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ultima modifica il 28 mag 2008

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Domenica 18 maggio prima gara di andata Play-Off Stadio Curi ore 16:00 Perugia - Ancona

PERUGIA 3-1 ANCONA

di Matteo Massi

L’Ancona sceglie di non giocare e il Perugia vince facile. Non si tratta di un successo a tavolino, come quello di Martina Franca, che ha permesso alla squadra di Cuccureddu di arrivare ai playoff, ma di una vittoria maturata sul campo. Una prova di forza — schiacciante — contro un’Ancona inerme. A salvarsi è il solo Mastronunzio che, segnando a 7’ dalla fine, tiene vive le speranze della squadra di Monaco di accedere alla finale e di non far svanire, prima del tempo, il sogno di tornare in serie B. È troppo brutta per essere vera questa Ancona. Si capisce subito che la lezione impartita in campionato dal Perugia non è servita. L’Ancona commette gli stessi errori che a marzo la condannarono alla sconfitta. Ercolano di testa fa quello che vuole. Fanucci e Olivieri non lo anticipano mai. Sulla trequarti poi ci sono delle vere e proprie autostrade che si aprono, senza nemmeno bisogno del telepass, per gli incursori di Cuccureddu, che non vogliono altro. Mazzeo, La Vista e Anaclerio fanno quello che vogliono. L’Ancona è inebetita. Eppure Monaco la schiera con quel modulo che l’ha lanciata al secondo posto. Peccato che Piccoli, trequartista di ruolo, sia uno spettatore smarrito che galleggia tra le linee di centrocampo e attacco senza ricevere lo straccio di un pallone dai compagni. E tutti gli altri si guardano le spalle piuttosto che guardare avanti. Difficile impensierire il Perugia. Per fortuna c’è Mastronunzio, che avrebbe tutto il diritto di imprecare e sbraitare, perché lotta come un leone, ma non riceve un pallone giocabile che sia uno. Eppure riesce lo stesso nell’impresa di far gol. Cuccureddu si frega le mani, quando vede l’Ancona imbambolata, bloccata e con poca voglia di osare. Ha già in testa il film della partita. Ed è lo stesso di marzo. Così dice ai suoi di insistere e dopo 18’ il Perugia è già in vantaggio. Catinali si trasforma in esterno, per l’occasione, senza che Fanucci riesca a fermarlo. Cross del mediano a centro area e per Ercolano, autentica bestia nera per l’Ancona, è facilissimo spingere il pallone in rete. Anche perché il giocatore biancorosso che gli sta più vicino, è a un metro. Colpita, l’Ancona prova a reagire, ma senza combinare nulla. Schiattarella e Caremi non riescono mai a verticalizzare e non contrastano con efficacia. I palloni agli esterni arrivano con minuti di ritardo, rallentando inesorabilmente l’azione e per il Perugia è facile controllare un’Ancona del genere. Tanto che la squadra di Cuccureddu, adesso, fa il gioco che dovrebbe fare l’Ancona e si concede in un paio di contropiede disarmanti per la difesa dorica. In pieno recupero, il Perugia raddoppia. Cross dalla destra di Ungaro, Ercolano di testa appoggia ad Anaclerio che non ha problemi a battere Guarna. Due a zero e game over. Nel secondo tempo l’Ancona non fa nemmeno in tempo a scendere in campo che è colpita per la terza volta. Mazzeo (4’) riceve un lancio dalle retrovie e fila via verso la porta di Guarna, disorienta Schiattarella con una serie di finte e mette dentro il pallone del 3-0. Ora l’Ancona tira fuori un po’ la testa dal guscio. Troppo tardi. Mastronunzio corre a destra e a sinistra, convinto che prima o poi sorprenderà il Perugia. Tanta costanza viene premiata al 38’ quando approfitta di un pasticcio umbro e anticipa in uscita Puggioni: 3-1. Fine dei giochi. Almeno per la gara d’andata. Domenica servirà un’altra Ancona. Anzi l’Ancona, perché quella vista al «Curi» è come se non fosse scesa in campo.
di Paolino Giampaoli

L'Ancona stecca in gara uno dei play off uscendo sconfitta per 3-1 dal "Curi" di Perugia. Una gara subito in salita per i biancorossi di Monaco che già dopo il primo tempo era sotto di due reti. A peggiorare ulteriormente le cose in apertura di ripresa è arrivata la terza rete dei grifoni. A riaccendere le speranze in vista del match di ritorno in programma domenca ad Ancona ci ha pensato il solito Mastronunzio realizzando il gol della bandiera sotto la curva dei oltre 2000 tifosi anconetani . Il Perugia al 17' sblocca il risultato. Cross di Cardinali al centro per la torre Ercolano che batte Guarna. In chiusura di primo tempo arriva il raddoppio umbro, ancora una disces sulla fascia di Cardinalesponda di Ercolano e Anaclerio dal lite scarica in rete il pallone. Si va al riposo sotto di due reti, ma in riapertura di ripresa ariva il terzo gol di Mazzeo dopo aver driblato la difesa dorica. Tre gol che piegano le gambe ai biancorossi dorici, mister Monaco inserisce anche Nassi ed Albanese per cercare di ridurre lo svantaggio. L'Ancona riesce ad accorciare le distanze al 38' con MASTRONUNZIO che intuisce un retropassaggio sbagliato di De Martis e si inseriesce anticipando Pugggioni in uscita. Purtroppo una sconfitta inattesa che non preclude affatto il proseguo del cammino verso la finale play off. Ora i dorii dovranno vincere con due reti di scarto
di Eros Giardini

Cari amici sportivi, ci sono delle volte che non avresti minimamente voglia di pigiare su questa maledetta tastiera per rincorrere parole che non hai da dire, parole che non vuoi dire. Ma poi pensi che è importante, invece, rispondere alla cocente delusione, in questo caso subita in terra umbra, con il coraggio di esprimere le tue considerazioni e con la speranza che tutto il nero che vediamo oggi si trasformi domenica pomeriggio in una gioia che per il momento ha connotati miracolistici. Si è giocato male a Perugia, Dio quanto si è giocato male, e non esistono giustificazioni accettabili per difendere, almeno parzialmente, il negativissimo e roboante risultato che ha alla fine giustamente premiato i Grifoni padroni di casa. Squadra vuota, evanescente, senza mordente, uccellata per 3 volte (e potrebbero anche essere state di più) da un attacco umbro che sembrava assatanato, con un Ercolano imprendibile, un Anaclerio elegante e ficcante ed un Mazzeo da serie superiore; e che dire poi del nostro centrocampo, surclassato in ogni occasione, o dell’attacco, evanescente e molle, che confidava, come sempre, sulle positive giocate della “vipera” Mastronunzio? e fortuna che, proprio lui, ed una manciata di minuti dalla fine ha trovato la zampata vincente per far rinascere nella tifoseria dorica un briciolo di speranza per la partita di ritorno di domenica prossima, al Del Conero. Parlavo della tifoseria dorica e proprio nei confronti di quei meravigliosi 2000 anconetani, partiti per la trasferta di Perugia con grandi speranze, vorrei spendere parole incondizionate di elogio, visto che anche in questa occasione hanno dimostrato il loro attaccamento, la loro civiltà, il loro amore nei confronti della squadra biancorossa. Ma ora, questo meraviglioso pubblico ha il dovere di compiere l’ultimo sforzo, forse il più difficile; mi rendo perfettamente conto che dopo una batosta come quella subita domenica scorsa, lo scoraggiamento e la delusione siano i sentimenti più frequenti, ma penso che sia assolutamente necessario continuare a credere nel passaggio del turno e riempire, come mai quest’anno, le scalee del nostro Stadio, cercando di trasmettere nei giocatori e nell’allenatore la spasmodica voglia di vincere che sicuramente ognuno di noi ha al nostro interno. Sapete benissimo che non sono un personaggio “che lascia perdere”, spero vi ricordiate la contestazione che la mia struttura, i C.U.B.A, ha attuato per tutta la precedente annata calcistica, ed è proprio per questo che vorrei convincervi a dimenticare, per questa settimana, tutto quello che c’è da dimenticare, ed è tanto, cercando unicamente di gettare tutte le Vostre forze mentali verso l’avvenimento, il fatto, l’ostacolo da superare. Ciò non per superficialità od opportunismo, ma perché se il pubblico anconetano sarà domenica prossima il dodicesimo uomo in campo avrà coronato un annata nella quale nessuno, ribadisco nessuno, potrà osare di mettere in discussione una componente che, forse unica, si è comportata da 10 e lode. Per il resto, per quello che si potrebbe dire su altre componenti del calcio anconetano…aspettiamo una settimana. Poi ci libereremo, state tranquilli, ci libereremo. Nel bene e nel male.
di Guido Montanari

Il Perugia una furia, l’Ancona annichilita

PERUGIA - Ancona fulminata da un Perugia nettamente superiore che con il 3-1 di ieri vede la finale playoff (tra una settimana al Del Conero i dorici per qualificarsi dovranno vincere con due gol di scarto). Niente da ridire, i Grifoni hanno stradominato a tutti i livelli: sotto l'aspetto tecnico e caratteriale. Quando alla vigilia del match sostenevamo che il cliente peggiore che potesse capitare all'Ancona era proprio la squadra di Cuccureddu, purtroppo non ci sbagliavamo. Le avvisaglie del resto c'erano già state in campionato e ieri le difficoltà viste quel giorno si sono addirittura ingigantite consentendo agli umbri di stravincere la partita. DUE COLPI MICIDIALI - Per quasi una ventina di minuti le squadre si studiano anche se le entrate dure non mancano. C'è un fallo su Cazzola non ravvisato al limite dell'area, poi c'è un' entrataccia di Catinali su Fanucci che forse avrebbe meritato il rosso ma alla fine arriva solo un giallo. Al primo affondo vero il Perugia passa in vantaggio: Catinali al 18' scende lungo la fascia destra e pennella al centro per Ercolano che non dà scampo a Guarna con un perfetto colpo di testa. L'Ancona non reagisce e resta piuttosto coperta nella sua metà campo forse confidando di limitare i danni. Una tattica che non paga assolutamente, anzi. Il primo tempo è un monologo degli umbri. Al 25' Guarna in uscita disperata su Mazzeo riesce a salvarsi ma il raddoppio del Perugia è nell'aria e arriva puntuale al 46': Ungaro la mette in mezzo dalla destra, Ercolano di testa spizzica il pallone sui piedi di Anaclerio che fulmina Guarna con un diagonale teso col pallone che finisce la sua corsa in fondo al sacco. UN INCUBO - Anche il secondo tempo inizia come un incubo: al 3' contropiede degli umbri e Mazzeo fa fuori da solo mezza difesa dorica fino a fulminare Guarna sul suo palo con un destro secco e preciso. Cazzola sfiora il gol su punizione dalla sinistra con il pallone che attraversa tutta l'area piccola di rigore senza che nessuno riesca a deviarlo e poi finisce fuori di un soffio. Ma i padroni di casa potrebbero fare poker se La Vista dopo una bella azione personale non tirasse di poco alto sulla traversa. Monaco mette dentro Nassi e Lacrimini al posto di Fialdini e Cazzola nel tentativo di combinare qualcosa di meglio, ma non era proprio giornata. Cuccureddu risponde con Calzi per Anaclerio mentre nel primo tempo era stato Rizzo ad uscire per infortunio (al suo posto il bravo Ungaro). LA SPERANZA - L'Ancona potrebbe rendere la pillola meno amara segnando almeno il gol della speranza ma al 25' Mastronunzio da ottima posizione non riesce a colpire bene il pallone: sul fondo. La vipera però al 39' colpisce dando qualche chances ai dorici per il ritorno: Mastronunzio è bravo ad approfittare di un pallone vagante e insacca anticipando Puggioni in uscita. Finisce 3-1. Che dire: compromettere così un campionato condotto sempre all'avanguardia fa davvero male ma questa è la realtà (amara) e bisogna accettarla cercando di ribaltare il risultato nel match di ritorno al Del Conero. Non un'impresa impossibile, ma sarà molto dura.

di Matteo Magnarelli

“Bisognava fermare Ercolano”

PERUGIA – Nocera, Novellino, Cuoghi, Lerda, Nucifora, Ugolotti, D’Adderio, Sturani, Zandegù e chissà quanti altri: ieri pomeriggio la tribuna stampa del Renato Curi era un autentico parterre de roi. Stando ai sondaggi effettuati in settimana, molti volti noti del calcio e dintorni erano convinti che l’Ancona al Curi avrebbe disputato una buona gara e ipotecato l’accesso alla finale, anche solo con un prezioso pareggio. Purtroppo tali previsioni sono state ampiamente smentite. Una domanda allora sovrasta tutte le altre a fine gara: che è successo all’undici di Monaco? Sono gli stessi Vip a cercare di dare una risposta, primo fra tutti il capitano dell’Ancona che otto anni fa, in quello stesso impianto, conquistò la B dopo un avvincente derby con l’Ascoli: Francesco Nocera. “Quando sono entrato allo stadio ho provato i brividi ripensando a quella partita e ho sperato di rivivere dagli spalti tali emozioni - premette Nocera -. Invece l’Ancona ci ha delusi tutti, facendosi sovrastare in tutto e per tutto”. Come è potuto accadere? “In mezzo al campo il Perugia ha dominato – sentenzia il difensore biancorosso di allora – e di conseguenza l’Ancona ha faticato a creare azioni offensive, ma soprattutto si è fatta schiacciare costantemente in difesa, accusando in particolare i cross dalle fasce per Ercolano”. “Tattica a parte – conclude Nocera – ci voleva maggiore carisma da parte dei dorici”. Cambiano leggermente le note, ma la “musica” è la stessa anche nelle dichiarazioni del ds della Samb Enzo Nucifora: “L’Ancona ha iniziato la partita con un atteggiamento troppo dimesso e un Perugia molto più cattivo, sportivamente parlando, ne ha fatto un boccone. In particolare i dorici non hanno mai trovato le giuste contromisure al gioco aereo di Ercolano”. “Il Perugia ha vinto dominando sugli esterni” ha invece evidenziato un allenatore esperto del gioco sulle fasce qual è Walter Novellino, mentre Maurizio Zandegù ha riassunto il match affermando che “bisognava fermare Ercolano: non ci siamo riusciti e l’abbiamo pagato pesantemente. Per fortuna il gol di Mastronunzio tiene vive un po’ di speranze”. Almeno quelle.

di Daniele Spina

Gli anconetani c’erano, l’Ancona no

ANCONA - Delusione, sconcerto, rabbia. Al “Curi” gli anconetani c’erano, l’Ancona no. Erano più di duemila i supporter biancorossi accorsi a Perugia per una delle partite più importanti e sentite della stagione, carichi di quell’entusiasmo e di quella fiducia che ora, a distanza di qualche ora, sembrano del tutto dissipati. Una lunga carovane di auto e pullman (ben venti) era partita da Ancona per sostenere la squadra. Piccoli disagi e problemi non sono mancati durante il viaggio, con un leggero incidente che ha coinvolto tifosi dell’Ancona all’altezza di Castelferretti e la rottura di un pullman dei Cuba in superstrada. La carovana di tifosi dorici è arrivata nel piazzale dello stadio quaranta minuti circa prima dell’inizio della partita, regolare e senza particolare intoppi l’afflusso verso il settore a loro riservato. Come al solito sono state imponenti le misure di sicurezza: dal parcheggio i tifosi dorici sono stati scortati fino al “ponticello” e tenuti ben separati dai tifosi di casa. Scrupolosa anche la perquisizione prima dell’ingresso in curva: cinte, ombrelli e aste delle bandiere vengono fatte lasciare nei pullman. Tutto abbastanza tranquillo ma c’è stata qualche scaramuccia con la polizia tra i due tempi. La Curva Sud, quella dei riservata ai tifosi dorici, si va lentamente riempiendo e così come quella opposta va verso il tutto esaurito, tant’è che all’ingresso delle due squadre il colpo d’occhio è meraviglioso. I dati ufficiali parlano di 8143 biglietti venduti, 1770 dei quali per la curva ospiti, ma a questi vanno aggiunti gli almeno trecento tifosi dorici accomodatisi in tribuna. I giocatori di Ancona e Perugia sono accolti da due veri e propri muraglie di tifosi, un tripudio di colori biancorossi, quelli che accomunano le due opposte fazioni. Tanti i vessilli e i “due aste” al cielo: nella Sud oltre ai soliti “Avanti dorici”, “Sempre al tuo fianco”, spiccavano anche un altro classico ormai come “Tanta roba” e la scritta “Semo tornati”. I tifosi del Perugia rispondevano con una sciarpata e l’esposizione di un immagine copri-curva raffigurante lo stemma della Brigata Ultras al fianco di quello del Perugia calcio. Il duello è iniziato sugli spalti ancor prima del fischio d’inizio, sfottò e reciproci insulti non sono mancati: quella che una volta era un rapporto di amicizia e stima tra le due tifoserie per alcuni questioni tra ultras si è trasformata nell’ultimo decennio in assoluta rivalità, tant’è che anche di recente in occasione di sfide tra le due squadre si sono verificati incidenti e arresti. Al via delle ostilità gli anconetani intonano forte il coro “quando giocherà l’Ancona, allo stadio noi andrem…” e per tutto il primo tempo, nonostante lo svantaggio, i supporter biancorossi fanno sentire forte il loro incitamento, al punto che i loro cori sovrastano quasi quelli dell’opposta tifoseria, ovviamente più massiccia sotto il profilo numerico. Il gol del 3-0 di Anaclerio ammutolisce però gli anconetani: qualcuno trova la forza per spronare ancora i giocatori, altri fischiano. I tifosi ritrovano energie e voce dopo la rete della speranza di Mastronunzio e incitano a gran voce i dorici per l’assalto finale. Al triplice fischio però il risultato non cambia più: i giocatori del Perugia corrono ad esultare sotto la curva dei loro sostenitori, mentre in sottofondo gli altoparlanti dello stadio diffondono le note del “Nessun dorma” della Turandot (“all’alba vincerò”). I giocatori dell’Ancona stazionano a centrocampo, ed indirizzano da distante un saluto ed un applauso di ringraziamento ai loro tifosi. Alcuni biancorossi, Fanucci e Lacrimini con Nassi in testa, fanno alcuni passi verso la Sud. Certi tifosi non gradiscono e fanno segno ai tre di allontanarsi, ma la maggior parte applaude di rimando, mentre si alza il coro “Siamo sempre con voi”. Segnale evidente che nonostante la grande delusione e rabbia il felling con la squadra non è compromesso.

di Stefano Rispoli

Schiavoni: “Ho ancora un pizzico di fiducia”

PERUGIA – A dir poco disarmante. L’intollerabile prestazione dell’Ancona genera delusione e stupore in sala stampa. Com’è possibile che proprio nella partita più importante della stagione, la squadra dorica sia clamorosamente venuta meno? E poi: davvero il gol di Mastronunzio lascia aperta una fiammella di speranza alla qualificazione in finale? Domande a cui inizialmente Sergio Schiavoni preferisce non rispondere. Poi rompe l’annunciato silenzio stampa e si lascia andare allo sconforto. “Dopo una partita del genere, c’è da piangere e basta - commenta rammaricato il presidente biancorosso -. Onore al Perugia che si è dimostrato molto forte e che ci ha annichiliti per buona parte della gara. Sinceramente nel finale, dopo il gol di Mastronunzio, ho riacquistato un pizzico di fiducia. Se fosse finita tre a zero, avrei già abbandonato il sogno della B. Vincere con due gol di scarto al ritorno, invece, non è un’impresa impossibile. Ma certo, se ripeteremo una prestazione simile, non andremo da nessuna parte”.   Sergio Schiavoni non si sente di imputare responsabilità a Monaco, accusato da alcuni di difensivismo. “Magari l’Ancona si fosse difesa, oggi (ieri, ndc) non è nemmeno entrata in partita. Ma il mister non c’entra nulla, le colpe non sono sue”.   Concorda suo figlio Giampiero che riconosce candidamente come l’Ancona abbia disputato una delle più brutte partite dell’anno. “Si è trattato di una prestazione orribile, mai vista un’Ancona così brutta - attacca l’A.d. dorico -. Di questa giornata salvo solo alcuni aspetti positivi. Primo: una prestazione peggiore è difficile che ci ricapiterà. Secondo: a Perugia, almeno per questa stagione, non dovremo più venirci. Terzo: il gol di Mastronunzio, che ci consente ancora di sperare. Quarto: il pubblico, davvero eccezionale e che avrebbe meritato un risultato diverso. Per il resto, questa domenica va dimenticata al più presto. Siamo entrati in campo un’ora e mezzo dopo il fischio d’inizio, sinceramente non capisco le ragioni di questa debacle. L’unica sufficienza, per quanto visto, la darei a Mastronunzio che almeno ha provato a segnare e ci è riuscito. Indubbiamente vanno fatti i complimenti al Perugia che ha offerto una prova super e che ha avuto il merito di annullare per lunghi tratti il nostro gioco”. Anche Giampiero Schiavoni difende il tecnico Francesco Monaco. “Non ha responsabilità, siamo venuti a Perugia per portare a casa una vittoria e chi dice il contrario sbaglia. A Monaco e ai ragazzi mi sento di rivolgere un incoraggiamento a non mollare. Domenica prossima ci aspetta la classica partita che vale una stagione intera, mi auguro che l’approccio sia migliore. Abbiamo ancora le possibilità di farcela, dobbiamo giocarcela fino all’ultimo. Ma è chiaro che in campo occorrerà un atteggiamento completamente diverso”. Ad assistere al match di ieri, come riportato a parte, c’era anche Enrico Petocchi, amministratore delegato della Terzo Tempo srl, società che detiene l’ottanta per cento delle quote del club dorico. Ma dopo i recenti sviluppi (il tribunale di Ancona si è pronunciato a favore del dissequestro delle quote di proprietà dei soci di maggioranza), tra Petocchi e la parte anconetana della dirigenza dell’Ac Ancona non c’è stato alcun contatto. “Ho salutato Petocchi e il consigliere Bonomi che era con lui - spiega Sergio Schiavoni - ma non ho avuto modo di parlare con loro. Eravamo tutti concentrati sulla partita”. Il sindaco Fabio Sturani, che ha scambiato due chiacchiere con Petocchi a fine primo tempo, preferisce commentare la prestazione della squadra: “E’ stata una partita sconcertante, ero venuto a Perugia convinto di assistere a una bella gara che, però, di fatto è stata giocata solo dal Perugia. La squadra di Cuccureddu ha fatto tutto da sola, anche il nostro gol. Non ho visto alcuna reazione da parte dei nostri giocatori. La strada per la B si complica, ma domenic al Del Conero dovremo essere in tanti per spingere l’Ancona”.

di Fabio Paci

Falsa partenza. L’Ancona comincia nel peggiore dei modi la serie playoff. La sconfitta di Perugia (pesante 3-1) non si trasforma in calvario solo perché Mastronunzio piazza il solito “morso” che regala qualche speranza ai dorici in vista del match di ritorno. Ma al “Del Conero”, domenica prossima, sarà durissima. I dorici dovranno cambiare marcia, mentalità e soprattutto battere gli umbri con due gol di scarto per approdare in finale. L’Ancona decide di non giocare, strano atteggiamento vista l’importanza della posta in palio. Per 80 minuti è abulica, paga sempre dazio. Poi si scuote, ma il (parziale) risveglio è tardivo. Monaco conferma il 4-4-1-1: Caremi e Schiattarella agiscono al centro senza fosforo e idee; Cazzola e Fialdini non hanno gambe sulle fasce. In avanti c’è Piccoli a fare da collante tra mediana e attacco. Dal canto suo, Cuccureddu rende camaleontico il Perugia: il 4-4-2 spesso si trasforma in un più arrembante 4-2-3-1, con Catinali e Quadri a dettare i ritmi in mezzo al campo ed Ercolano, uomo più avanzato, a favorire le incursioni degli esterni La Vista e Mazzeo. Proprio la mossa di Ercolano uomo-sponda si rivelerà letale per la truppa di Monaco. Avvio da sbadigli, lunghi lanci e basta. Unici sussulti, due scontri maschi che animano la sfida. Col passare dei minuti i locali cominciano a macinare gioco, spinti dagli esterni agili e bravi nel cercare sempre il fondo del campo. A questo vanno aggiunti marchiani errori dei difensori dorici, impacciati perfino negli appoggi al portiere. Stando così la situazione si intuisce che il risultato potrebbe sbloccarsi da un minuto all’altro, in una sola direzione: quella dei padroni di casa. Così è, a causa di una sontuosa dormita generale dell’Ancona. Dopo 18 minuti di partita-camomilla, il Perugia trova il varco giusto sulla corsia destra: Rizzo, evitato il filtro dorico, serve lungo per Catinali che, eluso l’intervento di Rizzato, crossa dal fondo un traversone perfetto per la testa di Ercolano, freddo nel battere Guarna. Tre errori in una sola circostanza, compreso quello della coppia centrale statica e lenta nella circostanza fatidica. Troppa grazia per un Perugia cinico e spietato, che sentitamente ringrazia. Ercolano si conferma bestia nera dell’Ancona. Ora Caremi e Schiattarella si danno un gran daffare però soffrono la verve dei dirimpettai, più agili e illuminati quando si tratta di recuperare palla e verticalizzare senza indugi. E nel convincente modulo adottato da Cuccureddu i perugini sono sempre in superiorità numerica in mezzo al campo. Ma dove l’Ancona patisce le pene dell’inferno è nella sua parte sinistra: Rizzato è frastornato, Fialdini è troppo leggero, Caremi arriva sempre secondo quando deve raddoppiare. Così il Perugia spinge sempre su quella stessa corsia, già utilizzata per portarsi in vantaggio. Al 29’ è ancora Rizzo a mettere al centro una sfera sulla quale si fionda Anaclerio il cui fendente al volo viene ribattuto da Olivieri. Si infortuna Rizzo, il Perugia perde un valido riferimento. Il sostituto è Ungaro che non fa rimpiangere il titolare. A tal punto che è proprio il neo entrato a dare il là all’azione che porta al 2-0 in pieno recupero (minuto 46 e 33”): il terzino scende sulla destra, mette in mezzo per Ercolano il cui colpo di testa è un perfetto assist per il bene appostato Anaclerio, che non fatica affatto a gonfiare la rete. Un colpo tremendo per le ambizioni doriche. Nella ripresa ti aspetti un’altra Ancona, perlomeno più combattiva. E invece il Perugia al 3’ va sul 3-0. Un gol capolavoro di Mazzeo che arpiona un lancio di 60 metri, si porta in area e qui danza per 15 secondi: finta e controfinta, palla sul destro e poi sul sinistro e legnata mortifera, con Fanucci e Schiattarella messi letteralmente a sedere. Il “Curi” esplode per il Perugia più bello e cinico del campionato. Dal centrocampo in avanti l’Ancona non esiste. Il primo tiro in porta, debole e centrale, lo firma Piccoli al 4’. Più incisivo Cazzola su punizione: la palla attraversa l’area e sfiora il palo più lontano, senza però che Nassi (subentrato a Fialdini) e compagni trovino la zampata vincente. Monaco ora rischia e dispone i suoi col 4-3-1-2. Solo dopo un’ora di gioco il tecnico brindisino si accorge che a sinistra la sua squadra imbarca acqua e allora inserisce Lacrimini (out Cazzola), a presidiare quella corsia. Col 3-0 in tasca i locali tirano i remi in barca negli ultimi 15’. Ma lo fanno troppo presto e per questo Cuccureddu, mai troppo amato in Umbria, si becca una bella dose di fischi. Da Lacrimini partono due invenzioni che permettono a Di Fausto di testa (29’) e a Mastronunzio in scivolata (30’) di mettere brividi a Puggioni. E proprio dalla “vipera” arriva il morso velenoso che permette all’Ancona di tenere aperto il discorso-finale. E’ il 38’ e Mastronunzio, vedendo l’indecisione di Accursi e De Martis (improbabile colpo di testa all’indietro), crede nell’azione e con Puggioni in uscita lo anticipa d’un soffio: palla che carambola sul palo e poi in fondo al sacco. Poi la pioggia si fa battente e le squadre decidono di chiudere qui, rinviando il verdetto al match di ritorno, dove servirà decisamente un’Ancona diversa.
di Ferdinando Vicini

Un’Ancona così brutta non l’avrebbe immaginata nemmeno nella peggiore delle previsioni. Francesco Monaco quando entra nella sala stampa del “Curi” è il ritratto della delusione, il suo stato d’animo traspare chiaramente sia dal tono che dalle parole che usa per analizzare la partita. «Purtroppo noi in campo non c’eravamo proprio, inutile nasconderlo. Una brutta sorpresa, non avevo percepito alcun segnale che mi potesse far pensare ad una prestazione così negativa». Qualcuno prova a chiedergli in quale settore l’Ancona abbia sofferto maggiormente l’iniziativa del Perugia, ma Monaco è categorico nella sua analisi: «In difesa abbiamo sofferto le pene dell’inferno, davanti non siamo mai riusciti a tenere palla e a ripartire. E’ stata la squadra nel suo insieme a mancare la prova, non un singolo o un reparto. Non c’eravamo e basta». Dal film della gara l’allenatore dorico estrae un flash per evidenziare le difficoltà dei suoi giocatori: «Prendete il terzo gol, l’azione è partita da una punizione battuta dai nostri. Abbiamo regalato la palla al Perugia e abbiamo permesso a Mazzeo di andare in porta con facilità». Qualcuno tira fuori le assenze e le polemiche societarie per spiegare la pessima esibizione dell’Ancona ma Monaco rifiuta ogni alibi: «Non dobbiamo appellarci a questi argomenti per giustificare questa sconfitta. Non lo abbiamo mai fatto, piuttosto dobbiamo cercare di reagire subito pensando alla gara di ritorno». Il “morso” di Mastronunzio tiene vive le speranze dell’Ancona e Monaco non intende mollare: «La rete che abbiamo segnato deve darci la fiducia e la forza di sperare di ribaltare la situazione. Possiamo farcela, ma ci vorrà la vera Ancona». Giampiero Schiavoni fotografa con una sola parola la prestazione dell’Ancona: «Bruttissima». Poi l’amministratore delegato dorico prova a salvare qualcosa: «Credo che un’Ancona così negativa non la vedremo più, questo mi lascia qualche speranza per il ritorno. Per il resto di buono c’è stato solo il nostro splendido pubblico e il gol di Mastronunzio che ha riaperto i giochi. Anzi, aggiungerei che di positivo c’è anche il fatto che per quest’anno a Perugia non dobbiamo tornare più». Anche l’ironia serve a stemperare l’amarezza che invece Sergio Schiavoni non riesce ad attenuare in nessun modo: «Abbiamo subìto troppo il Perugia, onore ai grifoni che hanno disputato un’ottima partita. Noi invece non siamo stati quasi mai pericolosi, giocando molto male. Per fortuna è arrivato quel gol di Mastronunzio che ci permette di sperare. Le colpe ? Non sono di Monaco ma della squadra». Sull’incontro con Petocchi solo poche parole: «E’ arrivato a gara iniziata, ci siamo salutati normalmente ma non abbiamo parlato perché nell’intervallo io sono andato negli spogliatoi. Poi lui è andato via prima della fine». Il pensiero di Schiavoni è già a domenica prossima: «Tutto sommato l’1-3 è ancora recuperabile, direi che abbiamo ancora il cinquanta per cento delle possibilità di qualificarci per la finale».

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