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Stadio -
M. Lancellotta |
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300 |
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4 - 8 |
| Temperatura |
8° |
| Meteo |
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Bertani di Pisa |
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Bernabei di Tivoli |
| Quarto
Uomo |
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Campionato
Nazionale Dilettanti - 16a giornata 11 dicembre 2011 ore
14:30 |
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Così
non va Ancona.
di Luciano Marrone
L’Ancona è già in riserva. A meno di clamorosi arrivi dal
mercato di riparazione, e per clamorosi intendo nomi di
forte interesse e non semplici sconosciuti, sarà molto
difficile che il combustibile rimasto in cambusa possa
bastare per raggiungere positivamente il traguardo di questo
campionato. Il Teramo intanto allunga la sua fuga,
portandosi a più otto dai dorici e continuando la sua forte
ascesa in campionato. Lo fa liquidando l’Atessa con tre
sonore sberle, mica soffrendo come abbiamo fatto noi il
giorno dell’immacolata… Oggi, nella gara disputata contro
l’Isernia, l’Ancona ha rischiato più volte di capitolare.
Soffrendo tantissimo il pressing molisano e subendo
continuamente il gioco dei padroni di casa. Prima azione dei
biancocelesti e la difesa affonda subito. Ci mette una pezza
la solita punizione maligna di capitan Pesaresi, pochi
minuti prima del riposo, che riporta (fortunatamente) il
risultato in parità. Ma è solo un illusione, quella di poter
vincere la partita, anzi. La ripresa è un disastro. I
padroni di casa hanno l’opportunità di portarsi in vantaggio
su calcio di rigore, concesso giustamente da Bertani di
Pisa. Pesaresi è costretto al fallo con atterramento in area
di Covelli, per impedire il raddoppio dell’Isernia. Per
farlo si becca anche un ammonizione dal direttore di gara.
Dal dischetto Alessandrì sbaglia clamorosamente il penalty,
e l’Ancona si salva. Ma ce troppa confusione nelle file
doriche. Mancano le idee, e le punte spesso e volentieri non
vengono mai servite, tanto che Ambrosini toccherà pochissime
palle e Genchi alla fine sarà sostituito. Con questo
centrocampo inesistente, e la difesa ballerina che ci
troviamo, il Teramo domenica prossima andrà a nozze con
Masini e Bucchi. Se gli abruzzesi vinceranno lo spareggio,
avranno l’occasione di chiudere definitivamente questo
campionato. Malavenda da solo non può fare la differenza in
serie D. Ci mette cuore anima e orgoglio, ma non basta. Il
ragazzo ha i suoi limiti, e i suoi 36 anni si sentono eccome
in questa categoria. Consideriamo anche che sono circa otto
mesi che gioca pochissime partite (270 i minuti in questo
campionato) il quadro della situazione è ben visibile.
Chiedergli di più è da irresponsabili. Non voglio essere
loquace, ma ormai questa storia dei “rinforzi” dura già da
parecchio tempo. Vi ricordate le discussioni tra Favo e
Marinelli? Uno voleva aspettare, mentre l’altro voleva mette
subito mano al portafoglio. Il primo è stato esonerato, il
secondo è rimasto con il portafoglio in tasca. La società è
in pieno stallo, anzi oserei dire in blocco totale.
Dall’esonero di Favo ad oggi si sono susseguite solo
scissioni di contratto e dimissioni di alcuni dirigenti,
oltre alla fuga annunciata di tre/quattro giocatori che
hanno chiesto di andarsene. Quando ci saranno nuovi arrivi
che possano dare nuova linfa vitale a questa squadra?
Centrocampo e difesa vanno subito tamponati. Servono
rimpiazzi immediati e consistenti, non chiacchiere.
Altrimenti qui rischiamo di rimanerci a vita in questa
categoria. I patti non erano questi, vero Marinelli?
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