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Paolino Giampaoli Doveva essere il giorno del riscatto per la squadra
di mister Alessandrini ed invece è arrivato un altro pareggio ed una prova al quanto
opaca contro un modesto Castel San Pietro che non si è quasi mai reso pericoloso dalle
parti di Morello. Grande coreografia in curva nord degli Ultras Ancona, che per la
celebrazione della giornata antirazzista avevano preparato una coreografia a tema con una
grande maglia dell'Ancona e sotto la scritta: "L'importante che sia bianco rossa...
non il colore di chi l'indossa!" mentre tutta la squadra depositava in campo uno
striscione. Poi si passa al calcio giocato. L'Ancona sembra in giornata buona, Teodorani,
Mussi e Bucchi vanno più volte vicino al gol, ma come accade in queste ultime giornate è
la squadra avversaria ad andare in gol. Punizione dalla destra, la palla arriva a Jidayi
che di destro trafigge nell'angolino basso Morello. L'Ancona sembra stordita dal gol
avversario e solo in un'occasione con Mussi si fa pericolosa in area giallorossa. Termina
il primo tempo l'Ancona va al riposo sotto di un gol accompagnata dai fischi dei suoi
tifosi. Nella ripresa mister Alessandrini effettua due cambi. Fuori Miglietta e Borgese e
inserisce D'Aniello e Ceccobelli. L'intervallo e la strigliata di Alessandrini sembra aver
giovato alla squadra che si rende subito pericolosa con Teodorani e Bucchi. L'Ancona è
viva e si vede e proprio dai piedi del neoentrato CECCOBELLI parte dal limite dell'area
una parabola che si infila sotto l'incrocio dei pali. Il pareggio è finalmente arrivato e
il Del Conero esplode in un urlo liberatorio. All'Ancona non basta il pareggio e si getta
in avanti alla disperata ricerca del secondo gol. Vani però sono i tentativi dei punteros
biancorossi che non riescono a perforare la porta di Spada. Nel finale prima Bocchini è
costretto ad uscire per un riacutizzarsi del dolore alla coscia e poi Teodorani commette
ingenuamente un brutto fallo su Jidayi e l'arbitro a due passi lo espelle. Restano pochi
minuti da giocare, ma non abbastanza da poter cambiare le sorti del match. Dopo cinque
minuti di recupero il signor Lioce manda tutti negli spogliatoi e da ogni settore dello
stadio piovono fischi all'indirizzo dei giocatori. Inutile in questi momenti esprime
giudizi o fare commenti, certo è che anche oggi ci siamo lasciati sfuggire via tre punti
alla nostra portata, ma il cammino è ancora lungo...
di Ambra Benedetti
Scocca una freccetta la Dorica, ma non fa centro. A nove giornate dall'inizio del
campionato gli uomini di mister Alessandrini dovevano vincere contro quel
"ragioniere" di un Castel San Pietro, senza lode né infamia al Del Conero.
L'obiettivo è stato mancato, ancora. La voce di Ancona si sgola dalla curva. Protestano i
tifosi a fine gara. Il piatto della classifica piange e la vetta si allontana. I dorici
sonnecchiano mezzo tempo, vanno sotto di un'atmosfera, resuscitano nella ripresa e ci
mettono una pezza. Pareggiano, ma perdono un uomo per gioco violento. Di nuovo. Questa
volta è Teodorani a cedere: saluta la pazienza e mettere l'accento sulla nota dolente di
un punto poco felice. "I giocatori vanno a corrente alternata". La spiega così
il Patron della nobile marchigiana a fine match, in sala stampa. Sergio Schiavoni è
laconico di fronte alla prestazione della sua pargoletta ed ha ragione. I dorici, dopo
essere scesi in campo con il cipiglio giusto, hanno perso la grinta sulla breccia del
tempo. All'inizio sembrava funzionare tutto. Dopo appena tre minuti è arrivata la prima
occasione bianca e rossa: Mussi si trova in posizione privilegiata, cincischia invece di
tirare e subisce l'intervento della retroguardia giallorossa. L'Ancona sembra avere una
marcia in più del Castello e si ripete senza esito, dopo appena quattro giri di lancette,
con l'attaccante di Carrara. Gli emiliani sono radicati bene al campo e giocano con un
lucchetto a cinque mandate. In fase offensiva, però, il gruppo del duetto tecnico
"Traini-Orecchia" si trasforma. Jidayi e Sacenti accorrono a dare man forte alla
coppia d'attacco, Franchini-Dal Rio. La spinta parte anche da dietro con i due terzini,
Tosi e Ghetti, pronti a scattare in avanti, lasciando sempre tre pedine a fare la guardia.
Nella stretta trama emiliana i marchigiani, comunque, si muovono. Al 14' Gimmelli fa
partire una sciabolata respinta dalla retroguardia giallorosa. Sulla ribattuta è
Teodorani a provarci. Al 18' gli ospiti prendono l'iniziativa con Sacenti, anticipato con
tempismo da Morello. Nei primi venti minuti gli attaccanti della Dorica prendono le misure
ma usano pesi troppo leggeri. Nei lanci lunghi i biancorossi sbagliano sovente la mira.
Bodini si perde nel mezzo e non sfrutta le sue doti di fantasia. Le occasioni arrivano
pure ma la nobile marchigiana le lascia passare. Qualcosa non va negli equilibri di casa e
gli emiliani ne approfittano. Al 43' il Castel San Pietro materializza il peggior incubo
dell'Ancona. La squadra marchigiana doveva vincere, ma soprattutto convincere e, invece,
si ritrova in svantaggio. Di Fuzio prepara il terreno con una punizione, la diga dorica fa
acqua e, sul mezzo invito di un retropassaggio, Jidayi calcia dentro la palla della
condanna. Nella ripresa il discorso cambia. Alessandrini sostituisce in blocco il cuore
del centrocampo. Entrano Ceccobelli e D'Aniello. Escono Borgese e Miglietta. La compagine
marchigiana comincia a pulsare e ritorna a credere nei propri mezzi. Dopo quattro minuti
dall'inizio del secondo tempo Bodini scatta sul corridoio, ispirato proprio dal fresco
D'Aniello. Il prodotto della sua scorribanda è sprecato: becca la rete solamente
dall'esterno. Alle parole fanno seguito i fatti. All'undicesimo la speranza si riaccende.
L'Ancona non ci sta ad abbandonare i suoi sogni e li insegue dall'angolo. Sugli sviluppi
di un calcio piazzato il pallone si scontra con la difesa, trova prima Di Sauro e poi
Ceccobelli. Il mediano calibra un fulmine. La dorica brucia l'avversario e pareggia i
conti. Passano quattro minuti e si ricomincia con un bel momento degli uomini di
Alessandrini. Al 15' c'è la respinta di Spada, in anticipo su Langella. Venti secondi e
la Dorica comincia a tartassare, con l'acuto di Teodorani. Al 19' Mussi liscia la bella
sciabolata dell'esterno di centrocampo. Il suo proliferare sulla fascia produce tanto.
Prima serve Bodini, poi confeziona un'altra saetta. Bucchi si tuffa, colpisce di testa, ma
non inquadra a puntino lo specchio della porta. Al 23' Mussi fa una scorpacciata e spreca
a due passi dalla meta. Al 24' D'Aniello azzarda un pallonetto poco incisivo e laterale.
Il Castel San Pietro si spegne a poco a poco sotto il pressing bianco e rosso, ma i dorici
sprecano un po' troppo. Al 33' si cambia fronte: Morello, a riposo da un po', salva la
situazione. Franchini si gioca la sua guardia Bocchini, ma non elude il siciliano. Dopo la
mezz'ora le due squadre vanno a segno a vuoto: il goal emiliano di Franchini prima e
quello marchigiano di Ghiandi poi vengono annullati. Di qui in avanti c'è spazio solo per
il nervosismo. Al 42' i biancorossi restano in dieci: Teodorani viene espulso per un
calcio a Jidayi. La Dorica rimanda l'appuntamento con i sogni. D'ora in poi potrà
sbagliare davvero poco. Alessandrini lo sa e spetterà a lui scuotere i suoi ragazzi.
Schiavoni Senior, a fine gara, ha confermato la sua fiducia nel condottiero della squadra.
di Matteo Massi
Il Caste! San Pietro è appena passato in vantaggio e Marco Alessandrini abbassa la
testa e si mette le mani nei capelli. Limmagine è eloquente. Non basterà il gol di
Ceccobelli a fargli tornare il sorriso, perché la sua Ancona ha fatto un altro mezzo
passo falso. «Bisogna capire esordisce il mister biancorosso perché i
giocatori abbiano avuto un approccio del genere ad una partita così importante. Non mi è
piaciuto. Nella ripresa cè stata una reazione, ma è stato più che altro uno
scatto di orgoglio». Ed allora? «Dobbiamo parlare punto e basta. Capire che cosa non
và. Volevamo dare una risposta ai nostri tifosi, non ci siamo riusciti. Ci fischiano?
Quei fischi sono giusti». Non cerca scuse, evita facili alibi e per una volta getta anche
la maschera. «Io ho fiducia in questa squadra premette Alessandrini .
Lho sempre difesa, nonostante non arrivassero i risultati. Lo facevo per far trovare
un po di sicurezza a chi andava in campo, ma lAncona di oggi era troppo brutta
per essere vera. E a questo punto bisogna capire se tutti hanno le stesse motivazioni
dentro lo spogliatoio. Dobbiamo guardarci in faccia per migliorare questa situazione».
Intanto Sergio Schiavoni ha rinnovato ad Alessandrini la fiducia della società. E
la seconda volta nel giro di due settimane. «Mi fa piacere, ma non mi va di parlare di
questi aspetti. Non mi pongo nemmeno domande di questo genere. Io vado avanti con il mio
lavoro». Difende le sue scelte, anche quelle contro il Castel San Pietro, motivandole.
«E vero che ho fatto giocare Borgese e Miglietta, perché li avevo visti freschi e
pimpanti nella gara contro il Ravenna, ma è altrettanto vero che non avrei potuto mandare
in campo sin dallinizio DAniello e Ceccobelli: per le loro condizioni fisiche
si erano allenati poco. Non potevo rischiare. Mussi e Bucchi? Hanno avuto un occasione a
testa, ma non hanno segnato. Devono dare di più». Teodorani invece ha perso la testa,
quando ha colpito il giocatore del Caste! San Pietro. «Non deve assolutamente succedere
una cosa del genere. Quel gesto non ha giustificazioni». Teodorani a Carrara non ci
sarà, ma questo, ora come ora, è lultimo dei pensieri.
di Ferdinando Vicini
Il pareggio con il Castel San Pietro mette nei guai Alessandrini, soprattutto per la
deludente prestazione della squadra. Si era parlato in settimana, dopo la sconfitta con il
Sansovino, di una prova gagliarda da parte dei giocatori anche per testimoniare il loro
attaccamento all'allenatore. Tutto ciò nei fatti non si è verificato e ieri dopo la fine
dell'incontro è trapelata l'intenzione della società di mettere in discussione la
panchina. «Qualcosa bisognerà pur fare, non possiamo assistere passivamente a questa
situazione. Ci rifletteremo e vi faremo conoscere eventuali decisioni». Queste le parole
di Giampiero Schiavoni arrivato in sala stampa per ultimo, più di un'ora dopo la fine del
match, dopo che ancora a botta calda il patron Sergio Schiavoni aveva cercato di difendere
il tecnico. «Un pareggio che non mi esalta, anzi direi che mi sconforta. Però non darei
la colpa all'allenatore o al direttore sportivo, sono i giocatori che mi sono sembrati
stanchi o svogliati». Questo il commento del patron subito dopo la conclusione
dell'incontro, ma questa volta è sembrata quasi una difesa d'ufficio. Infatti subito dopo
ha aggiunto: «I giocatori individualmente sono bravi ma insieme non rendono come
dovrebbero». Parole che non suonano di certo a lode di chi ha la responsabilità del
gruppo biancorosso, a conferma che è in corso una riflessione iniziata già ieri al Del
Conero su un possibile cambio al timone dell'Ancona. Dal canto suo per la prima volta da
quando è alla guida dell'Ancona, Marco Alessandrini si è mostrato nettamente deluso
quando si è presentato in conferenza stampa. La sua squadra contro il Castel San Pietro
non gli è piaciuta affatto e lo ha detto chiaramente: «Abbiamo fallito nettamente
l'approccio alla partita e non riesco a capire il perché. Siamo andati in campo timorosi,
bloccati, così nel primo tempo abbiamo sbagliato tutto. A quel punto avremmo meritato di
perdere; solo nella ripresa abbiamo avuto una reazione di carattere pur senza giocare
benissimo e siamo riusciti a pareggiare». L'allenatore biancorosso ha proseguito nella
sua disanima della gara senza cercare attenuanti né giustificazioni di sorta. Anzi ha
usato parole forti per censurare il comportamento dei suoi: «A tratti è sembrato che non
avessimo mai giocato a pallone. E' assolutamente necessario ritrovare la squadra, ma
occorre anche che i singoli si preparino meglio mentalmente ad affrontare la partita». Il
messaggio del tecnico è stato chiaro, indirizzato direttamente ai giocatori: «E'
arrivato il momento di guardarci tutti negli occhi per capire se tutti hanno le
motivazioni giuste per andare avanti». E' andato giù duro il tecnico e ha chiamato in
causa senza mezzi termini i singoli, pur senza fare nomi. Insomma un vero e proprio atto
di accusa che però, a questo punto, potrebbe assumere il significato di un passo d'addio
qualora effettivamente la società decidesse di assumere la decisione di esonerarlo.
di Massimo D'Agostino
Fischi giusti, scuotiamoci! In casa biancorossa la consapevolezza di un momentaccio che
sta durando davvero troppo a lungo.
«Quello che sto vedendo ad Ancona non mi era mai capitato, in carriera». Lo sfogo è
di Davide Morello. Non è bastato un altro suo miracolo, in uscita disperata su Franchini,
per portare a casa i tre punti. E lui, che lanno scorso è stato il portiere meno
battuto, non ci sta a fare brutte figure. «E ora che ci facciamo un esame di coscienza
ammette . Non si può perdere la stima e il rapporto con i tifosi per
prestazioni di questo genere. Dovremmo essere orgogliosi di vestire questa maglia
prosegue . Siamo ad Ancona, una città- in cui non ci manca niente. Con un
presidente che altre squadre italiane se lo sognano. Ci dà tutto. E invece oggi potevamo
giocare per tre ore e mezza, ma non avremmo segnato lo stesso». Domanda scontata,
perché? «Siamo fragili caratterialmente. Andiamo in campo condizionati dall
avversario. È inutile dire che lAncona ha una squadra con grandi nomi, se poi gioca
così. Il Castel S. Pietro ha fatto due tiri in porta e un gol. Ma la C2 è questa.
Dobbiamo mettercelo in testa». Delusione cocente anche per Simone Ceccobelli, autore del
pareggio: il suo primo gol in biancorosso. A fine gara voleva comunque salutare il suo
pubblico. Un applauso accennato, smorzato subito dai fischi della nord. Troppo opaca la
prova dellAncona. «Li capisco i tifosi dice . Si aspettavano di più.
Volevo ripagarli andando da loro. Perché, nonostante la brutta partita, non hanno mai
smesso di incitarci. Cosa abbiamo sbagliato oggi? Lapproccio iniziale spiega
il centrocampista ex fermano. Si è visto nel secondo tempo, quando con un pizzico di
convinzione in più abbiamo pareggiato. Poi potevamo anche vincere. Purtroppo non siamo
riusciti a buttarla dentro. Il gol? Ho cercato di tirare in porta. Ho pensato solo a
colpire bene il pallone. Volevo abbracciare qualcuno in panchina? Sì, perché siamo un
gruppo unito, e volevo condividere la mia gioia con tutti gli altri». Infine Carlos
Bodini, ieri titolare. «Cosa ci è mancato? Il carattere, la voglia, la convinzione.
Abbiamo un gruppo fortissimo, ma non riusciamo a far gol».
di Guido Montanari
Finisce tra i fischi e con linvito ad andare a lavorare rivolto ai
giocatori da parte dei tifosi biancorossi. Si scioglie sotto il sole di ottobre
lAncona, fermata in casa persino dal modesto Castel San Pietro, con i giocatori
ospiti che alla fine si rotolavano sullerba dello stadio del Conero increduli per lo
scampato pericolo. Per quanto tempo ancora Ancona sportiva dovrà sopportare scene del
genere? Il Presidente Giampiero Schiavoni al termine della gara ha detto che la società
non assisterà passivamente al naufragio della squadra e che verranno presi dei
provvedimenti. La posizione di Alessandrini, ovviamente è in discussione, ma non sono
esclusi anche misure nei confronti dei giocatori. Di certo così non si può andare
avanti.
STAVOLTA DI CHI E LA COLPA? Una volta larbitro, unaltra la sfortuna e
laltra ancora gli avversari che giocano troppo duro: stavolta a chi addebitiamo la
colpa di questa ennesima delusione? Solo ed esclusivamente alla squadra incapace di
tramutare in fatti concreti, in agonismo, grinta e determinazione, le belle parole spese
durante tutta la settimana dopo il ko di Monte San Savino. Gli stessi attestati di stima
nei confronti del mister vanno a farsi benedire, soprattutto dopo aver visto
allopera i biancorossi nei primi45 minuti di gioco: ovvero, un pianto totale.
Squadra abulica, arrendevole, ferma, con i due centrocampisti centrali Miglietta e Borgese
che non sono riusciti quasi mai a verticalizzare il gioco. Il nervo scoperto
dellAncona è sulla sinistra ed è lì che si fiondano gli emiliani due o tre volte,
fino ad arrivare al gol del possente Jidayi sugli sviluppi di un calcio di punizione.
Lattaccante del Castel San Pietro ha avuto il tempo di stoppare il pallone, girarsi,
prendere la mira e tirare. Insomma, prego saccomodi
MEGLIO NELLA RIPRESA - LAncona salva la faccia nel secondo tempo, anche grazie al
doppio ingresso effettuato da Alessandrini: dentro DAniello e Ceccobelli al posto
degli spenti Borgese e Miglietta. I primi due erano rimasti al palo anche a causa delle
loro precarie condizioni fisiche ma vista la mala parata, il mister ha pensato bene di
buttarli lo stesso nella mischia. La squadra a questo punto è cresciuta come tasso
tecnico e la traballante difesa emiliana è andata puntualmente in affanno. Proprio
Ceccobelli segna un gran gol (tiro dalla distanza sotto lincrocio dei pali)
all11 del secondo tempo: ci sarebbe stato dunque tutto il tempo per vincere la
partita ma prima Bucchi di testa e poi Mussi di piede sprecano due favorevolissime
occasioni. LAncona dà tutto in questi venti minuti poi a poco a poco si spegne e
nella parte finale del match riviene fuori il Castel San Pietro che in un paio di
occasioni, complice anche una difesa biancorossa molto allegra, rischia di segnare il
secondo gol. Nel concitato finale la solita espulsione con Teodorani che non trattiene i
nervi e fa unentrata da kamikaze su Jidayi: rosso immediato e un altro pezzo
importante di questa squadra che rischia di restare a guardare per almeno due settimane.
NON CI CREDONO PIU - Limpressione è che lAncona abbia perso la fiducia
nei propri mezzi. I giocatori, a parte qualche rara fiammata, non ci credono più e
lobiettivo della C1 sembra sia già stato messo in soffitta alla nona giornata di
campionato. La china intrapresa è davvero molto brutta e questa agonia rischia di
trasformarsi in un calvario infinito se la dirigenza non prenderà dei provvedimenti.
Serve una scossa prima che sia troppo tardi e prima che anche lultimo treno dei play
off sia irrimediabilmente perduto. Sono dieci i punti di distanza che dividono i
dorici dalla prima in classifica, (il Sansovino): il bilancio è fallimentare, bisogna
correre ai ripari. Ancona merita decisamente di più di questo squallore.
di David Luconi
Ma la colpa è solo del mister?
Ci vuole più rispetto per la gente che viene allo stadio: questo credo sia
lunico. commento possibile. Nelle parole di Rodolfo Giampieri, presidente
della Confcommercio anconetana, cè tutta lamarezza per il pessimo primo tempo
giocato dallAncona ieri col Castel San Pietro. Avevano detto che avrebbero
giocato per garantire il loro appoggio allallenatore - prosegue Giampieri -ed
invece... E pensare che Alessandrini era venuto ad Ancona con le migliori
credenziali. A rincarare la dose lex-team manager biancorosso Bruno Bilò:
Spero che la colpa di queste brutture della squadra sia tutta del mister - commenta
- altrimenti in C2 resteremo per ancora molto tempo. Ma la mia sensazione è che non sia
Alessandrini il maggiore responsabile. E mancata la grinta e la testa
dice Giorgio Cataldi, segretario provinciale della Confartigianato; peggio di così
proprio non potrebbe andare. Cè paura nella squadra ma forse anche quella
supponenza di chi pensa che di essere bravo e non ha capito che, in questa categoria,
serve lumiltà e determinazione. Delusione anche per il presidente
dellordine degli avvocati dorico, Maurizio Barbieri: Sembra che la squadra non
abbia la forza di reagire - dibatte Barbieri -; ma se il risultato rimarrà quello del
primo tempo credo proprio che il cambio d allenatore diventi la soluzione più
probabile. LAscoli allo stadio Del Conero mercoledì? Mettiamo da parte
lesasperazione di questi anni; la squadra bianconera rappresenta le Marche nella
massima serie. Sulla decisione di far giocare lAscoli ad Ancona ecco
lopinione del sindaco Fabio Sturani: Il campo era a disposizione e non credo
che ci saranno problemi visto che si giocherà a porte chiuse. La Figc ha chiesto di
poterne disporre e noi abbiamo dato il nostro consenso; le forze dellordine faranno
il loro dovere. Forse mercoledì sarà loccasione per vedere un po di
calcio...
di Stefano Rispoli
Potrebbe essere una giornata decisiva per il futuro di mister Alessandrini. Ieri, dopo
la partita, si è svolto un lungo summit tra il ds Mauro Traini e la famiglia Schiavoni.
Le parti si sono lasciate dandosi appuntamento ad oggi: ci si vuol pensare bene su prima
di prendere decisioni dolorose. La notte avrà portato consiglio? Lo scopriremo oggi. Ma
qua! è lidentikit che potrebbe fare al caso dellAncona, in caso di esonero di
Alessandrini? Di sicuro Traini, nelleventualità di un cambio in panchina, non si
rivolgerà ad allenatori navigati, punterà piuttsto su un tecnico giovane ma con una
buona esperienza a livello di serie C. La scorsa settimana a Monte San Savino avevamo
scorto in tribuna lex giocatore della Roma e della Nazionale Francesco Moriero, da
poco uscito dal supercorso di Coverciano. Ieri, invece, al Del Conero ha fatto
capolino Agostino Iacobelli, ex giocatore dorico nel 95/96 in B (17 presenze e un
gol), in passato alla guida del Sansovino e, nella parte finale della stagione scorsa,
alla Vis Pesaro. Ma si tratta solo di nostre congetture, i due allenatori menzionati
potrebbero aver assistito alle partite dellAncona per puro caso. Oltretutto
allinterno della società dorica pare esistano due linee di pensiero a proposito di
Alessandrini, tra chi temporeggia e chi, invece, opterebbe per lesonero immediato.
Ma come ha reagito ieri il trainer al deludente pareggio contro il Castel San Pietro? Pur
apprezzando la risposta dorgoglio maturata nella ripresa, Alessandrini si è
detto preoccupato e rammaricato per latteggiamento con cui lAncona è scesa in
campo nel primo tempo. Troppo brutta per essere vera commenta il tecnico che
proprio non riesce a giustificare lapproccio timoroso e per certi versi dimesso
evidenziato dai giocatori. - UnAncona irriconoscibile,mister... La squadra si
è resa protagonista di uninvoluzione che proprio non mi è piaciuta. A tratti
sembrava che lAncona non avesse mai giocato a calcio. Un atteggiamento
inammissibile. Volevamo dare una risposta forte e concreta alla sconfitta col Sansovino e
alle critiche piovuteci addosso, invece siamo scesi in campo come bloccati, timorosi di
chissà che. Ma nella ripresa cè stata una reazione dorgoglio significativa.
I ragazzi hanno ritrovato un po di fiducia, hanno cominciato a giocare meglio, a
proporsi di più in avanti e hanno pure creato diverse buone opportunità sotto porta. A
tal punto che, raggiunto il pareggio, potevamo anche passare in vantaggio. - Ma è
mancatala solita precisione sottoporta...Esatto. E ci si è messa pure la sfortuna,
perché Mussi e Bucchi hanno avuto due occasioni importanti per consentire allAncona
di segnare il 2-1. Li ho schierati insieme perché speravo dessero un po più di peso al
nostro attacco. Ma è chiaro che tutti, inclusi loro, devono dare di più. Nel finale
avevo intenzione di mettere dentro anche Gaeta, nonostante venerdì avesse subito una
brutta botta alla caviglia. Ma linfortunio di Bocchini mi ha costretto ad effettuare
un altra sostituzione, inserendo Ghiandi in difesa. Allinizio ha
schierato Borgese e Miglietta a centro-campo, per poi sostituirli
nellintervallo: il motivo della scelta? Mi avevano trasmesso segnali
positivi in settimana dopo la gara di Monte San Savino e quella di Coppa a Ravenna.
Oltretutto DAniello e Ceccobelli accusavano delle noie muscolari, non me la sono
sentita di rischiarli. Nella ripresa ho scelto di fare delle sostituzioni in un reparto
dove avrei potuto elevare la qualità in campo. Per questo ho sostituito Borgese e
Miglietta. Ma la vittoria non è arrivata...Purtroppo no. Occorreva proporsi
in modo diverso, affrontare lavversario a viso aperto, osare di più. Cosa che
abbiamo fatto solo nel secondo tempo. Perciò da domani dovremo fare tutti un esame di
coscienza per poi guardarci in faccia e chiederci cosa non va, ritrovare la fiducia nei
nostri mezzi. E capire, poi, se tutti hanno le medesime motivazioni. - Nel finale ancora
una sciocchezza: come giudica lespulsione di Teodorani? Un episodio da
condannare, visto che ci sono già costate parecchio nel caso di Bucchi e
Mortelliti. Mister, onestamente, si sente in discussione? Io non mi devo porre
certe domande. Faccio un lavoro particolare il cui buon esito non dipende solo da me, ma
anche dalla squadra e dai risultati. Sergio Schiavoni intende rinnovarle la
fiducia... Un motivo in più per responsabilizzarci tutti e ritrovare la via della
vittoria partendo dalle cose buone espresse nel secondo tempo.
di Mimmo Cugini
LAncona non aiuta Alessandrini. Solo pari col Castel San Pietro. Oggi potrebbe
arrivare lesonero
Quella di ieri col Castel San Pietro potrebbe essere stata lultima partita di Marco
Alessandrini sulla panchina dellAncona. Il pareggio con gli emiliani, arrivato dopo
un primo tempo inguardabile e una ripresa nella quale gli attaccanti dorici hanno divorato
occasioni da rete, è un brodino che potrebbe non bastare al tecnico di Senigallia per
restare in sella. Deciderà oggi Sergio Schiavoni,ieri sera il patron era ancora molto
combattuto sulla decisione da prendere mentre il ds Mauro Traini pare intenzionato a
cambiare, imputando al mister soprattutto una preparazione fisica non allaltezza. In
effetti lAncona corre meno delle altre squadre e in più ieri Alessandrini ci ha
messo del suo regalando il primo tempo al Castel San Pietro quando ha deciso di consegnare
le chiavi del centrocampo a Borgese e Miglietta. Idea tattica che il campo ha ben presto
bocciato. I due non hanno la qualità per tenere su il reparto nevralgico, non sono mai
riusciti a innescare gli esterni (inutile tenerli così alti se non possono giocare mai
palla a terra nelluno contro uno) nè a creare occasioni per i due attaccanti Mussi
e Bucchi, a loro volta improponibili per le loro caratteristiche tecniche. Insomma
lAncona del primo tempo è stata inguardabile e il gol del Castel San Pietro
arrivato allo scadere del primo tempo (44) sullennesima fesseria della difesa
(stavolta il colpevole è Langella che ha rinviato corto) ha solo reso merito alla squadra
emiliana presentatasi con un prudente 3-5-2 ma in grado ci bloccare tutte le fonti di
gioco dellAncoan e di ripartire in contropiede annullando le punte doriche per altro
servite solo da palloni lunghi. A inizio ripresa Alessandrini è corso ai ripari inserendo
DAniello e Ceccobelli e la partita è cambiata completamente. LAncona è
riuscita finalmente a prevalere a centrocampo, Bodini e Teodorani hanno creato grossi
problemi sulle fasce e sono piovute le occasioni. Raggiunto il pareggio grazie a
Ceccobelli (12, gran sinistro a girare dai venti metri che si è infilato sotto
lincrocio dei pali sorprendendo il portiere Spada che era un paio di metri fuori dai
pali) i biancorossi hanno vissuto il loro momento migliore a metà ripersa e creato i
presupposti per vincere la partita. La difesa del castel san Pietro è apparsa decisamente
vulnerabile e si è salvata solo per gli errori di Bucchi e Mussi. Tutto nel giro di tre
minuti: al 21 Bucchi di testa completamente solo ha messo fuori un cross di
Teodorani dalla sinistra e al 24 Mussi ha concluso di sinistro sul fondo da non più
di 4 metri dopo aver addomesticato col petto un lancio di DAniello che aveva aperto
la difesa emiliana. Due errori incredibili soprattutto perchè commessi dai giocatori più
importanti di questa Ancona. E evidente che se Alessandrini ha avuto delle colpe
nellimpostazione della squadra nel primo tempo, non può farci niente se i suoi
attaccanti sbagliano certi gol. Nel finale di partita lAncona non è più riuscita a
rebndersi pericolosa, anche perchè Alessandrini ha dovuto rinunciare ad inserire
unaltra punta Gaeta, per linfortunio di Bocchini costretto a lasciare il campo
e sostituito da Ghiandi. E così lultimo episodio della partita è stato un initile
intervento a gamba tesa di Teodorani su Jidayi che è costato al giocatore biancorosso
lespulsione. Un segnale, lenensimo, del nervosismo eccessivo che accompagna la
squadra. Del resto la classifica è impietosa: lAncona è a dieci punti dalla
capolista Sansovino e nelle ultime tre partite è riuscita a realizzare solamente due
punti contro avversari non certo trascendentali. Non tutte le colpe sono di Alessandrini
ma qualche responsabilità il tecnico ce lha soprattutto per quello che riguarda la
condizione fisica e il continuo tourbillon di uomini e moduli. La gara di ieri ha
dimostrato che bastava puntare sui due centrali di centrocampo titolari per dominare la
partita.
Di sicuro il pari non basta alla società e ai tifosi. Schiavoni è ancora indeciso, ma
oggi potrebbe decidere il primo esonero della sua carriera di patron. |