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ANCONA 3-2 TARANTO |
di Paolino Giampaoli
LAncona
batte il Taranto e riconquista definitivamente il secondo posto. Un piazzamento importante
ai fini delle gare dei play off. LAncona parte bene dopo 3 è in vantaggio su
un cross di Fialdini dalla sinistra, testa di CAZZOLA a
centro area, la palla supera Faraon con un pallonetto. Pochi istanti e i dorici rischiano
il raddoppio su un cross di Rizzato, testa di Nassi di pochissimo sul fondo. Il Taranto
prende paura. Ma al 20 pareggia. Azione in velocità, assist di Cutolo per Plasmati,
gran destro che termina in gol. Incredibile uno-due degli ospiti in tre minuti rovesciano
il risultato. Contatto di spalla tra Di Fausto e Plasmati, larbitro concede il
rigore al Taranto. Dal dischetto Cutolo spiazza Guarna. Si va al riposo con gli ospiti in
vantaggio. LAncona scende in campo nella ripresa per ribaltare le sorti. Al 17
ristabilisce la parità: triangolazione Filaidin-Rizzato sulla sinistra, cross per
Mastronunzio la cui rovesciata colpisce la traversa, sulla respinta tap-in vincente di FIALDINI di testa. Monaco fa uscire un esausto Nassi e al suo
posto Albanese. A 7 minuti dal termine il neo entrato regala il gol vittoria.
Rizzato, mette al centro la palla staziona in area, in rovesciata ALBANESE spiazza Faraon. 3-2. Nel finale espulso Anaclerio per
doppia ammonizione e dovrà saltare gara uno dei play off. Ora l'ancona si godrà qualche
giorno di riposo e poi inierà a prepararsi per i play off che inizieranno domenica 18
maggio. |
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di Fabio Paci
ANCONA Novanta minuti intensi. Cinque reti, una dozzina di palle-gol, spettacolo.
Il responso è favorevole allAncona, che piega 3-2 il Taranto e arpiona il secondo
posto allultimo respiro. E Albanese il match-winner. Il ventenne di
Castelraimondo, alla quarta presenza, realizza il primo gol tra i professionisti: la
rovesciata, al 39 della ripresa, beffa Faraon con la palla che entra in rete con
velocità da moviola. Il Del Conero esplode, lAncona affronterà i playoff in pole
position. Qui nel primo turno troverà il Perugia: andata in terra umbra il 18 maggio;
ritorno al Del Conero il 25 maggio. Una domenica frenetica con lAncona che, oltre a
recuperare da una difficile situazione di svantaggio (1-2 al 45), infrange altri
tabù: il Taranto non subiva reti da 500 minuti ed era in serie positiva da ben nove
turni. Partita bene interpretata dallAncona, capace di un avvio veemente. Monaco
sceglie bene, inserendo il fresco Camillucci e puntando sul tandem Nassi-Mastronunzio. Il
Taranto, schierato col 4-3-2-1, mostra una difesa statica. E difatti Cazzola al 3 la
punisce: Fialdini addomestica la sfera sullout sinistro e pennella un assist
finalizzato al meglio, con un puntuale colpo di testa, da Cazzola, che ruba il tempo a
Colombini e beffa Faraon in uscita. Il tornante non esulta; lo stadio sì. Fialdini è in
giornata e chiede scambi a Mastronunzio; le sue serpentine tagliano in due la
retroguardia. Passati dieci minuti di paura, il Taranto si riorganizza. Cejas è
luomo-faro: smista palloni, funge da filtro e per evitare Camillucci e Anaclerio
agisce arretrato. Errore marchiano di Nassi al 16: imbeccato dallagile
Fialdini, lattaccante non vede Mastronunzio solo davanti a Faraon, indugia e
permette il ritorno di Migliaccio. Nel calcio chi sbaglia, paga; così è. Il pareggio del
Taranto arriva al 21, casualmente, anche se i dorici hanno gravi colpe. Camillucci
subisce fallo sulla tre quarti (Donati sorvola), Cutolo non si fa pregare a imbeccare
Tesser, che a sua volte vede Plasmati libero al centro dellarea: la girata del
centravanti è potente e si spegne sotto la traversa. Arbitro contestato: con Camillucci
(sostituito con Caremi) a terra avrebbe dovuto fermare il gioco. Monaco urla di stare
compatti, di frenare la ritrovata verve del Taranto. Ma non cè tempo di trovare il
giusto assetto che Donati al 24 fischia un dubbio rigore in favore degli ospiti:
contatto in area spalla a spalla tra Di Fausto e Plasmati e sfera sul fondo; tra lo
stupore generale il direttore di gara indica il dischetto. Cutolo ringrazia e non fallisce
dagli undici metri, spiazzando Guarna. Il match cambia volto. LAncona sa che deve
vincere e si butta avanti anima e corpo, pagando comunque in lucidità negli ultimi sedici
metri. Al 28 la palla di Fialdini filtra per Mastronunzio, bloccato dal fuorigioco
(inesistente) a tu per tu con Faraon. In chiusura di tempo altre due nitide palle-gol: al
40 Fialdini viene steso in area da Prosperi (Donati sorvola, ma le immagini tv di
RaiSat confermano levidenza del rigore); al 44 Nassi non approfitta
delluscita a vuoto di Faraon. Cè rabbia nellAncona per il risultato
bugiardo. E nella ripresa i biancorossi, con Fialdini terza punta, intensificano il gioco.
Ospiti in difficoltà: baricentro che arretra, cerniera in mediana che allarga le maglie.
Al 9 Fialdini e al 16 Mastronunzio (tocco di rapina davanti a Faraon) sfiorano
il pari. Che arriva al 17: rovesciata di Mastronunzio, palla respinta dalla
traversa, ma è lesto Fialdini nel tap-in vincente di testa. Spinta dal tifo incessante,
la squadra di Monaco si butta avanti a testa bassa. Al 20 Cazzola gira di interno
destro un fendente che si spegne di poco sul fondo. Un minuto più tardi Nassi tenta la
girata ma viene messo giù da Pastore: anche qui la giacchetta nera fa correre. Donati,
comunque, ripaga lAncona dei torti subiti negando il gol a Prosperi
(36, colpo di testa) anche in questo caso per off-side che non esiste. Girandola di
sostituzioni. Monaco vuole vincere e inserisce Lacrimini (spinge a sinistra) e Albanese.
Passano 5 è il ventenne scrive la sua favola. Il gol del 3-2. Convulso il finale:
Anaclerio viene espulso, poi è Pastore al 48 a mancare da due metri il pareggio.
Triplice fischio e le note della Marcia Trionfale dellAida possono colorare la festa
dei 4.000 tifosi dorici. |
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di Pierfrancesco Chiavacci
ANCONA - Verrebbe da dire che, per una volta, giustizia è fatta. Perché nessuno come
l'Ancona meritava di fregiarsi del titolo (più o meno platonico, in vista dei playoff) di
vice-regina dietro la Salernitana. Non fosse altro perché la squadra di Monaco è rimasta
sempre e comunque dentro il perimetro della zona playoff, dalla prima all'ultima giornata.
Come il Crotone, più o meno, anche se l'Ancona più di chiunque altro ha fluttuato tra il
primo e il secondo posto. E se non fosse stato per un inverno decisamente troppo rigido,
magari staremmo parlando di un finale di torneo diverso. Il premio alla costanza è
arrivato solo nei minuti finali dell'ultimo giro di ruota, ma l'Ancona se lo è meritato
sul campo, strappando applausi a scena aperta, per la sua partenza a tutto gas: 7 vittorie
e 3 pareggi nelle prime 10 giornate, primo posto in classifica con 4 punti di margine
sulla seconda (la Salernitana). Ottobre il mese più prolifico: 10 punti su 12 a referto,
ma con la prospettiva di incontrare il primo stop, dietro l'angolo. Nella palude di
Crotone la corsa si ferma e nonostante la felice parentesi con il Perugia (2-0) l'Ancona
perde contatto con la vetta della classifica nel suo lunedì nero di Salerno. Cominciano
qui le difficoltà di una squadra che non sa più dare del tu alla vittoria, che in 11
partite, tra l'inizio di novembre e l'inizio di febbraio, raccoglie appena 8 punti, frutto
di una vittoria (sulla Sangiovannese a fine 2007) e 5 pareggi, ritrovandosi a mani vuote
nei viaggi di Pistoia, Taranto e Castellammare di Stabia. E' il momento peggiore, quello
in cui l'undici di Monaco vede assottigliarsi il vantaggio sulla sesta, la prima esclusa
dai playoff, che passa dagli 11 punti della 12^ giornata, ai 5 della 16^ (1-1 con la
Samb), ai 2 della 21^ (0-0 con il Lanciano). La ics di Massa fa scivolare i
dorici dal secondo al quarto posto, la successiva sconfitta interna (l'unica) con il
Pescara porta l'Ancona al 5° posto. Il successo di Martina del 17 febbraio è una boccata
d'ossigeno e con 4 vittorie in 5 giornate alla vigilia di Pasqua i biancorossi si
riappropriano del primo posto, dopo aver rosicchiato ben 10 punti alla Salernitana. La
sconfitta di Perugia complica le cose e la Salernitana, indenne al Del Conero, saluta e se
ne va in B. All'ultimo assalto l'Ancona ritrova il secondo posto, perso dopo lo scialbo
0-0 di S. Benedetto di otto giorni fa. Questo fino al 3-2 di ieri pomeriggio, che ha
regalato il secondo posto ai dorici. Playoff. Per la terza volta nella sua storia l'Ancona
partecipa ai playoff della C1 e per la terza volta lo fa da seconda. I precedenti sono
incoraggianti: nel 1997 l'Ancona superò il Giulianova in semifinale (1-1 e 2-1) e
conquistò la B nella finale di Roma con il Savoia (1-0). Nel 2000 ad arrendersi in
semifinale fu l'Arezzo (1-1 e 2-1) e nella storica finale di Perugia fu l'Ascoli (1-1 con
la rete dell'anconetano Ventura al 118'). |
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di Michele Natalini
ANCONA Sembrava proprio che il Perugia non dovesse più incrociare il cammino
dellAncona almeno per questa stagione. A quota 50, i grifoni avevano pochissime
chances di agganciare il quinto posto. Troppe combinazioni... Invece gli umbri raggiungono
quota 53 (senza giocare, per la protesta del Martina) e, per il gioco della classifica
avulsa e della differenza reti, hanno la meglio su Arezzo e Pescara. Sarà ancora
Cuccureddu, dunque, a sfidare la truppa di Monaco. I precedenti stagionali per
lAncona parlano di un successo interno (2-0) e di una sconfitta in terra nemica
(2-1). Ma ad essere sinceri, proprio nellultima gara in Umbria sembrava che i conti
non fossero finiti lì, e difatti ecco la semifinale playoff: un ghiotto appuntamento per
i dorici. Non sarà facile piegare la squadra del patron Vincenzo Silvestrini. Ma
basteranno due pareggi a Nassi e compagni per avere la meglio. Gli ultimi 90 della
stagione regolare sono stati al cardiopalma. Con verdetti tuttaltro che scontati.
Perugia-Ancona, appunto, e Crotone-Taranto: le semifinali per la promozione in serie B.
Saranno loro a contendersi il posto che resta per andare a fare compagnia alla
Salernitana. La griglia playoff stabilita in base alle posizioni in graduatoria: i dorici,
secondi, sfideranno gli umbri (quinti), mentre i pugliesi (terzi) se la vedranno con la
squadra calabrese (quarta). Sarà, come recita il vecchio adagio, un altro campionato?
Quel che è certo è che nellultima giornata della stagione regolare non sono
mancate le sorprese. Il Taranto ha chiuso terzo, nonostante abbia terminato il campionato
appaiato a quota 55 con il Crotone, vittorioso (doppietta di Ghezzal) sul Sorrento. A
favorire la squadra di Cari, in perfetta parità negli scontri diretti con i calabresi, la
migliore differenza reti generale (+16 contro il +15 dei pitagorici). Non si è giocata
invece la partita di Martina, a causa dellannunciata protesta del club pugliese,
rifiutatosi di scendere in campo per le decisioni adottate di recente dalla Corte di
giustizia federale. Il Perugia martedì otterrà la vittoria a tavolino dal giudice
sportivo, ma fin da ieri può sentirsi a quota 53. Là dove troviamo anche lArezzo,
vittorioso a Potenza (3-2), e il Pescara, a valanga (4-0) sul Lanciano. Ma, come detto, a
favorire il Perugia è la migliore classifica avulsa.Chiudiamo con la Lucchese, che dopo
lincredibile sconfitta casalinga al cospetto della la Pistoiese, è rimasta a quota
51. Poco importa a questo punto se la giustizia sportiva, che domani si esprimerà sul
deferimento piovuto addosso alla società toscana la settimana scorsa, dovesse penalizzare
i rossoneri. Il suo è stato un harakiri. |
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di Ferdinando Vicini
ANCONA - Un forte abbraccio con la moglie al fischio finale dell'arbitro, poi il tuffo
negli spogliatoi per ringraziare allenatore e giocatori. Quando approda in sala stampa il
presidente Sergio Schiavoni ha appena avuto il tempo di assorbire l'adrenalina di una
partita da batticuore vinta sul filo di lana, ma la sua voce è ancora rotta
dall'emozione. «E' stata una vittoria sofferta ma meritata, conquistata dopo un incontro
combattuto sino all'ultimo secondo. Sono molto felice». Il presidente biancorosso quando
entra in sala stampa non è ancora certo dell'avversario dei playoff, quando sente che
sarà il Perugia si concede una battuta: «A Perugia quest'anno abbiamo perso ma almeno
risparmieremo sulla benzina vista la vicinanza... Comunque è una città che porta bene
all'Ancona nei playoff». Chiaro il riferimento alla famosa finale di otto anni fa contro
l'Ascoli che valse la promozione ai dorici. Poi Schiavoni torna sulla partita che ha
regalato all'Ancona la seconda piazza: «Il Taranto si è dimostrato una formazione molto
valida e in gran forma, averla battuta è un nostro grande merito. Era importante arrivare
secondi, ce l'abbiamo fatta ma soprattutto abbiamo ritrovato la vera Ancona capace di
reagire senza abbattersi». Una prestazione che rende addirittura spavaldo Sergio
Schiavoni, di solito sempre misurato: «Con questa Ancona non dobbiamo temere nulla e
nessuno. Nemmeno il Milan». Il presidente è davvero su di giri e nemmeno l'inevitabile
domanda sullo scontro interno alla società (rapporti tesissimi con il plenipotenziario
Petocchi) ha il potere di offuscargli la gioia: «Nessuno dei nostri partner si è fatto
sentire, ma sinceramente in questo momento non me ne importa nulla». Però incombe la
ricapitalizzazione e l'assemblea dei soci che dovrebbe tenersi a metà settimana:
«Dobbiamo sentirci al telefono per prendere accordi per l'assemblea, alla fine siamo
soltanto in due. Però non ho proprio voglia di parlare con lui (Petocchi; ndr), meglio
che lo faccia mio figlio». Schiavoni evita persino di nominare Enrico Petocchi ed anche
il figlio Giampiero è sulla stessa lunghezza d'onda: «Petocchi ? In questo momento non
ne voglio nemmeno parlare. Vedremo nei prossimi giorni».
Sulla partita l'amministratore delegato è più misurato ma ugualmente felice: «Ho visto
una grande Ancona che ha saputo rimontare dall'1-2 giocando molto bene. Monaco ha mandato
in campo la migliore formazione possibile, compiendo le scelte giuste. Ora abbiamo tempo
per preparaci ai playoff che affrontiamo in posizione di vantaggio grazie a questa
importantissima vittoria». Sull'avversario Schiavoni jr è lapidario: «A questo punto
una vale l'altra anche se a Perugia abbiamo subito una sconfitta che ancora non ho
digerito. I tifosi? Spero che ci seguano in tanti». |
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| di Guido Montanari LAncona
seconda: spareggio col Perugia. ANCONA - Il campionato finisce tra le note
dellAida con la squadra a saltellare sotto la curva e il presidente Schiavoni che
esulta in tribuna (dei soci milanesi anche ieri neanche lombra): entusiasmo
legittimo perchè il forte ma un po presuntuoso Taranto è stato addomesticato e il
secondo posto raggiunto. Ergo, ora lAncona può affrontare i sempre difficilissimi
playoff con alcuni importanti vantaggi dati dalla migliore posizione in classifica. E
questa rocambolesca giornata finale della C1, ci consegna al quinto posto addirittura quel
Perugia che sembrava ormai morto e sepolto dopo la sconfitta di domenica scorsa in casa
col Potenza. E invece gli umbri grazie al Martina che per protesta ieri non si è
presentato, hanno preso tre punti a tavolino che grazie alla classifica avulsa li proietta
davanti a Pescara e Arezzo che sono arrivati pure loro a quota 53. Davvero incredibile poi
quello che combinato la Lucchese la quale ha gettato via un campionato in casa perdendo
con una Pistoiese già condannata ai playout. LA RESURREZIONE - Affari loro.
Tornando ai fatti di casa nostra invece, bisogna fare i complimenti a questa Ancona che
data per morta e sepolta dopo i due brutti pareggi con Pistoiese e Samb, come altre volte
in questa stagione è risorta quando nessuno forse se laspettava più. Una
partita vera quella col Taranto che lAncona ha vinto con merito ma che paga anche in
maniera salata con un infortunato (lussazione al braccio per Camillucci) e con
lespulsione per somma di ammonizione di Anaclerio, autentico faro del centrocampo
biancorosso che purtroppo nella semifinale di andata a Perugia non ci sarà. E
destino che questa Ancona debba soffrire. Anche lavversario che è uscita dalla
bagarre playoff, come caratteristiche non è certo lideale per Mastronunzio e soci e
lo si era già visto qualche settimana fa in campionato. Ma ormai siamo in ballo... e
comunque questa capacità di rialzarsi in piedi da parte dei dorici lascia comunque ben
sperare. RIMONTA DA APPLAUSI - Biancorossi subito in vantaggio con Cazzola (che non
esulta per qualche fischio di troppo ricevuto nelle ultime gare), poi pareggio di Plasmati
con il Taranto che prosegue lazione nonostante linfortunio a Camillucci
rimasto a terra a centrocampo. Quindi pugliesi sul 2-1 grazie a un rigore
largo per una spallata di Di Fausto ancora a Plasmati (penalty realizzato
dallo scatenato Cutolo). Sembrava tutto finito e invece nella ripresa una grande reazione
da parte dellAncona: arriva meritatamente il 2-2 di Fialdini che è bravo a
raccogliere e mettere in rete un pallone rimbalzato sulla traversa dopo una spettacolare
rovesciata di Mastronunzio. Sul 2-2 i pugliesi di Cari (il quale è destino che al Del
Conero debba sempre prenderle) hanno provato a mettere la testa fuori dal guscio ma hanno
combinato poco. Cè un gol di Plasmati di testa ma lazione era già stata
fermata per fuorigioco, poi a pochi minuti dalla fine il miracolo: Thomas Albanese,
giovanissimo attaccante che in questa stagione non aveva avuto quasi mai spazio in prima
squadra viene gettato nella mischia al posto di Nassi. E cosa ti combina il baby? Una
rovesciata con pallone nellangolino: 3-2. Bellissimo. |
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| di Stefano Rispoli Monaco:
Inizia un altro campionato
ANCONA - Qualcuno parla di miracolo di San Ciriaco. Ma non cè bisogno di scomodare
il patrono: per spiegare la vittoria-thrilling dellAncona basta riconoscere i meriti
della squadra dorica che dopo un avvio sorprendente, ha patito il ritorno degli avversari,
ha dovuto subire diverse decisioni errate dellarbitro, ma nel secondo tempo si è
trasformata e con il cuore ha centrato un successo che vale il secondo posto.
E stata una partita emblematica: questi ragazzi hanno sempre avuto un
obiettivo chiaro da raggiungere e con tanti sacrifici ce lhanno fatta. Sono
orgoglioso di essere alla guida di un gruppo dotato di grandissime qualità. Sono le
parole di Francesco Monaco che a fine gara raccoglie consensi in sala stampa. Sorridente
come non mai, il tecnico biancorosso racconta il film di uno degli incontri più
emozionanti della stagione. Il Taranto attraversava un periodo di forma
eccellente, sapevamo che ci avrebbe messo in difficoltà. LAncona è partita
benissimo, poi è incappati in alcuni errori che raramente commettiamo. Ha subito il primo
gol ed è stata penalizzata da un rigore che, a mio avviso, non cera. I ragazzi
hanno lottato anche contro gli episodi sfavorevoli e nella ripresa si sono resi
protagonisti di una grandissima reazione che li ha portati alla vittoria. Mister,
crede che il Taranto si sentisse già sicuro della vittoria quando è tornato in campo per
il secondo tempo? Non lo so. Preferirei sottolineare la risposta egregia che ha dato
la mia squadra, coronata da una prestazione ed una qualità di gioco notevoli. Ha
deciso di presentare in campo Nassi al fianco di Mastronunzio: perché? Ho pensato
che dovevamo fare qualcosa in più per cercare di vincere, così ho preferito mettere
dentro un attaccante aggiuntivo. Ottima, mister, la prestazione di Fialdini...
Ha sofferto molto perché dopo linfortunio subito spesso non è riuscito a
dimostrare tutto il suo valore. Oggi (ieri, ndc) ha fatto vedere di che pasta è
fatto. Ma un applauso speciale va a Thomas Albanese: è suo il gol che vale il
secondo posto. E un ragazzo giovane ma dotato di buone qualità,
questanno si è dovuto fermare più volte a causa di problemi fisici. Questa
settimana si è allenato bene ed ero sicuro che la sua freschezza potesse dare un
contributo importante nellultimo quarto dora. Ci ho visto bene e sono contento
per lui. La nota stonata, invece, riguarda Anaclerio: quellespulsione in pieno
recupero non ha davvero senso. Perdiamo un giocatore importante a centrocampo, ma
questa squadra ha dimostrato di riuscire sempre a sopperire anche alle assenze più
gravi. In semifinale ci toccherà il Perugia: impressioni? Ai playoff
inizierà un altro campionato in cui tutti i valori potrebbero essere messi in
discussione. Non avevo un avversario preferito o uno da evitare a tutti i costi: quello
che conta è aver centrato il secondo posto che ci dà un vantaggio consistente. Fermo
restando che non dovremo mai scendere in campo con lidea di pareggiare. |
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| di Matteo Magnarelli Lacrobazia
di Albanese fa sognare il gol di Ventura
ANCONA - Thomas Albanese si candida come nuovo Mirko Ventura. E leffetto del
gol-vittoria realizzato dal giovane attaccante biancorosso nel finale di Ancona-Taranto.
Causa infortuni e mancanza di esperienza, durante lanno Albanese (20 anni compiuti
da alcune settimane, prelevato in estate dalla Primavera del Siena) è rimasto spesso in
cantina a maturare come un buon vino che ha bisogno di tempo prima di poter
essere gustato. Ieri però ha capito che era giunto il momento di far gustare al pubblico
le qualità che gli hanno permesso di conquistare le convocazioni della nazionale under 21
di serie C e, come un tappo di champagne che esplode per la festa, con una gustosissima
rovesciata ha reso al pubblico dorico tutto il suo valore. Sono andato in acrobazia
perché era lunico modo di colpire la palla verso la porta del Taranto - racconta il
protagonista di giornata -. Con la girata sono riuscito a dargli la giusta forza e
soprattutto la giusta angolazione e con un po di fortuna è venuto fuori questo bel
gol. Sprazzi di classe di Thomas Albanese si erano intravisti anche in avvio di
stagione quando, dopo una buona preparazione, aveva dimostrato tecnica, rapidità e fiuto
del gol. Dopodiché alcuni acciacchi di vario genere lo avevano portato in secondo piano,
ma ieri Monaco gli ha ridato una chance ed è stato ripagato. Dopo il gol sono
esploso di gioia e sono corso sotto la tribuna scoperta perché li cerano i miei
genitori e la mia ragazza - descrive la sua gioia Albanese, al primo centro nella stagione
desordio tra i professionisti -. A loro ma soprattutto a tutta la squadra va la mia
dedica, sperando che non sia lultima. Infatti ci sono i playoff da giocare e,
dopo avergli ricordato che qualche anno fa al 118° minuto di un indimenticabile derby con
lAscoli allo stadio Renato Curi un giovane anconetano di nome Mirko Ventura fu
lautore del gol promozione dellAncona nella finale playoff di serie C, il
ventenne attaccante biancorosso, nato a Varese ma marchigiano di adozione (è cresciuto a
Castelraimondo), spera di emulare quella favola. In questo periodo sto meglio e
spero di poter dare il mio contributo negli spareggi per la B... magari mi riuscisse di
ripetere la bella storia di Mirko Ventura è il sogno svelato. I tifosi dorici se lo
augurano, così come il capitano Giovanni Langella che ieri è tornato titolare dopo
altrettanti problemi fisici di varia natura e cha a fine gara, da buon capitano, prima di
tutto ha elogiato il gruppo e lo spirito dellAncona. I gol di Cazzola,
Fialdini e Albanese mi fanno particolarmente piacere - spiega -. Sono una ulteriore
testimonianza della forza della nostra squadra, che chiudendo la stagione regolare al
secondo posto ha centrato unimpensabile e straordinario risultato. Dopo aver
speso tante buone parole sui suoi compagni, capitan Langella riassume il suo campionato.
Per me è stata unannata piena zeppa di infortuni - racconta -. Il bello però
viene adesso, ci sono i playoff da giocare e sia che i miei compagni siamo carichi per
affrontarli al massimo. Questa è invece lanalisi della partita col Taranto:
Siamo andati avanti con un bel gol di Umberto (Cazzola, ndr), poi però due
situazioni discutibili hanno permesso loro di ribaltare il punteggio. In particolare
il rigore per loro non sta né in cielo né in terra. Sotto col Perugia. Sono
sorpreso dagli esiti delle partite di oggi, ma per noi cambia poco perché una vale
laltra - commenta in chiusura il capitano -. Di certo sappiamo che giocheremo le
sfide decisive davanti al nostro pubblico. E di ciò sono molto contento per me e per
tutta la città. |
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di Matteo Massi
Ancona, ora sotto col Perugia
Dopo aver archiviato le trentaquattro giornate di campionato, le attenzioni dei dorici
vanno ora al Perugia. La doppia sfida che vale la finalissima per la B, vede i dorici in
vantaggio, grazie alla seconda piazza, ottenuta nella stagione regolare. La magia del
calcio, sport strano, a volte ingiusto, irrazionale ma specie per questo amato, sta tutto
nel viso incredulo nella corsa gioiosa sotto la gradinata del baby Thomas Albanese, che
domenica scorsa, entrato da pochi minuti, con unacrobazia sotto la curva Nord regala
il secondo posto ai dorici al termine di una sfida al cardiopalma giocata davanti ad una
cornice di pubblico di categoria superiore. L'Ancona può gioire per un secondo posto
strappato in extremis ma assolutamente meritato. La squadra infatti non è mai scesa sotto
il terzo posto in tutto l'arco del campionato, dopo essere partita a Luglio per un
campionato tranquillo cercando di evitare le sofferenze della stagione passata. La piazza
d'onore è merito delle individualità che si sono evidenziate nella stagione ma
soprattutto nello spirito di gruppo e sacrificio che la truppa di Mister Monaco ha
costruito, riuscendo ad avere la meglio su organici sulla carta più competitivi. Ora come
si è soliti dire incomincia un 'altro campionato e quindi a parte squalifiche e posizioni
di privilegio in classifica bisogna azzerare quasi tutto. Ma la convinzione dei propri
mezzi nasce appunto dalle partite precedenti e l'Ancona deve basarsi appunto su questo,
ovviamente essendo ben cosciente che le quattro squadre rimaste si equivalgono tutte come
livello di forza, e hanno storie calcistiche importanti per la serie C (fattore da non
sottovalutare in occasione degli spareggi dove il pubblico e l'ambiente si è rivelato
decisivo in molte occasioni). Il dato sicuramente critico è quello degli infortuni. Dopo
aver perso definitivamente Anderson, (l'elemento decisivo nell'equilibrio del centrocampo
dorico), e De Sousa, molte pedine della squadra sono alle prese con problemi di varia
natura (Piccoli, Mastronunzio e Caremi su tutti) e questo è fonte di preoccupazione per
l'andamento delle prossime sfide (considerando anche l'assenza di Anaclerio per squalifica
nella prima gara). Dopo aver archiviato le trentaquattro giornate di campionato, le
attenzioni dei dorici vanno ora al Perugia, squadra che si ritrova miracolosamente nei
play-off per una serie di strane circostanze finali, prima su tutte la mancata scesa in
campo nell'ultima giornata da parte del Martina che ha sia regalato i tre punti decisivi
agli umbri sia evitato il rischio di infortuni e squalifiche. Incredibilmente, per
un'acrobazia del regolamento, invece la stessa partita fantasma ha valso come
turno di squalifica per Mazzeo, che quindi potrà essere regolarmente in campo nell'andata
del Curi. Questo non toglie i meriti dell'undici di Cuccureddu che ha ripreso in mano una
squadra in crisi irreversibile, specie fra le mura amiche, e l'ha portata, ritrovando
gioco e risultati, fino al quinto posto, ultima piazza utile per giocarsi la promozione
attraverso gli spareggi. Nell'altra semifinale tutta rossoblù, il Taranto affronterà
invece il Crotone. La squadra pugliese vista al Del Conero è una squadra che ha tutte le
carte in regola per fare il grande salto. L'ambiente è carico e questo può risultare
determinante. La forma fisica sembra ottima e la mentalità vincente è cresciuta e si è
consolidata con l'incredibile serie positiva del girone di ritorno. Va ad affrontare il
Crotone con la quale ha sempre impattato a reti bianche nei due precedenti incontri. Anche
considerando questo, il miglior piazzamento nella regular season è un privilegio che pone
favorita la squadra di mister Cari nonostante l'imprevedibilità di questo tipo di sfide. |
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