Tutti gli articoli e le foto sulla partita odierna
La schedina della settimana
La Classifica aggiornata della serie C2
La guida al Campionato dell'Ancona Calcio con i servizi di tutte le partite giocate
Il Calendario delle partite di campionato
Le schede dei giocatori dell'Ancona
Le pagelle dei giocatori secondo la Stampa nazionale
button_messaggero.gif (2346 byte)
taranto_playoff_foto_7r.jpg (11798 byte)
Gli incassi del Conero
Il calcio di preparazione
Il cammino dell'Ancona in Coppa Italia
Tutto il Team dell'Ancona Calcio

ultima modifica il 09 giu 2008

Il punto | Coppa CUBA | Forum | Il Muro | Tabellino gol | Diario Dorico | L'Albo d'Oro | Screensaver | Team dal 1978 | Adozione Abram

Domenica 18 maggio prima gara di andata Play-Off Stadio Curi ore 16:00 Perugia - Ancona

ANCONA 2-1 TARANTO

di Paolino Giampaoli

ANCONA- L'Ancona batte il Taranto 2.-1 nel ritorno della finale play off e dopo quattro anni di purgatorio torna nel grande calcio che conta. Un gol per tempo di Mastronunzio e Fialdini consentono ai biancorossi di superare senza troppi patemi d'animo il blasonato Taranto che solo una volta che ha accorciato le distanze con Plasmati ha cercato disperatamente di ristabilire la parità per poi giocarsi il tutto per tutto nei minuti finali. Ma l'Ancona di oggi, l'Ancona che per un intera stagione ha lottato con le unghie e con i denti non voleva assolutamente lasciarsi sfuggire questo importante traguardo davanti al suo meraviglioso pubblico. Non dura molto l’attesa di segnare un gol in casa dorica visto che gia dopo 9' i biancorossi vanno in vantaggio. Lancio di Piccoli per Fialdini che sfugge sul filo del fuorigioco, si trova a tu per tu con Faraon, serve un assist sulla destra per Mastronunzio che appoggia in rete. 18° gol stagionale per la “vipera”. In più occasioni i marchigiani provano a mettere in cassaforte il risultato, ma Mastronunzio non riesce a raddoppiare. Si va al riposo con un gol di vantaggio e con un tempo tutto da giocare. Attorno alla mezz'ora della ripresa l'Ancona blinda il risultato realizzando il 2-0 con Fialdini Verticalizzazione di Cazzola per Fialdini che si trova solo davanti a Faraon e lo supera con un pallonetto. Partita virtualmente chiusa. Il Del Conero di fede biancorossa esplode. La serie B è più vicina che mai. Il Taranto prova a far paura all'Ancona, ma non ce n'è per nessuno contro quest'Ancona. Neanche il momentaneo gol dei pugliesi riesce a far tremare la corazzata biancorossa. L'azione del gol rossoblu arriva su un cross di Tesser da sinistra, colpo di testa di Plasmati in rete. Ultimi minuti di sofferenza per i biancorossi. Il Taranto sfiora il gol del pareggio con Plasmati ma la conclusione di testa è fuori. Con quest'ultima azione affievoliscono anche tutte le speranze del Taranto. L'arbitro allunga con 5' minuti l'attesa del triplice fischio finale. Ma un volta arrivato è festa grande. L'Ancona è in serie B. Una serie B che ha una sapore speciale per tutti ma soprattutto per la famiglia Schiavoni che ha rilevato l’Ancona dal fallimento del 2004 e aveva promesso di riportare i dorici nella cadetteria entro quattro anni. Invece giocando con un anno di anticipo sovvertendo ogni pronostico ha conquistato la serie B. Il termometro della felicità che regna in casa dorica è rappresentato dal capitano Giovanni Langella. “Sono arrivato eravamo in C2, lo scorso anno ci siamo salvati ai play out. Oggi mi sembra di sognare che abbiamo conquistato la serie B. Voglio restare in questa splendida città a vita e sono orgoglioso di indossare questa maglia…”. Anche mister Monaco è al settimo cielo dopo la sua prima promozione conquistata da allenatore. “Ci abbiamo sempre creduto e oggi raccogliamo i frutti di un anno di intensi sacrifici. Siamo un grande gruppo e una gran bella squadra e anche oggi lo abbiamo dimostrato con i fatti sul campo”. Dopo i festeggiamenti i rito negli spogliatoi la squadra è salita sul pullman per fare il giro della città a raccogliere il meritato tributo dei suoi tifosi..

di Fabio Paci

ANCONA - Apoteosi serie B. Dopo quattro anni di sofferenze, l’Ancona torna nel calcio che conta. Un miracolo calcistico, confezionato da Monaco e dalla sua truppa. Ieri, ultimo atto con ciliegina sulla torta: ai biancorossi bastava il pareggio, invece Mastronunzio e Fialdini regalano il 2-1 che, seppur con qualche sofferenza nel finale, riporta i dorici in cadetteria. Il Taranto, spavaldo e arcisicuro (beato lui) di salire in B, torna in Puglia oltremodo deluso, ammutolito da un’Ancona tutta cuore e grinta. Primo tempo alla grande per Rizzato e soci, ripresa molto sofferta. Ma questi sono i playoff. E’ logico che ad attaccare sia la squadra costretta a recuperare. Ancona più forte anche di tutto e di tutti. Che corona nel migliore dei modi una stagione importante in chiave futura. La chiave. Assenze pesanti in campo. L’Ancona, schierata con l’annunciato 4-3-2-1 (tre mediani a far da filtro), deve fare a meno di Di Fausto, bloccato da una contrattura muscolare. Masiero prende il suo posto come terminale destro della difesa. Il Taranto rinuncia a Pastore (ginocchio out) e schiera Prosperi al centro della retroguardia. A conti fatti, ci guadagnano i dorici, visto che Masiero fa la sua onesta partita, mentre Prosperi è impacciato nelle chiusure e quando va ad offendere sbaglia l’incredibile. Difatti Mastronunzio e soci attaccano per le vie centrali: sarà la chiave del match. Gara subito viva, mai un attimo di pausa. Al primo vero affondo (9’) la “vipera” piazza il suo morso velenoso: Piccoli recupera la sfera a metà campo, verticalizza centralmente per Fialdini che, sul filo del fuorigioco, confeziona un assist al bacio a Mastronunzio, il quale non si fa pregare due volte, davanti a Faraon, a gonfiare la rete. I temuti Cutolo e Cejas costituiscono la spina dorsale della truppa di Cari. L’argentino smista tutti i palloni e funge da regista basso; la mezzapunta, partendo dall’insolita posizione destra, si accentra creando superiorità numerica con Plasmati, lasciando però campo a Rizzato. Gran bella prova di Fialdini (decisivo) e Piccoli (generoso), schierati alle spalle di Mastronunzio, ma preziosi in copertura. Meglio l’Ancona nei primi venti minuti. Masiero (23’) è solo in area ma non sfrutta l’occasione. Cari ordina ai suoi di rompere gli indugi e di alzare il baricentro e chiede a De Falco e Mancini di sveltire la manovra. Il primo tiro verso Guarna è di Plasmati (27’): fiondata dal limite, palla deviata in angolo. Al 30’ brividi nell’area biancorossa: Mancini dal corner serve Prosperi il cui colpo di testa da posizione ravvicinata viene respinto dall’attento Guarna. In chiusura di tempo altre due ghiotte palle-gol. Al 41’ Fialdini sfrutta ancora una volta la corsia centrale e serve Mastronunzio, stavolta la “vipera” scaglia il cuoio sul corpo di Faraon in uscita. Al 45’ è Cutolo a calciare un sinistro velenoso che Guarna vede giusto in tempo.
Ancona coperta. Il Taranto comincia la ripresa attaccando a testa bassa, senza soste. Deve rimontare e vede la serie B sempre più lontana. L’Ancona, ora bloccata anche da guai muscolari di Piccoli, Mastronunzio, Masiero e Anaclerio, invece smette di giocare, attendendo nella propria trequarti la ripartenza giusta ma, al tempo stesso, esponendosi a rischi non di poco conto. Così all’11’ Plasmati, da tre metri, è libero di alzarsi per il colpo di testa, con la palla incredibilmente a lato. Al 18’ invece è Cutolo a sparare alto dal limite. Ma l’Ancona è sorniona e in avanti le si presenta vere e proprie praterie. Come al 20’: lancio di Cazzola da 40 metri, Mastronunzio fa i movimenti giusti e si presenta davanti a Faraon: tutto bene, tranne il tiro. Il sigillo. Per la tranquillità ci vuole il 2-0: arriva al 32’. Caremi carica la sciabolata per Fialdini, il fantasista s’invola in area e beffa Faraon con il “cucchiaio”: il “Del Conero” esplode. Ma non è finita perché Plasmati, imbeccato da Tesser, realizza di testa il 2-1 (40’). Gli ultimi 11 minuti sono al cardiopalma. Prosperi, Cutolo e Carrozza si “mangiano” i gol che avrebbero dato al Taranto i supplementari. E’ l’Ancona ad esultare sulle note della Marcia Trionfale dell’Aida. Purgatorio terminato: i dorici sono in serie B. Ora la festa, quella vera, può cominciare.

di Ferdinando Vicini

ANCONA - Quando l'arbitro fischia la fine, in tribuna è il momento degli abbracci. Alessandro Fassina ed Enrico Petocchi seduti ad un passo da Sergio Schiavoni sono fra i primi a congratularsi con lui. Il presidente biancorosso è l'autentico protagonista della grande giornata dell'Ancona: l'aveva rilevata nel 2004 dal tribunale fallimentare, promettendo che in cinque anni l'avrebbe riportata in serie B. Ha mantenuto la promessa con un anno di anticipo. «E' stata una stagione felice - dice commosso Sergio Schiavoni -. Siamo partiti in sordina, senza nessun proclama, ma ben presto ci siamo convinti che questa squadra avrebbe potuto puntare in alto. Credo che la nostra promozione sia meritatissima, tenuto conto che siamo stati a lungo primi in classifica e comunque sempre nelle posizioni di vertice». Il presidente non esita a rendere merito a Sandro Marcaccio e Francesco Monaco, uomini che ha scelto e sempre sostenuto: «Credo che sia giusto dedicare a loro due questa promozione, hanno lavorato tanto e bene per centrare questo risultato. Monaco in particolare ha sofferto parecchio in alcuni periodi, ma ho sempre avuto fiducia in lui e i risultati dimostrano che lo merita. Dipendesse da me li confermerei subito anche per la serie B». Il pensiero di Sergio Schiavoni va già al prossimo campionato, ma sul futuro della società resta evasivo: «Che cosa accadrà adesso ? Dovete chiederlo ai soci della Terzo Tempo (Petocchi e Fassina; ndr) che hanno la maggioranza. Però bisogna allestire un organico che il prossimo anno consenta all'Ancona di mantenere la serie B che abbiamo appena conquistato». Arriva Alessandro Fassina e Schiavoni lo blocca: «Onore a Schiavoni che in tre anni ha ottenuto due promozioni. I dissidi interni alla società ? Se per vincere bisogna litigare va bene anche così». Il socio della Terzo Tempo ha vissuto con grande intensità la partita decisiva: «E' stata una grande emozione, ho sofferto le pene dell'inferno negli ultimi dieci minuti. Ma è andata. Adesso siamo nel calcio che conta, questa promozione è un grandissimo risultato ottenuto grazie al magnifico lavoro svolto dallo staff tecnico e dalla squadra». Sul prossimo futuro Fassina va sul concreto: «Dobbiamo muoverci da subito, prima dell'assemblea dei soci del 16 giugno. E' necessario fare quadrato in società, per me dovremmo confermare Marcaccio e mettergli subito a disposizione un budget adeguato. La Fondazione è un'idea meravigliosa pur se complicata, non c'è tempo da perdere».
Più cauto l'amministratore delegato della Terzo Tempo Enrico Petocchi: «Una bellissima partita e una grande giornata di sport. Abbiamo centrato un risultato straordinario, direi che la promozione non è solo della squadra ma di tutta la città di Ancona. Mi auguro che ci aiuti ad ampliare la base societaria, la Fondazione potrebbe essere lo strumento utile per farlo. Inutile illudersi che la B possa sistemare ogni problema ma di certo può aiutarci». Ugo Colombo, membro dimissionario del Cda biancorosso, rende merito a Schiavoni: «L'Ancona ha centrato un grande traguardo, sono molto contento. Complimenti a Sergio e Giampiero Schiavoni». Poi Sandro Marcaccio. Il diesse è misurato ma anche pungente verso la società: «Sono senza parole, siamo in serie B. Questa promozione l'hanno meritata i tifosi, lo staff tecnico, l'allenatore e i giocatori. La società ? Lasciamo perdere e non faccio nessun distinguo fra i soci. Mi dispiace per il Taranto, che avrebbe meritato di salire in B come noi». Sul suo futuro Marcaccio non ha voluto pronunciarsi, anche se le voci sul Padova sono insistenti: «Non dico nulla su quello che farò da qui in avanti. Non è il momento».

di Pierfrancesco Chiavacci

Vince solo chi è convinto di poterlo fare. Era la filosofia di Virgilio, è diventata pure quella dell’Ancona. Convincersi il 18 luglio dello scorso anno era un’impresa, forse più grande di quella che ha realizzato questa squadra. Convincersi di poter vincere, quel giorno, era un’autentica scommessa per un’Ancona che iniziava la preparazione a Camerino con un manipolo di ragazzi ed una rosa ristretta all’osso. Rizzato, Mastronunzio, Albanese e Masiero oggi sono gli unici “superstiti” di quel gruppo, ampliato, limato, modellato nel tempo, dal diesse Marcaccio sul mercato e da Monaco in campo. L’Ancona, presa per i capelli prima di ruzzolare in C2 appena qualche mese prima, ha compiuto un miracolo. Pezzo dopo pezzo, Monaco si è ritrovato tra le mani una squadra alla quale dare identità e carattere. L’Ancona, ha fatto in fretta ad imparare, quasi sorprendentemente. Tanto da presentarsi al debutto con un 2-0 alla Juve Stabia, a firma Miglietta, uno dei cavalli di ritorno. Non troppi estimatori, ma il merito di questa squadra è stato quello di tirare diritta per la sua strada, convincendosi di avere voce in capitolo già con la doppietta del suo nuovo paladino, Mastronunzio, all’accreditata Lucchese. Partenza incoraggiante utile a ritrovare entusiasmo (quasi duemila abbonati) giudizi positivi confermati da una cavalcata travolgente, con sette vittorie nelle prime 10 giornate (tra cui il derby di Pescara), 17 gol realizzati e 6 subiti, primato in classifica con quattro punti di vantaggio sulla seconda. Da stropicciarsi gli occhi. Ancona torna a far parlare di sé e non solo per le imprese sul campo, ma anche per la stretta di mano con il Csi, organizzazione sportiva legata al Vaticano: il Progetto Soccer, idea ardita di dare del calcio professionistico una visione più etica, porta all’interno della società nuovi soci, promesse di sponsor e rilancio in grande stile del calcio ad Ancona. In Vaticano l’Ancona ci va sul serio per la presentazione del progetto e l’incontro del 10 ottobre col Papa è l’apice di un progetto mai decollato. Sul suo cammino intanto l’Ancona conosce il primo dispiacere (sconfitta nella palude di Crotone), la gioia per il successo con il Perugia e la rabbia per il rocambolesco kappaò di Salerno, in cui Monaco perde la testa della classifica. E’ il periodo più difficile, quello delle 5 sconfitte esterne consecutive, quello degli 8 punti in 11 partite, quello in cui l’Ancona vince solo una volta (contro la Sangiovannese ultima della classe, nella gara che segna la fine del 2007), viene aspramente contestata dopo il rovescio interno con il Pescara e si ritrova al quinto posto in classifica. Ma Marcaccio, col mercato di gennaio, consegna ulteriore qualità alla rosa dorica e nonostante il Progetto Soccer vada a rotoli, i dissidi tra i soci milanesi e la famiglia Schiavoni diventino sempre più aspri, l’Ancona ha un’impennata prodigiosa, che tra metà febbraio e la fine di marzo la porta a conquistare 13 punti in 5 partite. Il 2-1 alla vigilia di Pasqua nello scontro diretto col Crotone incorona Piccoli a beniamino della folla e riconsegna alla squadra di Monaco il primato, dopo aver recuperato 10 punti alla Salernitana in tre mesi. L’aria di B si dissolve un pomeriggio senza nerbo a Perugia e poi, in maniera definitiva, nel successivo scontro diretto con la Salernitana: la rimonta (da 0-2 a 2-2) regala applausi ma si rivela un’incompiuta, perché Brini conserva il bottino (+3) e il sussulto di Arezzo (con il solito Mastronunzio) non basta ai biancorossi per tenere vivo il sogno della B diretta, che svanisce con i pareggi contro Pistoiese e Sambenedettese. Per la terza volta la B passa per i play off (non prima di aver certificato il secondo posto, superando in rimonta il Taranto all’ultimo sussulto). L’Ancona vi mette piede nel modo peggiore a Perugia, Mastronunzio la tiene in vita ed al ritorno lo stesso bomber e Cazzola siglano la storica rimonta. Il Taranto è l’ultimo ostacolo ed è storia di oggi, la storia di chi ha vinto perché era convinto di poterlo fare.

di Claudia Grandi

ANCONA - Fa "caldo" in tribuna vip al Del Conero e già dai primi minuti del match che vale una stagione, l'aplomb di politici, amministratori, imprenditori lascia il posto al tifo più scatenato. Al triplice fischio, poi, si contano sulle dita di una mano coloro che hanno ancora voce. Il più afono di tutti è il sindaco Fabio Sturani che con un filo di voce commenta: «Grande prova di carattere. La squadra ha retto fino all'ultimo secondo e ha giocato con il cuore. Splendido anche il tifo. Negli ultimi minuti abbiamo sofferto: con i tre cambi già esauriti, non so cosa sarebbe successo ai supplementari. Comunque ora siamo in B, godiamoci la festa e da domani si penserà al futuro della squadra». Fila via come un fulmine, Sturani, all'esplodere della festa per la B: deve imbarcarsi per Durazzo, ma ieri al Del Conero ha voluto esserci. Arriva a ridosso del fischio d'inizio e i 90 minuti sono per lui una "sofferenza": esulta, si dispera, applaude. Ma il sindaco è in buona compagnia: pubblico vip delle grandi occasioni, ieri. Un pubblico che non ha nulla da invidiare alla curva. Non è mancato il presidente della Regione Gian Mario Spacca che si rivela grande tifoso biancorosso: quando Mastronunzio segna, lui va in visibilio e salta in piedi. «Una bellissima festa - dice nell'intervallo - La squadra, poi, è tirata, motivata». Per scaramanzia non aggiunge altro, ma alla fine del match esplode. «E' una grande soddisfazione per il capoluogo e per tutte le Marche. Grazie Ancona!», dice. Vicino a lui siede il professor Valeriano Balloni, poco più in là un altro tifosissimo, l'avvocato Michele Brunetti (tornato in città dal Roland Garros di tennis a Parigi) e poi l'on. Carlo Ciccioli, il presidente della Camera di Commercio Giampaolo Giampaoli vicino al presidente della Confcommercio Rodolfo Giampieri. I due sono i più "intemperanti" e scatenati: al primo gol dorico assecondano l'invito della curva "Chi non salta tarantino è". Ci sono tra gli altri l'ex assessore allo sport Antonio Recchi(ora ds del Novara), i consiglieri regionali Lidio Rocchi (Ps), Giacomo Bugaro (Fi), il sindaco di Numana Mirko Bilò con sciarpa biancorossa, l'imprenditore Massimo Virgili, il docente universitario Gian Mario Raggetti accanto ad Enrico Petocchi, il prefetto Giovanni D'Onofrio e il questore Giorgio Iacobone. E poi tanti esponenti del mondo del calcio: l'ex dell'Ancona e del Taranto (ma ieri il suo cuore è stato biancorosso) Massimiliano Manni, gli ex Francesco Giorgini, Luiz Anderson e Marco Alessandrini, Valter Nicoletti, Agatino Cuttone, Davor Jozic, l'allenatore del Gallipoli Ivano Bonetti, quello del Cagliari Davide Ballardini, Sauro Trillini. Entusiasmo alle stelle a fine partita, le mani si spellano, spunta qualche lacrima. Euforico Brunetti. «Una vittoria bellissima - urla - soprattutto perché arriva dopo anni difficili». Entusiasta il prefetto D'Onofrio. «Una partita avvincente, con continui capovolgimenti. Ha vinto chi ha sbagliato meno, ma l'Ancona vede premiare gli sforzi di tutto un anno». Guarda già al domani Lidio Rocchi. «La B è meritata, ora speriamo che la società inizi da subito un percorso per rafforzare l'intera città».

di Emanuele Garofalo

ANCONA - Delirio biancorosso. Quattro anni d’inferno spazzati via dagli ultimi 90’ minuti vissuti al cardiopalma. «Finalmente siamo risorti» urlano impazziti di gioia i tifosi. Tanta è la voglia di festeggiare che i più "coraggiosi" hanno iniziato i caroselli con dieci minuti di anticipo, dopo la rete del 2-0 di Fialdini. Ma A strappare l'ultima emozione della stagione ci pensa, a 5 minuti dalla fine, il gol pugliese di Plasmati. Poi arriva il triplice fischio. E la città, rimasta con il fiato sospeso e in silenzio, può esplodere. Sono le 17.55: "Bibidi bobidi B" recita uno striscione. E come per magia i festeggiamenti per questa promozione dell'Ancona nel campionato cadetto esplodono all'improvviso. Fino all’apoteosi con la sfilata del pullman della squadra dal Comune al Passetto e ritorno. E i giocatori sul tetto del pullman a salutare i tifosi. Un’ola di gioia biancorossa che invade il centro. Chi non è allo stadio prima soffre nei bar o nelle case, come scene d'altri tempi si divide il televisore tra amici e parenti abbonati alla tv satellitare. Poi tutti in strada, nella cornice naturale e ideale di tutti i festeggiamenti della città a colorare di biancorosso Palazzo del Popolo, Passetto (dove arriva anche Sergio Schiavoni) e lungo il Viale della Vittoria. Come per le promozioni in serie A del 2003 e del 1992, come per le promozioni in B dell' 88 e del 2000, si torna a festeggiare lungo il Viale, tra caroselli d'auto e bandiere. La festa è per tutta la famiglia e lo ribadisce chi si sposta con un mitico Ape, rigorosamente rosso, dove nel retro trovano spazio figli, consorte e seggiole come un salotto viaggiante. Non manca chi si attrezza con camion e furgoni, magari i mezzi del lavoro quotidiano, carichi di tifosi. Qualsiasi cosa va bene, purché faccia rumore. Moto, motorini e clacson di qualsiasi mezzo su ruote fanno da colonna sonora a questa festa. I più organizzati hanno megafoni e trombe da stadio, qualcuno si salva in corner portandosi le pentole dalla cucina di casa. Tra il fumo dei bengala c'è anche un timido accenno di fuochi d'artificio, ma la luce estiva non aiuta. C'è chi infila le maglie da gioco ai propri cani, chi sfoggia improbabili parrucche biancorosse e chi prende d'assalto gli autobus per fare razzia dei cartelli a bordo dei mezzi. Quali? Che domande, i cartelli della linea "B". Anche il Monumento ai Caduti viene espugnato dai tifosi. Il Passetto, teoricamente chiuso per lavori di restauro, non poteva sottrarsi alla tradizionale "foto di famiglia" delle grandi occasioni, con gli anconetani assiepati sul marmo del Monumento. Attorno alle 19, il primo bagno di folla per la squadra della promozione. Passa il bus con i dorici in piazza XXIV Maggio e qualcuno si arrampica sui semafori pur di strappare uno sguardo ai propri beniamini. Il mezzo fa un giro attorno alla sede del Comune, poi punta dritto allo stadio Dorico. Letteralmente assaltato dai tifosi, si blocca a metà Viale e i giocatori salgono perfino sul tetto del mezzo per la gioia. Via, si riparte, dopo la sosta davanti al piazzale del Dorico: il bus della squadra torna in centro. A seguire, lungo corso Amendola, il numeroso corteo biancorosso, bandiere e bandieroni alla mano e cori urlati a squarciagola. I festeggiamenti vanno avanti fino a sera. Poi gli animi si calmano e si va a cena. Menù? Ovvio, "Moscioli alla tarantina" recita uno degli striscioni.

Archivio Campionati

Campionato 2000
Campionato 2001
Campionato 2002
Campionato 2003
Campionato 2004
Campionato 2005
Foto Campionato 2007
Campionato 2007
Stadi d'Italia
Scivi al webmaster
News Ancona

Google
 

Sito web creato da Luciano Marrone © domenicabiancorossa.com
All Rights Reserved-Copyright © 2006-2008
Tutti i contenuti presenti all'interno di domenicabiancorossa.com sono protetti dal diritto d'autore.
E' pertanto espressamente vietato pubblicare su altri siti i contenuti senza citarne la fonte di provenienza.
Il Sito è ottimizzato con risoluzione video 1024x768 pixel