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ANCONA 2-1 ALBINOLEFFE
puntino2.gif (1008 byte)Ancona-Albinoleffe, la squadra di Salvioni ritrova il sorriso
di Silvia Trillini - VFB

Per fortuna il campo non smette di regalare emozioni. L’inizio è stato da infarto e aveva fatto temere il peggio, ma l’Ancona ha sofferto, ha lottato e si è guadagnata con onore la nona vittoria al Del Conero. Mondonico non dice di no ai nuovi arrivati: Bombardini e Bernardini e li schiera fra i titolari. L’Ancona parte male e mentre il freddo sembra anestetizzare le giocate dei dorici, l’Albinoleffe segna. La prima rete dei seriani arriva dopo soli 54 secondi. La difesa dorica si impappina e non riesce a liberarsi da un’azione rocambolesca, messa a punto dagli avversari. Ruopolo ne approfitta e insacca. Insistono i bluceleste: Cellini riceve palla dalla destra, si porta in avanti e sciupa un’occasione invitante davanti alla porta di Da Costa. L’Ancona si scalda, ingrana la marcia e prova ad avanzare. Al 10’ è Schiattarella che costringe Pellizzoli a deviare in angolo. Batte De Falco e Gerardi di testa conclude in rete. Gol dell’Ancona e risultato nuovamente in parità. Le due formazioni si dominano a vicenda, ma non mancano le occasioni a rete. Da Costa e Pellizzoli sono sull’attenti. Il primo si difende bene dai colpi di Perico e Ruopolo, mentre il secondo tira un sospiro di sollievo quando Mastronunzio sferra un diagonale dalla sinistra che finisce di pochissimo fuori dal palo. Si riparte con una novità nelle fila dell’Ancona. Esce Milani e al suo posto viene schierato Thacray. Al 3’ Cellini avanza con la palla verso l’area dorica e viene atterrato da Zavagno. Espulsione diretta per il terzino biancorosso e l’Ancona si ritrova così in dieci. Salvioni, da fuori, cerca di ridare stabilità in campo: dentro Camillucci a scapito di una punta. I minuti scorrono veloci e non ci sono azioni da segnalare in campo. Il match si rianima al 27’, grazie ad un gol di Miramontes che beffa Pellizzoli con un pallonetto in diagonale. Rispondono i seriani con un tiro di Cisse che non infastidisce Da Costa. Ma l’Ancona in dieci sorprende ancora e rischia di trovare il terzo gol. Questa volta è De Falco ad impossessarsi della palla, scavalca la difesa avversaria e tenta la stoccata in porta. Peccato perché la sfera finisce fuori di un soffio. L’Albinoleffe risponde, ma Da Costa è bravo a salvare il risultato su due occasioni da gol, messe a segno da Torri. Minuti finali esaltanti con l’Albnoleffe alla disperata ricerca del gol e un’Ancona che oltre a difendersi cerca di attaccare. Ma la vittoria è dei padroni di casa. E l’Ancona ritrova così il sorriso.

puntino2.gif (1008 byte)In dieci per tutta la ripresa
di Michele Natalini - Il Messaggero

Mondonico prova a vincere ma viene punito. Nel finale Da Costa salva la vittoria. Matta e con un cuore grande così. Ancona braccia al cielo per una vittoria che mancava da un mese. Ancona di nuovo terza, seppure insieme al Cesena. Alla fine si entusiasma persino l’allenatore sconfitto. Un signore, Mondonico. Da applausi, i dorici. Che si infilano dentro la centrifuga dello stadio Del Conero. Spiegazione: beccano il gol dopo 53 secondi, pareggiano con Gerardi, rimangono in dieci (espulso Zavagno) a inizio ripresa, poi trovano la rete del sorpasso di Miramontes. E la difendono coi denti, sbagliando anche due gol per chiudere. Conclusione: prendete la gara con l’Albinoleffe e mettetela in bacheca. Da archiviare alla voce ricordi indimenticabili. Senza Salvioni (in tribuna), con tre riserve sinora poco impiegate - che alla fine della partita, diventeranno cinque - solo l’Albinoleffe, subito avanti, un palo, una traversa, l’uomo in più per un tempo e 7 risultati utili consecutivi alle spalle, poteva perderla. L’ha persa perché davanti si è trovata un’Ancona che è tornata a non mollare mai. Che ha fatto delle difficoltà virtù. E che ieri forse ha scoperto di non avere una panchina corta. Chiedevamo la risposta agli sgorbi societari (deferimento e affini). Serviti: l’Ancona, la squadra certo, si rialza. Cancellando il gennaio nero, 4 punti in 5 gare. Fortunata? Pure. Ma l’arbitro dove lo mettiamo? Dopo Orsato, ecco Stefanini di Prato. Non incide sul risultato, però rischia di farsi sfuggire di mano la partita. Scontentando squadre e pubblico. L’Ancona per un’ora conferma le difficoltà palesate nell’ultimo mese. Non corre come a inizio campionato. Mettici la pioggia, il campo pesante e il minimo stagionale di paganti (235). Poco entusiasmo, insomma. L’Albinoleffe ne approfitta subito. Angolo, serie di carambole, piatto sgangherato di Ruopolo e 1-0 ospite. L’Ancona fatica a raccapezzarsi: Cellini fa un pensiero al raddoppio, Da Costa dice no. Poi Schiattarella suona la carica: tiro, corner. Dalla bandierina pennella De Falco: Gerardi, al secondo gettone da titolare, svetta di testa. Via la maglia, prima esultanza in campionato, l’Ancona in gol dopo due gare. Milani, stralunato, rischia di rovinare tutto: retropassaggio di testa, Da Costa sorpreso e graziato dal palo. Gli ospiti tornano a comandare. Al 22’ Perico si divora l’1-2. Dopo lo imita Ruopolo. Fiammata biancorossa alla mezz’ora, con il diagonale di Mastronunzio, lanciato in verticale da Miramontes, a lato di un soffio. L’Albinoleffe reclama un rigore al 34’, ma il contatto Ruopolo-Zavagno è oltre la linea dell’area di rigore. Al rientro dagli spogliatoi fuori Milani, dentro Thackray (bravo). Gerardi su punizione mette paura ai bergamaschi, poi l’Ancona si fa del male da sola, con Zavagno, sempre lui, che stavolta stende Cellini lanciato a rete. Rosso e dorici in dieci. Ma è la svolta, in positivo. I padroni di casa si sistemano col 4-4-1 (Camillucci per Gerardi), Mondonico, vallo a capire, si scopre autolesionista. Emiliano ordina il tridente, gettando nella mischia due attaccanti (Cisse e Torri). Risultato: i suoi vanno in confusione. Cellini illude, Mastro ricama per il tocco mancino di Miramontes. Al 26’ è 2-1. La scossa che serviva. L’Ancona adesso è come tarantolata. E va vicina al tris prima con De Falco, trenta metri palla al piede ma conclusione a lato, poi con la Vipera, stoccata sotto misura. Torri timbra la traversa (39’), dopo tira il pallone addosso a Da Costa. L’Ancona resiste, il fortino è salvo. Si può brindare alla nona vittoria interna stagionale.

puntino2.gif (1008 byte)Magica Ancona, con il cuore si vince
di Guido Montanari - Corriere Adriatico

Una vittoria di incommensurabile valore che rianima l’Ancona e i suoi traballanti tifosi divisi tra passione per la squadra e ansie “societarie”. La penalizzazione è nell’aria ma ancora non è arrivata e fino al 18 febbraio ne sapremo poche, ma intanto i tre punti conquistati ieri ai danni di un coriaceo Albinoleffe (quattro partite e quattro sconfitte con i dorici), i biancorossi risalgono velocemente la classifica: la Salvioni band adesso è al terzo posto a quota 40, in coabitazione con il Cesena. La quinta in graduatoria ovvero il Brescia è distante 4 punti, a quota 36, assieme al Grosseto che però deve giocare stasera a Gallipoli nel posticipo. Comunque la si guardi, nonostante il doppio stop consecutivo di Salerno e Cittadella, è bastato tornare a vincere tra le dolcissime mura amiche, e la classifica è subito diventata tutta un’altra cosa. Inizio traumatico: Ma che sofferenza per strappare tre punti all’Albino! Tra l’altro i dorici sono scesi in campo nervosissimi e stranamente tesi tanto che appena dopo 58 secondi di gioco si ritrovano sotto di un gol: Ruopolo in mischia la mette dentro. Sbandamento generale e poco dopo gli ospiti sfiorano il raddoppio con Cellini: devia Da Costa con un gran balzo. Ma per fortuna c’è la reazione di orgoglio tipica di questa squadra: Gerardi pareggia il match con un perentorio colpo di testa, su perfetto calcio d'angolo di De Falco. Comunque si “balla” e si soffre: lo svagato Milani (Salvioni alla fine del primo tempo lascerà il difensore destro negli spogliatoi) tocca di testa all’indietro a Da Costa che era in uscita e la palla finisce sul palo, poi il portiere riesce a bloccare la sfera. Passano pochi minuti e ancora Milani tarda il rinvio e permette il cross a Cristiano: colpo di testa di Perico a colpo sicuro e palla alta di pochissimo. In contropiede Ruopolo semina il panico nella difesa biancorossa ma la sua conclusione è fuori. Poi un lampo dorico: Miramontes libera splendidamente Mastronunzio: fuori di un soffio il suo diagonale. Ripresa da “eroi”:Ma è nel secondo tempo che l’Ancona si erge a protagonista e dimostra di essere più forte anche delle disgrazie. Come l’espulsione di Zavagno per un fallo su Cellini lanciato a rete al 3’ del secondo tempo e come quell’arbitro Stefanini che prima sorvola su un contrasto molto dubbio in area su Mastronunzio e nel finale non vede una chiarissima trattenuta ai danni di Gerbo. Gerardi manda il pallone a sfiorare il palo di Pelizzoli su punizione, poi lo stesso attaccante viene sacrificato per tamponare l’espulsione di Zavagno: al suo posto entra Camillucci con Mastronunzio che resta a fare il guastatore da solo su tutto il fronte di attacco. Partita senza un attimo di tregua. l’Albinoleffe con l’uomo in più preme (Cellini impegna Da Costa con un colpo di testa che il numero uno dorico è bravo ad alzare sopra la traversa) ma l’Ancona non cede. Soffre, sbuffa, lotta e al 26’ coglie il meritato premio di tanta generosità: Surraco dalla destra appoggia per Mastronunzio il quale imbecca splendidamente Miramontes che insacca solo davanti a Pelizzoli. Festa grande. L’Albino accusa il colpo e si scopre, ne approfitta De Falco che salta tre avversari ma poi solo davanti a Pellizzoli tira incredibilmente fuori. Dorici di nuovo vicini al gol con una deviazione sotto porta di Mastronunzio che il “guardiano” dei seriani è bravo a parare in due tempi. Ribaltamento di fronte: colpo di testa di Ruopolo, super Da Costa devia sulla traversa e si salva ma lo stesso portiere brasiliano miracoleggia a due minuti dal termine in disperata uscita su Torri lanciato a rete. Questa vittoria è anche merito suo.

puntino2.gif (1008 byte)“Ora spero che si ricordino di me”
di Daniele Spina - Corriere Adriatico

La vittoria del carattere. Non esita a definirla così Matias Miramontes nel dopogara di Ancona-Albinoleffe. L’argentino ha sottolineato anche il suo buon feeling con il gol in questa stagione (con sei reti, le stesse di Colacone, è il secondo miglior realizzatore dei dorici), rimarcando però i problemi con la società nel trovare un accordo sul prolungamento del contratto. Miramontes, una vittoria quasi insperata per come si era messa in campo… “Siamo stati bravi. Abbiamo subito un gol a freddo, come non succedeva da tempo. Avrebbe potuto tagliarci le gambe. E invece grazie al gol di Gerardi ci siamo riportati in partita, ma loro si chiudevano bene e noi soffrivamo nel trovare spazi”. L’espulsione di Zavagno ha rischiato poi di compromettere le cose… “Ha fatto l’eroe, sacrificandosi per la squadra per evitare il gol. Il suo gesto ha contribuito a farci vincere, chissà come sarebbe andata altrimenti…”. Paradossalmente l’Ancona in dieci ha giocato meglio… “E’ stata come una scossa psicologica per noi. Abbiamo iniziato a spingere rabbiosamente, abbiamo trovato il gol, poi ci siamo difesi bene e creato delle occasioni importanti in contropiede”. Per lei è arrivata la sesta marcatura stagionale, un record assoluto per la sua carriera… “E’ stato bravo Mastronunzio a darmi una palla perfetta, quando è uscito il portiere già sapevo di volerla piazzare sul secondo palo. Dedico il gol a mia suocera, Marcela, che mi aveva predetto che avrei segnato. Sono contento di essere arrivato a quota sei marcature: oltre ad essere stati tutti gol importanti per la squadra, mi aiutano a darmi serenità in una situazione non sempre facile…”. Si riferisce al rischio penalizzazione? “No, parlo del mio contratto: se ne parla da tanto ma siamo ancora distanti dal trovare un accordo. Vorrei tanto rimanere ad Ancona, la società si è incontrata due volte con il mio procuratore ma l’offerta non rispecchia secondo me quanto sto facendo per questa squadra”. La penalizzazione rischia di influire invece sul rendimento in campo? “Non penso proprio. Noi giochiamo senza pensare alla nostra classifica, al rischio penalizzazione non vogliamo proprio pensarci. Sappiamo che siamo lassù, che la quota salvezza è vicina e che possiamo ancora conquistare traguardi più ambiziosi”. L’arbitraggio oggi ha suscitato diverse polemiche tra i tifosi? “Preferisco non parlare di questo, anche se ultimamente è vero che non siamo molto fortunati. Quello di Cittadella non mi era piaciuto, ma anche oggi ho notato alcuni errori: non so se su Mastro ci fosse stata una spinta perché dalla mia posizione non l’ho visto, ma ho visto benissimo la trattenuta su Gerbo poco dopo. Quello sarebbe dovuto essere un rigore limpido. Fortunatamente abbiamo vinto lo stesso: dobbiamo pensare solo al nostro gioco, perché con il nostro calcio possiamo arrivare lontano”. Mondonico ha detto di invidiare lo spirito di squadra e di gioco dell’Ancona… “Non si sbaglia. Il gruppo non viene mai a mancare, anche con le assenze. Chi parte dalla panchina è in grado di fare la differenza. Per questo sono felice per Gerardi, non è facile trovare spazio per lui con quei due là davanti, ma quando trova spazio riesce sempre a mettersi in luce. Ma come lui tutti gli altri”.

puntino2.gif (1008 byte)“Questa è la vera forza del gruppo”
di Matteo Magnarelli - Corriere Adriatico

“Una volta ancora il gruppo ha dimostrato quelle che sono le sue qualità principali: cuore e determinazione”: parla con orgoglio Massimo Di Stefano, vice allenatore di un’Ancona che ieri ha guidato in prima persona dalla panchina vista l’assenza per squalifica del “titolare” Sandro Salvioni (che fremeva in tribuna, come descriviamo nell’articolo dedicato). Dopo il 2 a 1 sull’Albinoleffe, si presenta in sala stampa con un gran sorriso stampato in volto. Per la seconda volta è il suo turno davanti ai microfoni. E come sottolineavamo alla vigilia del match, è un “dolce sostituir”, visto che con Di Stefano in panca l’Ancona aveva già trionfato a Rimini, dopo lo spareggio salvezza che non ha bisogno di essere ricordato. Due indizi per una conclusione: Di Stefano-talismano. “Paradossalmente l’espulsione di Zavagno ha tirato fuori il meglio della squadra – racconta -. I ragazzi hanno fatto quadrato, hanno tirato fuori il centodieci percento delle loro possibilità e in inferiorità numerica hanno prima trovato e poi difeso il 2 a 1. Sono stati davvero fantastici”. Ci tolga una curiosità: chi ha preso le decisioni oggi (ieri per chi legge, ndr), lei o Salvioni dagli spalti? “Come sempre si lavora in staff. Siamo in quattro e come quando c’è Salvioni in panchina, si collabora per operare le scelte migliori”. Come mai la sostituzione di Milani ad inizio ripresa? “Nella prima frazione di gioco l’avevamo visto in affanno. In un paio di circostanze è andato in difficoltà e così abbiamo optato per l’inserimento di Thackray”. Lui e Gerardi, due presunte riserve, sono stati fondamentali nel raggiungimento di questo successo… “Se in altre occasioni sono rimasti fuori, non significa che non siano ottimi giocatori. Anzi, lo sono e non è mai facile tenerli in panchina. L’importante è che si facciano trovare pronti quando vengono chiamati in causa. Oggi è accaduto: Gerardi è partito dal primo minuto e ha segnato un gol fondamentale, Thackray nel secondo tempo ha difeso bene dalla sua parte”. Il gol di Gerardi ha rilanciato l’Ancona, che in avvio di gara sembrava ancora in crisi... “Secondo me non siamo mai stati in crisi. Solo cifre e risultati sono stati avversi, ma questa squadra ha sempre lavorato con entusiasmo, anche dopo le sconfitte. Anche la condizione atletica è buona e oggi lo avete visto con gli scatti, tanto per fare un paio di esempi, di De Falco e Mastronunzio intorno al novantesimo. Comunque è vero che la palla anche oggi all’inizio girava poco rapida. D’altro canto però, abbiamo subito un gol rocambolesco dopo pochi secondi di gioco e non è facile poi ripartire di slancio dopo uno schiaffo simile. Se ci siamo riusciti, lo ripeto, è perché questo gruppo ha messo in campo un cuore grande così”. Il Del Conero resta una roccaforte per l’Ancona… “Perché con i tifosi al nostro fianco, siamo dodici in campo. Sono magnifici. Anzi, sono fondamentali”. Ora si pensa all’Empoli… “Sì, ma prima è meglio riposare un po’: i ragazzi hanno speso tanto, perciò nonostante si giochi di venerdì, abbiamo concesso a tutti la domenica libera. Ci rivedremo lunedì”, saluta “talismano” Di Stefano.

puntino2.gif (1008 byte)“Questo sì che è orgoglio”
di Roberto Senigalliesi - Corriere Adriatico

Ancona Una grande prova d’orgoglio. Tutti concordi, in tribuna, nell’evidenziare il carattere di questa squadra che magari non corre e non brilla come un tempo ma che mantiene intatta la voglia di vincere e la solidità del gruppo. “L’Ancona ha vinto con il cuore - sottolinea l’ex difensore dorico Richard Vanigli, ora al Forlì, in Eccellenza -. Nel primo tempo ho viso una squadra con poco ritmo e con giocatori che sembravano stanchi. Nella ripresa, in 10 contro 11, i ragazzi hanno tirato fuori gli attributi cogliendo una vittoria fondamentale contro un Albinoleffe che ha dimostrato di essere una buona squadra che poteva anche chiudere il match nei primi 45’. Il capo degli osservatori del Bologna Adriano Polenta evidenzia anche l’ingenuità dei lombardi. “Hanno perso una partita che avrebbero potuto vincere. Evidentemente non avevano fatto i conti con la forza di carattere di un’Ancona apparsa, specie nel primo tempo, poco brillante e priva di idee, lontana parente di quella di due anni fa. Nella ripresa, seppure in inferiorità numerica, l’Ancona ha dimostrato di essere un gran gruppo”. “Abbiamo vinto anche contro l’arbitro - afferma il vice-presidente del Coni Germano Peschini - ancora esausto per la tensione. Sono tre punti veramente d’oro che danno nuova linfa a questo grande gruppo capace di supplire con grinta all’evidente momento di appannamento”. “Nel momento del bisogno questa squadra ha tirato fuori il carattere dei tempi migliori - afferma anche lui entusiasta il presidente della Camera di Commercio Rodolfo Giampieri -. Campo pesante ed assenze importanti hanno causato in non brillante primo tempo. Poi la resurrezione, con un uomo in meno. Spero che questa vittoria sia di buon auspicio per il futuro, quando arriverà la primavera ed i campi asciutti”. Per ultimo il presidente regionale del Coni, Fabio Sturani. “Onore a questi ragazzi che continuano a stupire”.

puntino2.gif (1008 byte)La pulce nell'orecchio
di Cesare Malnati  - Giornale di Vicenza

Perduta (1-2) ad Ancona una di quelle partite in cui pare che ogni cosa giri per il verso giusto al punto da non doversi neppure sbattere troppo per far risultato. Al contrario, proprio perchè è troppo facile, ci rimetti le penne. Dopo 48 secondi l'AlbinoLeffe era già in vantaggio con Ruopolo in mischia, conseguente a corner. E successivamente, sull'1-1, l'Ancona, al 3' della ripresa, è rimasto in 10, per l'espulsione del terzino sinistro Zavagno, per fallo da ultimo uomo, al limite dell'area, su Cellini lanciato a rete. Invece di vincere, i seriani - dentro in rapida successione Cisse per Bergamelli, Passoni per Bombardini e Torri per Laner - sono stati superati. E' accaduto al 27', presi d'infilata da un'azione conclusasi con un taglio risolutivo di Miramontes. Un altro errore era stato commesso in precedenza, all'11' p.t., allorchè i padroni di casa avevano pareggiato di forza con un colpo di testa del colosso Gerardi. Nell'occasione, visto che era stato appositamente schierato l'altro gigante Cioffi per ostacolare il centravantone, era sorta spontanea la seguente domanda: ma come, mettiamo in campo uno proprio per disinnescare il gioco aereo di Gerardi e quello, acrobaticamente, ci fa subito gol? Naturalmente è più una sfiziosa curiosità che una critica, perchè sono cose che succedono. Veniamo alla prestazione, dopo aver annotato che Mondonico ha varato una formazione iniziale comprendente tutti e tre i reclutati di recente, cioè Bernardini, come regista, Bombardini, come interno, e, appunto, Cioffi. Una così alta percentuale d'innesti va assorbita. Per la verità, sarebbe andato già strettino il pareggio. Nel primo tempo, il predominio tecnico-tattico biancoceleste è stato notevole, con due occasionissime (una specie d'autopalo dell'ex bresciano Milani e una traversa di un Perico con tanto di fascia da capitano). Poi una sciocchezza stava dando il via libera a Mastronunzio, ma è andata bene. Quando la Celeste è mancata è stato durante la superiorità numerica: manovra lenta e leziosa per non andare da nessuna parte. Anzi, visto che s'è registrata pure la beffa! La squadra s'è poi scossa nel finale, con palle-gol di Perico e Torri, senza esito. Sicchè, tirando le somme, non si può parlare di gara mal giocata. Però un po' di superficialità c'è stata. Forse - mentalmente - passare da un tipo d'approccio alla partita rivolto più a non prenderle che a darle (com'è stato finora per via della classifica) a una prospettiva maggiormente esigente ha influito. L'abitudine a un atteggiamento sicuro di sè in due o tre partite dovrebbe consolidarsi, quindi niente drammi.

puntino2.gif (1008 byte)Ancona, seconde linee in ascesa, la rivincita dei 'panchinari'
di Matteo Massi - Il Resto del Carlino

Almeno una pacca sulla spalla se la meritano. E forse qualcosa di più. Sabato al Conero l’Albinoleffe ha messo in mostra i suoi gioielli presi nell’ultima sessione di mercato che, in definitiva, non hanno poi brillato così tanto. L’Ancona invece che non ha preso nemmeno un rinforzino a gennaio, ha mandato in campo i vari Pisacane, Schiattarella, Gerardi e a partita in corso Thackray e Camillucci che hanno visto spesso e volentieri soltanto la panchina. Alla fine ha vinto l’Ancona con un uomo in meno e con almeno un paio di giocatori fuori ruolo, ma che si sono adeguati, dimostrando di saperci fare anche nella nuova collocazione. Thackray, centrale difensivo puro, ha chiuso la partita da terzino destro, sbarrando la strada alle iniziative dell’Albinoleffe sulla sua fascia. Schiattarella invece, dopo aver iniziato in mezzo al campo al fianco di De Falco, è andato a fare il terzino sinistro e anche lui non se l’è cavata male. Salvioni, a fine partita, ha sorriso non solo per la vittoria, ma anche per quelle risposte che sono arrivate dalla panchina. Gli ex 'panchinari' ora, senza alzare la voce ma con le prestazioni, si candidano per un posto di titolare. Avanzano le seconde linee dell’Ancona e troveranno spazio. Questa è una fase cruciale del campionato, in cui si sommano le ammonizioni e le squalifiche. E così anche per la partita contro l’Empoli, l’Ancona avrà minimo due assenze (Miramontes e Zavagno squalificati). Forse tre, se Catinali, come sembra, non riuscirà a recuperare. Salvioni non si scompone. Ha già le alternative. E così Schiattarella potrebbe tornare a fare il terzino sinistro ma dall’inizio della partita. Al centro ci sarebbe spazio per Camillucci e magari Pisacane potrebbe dare un turno di riposo a Milani, apparso un po’ in difficoltà nella partita contro l’Albinoleffe. Troppo presto per parlare di formazione. Salvioni oggi riunirà tutti per la ripresa degli allenamenti e ritroverà Colacone e Cristante che hanno scontato il turno di squalifica. Poi comincerà a pensare alla formazione con cui proverà a fare l’impresa a Empoli. Rotto il digiuno dalle vittorie, c’è da sistemare la marcia in trasferta. L’Ancona non fa più punti lontano dal Conero da novembre. Un’eternità. Meglio rimediare il prima possibile.
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