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ultima modifica il 28 mag 2008

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Domenica 18 maggio prima gara di andata Play-Off Stadio Curi ore 16:00 Perugia - Ancona

ANCONA 2-0 PERUGIA

di Paolino Giampaoli

perugia_playoff_foto_3r.jpg (15040 byte)ANCONA batte il Perugia 2-0 e accede alla finale contro il Taranto.
Ai dorici serviva fare due gol per pareggiare le sorti dopo il 3-1 subito al “Curi” sette giorni fa. E due gol sono puntualmente arrivati, uno per tempo e regalano a capitan Rizzato e C, ed ad un meraviglioso pubblico il meritato approdo alla finale. Al 15’dorici subito in rete. Assist di Nassi in profondità per MASTRONUNZIO esterno destro dell´attaccante che segna un gran gol, il 17° stagionale. Dopo pochi minuti le due squadre restano con un uomo in meno per la doppia espulsione di Anaclerio e Catinali ancora inspiegabile per molti. L’Ancona non demorde. Prende le adeguate misure. Nella ripresa la squadra di Monaco ha fretta di far gol ed il tecnico inserisce anche Lacrimini e Cazzola per dare più spinta sulle fasce. E ‘proprio quest’ultimo al 29’ realizza il gol del 2-0. Cross di Lacrimini da sinistra, per la spizzata di testa Nassi, che libera CAZZOLA a centro area, gran destro che supera Puggioni in uscita. Esplode il Del Conero di fede anconetana, ammutoliscono i 1200 supporters perugini. L’Ancona ora vede la finale sempre più vicina, ma la gara è ancora lunga. Al 37’ i dorici restano in nove per l’espulsione per doppia ammonizione di Jimmy Fialdini. Il Perugia di mister Cuccureddu che fino a quel momento aveva pensato solo a difendersi e cercare poi di far arrivar palla ad Ercolano che fin a quel frangente non aveva mai impensierito Guarna, prende coraggio sfruttando l’uomo in più. Proprio l’estremo difensore dorico si renderà protagonista di un paio di interventi miracolosi sulle conclusioni dell’ex ascolano La Vista, su Angeli e infine su Ungaro deviandoli in calcio d’angolo. L’ultimo brivido arriva al quinto minuto di recupero sulla scivolata di De Martis che però termina alta sopra la traversa. Arriva il triplice fischio del signor Vuoto. Tra la B e l’Ancona c’è di mezzo il Taranto nella doppia sfida che si disputerà in Puglia prima e tra quindici giorni ancora al “Conero”.


di Fabio Paci

ANCONA - Prestazione maiuscola, nel gioco e nel carattere. L’Ancona piega con un secco 2-0 il Perugia e vola in finale. Un traguardo cercato e ottenuto con pieno merito. Evitato il tracollo al “Curi” ecco la reazione, attesa dall’intera città. Il solito Mastronunzio e il raddoppio del redivivo Cazzola permettono alla truppa di Monaco di alzare le braccia, in un “Del Conero” (quasi) in paradiso. E adesso sotto con il Taranto, per l’ultima fatica che vale la serie B. Il Perugia, apparso baldanzoso alla vigilia, torna in Umbria a testa bassa. Molte le responsabilità di Cuccureddu che rinuncia a giocare e addirittura nel secondo tempo ordina “tutti indietro”, col chiaro intento di non prenderle. La chiave.Monaco sceglie l'Ancona a trazione anteriore. Davanti ai quattro difensori agiscono tre centrocampisti (Anaclerio, Camillucci, Fialdini), e un attacco a tre con l'agile Piccoli dietro a Mastronunzio e Nassi. Cuccureddu manda in campo lo stesso Perugia (identico nel modulo, 4-2-3-1, non nella sostanza) di una settimana fa, con l'unica variante di Ungaro in luogo di Rizzo. Rispetto alla sfida del “Curi”, l’Ancona pigia sull’acceleratore, mentre gli ospiti rinunciano a giocare. Una tattica, quella di Cuccureddu, suicida. La partita è vibrante, con i dorici che partono forte sfruttando anche le indecisioni dell'imbarazzante retroguardia ospite. Nassi e Mastronunzio sparano anche dai 30 metri: è il segnale che l'Ancona vuol mettere pressione ai rivali. La svolta. Non mancano duri scontri: i giocatori hanno qualche "conticino" aperto. Invece l'arbitro, il livornese Vuoto, è confuso nei momenti importanti e a farne le spese è l'Ancona. Come accade al 13': Mastronunzio si invola a rete, supera Puggioni che, da ultimo uomo, lo stende poco fuori l'area. Cartellino rosso? No, arriva (solo, e contro il regolamento) il giallo. Ora i dorici ci credono e l'ingiustizia subita li scuote, rendendo la manovra a tratti arrembante e spettacolare. Il gol dell'1-0 così arriva al 15': Camillucci serve Nassi, intelligente nel verticalizzare per Mastronunzio il cui diagonale, da posizione non facile, gonfia la rete. Gap dimezzato, ora l'Ancona ci crede. Sale il nervosismo e a farne le spese, al 19', sono Giuseppe Anaclerio e Catinali, espulsi per reciproche scorrettezze. Senza i mediani metodisti, le squadre vengono ridisegnate: Monaco conferma le due punte (4-3-2, con Camillucci al centro e Piccoli a destra); Cuccureddu copre i suoi (4-4-1), mettendo i puntelli a centrocampo. A conti fatti, il doppio cartellino rosso penalizza l'Ancona, che perde l'uomo-guida. Perugia da “Chi l’ha visto”: il primo tiro verso Guarna lo scaglia La Vista al 23', poi Ercolano (33') crea qualche disagio nell'area piccola. Tutto qua. Sul fronte dorico, Camillucci ci mette l'anima, però l'azione ora non è sempre fluida. Piccoli sulla fascia destra invece soffre. Altra musica. Fino a metà ripresa i dorici non sfruttano gli spazi, cosicché Monaco inserisce Cazzola. C’è anche l’ingresso di Lacrimini: con i due l’Ancona assume un atteggiamento più deciso. Il Perugia sembra un pugile suonato, non riesce a superare la metà campo. Barcolla a lungo e va ko al 28’: cross di Lacrimini, “spizzata” di Nassi e Cazzola, solo davanti a Puggioni, carica il destro e con violenza manda la sfera in fondo al sacco. Il “Del Conero” esplode, il match si anima. Cazzola (31’) e Cherugini (33’, bravo Guarna) sfiorano la rete. Fialdini perde la testa è viene espulso. Negli ultimi 13 minuti l’Ancona è in 9 a difendere il 2-0. Fasi palpitanti, vietate ai deboli di cuore: fiondata di La Vista, Guarna in angolo (40’); ancora Guarna su Angeli (41’); il furetto La Vista sbaglia l’incredibile al 49’ (Guarna respinge da un metro); Mastronunzio si mangia il 3-0 a tu per tu con Puggioni (50’). Poi al 51’ è De Martis a ciccare la sfera vicino alla linea. E’ l’ultima emozione.

di Ferdinando Vicini

ANCONA - Fianco a fianco per 90 minuti. Enrico Petocchi e Sergio Schiavoni hanno vissuto seduti uno accanto all'altro la vittoria sul Perugia. Addirittura prima del fischio d'inizio erano scesi insieme negli spogliatoi per incitare i giocatori. Un'unità d'intenti che però si ferma al campo, almeno per il momento. In società non è proprio il caso di parlare di disgelo. «Ho accolto Petocchi con tutti gli onori, lui ha partecipato molto intensamente alle vicende della partita. Alla fine ci siamo salutati cordialmente, ci rivedremo venerdì prossimo in occasione dell'assemblea dei soci. Ma stavolta dovrà portare i soldi della ricapitalizzazione. Intanto godiamoci questo successo meritato: non era facile rimontare due reti, ci siamo riusciti dimostrando forza e lucidità». Parole e musica di Sergio Schiavoni in sala stampa, molto secco e diretto nei confronti del suo socio nonostante l'euforia per la grande vittoria sul Perugia. In tribuna Petocchi era apparso più possibilista, prima di lasciare lo stadio qualche minuto prima della fine: «Voglio elogiare la squadra per i risultati che ha ottenuto sin qui, a prescindere se andremo o meno in serie B. Ha disputato un'ottima partita meritando la finale. Della vertenza giudiziaria con Schiavoni non parlo. Il 30 maggio c'è l'assemblea e come Terzo Tempo faremo la nostra parte, per il resto dovremo cercare una soluzione. La Fondazione proposta da Magnani? Mi sembra una buona idea, può essere il contenitore giusto per allargare la base societaria. E' chiaro però che molto dipende da chi ientrerebbe. Noi come Terzo Tempo siamo interessati. Per la prossima stagione dovremo comunque varare un piano industriale, fissando con chiarezza obiettivi e risorse». Tornando alla partita, Sandro Marcaccio felice e polemico nei confronti di arbitro e avversari: «Abbiamo giocato sempre in inferiorità numerica, alla fine noi eravamo nove e loro non so quanti...Questo risultato fa bene al calcio, non solo all'Ancona, perché il Perugia non avrebbe meritato la finale». La gioia di Giampiero Schiavoni: «Ci credevo fortemente e dopo 1’ ho capito che potevamo farcela. C'era la giusta tensione, abbiamo fatto una grande gara».

di Michele Milletti

ANCONA - Minuto 95, è già sulla soglia del tunnel che conduce agli spogliatoi. Il tempo di "ammirare" De Martis che spara clamorosamente alto sulla linea di porta dell'Ancona, sentire il fischio finale, e via. "Inghiottito" dalle scale che portano nella pancia del Conero e, probabilmente, dal senso di colpa.
Quello di aver contribuito pesantemente al "suicidio" di una squadra capace di riscrivere la storia dei playoff di serie C, secondo cui mai una squadra era riuscita a recuperare due gol nel match di ritorno. Il senso di colpa dato da scelte tecnico-tattiche incomprensibili: i cambi di Mazzeo, Quadri e (soprattutto) Anaclerio, quando ancora c'era mezzora di partita e precludendosi il possibile ingresso di Califano se le cose si fossero messe (come è puntualmente accaduto) davvero male. Cronaca del pomeriggio nerissimo di Antonello Cuccureddu e del Perugia. L'ultimo, più che probabile anzi quasi certo, alla guida del Grifo. Cronaca dell'atto finale di una stagione tormentata, con l'uomo di Alghero prima allontanato e poi richiamato. Che ha avuto il merito di portare il Perugia ai playoff al termine di una rincorsa di quattro mesi di rincorsa, ma che proprio sul più bello ha bruciato impostando una gara esclusivamente difensiva. Il silenzio, come accade ormai da tempo, è stata la colonna sonora finale del match del Cuccu. Quello stesso silenzio in cui tecnico e giocatori hanno costretto i millecinquecento speranzosi perugini.

di Guido Montanari

Apoteosi Ancona, lassù qualcuno ti ama

ANCONA - L’Ancona è in finale! Un grandissimo urlo sale liberatorio dopo 97 minuti interminabili, vissuti con il cuore in gola, con passione, da brividi. All’inferno e ritorno per una squadra che forse in troppi avevano data per morta dopo il 3-1 di Perugia. La resurrezione è avvenuta e mai vittoria fu più meritata, più sofferta, più maledettamente bella.  SQUADRA D’ATTACCO - Francesco Monaco racconta che aveva pensato alla formazione che ha mandato in campo ieri addirittura nel pullman tornando da Perugia, domenica scorsa dopo quel nerissimo pomeriggio del “Curi”. «Dovevo escogitare qualcosa per tentare l’impresa», ha detto il trainer nel dopo partita di ieri. E bisogna dire che lo ha fatto, tentando il tutto per tutto e schierando una formazione molto offensiva con tre attaccanti (Piccoli dietro a Massi e Mastronunzio) come non aveva fatto quasi mai, almeno dal primo minuto, in questa stagione. I risultati si sono visti. PERUGIA RINUNCIATARIO - Ad agevolare la rimonta dei dorici bisogna dire che ci si è messo anche il Perugia con una tattica che definire rinunciataria è poco. L’atteggiamento della squadra di Cuccureddu è stata la sua stessa condanna. Dopo aver fatto la parte del leone sette giorni fa, ieri gli umbri sono scesi in campo con il solo compito di non prenderle o, al limite, di prenderle il meno possibile e sono stati regolarmente puniti. A fine gara Cuccureddu non ha avuto la forza neanche di presentarsi in sala stampa per spiegare i motivi di questa sconfitta che in pochi avevano previsto. E’ SUBITO MASTRONUNZIO - Ponti via, Mastronunzio costringe il portiere del Perugia Puggioni ad una uscita fallosa al limite dell’area che forse avrebbe meritato il cartellino rosso anzichè il giallo. Poi al 14’ Ancona in vantaggio: Nassi libera Mastronunzio in area con un ottimo tocco smarcante e la “vipera” colpisce fulminea e micidiale battendo Puggioni con un diagonale rabbioso. Ecco, è questo il termine giusto. Si aprono le porte del Paradiso per i dorici che tornavano prepotentemente in partita. Ma a complicare le cose arriva l’espulsione di Anaclerio e di Catinali dopo un battibecco tra i due: a rimetterci è l’Ancona che all’improvviso si ritrova senza geometrie. LA FORZA DELLA PANCHINA - Tenuto in panchina all’inizio, l’esterno destro biancorosso viene inserito nella ripresa al posto di Piccoli, ed è subito protagonista. Dentro anche Lacrimini per Di Fausto. E guarda caso il gol che vale la finale, al 29’ arriva proprio da un cross dalla sinistra di Lacrimini, spizzato di testa dal solito Nassi, con conclusione perentoria di Cazzola che buca Puggioni. Un doppio vantaggio legittimo perchè nel secondo tempo si era giocato ad una porta sola: quella umbra. I MIRACOLI DI GUARNA - Ma che Ancona sarebbe se non ci fosse un finale di sofferenza allo stato puro? E allora dopo il 2-0 ecco arrivare l’espulsione di Fialdini che, già ammonito, commette un ingenuo fallo da dietro su Anaclerio: dorici in nove e senza più centrocampo con Cazzola che va a fare il terzino e Mastronunzio che resta solo in attacco. In un quarto d’ora il Perugia comprime l’Ancona nella sua area e colleziona quattro occasionissime. Ma giù il cappello di fronte a Enrico Guarna che miracoleggia due volte su conclusioni di La Vista, e poi dice no a un perfido tiro di Ungaro. Roba da infarto anche quando Mastronunzio in contropiede si invola, supera Puggioni ma il suo tiro viene smorzato. Attimo terribile perchè sul capovolgimento di fronte il Perugia guadagna un angolo: mischia furiosa, palla che arriva sui piedi di De Martis: tiro alto da due passi. No, non è gol. Ancona in finale, domenica si ricomincia da Taranto, poi l’8 giugno il match di ritorno al Del Conero.


di Stefano Rispoli

“Questo è un altro segno del destino”

ANCONA - Sì, è tutto vero: l’Ancona è in finale. Qualcuno a fine partita stenta a crederlo. Francesco Monaco, ad esempio: occhi rossi per la tensione accumulata durante il match con tanto di pianto liberatorio, il tecnico biancorosso in sala stampa parla di aiuto dal cielo. “Quel gol sbagliato dal Perugia sotto porta all’ultimo secondo è un segno del destino - dice Monaco - Ci deve aver pensato il Signore a portarci in finale. Abbiamo sofferto tantissimo, questa partita è stata un concentrato incredibile di emozioni. Ma alla fine abbiamo vinto e questo è l’esito più giusto”. - L’espulsione di Anaclerio dopo venti minuti ha complicato seriamente le cose... “La decisione dell’arbitro è stata eccessiva e ha cambiato le carte in tavola. Sicuramente la perdita di Anaclerio ha penalizzato di più l’Ancona rispetto al “rosso” di Catinali. Noi avevamo impostato la gara secondo certi movimenti, non avendo più il giocatore che doveva impostare il gioco e verticalizzare, indubbiamente abbiamo sofferto parecchio. Certo che da un uomo esperto come lui non mi sarei mai aspettato un’ingenuità simile: speriamo che il giudice sportivo sia clemente e gli dia solo una giornata di stop”. - Poi, a peggiorare la situazione, è arrivata anche l’espulsione di Fialdini nel finale. “Jimmy non meritava la prima ammonizione e quando l’arbitro l’ha cacciato, abbiamo rischiato grosso. Non potevo neppure più intervenire a centrocampo, visto che poco prima aveva rilevato Nassi, infortunato, e inserito Albanese. Era la terza sostituzione”. - Non era il caso di inserire Caremi, viste le difficoltà in mezzo al campo? “Purtroppo Davide non sta attraversando un bel momento e comunque Fialdini e Camillucci si stavano comportando bene. Oltretutto dovevamo rischiare qualcosa in più, per cui ho tenuto in campo entrambi e aggiunto Cazzola”. - Un ingresso determinante, il suo. “Alla fine gli ho chiesto pure di giocare da terzino e l’ha fatto. E’ l’esempio del grande spirito di sacrificio che pervade questa squadra. Prima della partita ho parlato ai ragazzi e alla stampa e ho detto: qualunque sarà il risultato di questa gara, farò un applauso alla squadra per il gran campionato disputato. Ma ero convinto che i giocatori oggi (ieri, ndc) mi avrebbero dato tanto. Alla ripresa degli allenamenti, dopo la debacle di Perugia, a tutti loro ho parlato chiaro: ho chiesto concentrazione e disponibilità ad ascoltarmi. Si sono dimostrati tutti dei veri professionisti. Complimenti”. - Mister, giudica positivamente la scelta tattica di inserire due attaccanti, Nassi e Matronunzio, con Piccoli alle loro spalle? “Ripeto, dovevamo rischiare. Non era una mossa che ci avrebbe garantito di fare due gol, ma almeno ci ho provato. E i risultati sono arrivati”. - Valutando i 180 minuti, crede che l’Ancona abbia meritato più del Perugia la finale? “All’andata abbiamo offerto la più brutta prestazione dell’anno. In questa gara di ritorno, abbiamo fatto una grandissima prova e nel finale siamo stati anche un pizzico fortunati, con Guarna che ha compiuto tre veri miracoli. Ciò di per sé basta per confermare quanto l’Ancona abbia meritato la finale. Ma io suggerisco di guardare l’intero campionato: abbiamo chiuso al secondo posto, chi più di noi doveva giocarsi le carte per la B fino all’ultimo?”. - Cos’ha provato, mister, al triplice fischio? “Sensazioni indescrivibili. Il pubblico ci ha dato una grossa mano: il primo ringraziamento va a chi non ha smesso mai di sostenerci”. - Ora l’ultimo atto: il Taranto. “E’ una squadra che si è resa protagonista di una rimonta sensazionale nel girone di ritorno. Ci aspetta un avversario difficilissimo. Purtroppo dovremo fare a meno di Anaclerio e Fialdini, spero almeno di recuperare energie e qualche acciaccato. Ci rivedremo martedì. Poi decideremo se partire in ritiro per trovare la giusta concentrazione. Nella doppia sfida col Perugia abbiamo speso tantissimo, specie dal punto di vista psicologico”.


di Matteo Magnarelli

E Cuccureddu non si presenta

ANCONA – “Il vero Perugia è quello ammirato oggi”. No, non è la dichiarazione di Antonello Cuccureddu dopo la vittoria 2 a 0 dell’Ancona che ha eliminato gli umbri. Sono invece le parole del tecnico grifone dopo la gara d’andata quando, con il 3 a 1 in tasca, Cuccureddu lasciava intuire che con un Perugia così la finale era a portata di mano. La partita di ritorno ha capovolto quel “pronostico”, con i dorici che hanno staccato il biglietto per la finale e il Perugia che invece può solamente festeggiare le vacanze anticipate. Così come accaduto dopo la sfida andata in scena al Renato Curi avremmo voluto rivolgere all’allenatore dei grifoni tante domande, tante interpretazioni dei 90 e passa minuti del Del Conero. Ma Antonello Cuccureddu ha preferito non presentarsi in sala stampa, e così, di queste semifinali playoff, restano solo le affermazioni di otto giorni fa, di cui ne riportiamo anche un’altra: “Adesso sappiamo che possiamo ambire al massimo obiettivo”. Sponda Perugia, il compito di raccontare la sconfitta è toccato allora al capitano Salvatore Accursi ed al portiere Christian Puggioni. “E’ accaduto quello che volevamo evitare - ha detto il leader della difesa ospite Accursi - Sapevamo che l’Ancona sarebbe partita a mille e avrebbe cercato di realizzare subito un gol. Noi dovevamo evitarlo, ma non ci siamo riusciti. Dopo l’1 a 0 tutto è stato più difficile, anche perché il rosso a Catinali ci ha privati di un giocatore le cui giocate a centrocampo sono sempre state fondamentali per noi”. Resa pubblica l’amarezza per il kappao, capitan Accursi non risparmia qualche critica al proprio tecnico. “Nel secondo tempo fino all’uscita di Quadri avevamo retto bene - premette - senza di lui invece abbiamo perso il filo del discorso”. Subito dopo la frecciata verso Cuccureddu: “Più in generale i cambi effettuati dal mister ci hanno svantaggiati”. Riassumendo il tutto: “Sapevamo che sarebbe stata tutta un’altra partita rispetto all’andata, ma noi siamo stati troppo molli e l’Ancona ci ha castigati”. Salvatore Accursi è un fiume in piena: “E’ finita l’era Silvestrini? Non lo so, ma a noi giocatori non interessa affatto”. Probabilmente sono dichiarazioni dettate dalla delusione per una finale assaporata e invece sfumata, così come tanto sconforto si legge nelle parole del compagno Christian Puggioni. “Usciamo da questa semifinale con tanto amaro in bocca - spiega l’estremo difensore del Perugia -, specie perché è avvenuto davanti a tantissimi nostri tifosi”. Alcuni giornalisti umbri gli domandano se non sia stata approntata una tattica troppo difensivista. Puggioni replica così. “Non credo. Forti del 3 a 1 siamo scesi in campo consapevoli di dover rimanere sempre ordinati e compatti, ma la formazione era praticamente identica a quella della settimana scorsa. La differenza piuttosto l’ha fatta l’1 a 0 dopo solo un quarto d’ora di gioco. Il vantaggio trovato così presto ha messo la partita sui binari sperati dall’Ancona. Dopo quella rete non siamo più riusciti a tenere botta come avremmo voluto”. Il campionato del Perugia si ferma al Del Conero e Puggioni prova a riassumere la stagione: “Siamo usciti a causa della differenza di classifica - dice -. L’Ancona ha chiuso al secondo posto, noi al quinto e sicuramente la colpa del piazzamento peggiore va attribuita ad un inizio di stagione troppo altalenante, dove a causa di diversi risultati negativi abbiamo perso tanti punti per strada. E oggi (ieri) ne abbiamo pagato le conseguenze”.


di Roberto Senigalliesi

“Ce la facciamo”: Gadda ha portato fortuna ai dorici


ANCONA - Gli ultimi istanti sono stati da infarto. In tribuna i “tifosi eccellenti” hanno sofferto tantissimo, per poi lasciarsi andare ad un urlo liberatorio quanto l’arbitro ha fischiato la fine delle ostilità. Poi tutti a spellarsi le mani per questa squadra che fa’ continuare a sognare un’intera città. “Grande partita e pubblico eccezionale - ammette Lidio Rocchi -. Questa squadra e questa gente merita la serie B che, secondo me, ora è molto vicina”. Il sindaco Fabio Sturani sottolinea la grande prova di carattere dei dorici: “Questa è la vera Ancona - afferma -. Una squadra nemmeno lontana parente di questa che a giocato a Perugia sette giorni fa. Il sogno continua: con questa grinta e forza d’animo e soprattutto con questo pubblico alle spalle la serie B è vicina. Manca un ultimo sforzo. Occorre compierlo tutti assieme”. Paolo Giampaoli è quasi commosso. “Nella mia carriera di calciatore ho giocato diverse partite importanti come questa - dice - ma questa volta ho provato un’emozione unica. Grande carattere dei giocatori, un portiere che si è dimostrato paratutto. E’ stato un successo meritato. Loro si sono solo difesi, forse perché l’Ancona oggi era troppo forte ed aveva troppa voglia di vincere. Bene così. Si continua a soffrire ma ci avviciniamo al traguardo”. Michele Brunetti evidenzia prima di tutto il grande spettacolo di tifo che il pubblico anconetano ha saputo mostrare in questa occasione. “Grande squadra, grande partita e grandi emozioni - dice -. Speriamo di continuare così”. “E’ stato un successo strameritato - quasi urla Valeriano Balloni -. Frutto di una mentalità vincente e di un atteggiamento tattico questa volta azzeccato. L’Ancona non deve avere paura di nessuno: nel suo dna c’è la forza del più forte. Contro il Taranto, seppure con diverse assenze, dobbiamo comunque continuare ad imporre il nostro gioco, aggredendo gli avversari. Ho visto giocatori reattivi e capaci di sfoderare tutto il loro orgoglio, dopo la brutta prestazione di 7 giorni fa’. Sono ottimista. Il Taranto si può battere, e lo abbiamo già dimostrato, e la serie B è ad un passo”. Rodolfo Giampieri si sofferma sulla grossa prova di carattere della squadra. “Ora ci giochiamo la serie B in 180’. In questo lasso di tempo si dovranno realizzare i sogni di un’intera città”. In posizione defilata Massimo Gadda, al termine del primo tempo, parlava di “una partita molto bloccata, tattica, in cui l’arbitro aveva fatto bene ad essere severo. “Ho visto un’Ancona molto ben organizzata che può senza dubbio ribaltare il risaltato” (ed alla fine “Gaddao meravigliao” è stato felice profeta ed ha gioito per il successo della squadra di cui è stato per anni “il capitano”.

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