ultima modifica il 08 set 2008                        puntino2.gif (1008 byte) www.domenicabiancorossa.com

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ANCONA 0-0 ASCOLI
puntino2.gif (1008 byte)Termina a reti inviolate il Derby.
di Paolino Giampaoli www.anconacalcio.it

Termina in perfetta parità 0-0 il derby delle Marche tra Ancona ed Ascoli che si ritrovavano avversarie dopo cinque anni . Occasioni da gol da ambo le parti ma alla fine il pareggio accontenta entrambe le squadre e le due tifoserie che hanno offerto uno spettacolo da categoria superiore. Le due squadre si presentano entrambe con un 4-4-2 con mister Di Costanzo, che nel riscaldamento perde Di Donato e inerisce Belinghieri, mentre Monaco che deve rinunciare al portiere Sirigu (impegnato con la Under 21) al suo posto schiera Da Costa, ripropone in gran parte l'undici di Treviso eccezion fatta per Guadalupi inserendo al suo posto il rientrante Catinali. Nel primo tempo i padroni di casa fanno subito tremare i cugini bianconeri con Rizzato che ben lanciato da Catinali entra i area dribbla Nastos, ma Melucci in scivolata chiude il tiro e nega la gioia del gol al terzino. Occasione simile anche per l'Ascoli con Guberti, ma Da Costa (al debutto) è baravo a deviargli in corner il tiro cosi come è bravo il portiere dorico a bloccare il colpo di testa di Soncin da distanza ravvicinata. La prima frazione termina senza troppi sussulti. Nella ripresa le due squadre si scoprono di più e offrono maggior spettacolo. Bella ripresa ancora un miracolo di Da Costa che salva su Soncin. Poco prima era stato Nassi ad andar vicino al gol con Nassi che non è riuscito a deviare bene la splendida palla offertagli da Mastronunzio. Sul capovolgimento di fronte è ancora Da Costa a compiere un miracolo respingendo la conclusione di Soncin che era arrivato a tu per tu con l'estremo difensore. Da ricordare che dal 34' l'Ascoli ha giocato in dieci uomini per l'espulsione di Micolucci per doppia ammonizione Nel finale il tecnico Monaco inserisce anche Miramontes e Colacone in sostituzione di Surraco e Nassi usciti esausti dal campo, ma le sorti del match non cambiano. Negli ultimi cinque minuti la gara viene disturbata anche dalla pioggia che cade pesantemente sul Del Conero.

puntino2.gif (1008 byte)Serie B - Derby dai due volti, ma è 0-0
di Daniele Frattini (eurosport.com)

Al Del Conero Ancona e Ascoli chiudono con un pareggio a reti bianche l'attesissimo derby marchigiano: ospiti in 10 negli ultimi minuti per l'espulsione (doppia ammonizione) di Micolucci

Ore 15.00: sullo stadio di Ancona splende un sole cocente. Squadre in campo con calura quasi insopportabile e ritmi decisamente blandi per i primi 45 minuti: meglio l'Ascoli dell'Ancona in avvio, con qualche discesa personale di Sommese e Guberti sulle fasce, ma Monaco mette presto la museruola al fantasista bianconero con un costante raddoppio di marcatura sulla sinistra e la gara torna ad assopirsi. Poche le emozioni, si contano sulle dita di una mano: al 6' Soncin gira di poco sopra la traversa sugli sviluppi di un calcio d'angolo prima della risposta biancorossa (22') con Rizzato. L'esterno dell'Ancona vince un duello fisico con Nastos ma trova l'opposizione di Melucci in scivolata al momento della conclusione a rete. Ospiti più pimpanti nei minuti finali: Da Costa si allunga al 42' per bloccare un pallone schizzato verso l'angolino sinistro su corner, in mischia, e, un minuto dopo, neutralizza una conclusione dal limite di Guberti. Intervallo, e il sole lascia il posto alle nuvole. La temperatura si abbassa e i giocatori ne traggono giovamento. I ritmi si alzano in modo repentino nelle battute iniziali della ripresa: al 49' Nassi manca per poco l'aggancio su un cross pennellato dalla destra da Mastronunzio, ma un minuto dopo Da Costa chiude splendidamente lo specchio della porta su conclusione ravvicinata di Soncin. Soncin è ispirato, va via sulla destra e tocca all'indietro per l'accorrente Luci al limite dell'area (53'): il centrocampista bianconero conclude di prima intenzione, ma il pallone sfiora il palo. Dopo le nuvole, l'acqua: nella fase centrale del secondo tempo sul Del Conero si abbatte un violentissimo temporale estivo. Il terreno si appesantisce e la partita diventa decisamente più maschia: tanti i cartellini estratti da Farina, due nei confronti di Micolucci che, dopo il giallo ricevuto al 21', si vede sventolare il rosso dopo un intervento scomposto su Surraco al 78'. Con l'Ascoli in inferiorità numerica l'Ancona riprende fiducia e alza i ritmi: all'80' Langella sfiora l'incrocio con una staffilata da distanza quasi proibitiva, ma la squadra di Di Costanzo fa catenaccio. Nonostante il precipitare della temperatura, l'atmosfera si scalda, e anche i tifosi riassaporano l'aria da derby un po' rarefatta nella prima frazione di gioco. Nell'ultimo minuto di recupero Catinali e Miramontes dialogano bene al limite dell'area bianconera, ma Taibi esce splendidamente per spezzare la triangolazione. È l'ultima cartuccia sparata dai biancorossi prima del triple fischio: Ancona e Ascoli proseguono il cammino nel campionato cadetto senza sconfitte, per un risultato, nel complesso, veritiero sull'andamento della gara.


puntino2.gif (1008 byte)Ancona-Ascoli 0-0: Rizzato e Soncin sciuponi, termina pari il Derby delle Marche
di Daniele Perticari di www.goal.com

Sul terreno del Del Conero dorici e piceni si dividono la posta. Pari e patta. Tanto caldo all'inizio, tanta pioggia alla fine. Derby vero, quello dello stadio Del Conero, dove la fanno da padrone soprattutto i tifosi delle due squadre: tanti, colorati e corretti. Questa è la notizia più bella del pari ad occhiali tra Ancona ed Ascoli, sfida equilibrata ma mai troppo spettacolare. In campo - Monaco non ha Sirigu, in Nazionale Under 21, mandando dentro l'esordiente stagionale Da Costa, brasiliano classe '83 optando per un 4-4-2 coperto ed operaio con De Falco e Catinali impiegati di metà campo e due ali che sarebbero ottime soprattutto in difesa. Di Costanzo deve fare a meno di Di Donato all'ultimo minuto, schiera Belingheri e gioca con Sommese e Guberti esterni alti a supporto delle due punte Bucchi-Soncin. Come previsto Giallombardo rileva lo squalificato Pesce. Si gioca - E' un derby e come tutti i derby prevale l'attesa. Quella dell'Ancona a volte è esagerata, al punto che per vedere un'azione da goal chiamata tale serve una dormita clamorosa di Nastos a metà tempo. Rizzato ringrazia, va in fuga e punta al secondo palo in diagonale mancino: a strozzargli l'urlo è Melucci con una scivolata "la prendo o muoio". Missione compiuta. L'Ascoli, che mostra più forza fisica e maggior qualità tecnica dell'avversario, ha voce a tratti, prima Soncin svirgola su azione concitata da corner, poi Guberti ci prova con le sue accelerazioni tipiche, una delle quali lo porta a colpire il palo esterno. Niente da fare, al Del Conero fa caldissimo e il fischio del sempre protagonista Farina viene accolto come manna refrigerante. Il secondo tempo è molto, molto più bello: prima Mastronunzio imbecca Nassi (fuori di poco), poi Soncin sciupa un rigore in movimento di quelli doc (bravo Da Costa) tanto per provare che l'acqua fresca dell'intervallo ha giovato. Quella che invece inizia a scendere dal cielo mette in difficoltà l'equilibrio dei giocatori che, nella seconda parte del tempo, spostano il baricentro dalle parti della zona Taibi. Serve un grandissimo Giallombardo in copertura per anticipare Mastronunzio e serve poi organizzazione alla squadra ospite specie dopo il rosso a Micolucci, buttato fuori per doppia ammonizione. Gli ultimi minuti hanno un solo protagonista: Giove Pluvio. E un tocco in area di rigore anconetana (mano?) che provoca proteste bianconere. La chiave - Quando Francesco Monaco si accorge che l'Ascoli ha più gamba, oltre che più tecnica, abbassa Surraco dalle parti di Guberti, chiama a raccolta i suoi e chiede loro di accompagnare l'azione senza temere il valore assoluto dell'avversario. Da quel momento la partita cambia, l'Ancona riesce a recuperare metri in mezzo al campo e a raddrizzare il canovaccio tattico di una partita che avrebbe potuto vederla in difficoltà.  La chicca - Uomini del nuovo millennio calcistico, appassionati di marketing associato alla passione pallonara, manager ed iperpossidenti del know how pubblicitario, quella proveniente dal Del Conero è una vera chicca che fa per voi e, soprattutto, per i malati del calcio di una volta. La sfida tra corregionali potrebbe essere manna dal cielo per i fanatici di rotor, espositori pubblicitari a bordo campo (di quelli che ti dicono risultato e punteggio con gli stemmini delle squadre e le animazioni) e quant'altro? Macché. Intorno al prato dello stadio anconetano ci sono i cari e vecchi cartelloni, quelli di una volta. E neanche troppi, considerato che dietro alle porte ne abbiam contati al massimo 4 per lato. Così i protagonisti delle istantanee frontali sono solo loro. I colori dei tifosi. Top&Flop - Bene nell'Ancona il portiere Da Costa (un intervento richiesto, una gran parata), ma soprattutto bene l'allenatore Monaco pronto a scuotere i suoi dopo una partenza poco convinta. Non dispiace Rizzato, così come dall'altra parte non è male l'apporto di Melucci, perfetto sul collo sinistro dell'ex torinista. Da rivedere Mastronunzio e Soncin, specie dopo il clamoroso goal fallito nella ripresa.
Guai a cercare polemiche nella sala stampa dello stadio Del Conero di Ancona. Il derby marchigiano, chiuso con un'occasione per parte ed un nulla di fatto grande così, premia la voglia di rimettersi in carreggiata dell'Ancona, sofferente nella prima parte del match, molto più pratica nel secondo tempo, quando la squadra dorica ha messo in seria difficoltà l'Ascoli. "Siamo soddisfatti di questo pareggio - il commento dell'allenatore dell'Ascoli Nello Di Costanzo - perché noi non abbiamo la presunzione di dover vincere a tutti i costi. Il pari è il risultato più giusto anche per come si sono messe le cose a partita in corso. Questo vuol dire dare la dimostrazione a noi stessi e a tutti gli altri che anche nelle difficoltà riusciamo a gestirci. Vorremmo però essere sempre quelli del secondo tempo contro il Bari in coppa, aggressivi e belli. I miei giocatori mi dicono che sul colpo di testa di Nastos c'è stato un tocco di mano, al di là di questo vorrei solo dire che Farina è un internazionale ed ha un curriculum di tutto rispetto. Però certi atteggiamenti andrebbero rivisti: io non vado da un allenatore di serie D a dirgli "Sono Di Costanzo, alleno in serie B...". Francesco Monaco è sorridente e ha affrontato il suo superderby personale con pathos. Essendo stato per anni allenatore della Primavera ascolana ha atteso a lungo questa sfida. "Il primo tempo abbiamo sbagliato molto - ha detto il mister dell'Ancona - anche se loro hanno fatto meglio di noi. Nella ripresa ci siamo sciolti, al punto che mi sento di dire che ci siamo divisi il predominio nelle due fasi del match. L'Ascoli è una squadra di categoria, non era facile rischiare poco come abbiamo fatto oggi e io di questo sono soddisfatto come lo sono del risultato. Le parate di Da Costa? Da quando è arrivato ha dimostrato qualità importanti. Col ragazzo ho parlato, deve rimanere tranquillo…".

puntino2.gif (1008 byte)Miramontes può dar molto a questa squadra.
di Mario Cori Resto del Carlino

Pensate, ad Ancona non finiva 0-0 dal 1967 in C: E’ passata una vita. Da allora i derby di emozioni ne hanno riservate quasi tutte a manciate. Questo no, questo è stata soprattutto una battaglia sul piano fisico, una sfida con pochissimi lampi di gioco. Un tempo per parte, il primo all’Ascoli, che quasi crolla nel finale. Il secondo all’Ancona. Ma le palle gol sono dei bianconeri. Soncin si mangia due gol grossi come una casa. Difficili da sbagliare occasioni così. L’Ancona si aggrappa solo a quella palla un pò lunga dipinta da Mastronunzio per Nassi, che arriva in ritardo. Altre grosse emozioni il derby delle Marche n°42 in campionato non ne regala. Peccato, eppure l’attesa è stata grande, ma un pizzico di delusione non è mancata. Monaco può sorridere. Probabilmente voleva tuffarsi nel ciclo partite terribili che attendono l’Ancona con qualcosa in tasca. L’Ancona si prepara alla micidiale prima durissima sfida, quella di Parma, con due punti in tasca. Niente non sono. Non brilla comunque questa squadra, ma si era capito che difficilmente regalerà grossi scampoli di gioco. Conforta invece sapere e convincersi che stà crescendo il livello di compattezza e l’assetto di battaglia. E’ una squadra che non si tira indietro. Il difficile magari arriverà con altre avversarie, quando ci sarà assoluto bisogno di far girare la palla. Per il momento l’unico a centrocampo con la tessera da artista non riscuote grande considerazione. Altrimenti Miramontes, anche se non sarà in condizioni strepitose di forma, un pò più di minutaggio potrebbe anche averlo in concessione. Per il momento non è aria. Ma l’argentino sia a Treviso che nel derby ha dimostrato che la palla sa dove metterla. Come spesso avviene in derby così delicati l’importante è uscire senza ossa rotte. E Monaco ha capito perfettamente lo slogan, adeguando squadra e tattica. Per poi crescere nel finale in tutto e per tutto. L’Ascoli oltretutto aveva ormai aveva la lingua fuori. Ma non è bastato e difatti nessuna palla gol è scaturita nel generoso ed apprezzabile slancio finale biancorosso. Due partite, due pareggi, due punti. D’accordo, accontentiamoci. A patto che nel ciclo terribile si continui ad intascare qualcosa. Altrimenti prima o poi ci sarà da correggere la mentalità della squadra e soprattutto cercare di alzare il muso in avanti con un pò più di continuità. Non solo quando l’altro abbassa la guardia.

puntino2.gif (1008 byte)Ancona Ascoli: il pareggio accontenta tutti.
di Fabio Paci - Il Messaggero

ANCONA - Un tempo per parte, pareggio giusto nel derby atteso 5 anni. L’Ascoli, più squadra, spinge nei primi 45’: sfruttando a dovere la verve di Guberti e il mancato filtro di Catinali e De Falco, crea pericoli davanti a Da Costa. Nella ripresa esce a testa alta l’Ancona, ora supportata da una linea mediana più efficace e dagli esterni Surraco e Rizzato cresciuti alla distanza. Anche se la palla-gol più ghiotta capita proprio all’Ascoli nel secondo tempo, ma è Da Costa a negare a Soncin la gioia più grande. Dato non secondario, in un derby bello a tratti e disputato (nel finale) sotto la pioggia battente, la scarsa affluenza di pubblico: 8.396 tra paganti e abbonati, rispetto agli oltre 10.000 annunciati. L’ultima volta di Ancona-Ascoli (5 anni fa) furono 13.477. La politica della società (abbonamenti a prezzi ridotti, biglietti a costi alti) ha dato frutti a metà: record di tessere (4.408), al lumicino i numeri al botteghino.  Meglio l’Ascoli. Gara vivace, squadre corte, assenze pesanti. Privo di pedine importanti (Sirigu, Camillucci, Soddimo, Piccoli, Siqueira e Anderson), Monaco conferma il 4-4-2 con Rizzato a centrocampo e Langella al centro della difesa. Novità dell’ultima ora nell’Ascoli: Di Donato accusa il “colpo della strega” durante il riscaldamento, in campo va Belingheri che si piazza al centro del campo al fianco di Luci. Melucci e Micolucci là dietro sono dei colossi, il tandem Mastronunzio-Nassi fatica a trovare spazi. Pesce è squalificato, così è Giallombardo a presidiare l’out sinistro. Guberti, che spazia anche a destra, è il più ispirato in avvio e sovente manda in tilt Surraco e soprattutto Rincon, i quali faticano non poco per arginarlo. Proprio da un corner di Guberti (5’), Soncin ha la palla buona, ma da pochi passi dalla porta spara alto. Catinali entra tardi in partita, mentre De Falco soffre il pressing dei bianconeri. Stando così la situazione, è l’Ascoli a dettare i ritmi. L’Ancona si vede con Rizzato, caparbio a spingersi avanti palla al piede: la sua conclusione viene ribattuta da Melucci in scivolata. Quando accelerano, gli ospiti fanno sempre paura: al 41’ Soncin in mischia crea panico, subito dopo Nastos con un colpo di testa chiama Da Costa al difficile intervento. Ancona più vivace. Nel secondo tempo la truppa di Monaco ha il piglio giusto. Gli esterni lottano di più (specie Surraco), De Falco e Catinali, approfittando anche del calo dei dirimpettai, spingono e fanno filtro. Al 4’ Mastronunzio serve a Nassi un assist d’oro, l’attaccante arriva in ritardo e, davanti a Taibi, sfiora la sfera. Passano solo 60 secondi e Melucci è abile nel lanciare lungo Soncin che arresta la sfera, elude la difesa e calcia forte in diagonale: Da Costa è bravo a restare immobile e a respingere. I bianconeri accusano il colpo, anche Guberti si spegne. I tecnici puntano le carte dei debuttanti Colacone, Luisi e Job. Ma quando l’arbitro internazionale Farina espelle Micolucci (34’) per doppia ammonizione, l’Ascoli puntella la difesa con Cioffi e accetta il pareggio. Di Langella (36’: missile terra-aria di poco alto) e Catinali (92’, Taibi anticipa) le ultime emozioni. Il diluvio caratterizza gli ultimi minuti. Era dal 1967-68 (serie C) che Ancona-Ascoli non si chiudeva sullo 0-0.

puntino2.gif (1008 byte)Monaco, bravi ragazzi.
di Michele Natalini - Il Messaggero

ANCONA - Prova a nasconderlo, ma gli riesce solo in parte. "Sono contento per il risultato e per la prestazione" esordisce Francesco Monaco. Basta insistere un po' e il tecnico dell'Ancona corregge il tiro: "Il bicchiere è mezzo pieno fino a un certo punto". Perché dopo un primo tempo insipido ci ha sperato fino all'ultimo di centrare la sua prima vittoria cadetta da allenatore. Monaco, partita double face per l'Ancona: primo tempo timoroso, ripresa quasi arrembante. «Concordo. Siamo scesi in campo timorosi, a livello psicologico l'abbiamo sentito troppo il derby. Faceva caldo e metteteci pure le qualità dell'Ascoli che in avvio ha meritato di più. Nel secondo tempo ci siamo sciolti. Abbiamo rischiato qualcosa in più e in almeno un paio di occasioni potevamo segnare. L'Ascoli forse, a lungo andare, ha pagato qualcosa dal punto fisico». In sintesi: lo 0-0 è risultato giusto? «Ritengo di sì. E' stato un derby equilibrato. Un tempo ciascuno». E l'Ascoli? Non ci è parso lo spauracchio che poteva sembrare alla vigilia.  «Avevamo massimo rispetto per i bianconeri. Del resto incontravamo una squadra di categoria, tra le più attrezzate. Siamo stati bravi a rischiare poco. E forse nel corso dei 90 minuti è cresciuta la fiducia nei nostri mezzi». L'Ancona però ha indirizzato pochi tiri nella porta bianconera... «Perché siamo stati imprecisi e abbiamo sbagliato tanti passaggi negli ultimi 16 metri. In questo dobbiamo migliorare, non c'è dubbio. E' un discorso anche di personalità». Rispetto all'esordio di Treviso registriamo la crescita di tanti giocatori. «E' vero. Sia in difesa che a centrocampo ho notato notevoli miglioramenti. Da Costa? Ha compiuto almeno due interventi decisivi. Ma ero sicuro che avrebbe sostituito Sirigu alla grande. E' un ragazzo che sta facendo bene sin dal primo giorno. E' sereno, dà sicurezza al reparto e soprattutto è dotato di qualità importanti». Nel primo tempo ha spinto di più Rizzato, nella ripresa si è visto molto Surraco. E' stato un caso?
«No. Surraco ha fatto fatica a entrare in partita. Poi col passare dei minuti, lui come altri,è venuto fuori». Forse è un po' presto, ma un'idea se la sarà fatta: cosa manca alla sua Ancona? «Un po' di qualità. In questo senso Piccoli, che ancora non sappiamo quando tornerà disponibile, sarà fondamentale. Però vorrei sottolineare che i nostri attaccanti hanno fatto molto bene sinora». Ancona imbattuta dopo due giornate. Adesso il Parma e un autentico tour de force con quattro partite nello spazio di venti giorni. «E' dura per tutti, non solo per noi. Pensiamo a un impegno alla volta».

puntino2.gif (1008 byte)I complimenti al nostro allenatore.
di Ferdinando Vicini - Il Messaggero

ANCONA - I complimenti pubblici a Francesco Monaco in sala stampa dimostrano la soddisfazione di Enrico Petocchi per il pareggio ottenuto contro l'Ascoli. «L'Ancona ha combattuto per tutta la gara crescendo molto nel secondo tempo. Ha dimostrato di credere nella vittoria sino alla fine; sono emerse anche le individualità oltre che il valore del gruppo». Tanti abbonati ma dato dei paganti non è esaltante per una partita così sentita, tenuto conto della nutrita presenza ascolana. In molti si sono lamentati per i prezzi dei biglietti. «Se la gente pensa che il singolo biglietto costa troppo poteva acquistare l'abbonamento che abbiamo offerto a condizioni molto favorevoli. Comunque il dato degli abbonati indica che i tifosi si sono riavvicinati all'Ancona; allo stadio c'era il pubblico che ci doveva essere. Sono contento che tutti si siano comportati correttamente». In tribuna tanti Vip e figure istituzionali. «E' segno che comincia ad esserci una rinnovata attenzione nei confronti dell'Ancona calcio. Vuol dire che tutte le componenti della società stanno lavorando bene, ma naturalmente i risultati sportivi sono fondamentali perché fanno da traino. Il salto di categoria non è facile da affrontare ma l'inizio è stato molto incoraggiante». In sala stampa Petocchi si è intrattenuto a lungo con Langella, al quale ha confermato la sua presenza all'allenamento odierno a Ponterosso. L'a.d. biancorosso oggi vuole incontrare la squadra alla quale ieri ha fatto i complimenti nell'immediato dopo partita. «Peccato per quel tiro..», ha detto Petocchi a Langella riferendosi alla conclusione con la quale il capitano nel finale aveva sfiorato l'incrocio dei pali. A Sergio Schiavoni l'Ancona è piaciuta e le avrebbe assegnato la vittoria ai punti: «L'Ancona ha giocato meglio dell'Ascoli, soprattutto nel finale abbiamo fatto soffrire parecchio i bianconeri e avremmo meritato qualcosa in più. Petocchi ? Non sono affatto pentito di avergli ceduto il timone della società, si sta muovendo molto bene. Io rimango comunque vicino alla squadra». Sul caro biglietti si è espresso anche Alessandro Fassina: «A conti fatti abbiamo voluto premiare la fedeltà, visto che con il costo di 5 o 6 ingressi si poteva comperare l'abbonamento per l'intero campionato». All'imprenditore trevigiano il pari nel derby va più che bene: «Abbiamo dimostrato di potercela giocare con tutti, squadra grintosa e determinata. Nessuno si tira mai indietro né la gamba né la testa. Il campionato è iniziato bene, abbiamo un avvio di torneo difficile ma fra qualche giornata sarà il turno di avversari più abbordabili e arriverà la prima vittoria. Per adesso va bene così". Poi Fassina ha rivelato che Enrico Petocchi è sempre più preso dalla sua avventura al timone dell'Ancona».

puntino2.gif (1008 byte)Emozioni col contagocce. Brividi solo da Rizzato e Soncin
di Guido Montanari - Corriere Adriatico

ANCONA - Buon punto per l’Ancona, punto così così per l’Ascoli: è il verdetto del derby andato in onda ieri al Del Conero. Prima il sole, poi a fine gara il diluvio, quasi che la natura si fosse “adoperata” per dare qualche emozione forte in un big-match che, diciamo la verità, non è stato all’altezza delle attese e di un pubblico davvero fantastico per calore e incitamento. Poche le chances di passare in vantaggio, pochi sussulti e neanche tanto pepe tra i 22 in campo. Eppure si trattava di un derby sentitissimo dalle due tifoserie ma forse disputarlo alla seconda giornata di campionato non ha aiutato a caricare a dovere le due squadre (e l’ambiente). Prendete l’Ancona: aveva una sfilza di assenze e stiamo parlando anche di giocatori importanti (Siqueira, Piccoli, Vanigli, Turati, Soddimo, Camillucci, Anderson) che sicuramente hanno pesato sul piatto della bilancia. Aver incontrato i bianconeri a campionato avanzato, sarebbe stato certamente meglio per i dorici. Ed è per questo che, almeno oggi, vediamo il bicchiere mezzo pieno per quanto riguarda l’Ancona. Non si può certo dire la stessa cosa per l’Ascoli che si è presentato al Del Conero quasi al completo a livello di organico e che è senza dubbio una squadra più collaudata e, sulla carta, più forte e quadrata di quella dorica. Un po’ di sfortuna però anche per i bianconeri quando Di Donato ha dovuto dare forfait durante il riscaldamento per un colpo della strega. Al suo posto Belingheri, comunque è un giocatore che ha una vasta esperienza in B. Insomma una rosa ad hoc quella a disposizione di mister Di Costanzo. Ma ieri le potenzialità del Picchio sono emerse solo a tratti: si è visto qualcosa in particolare negli ultimi dieci minuti del primo tempo quando l’ispirazione del solito Guberti sulla sinistra ha illuminato tutta la squadra. Un’occasione per parte nella prima frazione di gioco: una fuga irresistibile di Rizzato sulla sinistra conclusa con un violento diagonale ribattuto in extremis da Melucci e sull’altra sponda un colpo di testa di Nastos neutralizzato da Da Costa con un plastico tuffo sulla sua sinistra. Poi l’occasionissima nella ripresa: il “cobra” Soncin, dopo un fuorigioco sbagliato dalla difesa biancorossa, si trova tra i piedi la palla buona ma scarica addosso al bravo Da Costa il suo tiro. L’unica vera chance di un derby equilibratissimo, arrivata peraltro non sugli sviluppi di un’azione corale ma più che altro frutto del caso.  Un primo tempo in cui i biancorossi sono sembrati un po’ troppo timorosi e contratti con l’Ascoli a fare la partita ma sempre al piccolo trotto, ma nella ripresa è cambiato tutto: i dorici infatti hanno preso coraggio fino a mettere seriamente in affanno gli ospiti. Mastronunzio e compagni hanno aggredito dimostrando la stoffa della squadra che deve lottare per raggiungere la salvezza (e se continuano con questa carica agonistica ci riuscirà) ma senza possedere ancora la personalità per sferrare il colpo del ko. Diciamo che i biancorossi ci hanno girato intorno... ma non l’hanno dato questo colpo. Nella fase centrale del secondo tempo l’Ascoli ha sì ballato, senza però perdere completamente il controllo della situazione: da segnalare un assist di Mastronunzio che Nassi non riesce a finalizzare, un tiro dalla distanza di Langella che sfiora l’incrocio dei pali, un paio di mischie molto pericolose. Qualche problema per il Picchio anche dopo l’ingresso in campo dello sgusciante Miramontes e l’espulsione per somma di ammonizioni di Micolucci, ma tutto sommato il pareggio è il risultato più giusto. Il derby è passato se ne riparlerà in pieno inverno: adesso però inizia... il campionato.

puntino2.gif (1008 byte)“Ci è mancato l’ultimo passaggio”
di Daniele Spina - Corriere Adriatico

ANCONA - Che bello tornare a vedere il Del Conero gremito. Le rigide normative antiviolenza hanno fatto sì che fosse il primo derby senza grandi coreografie e privo dello sfottò degli striscioni, ma lo spettacolo è stato comunque assicurato dalla gente. Erano circa 9000 i tifosi presenti ieri allo stadio, così tanti non se ne vedevano dall'ultima serie A. Anche la finale playoff contro il Taranto dello scorso giugno ne contava infatti soltanto 7500, pari all'allora capienza massima dell'impianto di Passo Varano. Tanto tifo e sfottò a distanza come normale che fosse tra due tifose divise da così grande rivalità, ma senza eccessi, grazie anche all'imponente apparato di sicurezza e al buon senso della gente. E alla fine, nonostante l'acquazzone scatenatosi sopra il Del Conero nel corso della ripresa, la tifoseria di fede biancorossa può tornarsene a casa con il sorriso sulle labbra. Il pareggio è un risultato positivo, contro un avversario che certamente aveva qualcosa in più di noi è il parere di Adriano Sampaolesi, ma condiviso anche da molte altre persone. Nel primo tempo i bianconeri ci sono stati superiori - ha aggiunto Sara Barbini -, ma nella ripresa c'è stata solo l'Ancona in campo. E nel finale, con l'espulsione di Micolucci e la conseguente superiorità numerica dell'Ancona, in molti ammettono di avere confidato anche nel colpaccio. L'Ascoli ha avuto più occasioni, ma noi abbiamo tenuto il pallino del gioco, purtroppo ci è mancato l'ultimo passaggio - è la fotografia della gara di Alessandro Andreucci -. Potevamo vincere, ma è anche vero che Da Costa ha compiuto un paio di autentici miracoli. Credo anche che Miramontes sarebbe dovuto essere inserito prima. Tra i giocatori biancorossi più applauditi ci sono De Falco, Rincon e Surraco, quest'ultimo per molti un'autentica rivelazione. Apprezzato anche l'operato dell'arbitro internazionale Farina, che al termine del primo tempo ha ricevuto anche gli applausi da parte di un gruppo di tifosi in tribuna. Scene che si vedono raramente nel calcio. Ma quel che più appare evidente, raccogliendo opinioni a caldo tra i tifosi, è che molti stanno cominciando a credere nella squadra di Monaco. Avevo visto la gara con il Treviso in tv e l'Ancona mi aveva fatto una discreta impressione - ha detto Simone Santini -. Oggi mi è sembrata notevolmente cresciuta rispetto a sette giorni fa, e possiede ancora enormi margini di miglioramento. Altri tifosi, scherzando, ci chiedono di porre l'accento sui sacrifici a cui sono costretti i tifosi per amore dell'Ancona: dopo gli incredibili ostacoli nel ritiro degli abbonamenti e nella prevendita dei biglietti ci mancava soltanto il diluvio che si è abbattuto ieri sopra la testa dei malcapitati supporter. Per concludere una voce dalla gradinata, quella del presidente dei Cuba Eros Giardini: Sono soddisfatto del punto perchè l'Ascoli rappresentava un ostacolo durissimo - ha detto Giardini -. L'abbiamo superato con tanta volontà e grinta, mostrando anche qualche bella trama di gioco. Un derby pieno di tanta passione, ma corretto sia in campo che fuori. Testimonianza che il calcio ha raggiunto, salvo alcune tristi eccezioni, grande maturità tra gli sportivi. Ben vengano i tornelli quindi, se garantiscono la sicurezza. Io sono entrato presto allo stadio e grandi difficoltà non ne ho avute.
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