Cari amici sportivi,
LAncona ieri ha definitivamente dimostrato di essere una grande squadra. Il riuscire
ad agguantare il bottino pieno nel difficilissimo campo di Arezzo, laverlo fatto con
autorità e grande sicurezza dei mezzi, stà a dimostrare in maniera inequivocabile che la
squadra dorica è assolutamente pronta al rush finale ed è anche in grado di regalarci la
realizzazione del nostro grande sogno. I meriti di questo grande exploit,
sicuramente non previsto ad inizio campionato, vanno equamente suddivisi tra squadra,
tecnico e direttore sportivo. I primi per avere creato un grande gruppo, malgrado le
defezioni dovuto agli infortuni ed alle cessioni del mercato di gennaio; il secondo, e lo
sottolineo il secondo, per aver comunque condotto i suoi uomini ad uno stato di forma
eccezionale, per avere comunque fatto scelte a volte azzeccatissime, per avere, comunque
ed infine, abbondantemente superato quello stato di mediocrità che molti gli
affibbiavano; il terzo per avere, conuna scarpa e una ciabatta da spendere,
per essere riuscito a fare dei colpi veramente egregi per la serie C1 e per avere sempre
sfrontato con molta dedizione, discrezione ed umiltà il suo difficilissimo lavoro. A far
da contraltare a questa meravigliosa situazione non mi posso però esimere dal commentare
il tribolatissimo momento che vive la Società A.C. Ancona e che speriamo non incida in
maniera negativa in questo ultimo scorcio di campionato. Lultima chicca
cè lha regalata, in queste ultime ore, il Sig. Colombo, il quale ha
rassegnato le dimissioni dal Consiglio di Amministrazione della Società dorica, portando
addirittura a tre le defezioni dal suddetto CdA, dopo quelle degli uomini del CSI,
vale a dire i Sigg. Costantini ed Achini. Il giocattolo, è evidente, si stà sfaldando,
disgregando e viene inevitabile, pur rischiando di essere tacciati di dietrologia,
ritornare ai momenti in cui, con una boutade mediatica impressionante, la nostra città
aveva vissuto quasi incredula momenti di popolarità indotta che laveva portata ad
essere citata e glorificata dalla stampa di tutto il mondo. Noi, dei Clubs Uniti
Biancorossi Ancona, fummo fra i pochi a rimanere quantomeno scettici di fronte a tutto
questo can can, non tanto per le paventate stimmate di eticità che ci venivano propinate
in forma coatta, quanto perché la nostra esperienza nel mondo del calcio (un mondo
velenoso, accidioso e nel quale il vile danaro ha comunque e sempre il sopravvento), e
soprattutto in quello anconetano, ci obbligavano a pesantissime riserve nei confronti di
quanto sarebbe avvenuto nel futuro. I fatti, purtroppo, ci stanno dando ragione ed è per
questo che chiediamo a questa Società di fare chiarezza sugli uomini e sugli intenti in
maniera rapidissima, senza realtà virtuali o sogni pindarici, chiarendo finalmente i
presupposti di partenza e la programmazioni per i prossimi anni. Solo così penso si
riesca ad ottenere una normale gestione societaria, che preveda tutte le possibilità, ma
con la voglia, la passione e la professionalità che oggi sono assolutamente necessarie
per sopravvivere in questo mondo falsamente dorato. Noi, nel frattempo, continueremo a
tifare per la nostra squadra, senza se e senza ma, dando lennesimo esempio di amore
nei confronti della nostra squadra; avremo ancora la forza di scindere il momento
prettamente calcistico, entusiasmante, da quello Societario che ci provoca più di un
brivido e che vorremmo fosse, per una volta, di pieno conforto per le sorti della nostra
amata maglia biancorossa.
Forza Magica Ancona
P.S. Scusatemi, ma vorrei tornare un attimo alla contestazione subita da Salvatore Russo
durante lincontro Ancona - Salernitana. Ho parlato con Sasà, ed era profondamente
amareggiato, così come lo sono io. Vale la pena ricordare ai fischiatori che
questo uomo ha dato tantissimo alla causa biancorossa, è innamoratissimo della nostra
città, è stato nostro capitano per lunghissimi anni ed è stato idolatrato dalla nostra
città proprio per le stesse caratteristiche per le quali, 2 domeniche fa è stato
fischiato. Forza di volontà, passione, attaccamento alla maglia, rincorrere tutti i
palloni, uscire dal campo totalmente stremato, sono valori che non possono valere solo
quando si gioca a nostro favore, ma vanno riconosciuti ed applauditi anche quando il
nostro ex beniamino diventa nostro avversario. Questo non è sport, cari amici, è
civiltà. Che questa volta, scusatemi, ci è clamorosamente mancata. Una bordata di fischi
a quelli che l hanno fatto nei confronti di Sasà, la dedico volentieri, con tutto
il cuore.
14.04.2008 15.00