ultima modifica il 23 gen 2012

 

SAMBENEDETTESE 0-0 ANCONA
puntino2.gif (1008 byte)L'Ancona a due tempi, per la Samb tutto facile.
di Claudio Marconi

Partita dai due volti quella del “Riviera delle Palme”. Un tempo ciascuno si dividono Samb e Ancona, con i dorici che giocano davvero bene nel primo, il migliore della gestione Osio, creano palle gol a ripetizione ma non concretizzano. I padroni di casa nella ripresa cambiano atteggiamento (troppo remissivi nella prima frazione) e tanto basta per vincere la partita e non permettere all’Ancona di impensierire Di Vincenzo, neanche una volta. Il pubblico offre un gran colpo d’occhio (peccato non ci fossero gli ospiti…), già un’ora prima la curva Cioffi è stracolma e rumorosissima, alla fine sarà un calore decisivo. In tribuna spiccano l’allenatore dell’Ascoli Massimo Silva e Sebastiano Vecchiola, sambenedettese doc ma una vita nell’Ancona (“Il cuore mi dice Ancona, la testa Samb, spero in un pari” ci dice prima della gara). Come detto un primo tempo a senso unico, anche se la prima occasione è per i padroni di casa con Puglia liberato da Pazzi in area che però spara su David. Si scatenano poi gli ospiti con Costa Ferreira che costringe, con una bordata dai venti metri, Di Vincenzo a una parata plastica al 15’. Al 20’ numero di Santoni che trova un pertugio per Ambrosini che tutto solo in area s’ incarta permettendo a Marini di rimediare in angolo. Minuto ventidue: cross di Santoni da sinistra, grande stacco di Costa Ferreira con la palla che s’infrange sull’incrocio dei pali. Due minuti dopo traversa clamorosa colpita da Kostadinovic (con l’aiuto della mano di Di Vincenzo, non vista dall’ottimo Lacagnina) su punizione di Pesaresi. La Samb è alle corde, ma l’Ancona non riesce a concretizzare quanto di buono creato e si va al riposo sullo 0-0. Ti aspetti una ripresa combattuta e divertente: lo sarebbe stato qualora l’Ancona non fosse rimasta negli spogliatoi. E’ bastato un cambio di Palladini (dentro Voinea per lo spento Oretti) per ribaltare la partita. I padroni di casa sfiorano il vantaggio al 14’ proprio con Voinea che liberato da un’ottima sponda di Pazzi calcia malamente alto a due passi da David. Il gol partita arriva al 18’: l’Ancona spreca malamente un contropiede e rimane sbilanciata in avanti, Carpani si fa quasi tutto il campo palla al piede e lascia partire dai venti metri un bolide che non lascia scampo a David e si infila all’angolino destro. Viene giù lo stadio dalla gioia. Non ci crederete, ma la partita finisce qua e l’unica cosa degna di nota è l’espulsione comminata contemporaneamente a Maiorano, doppia ammonizione (la seconda per una manata data a Carteri), e Mengo, rosso diretto per aver tentato di farsi giustizia da solo su Maiorano stesso. A fine gara “Riviera” in festa mente per la Osio band musi lunghi e testa bassa. C’è l’impressione che il campionato dei dorici sia terminato qui.

puntino2.gif (1008 byte)Ancona: Addio sogni di gloria.
di Andrea Fiano - èTV

Il terzo derby perso coincide anche col punto più basso della stagione. L’Ancona va ko al Riviera delle Palme contro la Sambenedettese e scende a -7 dal Teramo. Di fatto dice addio ai sogni di promozione. Non basta: con questa sconfitta i dorici scendono per la prima volta al quarto posto in classifica. Una debacle vera e propria della gestione Osio. Sotto la quale la squadra ha perso idee e carattere. Armi che invece la Samb ha usato per inanellare la nona vittoria filata. Il peso della posta in palio frena all’inizio le membra degli uomini di Palladini. Capaci comunque di sfiorare il vantaggio già al 9°. Ma Puglia, proprio sul più bello, è fermato da un miracolo David. Il brivido corsa sa di suono della campanella. L’Ancona inizia a giocare e sforna il miglior primo tempo degli ultimi due mesi. Al 16° staffilata di Costa Ferreira da lontano sulla quale Di Vincenzo ci mette i guantoni. Al 18° il numero uno di casa esce alla disperata su Ambrosini, lanciato a rete da Santoni. Il tridente dorico senza Ferraro funziona. Al 20° Ambrosini lavora una palla sulla sinistra, ma sul suo centro arriva l’opposizione di Marini. Due minuti dopo e Costa Ferreira se la prende con la traversa che gli nega la gioia del gol. La collezione di occasioni si arricchisce anche di una seconda traversa, stavolta colpita al 24° da Kostadinovic. L’Ancona produce il massimo possibile. Il culmine è una punizione di Ambrosini che si perde di poco alta. Il torto dei biancorossi è quello di non avere capitalizzato la manovra e di aver tenuto al proprio fianco una Samb in evidente difficoltà. Ma la stessa squadra rossoblu ha il carattere nel secondo tempo per far suo il derby. Al 14° il neo entrato Voinea spreca un gran pallone fornitogli di petto da Pazzi. Complice il calo fisico, i dorici si allungano e offrono il fianco alle ripartenza di Napolano. Fulminea quella al 18°. Carpani dai 20 metri scarica un destro che batte l’incolpevole David. La reazione di nervi dell’Ancona sta tutta nella sciocchezza di Maiorano che al 20° prende il secondo giallo e viene espulso. Con lui fa la stessa fine il capitano della Samb Mengo. Al 26° la palla del pari capita sul piede sbagliato di Ruffini che spreca tutto. Poco dopo la mezz’ora Lelli viene espulso per proteste. Ma ormai l’Ancona si è sciolta. Incapace di organizzare gioco e di correre più degli avversari. Le ultime energie servono solo per salutare il Teramo che se ne va a +7. Chiudendo così ogni velleità di rimonta

puntino2.gif (1008 byte)Perdere l'ardore...
di Stefano Beccacece

Ecco, la Dorica è sbiadita, i punti se ne vanno, che inutile giornata Ancona mia. Si potrebbe dire che con 7 punti di ritardo ,recuperandone 4 prima dell'ultimo turno, l'Ancona avrebbe ancora qualche possibilità di rinvenimento. Ma è meglio pensare alla logica più che alla matematica. Negli ultimi 2 turni era necessario fare 6 punti, ne è arrivato uno soltanto. In questa settimana si è sottolineato il divario tra biancorossi e teramani in materia di reti realizzate. La risposta a questa allarmante statistica si è concretizzata con una sola marcatura in 3 gare. Partita dopo partita, più che rincorrere il Teramo, abbiamo rincorso una fantomatica svolta che ci avrebbe dovuto permettere di rincorrere il Teramo. Sicuramente è inutile dare ad Osio tutta la colpa per questo calcisticamente oltraggioso quarto posto, ma indubbiamente non è arrivato quel cambio di marcia paventato dalla società. Archiviato, almeno fino a quando non verranno sfornate delle prestazioni credibili in serie, il discorso campionato si chiede a chi scende in campo di portare avanti la stagione con dignità, di fare abbastanza punti per cercare di recuperare terreno nei confronti delle corregionali o almeno di tenere a debita distanza l'Isernia. Se la reazione allo svantaggio è inconsistente è inutile dire in sala stampa che ci si crede ancora e soprattutto l'assenza del tifo in trasferta non deve essere un alibi per giustificare le prestazioni negative. Oggi è opportuno accantonare il discorso sull'utilità degli spareggi visto che con ogni probabilità ai playoff si materializzeranno dei derby; partite che, a parte l'entusiasmo iniziale di Marinelli, sono state la macchia più evidente nel cammino anconetano.

puntino2.gif (1008 byte)Marinelli: “Che vergogna, devo fare qualcosa”
di Stefano Rispoli - Corriere Adriatico

Andrea Marinelli lascia il “Riviera delle Palme” con un sorriso sarcastico stampato sulla bocca. Rivolge lo sguardo a terra, come per voler prendere le distanze dal teatro su cui è andato in scena un derby che, allargando le braccia, ha definito “vergognoso”. Poi, scendendo lentamente i gradoni dello stadio, si lascia sfuggire una battuta sibillina. “Qualcosa accadrà… Non lo so di preciso, ma qualcosa accadrà”. La notte avrà portato consiglio al presidente? Di sicuro il patron biancorosso non avrà riposato serenamente. Le immagini di un secondo tempo in cui l’Ancona si è letteralmente sciolta al sole gli saranno tornate in mente decine di volte. Aveva chiesto una sola cosa prima del derby di San Benedetto: il cuore. “Voglio che la squadra mi faccia emozionare” aveva invocato sabato. La risposta qual è stata? Pessima. Lontano dal clamore dei giornalisti, il presidente si è sfogato con i collaboratori, lamentandosi per la scarsa vena offensiva degli attaccanti e per l’incredibile evoluzione registrata dall’Ancona dopo l’intervallo. Marinelli non se ne capacita. Ma nemmeno si rassegna. E annuncia provvedimenti. Oggi ne parlerà con lo staff. La posizione di Osio sembra stabile, anche se il numero uno biancorosso non ha condiviso certe scelte, come quella di non portare nemmeno in panchina Ferraro. Ma Marinelli ce l’ha soprattutto con i giocatori, o meglio con chi non ci ha messo il cuore, specie gli attaccanti: un Genchi inconsistente, un Santoni inconcludente, un Ambrosini fumoso. Ormai si è convinto: a questa squadra mancano gli attributi. Non si spiegherebbe altrimenti il crollo nella ripresa, ma anche la fisionomica incapacità di farsi valere nei derby che contano. E allora? Marinelli farà schioccare la frusta per evitare che l’Ancona si dissolva perché adesso, col quarto posto e il primato distante sette punti, il rischio è che qualcuno tiri i remi in barca e si diffonda la sfiducia. Ma al tempo stesso il patron guarda al futuro: se realisticamente la promozione ormai è una chimera, bisogna impostare un progetto per l’anno prossimo. Non tutti ne faranno parte. E’ arrivato il momento delle scelte. E, chissà, degli addii anticipati.

puntino2.gif (1008 byte)Osio: “Dovevamo chiuderla prima”
di Paolo Papili - Radio Tua

Alla vigilia del derby il presidente dell'Ancona Andrea Marinelli aveva suonato la carica. Avrebbe voluto vedere una squadra che affrontasse la Samb con grinta e determinazione. Caratteristiche purtroppo che questa squadra non ha, ormai è un dato di fatto. Troppo fragile la formazione di mister Osio che in questa gara sperava di ritrovare gli stimoli giusti per rivitalizzare il campionato e che soprattutto cercava di vincere per la classifica, ma anche perchè l'Ancona non esultava al Riviera da settantotto anni: Il pareggio sarebbe stato il risultato più giusto - ha detto in sala stampa il tecnico biancorosso -. La Samb, ad eccezione del gol, tra l'altro bellissimo, ha fatto davvero poco per metterci in difficoltà. Ad eccezione di questa giocata, non ho visto un avversario così superiore rispetto a noi. Il mio rammarico? Non aver sfruttato tutte le occasioni che abbiamo confezionato nel primo tempo. E'in attacco il problema principale della sua squadra? - In questo momento i nostri attaccanti non riescono a buttarla dentro, purtroppo gira così. Non ho altre critiche da fare ai ragazzi, avevamo preparato la gara per vincere. Non ci siamo riusciti perché purtroppo non concretizziamo le occasioni che costruiamo. Intanto la classifica si è fatta piuttosto bruttina ... - Non cambia nulla, ci dobbiamo credere fino alla fine. Sono parole scontate lo so, ma non possiamo fare altro. Abbiamo tutte le potenzialità per recuperare il terreno perduto ed inoltre il calendario adesso sarà un pochino più agevole. La Samb, ha meritato la vittoria? - Ha sfruttato l'unica occasione creata nel migliore dei modi. Abbiamo sbagliato in difesa una sola volta e siamo stati puniti, in questo ha meritato più di noi. Ferraro in tribuna, come mai questa scelta? - Abbiamo cinque punte di spessore, ho deciso così. Mi prendo le mie responsabilità, tornassi indietro rifarei lo stesso. Se poi volete dire che abbiamo perso perché Ferraro non era in campo fate pure. Perchè l'Ancona soffre così tanto nei derby? - Se non vinciamo non è per colpa dei derby. Abbiamo l'obbligo di vincere tutte le gare, sono i punti che contano nient'altro. Cos'è successo nella ripresa allora? - Non potevamo tenere lo stesso ritmo del primo tempo. Avevamo speso tantissimo, come abbiamo mollato un po' è arrivata subito la rete degli avversari. Non abbiamo visto la reazione che ci si aspettava ... - Non c'è stata forse quella reazione veemente, però qualcosa dopo lo svantaggio abbiamo fatto. L'occasione di Ruffini, l'opportunità di Cipolla, senza dimenticare l'errore clamoroso di Genchi che evidentemente non si aspettava che il pallone arrivasse proprio dalle sue parti, peccato. E' mancato il pubblico dorico? - Ci portiamo dietro questa penalizzazione da troppo tempo, non è giusto. Oggi i nostri tifosi ci avrebbero dato sicuramente una grossa mano. Se le scelte che vengono dall'alto sono queste, ne abbiamo preso atto, ma ci attendiamo un cambiamento definitivo. Per la prossima trasferta di Jesi speriamo di averli tutti al nostro fianco. Il campionato non è finito.

  puntino2.gif (1008 byte)“Metamorfosi difficile da capire”
di Silvia Trillini - Corriere Adriatico

No gol, no party. Un punto nelle ultime due gare, dieci su quindici persi negli scontri diretti fin qui disputati. Dopo il ko di Sanbenedetto, l’Ancona scivola al quarto posto: si fa sorpassare da Samb e Civitanovese e allunga le distanze dal Teramo (-7). I biancorossi giocano un buon primo tempo, ma senza fare gol, poi un’incredibile involuzione. Difficile nascondere la rabbia, difficile trovare le parole giuste per dire, a chi ieri non c’è potuto essere, che l’Ancona ci crede ancora. Perché, nonostante i numeri parlino chiaro, la squadra non vuole arrendersi. “Mancano ancora quattordici gare - ha attaccato Paolo Ruffini, centrocampista biancorosso -, il distacco dal Teramo non deve essere un ostacolo per noi, abbiamo il dovere di crederci. Il campionato è ancora aperto”. L’Ancona però non è riuscita ad imporsi nei due derby consecutivi giocati con due dirette concorrenti. “Abbiamo fatto un ottimo primo tempo - ha continuato Ruffini -, poi siamo calati nella ripresa e loro alla prima occasione utile, su contropiede, ci hanno colpito”. Un errore ci può stare, ma capita troppo spesso che la squadra ha una regressione tra primo e secondo tempo. “Non mi spiego nemmeno io il perché: le occasioni le abbiamo create, ma è mancato il gol”. L’ingresso di Voinea ha complicato le cose ai biancorossi. “La Samb è cresciuta di intensità, ma siamo stati noi a non essere più quelli del primo tempo. Adesso non serve piangersi addosso: dobbiamo reagire e riflettere su ciò che non ha funzionato”. Infine il centrocampista Pedro Costa Ferreira. “Noi abbiamo condotto la gara dall’inizio alla fine - ha detto Ferreira - e abbiamo creato più opportunità della Samb”. I rossoblu però hanno trovato il gol, l’Ancona invece non segna da 191 minuti. “E’ vero, sottoporta dobbiamo essere più lucidi e aggressivi”. Peccato per quel tiro di Ferreira finito sull’incrocio dei pali (21’). “Ho avuto diverse occasioni, ma è andata male. Siamo tranquilli, il campionato è ancora aperto”.
 
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