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ultima modifica il 06 mag 2008

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ANCONA 3-2 TARANTO

di Paolino Giampaoli

L’Ancona batte il Taranto e riconquista definitivamente il secondo posto. Un piazzamento importante ai fini delle gare dei play off. L’Ancona parte bene dopo 3’ è in vantaggio su un cross di Fialdini dalla sinistra, testa di CAZZOLA a centro area, la palla supera Faraon con un pallonetto. Pochi istanti e i dorici rischiano il raddoppio su un cross di Rizzato, testa di Nassi di pochissimo sul fondo. Il Taranto prende paura. Ma al 20’ pareggia. Azione in velocità, assist di Cutolo per Plasmati, gran destro che termina in gol. Incredibile uno-due degli ospiti in tre minuti rovesciano il risultato. Contatto di spalla tra Di Fausto e Plasmati, l’arbitro concede il rigore al Taranto. Dal dischetto Cutolo spiazza Guarna. Si va al riposo con gli ospiti in vantaggio. L’Ancona scende in campo nella ripresa per ribaltare le sorti. Al 17’ ristabilisce la parità: triangolazione Filaidin-Rizzato sulla sinistra, cross per Mastronunzio la cui rovesciata colpisce la traversa, sulla respinta tap-in vincente di FIALDINI di testa. Monaco fa uscire un esausto Nassi e al suo posto Albanese. A 7’ minuti dal termine il neo entrato regala il gol vittoria. Rizzato, mette al centro la palla staziona in area, in rovesciata ALBANESE spiazza Faraon. 3-2. Nel finale espulso Anaclerio per doppia ammonizione e dovrà saltare gara uno dei play off. Ora l'ancona si godrà qualche giorno di riposo e poi inierà a prepararsi per i play off che inizieranno domenica 18 maggio.

di Fabio Paci

ANCONA – Novanta minuti intensi. Cinque reti, una dozzina di palle-gol, spettacolo. Il responso è favorevole all’Ancona, che piega 3-2 il Taranto e arpiona il secondo posto all’ultimo respiro. E’ Albanese il match-winner. Il ventenne di Castelraimondo, alla quarta presenza, realizza il primo gol tra i professionisti: la rovesciata, al 39’ della ripresa, beffa Faraon con la palla che entra in rete con velocità da moviola. Il Del Conero esplode, l’Ancona affronterà i playoff in pole position. Qui nel primo turno troverà il Perugia: andata in terra umbra il 18 maggio; ritorno al Del Conero il 25 maggio. Una domenica frenetica con l’Ancona che, oltre a recuperare da una difficile situazione di svantaggio (1-2 al 45’), infrange altri tabù: il Taranto non subiva reti da 500 minuti ed era in serie positiva da ben nove turni. Partita bene interpretata dall’Ancona, capace di un avvio veemente. Monaco sceglie bene, inserendo il fresco Camillucci e puntando sul tandem Nassi-Mastronunzio. Il Taranto, schierato col 4-3-2-1, mostra una difesa statica. E difatti Cazzola al 3’ la punisce: Fialdini addomestica la sfera sull’out sinistro e pennella un assist finalizzato al meglio, con un puntuale colpo di testa, da Cazzola, che ruba il tempo a Colombini e beffa Faraon in uscita. Il tornante non esulta; lo stadio sì. Fialdini è in giornata e chiede scambi a Mastronunzio; le sue serpentine tagliano in due la retroguardia. Passati dieci minuti di paura, il Taranto si riorganizza. Cejas è l’uomo-faro: smista palloni, funge da filtro e per evitare Camillucci e Anaclerio agisce arretrato. Errore marchiano di Nassi al 16’: imbeccato dall’agile Fialdini, l’attaccante non vede Mastronunzio solo davanti a Faraon, indugia e permette il ritorno di Migliaccio. Nel calcio chi sbaglia, paga; così è. Il pareggio del Taranto arriva al 21’, casualmente, anche se i dorici hanno gravi colpe. Camillucci subisce fallo sulla tre quarti (Donati sorvola), Cutolo non si fa pregare a imbeccare Tesser, che a sua volte vede Plasmati libero al centro dell’area: la girata del centravanti è potente e si spegne sotto la traversa. Arbitro contestato: con Camillucci (sostituito con Caremi) a terra avrebbe dovuto fermare il gioco. Monaco urla di stare compatti, di frenare la ritrovata verve del Taranto. Ma non c’è tempo di trovare il giusto assetto che Donati al 24’ fischia un dubbio rigore in favore degli ospiti: contatto in area spalla a spalla tra Di Fausto e Plasmati e sfera sul fondo; tra lo stupore generale il direttore di gara indica il dischetto. Cutolo ringrazia e non fallisce dagli undici metri, spiazzando Guarna. Il match cambia volto. L’Ancona sa che deve vincere e si butta avanti anima e corpo, pagando comunque in lucidità negli ultimi sedici metri. Al 28’ la palla di Fialdini filtra per Mastronunzio, bloccato dal fuorigioco (inesistente) a tu per tu con Faraon. In chiusura di tempo altre due nitide palle-gol: al 40’ Fialdini viene steso in area da Prosperi (Donati sorvola, ma le immagini tv di RaiSat confermano l’evidenza del rigore); al 44’ Nassi non approfitta dell’uscita a vuoto di Faraon. C’è rabbia nell’Ancona per il risultato bugiardo. E nella ripresa i biancorossi, con Fialdini terza punta, intensificano il gioco. Ospiti in difficoltà: baricentro che arretra, cerniera in mediana che allarga le maglie. Al 9’ Fialdini e al 16’ Mastronunzio (tocco di rapina davanti a Faraon) sfiorano il pari. Che arriva al 17’: rovesciata di Mastronunzio, palla respinta dalla traversa, ma è lesto Fialdini nel tap-in vincente di testa. Spinta dal tifo incessante, la squadra di Monaco si butta avanti a testa bassa. Al 20’ Cazzola gira di interno destro un fendente che si spegne di poco sul fondo. Un minuto più tardi Nassi tenta la girata ma viene messo giù da Pastore: anche qui la giacchetta nera fa correre. Donati, comunque, “ripaga” l’Ancona dei torti subiti negando il gol a Prosperi (36’, colpo di testa) anche in questo caso per off-side che non esiste. Girandola di sostituzioni. Monaco vuole vincere e inserisce Lacrimini (spinge a sinistra) e Albanese. Passano 5’ è il ventenne scrive la sua favola. Il gol del 3-2. Convulso il finale: Anaclerio viene espulso, poi è Pastore al 48’ a mancare da due metri il pareggio. Triplice fischio e le note della Marcia Trionfale dell’Aida possono colorare la festa dei 4.000 tifosi dorici.

di Pierfrancesco Chiavacci

ANCONA - Verrebbe da dire che, per una volta, giustizia è fatta. Perché nessuno come l'Ancona meritava di fregiarsi del titolo (più o meno platonico, in vista dei playoff) di vice-regina dietro la Salernitana. Non fosse altro perché la squadra di Monaco è rimasta sempre e comunque dentro il perimetro della zona playoff, dalla prima all'ultima giornata. Come il Crotone, più o meno, anche se l'Ancona più di chiunque altro ha fluttuato tra il primo e il secondo posto. E se non fosse stato per un inverno decisamente troppo rigido, magari staremmo parlando di un finale di torneo diverso. Il premio alla costanza è arrivato solo nei minuti finali dell'ultimo giro di ruota, ma l'Ancona se lo è meritato sul campo, strappando applausi a scena aperta, per la sua partenza a tutto gas: 7 vittorie e 3 pareggi nelle prime 10 giornate, primo posto in classifica con 4 punti di margine sulla seconda (la Salernitana). Ottobre il mese più prolifico: 10 punti su 12 a referto, ma con la prospettiva di incontrare il primo stop, dietro l'angolo. Nella palude di Crotone la corsa si ferma e nonostante la felice parentesi con il Perugia (2-0) l'Ancona perde contatto con la vetta della classifica nel suo lunedì nero di Salerno. Cominciano qui le difficoltà di una squadra che non sa più dare del tu alla vittoria, che in 11 partite, tra l'inizio di novembre e l'inizio di febbraio, raccoglie appena 8 punti, frutto di una vittoria (sulla Sangiovannese a fine 2007) e 5 pareggi, ritrovandosi a mani vuote nei viaggi di Pistoia, Taranto e Castellammare di Stabia. E' il momento peggiore, quello in cui l'undici di Monaco vede assottigliarsi il vantaggio sulla sesta, la prima esclusa dai playoff, che passa dagli 11 punti della 12^ giornata, ai 5 della 16^ (1-1 con la Samb), ai 2 della 21^ (0-0 con il Lanciano). La “ics” di Massa fa scivolare i dorici dal secondo al quarto posto, la successiva sconfitta interna (l'unica) con il Pescara porta l'Ancona al 5° posto. Il successo di Martina del 17 febbraio è una boccata d'ossigeno e con 4 vittorie in 5 giornate alla vigilia di Pasqua i biancorossi si riappropriano del primo posto, dopo aver rosicchiato ben 10 punti alla Salernitana. La sconfitta di Perugia complica le cose e la Salernitana, indenne al Del Conero, saluta e se ne va in B. All'ultimo assalto l'Ancona ritrova il secondo posto, perso dopo lo scialbo 0-0 di S. Benedetto di otto giorni fa. Questo fino al 3-2 di ieri pomeriggio, che ha regalato il secondo posto ai dorici. Playoff. Per la terza volta nella sua storia l'Ancona partecipa ai playoff della C1 e per la terza volta lo fa da seconda. I precedenti sono incoraggianti: nel 1997 l'Ancona superò il Giulianova in semifinale (1-1 e 2-1) e conquistò la B nella finale di Roma con il Savoia (1-0). Nel 2000 ad arrendersi in semifinale fu l'Arezzo (1-1 e 2-1) e nella storica finale di Perugia fu l'Ascoli (1-1 con la rete dell'anconetano Ventura al 118').

di Michele Natalini

ANCONA – Sembrava proprio che il Perugia non dovesse più incrociare il cammino dell’Ancona almeno per questa stagione. A quota 50, i grifoni avevano pochissime chances di agganciare il quinto posto. Troppe combinazioni... Invece gli umbri raggiungono quota 53 (senza giocare, per la protesta del Martina) e, per il gioco della classifica avulsa e della differenza reti, hanno la meglio su Arezzo e Pescara. Sarà ancora Cuccureddu, dunque, a sfidare la truppa di Monaco. I precedenti stagionali per l’Ancona parlano di un successo interno (2-0) e di una sconfitta in terra nemica (2-1). Ma ad essere sinceri, proprio nell’ultima gara in Umbria sembrava che i conti non fossero finiti lì, e difatti ecco la semifinale playoff: un ghiotto appuntamento per i dorici. Non sarà facile piegare la squadra del patron Vincenzo Silvestrini. Ma basteranno due pareggi a Nassi e compagni per avere la meglio. Gli ultimi 90’ della stagione regolare sono stati al cardiopalma. Con verdetti tutt’altro che scontati. Perugia-Ancona, appunto, e Crotone-Taranto: le semifinali per la promozione in serie B. Saranno loro a contendersi il posto che resta per andare a fare compagnia alla Salernitana. La griglia playoff stabilita in base alle posizioni in graduatoria: i dorici, secondi, sfideranno gli umbri (quinti), mentre i pugliesi (terzi) se la vedranno con la squadra calabrese (quarta). Sarà, come recita il vecchio adagio, un altro campionato? Quel che è certo è che nell’ultima giornata della stagione regolare non sono mancate le sorprese. Il Taranto ha chiuso terzo, nonostante abbia terminato il campionato appaiato a quota 55 con il Crotone, vittorioso (doppietta di Ghezzal) sul Sorrento. A favorire la squadra di Cari, in perfetta parità negli scontri diretti con i calabresi, la migliore differenza reti generale (+16 contro il +15 dei pitagorici). Non si è giocata invece la partita di Martina, a causa dell’annunciata protesta del club pugliese, rifiutatosi di scendere in campo per le decisioni adottate di recente dalla Corte di giustizia federale. Il Perugia martedì otterrà la vittoria a tavolino dal giudice sportivo, ma fin da ieri può sentirsi a quota 53. Là dove troviamo anche l’Arezzo, vittorioso a Potenza (3-2), e il Pescara, a valanga (4-0) sul Lanciano. Ma, come detto, a favorire il Perugia è la migliore classifica avulsa.Chiudiamo con la Lucchese, che dopo l’incredibile sconfitta casalinga al cospetto della la Pistoiese, è rimasta a quota 51. Poco importa a questo punto se la giustizia sportiva, che domani si esprimerà sul deferimento piovuto addosso alla società toscana la settimana scorsa, dovesse penalizzare i rossoneri. Il suo è stato un harakiri.

di Ferdinando Vicini

ANCONA - Un forte abbraccio con la moglie al fischio finale dell'arbitro, poi il tuffo negli spogliatoi per ringraziare allenatore e giocatori. Quando approda in sala stampa il presidente Sergio Schiavoni ha appena avuto il tempo di assorbire l'adrenalina di una partita da batticuore vinta sul filo di lana, ma la sua voce è ancora rotta dall'emozione. «E' stata una vittoria sofferta ma meritata, conquistata dopo un incontro combattuto sino all'ultimo secondo. Sono molto felice». Il presidente biancorosso quando entra in sala stampa non è ancora certo dell'avversario dei playoff, quando sente che sarà il Perugia si concede una battuta: «A Perugia quest'anno abbiamo perso ma almeno risparmieremo sulla benzina vista la vicinanza... Comunque è una città che porta bene all'Ancona nei playoff». Chiaro il riferimento alla famosa finale di otto anni fa contro l'Ascoli che valse la promozione ai dorici. Poi Schiavoni torna sulla partita che ha regalato all'Ancona la seconda piazza: «Il Taranto si è dimostrato una formazione molto valida e in gran forma, averla battuta è un nostro grande merito. Era importante arrivare secondi, ce l'abbiamo fatta ma soprattutto abbiamo ritrovato la vera Ancona capace di reagire senza abbattersi». Una prestazione che rende addirittura spavaldo Sergio Schiavoni, di solito sempre misurato: «Con questa Ancona non dobbiamo temere nulla e nessuno. Nemmeno il Milan». Il presidente è davvero su di giri e nemmeno l'inevitabile domanda sullo scontro interno alla società (rapporti tesissimi con il plenipotenziario Petocchi) ha il potere di offuscargli la gioia: «Nessuno dei nostri partner si è fatto sentire, ma sinceramente in questo momento non me ne importa nulla». Però incombe la ricapitalizzazione e l'assemblea dei soci che dovrebbe tenersi a metà settimana: «Dobbiamo sentirci al telefono per prendere accordi per l'assemblea, alla fine siamo soltanto in due. Però non ho proprio voglia di parlare con lui (Petocchi; ndr), meglio che lo faccia mio figlio». Schiavoni evita persino di nominare Enrico Petocchi ed anche il figlio Giampiero è sulla stessa lunghezza d'onda: «Petocchi ? In questo momento non ne voglio nemmeno parlare. Vedremo nei prossimi giorni».
Sulla partita l'amministratore delegato è più misurato ma ugualmente felice: «Ho visto una grande Ancona che ha saputo rimontare dall'1-2 giocando molto bene. Monaco ha mandato in campo la migliore formazione possibile, compiendo le scelte giuste. Ora abbiamo tempo per preparaci ai playoff che affrontiamo in posizione di vantaggio grazie a questa importantissima vittoria». Sull'avversario Schiavoni jr è lapidario: «A questo punto una vale l'altra anche se a Perugia abbiamo subito una sconfitta che ancora non ho digerito. I tifosi? Spero che ci seguano in tanti».

di Guido Montanari

L’Ancona seconda: spareggio col Perugia. ANCONA - Il campionato finisce tra le note dell’Aida con la squadra a saltellare sotto la curva e il presidente Schiavoni che esulta in tribuna (dei soci milanesi anche ieri neanche l’ombra): entusiasmo legittimo perchè il forte ma un po’ presuntuoso Taranto è stato addomesticato e il secondo posto raggiunto. Ergo, ora l’Ancona può affrontare i sempre difficilissimi playoff con alcuni importanti vantaggi dati dalla migliore posizione in classifica. E questa rocambolesca giornata finale della C1, ci consegna al quinto posto addirittura quel Perugia che sembrava ormai morto e sepolto dopo la sconfitta di domenica scorsa in casa col Potenza. E invece gli umbri grazie al Martina che per protesta ieri non si è presentato, hanno preso tre punti a tavolino che grazie alla classifica avulsa li proietta davanti a Pescara e Arezzo che sono arrivati pure loro a quota 53. Davvero incredibile poi quello che combinato la Lucchese la quale ha gettato via un campionato in casa perdendo con una Pistoiese già condannata ai playout.  LA RESURREZIONE - Affari loro. Tornando ai fatti di casa nostra invece, bisogna fare i complimenti a questa Ancona che data per morta e sepolta dopo i due brutti pareggi con Pistoiese e Samb, come altre volte in questa stagione è risorta quando nessuno forse se l’aspettava più.  Una partita vera quella col Taranto che l’Ancona ha vinto con merito ma che paga anche in maniera salata con un infortunato (lussazione al braccio per Camillucci) e con l’espulsione per somma di ammonizione di Anaclerio, autentico faro del centrocampo biancorosso che purtroppo nella semifinale di andata a Perugia non ci sarà. E’ destino che questa Ancona debba soffrire. Anche l’avversario che è uscita dalla bagarre playoff, come caratteristiche non è certo l’ideale per Mastronunzio e soci e lo si era già visto qualche settimana fa in campionato. Ma ormai siamo in ballo... e comunque questa capacità di rialzarsi in piedi da parte dei dorici lascia comunque ben sperare.  RIMONTA DA APPLAUSI - Biancorossi subito in vantaggio con Cazzola (che non esulta per qualche fischio di troppo ricevuto nelle ultime gare), poi pareggio di Plasmati con il Taranto che prosegue l’azione nonostante l’infortunio a Camillucci rimasto a terra a centrocampo. Quindi pugliesi sul 2-1 grazie a un rigore “largo” per una spallata di Di Fausto ancora a Plasmati (penalty realizzato dallo scatenato Cutolo). Sembrava tutto finito e invece nella ripresa una grande reazione da parte dell’Ancona: arriva meritatamente il 2-2 di Fialdini che è bravo a raccogliere e mettere in rete un pallone rimbalzato sulla traversa dopo una spettacolare rovesciata di Mastronunzio. Sul 2-2 i pugliesi di Cari (il quale è destino che al Del Conero debba sempre prenderle) hanno provato a mettere la testa fuori dal guscio ma hanno combinato poco. C’è un gol di Plasmati di testa ma l’azione era già stata fermata per fuorigioco, poi a pochi minuti dalla fine il miracolo: Thomas Albanese, giovanissimo attaccante che in questa stagione non aveva avuto quasi mai spazio in prima squadra viene gettato nella mischia al posto di Nassi. E cosa ti combina il baby? Una rovesciata con pallone nell’angolino: 3-2. Bellissimo.


di Stefano Rispoli

Monaco: “Inizia un altro campionato”

ANCONA - Qualcuno parla di miracolo di San Ciriaco. Ma non c’è bisogno di scomodare il patrono: per spiegare la vittoria-thrilling dell’Ancona basta riconoscere i meriti della squadra dorica che dopo un avvio sorprendente, ha patito il ritorno degli avversari, ha dovuto subire diverse decisioni errate dell’arbitro, ma nel secondo tempo si è trasformata e con il cuore ha centrato un successo che vale il secondo posto.  “E’ stata una partita emblematica: questi ragazzi hanno sempre avuto un obiettivo chiaro da raggiungere e con tanti sacrifici ce l’hanno fatta. Sono orgoglioso di essere alla guida di un gruppo dotato di grandissime qualità”. Sono le parole di Francesco Monaco che a fine gara raccoglie consensi in sala stampa. Sorridente come non mai, il tecnico biancorosso racconta il film di uno degli incontri più emozionanti della stagione.  “Il Taranto attraversava un periodo di forma eccellente, sapevamo che ci avrebbe messo in difficoltà. L’Ancona è partita benissimo, poi è incappati in alcuni errori che raramente commettiamo. Ha subito il primo gol ed è stata penalizzata da un rigore che, a mio avviso, non c’era. I ragazzi hanno lottato anche contro gli episodi sfavorevoli e nella ripresa si sono resi protagonisti di una grandissima reazione che li ha portati alla vittoria”. Mister, crede che il Taranto si sentisse già sicuro della vittoria quando è tornato in campo per il secondo tempo? “Non lo so. Preferirei sottolineare la risposta egregia che ha dato la mia squadra, coronata da una prestazione ed una qualità di gioco notevoli”. Ha deciso di presentare in campo Nassi al fianco di Mastronunzio: perché? “Ho pensato che dovevamo fare qualcosa in più per cercare di vincere, così ho preferito mettere dentro un attaccante aggiuntivo”. Ottima, mister, la prestazione di Fialdini... “Ha sofferto molto perché dopo l’infortunio subito spesso non è riuscito a dimostrare tutto il suo valore. Oggi (ieri, ndc) ha fatto vedere di che pasta è fatto”. Ma un applauso speciale va a Thomas Albanese: è suo il gol che vale il secondo posto. “E’ un ragazzo giovane ma dotato di buone qualità, quest’anno si è dovuto fermare più volte a causa di problemi fisici. Questa settimana si è allenato bene ed ero sicuro che la sua freschezza potesse dare un contributo importante nell’ultimo quarto d’ora. Ci ho visto bene e sono contento per lui”. La nota stonata, invece, riguarda Anaclerio: quell’espulsione in pieno recupero non ha davvero senso. “Perdiamo un giocatore importante a centrocampo, ma questa squadra ha dimostrato di riuscire sempre a sopperire anche alle assenze più gravi”. In semifinale ci toccherà il Perugia: impressioni? “Ai playoff inizierà un altro campionato in cui tutti i valori potrebbero essere messi in discussione. Non avevo un avversario preferito o uno da evitare a tutti i costi: quello che conta è aver centrato il secondo posto che ci dà un vantaggio consistente. Fermo restando che non dovremo mai scendere in campo con l’idea di pareggiare”.


di Matteo Magnarelli

L’acrobazia di Albanese fa sognare il gol di Ventura

ANCONA - Thomas Albanese si candida come nuovo Mirko Ventura. E’ l’effetto del gol-vittoria realizzato dal giovane attaccante biancorosso nel finale di Ancona-Taranto. Causa infortuni e mancanza di esperienza, durante l’anno Albanese (20 anni compiuti da alcune settimane, prelevato in estate dalla Primavera del Siena) è rimasto spesso in “cantina” a maturare come un buon vino che ha bisogno di tempo prima di poter essere gustato. Ieri però ha capito che era giunto il momento di far gustare al pubblico le qualità che gli hanno permesso di conquistare le convocazioni della nazionale under 21 di serie C e, come un tappo di champagne che esplode per la festa, con una gustosissima rovesciata ha reso al pubblico dorico tutto il suo valore. “Sono andato in acrobazia perché era l’unico modo di colpire la palla verso la porta del Taranto - racconta il protagonista di giornata -. Con la girata sono riuscito a dargli la giusta forza e soprattutto la giusta angolazione e con un po’ di fortuna è venuto fuori questo bel gol”. Sprazzi di classe di Thomas Albanese si erano intravisti anche in avvio di stagione quando, dopo una buona preparazione, aveva dimostrato tecnica, rapidità e fiuto del gol. Dopodiché alcuni acciacchi di vario genere lo avevano portato in secondo piano, ma ieri Monaco gli ha ridato una chance ed è stato ripagato. “Dopo il gol sono esploso di gioia e sono corso sotto la tribuna scoperta perché li c’erano i miei genitori e la mia ragazza - descrive la sua gioia Albanese, al primo centro nella stagione d’esordio tra i professionisti -. A loro ma soprattutto a tutta la squadra va la mia dedica, sperando che non sia l’ultima”. Infatti ci sono i playoff da giocare e, dopo avergli ricordato che qualche anno fa al 118° minuto di un indimenticabile derby con l’Ascoli allo stadio Renato Curi un giovane anconetano di nome Mirko Ventura fu l’autore del gol promozione dell’Ancona nella finale playoff di serie C, il ventenne attaccante biancorosso, nato a Varese ma marchigiano di adozione (è cresciuto a Castelraimondo), spera di emulare quella favola. “In questo periodo sto meglio e spero di poter dare il mio contributo negli spareggi per la B... magari mi riuscisse di ripetere la bella storia di Mirko Ventura” è il sogno svelato. I tifosi dorici se lo augurano, così come il capitano Giovanni Langella che ieri è tornato titolare dopo altrettanti problemi fisici di varia natura e cha a fine gara, da buon capitano, prima di tutto ha elogiato il gruppo e lo spirito dell’Ancona. “I gol di Cazzola, Fialdini e Albanese mi fanno particolarmente piacere - spiega -. Sono una ulteriore testimonianza della forza della nostra squadra, che chiudendo la stagione regolare al secondo posto ha centrato un’impensabile e straordinario risultato”. Dopo aver speso tante buone parole sui suoi compagni, capitan Langella riassume il suo campionato. “Per me è stata un’annata piena zeppa di infortuni - racconta -. Il bello però viene adesso, ci sono i playoff da giocare e sia che i miei compagni siamo carichi per affrontarli al massimo”. Questa è invece l’analisi della partita col Taranto: “Siamo andati avanti con un bel gol di Umberto (Cazzola, ndr), poi però due situazioni discutibili hanno permesso loro di ribaltare il punteggio”. In particolare il rigore per loro non sta né in cielo né in terra”. Sotto col Perugia. “Sono sorpreso dagli esiti delle partite di oggi, ma per noi cambia poco perché una vale l’altra - commenta in chiusura il capitano -. Di certo sappiamo che giocheremo le sfide decisive davanti al nostro pubblico. E di ciò sono molto contento per me e per tutta la città”.


di Matteo Massi

Ancona, ora sotto col Perugia

Dopo aver archiviato le trentaquattro giornate di campionato, le attenzioni dei dorici vanno ora al Perugia. La doppia sfida che vale la finalissima per la B, vede i dorici in vantaggio, grazie alla seconda piazza, ottenuta nella stagione regolare. La magia del calcio, sport strano, a volte ingiusto, irrazionale ma specie per questo amato, sta tutto nel viso incredulo nella corsa gioiosa sotto la gradinata del baby Thomas Albanese, che domenica scorsa, entrato da pochi minuti, con un’acrobazia sotto la curva Nord regala il secondo posto ai dorici al termine di una sfida al cardiopalma giocata davanti ad una cornice di pubblico di categoria superiore. L'Ancona può gioire per un secondo posto strappato in extremis ma assolutamente meritato. La squadra infatti non è mai scesa sotto il terzo posto in tutto l'arco del campionato, dopo essere partita a Luglio per un campionato tranquillo cercando di evitare le sofferenze della stagione passata. La piazza d'onore è merito delle individualità che si sono evidenziate nella stagione ma soprattutto nello spirito di gruppo e sacrificio che la truppa di Mister Monaco ha costruito, riuscendo ad avere la meglio su organici sulla carta più competitivi. Ora come si è soliti dire incomincia un 'altro campionato e quindi a parte squalifiche e posizioni di privilegio in classifica bisogna azzerare quasi tutto. Ma la convinzione dei propri mezzi nasce appunto dalle partite precedenti e l'Ancona deve basarsi appunto su questo, ovviamente essendo ben cosciente che le quattro squadre rimaste si equivalgono tutte come livello di forza, e hanno storie calcistiche importanti per la serie C (fattore da non sottovalutare in occasione degli spareggi dove il pubblico e l'ambiente si è rivelato decisivo in molte occasioni). Il dato sicuramente critico è quello degli infortuni. Dopo aver perso definitivamente Anderson, (l'elemento decisivo nell'equilibrio del centrocampo dorico), e De Sousa, molte pedine della squadra sono alle prese con problemi di varia natura (Piccoli, Mastronunzio e Caremi su tutti) e questo è fonte di preoccupazione per l'andamento delle prossime sfide (considerando anche l'assenza di Anaclerio per squalifica nella prima gara). Dopo aver archiviato le trentaquattro giornate di campionato, le attenzioni dei dorici vanno ora al Perugia, squadra che si ritrova miracolosamente nei play-off per una serie di strane circostanze finali, prima su tutte la mancata scesa in campo nell'ultima giornata da parte del Martina che ha sia regalato i tre punti decisivi agli umbri sia evitato il rischio di infortuni e squalifiche. Incredibilmente, per un'acrobazia del regolamento, invece la stessa partita “fantasma” ha valso come turno di squalifica per Mazzeo, che quindi potrà essere regolarmente in campo nell'andata del Curi. Questo non toglie i meriti dell'undici di Cuccureddu che ha ripreso in mano una squadra in crisi irreversibile, specie fra le mura amiche, e l'ha portata, ritrovando gioco e risultati, fino al quinto posto, ultima piazza utile per giocarsi la promozione attraverso gli spareggi. Nell'altra semifinale tutta rossoblù, il Taranto affronterà invece il Crotone. La squadra pugliese vista al Del Conero è una squadra che ha tutte le carte in regola per fare il grande salto. L'ambiente è carico e questo può risultare determinante. La forma fisica sembra ottima e la mentalità vincente è cresciuta e si è consolidata con l'incredibile serie positiva del girone di ritorno. Va ad affrontare il Crotone con la quale ha sempre impattato a reti bianche nei due precedenti incontri. Anche considerando questo, il miglior piazzamento nella regular season è un privilegio che pone favorita la squadra di mister Cari nonostante l'imprevedibilità di questo tipo di sfide.

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