadra.


di Matteo Massi

Il Caste! San Pietro è appena passato in vantaggio e Marco Alessandrini abbassa la testa e si mette le mani nei capelli. L’immagine è eloquente. Non basterà il gol di Ceccobelli a fargli tornare il sorriso, perché la sua Ancona ha fatto un altro mezzo passo falso. «Bisogna capire — esordisce il mister biancorosso — perché i giocatori abbiano avuto un approccio del genere ad una partita così importante. Non mi è piaciuto. Nella ripresa c’è stata una reazione, ma è stato più che altro uno scatto di orgoglio». Ed allora? «Dobbiamo parlare punto e basta. Capire che cosa non và. Volevamo dare una risposta ai nostri tifosi, non ci siamo riusciti. Ci fischiano? Quei fischi sono giusti». Non cerca scuse, evita facili alibi e per una volta getta anche la maschera. «Io ho fiducia in questa squadra — premette Alessandrini —. L’ho sempre difesa, nonostante non arrivassero i risultati. Lo facevo per far trovare un po’ di sicurezza a chi andava in campo, ma l’Ancona di oggi era troppo brutta per essere vera. E a questo punto bisogna capire se tutti hanno le stesse motivazioni dentro lo spogliatoio. Dobbiamo guardarci in faccia per migliorare questa situazione». Intanto Sergio Schiavoni ha rinnovato ad Alessandrini la fiducia della società. E’ la seconda volta nel giro di due settimane. «Mi fa piacere, ma non mi va di parlare di questi aspetti. Non mi pongo nemmeno domande di questo genere. Io vado avanti con il mio lavoro». Difende le sue scelte, anche quelle contro il Castel San Pietro, motivandole. «E’ vero che ho fatto giocare Borgese e Miglietta, perché li avevo visti freschi e pimpanti nella gara contro il Ravenna, ma è altrettanto vero che non avrei potuto mandare in campo sin dall’inizio D’Aniello e Ceccobelli: per le loro condizioni fisiche si erano allenati poco. Non potevo rischiare. Mussi e Bucchi? Hanno avuto un occasione a testa, ma non hanno segnato. Devono dare di più». Teodorani invece ha perso la testa, quando ha colpito il giocatore del Caste! San Pietro. «Non deve assolutamente succedere una cosa del genere. Quel gesto non ha giustificazioni». Teodorani a Carrara non ci sarà, ma questo, ora come ora, è l’ultimo dei pensieri.


di Ferdinando Vicini

Il pareggio con il Castel San Pietro mette nei guai Alessandrini, soprattutto per la deludente prestazione della squadra. Si era parlato in settimana, dopo la sconfitta con il Sansovino, di una prova gagliarda da parte dei giocatori anche per testimoniare il loro attaccamento all'allenatore. Tutto ciò nei fatti non si è verificato e ieri dopo la fine dell'incontro è trapelata l'intenzione della società di mettere in discussione la panchina. «Qualcosa bisognerà pur fare, non possiamo assistere passivamente a questa situazione. Ci rifletteremo e vi faremo conoscere eventuali decisioni». Queste le parole di Giampiero Schiavoni arrivato in sala stampa per ultimo, più di un'ora dopo la fine del match, dopo che ancora a botta calda il patron Sergio Schiavoni aveva cercato di difendere il tecnico. «Un pareggio che non mi esalta, anzi direi che mi sconforta. Però non darei la colpa all'allenatore o al direttore sportivo, sono i giocatori che mi sono sembrati stanchi o svogliati». Questo il commento del patron subito dopo la conclusione dell'incontro, ma questa volta è sembrata quasi una difesa d'ufficio. Infatti subito dopo ha aggiunto: «I giocatori individualmente sono bravi ma insieme non rendono come dovrebbero». Parole che non suonano di certo a lode di chi ha la responsabilità del gruppo biancorosso, a conferma che è in corso una riflessione iniziata già ieri al Del Conero su un possibile cambio al timone dell'Ancona. Dal canto suo per la prima volta da quando è alla guida dell'Ancona, Marco Alessandrini si è mostrato nettamente deluso quando si è presentato in conferenza stampa. La sua squadra contro il Castel San Pietro non gli è piaciuta affatto e lo ha detto chiaramente: «Abbiamo fallito nettamente l'approccio alla partita e non riesco a capire il perché. Siamo andati in campo timorosi, bloccati, così nel primo tempo abbiamo sbagliato tutto. A quel punto avremmo meritato di perdere; solo nella ripresa abbiamo avuto una reazione di carattere pur senza giocare benissimo e siamo riusciti a pareggiare». L'allenatore biancorosso ha proseguito nella sua disanima della gara senza cercare attenuanti né giustificazioni di sorta. Anzi ha usato parole forti per censurare il comportamento dei suoi: «A tratti è sembrato che non avessimo mai giocato a pallone. E' assolutamente necessario ritrovare la squadra, ma occorre anche che i singoli si preparino meglio mentalmente ad affrontare la partita». Il messaggio del tecnico è stato chiaro, indirizzato direttamente ai giocatori: «E' arrivato il momento di guardarci tutti negli occhi per capire se tutti hanno le motivazioni giuste per andare avanti». E' andato giù duro il tecnico e ha chiamato in causa senza mezzi termini i singoli, pur senza fare nomi. Insomma un vero e proprio atto di accusa che però, a questo punto, potrebbe assumere il significato di un passo d'addio qualora effettivamente la società decidesse di assumere la decisione di esonerarlo.


di Massimo D'Agostino

Fischi giusti, scuotiamoci! In casa biancorossa la consapevolezza di un momentaccio che sta durando davvero troppo a lungo.

«Quello che sto vedendo ad Ancona non mi era mai capitato, in carriera». Lo sfogo è di Davide Morello. Non è bastato un altro suo miracolo, in uscita disperata su Franchini, per portare a casa i tre punti. E lui, che l’anno scorso è stato il portiere meno battuto, non ci sta a fare brutte figure. «E ora che ci facciamo un esame di coscienza — ammette —. Non si può perdere la stima e il rapporto con i tifosi per prestazioni di questo genere. Dovremmo essere orgogliosi di vestire questa maglia — prosegue —. Siamo ad Ancona, una città- in cui non ci manca niente. Con un presidente che altre squadre italiane se lo sognano. Ci dà tutto. E invece oggi potevamo giocare per tre ore e mezza, ma non avremmo segnato lo stesso». Domanda scontata, perché? «Siamo fragili caratterialmente. Andiamo in campo condizionati dall’ avversario. È inutile dire che l’Ancona ha una squadra con grandi nomi, se poi gioca così. Il Castel S. Pietro ha fatto due tiri in porta e un gol. Ma la C2 è questa. Dobbiamo mettercelo in testa». Delusione cocente anche per Simone Ceccobelli, autore del pareggio: il suo primo gol in biancorosso. A fine gara voleva comunque salutare il suo pubblico. Un applauso accennato, smorzato subito dai fischi della nord. Troppo opaca la prova dell’Ancona. «Li capisco i tifosi — dice —. Si aspettavano di più. Volevo ripagarli andando da loro. Perché, nonostante la brutta partita, non hanno mai smesso di incitarci. Cosa abbiamo sbagliato oggi? L’approccio iniziale — spiega il centrocampista ex fermano. Si è visto nel secondo tempo, quando con un pizzico di convinzione in più abbiamo pareggiato. Poi potevamo anche vincere. Purtroppo non siamo riusciti a buttarla dentro. Il gol? Ho cercato di tirare in porta. Ho pensato solo a colpire bene il pallone. Volevo abbracciare qualcuno in panchina? Sì, perché siamo un gruppo unito, e volevo condividere la mia gioia con tutti gli altri». Infine Carlos Bodini, ieri titolare. «Cosa ci è mancato? Il carattere, la voglia, la convinzione. Abbiamo un gruppo fortissimo, ma non riusciamo a far gol».


di Guido Montanari

Finisce tra i fischi e con l’invito “ad andare a lavorare” rivolto ai giocatori da parte dei tifosi biancorossi. Si scioglie sotto il sole di ottobre l’Ancona, fermata in casa persino dal modesto Castel San Pietro, con i giocatori ospiti che alla fine si rotolavano sull’erba dello stadio del Conero increduli per lo scampato pericolo. Per quanto tempo ancora Ancona sportiva dovrà sopportare scene del genere? Il Presidente Giampiero Schiavoni al termine della gara ha detto che la società non assisterà passivamente al naufragio della squadra e che verranno presi dei provvedimenti. La posizione di Alessandrini, ovviamente è in discussione, ma non sono esclusi anche misure nei confronti dei giocatori. Di certo così non si può andare avanti.

STAVOLTA DI CHI E’ LA COLPA? Una volta l’arbitro, un’altra la sfortuna e l’altra ancora gli avversari che giocano troppo duro: stavolta a chi addebitiamo la colpa di questa ennesima delusione? Solo ed esclusivamente alla squadra incapace di tramutare in fatti concreti, in agonismo, grinta e determinazione, le belle parole spese durante tutta la settimana dopo il ko di Monte San Savino. Gli stessi attestati di stima nei confronti del mister vanno a farsi benedire, soprattutto dopo aver visto all’opera i biancorossi nei primi45 minuti di gioco: ovvero, un pianto totale. Squadra abulica, arrendevole, ferma, con i due centrocampisti centrali Miglietta e Borgese che non sono riusciti quasi mai a verticalizzare il gioco. Il nervo scoperto dell’Ancona è sulla sinistra ed è lì che si fiondano gli emiliani due o tre volte, fino ad arrivare al gol del possente Jidayi sugli sviluppi di un calcio di punizione. L’attaccante del Castel San Pietro ha avuto il tempo di stoppare il pallone, girarsi, prendere la mira e tirare. Insomma, prego s’accomodi…

MEGLIO NELLA RIPRESA - L’Ancona salva la faccia nel secondo tempo, anche grazie al doppio ingresso effettuato da Alessandrini: dentro D’Aniello e Ceccobelli al posto degli spenti Borgese e Miglietta. I primi due erano rimasti al palo anche a causa delle loro precarie condizioni fisiche ma vista la mala parata, il mister ha pensato bene di buttarli lo stesso nella mischia. La squadra a questo punto è cresciuta come tasso tecnico e la traballante difesa emiliana è andata puntualmente in affanno. Proprio Ceccobelli segna un gran gol (tiro dalla distanza sotto l’incrocio dei pali) all’11 del secondo tempo: ci sarebbe stato dunque tutto il tempo per vincere la partita ma prima Bucchi di testa e poi Mussi di piede sprecano due favorevolissime occasioni. L’Ancona dà tutto in questi venti minuti poi a poco a poco si spegne e nella parte finale del match riviene fuori il Castel San Pietro che in un paio di occasioni, complice anche una difesa biancorossa molto allegra, rischia di segnare il secondo gol. Nel concitato finale la solita espulsione con Teodorani che non trattiene i nervi e fa un’entrata da kamikaze su Jidayi: rosso immediato e un altro pezzo importante di questa squadra che rischia di restare a guardare per almeno due settimane.

NON CI CREDONO PIU’ - L’impressione è che l’Ancona abbia perso la fiducia nei propri mezzi. I giocatori, a parte qualche rara fiammata, non ci credono più e l’obiettivo della C1 sembra sia già stato messo in soffitta alla nona giornata di campionato. La china intrapresa è davvero molto brutta e questa agonia rischia di trasformarsi in un calvario infinito se la dirigenza non prenderà dei provvedimenti. Serve una scossa prima che sia troppo tardi e prima che anche l’ultimo treno dei play –off sia irrimediabilmente perduto. Sono dieci i punti di distanza che dividono i dorici dalla prima in classifica, (il Sansovino): il bilancio è fallimentare, bisogna correre ai ripari. Ancona merita decisamente di più di questo squallore.


di David Luconi

“Ma la colpa è solo del mister?”

“Ci vuole più rispetto per la gente che viene allo stadio: questo credo sia l’unico. commento possibile”. Nelle parole di Rodolfo Giampieri, presidente della Confcommercio anconetana, c’è tutta l’amarezza per il pessimo primo tempo giocato dall’Ancona ieri col Castel San Pietro. “Avevano detto che avrebbero giocato per garantire il loro appoggio all’allenatore - prosegue Giampieri -ed invece... E pensare che Alessandrini era venuto ad Ancona con le migliori credenziali”. A rincarare la dose l’ex-team manager biancorosso Bruno Bilò: “Spero che la colpa di queste brutture della squadra sia tutta del mister - commenta - altrimenti in C2 resteremo per ancora molto tempo. Ma la mia sensazione è che non sia Alessandrini il maggiore responsabile”. “E’ mancata la grinta e la testa dice Giorgio Cataldi, segretario provinciale della Confartigianato; peggio di così proprio non potrebbe andare. C’è paura nella squadra ma forse anche quella supponenza di chi pensa che di essere bravo e non ha capito che, in questa categoria, serve l’umiltà e determinazione”. Delusione anche per il presidente dell’ordine degli avvocati dorico, Maurizio Barbieri: “Sembra che la squadra non abbia la forza di reagire - dibatte Barbieri -; ma se il risultato rimarrà quello del primo tempo credo proprio che il cambio d’ allenatore diventi la soluzione più probabile. L’Ascoli allo stadio Del Conero mercoledì? Mettiamo da parte l’esasperazione di questi anni; la squadra bianconera rappresenta le Marche nella massima serie”. Sulla decisione di far giocare l’Ascoli ad Ancona ecco l’opinione del sindaco Fabio Sturani: “Il campo era a disposizione e non credo che ci saranno problemi visto che si giocherà a porte chiuse. La Figc ha chiesto di poterne disporre e noi abbiamo dato il nostro consenso; le forze dell’ordine faranno il loro dovere. Forse mercoledì sarà l’occasione per vedere un po’ di calcio...


di Stefano Rispoli

Potrebbe essere una giornata decisiva per il futuro di mister Alessandrini. Ieri, dopo la partita, si è svolto un lungo summit tra il ds Mauro Traini e la famiglia Schiavoni. Le parti si sono lasciate dandosi appuntamento ad oggi: ci si vuol pensare bene su prima di prendere decisioni dolorose. La notte avrà portato consiglio? Lo scopriremo oggi. Ma qua! è l’identikit che potrebbe fare al caso dell’Ancona, in caso di esonero di Alessandrini? Di sicuro Traini, nell’eventualità di un cambio in panchina, non si rivolgerà ad allenatori navigati, punterà piuttsto su un tecnico giovane ma con una buona esperienza a livello di serie C. La scorsa settimana a Monte San Savino avevamo scorto in tribuna l’ex giocatore della Roma e della Nazionale Francesco Moriero, da poco uscito dal supercorso di Coverciano. Ieri, invece, al “Del Conero” ha fatto capolino Agostino Iacobelli, ex giocatore dorico nel ‘95/96 in B (17 presenze e un gol), in passato alla guida del Sansovino e, nella parte finale della stagione scorsa, alla Vis Pesaro. Ma si tratta solo di nostre congetture, i due allenatori menzionati potrebbero aver assistito alle partite dell’Ancona per puro caso. Oltretutto all’interno della società dorica pare esistano due linee di pensiero a proposito di Alessandrini, tra chi temporeggia e chi, invece, opterebbe per l’esonero immediato. Ma come ha reagito ieri il trainer al deludente pareggio contro il Castel San Pietro? Pur apprezzando la risposta d’orgoglio ‘maturata nella ripresa, Alessandrini si è detto preoccupato e rammaricato per l’atteggiamento con cui l’Ancona è scesa in campo nel primo tempo. “Troppo brutta per essere vera” commenta il tecnico che proprio non riesce a giustificare l’approccio timoroso e per certi versi dimesso evidenziato dai giocatori. - Un’Ancona irriconoscibile,mister... “La squadra si è resa protagonista di un’involuzione che proprio non mi è piaciuta. A tratti sembrava che l’Ancona non avesse mai giocato a calcio. Un atteggiamento inammissibile. Volevamo dare una risposta forte e concreta alla sconfitta col Sansovino e alle critiche piovuteci addosso, invece siamo scesi in campo come bloccati, timorosi di chissà che. Ma nella ripresa c’è stata una reazione d’orgoglio significativa. I ragazzi hanno ritrovato un po’ di fiducia, hanno cominciato a giocare meglio, a proporsi di più in avanti e hanno pure creato diverse buone opportunità sotto porta. A tal punto che, raggiunto il pareggio, potevamo anche passare in vantaggio”. - Ma è mancatala solita precisione sottoporta...“Esatto. E ci si è messa pure la sfortuna, perché Mussi e Bucchi hanno avuto due occasioni importanti per consentire all’Ancona di segnare il 2-1. Li ho schierati insieme perché speravo dessero un po più di peso al nostro attacco. Ma è chiaro che tutti, inclusi loro, devono dare di più. Nel finale avevo intenzione di mettere dentro anche Gaeta, nonostante venerdì avesse subito una brutta botta alla caviglia. Ma l’infortunio di Bocchini mi ha costretto ad effettuare un’ altra sostituzione, inserendo Ghiandi in difesa”. All’inizio ha schierato Borgese e’ Miglietta a centro-campo, per poi sostituirli nell’intervallo: il motivo della scelta? ‘“Mi avevano trasmesso segnali positivi in settimana dopo la gara di Monte San Savino e quella di Coppa a Ravenna. Oltretutto D’Aniello e Ceccobelli accusavano delle noie muscolari, non me la sono sentita di rischiarli. Nella ripresa ho scelto di fare delle sostituzioni in un reparto dove avrei potuto elevare la qualità in campo. Per questo ho sostituito Borgese e Miglietta”. Ma la vittoria non è arrivata...“Purtroppo no. Occorreva proporsi in modo diverso, affrontare l’avversario a viso aperto, osare di più. Cosa che abbiamo fatto solo nel secondo tempo. Perciò da domani dovremo fare tutti un esame di coscienza per poi guardarci in faccia e chiederci cosa non va, ritrovare la fiducia nei nostri mezzi. E capire, poi, se tutti hanno le medesime motivazioni. - Nel finale ancora una sciocchezza: come giudica l’espulsione di Teodorani? “Un episodio da condannare, visto che ci sono già costate parecchio nel caso di Bucchi e Mortelliti”. Mister, onestamente, si sente in discussione? “Io non mi devo porre certe domande. Faccio un lavoro particolare il cui buon esito non dipende solo da me, ma anche dalla squadra e dai risultati”. Sergio Schiavoni intende rinnovarle la fiducia... “Un motivo in più per responsabilizzarci tutti e ritrovare la via della vittoria partendo dalle cose buone espresse nel secondo tempo”.


di Mimmo Cugini

L’Ancona non aiuta Alessandrini. Solo pari col Castel San Pietro. Oggi potrebbe arrivare l’esonero

Quella di ieri col Castel San Pietro potrebbe essere stata l’ultima partita di Marco Alessandrini sulla panchina dell’Ancona. Il pareggio con gli emiliani, arrivato dopo un primo tempo inguardabile e una ripresa nella quale gli attaccanti dorici hanno divorato occasioni da rete, è un brodino che potrebbe non bastare al tecnico di Senigallia per restare in sella. Deciderà oggi Sergio Schiavoni,ieri sera il patron era ancora molto combattuto sulla decisione da prendere mentre il ds Mauro Traini pare intenzionato a cambiare, imputando al mister soprattutto una preparazione fisica non all’altezza. In effetti l’Ancona corre meno delle altre squadre e in più ieri Alessandrini ci ha messo del suo regalando il primo tempo al Castel San Pietro quando ha deciso di consegnare le chiavi del centrocampo a Borgese e Miglietta. Idea tattica che il campo ha ben presto bocciato. I due non hanno la qualità per tenere su il reparto nevralgico, non sono mai riusciti a innescare gli esterni (inutile tenerli così alti se non possono giocare mai palla a terra nell’uno contro uno) nè a creare occasioni per i due attaccanti Mussi e Bucchi, a loro volta improponibili per le loro caratteristiche tecniche. Insomma l’Ancona del primo tempo è stata inguardabile e il gol del Castel San Pietro arrivato allo scadere del primo tempo (44’) sull’ennesima fesseria della difesa (stavolta il colpevole è Langella che ha rinviato corto) ha solo reso merito alla squadra emiliana presentatasi con un prudente 3-5-2 ma in grado ci bloccare tutte le fonti di gioco dell’Ancoan e di ripartire in contropiede annullando le punte doriche per altro servite solo da palloni lunghi. A inizio ripresa Alessandrini è corso ai ripari inserendo D’Aniello e Ceccobelli e la partita è cambiata completamente. L’Ancona è riuscita finalmente a prevalere a centrocampo, Bodini e Teodorani hanno creato grossi problemi sulle fasce e sono piovute le occasioni. Raggiunto il pareggio grazie a Ceccobelli (12’, gran sinistro a girare dai venti metri che si è infilato sotto l’incrocio dei pali sorprendendo il portiere Spada che era un paio di metri fuori dai pali) i biancorossi hanno vissuto il loro momento migliore a metà ripersa e creato i presupposti per vincere la partita. La difesa del castel san Pietro è apparsa decisamente vulnerabile e si è salvata solo per gli errori di Bucchi e Mussi. Tutto nel giro di tre minuti: al 21’ Bucchi di testa completamente solo ha messo fuori un cross di Teodorani dalla sinistra e al 24’ Mussi ha concluso di sinistro sul fondo da non più di 4 metri dopo aver addomesticato col petto un lancio di D’Aniello che aveva aperto la difesa emiliana. Due errori incredibili soprattutto perchè commessi dai giocatori più importanti di questa Ancona. E’ evidente che se Alessandrini ha avuto delle colpe nell’impostazione della squadra nel primo tempo, non può farci niente se i suoi attaccanti sbagliano certi gol. Nel finale di partita l’Ancona non è più riuscita a rebndersi pericolosa, anche perchè Alessandrini ha dovuto rinunciare ad inserire un’altra punta Gaeta, per l’infortunio di Bocchini costretto a lasciare il campo e sostituito da Ghiandi. E così l’ultimo episodio della partita è stato un initile intervento a gamba tesa di Teodorani su Jidayi che è costato al giocatore biancorosso l’espulsione. Un segnale, l’enensimo, del nervosismo eccessivo che accompagna la squadra. Del resto la classifica è impietosa: l’Ancona è a dieci punti dalla capolista Sansovino e nelle ultime tre partite è riuscita a realizzare solamente due punti contro avversari non certo trascendentali. Non tutte le colpe sono di Alessandrini ma qualche responsabilità il tecnico ce l’ha soprattutto per quello che riguarda la condizione fisica e il continuo tourbillon di uomini e moduli. La gara di ieri ha dimostrato che bastava puntare sui due centrali di centrocampo titolari per dominare la partita.
Di sicuro il pari non basta alla società e ai tifosi. Schiavoni è ancora indeciso, ma oggi potrebbe decidere il primo esonero della sua carriera di patron.

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