L'Ancona
fa ... Canistro!
di
Luciano Marrone
Ripartiti. Il default di Pesaro non è del
tutto smaltito, visto che qualche problemino c’è e si vede.
L’Ancona continua ad essere irriconoscibile, il risultato di
oggi lo conferma. Ma riesce comunque in qualche maniera a
tenere ancora viva la lotta “promozione”. Il Teramo viaggia
come un treno in discesa, spazzando via tutto e tutti senza
fermarsi mai. Quanto reggerà la compagine abruzzese, non ci
è dato sapere,ma se la sua marcia è questa (viste le
difficoltà biancorosse), allora farà sicuramente il vuoto
dietro di se. E’ difficile capire che cosa sta succedendo
realmente all’Ancona in questo momento. La gara di oggi
contro il Luco Canistro è il secondo campanello d’allarme in
poco tempo. Una squadra giudicata da tutti noi “fin troppo”
forte per questa categoria, rischia di rimanere impantanata
proprio nel momento più decisivo del campionato. Si sta
creando un ambientino poco prospero, che rischia alla fine
di vanificare tutto quello che di buono è stato fatto
finora. Sul banco degli imputati metterei proprietà e
stampa. L’Ancona è un bene di tutti noi, e va protetta.
Ripicche, gelosie o vendette (su cose dette o non fatte),
non serve a nessuno. Serve tranquillità e compattezza. Non
si deve creare nessun genere di malinteso o faziosità per
mettere l’uno contro l’altro. Tutti devono crescere. Nessuno
escluso. Dal presidente Marinelli, che farebbe meglio a
fidarsi di più del suo allenatore, che poi alla fine altro
non è che quello che deve gestire la sua azienda calcio,
piuttosto che seguire i consigli di chi vive il calcio solo
per passione. Non per ultimo dalla Stampa, che vive di
queste faziosità o malintesi, che per loro sono linfa
vitale, ma non può e non deve inventare sempre il “fatto”
che fa notizia. Forse non ci siamo capiti!! Qui c’è da
remare tutti dalla stessa parte se vogliamo risalire in
fretta. Questo deve essere un campionato transitorio per
l’Ancona e i suoi tifosi, ma sta rischiando di trasformarsi
in un labirinto senza uscita. Il treno per la C sta puntando
diritto su Teramo, per cambiare la destinazione finale serve
una svolta. Attaccare il nostro“macchinista” è una scena da
far west che si vede solo nei film, arrivare in fondo invece
dipende solo da noi e da quanto saremo bravi a mantenere le
reciproche distanze da questi “fatti” dati in pasto alla
cronaca.
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