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PERUGIA 3-1 ANCONA |
di Matteo Massi
LAncona
sceglie di non giocare e il Perugia vince facile. Non si tratta di un successo a tavolino,
come quello di Martina Franca, che ha permesso alla squadra di Cuccureddu di arrivare ai
playoff, ma di una vittoria maturata sul campo. Una prova di forza schiacciante
contro unAncona inerme. A salvarsi è il solo Mastronunzio che, segnando a
7 dalla fine, tiene vive le speranze della squadra di Monaco di accedere alla finale
e di non far svanire, prima del tempo, il sogno di tornare in serie B. È troppo brutta
per essere vera questa Ancona. Si capisce subito che la lezione impartita in campionato
dal Perugia non è servita. LAncona commette gli stessi errori che a marzo la
condannarono alla sconfitta. Ercolano di testa fa quello che vuole. Fanucci e Olivieri non
lo anticipano mai. Sulla trequarti poi ci sono delle vere e proprie autostrade che si
aprono, senza nemmeno bisogno del telepass, per gli incursori di Cuccureddu, che non
vogliono altro. Mazzeo, La Vista e Anaclerio fanno quello che vogliono. LAncona è
inebetita. Eppure Monaco la schiera con quel modulo che lha lanciata al secondo
posto. Peccato che Piccoli, trequartista di ruolo, sia uno spettatore smarrito che
galleggia tra le linee di centrocampo e attacco senza ricevere lo straccio di un pallone
dai compagni. E tutti gli altri si guardano le spalle piuttosto che guardare avanti.
Difficile impensierire il Perugia. Per fortuna cè Mastronunzio, che avrebbe tutto
il diritto di imprecare e sbraitare, perché lotta come un leone, ma non riceve un pallone
giocabile che sia uno. Eppure riesce lo stesso nellimpresa di far gol. Cuccureddu si
frega le mani, quando vede lAncona imbambolata, bloccata e con poca voglia di osare.
Ha già in testa il film della partita. Ed è lo stesso di marzo. Così dice ai suoi di
insistere e dopo 18 il Perugia è già in vantaggio. Catinali si trasforma in
esterno, per loccasione, senza che Fanucci riesca a fermarlo. Cross del mediano a
centro area e per Ercolano, autentica bestia nera per lAncona, è facilissimo
spingere il pallone in rete. Anche perché il giocatore biancorosso che gli sta più
vicino, è a un metro. Colpita, lAncona prova a reagire, ma senza combinare nulla.
Schiattarella e Caremi non riescono mai a verticalizzare e non contrastano con efficacia.
I palloni agli esterni arrivano con minuti di ritardo, rallentando inesorabilmente
lazione e per il Perugia è facile controllare unAncona del genere. Tanto che
la squadra di Cuccureddu, adesso, fa il gioco che dovrebbe fare lAncona e si concede
in un paio di contropiede disarmanti per la difesa dorica. In pieno recupero, il Perugia
raddoppia. Cross dalla destra di Ungaro, Ercolano di testa appoggia ad Anaclerio che non
ha problemi a battere Guarna. Due a zero e game over. Nel secondo tempo lAncona non
fa nemmeno in tempo a scendere in campo che è colpita per la terza volta. Mazzeo
(4) riceve un lancio dalle retrovie e fila via verso la porta di Guarna, disorienta
Schiattarella con una serie di finte e mette dentro il pallone del 3-0. Ora lAncona
tira fuori un po la testa dal guscio. Troppo tardi. Mastronunzio corre a destra e a
sinistra, convinto che prima o poi sorprenderà il Perugia. Tanta costanza viene premiata
al 38 quando approfitta di un pasticcio umbro e anticipa in uscita Puggioni: 3-1.
Fine dei giochi. Almeno per la gara dandata. Domenica servirà unaltra Ancona.
Anzi lAncona, perché quella vista al «Curi» è come se non fosse scesa in campo. |
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di Paolino Giampaoli
L'Ancona stecca in gara uno dei play off uscendo sconfitta per 3-1 dal "Curi" di
Perugia. Una gara subito in salita per i biancorossi di Monaco che già dopo il primo
tempo era sotto di due reti. A peggiorare ulteriormente le cose in apertura di ripresa è
arrivata la terza rete dei grifoni. A riaccendere le speranze in vista del match di
ritorno in programma domenca ad Ancona ci ha pensato il solito Mastronunzio realizzando il
gol della bandiera sotto la curva dei oltre 2000 tifosi anconetani . Il Perugia al 17'
sblocca il risultato. Cross di Cardinali al centro per la torre Ercolano che batte Guarna.
In chiusura di primo tempo arriva il raddoppio umbro, ancora una disces sulla fascia di
Cardinalesponda di Ercolano e Anaclerio dal lite scarica in rete il pallone. Si va al
riposo sotto di due reti, ma in riapertura di ripresa ariva il terzo gol di Mazzeo dopo
aver driblato la difesa dorica. Tre gol che piegano le gambe ai biancorossi dorici, mister
Monaco inserisce anche Nassi ed Albanese per cercare di ridurre lo svantaggio. L'Ancona
riesce ad accorciare le distanze al 38' con MASTRONUNZIO che intuisce un retropassaggio
sbagliato di De Martis e si inseriesce anticipando Pugggioni in uscita. Purtroppo una
sconfitta inattesa che non preclude affatto il proseguo del cammino verso la finale play
off. Ora i dorii dovranno vincere con due reti di scarto |
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di Eros Giardini
Cari
amici sportivi, ci sono delle volte che non avresti minimamente voglia di pigiare su
questa maledetta tastiera per rincorrere parole che non hai da dire, parole che non vuoi
dire. Ma poi pensi che è importante, invece, rispondere alla cocente delusione, in questo
caso subita in terra umbra, con il coraggio di esprimere le tue considerazioni e con la
speranza che tutto il nero che vediamo oggi si trasformi domenica pomeriggio in una gioia
che per il momento ha connotati miracolistici. Si è giocato male a Perugia, Dio quanto si
è giocato male, e non esistono giustificazioni accettabili per difendere, almeno
parzialmente, il negativissimo e roboante risultato che ha alla fine giustamente premiato
i Grifoni padroni di casa. Squadra vuota, evanescente, senza mordente, uccellata per 3
volte (e potrebbero anche essere state di più) da un attacco umbro che sembrava
assatanato, con un Ercolano imprendibile, un Anaclerio elegante e ficcante ed un Mazzeo da
serie superiore; e che dire poi del nostro centrocampo, surclassato in ogni occasione, o
dellattacco, evanescente e molle, che confidava, come sempre, sulle positive giocate
della vipera Mastronunzio? e fortuna che, proprio lui, ed una manciata di
minuti dalla fine ha trovato la zampata vincente per far rinascere nella tifoseria dorica
un briciolo di speranza per la partita di ritorno di domenica prossima, al Del Conero.
Parlavo della tifoseria dorica e proprio nei confronti di quei meravigliosi 2000
anconetani, partiti per la trasferta di Perugia con grandi speranze, vorrei spendere
parole incondizionate di elogio, visto che anche in questa occasione hanno dimostrato il
loro attaccamento, la loro civiltà, il loro amore nei confronti della squadra
biancorossa. Ma ora, questo meraviglioso pubblico ha il dovere di compiere lultimo
sforzo, forse il più difficile; mi rendo perfettamente conto che dopo una batosta come
quella subita domenica scorsa, lo scoraggiamento e la delusione siano i sentimenti più
frequenti, ma penso che sia assolutamente necessario continuare a credere nel passaggio
del turno e riempire, come mai questanno, le scalee del nostro Stadio, cercando di
trasmettere nei giocatori e nellallenatore la spasmodica voglia di vincere che
sicuramente ognuno di noi ha al nostro interno. Sapete benissimo che non sono un
personaggio che lascia perdere, spero vi ricordiate la contestazione che la
mia struttura, i C.U.B.A, ha attuato per tutta la precedente annata calcistica, ed è
proprio per questo che vorrei convincervi a dimenticare, per questa settimana, tutto
quello che cè da dimenticare, ed è tanto, cercando unicamente di gettare tutte le
Vostre forze mentali verso lavvenimento, il fatto, lostacolo da superare. Ciò
non per superficialità od opportunismo, ma perché se il pubblico anconetano sarà
domenica prossima il dodicesimo uomo in campo avrà coronato un annata nella quale
nessuno, ribadisco nessuno, potrà osare di mettere in discussione una componente che,
forse unica, si è comportata da 10 e lode. Per il resto, per quello che si potrebbe dire
su altre componenti del calcio anconetano
aspettiamo una settimana. Poi ci
libereremo, state tranquilli, ci libereremo. Nel bene e nel male. |
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| di Guido Montanari Il Perugia una
furia, lAncona annichilita
PERUGIA
- Ancona fulminata da un Perugia nettamente superiore che con il 3-1 di ieri vede la
finale playoff (tra una settimana al Del Conero i dorici per qualificarsi dovranno vincere
con due gol di scarto). Niente da ridire, i Grifoni hanno stradominato a tutti i livelli:
sotto l'aspetto tecnico e caratteriale. Quando alla vigilia del match sostenevamo che il
cliente peggiore che potesse capitare all'Ancona era proprio la squadra di Cuccureddu,
purtroppo non ci sbagliavamo. Le avvisaglie del resto c'erano già state in campionato e
ieri le difficoltà viste quel giorno si sono addirittura ingigantite consentendo agli
umbri di stravincere la partita. DUE COLPI MICIDIALI - Per quasi una ventina di minuti le
squadre si studiano anche se le entrate dure non mancano. C'è un fallo su Cazzola non
ravvisato al limite dell'area, poi c'è un' entrataccia di Catinali su Fanucci che forse
avrebbe meritato il rosso ma alla fine arriva solo un giallo. Al primo affondo vero il
Perugia passa in vantaggio: Catinali al 18' scende lungo la fascia destra e pennella al
centro per Ercolano che non dà scampo a Guarna con un perfetto colpo di testa. L'Ancona
non reagisce e resta piuttosto coperta nella sua metà campo forse confidando di limitare
i danni. Una tattica che non paga assolutamente, anzi. Il primo tempo è un monologo degli
umbri. Al 25' Guarna in uscita disperata su Mazzeo riesce a salvarsi ma il raddoppio del
Perugia è nell'aria e arriva puntuale al 46': Ungaro la mette in mezzo dalla destra,
Ercolano di testa spizzica il pallone sui piedi di Anaclerio che fulmina Guarna con un
diagonale teso col pallone che finisce la sua corsa in fondo al sacco. UN INCUBO - Anche
il secondo tempo inizia come un incubo: al 3' contropiede degli umbri e Mazzeo fa fuori da
solo mezza difesa dorica fino a fulminare Guarna sul suo palo con un destro secco e
preciso. Cazzola sfiora il gol su punizione dalla sinistra con il pallone che attraversa
tutta l'area piccola di rigore senza che nessuno riesca a deviarlo e poi finisce fuori di
un soffio. Ma i padroni di casa potrebbero fare poker se La Vista dopo una bella azione
personale non tirasse di poco alto sulla traversa. Monaco mette dentro Nassi e Lacrimini
al posto di Fialdini e Cazzola nel tentativo di combinare qualcosa di meglio, ma non era
proprio giornata. Cuccureddu risponde con Calzi per Anaclerio mentre nel primo tempo era
stato Rizzo ad uscire per infortunio (al suo posto il bravo Ungaro). LA SPERANZA -
L'Ancona potrebbe rendere la pillola meno amara segnando almeno il gol della speranza ma
al 25' Mastronunzio da ottima posizione non riesce a colpire bene il pallone: sul fondo.
La vipera però al 39' colpisce dando qualche chances ai dorici per il ritorno:
Mastronunzio è bravo ad approfittare di un pallone vagante e insacca anticipando Puggioni
in uscita. Finisce 3-1. Che dire: compromettere così un campionato condotto sempre
all'avanguardia fa davvero male ma questa è la realtà (amara) e bisogna accettarla
cercando di ribaltare il risultato nel match di ritorno al Del Conero. Non un'impresa
impossibile, ma sarà molto dura. |
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| di Matteo Magnarelli Bisognava fermare Ercolano
PERUGIA Nocera, Novellino, Cuoghi, Lerda, Nucifora, Ugolotti, DAdderio,
Sturani, Zandegù e chissà quanti altri: ieri pomeriggio la tribuna stampa del Renato
Curi era un autentico parterre de roi. Stando ai sondaggi effettuati in settimana, molti
volti noti del calcio e dintorni erano convinti che lAncona al Curi avrebbe
disputato una buona gara e ipotecato laccesso alla finale, anche solo con un
prezioso pareggio. Purtroppo tali previsioni sono state ampiamente smentite. Una domanda
allora sovrasta tutte le altre a fine gara: che è successo allundici di Monaco?
Sono gli stessi Vip a cercare di dare una risposta, primo fra tutti il capitano
dellAncona che otto anni fa, in quello stesso impianto, conquistò la B dopo un
avvincente derby con lAscoli: Francesco Nocera. Quando sono entrato allo
stadio ho provato i brividi ripensando a quella partita e ho sperato di rivivere dagli
spalti tali emozioni - premette Nocera -. Invece lAncona ci ha delusi tutti,
facendosi sovrastare in tutto e per tutto. Come è potuto accadere? In mezzo
al campo il Perugia ha dominato sentenzia il difensore biancorosso di allora
e di conseguenza lAncona ha faticato a creare azioni offensive, ma soprattutto si è
fatta schiacciare costantemente in difesa, accusando in particolare i cross dalle fasce
per Ercolano. Tattica a parte conclude Nocera ci voleva maggiore
carisma da parte dei dorici. Cambiano leggermente le note, ma la musica
è la stessa anche nelle dichiarazioni del ds della Samb Enzo Nucifora:
LAncona ha iniziato la partita con un atteggiamento troppo dimesso e un
Perugia molto più cattivo, sportivamente parlando, ne ha fatto un boccone. In particolare
i dorici non hanno mai trovato le giuste contromisure al gioco aereo di Ercolano.
Il Perugia ha vinto dominando sugli esterni ha invece evidenziato un
allenatore esperto del gioco sulle fasce qual è Walter Novellino, mentre Maurizio
Zandegù ha riassunto il match affermando che bisognava fermare Ercolano: non ci
siamo riusciti e labbiamo pagato pesantemente. Per fortuna il gol di Mastronunzio
tiene vive un po di speranze. Almeno quelle. |
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| di Daniele Spina Gli anconetani cerano, lAncona no
ANCONA - Delusione, sconcerto, rabbia. Al Curi gli anconetani cerano,
lAncona no. Erano più di duemila i supporter biancorossi accorsi a Perugia per una
delle partite più importanti e sentite della stagione, carichi di quellentusiasmo e
di quella fiducia che ora, a distanza di qualche ora, sembrano del tutto dissipati. Una
lunga carovane di auto e pullman (ben venti) era partita da Ancona per sostenere la
squadra. Piccoli disagi e problemi non sono mancati durante il viaggio, con un leggero
incidente che ha coinvolto tifosi dellAncona allaltezza di Castelferretti e la
rottura di un pullman dei Cuba in superstrada. La carovana di tifosi dorici è arrivata
nel piazzale dello stadio quaranta minuti circa prima dellinizio della partita,
regolare e senza particolare intoppi lafflusso verso il settore a loro riservato.
Come al solito sono state imponenti le misure di sicurezza: dal parcheggio i tifosi dorici
sono stati scortati fino al ponticello e tenuti ben separati dai tifosi di
casa. Scrupolosa anche la perquisizione prima dellingresso in curva: cinte, ombrelli
e aste delle bandiere vengono fatte lasciare nei pullman. Tutto abbastanza tranquillo ma
cè stata qualche scaramuccia con la polizia tra i due tempi. La Curva Sud, quella
dei riservata ai tifosi dorici, si va lentamente riempiendo e così come quella opposta va
verso il tutto esaurito, tantè che allingresso delle due squadre il colpo
docchio è meraviglioso. I dati ufficiali parlano di 8143 biglietti venduti, 1770
dei quali per la curva ospiti, ma a questi vanno aggiunti gli almeno trecento tifosi
dorici accomodatisi in tribuna. I giocatori di Ancona e Perugia sono accolti da due veri e
propri muraglie di tifosi, un tripudio di colori biancorossi, quelli che accomunano le due
opposte fazioni. Tanti i vessilli e i due aste al cielo: nella Sud oltre ai
soliti Avanti dorici, Sempre al tuo fianco, spiccavano anche un
altro classico ormai come Tanta roba e la scritta Semo tornati. I
tifosi del Perugia rispondevano con una sciarpata e lesposizione di un immagine
copri-curva raffigurante lo stemma della Brigata Ultras al fianco di quello del Perugia
calcio. Il duello è iniziato sugli spalti ancor prima del fischio dinizio, sfottò
e reciproci insulti non sono mancati: quella che una volta era un rapporto di amicizia e
stima tra le due tifoserie per alcuni questioni tra ultras si è trasformata
nellultimo decennio in assoluta rivalità, tantè che anche di recente in
occasione di sfide tra le due squadre si sono verificati incidenti e arresti. Al via delle
ostilità gli anconetani intonano forte il coro quando giocherà lAncona, allo
stadio noi andrem
e per tutto il primo tempo, nonostante lo svantaggio, i
supporter biancorossi fanno sentire forte il loro incitamento, al punto che i loro cori
sovrastano quasi quelli dellopposta tifoseria, ovviamente più massiccia sotto il
profilo numerico. Il gol del 3-0 di Anaclerio ammutolisce però gli anconetani: qualcuno
trova la forza per spronare ancora i giocatori, altri fischiano. I tifosi ritrovano
energie e voce dopo la rete della speranza di Mastronunzio e incitano a gran voce i dorici
per lassalto finale. Al triplice fischio però il risultato non cambia più: i
giocatori del Perugia corrono ad esultare sotto la curva dei loro sostenitori, mentre in
sottofondo gli altoparlanti dello stadio diffondono le note del Nessun dorma
della Turandot (allalba vincerò). I giocatori dellAncona
stazionano a centrocampo, ed indirizzano da distante un saluto ed un applauso di
ringraziamento ai loro tifosi. Alcuni biancorossi, Fanucci e Lacrimini con Nassi in testa,
fanno alcuni passi verso la Sud. Certi tifosi non gradiscono e fanno segno ai tre di
allontanarsi, ma la maggior parte applaude di rimando, mentre si alza il coro Siamo
sempre con voi. Segnale evidente che nonostante la grande delusione e rabbia il
felling con la squadra non è compromesso. |
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| di Stefano Rispoli Schiavoni:
Ho ancora un pizzico di fiducia
PERUGIA A dir poco disarmante. Lintollerabile prestazione dellAncona
genera delusione e stupore in sala stampa. Comè possibile che proprio nella partita
più importante della stagione, la squadra dorica sia clamorosamente venuta meno? E poi:
davvero il gol di Mastronunzio lascia aperta una fiammella di speranza alla qualificazione
in finale? Domande a cui inizialmente Sergio Schiavoni preferisce non rispondere. Poi
rompe lannunciato silenzio stampa e si lascia andare allo sconforto. Dopo una
partita del genere, cè da piangere e basta - commenta rammaricato il presidente
biancorosso -. Onore al Perugia che si è dimostrato molto forte e che ci ha annichiliti
per buona parte della gara. Sinceramente nel finale, dopo il gol di Mastronunzio, ho
riacquistato un pizzico di fiducia. Se fosse finita tre a zero, avrei già abbandonato il
sogno della B. Vincere con due gol di scarto al ritorno, invece, non è unimpresa
impossibile. Ma certo, se ripeteremo una prestazione simile, non andremo da nessuna
parte. Sergio Schiavoni non si sente di imputare responsabilità a Monaco,
accusato da alcuni di difensivismo. Magari lAncona si fosse difesa, oggi
(ieri, ndc) non è nemmeno entrata in partita. Ma il mister non centra nulla, le
colpe non sono sue. Concorda suo figlio Giampiero che riconosce candidamente
come lAncona abbia disputato una delle più brutte partite dellanno. Si
è trattato di una prestazione orribile, mai vista unAncona così brutta - attacca
lA.d. dorico -. Di questa giornata salvo solo alcuni aspetti positivi. Primo: una
prestazione peggiore è difficile che ci ricapiterà. Secondo: a Perugia, almeno per
questa stagione, non dovremo più venirci. Terzo: il gol di Mastronunzio, che ci consente
ancora di sperare. Quarto: il pubblico, davvero eccezionale e che avrebbe meritato un
risultato diverso. Per il resto, questa domenica va dimenticata al più presto. Siamo
entrati in campo unora e mezzo dopo il fischio dinizio, sinceramente non
capisco le ragioni di questa debacle. Lunica sufficienza, per quanto visto, la darei
a Mastronunzio che almeno ha provato a segnare e ci è riuscito. Indubbiamente vanno fatti
i complimenti al Perugia che ha offerto una prova super e che ha avuto il merito di
annullare per lunghi tratti il nostro gioco. Anche Giampiero Schiavoni difende il
tecnico Francesco Monaco. Non ha responsabilità, siamo venuti a Perugia per portare
a casa una vittoria e chi dice il contrario sbaglia. A Monaco e ai ragazzi mi sento di
rivolgere un incoraggiamento a non mollare. Domenica prossima ci aspetta la classica
partita che vale una stagione intera, mi auguro che lapproccio sia migliore. Abbiamo
ancora le possibilità di farcela, dobbiamo giocarcela fino allultimo. Ma è chiaro
che in campo occorrerà un atteggiamento completamente diverso. Ad assistere al
match di ieri, come riportato a parte, cera anche Enrico Petocchi, amministratore
delegato della Terzo Tempo srl, società che detiene lottanta per cento delle quote
del club dorico. Ma dopo i recenti sviluppi (il tribunale di Ancona si è pronunciato a
favore del dissequestro delle quote di proprietà dei soci di maggioranza), tra Petocchi e
la parte anconetana della dirigenza dellAc Ancona non cè stato alcun
contatto. Ho salutato Petocchi e il consigliere Bonomi che era con lui - spiega
Sergio Schiavoni - ma non ho avuto modo di parlare con loro. Eravamo tutti concentrati
sulla partita. Il sindaco Fabio Sturani, che ha scambiato due chiacchiere con
Petocchi a fine primo tempo, preferisce commentare la prestazione della squadra:
E stata una partita sconcertante, ero venuto a Perugia convinto di assistere a
una bella gara che, però, di fatto è stata giocata solo dal Perugia. La squadra di
Cuccureddu ha fatto tutto da sola, anche il nostro gol. Non ho visto alcuna reazione da
parte dei nostri giocatori. La strada per la B si complica, ma domenic al Del Conero
dovremo essere in tanti per spingere lAncona. |
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di Fabio Paci
Falsa partenza. LAncona comincia nel peggiore dei modi la serie playoff. La
sconfitta di Perugia (pesante 3-1) non si trasforma in calvario solo perché Mastronunzio
piazza il solito morso che regala qualche speranza ai dorici in vista del
match di ritorno. Ma al Del Conero, domenica prossima, sarà durissima. I
dorici dovranno cambiare marcia, mentalità e soprattutto battere gli umbri con due gol di
scarto per approdare in finale. LAncona decide di non giocare, strano atteggiamento
vista limportanza della posta in palio. Per 80 minuti è abulica, paga sempre dazio.
Poi si scuote, ma il (parziale) risveglio è tardivo. Monaco conferma il 4-4-1-1: Caremi e
Schiattarella agiscono al centro senza fosforo e idee; Cazzola e Fialdini non hanno gambe
sulle fasce. In avanti cè Piccoli a fare da collante tra mediana e attacco. Dal
canto suo, Cuccureddu rende camaleontico il Perugia: il 4-4-2 spesso si trasforma in un
più arrembante 4-2-3-1, con Catinali e Quadri a dettare i ritmi in mezzo al campo ed
Ercolano, uomo più avanzato, a favorire le incursioni degli esterni La Vista e Mazzeo.
Proprio la mossa di Ercolano uomo-sponda si rivelerà letale per la truppa di Monaco.
Avvio da sbadigli, lunghi lanci e basta. Unici sussulti, due scontri maschi che animano la
sfida. Col passare dei minuti i locali cominciano a macinare gioco, spinti dagli esterni
agili e bravi nel cercare sempre il fondo del campo. A questo vanno aggiunti marchiani
errori dei difensori dorici, impacciati perfino negli appoggi al portiere. Stando così la
situazione si intuisce che il risultato potrebbe sbloccarsi da un minuto allaltro,
in una sola direzione: quella dei padroni di casa. Così è, a causa di una sontuosa
dormita generale dellAncona. Dopo 18 minuti di partita-camomilla, il Perugia trova
il varco giusto sulla corsia destra: Rizzo, evitato il filtro dorico, serve lungo per
Catinali che, eluso lintervento di Rizzato, crossa dal fondo un traversone perfetto
per la testa di Ercolano, freddo nel battere Guarna. Tre errori in una sola circostanza,
compreso quello della coppia centrale statica e lenta nella circostanza fatidica. Troppa
grazia per un Perugia cinico e spietato, che sentitamente ringrazia. Ercolano si conferma
bestia nera dellAncona. Ora Caremi e Schiattarella si danno un gran daffare però
soffrono la verve dei dirimpettai, più agili e illuminati quando si tratta di recuperare
palla e verticalizzare senza indugi. E nel convincente modulo adottato da Cuccureddu i
perugini sono sempre in superiorità numerica in mezzo al campo. Ma dove lAncona
patisce le pene dellinferno è nella sua parte sinistra: Rizzato è frastornato,
Fialdini è troppo leggero, Caremi arriva sempre secondo quando deve raddoppiare. Così il
Perugia spinge sempre su quella stessa corsia, già utilizzata per portarsi in vantaggio.
Al 29 è ancora Rizzo a mettere al centro una sfera sulla quale si fionda Anaclerio
il cui fendente al volo viene ribattuto da Olivieri. Si infortuna Rizzo, il Perugia perde
un valido riferimento. Il sostituto è Ungaro che non fa rimpiangere il titolare. A tal
punto che è proprio il neo entrato a dare il là allazione che porta al 2-0 in
pieno recupero (minuto 46 e 33): il terzino scende sulla destra, mette in mezzo per
Ercolano il cui colpo di testa è un perfetto assist per il bene appostato Anaclerio, che
non fatica affatto a gonfiare la rete. Un colpo tremendo per le ambizioni doriche. Nella
ripresa ti aspetti unaltra Ancona, perlomeno più combattiva. E invece il Perugia al
3 va sul 3-0. Un gol capolavoro di Mazzeo che arpiona un lancio di 60 metri, si
porta in area e qui danza per 15 secondi: finta e controfinta, palla sul destro e poi sul
sinistro e legnata mortifera, con Fanucci e Schiattarella messi letteralmente a sedere. Il
Curi esplode per il Perugia più bello e cinico del campionato. Dal
centrocampo in avanti lAncona non esiste. Il primo tiro in porta, debole e centrale,
lo firma Piccoli al 4. Più incisivo Cazzola su punizione: la palla attraversa
larea e sfiora il palo più lontano, senza però che Nassi (subentrato a Fialdini) e
compagni trovino la zampata vincente. Monaco ora rischia e dispone i suoi col 4-3-1-2.
Solo dopo unora di gioco il tecnico brindisino si accorge che a sinistra la sua
squadra imbarca acqua e allora inserisce Lacrimini (out Cazzola), a presidiare quella
corsia. Col 3-0 in tasca i locali tirano i remi in barca negli ultimi 15. Ma lo
fanno troppo presto e per questo Cuccureddu, mai troppo amato in Umbria, si becca una
bella dose di fischi. Da Lacrimini partono due invenzioni che permettono a Di Fausto di
testa (29) e a Mastronunzio in scivolata (30) di mettere brividi a Puggioni. E
proprio dalla vipera arriva il morso velenoso che permette allAncona di
tenere aperto il discorso-finale. E il 38 e Mastronunzio, vedendo
lindecisione di Accursi e De Martis (improbabile colpo di testa allindietro),
crede nellazione e con Puggioni in uscita lo anticipa dun soffio: palla che
carambola sul palo e poi in fondo al sacco. Poi la pioggia si fa battente e le squadre
decidono di chiudere qui, rinviando il verdetto al match di ritorno, dove servirà
decisamente unAncona diversa. |
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di Ferdinando Vicini
UnAncona così brutta non lavrebbe immaginata nemmeno nella peggiore delle
previsioni. Francesco Monaco quando entra nella sala stampa del Curi è il
ritratto della delusione, il suo stato danimo traspare chiaramente sia dal tono che
dalle parole che usa per analizzare la partita. «Purtroppo noi in campo non
ceravamo proprio, inutile nasconderlo. Una brutta sorpresa, non avevo percepito
alcun segnale che mi potesse far pensare ad una prestazione così negativa». Qualcuno
prova a chiedergli in quale settore lAncona abbia sofferto maggiormente
liniziativa del Perugia, ma Monaco è categorico nella sua analisi: «In difesa
abbiamo sofferto le pene dellinferno, davanti non siamo mai riusciti a tenere palla
e a ripartire. E stata la squadra nel suo insieme a mancare la prova, non un singolo
o un reparto. Non ceravamo e basta». Dal film della gara lallenatore dorico
estrae un flash per evidenziare le difficoltà dei suoi giocatori: «Prendete il terzo
gol, lazione è partita da una punizione battuta dai nostri. Abbiamo regalato la
palla al Perugia e abbiamo permesso a Mazzeo di andare in porta con facilità». Qualcuno
tira fuori le assenze e le polemiche societarie per spiegare la pessima esibizione
dellAncona ma Monaco rifiuta ogni alibi: «Non dobbiamo appellarci a questi
argomenti per giustificare questa sconfitta. Non lo abbiamo mai fatto, piuttosto dobbiamo
cercare di reagire subito pensando alla gara di ritorno». Il morso di
Mastronunzio tiene vive le speranze dellAncona e Monaco non intende mollare: «La
rete che abbiamo segnato deve darci la fiducia e la forza di sperare di ribaltare la
situazione. Possiamo farcela, ma ci vorrà la vera Ancona». Giampiero Schiavoni fotografa
con una sola parola la prestazione dellAncona: «Bruttissima». Poi
lamministratore delegato dorico prova a salvare qualcosa: «Credo che unAncona
così negativa non la vedremo più, questo mi lascia qualche speranza per il ritorno. Per
il resto di buono cè stato solo il nostro splendido pubblico e il gol di
Mastronunzio che ha riaperto i giochi. Anzi, aggiungerei che di positivo cè anche
il fatto che per questanno a Perugia non dobbiamo tornare più». Anche
lironia serve a stemperare lamarezza che invece Sergio Schiavoni non riesce ad
attenuare in nessun modo: «Abbiamo subìto troppo il Perugia, onore ai grifoni che hanno
disputato unottima partita. Noi invece non siamo stati quasi mai pericolosi,
giocando molto male. Per fortuna è arrivato quel gol di Mastronunzio che ci permette di
sperare. Le colpe ? Non sono di Monaco ma della squadra». Sullincontro con Petocchi
solo poche parole: «E arrivato a gara iniziata, ci siamo salutati normalmente ma
non abbiamo parlato perché nellintervallo io sono andato negli spogliatoi. Poi lui
è andato via prima della fine». Il pensiero di Schiavoni è già a domenica prossima:
«Tutto sommato l1-3 è ancora recuperabile, direi che abbiamo ancora il cinquanta
per cento delle possibilità di qualificarci per la finale». |
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