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SAMBENEDETTESE 0-0
ANCONA |
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L'Ancona
a due tempi, per la Samb tutto facile.
di Claudio Marconi
Partita dai due volti quella del “Riviera delle Palme”.
Un tempo ciascuno si dividono Samb e Ancona, con i
dorici che giocano davvero bene nel primo, il migliore
della gestione Osio, creano palle gol a ripetizione ma
non concretizzano. I padroni di casa nella ripresa
cambiano atteggiamento (troppo remissivi nella prima
frazione) e tanto basta per vincere la partita e non
permettere all’Ancona di impensierire Di Vincenzo,
neanche una volta. Il pubblico offre un gran colpo
d’occhio (peccato non ci fossero gli ospiti…), già
un’ora prima la curva Cioffi è stracolma e
rumorosissima, alla fine sarà un calore decisivo. In
tribuna spiccano l’allenatore dell’Ascoli Massimo Silva
e Sebastiano Vecchiola, sambenedettese doc ma una vita
nell’Ancona (“Il cuore mi dice Ancona, la testa Samb,
spero in un pari” ci dice prima della gara). Come detto
un primo tempo a senso unico, anche se la prima
occasione è per i padroni di casa con Puglia liberato da
Pazzi in area che però spara su David. Si scatenano poi
gli ospiti con Costa Ferreira che costringe, con una
bordata dai venti metri, Di Vincenzo a una parata
plastica al 15’. Al 20’ numero di Santoni che trova un
pertugio per Ambrosini che tutto solo in area s’ incarta
permettendo a Marini di rimediare in angolo. Minuto
ventidue: cross di Santoni da sinistra, grande stacco di
Costa Ferreira con la palla che s’infrange sull’incrocio
dei pali. Due minuti dopo traversa clamorosa colpita da
Kostadinovic (con l’aiuto della mano di Di Vincenzo, non
vista dall’ottimo Lacagnina) su punizione di Pesaresi.
La Samb è alle corde, ma l’Ancona non riesce a
concretizzare quanto di buono creato e si va al riposo
sullo 0-0. Ti aspetti una ripresa combattuta e
divertente: lo sarebbe stato qualora l’Ancona non fosse
rimasta negli spogliatoi. E’ bastato un cambio di
Palladini (dentro Voinea per lo spento Oretti) per
ribaltare la partita. I padroni di casa sfiorano il
vantaggio al 14’ proprio con Voinea che liberato da
un’ottima sponda di Pazzi calcia malamente alto a due
passi da David. Il gol partita arriva al 18’: l’Ancona
spreca malamente un contropiede e rimane sbilanciata in
avanti, Carpani si fa quasi tutto il campo palla al
piede e lascia partire dai venti metri un bolide che non
lascia scampo a David e si infila all’angolino destro.
Viene giù lo stadio dalla gioia. Non ci crederete, ma la
partita finisce qua e l’unica cosa degna di nota è
l’espulsione comminata contemporaneamente a Maiorano,
doppia ammonizione (la seconda per una manata data a
Carteri), e Mengo, rosso diretto per aver tentato di
farsi giustizia da solo su Maiorano stesso. A fine gara
“Riviera” in festa mente per la Osio band musi lunghi e
testa bassa. C’è l’impressione che il campionato dei
dorici sia terminato qui. |
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Ancona:
Addio sogni di gloria.
di Andrea Fiano - èTV
Il terzo derby perso coincide anche col punto più basso
della stagione. L’Ancona va ko al Riviera delle Palme
contro la Sambenedettese e scende a -7 dal Teramo. Di
fatto dice addio ai sogni di promozione. Non basta: con
questa sconfitta i dorici scendono per la prima volta al
quarto posto in classifica. Una debacle vera e propria
della gestione Osio. Sotto la quale la squadra ha perso
idee e carattere. Armi che invece la Samb ha usato per
inanellare la nona vittoria filata. Il peso della posta
in palio frena all’inizio le membra degli uomini di
Palladini. Capaci comunque di sfiorare il vantaggio già
al 9°. Ma Puglia, proprio sul più bello, è fermato da un
miracolo David. Il brivido corsa sa di suono della
campanella. L’Ancona inizia a giocare e sforna il
miglior primo tempo degli ultimi due mesi. Al 16°
staffilata di Costa Ferreira da lontano sulla quale Di
Vincenzo ci mette i guantoni. Al 18° il numero uno di
casa esce alla disperata su Ambrosini, lanciato a rete
da Santoni. Il tridente dorico senza Ferraro funziona.
Al 20° Ambrosini lavora una palla sulla sinistra, ma sul
suo centro arriva l’opposizione di Marini. Due minuti
dopo e Costa Ferreira se la prende con la traversa che
gli nega la gioia del gol. La collezione di occasioni si
arricchisce anche di una seconda traversa, stavolta
colpita al 24° da Kostadinovic. L’Ancona produce il
massimo possibile. Il culmine è una punizione di
Ambrosini che si perde di poco alta. Il torto dei
biancorossi è quello di non avere capitalizzato la
manovra e di aver tenuto al proprio fianco una Samb in
evidente difficoltà. Ma la stessa squadra rossoblu ha il
carattere nel secondo tempo per far suo il derby. Al 14°
il neo entrato Voinea spreca un gran pallone fornitogli
di petto da Pazzi. Complice il calo fisico, i dorici si
allungano e offrono il fianco alle ripartenza di
Napolano. Fulminea quella al 18°. Carpani dai 20 metri
scarica un destro che batte l’incolpevole David. La
reazione di nervi dell’Ancona sta tutta nella
sciocchezza di Maiorano che al 20° prende il secondo
giallo e viene espulso. Con lui fa la stessa fine il
capitano della Samb Mengo. Al 26° la palla del pari
capita sul piede sbagliato di Ruffini che spreca tutto.
Poco dopo la mezz’ora Lelli viene espulso per proteste.
Ma ormai l’Ancona si è sciolta. Incapace di organizzare
gioco e di correre più degli avversari. Le ultime
energie servono solo per salutare il Teramo che se ne va
a +7. Chiudendo così ogni velleità di rimonta |
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Perdere
l'ardore...
di Stefano
Beccacece
Ecco, la Dorica è sbiadita, i punti se ne vanno, che
inutile giornata Ancona mia. Si potrebbe dire che con 7
punti di ritardo ,recuperandone 4 prima dell'ultimo
turno, l'Ancona avrebbe ancora qualche possibilità di
rinvenimento. Ma è meglio pensare alla logica più che
alla matematica. Negli ultimi 2 turni era necessario
fare 6 punti, ne è arrivato uno soltanto. In questa
settimana si è sottolineato il divario tra biancorossi e
teramani in materia di reti realizzate. La risposta a
questa allarmante statistica si è concretizzata con una
sola marcatura in 3 gare. Partita dopo partita, più che
rincorrere il Teramo, abbiamo rincorso una fantomatica
svolta che ci avrebbe dovuto permettere di rincorrere il
Teramo. Sicuramente è inutile dare ad Osio tutta la
colpa per questo calcisticamente oltraggioso quarto
posto, ma indubbiamente non è arrivato quel cambio di
marcia paventato dalla società. Archiviato, almeno fino
a quando non verranno sfornate delle prestazioni
credibili in serie, il discorso campionato si chiede a
chi scende in campo di portare avanti la stagione con
dignità, di fare abbastanza punti per cercare di
recuperare terreno nei confronti delle corregionali o
almeno di tenere a debita distanza l'Isernia. Se la
reazione allo svantaggio è inconsistente è inutile dire
in sala stampa che ci si crede ancora e soprattutto
l'assenza del tifo in trasferta non deve essere un alibi
per giustificare le prestazioni negative. Oggi è
opportuno accantonare il discorso sull'utilità degli
spareggi visto che con ogni probabilità ai playoff si
materializzeranno dei derby; partite che, a parte
l'entusiasmo iniziale di Marinelli, sono state la
macchia più evidente nel cammino anconetano. |
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Marinelli:
“Che vergogna, devo fare qualcosa”
di Stefano Rispoli - Corriere Adriatico
Andrea Marinelli lascia il “Riviera delle Palme” con un
sorriso sarcastico stampato sulla bocca. Rivolge lo
sguardo a terra, come per voler prendere le distanze dal
teatro su cui è andato in scena un derby che, allargando
le braccia, ha definito “vergognoso”. Poi, scendendo
lentamente i gradoni dello stadio, si lascia sfuggire
una battuta sibillina. “Qualcosa accadrà… Non lo so di
preciso, ma qualcosa accadrà”. La notte avrà portato
consiglio al presidente? Di sicuro il patron biancorosso
non avrà riposato serenamente. Le immagini di un secondo
tempo in cui l’Ancona si è letteralmente sciolta al sole
gli saranno tornate in mente decine di volte. Aveva
chiesto una sola cosa prima del derby di San Benedetto:
il cuore. “Voglio che la squadra mi faccia emozionare”
aveva invocato sabato. La risposta qual è stata?
Pessima. Lontano dal clamore dei giornalisti, il
presidente si è sfogato con i collaboratori,
lamentandosi per la scarsa vena offensiva degli
attaccanti e per l’incredibile evoluzione registrata
dall’Ancona dopo l’intervallo. Marinelli non se ne
capacita. Ma nemmeno si rassegna. E annuncia
provvedimenti. Oggi ne parlerà con lo staff. La
posizione di Osio sembra stabile, anche se il numero uno
biancorosso non ha condiviso certe scelte, come quella
di non portare nemmeno in panchina Ferraro. Ma Marinelli
ce l’ha soprattutto con i giocatori, o meglio con chi
non ci ha messo il cuore, specie gli attaccanti: un
Genchi inconsistente, un Santoni inconcludente, un
Ambrosini fumoso. Ormai si è convinto: a questa squadra
mancano gli attributi. Non si spiegherebbe altrimenti il
crollo nella ripresa, ma anche la fisionomica incapacità
di farsi valere nei derby che contano. E allora?
Marinelli farà schioccare la frusta per evitare che
l’Ancona si dissolva perché adesso, col quarto posto e
il primato distante sette punti, il rischio è che
qualcuno tiri i remi in barca e si diffonda la sfiducia.
Ma al tempo stesso il patron guarda al futuro: se
realisticamente la promozione ormai è una chimera,
bisogna impostare un progetto per l’anno prossimo. Non
tutti ne faranno parte. E’ arrivato il momento delle
scelte. E, chissà, degli addii anticipati. |
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Osio:
“Dovevamo chiuderla prima”
di Paolo Papili - Radio Tua
Alla vigilia del derby il presidente dell'Ancona Andrea
Marinelli aveva suonato la carica. Avrebbe voluto vedere
una squadra che affrontasse la Samb con grinta e
determinazione. Caratteristiche purtroppo che questa
squadra non ha, ormai è un dato di fatto. Troppo fragile
la formazione di mister Osio che in questa gara sperava
di ritrovare gli stimoli giusti per rivitalizzare il
campionato e che soprattutto cercava di vincere per la
classifica, ma anche perchè l'Ancona non esultava al
Riviera da settantotto anni: Il pareggio sarebbe stato
il risultato più giusto - ha detto in sala stampa il
tecnico biancorosso -. La Samb, ad eccezione del gol,
tra l'altro bellissimo, ha fatto davvero poco per
metterci in difficoltà. Ad eccezione di questa giocata,
non ho visto un avversario così superiore rispetto a
noi. Il mio rammarico? Non aver sfruttato tutte le
occasioni che abbiamo confezionato nel primo tempo. E'in
attacco il problema principale della sua squadra? - In
questo momento i nostri attaccanti non riescono a
buttarla dentro, purtroppo gira così. Non ho altre
critiche da fare ai ragazzi, avevamo preparato la gara
per vincere. Non ci siamo riusciti perché purtroppo non
concretizziamo le occasioni che costruiamo. Intanto la
classifica si è fatta piuttosto bruttina ... - Non
cambia nulla, ci dobbiamo credere fino alla fine. Sono
parole scontate lo so, ma non possiamo fare altro.
Abbiamo tutte le potenzialità per recuperare il terreno
perduto ed inoltre il calendario adesso sarà un pochino
più agevole. La Samb, ha meritato la vittoria? - Ha
sfruttato l'unica occasione creata nel migliore dei
modi. Abbiamo sbagliato in difesa una sola volta e siamo
stati puniti, in questo ha meritato più di noi. Ferraro
in tribuna, come mai questa scelta? - Abbiamo cinque
punte di spessore, ho deciso così. Mi prendo le mie
responsabilità, tornassi indietro rifarei lo stesso. Se
poi volete dire che abbiamo perso perché Ferraro non era
in campo fate pure. Perchè l'Ancona soffre così tanto
nei derby? - Se non vinciamo non è per colpa dei derby.
Abbiamo l'obbligo di vincere tutte le gare, sono i punti
che contano nient'altro. Cos'è successo nella ripresa
allora? - Non potevamo tenere lo stesso ritmo del primo
tempo. Avevamo speso tantissimo, come abbiamo mollato un
po' è arrivata subito la rete degli avversari. Non
abbiamo visto la reazione che ci si aspettava ... - Non
c'è stata forse quella reazione veemente, però qualcosa
dopo lo svantaggio abbiamo fatto. L'occasione di
Ruffini, l'opportunità di Cipolla, senza dimenticare
l'errore clamoroso di Genchi che evidentemente non si
aspettava che il pallone arrivasse proprio dalle sue
parti, peccato. E' mancato il pubblico dorico? - Ci
portiamo dietro questa penalizzazione da troppo tempo,
non è giusto. Oggi i nostri tifosi ci avrebbero dato
sicuramente una grossa mano. Se le scelte che vengono
dall'alto sono queste, ne abbiamo preso atto, ma ci
attendiamo un cambiamento definitivo. Per la prossima
trasferta di Jesi speriamo di averli tutti al nostro
fianco. Il campionato non è finito. |
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“Metamorfosi
difficile da capire”
di Silvia Trillini - Corriere Adriatico
No gol, no party. Un punto nelle ultime due gare, dieci
su quindici persi negli scontri diretti fin qui
disputati. Dopo il ko di Sanbenedetto, l’Ancona scivola
al quarto posto: si fa sorpassare da Samb e Civitanovese
e allunga le distanze dal Teramo (-7). I biancorossi
giocano un buon primo tempo, ma senza fare gol, poi
un’incredibile involuzione. Difficile nascondere la
rabbia, difficile trovare le parole giuste per dire, a
chi ieri non c’è potuto essere, che l’Ancona ci crede
ancora. Perché, nonostante i numeri parlino chiaro, la
squadra non vuole arrendersi. “Mancano ancora
quattordici gare - ha attaccato Paolo Ruffini,
centrocampista biancorosso -, il distacco dal Teramo non
deve essere un ostacolo per noi, abbiamo il dovere di
crederci. Il campionato è ancora aperto”. L’Ancona però
non è riuscita ad imporsi nei due derby consecutivi
giocati con due dirette concorrenti. “Abbiamo fatto un
ottimo primo tempo - ha continuato Ruffini -, poi siamo
calati nella ripresa e loro alla prima occasione utile,
su contropiede, ci hanno colpito”. Un errore ci può
stare, ma capita troppo spesso che la squadra ha una
regressione tra primo e secondo tempo. “Non mi spiego
nemmeno io il perché: le occasioni le abbiamo create, ma
è mancato il gol”. L’ingresso di Voinea ha complicato le
cose ai biancorossi. “La Samb è cresciuta di intensità,
ma siamo stati noi a non essere più quelli del primo
tempo. Adesso non serve piangersi addosso: dobbiamo
reagire e riflettere su ciò che non ha funzionato”.
Infine il centrocampista Pedro Costa Ferreira. “Noi
abbiamo condotto la gara dall’inizio alla fine - ha
detto Ferreira - e abbiamo creato più opportunità della
Samb”. I rossoblu però hanno trovato il gol, l’Ancona
invece non segna da 191 minuti. “E’ vero, sottoporta
dobbiamo essere più lucidi e aggressivi”. Peccato per
quel tiro di Ferreira finito sull’incrocio dei pali
(21’). “Ho avuto diverse occasioni, ma è andata male.
Siamo tranquilli, il campionato è ancora aperto”. |
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