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| ANCONA 0-0
ASCOLI |
Termina a reti inviolate il Derby.
di Paolino Giampaoli www.anconacalcio.it
Termina in
perfetta parità 0-0 il derby delle Marche tra Ancona ed Ascoli che si ritrovavano
avversarie dopo cinque anni . Occasioni da gol da ambo le parti ma alla fine il pareggio
accontenta entrambe le squadre e le due tifoserie che hanno offerto uno spettacolo da
categoria superiore. Le due squadre si presentano entrambe con un 4-4-2 con mister Di
Costanzo, che nel riscaldamento perde Di Donato e inerisce Belinghieri, mentre Monaco che
deve rinunciare al portiere Sirigu (impegnato con la Under 21) al suo posto schiera Da
Costa, ripropone in gran parte l'undici di Treviso eccezion fatta per Guadalupi inserendo
al suo posto il rientrante Catinali. Nel primo tempo i padroni di casa fanno subito
tremare i cugini bianconeri con Rizzato che ben lanciato da Catinali entra i area dribbla
Nastos, ma Melucci in scivolata chiude il tiro e nega la gioia del gol al terzino.
Occasione simile anche per l'Ascoli con Guberti, ma Da Costa (al debutto) è baravo a
deviargli in corner il tiro cosi come è bravo il portiere dorico a bloccare il colpo di
testa di Soncin da distanza ravvicinata. La prima frazione termina senza troppi sussulti.
Nella ripresa le due squadre si scoprono di più e offrono maggior spettacolo. Bella
ripresa ancora un miracolo di Da Costa che salva su Soncin. Poco prima era stato Nassi ad
andar vicino al gol con Nassi che non è riuscito a deviare bene la splendida palla
offertagli da Mastronunzio. Sul capovolgimento di fronte è ancora Da Costa a compiere un
miracolo respingendo la conclusione di Soncin che era arrivato a tu per tu con l'estremo
difensore. Da ricordare che dal 34' l'Ascoli ha giocato in dieci uomini per l'espulsione
di Micolucci per doppia ammonizione Nel finale il tecnico Monaco inserisce anche
Miramontes e Colacone in sostituzione di Surraco e Nassi usciti esausti dal campo, ma le
sorti del match non cambiano. Negli ultimi cinque minuti la gara viene disturbata anche
dalla pioggia che cade pesantemente sul Del Conero. |
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Serie B - Derby dai due volti, ma
è 0-0
di Daniele Frattini (eurosport.com)Al Del Conero Ancona e
Ascoli chiudono con un pareggio a reti bianche l'attesissimo derby marchigiano: ospiti in
10 negli ultimi minuti per l'espulsione (doppia ammonizione) di Micolucci
Ore 15.00: sullo stadio di Ancona splende un sole cocente. Squadre in campo con calura
quasi insopportabile e ritmi decisamente blandi per i primi 45 minuti: meglio l'Ascoli
dell'Ancona in avvio, con qualche discesa personale di Sommese e Guberti sulle fasce, ma
Monaco mette presto la museruola al fantasista bianconero con un costante raddoppio di
marcatura sulla sinistra e la gara torna ad assopirsi. Poche le emozioni, si contano sulle
dita di una mano: al 6' Soncin gira di poco sopra la traversa sugli sviluppi di un calcio
d'angolo prima della risposta biancorossa (22') con Rizzato. L'esterno dell'Ancona vince
un duello fisico con Nastos ma trova l'opposizione di Melucci in scivolata al momento
della conclusione a rete. Ospiti più pimpanti nei minuti finali: Da Costa si allunga al
42' per bloccare un pallone schizzato verso l'angolino sinistro su corner, in mischia, e,
un minuto dopo, neutralizza una conclusione dal limite di Guberti. Intervallo, e il sole
lascia il posto alle nuvole. La temperatura si abbassa e i giocatori ne traggono
giovamento. I ritmi si alzano in modo repentino nelle battute iniziali della ripresa: al
49' Nassi manca per poco l'aggancio su un cross pennellato dalla destra da Mastronunzio,
ma un minuto dopo Da Costa chiude splendidamente lo specchio della porta su conclusione
ravvicinata di Soncin. Soncin è ispirato, va via sulla destra e tocca all'indietro per
l'accorrente Luci al limite dell'area (53'): il centrocampista bianconero conclude di
prima intenzione, ma il pallone sfiora il palo. Dopo le nuvole, l'acqua: nella fase
centrale del secondo tempo sul Del Conero si abbatte un violentissimo temporale estivo. Il
terreno si appesantisce e la partita diventa decisamente più maschia: tanti i cartellini
estratti da Farina, due nei confronti di Micolucci che, dopo il giallo ricevuto al 21', si
vede sventolare il rosso dopo un intervento scomposto su Surraco al 78'. Con l'Ascoli in
inferiorità numerica l'Ancona riprende fiducia e alza i ritmi: all'80' Langella sfiora
l'incrocio con una staffilata da distanza quasi proibitiva, ma la squadra di Di Costanzo
fa catenaccio. Nonostante il precipitare della temperatura, l'atmosfera si scalda, e anche
i tifosi riassaporano l'aria da derby un po' rarefatta nella prima frazione di gioco.
Nell'ultimo minuto di recupero Catinali e Miramontes dialogano bene al limite dell'area
bianconera, ma Taibi esce splendidamente per spezzare la triangolazione. È l'ultima
cartuccia sparata dai biancorossi prima del triple fischio: Ancona e Ascoli proseguono il
cammino nel campionato cadetto senza sconfitte, per un risultato, nel complesso, veritiero
sull'andamento della gara. |
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Ancona-Ascoli 0-0: Rizzato e Soncin
sciuponi, termina pari il Derby delle Marche
di Daniele Perticari di www.goal.com
Sul terreno del Del Conero dorici e piceni si dividono la posta. Pari e patta. Tanto caldo
all'inizio, tanta pioggia alla fine. Derby vero, quello dello stadio Del Conero, dove la
fanno da padrone soprattutto i tifosi delle due squadre: tanti, colorati e corretti.
Questa è la notizia più bella del pari ad occhiali tra Ancona ed Ascoli, sfida
equilibrata ma mai troppo spettacolare. In campo - Monaco non ha Sirigu, in Nazionale
Under 21, mandando dentro l'esordiente stagionale Da Costa, brasiliano classe '83 optando
per un 4-4-2 coperto ed operaio con De Falco e Catinali impiegati di metà campo e due ali
che sarebbero ottime soprattutto in difesa. Di Costanzo deve fare a meno di Di Donato
all'ultimo minuto, schiera Belingheri e gioca con Sommese e Guberti esterni alti a
supporto delle due punte Bucchi-Soncin. Come previsto Giallombardo rileva lo squalificato
Pesce. Si gioca - E' un derby e come tutti i derby prevale l'attesa. Quella dell'Ancona a
volte è esagerata, al punto che per vedere un'azione da goal chiamata tale serve una
dormita clamorosa di Nastos a metà tempo. Rizzato ringrazia, va in fuga e punta al
secondo palo in diagonale mancino: a strozzargli l'urlo è Melucci con una scivolata
"la prendo o muoio". Missione compiuta. L'Ascoli, che mostra più forza fisica e
maggior qualità tecnica dell'avversario, ha voce a tratti, prima Soncin svirgola su
azione concitata da corner, poi Guberti ci prova con le sue accelerazioni tipiche, una
delle quali lo porta a colpire il palo esterno. Niente da fare, al Del Conero fa
caldissimo e il fischio del sempre protagonista Farina viene accolto come manna
refrigerante. Il secondo tempo è molto, molto più bello: prima Mastronunzio imbecca
Nassi (fuori di poco), poi Soncin sciupa un rigore in movimento di quelli doc (bravo Da
Costa) tanto per provare che l'acqua fresca dell'intervallo ha giovato. Quella che invece
inizia a scendere dal cielo mette in difficoltà l'equilibrio dei giocatori che, nella
seconda parte del tempo, spostano il baricentro dalle parti della zona Taibi. Serve un
grandissimo Giallombardo in copertura per anticipare Mastronunzio e serve poi
organizzazione alla squadra ospite specie dopo il rosso a Micolucci, buttato fuori per
doppia ammonizione. Gli ultimi minuti hanno un solo protagonista: Giove Pluvio. E un tocco
in area di rigore anconetana (mano?) che provoca proteste bianconere. La chiave - Quando
Francesco Monaco si accorge che l'Ascoli ha più gamba, oltre che più tecnica, abbassa
Surraco dalle parti di Guberti, chiama a raccolta i suoi e chiede loro di accompagnare
l'azione senza temere il valore assoluto dell'avversario. Da quel momento la partita
cambia, l'Ancona riesce a recuperare metri in mezzo al campo e a raddrizzare il canovaccio
tattico di una partita che avrebbe potuto vederla in difficoltà. La chicca - Uomini
del nuovo millennio calcistico, appassionati di marketing associato alla passione
pallonara, manager ed iperpossidenti del know how pubblicitario, quella proveniente dal
Del Conero è una vera chicca che fa per voi e, soprattutto, per i malati del calcio di
una volta. La sfida tra corregionali potrebbe essere manna dal cielo per i fanatici di
rotor, espositori pubblicitari a bordo campo (di quelli che ti dicono risultato e
punteggio con gli stemmini delle squadre e le animazioni) e quant'altro? Macché. Intorno
al prato dello stadio anconetano ci sono i cari e vecchi cartelloni, quelli di una volta.
E neanche troppi, considerato che dietro alle porte ne abbiam contati al massimo 4 per
lato. Così i protagonisti delle istantanee frontali sono solo loro. I colori dei tifosi.
Top&Flop - Bene nell'Ancona il portiere Da Costa (un intervento richiesto, una gran
parata), ma soprattutto bene l'allenatore Monaco pronto a scuotere i suoi dopo una
partenza poco convinta. Non dispiace Rizzato, così come dall'altra parte non è male
l'apporto di Melucci, perfetto sul collo sinistro dell'ex torinista. Da rivedere
Mastronunzio e Soncin, specie dopo il clamoroso goal fallito nella ripresa.
Guai a cercare polemiche nella sala stampa dello stadio Del Conero di Ancona. Il derby
marchigiano, chiuso con un'occasione per parte ed un nulla di fatto grande così, premia
la voglia di rimettersi in carreggiata dell'Ancona, sofferente nella prima parte del
match, molto più pratica nel secondo tempo, quando la squadra dorica ha messo in seria
difficoltà l'Ascoli. "Siamo soddisfatti di questo pareggio - il commento
dell'allenatore dell'Ascoli Nello Di Costanzo - perché noi non abbiamo la presunzione di
dover vincere a tutti i costi. Il pari è il risultato più giusto anche per come si sono
messe le cose a partita in corso. Questo vuol dire dare la dimostrazione a noi stessi e a
tutti gli altri che anche nelle difficoltà riusciamo a gestirci. Vorremmo però essere
sempre quelli del secondo tempo contro il Bari in coppa, aggressivi e belli. I miei
giocatori mi dicono che sul colpo di testa di Nastos c'è stato un tocco di mano, al di
là di questo vorrei solo dire che Farina è un internazionale ed ha un curriculum di
tutto rispetto. Però certi atteggiamenti andrebbero rivisti: io non vado da un allenatore
di serie D a dirgli "Sono Di Costanzo, alleno in serie B...". Francesco Monaco
è sorridente e ha affrontato il suo superderby personale con pathos. Essendo stato per
anni allenatore della Primavera ascolana ha atteso a lungo questa sfida. "Il primo
tempo abbiamo sbagliato molto - ha detto il mister dell'Ancona - anche se loro hanno fatto
meglio di noi. Nella ripresa ci siamo sciolti, al punto che mi sento di dire che ci siamo
divisi il predominio nelle due fasi del match. L'Ascoli è una squadra di categoria, non
era facile rischiare poco come abbiamo fatto oggi e io di questo sono soddisfatto come lo
sono del risultato. Le parate di Da Costa? Da quando è arrivato ha dimostrato qualità
importanti. Col ragazzo ho parlato, deve rimanere tranquillo
". |
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Miramontes può dar molto a questa
squadra.
di Mario Cori Resto del Carlino
Pensate, ad Ancona non finiva 0-0 dal 1967 in C: E passata una vita. Da allora i
derby di emozioni ne hanno riservate quasi tutte a manciate. Questo no, questo è stata
soprattutto una battaglia sul piano fisico, una sfida con pochissimi lampi di gioco. Un
tempo per parte, il primo allAscoli, che quasi crolla nel finale. Il secondo
allAncona. Ma le palle gol sono dei bianconeri. Soncin si mangia due gol grossi come
una casa. Difficili da sbagliare occasioni così. LAncona si aggrappa solo a quella
palla un pò lunga dipinta da Mastronunzio per Nassi, che arriva in ritardo. Altre grosse
emozioni il derby delle Marche n°42 in campionato non ne regala. Peccato, eppure
lattesa è stata grande, ma un pizzico di delusione non è mancata. Monaco può
sorridere. Probabilmente voleva tuffarsi nel ciclo partite terribili che attendono
lAncona con qualcosa in tasca. LAncona si prepara alla micidiale prima
durissima sfida, quella di Parma, con due punti in tasca. Niente non sono. Non brilla
comunque questa squadra, ma si era capito che difficilmente regalerà grossi scampoli di
gioco. Conforta invece sapere e convincersi che stà crescendo il livello di compattezza e
lassetto di battaglia. E una squadra che non si tira indietro. Il difficile
magari arriverà con altre avversarie, quando ci sarà assoluto bisogno di far girare la
palla. Per il momento lunico a centrocampo con la tessera da artista non riscuote
grande considerazione. Altrimenti Miramontes, anche se non sarà in condizioni strepitose
di forma, un pò più di minutaggio potrebbe anche averlo in concessione. Per il momento
non è aria. Ma largentino sia a Treviso che nel derby ha dimostrato che la palla sa
dove metterla. Come spesso avviene in derby così delicati limportante è uscire
senza ossa rotte. E Monaco ha capito perfettamente lo slogan, adeguando squadra e tattica.
Per poi crescere nel finale in tutto e per tutto. LAscoli oltretutto aveva ormai
aveva la lingua fuori. Ma non è bastato e difatti nessuna palla gol è scaturita nel
generoso ed apprezzabile slancio finale biancorosso. Due partite, due pareggi, due punti.
Daccordo, accontentiamoci. A patto che nel ciclo terribile si continui ad intascare
qualcosa. Altrimenti prima o poi ci sarà da correggere la mentalità della squadra e
soprattutto cercare di alzare il muso in avanti con un pò più di continuità. Non solo
quando laltro abbassa la guardia. |
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Ancona Ascoli: il pareggio
accontenta tutti.
di Fabio Paci - Il Messaggero
ANCONA - Un tempo per parte, pareggio giusto nel derby atteso 5 anni. LAscoli, più
squadra, spinge nei primi 45: sfruttando a dovere la verve di Guberti e il mancato
filtro di Catinali e De Falco, crea pericoli davanti a Da Costa. Nella ripresa esce a
testa alta lAncona, ora supportata da una linea mediana più efficace e dagli
esterni Surraco e Rizzato cresciuti alla distanza. Anche se la palla-gol più ghiotta
capita proprio allAscoli nel secondo tempo, ma è Da Costa a negare a Soncin la
gioia più grande. Dato non secondario, in un derby bello a tratti e disputato (nel
finale) sotto la pioggia battente, la scarsa affluenza di pubblico: 8.396 tra paganti e
abbonati, rispetto agli oltre 10.000 annunciati. Lultima volta di Ancona-Ascoli (5
anni fa) furono 13.477. La politica della società (abbonamenti a prezzi ridotti,
biglietti a costi alti) ha dato frutti a metà: record di tessere (4.408), al lumicino i
numeri al botteghino. Meglio lAscoli. Gara vivace, squadre corte, assenze
pesanti. Privo di pedine importanti (Sirigu, Camillucci, Soddimo, Piccoli, Siqueira e
Anderson), Monaco conferma il 4-4-2 con Rizzato a centrocampo e Langella al centro della
difesa. Novità dellultima ora nellAscoli: Di Donato accusa il colpo
della strega durante il riscaldamento, in campo va Belingheri che si piazza al
centro del campo al fianco di Luci. Melucci e Micolucci là dietro sono dei colossi, il
tandem Mastronunzio-Nassi fatica a trovare spazi. Pesce è squalificato, così è
Giallombardo a presidiare lout sinistro. Guberti, che spazia anche a destra, è il
più ispirato in avvio e sovente manda in tilt Surraco e soprattutto Rincon, i quali
faticano non poco per arginarlo. Proprio da un corner di Guberti (5), Soncin ha la
palla buona, ma da pochi passi dalla porta spara alto. Catinali entra tardi in partita,
mentre De Falco soffre il pressing dei bianconeri. Stando così la situazione, è
lAscoli a dettare i ritmi. LAncona si vede con Rizzato, caparbio a spingersi
avanti palla al piede: la sua conclusione viene ribattuta da Melucci in scivolata. Quando
accelerano, gli ospiti fanno sempre paura: al 41 Soncin in mischia crea panico,
subito dopo Nastos con un colpo di testa chiama Da Costa al difficile intervento. Ancona
più vivace. Nel secondo tempo la truppa di Monaco ha il piglio giusto. Gli esterni
lottano di più (specie Surraco), De Falco e Catinali, approfittando anche del calo dei
dirimpettai, spingono e fanno filtro. Al 4 Mastronunzio serve a Nassi un assist
doro, lattaccante arriva in ritardo e, davanti a Taibi, sfiora la sfera.
Passano solo 60 secondi e Melucci è abile nel lanciare lungo Soncin che arresta la sfera,
elude la difesa e calcia forte in diagonale: Da Costa è bravo a restare immobile e a
respingere. I bianconeri accusano il colpo, anche Guberti si spegne. I tecnici puntano le
carte dei debuttanti Colacone, Luisi e Job. Ma quando larbitro internazionale Farina
espelle Micolucci (34) per doppia ammonizione, lAscoli puntella la difesa con
Cioffi e accetta il pareggio. Di Langella (36: missile terra-aria di poco alto) e
Catinali (92, Taibi anticipa) le ultime emozioni. Il diluvio caratterizza gli ultimi
minuti. Era dal 1967-68 (serie C) che Ancona-Ascoli non si chiudeva sullo 0-0. |
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Monaco, bravi ragazzi.
di Michele Natalini - Il Messaggero
ANCONA - Prova a nasconderlo, ma gli riesce solo in parte. "Sono contento per il
risultato e per la prestazione" esordisce Francesco Monaco. Basta insistere un po' e
il tecnico dell'Ancona corregge il tiro: "Il bicchiere è mezzo pieno fino a un certo
punto". Perché dopo un primo tempo insipido ci ha sperato fino all'ultimo di
centrare la sua prima vittoria cadetta da allenatore. Monaco, partita double face per
l'Ancona: primo tempo timoroso, ripresa quasi arrembante. «Concordo. Siamo scesi in campo
timorosi, a livello psicologico l'abbiamo sentito troppo il derby. Faceva caldo e
metteteci pure le qualità dell'Ascoli che in avvio ha meritato di più. Nel secondo tempo
ci siamo sciolti. Abbiamo rischiato qualcosa in più e in almeno un paio di occasioni
potevamo segnare. L'Ascoli forse, a lungo andare, ha pagato qualcosa dal punto fisico».
In sintesi: lo 0-0 è risultato giusto? «Ritengo di sì. E' stato un derby equilibrato.
Un tempo ciascuno». E l'Ascoli? Non ci è parso lo spauracchio che poteva sembrare alla
vigilia. «Avevamo massimo rispetto per i bianconeri. Del resto incontravamo una
squadra di categoria, tra le più attrezzate. Siamo stati bravi a rischiare poco. E forse
nel corso dei 90 minuti è cresciuta la fiducia nei nostri mezzi». L'Ancona però ha
indirizzato pochi tiri nella porta bianconera... «Perché siamo stati imprecisi e abbiamo
sbagliato tanti passaggi negli ultimi 16 metri. In questo dobbiamo migliorare, non c'è
dubbio. E' un discorso anche di personalità». Rispetto all'esordio di Treviso
registriamo la crescita di tanti giocatori. «E' vero. Sia in difesa che a centrocampo ho
notato notevoli miglioramenti. Da Costa? Ha compiuto almeno due interventi decisivi. Ma
ero sicuro che avrebbe sostituito Sirigu alla grande. E' un ragazzo che sta facendo bene
sin dal primo giorno. E' sereno, dà sicurezza al reparto e soprattutto è dotato di
qualità importanti». Nel primo tempo ha spinto di più Rizzato, nella ripresa si è
visto molto Surraco. E' stato un caso?
«No. Surraco ha fatto fatica a entrare in partita. Poi col passare dei minuti, lui come
altri,è venuto fuori». Forse è un po' presto, ma un'idea se la sarà fatta: cosa manca
alla sua Ancona? «Un po' di qualità. In questo senso Piccoli, che ancora non sappiamo
quando tornerà disponibile, sarà fondamentale. Però vorrei sottolineare che i nostri
attaccanti hanno fatto molto bene sinora». Ancona imbattuta dopo due giornate. Adesso il
Parma e un autentico tour de force con quattro partite nello spazio di venti giorni. «E'
dura per tutti, non solo per noi. Pensiamo a un impegno alla volta». |
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I complimenti al nostro allenatore.
di Ferdinando Vicini - Il Messaggero
ANCONA - I complimenti pubblici a Francesco Monaco in sala stampa dimostrano la
soddisfazione di Enrico Petocchi per il pareggio ottenuto contro l'Ascoli. «L'Ancona ha
combattuto per tutta la gara crescendo molto nel secondo tempo. Ha dimostrato di credere
nella vittoria sino alla fine; sono emerse anche le individualità oltre che il valore del
gruppo». Tanti abbonati ma dato dei paganti non è esaltante per una partita così
sentita, tenuto conto della nutrita presenza ascolana. In molti si sono lamentati per i
prezzi dei biglietti. «Se la gente pensa che il singolo biglietto costa troppo poteva
acquistare l'abbonamento che abbiamo offerto a condizioni molto favorevoli. Comunque il
dato degli abbonati indica che i tifosi si sono riavvicinati all'Ancona; allo stadio c'era
il pubblico che ci doveva essere. Sono contento che tutti si siano comportati
correttamente». In tribuna tanti Vip e figure istituzionali. «E' segno che comincia ad
esserci una rinnovata attenzione nei confronti dell'Ancona calcio. Vuol dire che tutte le
componenti della società stanno lavorando bene, ma naturalmente i risultati sportivi sono
fondamentali perché fanno da traino. Il salto di categoria non è facile da affrontare ma
l'inizio è stato molto incoraggiante». In sala stampa Petocchi si è intrattenuto a
lungo con Langella, al quale ha confermato la sua presenza all'allenamento odierno a
Ponterosso. L'a.d. biancorosso oggi vuole incontrare la squadra alla quale ieri ha fatto i
complimenti nell'immediato dopo partita. «Peccato per quel tiro..», ha detto Petocchi a
Langella riferendosi alla conclusione con la quale il capitano nel finale aveva sfiorato
l'incrocio dei pali. A Sergio Schiavoni l'Ancona è piaciuta e le avrebbe assegnato la
vittoria ai punti: «L'Ancona ha giocato meglio dell'Ascoli, soprattutto nel finale
abbiamo fatto soffrire parecchio i bianconeri e avremmo meritato qualcosa in più.
Petocchi ? Non sono affatto pentito di avergli ceduto il timone della società, si sta
muovendo molto bene. Io rimango comunque vicino alla squadra». Sul caro biglietti si è
espresso anche Alessandro Fassina: «A conti fatti abbiamo voluto premiare la fedeltà,
visto che con il costo di 5 o 6 ingressi si poteva comperare l'abbonamento per l'intero
campionato». All'imprenditore trevigiano il pari nel derby va più che bene: «Abbiamo
dimostrato di potercela giocare con tutti, squadra grintosa e determinata. Nessuno si tira
mai indietro né la gamba né la testa. Il campionato è iniziato bene, abbiamo un avvio
di torneo difficile ma fra qualche giornata sarà il turno di avversari più abbordabili e
arriverà la prima vittoria. Per adesso va bene così". Poi Fassina ha rivelato che
Enrico Petocchi è sempre più preso dalla sua avventura al timone dell'Ancona». |
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Emozioni col
contagocce. Brividi solo da Rizzato e Soncin
di Guido Montanari - Corriere Adriatico
ANCONA - Buon punto per lAncona, punto così così per lAscoli: è il verdetto
del derby andato in onda ieri al Del Conero. Prima il sole, poi a fine gara il diluvio,
quasi che la natura si fosse adoperata per dare qualche emozione forte in un
big-match che, diciamo la verità, non è stato allaltezza delle attese e di un
pubblico davvero fantastico per calore e incitamento. Poche le chances di passare in
vantaggio, pochi sussulti e neanche tanto pepe tra i 22 in campo. Eppure si trattava di un
derby sentitissimo dalle due tifoserie ma forse disputarlo alla seconda giornata di
campionato non ha aiutato a caricare a dovere le due squadre (e lambiente). Prendete
lAncona: aveva una sfilza di assenze e stiamo parlando anche di giocatori importanti
(Siqueira, Piccoli, Vanigli, Turati, Soddimo, Camillucci, Anderson) che sicuramente hanno
pesato sul piatto della bilancia. Aver incontrato i bianconeri a campionato avanzato,
sarebbe stato certamente meglio per i dorici. Ed è per questo che, almeno oggi, vediamo
il bicchiere mezzo pieno per quanto riguarda lAncona. Non si può certo dire la
stessa cosa per lAscoli che si è presentato al Del Conero quasi al completo a
livello di organico e che è senza dubbio una squadra più collaudata e, sulla carta, più
forte e quadrata di quella dorica. Un po di sfortuna però anche per i bianconeri
quando Di Donato ha dovuto dare forfait durante il riscaldamento per un colpo della
strega. Al suo posto Belingheri, comunque è un giocatore che ha una vasta esperienza in
B. Insomma una rosa ad hoc quella a disposizione di mister Di Costanzo. Ma ieri le
potenzialità del Picchio sono emerse solo a tratti: si è visto qualcosa in particolare
negli ultimi dieci minuti del primo tempo quando lispirazione del solito Guberti
sulla sinistra ha illuminato tutta la squadra. Unoccasione per parte nella prima
frazione di gioco: una fuga irresistibile di Rizzato sulla sinistra conclusa con un
violento diagonale ribattuto in extremis da Melucci e sullaltra sponda un colpo di
testa di Nastos neutralizzato da Da Costa con un plastico tuffo sulla sua sinistra. Poi loccasionissima
nella ripresa: il cobra Soncin, dopo un fuorigioco sbagliato dalla difesa
biancorossa, si trova tra i piedi la palla buona ma scarica addosso al bravo Da Costa il
suo tiro. Lunica vera chance di un derby equilibratissimo, arrivata peraltro non
sugli sviluppi di unazione corale ma più che altro frutto del caso. Un primo
tempo in cui i biancorossi sono sembrati un po troppo timorosi e contratti con lAscoli
a fare la partita ma sempre al piccolo trotto, ma nella ripresa è cambiato tutto: i
dorici infatti hanno preso coraggio fino a mettere seriamente in affanno gli ospiti.
Mastronunzio e compagni hanno aggredito dimostrando la stoffa della squadra che deve
lottare per raggiungere la salvezza (e se continuano con questa carica agonistica ci
riuscirà) ma senza possedere ancora la personalità per sferrare il colpo del ko. Diciamo
che i biancorossi ci hanno girato intorno... ma non lhanno dato questo colpo. Nella
fase centrale del secondo tempo lAscoli ha sì ballato, senza però perdere
completamente il controllo della situazione: da segnalare un assist di Mastronunzio che
Nassi non riesce a finalizzare, un tiro dalla distanza di Langella che sfiora lincrocio
dei pali, un paio di mischie molto pericolose. Qualche problema per il Picchio anche dopo
lingresso in campo dello sgusciante Miramontes e lespulsione per somma di
ammonizioni di Micolucci, ma tutto sommato il pareggio è il risultato più giusto. Il
derby è passato se ne riparlerà in pieno inverno: adesso però inizia... il campionato. |
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Ci è mancato lultimo passaggio
di Daniele Spina - Corriere Adriatico
ANCONA - Che bello tornare a vedere il Del Conero gremito. Le rigide normative
antiviolenza hanno fatto sì che fosse il primo derby senza grandi coreografie e privo
dello sfottò degli striscioni, ma lo spettacolo è stato comunque assicurato dalla gente.
Erano circa 9000 i tifosi presenti ieri allo stadio, così tanti non se ne vedevano
dall'ultima serie A. Anche la finale playoff contro il Taranto dello scorso giugno ne
contava infatti soltanto 7500, pari all'allora capienza massima dell'impianto di Passo
Varano. Tanto tifo e sfottò a distanza come normale che fosse tra due tifose divise da
così grande rivalità, ma senza eccessi, grazie anche all'imponente apparato di sicurezza
e al buon senso della gente. E alla fine, nonostante l'acquazzone scatenatosi sopra il Del
Conero nel corso della ripresa, la tifoseria di fede biancorossa può tornarsene a casa
con il sorriso sulle labbra. Il pareggio è un risultato positivo, contro un avversario
che certamente aveva qualcosa in più di noi è il parere di Adriano Sampaolesi, ma
condiviso anche da molte altre persone. Nel primo tempo i bianconeri ci sono stati
superiori - ha aggiunto Sara Barbini -, ma nella ripresa c'è stata solo l'Ancona in
campo. E nel finale, con l'espulsione di Micolucci e la conseguente superiorità numerica
dell'Ancona, in molti ammettono di avere confidato anche nel colpaccio. L'Ascoli ha avuto
più occasioni, ma noi abbiamo tenuto il pallino del gioco, purtroppo ci è mancato
l'ultimo passaggio - è la fotografia della gara di Alessandro Andreucci -. Potevamo
vincere, ma è anche vero che Da Costa ha compiuto un paio di autentici miracoli. Credo
anche che Miramontes sarebbe dovuto essere inserito prima. Tra i giocatori biancorossi
più applauditi ci sono De Falco, Rincon e Surraco, quest'ultimo per molti un'autentica
rivelazione. Apprezzato anche l'operato dell'arbitro internazionale Farina, che al termine
del primo tempo ha ricevuto anche gli applausi da parte di un gruppo di tifosi in tribuna.
Scene che si vedono raramente nel calcio. Ma quel che più appare evidente, raccogliendo
opinioni a caldo tra i tifosi, è che molti stanno cominciando a credere nella squadra di
Monaco. Avevo visto la gara con il Treviso in tv e l'Ancona mi aveva fatto una discreta
impressione - ha detto Simone Santini -. Oggi mi è sembrata notevolmente cresciuta
rispetto a sette giorni fa, e possiede ancora enormi margini di miglioramento. Altri
tifosi, scherzando, ci chiedono di porre l'accento sui sacrifici a cui sono costretti i
tifosi per amore dell'Ancona: dopo gli incredibili ostacoli nel ritiro degli abbonamenti e
nella prevendita dei biglietti ci mancava soltanto il diluvio che si è abbattuto ieri
sopra la testa dei malcapitati supporter. Per concludere una voce dalla gradinata, quella
del presidente dei Cuba Eros Giardini: Sono soddisfatto del punto perchè l'Ascoli
rappresentava un ostacolo durissimo - ha detto Giardini -. L'abbiamo superato con tanta
volontà e grinta, mostrando anche qualche bella trama di gioco. Un derby pieno di tanta
passione, ma corretto sia in campo che fuori. Testimonianza che il calcio ha raggiunto,
salvo alcune tristi eccezioni, grande maturità tra gli sportivi. Ben vengano i tornelli
quindi, se garantiscono la sicurezza. Io sono entrato presto allo stadio e grandi
difficoltà non ne ho avute.
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