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ANCONA 5-2 RENATO CURI ANGOLANA |
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Coppa
o campionato la musica non cambia.
di Claudio Marconi – l’indiscreto.it
L’Ancona schianta la Renato Curi Angolana all’esordio
nel girone F di serie D (molto di più di quanto non dica
il punteggio, 5-2) e, qualora ce ne fosse bisogno, fa
capire alle altre pretendenti alla promozione che in
questa stagione sarà la squadra da battere. Saranno
state le telecamere di Raisport a stuzzicare i dorici
tant’è che per gli uomini di Montani non c’è stata via
di scampo. Gli abruzzesi hanno provato , almeno
all’inizio, pressando a tutto campo ad imbrigliare i
padroni di casa ma, giocando con una difesa alta stile
Zeman, si sono consegnati quasi subito allo strapotere
tecnico della squadra di mister Favo. La cronaca: la
prima occasione giunge già dopo 5 minuti con Genchi che,
imbeccato alla perfezione da Ruffini , davanti al
portiere ospite ciabatta di destro, lui mancino puro. Ma
appena 4 minuti dopo il bomber pugliese si riscatta
appoggiando in rete, questa volta di sinistro, un assist
al bacio del compagno di reparto Ambrosini per l’1-0.
L’Ancona continua a premere sull’accelleratore e al 20’
ancora Genchi si mangia il gol del 2-0 (dopo una grande
sgroppata di Costa Ferreira) cercando di saltare anche
il portiere, permettendo così a Marotta di rinvenire e
allontanare la minaccia. Il 2-0 comunque è nell’aria e
non tarda ad arrivare. E’ il 24’ quando Kostadinovic
dalla destra mette in mezzo, Ortolano non trattiene in
uscita e per Ambrosini è un gioco da ragazzi mettere in
rete. La Renato Curi non è mai pericolosa se non per
qualche distrazione della retroguardia dorica, come al
27’ quando David è incerto in uscita ma Parmigiani non
ne approfitta. Ma lo show dell’Ancona continua. Da
antologia il gol del 3-0 al 35’: contropiede fulminante,
con 3 passaggi la squadra di casa arriva in area
avversaria, Ambrosini serve il liberissimo Guglielmi e
per gli ospiti è notte fonda. 6 minuti dopo però
Gandelli commette un ingenuo fallo appena dentro l’area
su Planamente e il sig. Peruzzi non può esimersi da
fischiare il calcio di rigore. Parmigiani segna, 3-1. Il
primo tempo però ci regala ancora una perla: è il 48’
quando Genchi da 25 metri scarica una bordata di
sinistro che fa secco Ortolano. Si va al riposo sul 4-1
con il Del Conero in visibilio. La ripresa è pura
accademia, con l’Ancona che rallenta per non infierire e
la Renato Curi che non affonda. In questo contesto però
ci sono ugualmente 2 gol: prima il 5-1 di Genchi
(tripletta e pallone della partita come ricordo) dopo
una splendida azione corale e il 5-2 proprio allo
scadere quando il nuovo entrato Gagliardini, per fermare
un’azione degli ospiti, in scivolata, fa carambolare il
pallone addosso ad Isotti con la traiettoria che
sorprende l’incolpevole David. Finisce qui, con
l’ovazione dei circa 2000 spettatori presenti sugli
spalti, che applaudono lungamente i ragazzi di mister
Favo. Non c’è tempo però di cullarsi sugli allori,
domenica prossima (o forse sabato, in settimana si
saprà) è in programma l’insidiosissimo derby di
Civitanova: mister Cornacchini e Dario Bolzan sono in
cerca di rivincite. L’8 maggio ancora brucia. |
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Quando
attaccano fanno paura ma la difesa è da registrare
di Guido Montanari - Corriere Adriatico
Quando l’Ancona attacca mette paura (agli avversari) ma
in difesa c’è ancora qualcosa da registrare: i dorici
iniziano l’avventura in serie D con un “zemaniano” 5-2
contro la Renato Curi e le reti potevano essere anche di
più. E così la squadra del “tedesco” (mister Favo era
soprannominato così quando giocava per la sua
razionalità) diventa “brasilera” e sforna un calcio
champagne che diverte ed entusiasma. Tra i dorici e la
formazione abruzzese c’era un abisso a livello tecnico e
si è visto chiaramente perchè ad ogni accelerazione di
Genchi e compagni la retroguardia ospite tremava come
una foglia al vento. Ma servono altre riprove per
parlare di cavalcata vincente e in particolare c’è
attesa per capire se questo gruppo riuscirà a ripetersi
lontano dalle mura amiche, su campi stretti e contro
avversari che “mordono”. Ma certo le premesse di queste
tre prime gare ufficiali tra coppa e campionato parlano
chiaro: tre vittorie con 14 gol realizzati e due subìti.
E i numeri spesso valgono più di tante parole. |
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L’Ancona
stavolta ne fa cinque
di Stefano Rispoli - Corriere Adriatico
Cinque squilli di tromba, cinque messaggi al campionato.
L’Ancona c’è. Si fa bella davanti alle telecamere della
Rai e maramaldeggia contro la Renato Curi. D’accordo, i
pescaresi erano imbottiti di giovani, ma l’Ancona ha
offerto l’ennesima prova di forza. I numeri: 14 gol
segnati in tre partite ufficiali, appena due subiti,
peraltro nati da episodi sfortunati. La squadra di Favo
è una corazzata. Esordio col botto. La “manita”
nell’anticipo della prima giornata è il frutto di un
mercato condotto sapientemente dalla società e
orchestrato da Favo, accontentato in tutte le richieste.
La sua creatura gira che è una meraviglia. Manovra
avvolgente, incursioni ficcanti, accelerazioni
micidiali. Non c’è stata partita: in dieci minuti
l’incontro era già indirizzato sui binari biancorossi
col sinistro di Genchi a chiudere una bella combinazione
con Ambrosini. Il segreto è questo: sbloccare subito per
poi gestire in scioltezza. Schiodato il punteggio,
l’Ancona si è divertita ad offrire sprazzi di gran
calcio. Altro che serie D: così com’è, i biancorossi
renderebbero la vita difficile a tutti, anche in una
categoria superiore. Del resto i dorici arrivano sotto
porta con una facilità incredibile. A tratti viaggiano
con un filo di gas, ma appena pigiano il piede
sull’acceleratore... Fiera del gol. Il poker d’attacco è
formidabile. Guglielmi da una parte, Costa Ferreira
dall’altra quando partono sono inarrestabili. Tanta
corsa e piedi buoni, perché la manovra è ispirata
essenzialmente dai due esterni, oltre che dalle
geometrie di Maiorano e Ruffini. Davanti, Genchi e
Ambrosini sono implacabili. Il barese ha salutato nel
miglior modo il pubblico con una tripletta magica. Verrà
consegnato agli annali il sinistro con cui trova un
pertugio impossibile da trenta metri. Un lampo di genio
assoluto. Più facile il 5-1 nato da un lancio perfetto
di Costa Ferreira per Guglielmi. A quel punto la partita
è finita perché l’Ancona ha preferito non infierire: se
solo avesse voluto accanirsi, avrebbe segnato un’altra
mezza dozzina di reti. Il taccuino è pieno di occasioni.
Da sottolineare le giocate di un Ambrosini-super, autore
del raddoppio (sul cross di Kostadinovic non trattenuto
da Ortolano) e due assist vincenti, il secondo per
Guglielmi, a conclusione di una irrefrenabile
percussione sulla sinistra. Pecche difensive: La banda
del buco della Renato Curi, schierata con un temerario
4-3-3, ha mandato a nozze l’attacco dorico. Ma dietro
qualcosa non ha funzionato. Si guarda al pelo nell’uovo,
ovviamente. Però il rigore provocato da Gandelli
(sgambetto su Planamente) e qualche concessione di
troppo nel finale, a risultato acquisito, si potevano
evitare. Il secondo gol dei pescaresi è frutto del caso:
un rinvio di Gagliardini proprio sullo stinco di Isotti
per una parabola incredibile che ha beffato David. Ma le
note positive annullano le due “magagne” difensive. Gli
avversari tosti (a partire dalla Civitanovese)
devono ancora arrivare. Intanto, l’Ancona segna e si
diverte. |
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“Sono
giocatori di un’altra categoria”
di Roberto Senigalliesi - Corriere Adriatico
“Quest’anno ci divertiremo”. E’ questa la frase più
ricorrente, in tribuna, ad ogni goal dell’Ancona.
Giocate di classe ed essenziali che scaldano il cuore
dei tifosi. E che lasciano sperare in un’altra stagione
da protagonisti.“Davanti abbiamo tre attaccanti
straordinari, capace di fare la differenza - afferma
compiaciuto Paolo Giampaoli - Con piedi buoni
concretezza sotto porta ma anche capacità di giocare per
la squadra. La società ha lavorato bene e si vede il
manico dell’allenatore. Ancona già promossa? Calma e
gesso, si è vinto solo una partita.”. Stessi concetti
ribaditi da Giorgio Cataldi. “Giocatori così non si
vedono in questa categoria. Abbiamo un attacco-bomba,
fatto di qualità e concretezza e penso che quest’anno si
vedranno diverse reti. Speriamo anche di non prenderne
in maniera banale come è successo oggi (ieri, ndr..)
Soddisfattissimo anche Fabio Sturani. “Altro livello
rispetto allo scorso anno. La squadra mi piace e penso
che darà grandi soddisfazioni. Le due reti subite?
Episodiche e comunque la partita era già segnata”. In
tribuna anche l’ex dorico Andrea Bruniera, impegntoa
prendere appunti ed ad ammirare l’Ancona. “Quei due
davanti (Genchi ed Ambrosini) hanno fatto la differenza.
Sbagliano pochissimo ed hanno una percentuale di
realizzazione incredibile. Indubbiamente l’Ancona è
un’ottima squadra, anche se mi sembra presto per dire
che vincerà il campionato in carrozza visto anche che
non conosco le avversarie. Con l’Angolana, francamente,
non c’è stata partita”. Da sottolineare la protesta
della curva rivolta allo sciopero dei calciatori, che ha
bloccato la serie A. “Vi permettete di dare attenzione -
si leggeva negli striscioni esposti in quattro gradoni
della curva - ad uno sciopero di mercenari strapagati
quando ignorate famiglie in crisi e disoccupati, ragazzi
uccisi e poi dimenticati. Ritenete noi la parte malata,
quella che ricorda il pallone di cuoio e la maglia di
lana. Quella che vi sogna senza potere e senza grana”. E
poi un significativo coro... “andate a lavorare”. Infine
definitivamente fuori uso il sistema di altoparlanti
allo stadio. Bisogna provvedere. |
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Favo:
“Ma la festa non è completa”
di Stefano Rispoli - Corriere Adriatico
“Vinci e metti da parte”. Altro successo, altra massima
di Favo che, però, non gioisce a pieno. Ma come, dopo un
5-2 all’esordio in campionato? Esatto. Il tecnico
biancorosso, più che osannare il suo poker offensivo da
urlo, pensa a rimarcare le disattenzioni difensive che
hanno reso meno netto il punteggio. “Se prendo due gol
un po’ rosico perché la prestazione è stata buona e non
andava rovinata così - dice Favo -. E’ vero, le reti
della Renato Curi sono nate da episodi sfortunati, un
rigore e un rimpallo incredibile. Però raccogliere la
palla in fondo alla rete mi dà sempre fastidio. Lo
ripeterò all’infinito: questa squadra ha potenzialità
importantissime e mezzi tecnici superiori a tutti. Ma
deve sempre starci con la testa, non può distrarsi, non
deve eccedere nella leziosità. C’è chi ama guardarsi
allo specchio, ma questo non mi piace. Finché giochi con
la Renato Curi, che è giovanissima e quindi inesperta,
va tutto bene. Ma quando affronterai avversari più
tosti, allora certi atteggiamenti li pagherai caro”.
Quanto a cinismo, beh, si può rimproverare poco ai
biancorossi dopo questa cinquina che segue il 6-0 alla
Jesina e il 3-0 alla Samb di Coppa. “Gli abruzzesi sono
stati bravi ad impigliarci all’inizio nel possesso palla
– è la disamina di Favo -. Usciva con le mezzali sui
nostri centrali difensivi e ci ha messo un po’ in
difficoltà nell’impostare l’azione. Poi abbiamo corretto
qualcosa, sfruttando soprattutto gli esterni. Il primo
gol è scaturito da una bellissima percussione di
Ambrosini. A quel punto, tutto è stato più semplice
perché l’avversario si è aperto e noi abbiamo potuto
sfruttare gli spazi più larghi, affidandoci a ripartenze
devastanti promosse da giocatori di gamba e di tecnica,
come Costa Ferreira e Guglielmi. La cosa positiva è che
i ragazzi si cercano: c’è altruismo e ciascuno mette i
compagni nelle condizioni di segnare. Bisognerebbe solo
imparare ad essere più equilibrati e disciplinati senza
gettarsi davanti allo sbaraglio”. L’Ancona ha inviato un
messaggio inequivocabile al Teramo e a tutte le outsider
che puntano a vincere il campionato. Tuttavia, Favo ci
va coi piedi di piombo. “Non voliamo col pensiero: che
questo sia un buon gruppo, è innegabile. Abbiamo vinto
tre gare su tre con ampio margine di vantaggio, ma ciò
non deve illuderci. Mettiamo da parte questi successi e
pensiamo a guardare avanti: camminare a tre metri da
terra ci farebbe solo male. Aspetto sempre la verifica
fuori casa, contro squadre più forti e organizzate, come
la Civitanovese che la prossima settimana ci renderà la
vita dura. Dovremo essere bravi a sfruttare i nostri
pregi, nascondendo i difetti: il primo è il narcisismo
che ci attanaglia quando abbiamo fatto un paio di gol in
più degli altri. Ho notato questo aspetto negativo anche
in difesa: finché è lezioso Pesaresi mi va anche bene,
ma i giovani no”. L’Ancona riprenderà ad allenarsi
martedì pomeriggio in vista della trasferta di
Civitanova che, per ragioni di ordine pubblico legate
alla visita del Papa nel capoluogo dorico, potrebbe
essere anticipata a sabato. |
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Mancini:
“Che partenza, forse questa squadra meriterebbe più
pubblico”
di Paolo Papili - Radio Tua
“Per noi era importante partire bene anche in
campionato, ci siamo riusciti”. E’ soddisfatto di come
sono andate le cose nella il direttore sportivo Donato
Andreucci: “Dopo gli ottimi risultati in Coppa, per noi
era vitale debuttare davanti il nostro pubblico con una
vittoria, abbiamo ottenuto quello che volevamo”. La
squadra convince: “In campo abbiamo dimostrato grande
personalità. Siamo riusciti a divertire i nostri tifosi
con buone iniziative che hanno prodotto tante occasioni
da gol. La Renato Curi? Abbiamo affrontato una squadra
molto corretta che ha un obiettivo completamente diverso
dal nostro, auguro alla compagine abruzzese un pronto
riscatto”. Per Gandelli un’ottima prestazione: “Non
stava bene, ma anche oggi ha dato il massimo. Sono
soddisfatto dei nostri giovani, tutti stanno dimostrando
grandi qualità. Devono continuare così, se saranno bravi
a seguire le indicazioni del mister si toglieranno delle
soddisfazioni”. Anche Favo sta confermando di essere un
bravo allenatore: “Con lui si lavora volentieri. E’
meticoloso e preparato, andremo lontano”. Anche il
vicepresidente Gilberto Mancini è entusiasta di come
stanno andando le cose e rivolge un appello alla
tifoseria: “L’Ancona merita certamente più seguito.
Comprendo che la televisione e la giornata lavorativa,
può aver tenuto lontano dal Del Conero molta gente. In
futuro mi aspetto una partecipazione diversa”. Prima
della partita il vicepresidente era preoccupato: “Ero
piuttosto timoroso per questo impegno, la prim in casa
nasconde sempre qualche insidia. Posso dire che i
ragazzi sono stati grandiosi, è vero l’avversario non
era insuperabile ma noi ci abbiamo messo del nostro per
vincere”. A Civitanova i biancorossi sfideranno una
formazione più quotata: “Cornacchini è molto bravo a far
giocare le sue squadre, per noi sarà un banco di prova
impegnativo”. Ancora incertezza sulle modalità della
trasferta: “La Civitanovese sta facendo il possibile per
il pubblico biancorosso, spero che alla fine i nostri
sostenitori posano essere presenti”. |
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