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ANCONA 2-0 PERUGIA |
| di Paolino Giampaoli ANCONA batte il Perugia 2-0 e
accede alla finale contro il Taranto.
Ai dorici serviva fare due gol per pareggiare le sorti dopo il 3-1 subito al
Curi sette giorni fa. E due gol sono puntualmente arrivati, uno per tempo e
regalano a capitan Rizzato e C, ed ad un meraviglioso pubblico il meritato approdo alla
finale. Al 15dorici subito in rete. Assist di Nassi in profondità per MASTRONUNZIO esterno destro dell´attaccante che segna un gran
gol, il 17° stagionale. Dopo pochi minuti le due squadre restano con un uomo in meno per
la doppia espulsione di Anaclerio e Catinali ancora inspiegabile per molti. LAncona
non demorde. Prende le adeguate misure. Nella ripresa la squadra di Monaco ha fretta di
far gol ed il tecnico inserisce anche Lacrimini e Cazzola per dare più spinta sulle
fasce. E proprio questultimo al 29 realizza il gol del 2-0. Cross di
Lacrimini da sinistra, per la spizzata di testa Nassi, che libera CAZZOLA a centro area, gran destro che supera Puggioni in
uscita. Esplode il Del Conero di fede anconetana, ammutoliscono i 1200 supporters
perugini. LAncona ora vede la finale sempre più vicina, ma la gara è ancora lunga.
Al 37 i dorici restano in nove per lespulsione per doppia ammonizione di Jimmy
Fialdini. Il Perugia di mister Cuccureddu che fino a quel momento aveva pensato solo a
difendersi e cercare poi di far arrivar palla ad Ercolano che fin a quel frangente non
aveva mai impensierito Guarna, prende coraggio sfruttando luomo in più. Proprio
lestremo difensore dorico si renderà protagonista di un paio di interventi
miracolosi sulle conclusioni dellex ascolano La Vista, su Angeli e infine su Ungaro
deviandoli in calcio dangolo. Lultimo brivido arriva al quinto minuto di
recupero sulla scivolata di De Martis che però termina alta sopra la traversa. Arriva il
triplice fischio del signor Vuoto. Tra la B e lAncona cè di mezzo il Taranto
nella doppia sfida che si disputerà in Puglia prima e tra quindici giorni ancora al
Conero.
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di Fabio Paci
ANCONA
- Prestazione maiuscola, nel gioco e nel carattere. LAncona piega con un secco 2-0
il Perugia e vola in finale. Un traguardo cercato e ottenuto con pieno merito. Evitato il
tracollo al Curi ecco la reazione, attesa dallintera città. Il solito
Mastronunzio e il raddoppio del redivivo Cazzola permettono alla truppa di Monaco di
alzare le braccia, in un Del Conero (quasi) in paradiso. E adesso sotto con il
Taranto, per lultima fatica che vale la serie B. Il Perugia, apparso baldanzoso alla
vigilia, torna in Umbria a testa bassa. Molte le responsabilità di Cuccureddu che
rinuncia a giocare e addirittura nel secondo tempo ordina tutti indietro, col
chiaro intento di non prenderle. La chiave.Monaco sceglie l'Ancona a trazione anteriore.
Davanti ai quattro difensori agiscono tre centrocampisti (Anaclerio, Camillucci,
Fialdini), e un attacco a tre con l'agile Piccoli dietro a Mastronunzio e Nassi.
Cuccureddu manda in campo lo stesso Perugia (identico nel modulo, 4-2-3-1, non nella
sostanza) di una settimana fa, con l'unica variante di Ungaro in luogo di Rizzo. Rispetto
alla sfida del Curi, lAncona pigia sullacceleratore, mentre gli
ospiti rinunciano a giocare. Una tattica, quella di Cuccureddu, suicida. La partita è
vibrante, con i dorici che partono forte sfruttando anche le indecisioni dell'imbarazzante
retroguardia ospite. Nassi e Mastronunzio sparano anche dai 30 metri: è il segnale che
l'Ancona vuol mettere pressione ai rivali. La svolta. Non mancano duri scontri: i
giocatori hanno qualche "conticino" aperto. Invece l'arbitro, il livornese
Vuoto, è confuso nei momenti importanti e a farne le spese è l'Ancona. Come accade al
13': Mastronunzio si invola a rete, supera Puggioni che, da ultimo uomo, lo stende poco
fuori l'area. Cartellino rosso? No, arriva (solo, e contro il regolamento) il giallo. Ora
i dorici ci credono e l'ingiustizia subita li scuote, rendendo la manovra a tratti
arrembante e spettacolare. Il gol dell'1-0 così arriva al 15': Camillucci serve Nassi,
intelligente nel verticalizzare per Mastronunzio il cui diagonale, da posizione non
facile, gonfia la rete. Gap dimezzato, ora l'Ancona ci crede. Sale il nervosismo e a farne
le spese, al 19', sono Giuseppe Anaclerio e Catinali, espulsi per reciproche scorrettezze.
Senza i mediani metodisti, le squadre vengono ridisegnate: Monaco conferma le due punte
(4-3-2, con Camillucci al centro e Piccoli a destra); Cuccureddu copre i suoi (4-4-1),
mettendo i puntelli a centrocampo. A conti fatti, il doppio cartellino rosso penalizza
l'Ancona, che perde l'uomo-guida. Perugia da Chi lha visto: il primo
tiro verso Guarna lo scaglia La Vista al 23', poi Ercolano (33') crea qualche disagio
nell'area piccola. Tutto qua. Sul fronte dorico, Camillucci ci mette l'anima, però
l'azione ora non è sempre fluida. Piccoli sulla fascia destra invece soffre. Altra
musica. Fino a metà ripresa i dorici non sfruttano gli spazi, cosicché Monaco inserisce
Cazzola. Cè anche lingresso di Lacrimini: con i due lAncona assume un
atteggiamento più deciso. Il Perugia sembra un pugile suonato, non riesce a superare la
metà campo. Barcolla a lungo e va ko al 28: cross di Lacrimini,
spizzata di Nassi e Cazzola, solo davanti a Puggioni, carica il destro e con
violenza manda la sfera in fondo al sacco. Il Del Conero esplode, il match si
anima. Cazzola (31) e Cherugini (33, bravo Guarna) sfiorano la rete. Fialdini
perde la testa è viene espulso. Negli ultimi 13 minuti lAncona è in 9 a difendere
il 2-0. Fasi palpitanti, vietate ai deboli di cuore: fiondata di La Vista, Guarna in
angolo (40); ancora Guarna su Angeli (41); il furetto La Vista sbaglia
lincredibile al 49 (Guarna respinge da un metro); Mastronunzio si mangia il
3-0 a tu per tu con Puggioni (50). Poi al 51 è De Martis a ciccare la sfera
vicino alla linea. E lultima emozione. |
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di Ferdinando Vicini
ANCONA
- Fianco a fianco per 90 minuti. Enrico Petocchi e Sergio Schiavoni hanno vissuto seduti
uno accanto all'altro la vittoria sul Perugia. Addirittura prima del fischio d'inizio
erano scesi insieme negli spogliatoi per incitare i giocatori. Un'unità d'intenti che
però si ferma al campo, almeno per il momento. In società non è proprio il caso di
parlare di disgelo. «Ho accolto Petocchi con tutti gli onori, lui ha partecipato molto
intensamente alle vicende della partita. Alla fine ci siamo salutati cordialmente, ci
rivedremo venerdì prossimo in occasione dell'assemblea dei soci. Ma stavolta dovrà
portare i soldi della ricapitalizzazione. Intanto godiamoci questo successo meritato: non
era facile rimontare due reti, ci siamo riusciti dimostrando forza e lucidità». Parole e
musica di Sergio Schiavoni in sala stampa, molto secco e diretto nei confronti del suo
socio nonostante l'euforia per la grande vittoria sul Perugia. In tribuna Petocchi era
apparso più possibilista, prima di lasciare lo stadio qualche minuto prima della fine:
«Voglio elogiare la squadra per i risultati che ha ottenuto sin qui, a prescindere se
andremo o meno in serie B. Ha disputato un'ottima partita meritando la finale. Della
vertenza giudiziaria con Schiavoni non parlo. Il 30 maggio c'è l'assemblea e come Terzo
Tempo faremo la nostra parte, per il resto dovremo cercare una soluzione. La Fondazione
proposta da Magnani? Mi sembra una buona idea, può essere il contenitore giusto per
allargare la base societaria. E' chiaro però che molto dipende da chi ientrerebbe. Noi
come Terzo Tempo siamo interessati. Per la prossima stagione dovremo comunque varare un
piano industriale, fissando con chiarezza obiettivi e risorse». Tornando alla partita,
Sandro Marcaccio felice e polemico nei confronti di arbitro e avversari: «Abbiamo giocato
sempre in inferiorità numerica, alla fine noi eravamo nove e loro non so quanti...Questo
risultato fa bene al calcio, non solo all'Ancona, perché il Perugia non avrebbe meritato
la finale». La gioia di Giampiero Schiavoni: «Ci credevo fortemente e dopo 1 ho
capito che potevamo farcela. C'era la giusta tensione, abbiamo fatto una grande gara». |
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di Michele Milletti
ANCONA -
Minuto 95, è già sulla soglia del tunnel che conduce agli spogliatoi. Il tempo di
"ammirare" De Martis che spara clamorosamente alto sulla linea di porta
dell'Ancona, sentire il fischio finale, e via. "Inghiottito" dalle scale che
portano nella pancia del Conero e, probabilmente, dal senso di colpa.
Quello di aver contribuito pesantemente al "suicidio" di una squadra capace di
riscrivere la storia dei playoff di serie C, secondo cui mai una squadra era riuscita a
recuperare due gol nel match di ritorno. Il senso di colpa dato da scelte tecnico-tattiche
incomprensibili: i cambi di Mazzeo, Quadri e (soprattutto) Anaclerio, quando ancora c'era
mezzora di partita e precludendosi il possibile ingresso di Califano se le cose si fossero
messe (come è puntualmente accaduto) davvero male. Cronaca del pomeriggio nerissimo di
Antonello Cuccureddu e del Perugia. L'ultimo, più che probabile anzi quasi certo, alla
guida del Grifo. Cronaca dell'atto finale di una stagione tormentata, con l'uomo di
Alghero prima allontanato e poi richiamato. Che ha avuto il merito di portare il Perugia
ai playoff al termine di una rincorsa di quattro mesi di rincorsa, ma che proprio sul più
bello ha bruciato impostando una gara esclusivamente difensiva. Il silenzio, come accade
ormai da tempo, è stata la colonna sonora finale del match del Cuccu. Quello stesso
silenzio in cui tecnico e giocatori hanno costretto i millecinquecento speranzosi
perugini. |
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| di Guido Montanari Apoteosi Ancona, lassù qualcuno ti ama
ANCONA
- LAncona è in finale! Un grandissimo urlo sale liberatorio dopo 97 minuti
interminabili, vissuti con il cuore in gola, con passione, da brividi. Allinferno e
ritorno per una squadra che forse in troppi avevano data per morta dopo il 3-1 di Perugia.
La resurrezione è avvenuta e mai vittoria fu più meritata, più sofferta, più
maledettamente bella. SQUADRA DATTACCO - Francesco Monaco racconta che aveva
pensato alla formazione che ha mandato in campo ieri addirittura nel pullman tornando da
Perugia, domenica scorsa dopo quel nerissimo pomeriggio del Curi. «Dovevo
escogitare qualcosa per tentare limpresa», ha detto il trainer nel dopo partita di
ieri. E bisogna dire che lo ha fatto, tentando il tutto per tutto e schierando una
formazione molto offensiva con tre attaccanti (Piccoli dietro a Massi e Mastronunzio) come
non aveva fatto quasi mai, almeno dal primo minuto, in questa stagione. I risultati si
sono visti. PERUGIA RINUNCIATARIO - Ad agevolare la rimonta dei dorici bisogna dire che ci
si è messo anche il Perugia con una tattica che definire rinunciataria è poco.
Latteggiamento della squadra di Cuccureddu è stata la sua stessa condanna. Dopo
aver fatto la parte del leone sette giorni fa, ieri gli umbri sono scesi in campo con il
solo compito di non prenderle o, al limite, di prenderle il meno possibile e sono stati
regolarmente puniti. A fine gara Cuccureddu non ha avuto la forza neanche di presentarsi
in sala stampa per spiegare i motivi di questa sconfitta che in pochi avevano previsto.
E SUBITO MASTRONUNZIO - Ponti via, Mastronunzio costringe il portiere del Perugia
Puggioni ad una uscita fallosa al limite dellarea che forse avrebbe meritato il
cartellino rosso anzichè il giallo. Poi al 14 Ancona in vantaggio: Nassi libera
Mastronunzio in area con un ottimo tocco smarcante e la vipera colpisce
fulminea e micidiale battendo Puggioni con un diagonale rabbioso. Ecco, è questo il
termine giusto. Si aprono le porte del Paradiso per i dorici che tornavano prepotentemente
in partita. Ma a complicare le cose arriva lespulsione di Anaclerio e di Catinali
dopo un battibecco tra i due: a rimetterci è lAncona che allimprovviso si
ritrova senza geometrie. LA FORZA DELLA PANCHINA - Tenuto in panchina allinizio,
lesterno destro biancorosso viene inserito nella ripresa al posto di Piccoli, ed è
subito protagonista. Dentro anche Lacrimini per Di Fausto. E guarda caso il gol che vale
la finale, al 29 arriva proprio da un cross dalla sinistra di Lacrimini, spizzato di
testa dal solito Nassi, con conclusione perentoria di Cazzola che buca Puggioni. Un doppio
vantaggio legittimo perchè nel secondo tempo si era giocato ad una porta sola: quella
umbra. I MIRACOLI DI GUARNA - Ma che Ancona sarebbe se non ci fosse un finale di
sofferenza allo stato puro? E allora dopo il 2-0 ecco arrivare lespulsione di
Fialdini che, già ammonito, commette un ingenuo fallo da dietro su Anaclerio: dorici in
nove e senza più centrocampo con Cazzola che va a fare il terzino e Mastronunzio che
resta solo in attacco. In un quarto dora il Perugia comprime lAncona nella sua
area e colleziona quattro occasionissime. Ma giù il cappello di fronte a Enrico Guarna
che miracoleggia due volte su conclusioni di La Vista, e poi dice no a un perfido tiro di
Ungaro. Roba da infarto anche quando Mastronunzio in contropiede si invola, supera
Puggioni ma il suo tiro viene smorzato. Attimo terribile perchè sul capovolgimento di
fronte il Perugia guadagna un angolo: mischia furiosa, palla che arriva sui piedi di De
Martis: tiro alto da due passi. No, non è gol. Ancona in finale, domenica si ricomincia
da Taranto, poi l8 giugno il match di ritorno al Del Conero. |
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| di Stefano Rispoli Questo è un
altro segno del destino
ANCONA
- Sì, è tutto vero: lAncona è in finale. Qualcuno a fine partita stenta a
crederlo. Francesco Monaco, ad esempio: occhi rossi per la tensione accumulata durante il
match con tanto di pianto liberatorio, il tecnico biancorosso in sala stampa parla di
aiuto dal cielo. Quel gol sbagliato dal Perugia sotto porta allultimo secondo
è un segno del destino - dice Monaco - Ci deve aver pensato il Signore a portarci in
finale. Abbiamo sofferto tantissimo, questa partita è stata un concentrato incredibile di
emozioni. Ma alla fine abbiamo vinto e questo è lesito più giusto. -
Lespulsione di Anaclerio dopo venti minuti ha complicato seriamente le cose...
La decisione dellarbitro è stata eccessiva e ha cambiato le carte in tavola.
Sicuramente la perdita di Anaclerio ha penalizzato di più lAncona rispetto al
rosso di Catinali. Noi avevamo impostato la gara secondo certi movimenti, non
avendo più il giocatore che doveva impostare il gioco e verticalizzare, indubbiamente
abbiamo sofferto parecchio. Certo che da un uomo esperto come lui non mi sarei mai
aspettato uningenuità simile: speriamo che il giudice sportivo sia clemente e gli
dia solo una giornata di stop. - Poi, a peggiorare la situazione, è arrivata anche
lespulsione di Fialdini nel finale. Jimmy non meritava la prima ammonizione e
quando larbitro lha cacciato, abbiamo rischiato grosso. Non potevo neppure
più intervenire a centrocampo, visto che poco prima aveva rilevato Nassi, infortunato, e
inserito Albanese. Era la terza sostituzione. - Non era il caso di inserire Caremi,
viste le difficoltà in mezzo al campo? Purtroppo Davide non sta attraversando un
bel momento e comunque Fialdini e Camillucci si stavano comportando bene. Oltretutto
dovevamo rischiare qualcosa in più, per cui ho tenuto in campo entrambi e aggiunto
Cazzola. - Un ingresso determinante, il suo. Alla fine gli ho chiesto pure di
giocare da terzino e lha fatto. E lesempio del grande spirito di
sacrificio che pervade questa squadra. Prima della partita ho parlato ai ragazzi e alla
stampa e ho detto: qualunque sarà il risultato di questa gara, farò un applauso alla
squadra per il gran campionato disputato. Ma ero convinto che i giocatori oggi (ieri, ndc)
mi avrebbero dato tanto. Alla ripresa degli allenamenti, dopo la debacle di Perugia, a
tutti loro ho parlato chiaro: ho chiesto concentrazione e disponibilità ad ascoltarmi. Si
sono dimostrati tutti dei veri professionisti. Complimenti. - Mister, giudica
positivamente la scelta tattica di inserire due attaccanti, Nassi e Matronunzio, con
Piccoli alle loro spalle? Ripeto, dovevamo rischiare. Non era una mossa che ci
avrebbe garantito di fare due gol, ma almeno ci ho provato. E i risultati sono
arrivati. - Valutando i 180 minuti, crede che lAncona abbia meritato più del
Perugia la finale? Allandata abbiamo offerto la più brutta prestazione
dellanno. In questa gara di ritorno, abbiamo fatto una grandissima prova e nel
finale siamo stati anche un pizzico fortunati, con Guarna che ha compiuto tre veri
miracoli. Ciò di per sé basta per confermare quanto lAncona abbia meritato la
finale. Ma io suggerisco di guardare lintero campionato: abbiamo chiuso al secondo
posto, chi più di noi doveva giocarsi le carte per la B fino allultimo?. -
Cosha provato, mister, al triplice fischio? Sensazioni indescrivibili. Il
pubblico ci ha dato una grossa mano: il primo ringraziamento va a chi non ha smesso mai di
sostenerci. - Ora lultimo atto: il Taranto. E una squadra che si
è resa protagonista di una rimonta sensazionale nel girone di ritorno. Ci aspetta un
avversario difficilissimo. Purtroppo dovremo fare a meno di Anaclerio e Fialdini, spero
almeno di recuperare energie e qualche acciaccato. Ci rivedremo martedì. Poi decideremo
se partire in ritiro per trovare la giusta concentrazione. Nella doppia sfida col Perugia
abbiamo speso tantissimo, specie dal punto di vista psicologico. |
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| di Matteo Magnarelli E Cuccureddu non si presenta
ANCONA
Il vero Perugia è quello ammirato oggi. No, non è la dichiarazione di
Antonello Cuccureddu dopo la vittoria 2 a 0 dellAncona che ha eliminato gli umbri.
Sono invece le parole del tecnico grifone dopo la gara dandata quando, con il 3 a 1
in tasca, Cuccureddu lasciava intuire che con un Perugia così la finale era a portata di
mano. La partita di ritorno ha capovolto quel pronostico, con i dorici che
hanno staccato il biglietto per la finale e il Perugia che invece può solamente
festeggiare le vacanze anticipate. Così come accaduto dopo la sfida andata in scena al
Renato Curi avremmo voluto rivolgere allallenatore dei grifoni tante domande, tante
interpretazioni dei 90 e passa minuti del Del Conero. Ma Antonello Cuccureddu ha preferito
non presentarsi in sala stampa, e così, di queste semifinali playoff, restano solo le
affermazioni di otto giorni fa, di cui ne riportiamo anche unaltra: Adesso
sappiamo che possiamo ambire al massimo obiettivo. Sponda Perugia, il compito di
raccontare la sconfitta è toccato allora al capitano Salvatore Accursi ed al portiere
Christian Puggioni. E accaduto quello che volevamo evitare - ha detto il
leader della difesa ospite Accursi - Sapevamo che lAncona sarebbe partita a mille e
avrebbe cercato di realizzare subito un gol. Noi dovevamo evitarlo, ma non ci siamo
riusciti. Dopo l1 a 0 tutto è stato più difficile, anche perché il rosso a
Catinali ci ha privati di un giocatore le cui giocate a centrocampo sono sempre state
fondamentali per noi. Resa pubblica lamarezza per il kappao, capitan Accursi
non risparmia qualche critica al proprio tecnico. Nel secondo tempo fino
alluscita di Quadri avevamo retto bene - premette - senza di lui invece abbiamo
perso il filo del discorso. Subito dopo la frecciata verso Cuccureddu: Più in
generale i cambi effettuati dal mister ci hanno svantaggiati. Riassumendo il tutto:
Sapevamo che sarebbe stata tutta unaltra partita rispetto allandata, ma
noi siamo stati troppo molli e lAncona ci ha castigati. Salvatore Accursi è
un fiume in piena: E finita lera Silvestrini? Non lo so, ma a noi
giocatori non interessa affatto. Probabilmente sono dichiarazioni dettate dalla
delusione per una finale assaporata e invece sfumata, così come tanto sconforto si legge
nelle parole del compagno Christian Puggioni. Usciamo da questa semifinale con tanto
amaro in bocca - spiega lestremo difensore del Perugia -, specie perché è avvenuto
davanti a tantissimi nostri tifosi. Alcuni giornalisti umbri gli domandano se non
sia stata approntata una tattica troppo difensivista. Puggioni replica così. Non
credo. Forti del 3 a 1 siamo scesi in campo consapevoli di dover rimanere sempre ordinati
e compatti, ma la formazione era praticamente identica a quella della settimana scorsa. La
differenza piuttosto lha fatta l1 a 0 dopo solo un quarto dora di gioco.
Il vantaggio trovato così presto ha messo la partita sui binari sperati dallAncona.
Dopo quella rete non siamo più riusciti a tenere botta come avremmo voluto. Il
campionato del Perugia si ferma al Del Conero e Puggioni prova a riassumere la stagione:
Siamo usciti a causa della differenza di classifica - dice -. LAncona ha
chiuso al secondo posto, noi al quinto e sicuramente la colpa del piazzamento peggiore va
attribuita ad un inizio di stagione troppo altalenante, dove a causa di diversi risultati
negativi abbiamo perso tanti punti per strada. E oggi (ieri) ne abbiamo pagato le
conseguenze. |
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| di Roberto Senigalliesi Ce la facciamo: Gadda ha portato fortuna ai dorici
ANCONA - Gli ultimi istanti sono stati da infarto. In tribuna i tifosi
eccellenti hanno sofferto tantissimo, per poi lasciarsi andare ad un urlo
liberatorio quanto larbitro ha fischiato la fine delle ostilità. Poi tutti a
spellarsi le mani per questa squadra che fa continuare a sognare unintera
città. Grande partita e pubblico eccezionale - ammette Lidio Rocchi -. Questa
squadra e questa gente merita la serie B che, secondo me, ora è molto vicina. Il
sindaco Fabio Sturani sottolinea la grande prova di carattere dei dorici: Questa è
la vera Ancona - afferma -. Una squadra nemmeno lontana parente di questa che a giocato a
Perugia sette giorni fa. Il sogno continua: con questa grinta e forza danimo e
soprattutto con questo pubblico alle spalle la serie B è vicina. Manca un ultimo sforzo.
Occorre compierlo tutti assieme. Paolo Giampaoli è quasi commosso. Nella mia
carriera di calciatore ho giocato diverse partite importanti come questa - dice - ma
questa volta ho provato unemozione unica. Grande carattere dei giocatori, un
portiere che si è dimostrato paratutto. E stato un successo meritato. Loro si sono
solo difesi, forse perché lAncona oggi era troppo forte ed aveva troppa voglia di
vincere. Bene così. Si continua a soffrire ma ci avviciniamo al traguardo. Michele
Brunetti evidenzia prima di tutto il grande spettacolo di tifo che il pubblico anconetano
ha saputo mostrare in questa occasione. Grande squadra, grande partita e grandi
emozioni - dice -. Speriamo di continuare così. E stato un successo
strameritato - quasi urla Valeriano Balloni -. Frutto di una mentalità vincente e di un
atteggiamento tattico questa volta azzeccato. LAncona non deve avere paura di
nessuno: nel suo dna cè la forza del più forte. Contro il Taranto, seppure con
diverse assenze, dobbiamo comunque continuare ad imporre il nostro gioco, aggredendo gli
avversari. Ho visto giocatori reattivi e capaci di sfoderare tutto il loro orgoglio, dopo
la brutta prestazione di 7 giorni fa. Sono ottimista. Il Taranto si può battere, e
lo abbiamo già dimostrato, e la serie B è ad un passo. Rodolfo Giampieri si
sofferma sulla grossa prova di carattere della squadra. Ora ci giochiamo la serie B
in 180. In questo lasso di tempo si dovranno realizzare i sogni di unintera
città. In posizione defilata Massimo Gadda, al termine del primo tempo, parlava di
una partita molto bloccata, tattica, in cui larbitro aveva fatto bene ad
essere severo. Ho visto unAncona molto ben organizzata che può senza dubbio
ribaltare il risaltato (ed alla fine Gaddao meravigliao è stato felice
profeta ed ha gioito per il successo della squadra di cui è stato per anni il
capitano. |
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